OldClaudio

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  • in risposta a: Problema PDF Texnic Center #62791
    OldClaudio
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      Quel messaggio d’errore è di TeXnicCenter, non ha nulla a che vedere con LaTeX.

      Ma sei sicuro di avere eseguito la compilazione da .tex a .pdf usando pdflatex? (Domanda stupida, ma talvolta utili a trovare l’errore)

      Che cosa vuoi dire che se sposti un altro file .pdf Adobe Reader te lo apre? È ovvio che te lo apra ed è ovvio che non abbia nulla a che vedere con la tua tesi.

      Hai forse aggiornato la distribuzione? Comunque controlla le impostazioni di TeXniicCenter; forse sei passato da AReader 9 a AreaderX ?

      Ti succede la stessa cosa se usi TeXworks (che hai a bordo del tuo PC Windows, anche se non te ne sei accorto)?

      Scusa la serie di domande cretine, ma non ho nessun elemento per dire che pdfLaTeX c’entri per qualcosa.

      in risposta a: Link cliccabili #62763
      OldClaudio
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        Leggi la documentazione di hyperref in texmf-dist/doc/latex.hyperref/

        Ci sono diverrsi documenti da leggere, uno più user friendly e alltri più tecnici.

        Lì trovi ogni spiegazione, ma non è una lettura facile.

        La sostanza delle cose è che quando metti un \label da qualche parte esso stabilisce anche un obbiettivo (target) che è collegato non solo al numero specifico, e alla pagina di dove cade il label ma anche ad altri tre o quattro entità nuove che fanno sì che il target sia univoco; esso non dipende solo dal numero dell’equazione, per esempio, ma anche dal nummero del capitolo, dal nome dell’oggetto, dal numero della sezione, eccetera, in modo che esso sia assolutamente univoco.

        Quando poi pdflatex incontra un comando \ref o \pageref, esso deve avere un’ancora, che è poi il testo colorato come link, al quale associa un comando interno di pdftex che punta al target. Dunque il tarrget è prodotto dal “riferito” e l’anchor è prodotta dal “referente”; il link attivo è costituiro da un comando interno di pdftex.

        Le frecce da attivare con il menù o con gli shortcut da tastiera (che non ho voluto nominare deliberatamente perché sul Mac sono costituiti da “mela”+ freccia, e il tasto “mela” sugli altri C non c’è) sono una rporpietà del navigatore Adobe Reader o qualunque altro programma serio di visualizzazione di file PDF; è il Reader che si ricorda dove era prima, non il pdftex che ha prodotto il file PDF che può ricordarsi dov’era i lettore prima di di saltare ad un altro punto.

        Ora è pur vero che pdftex oggi può eseguire comandi di sistema, ma non può eseguire comandi interni di altri programmi, quindi per ora bisogna accontentarsi di cliccare sulle frecce.

        I dettagli li trovi sulla documentazione di hyperref

        in risposta a: Link cliccabili #62761
        OldClaudio
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          Quello che chiedi non si può fare.

          @little_squirrel ha dato una spiegazione chiarissima: la estendo un poco: supponi di avere l’equazione 1.1 nella pagina 215 e di farvi riferimento sia nella pagina 350 sia nella pagina 400. Allora sei nella pagna 350, clicchi sul numero dell’equazione e il visualizzatore ti porta alla pagina 215 dove c’è l’equazione; ora vuoi tornare al punto precedente, nella pagina 350, (ammesso che sia possibile) clicchi sul numero dell’equazione e come fa LaTeX/hyperref se vuoi tornare nella pagina 350 oppure nella pagina 400? Semplicemente non può.

          Ma lo può fare il visualizzatore PDF, perché il visualizzatore sa in che pagina eri prima di andare a vedere l’equazione.

          Ora qualunque visualizzatore di file che si rispetti ha, di solito nel menu a icone in alto (ma ognuno procede come è stato programmato), due punte di freccia orizzontali; cliccando su quella che puta a sinistra (indietro) si va alla pagina precedentemente consultata, se si clicca di nuovo, si va alla pagina ancora precedente, eccetera; se si clicca sulla freccia che punta a destra (avanti) si può aggiustare il tiro quando si ricupera una posizione oltrepassata cliccanndo troppe vollte sulla freccia dell’ “indietro”.

          In Adobe Reader, a parte gli short cut da tastiera, è possibile impostare le preferenze selezionando su Show all navigation tools; in questo modo nella barra superiore appaiono non solo le frecce per navigare alla pagina successiva o precedente, ma anche per andare alla prima paigna del documento o all’ultima; poi due frecce orizzontali su uno sfondo circolare azzurro che sono quelle a cui alludevo. Ho citato solo Adobe Reader perché è multipiattaforma (nel senso che ne esiste uno per ogni piattaforma) e il suo aspetto e la sua funzionalità è sostanzialmente la stessa su ogni piattaforma con ogni sistema operativo, ma queste frecce orizzontali ci sono o possono venire aggiunte alla barra superiore anche per certi visori interni dei vari shell editor; o nei visualizzatori standard per i file PDF di ogni sistema operativo.

          in risposta a: Usare citet e citep in beamer #62743
          OldClaudio
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            Dunque \citet scriverebbe: Topolino (2011), mentre \citep scriverebbe; (Topolino 2011).

            Senza comporre nessuna bibliografia, che tanto si trova già nella bibliografia dell’articolo pubblicato negli atti della conferenza, che fatica fai a scrivere a mano in un modo o nell’altro? sai bene di chi stai parlando; e quel che devi scrivere equivale come numero di battute a scrivere \citet{bib:Topolino-Basettoni}. Se vuoi creati una macro per stampare la citazione in maiuscoletto, se il font di beamer te lo consente (il font di default non te lo consente, ma puoi scegliere altri font).

            D’altra parte se non stampi la bibliografia, beamer non sa che cosa significhino loe chiavi di citazione, e se stampi la bibliografia fai un lavoro inutile, visto che avrai di sicuro citato più di tre riferimenti nell’articolo degli atti, e ogni tre riferimenti devi comporre in un nuovo frame; per convincere beamer a spezzare un lungo testo/elenco fra più frame ce ne vuole, non è così semplice.

            Scusami se ti esorto a desistere, mentre altri partecipanti a questa discussione ti stanno aiutando a superare le tue difficoltà spiegandoti come comporre la bibliografia. Ma cero di aiutarti per la tua presentazione alla conferenza, non penso alla bibliografia della presentazione.

            in risposta a: Gli oggetti mobili, questi sconosciuti #62661
            OldClaudio
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              Scusate se continuo questo thread; questa volta spero di non confondere le cose con cose ricordate male o scambiate.

              Stavo leggendo la documentazione del pacchetto ccaptions di Peter Wilson (ora il pacchetto è mantenuto da Will Robertson); Peter Wilsono è l’autore, fra l’altro, della classe memoir; a me piace non solo per quello che fa ma anche per come lo documenta.

              Dunque lo scopo principale di ccapitons è quello di personalizzare completamente il modo di comporre le didascalie, ma in realtà fa molto di più, in particolare la documentazione descrive anche il modo di gestire vecchi e nuovi float. Bene, il paragrafo 4.2 descrive dettagliatamente come LaTeX colloca gli oggetti mobili: significativamente il titolo è Where LaTeX puts floats.

              Lì sono descritti in dettaglio i cinque caratteri di posizionamento: h, t, b, p, ! e il loro funzionamento, ed è descritto in dettaglio a che cosa serve ogni parametro, che cosa succede se si specifica una sola lettera, che cosa fa l’algoritmo di controllo servendosi de parametri percentuali di testo e di float, che cosa non deve superare la percentuale dl 100% e che cosa invece può superarla; suggerisce anche come modificare il parametri percentuali per avere un deflusso delle code un po’ più snello, ma contemporaneamente corretto dal punto di vista tipografico (lui, Wilson, è un tipografo che compone a mano e stampa con un torchio a mano…; usa anche una platina azionata da un motore elttrico, ma preferisce stampare col torchio a mano!).

              In parte ho riportato il Lamport-pensiero sull’ Introduzione, forse mettendoci del mio non del tutto corretto o non del tutto sbagliato; ma mi piace la descrizione che fa Wilson che di fronte ad una situazione così complessa riesce ad essere stringato, ma nello stesso tempo chiaro. Ne suggerisco la lettura attenta.

              Ciao
              Claudio

              PS: Mi permetto anche di segnalare il pacchetto dblfloatfix che quando si compone a due colonne aggiusta la posizione degli inserti a piena pagina per emetterli in output in ordine con quelli larghi una colonna e permette anche di usare il posizionatore b (insieme ai soliti t e p di default) cosicché le figure a piena larghezza possono apparire anche in basso e non solo in alto o in una pagina di soli oggetti mobili. Forse questo non interessa quando si scrivono libri, ma può interessare epr quando si scrivono contributi per riviste, generalmente composte a due colonne, per esempio per ArsTeXnica:smile:

              in risposta a: Usare citet e citep in beamer #62741
              OldClaudio
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                Caro @soria,
                essendo in pensione e avendo alle spalle 45 anni di “accademia”, ti puoi immaginare a quante conferenze ho assistito e a quante ho contribuito con lavori miei.

                Ti assicuro che la bibliografia in una presentazione non serve a niente, meno che mai in una conferenza scientifica dove non puoi distribuire gli handout a, diciamo, 100 ascoltatori presenti; per altro la bibliografia si trova nell’articolo che viene pubblicato negli atti della conferenza, quindi…

                Ha senso, invece, per ottenere quello che vuoi esporre, che non ci sia una bibliografia, ma che ci sia un frame destinato a dire: Questo è quanto afferma Topolino nel suo noto lavoro “L’ispettore Basettoni e le sue inchieste”, Mikey Mouse Pubbl. Redwood, CA, 2011.

                Naturalmente, poi, fai come meglio credi.

                in risposta a: Usare citet e citep in beamer #62738
                OldClaudio
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                  A parte i problemi che possono esserci con la bibliografia e con le citazioni, che qualcun altro ti aiuterà a risolvere, ti chiedo: Sei sicuro che una bibliografia si utile in una presentazione?

                  Mi spiego meglio.

                  Una presentazione non è un documento che l’ascoltatore abbia nelle sue mani sotto forma cartacea o come e-book navigabile. Per sua natura una presentazione è effimera: viene presentata, magari in più circostanze, ma una volta vista, è “svanita”.

                  Se tu dai ai presenti un “handout”, le cose cambiano; ma l’handout non è altro che un articolo dove ogni pagina è una slide, o meglio, usando la terminologia di beamer, è un frame. Allora guarda che cosa beamer ti consente di fare a partire dallo stesso sorgente; la documentazione di beamer ( dalla finestra comandi dà il comando texdoc beamer, e cerca il capitolo 21) contiene molte pagine su questo argomento e lì probabilmente trovi la risposta ai tuoi problemi.

                  Ma senza handout la bibliografia in una presentazione non serve assolutamente a nulla, qualunque sia il metodo di citazione.

                  in risposta a: Come scrivere la variabile complessa i #62726
                  OldClaudio
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                    Dipende: se devi rispettare le norme ISO me le scienze aplicate, devi scriverla in tondo; altrimenti sei libero di scriverla come ti pare, purché il simbolo e lo stile di scrittura non collida con le altre variabili..

                    Se poi scrivi in argomenti “elettrici” allora devi scrivere “j” non “i” e in tondo. L’Introduzione spiega come fare per avere gli spazi giusti a destra e a sinistra.

                    in risposta a: Gli oggetti mobili, questi sconosciuti #62660
                    OldClaudio
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                      OldClaudio aveva la testa chissà dove quando ha confuso la minima percentuale dei testo con la massima percentuale di in intex float.

                      Chiedo scusa e mi vergogno profondamente.:sad:

                      in risposta a: Tabelle larghe con note #62135
                      OldClaudio
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                        No, @SoONick, non è la tabella servita che serve, ma le idee che ci sono e che aiutano ad evitare di incorrere in guai ripetitivi. Certo puoi non aver apprezzato quelle due piccole macro che in un niente ti permettono di trasformare le notazioni del calcolatore del tipo 2.37e-15 in una cosa leggibile e ortograficamente corretta; certo potresti non aver apprezzato l’eliminazione dei doppi filetti sopra e sotto la tabella; forse non hai notato che sopra \toprule c’è un fine riga \\ che serve appunto ad eliminare l’errore per il quale hai chiesto aiuto.
                        Sei padronissimo di non apprezzare queste cose e nessuno te lo chiede.

                        Ma per chi ti da una mano, magari in modo non apprezzabile, e che ha consumato una buona mezz’ora per trovare come rendere (non apprezzabilmente) decente la tabella, è sconfortante sentirsi dire “tanto ho risolto diversamente”

                        Ora io nella mia precedente risposta non sono stato né sarcastico né sfottente; come a qualunque mio studente che continuasse a chiedermi spiegazioni delle stesse cose, gli direi con franchezza, ma con educazione, che è distratto, e gli darei ugualmente la spiegazione. Ma mi seccherebbe non poco se a questo rilievo mi rispondesse che la mia spiegazione non gli serve. Perché l’ha chiesta allora?

                        Ti prometto che non ti seccherò più con i miei aiuti indesiderati.

                        in risposta a: TeX Live 2011 #61643
                        OldClaudio
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                          TeX Live funziona con qualunque versione di Windows, sicuramente a partire da WinXP compreso, e non sfrutta niente del sistema operativo, se non le funzioni che non possono mancare da nessun SO, tipo l’accesso al disco in lettura e scrittura. Se usi uno shell editor fatto apposta per Windows, potresti avere (forse)dei problemi, ma se usi l’editor TeXworks già installato insieme a TeX Live, non hai sicuramente problemi.
                          Detto questo non volermene se spendi un paio di centoni per comprare una starter edition di Win7 e poi, per caso, questa fosse così essenziale che non lascerebbe funzionare nemmeno i programmi più diffusi, da Microsoft Office ad Adobe Reader, eccetera. TeX Live usa meno risorse del sistema operativo di quei programmi.

                          Se devi comprare invece un portatile nuovo, perché non ti orienti verso un Mac? Hai mai sentito nessuno sul forum lamentarsi di un Mac? [Oddio, io l’ho fatto, ma non al punto di pentirmi di possedere due macchine Macintosh 😉 🙂 😎 ]

                          in risposta a: Equazioni decentrate e problema con pacchetto #62671
                          OldClaudio
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                            In ogni caso togli un apio di opzioni e aggiungi ancora un pacchetto:
                            `
                            \documentclass[a4paper,12pt]{book}% twoside e openright sono di default con la classe book

                            \usepackage[T1]{fontenc}
                            \usepackage[latin1]{inputenc}
                            \usepackage[italian]{babel}
                            \usepackage{lmodern}% con la codifca T1 sono i più adatti
                            \usepackage{textcomp}
                            \usepackage{microtype}

                            \usepackage{indentfirst}
                            \usepackage{showkeys}
                            \usepackage{graphicx}
                            \usepackage{amsmath,amssymb,amsthm}

                            % pacchetti rimossi dal precedente preambolo perché:
                            \usepackage{latexsym} % obsoleto
                            \usepackage{fancyhdr} % inutile se non si specifica la foot/headline
                            %\usepackage[Glenn]{fncychap} % era già commentato
                            \usepackage{newlfont} % sconsigliatissimo
                            `

                            Inoltre i messaggi che dicono: \citation \bibdata \bibstyle nè input index file non hanno nulla a che vedere con le equazioni spostate a sinistra.

                            Cerca dove hai inserito l’opzione fleqn o il pacchetto che ti ha inserito l’opzione fleqn e toglila.

                            in risposta a: Tabelle larghe con note #62133
                            OldClaudio
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                              Sei incorreggibile nella tua distrazione e nel tuo rifiuto di documentarti e di ricordarti di quello che hai letto nella documentazione.

                              Tuttavia, dopo aver aggiunto un paio di macro e un apio di pacchetti al tuo esempio minimo NON compilabile eccoti la tua tabella rimessa in forma decente, nn al meglio, ma almeno decente

                              `
                              \documentclass[a4paper,12pt]{article}
                              \usepackage{rotating}
                              \usepackage{longtable, pdflscape, multirow, booktabs}

                              \newcommand\un[1]{\ensuremath{\mathrm{#1}}}
                              \makeatletter
                              \def\esmd#1 {\ensuremath{\cdot10^{-#1}}}
                              \def\espd#1 {\ensuremath{\cdot10^{+#1}}}

                              \begin{document}

                              \begin{landscape}\footnotesize
                              \centering
                              \begin{longtable}{*{11}{c}}
                              \caption{Main properties for MIRO galaxies detected by Chandra.}
                              \label{tab:MIRO}
                              \\
                              \toprule
                              \textbf{ID} & \textbf{Model} & $F_{0.5-2}$ & $F_{2-10}$ & $L_{2-10}$ & $L^{in}_{2-10}$ & $C_\textup{Line}$ & $C_\textup{NoLine}$ & $N_H$ & $\Gamma$ & \textbf{EW} \\
                              & & (\un{erg\,cm^{-2}\,s^{-1}}) & (\un{erg\,cm^{-2}\,s^{-1}}) & (\un{erg\,s^{-1}}) & (\un{erg\,s^{-1}}) & & & (\un{cm^{-2}}) & & (\un{keV})\\ \midrule
                              \endfirsthead
                              \multirow{4}*{D461} & $\Gamma_\textup{free}$ & 2.09\esmd16 & 5.95\esmd16 & 5.98\espd42 & 6.53\espd42 & 513.14 & 514.38 & 1.15$_{-1.16}^{+1.51}$ & 1.63$_{-0.47}^{+0.64}$ & 0.16 (0.00 — 0.43) \\
                              & $\Gamma_\textup{fix}$ & 2.07\esmd16 & 5.20\esmd16 & 5.85\espd42 & 6.69\espd42 & 513.16 & 514.68 & 1.73$_{-1.23}^{+1.65}$ & 1.80 & 0.17 (0.00 — 0.45) \\
                              & $N_{H} = 0$ & 2.22\esmd16 & 6.73\esmd15 & 1.48\espd43 & 1.49\espd43 & 514.18 & 515.59 & 0. & 1.39$_{-0.31}^{+0.28}$ & 0.17 (0.00 — 0.45) \\
                              & Reflection & 9.04\esmd17 & 1.92\esmd15 & 5.82\espd42 & — & 579.12 & — & — & 1.80 & 0.04 (0.00 — 0.22) \\
                              \midrule
                              \multirow{4}*{D540} & $\Gamma_\textup{free}$ & 5.27\esmd16 & 8.63\esmd15 & 6.79\espd43 & 1.36\espd44 & 555.82 & 555.82 & 21.54$_{-7.22}^{+9.52}$ & 0.87$_{-0.23}^{+0.25}$ & 0.00 (0.00 — 0.01) \\
                              & $\Gamma_\textup{fix}$ & 5.51\esmd16 & 6.14\esmd15 & 7.21\espd43 & 3.78\espd44 & 587.24 & 587.22 & 54.31$_{-5.18}^{+6.98}$ & 1.80 & 0.00 (0.00 — 0.01) \\
                              & $N_{H} = 0$ & 5.71\esmd16 & 1.12\esmd15 & 5.51\espd43 & 5.55\espd43 & 603.13 & 603.12 & 0. & 0.18$_{-0.11}^{+0.09}$ & 0.00 (0.00 — 0.04) \\
                              \bottomrule
                              \end{longtable}
                              \end{landscape}

                              \end{document}
                              `

                              in risposta a: Gli oggetti mobili, questi sconosciuti #62656
                              OldClaudio
                              Partecipante
                                Up
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                                Down
                                ::


                                Ho citato il 20% a memoria, ma ricordavo bene: confronta con tabella G.3 dell’ Introduzione; poi cerca il valore di \textfraction nelle classi che usi. O semplicemente inserisci dopo \begin{document}
                                `
                                \meaning\textfraction
                                `
                                e ti viene stampato il valore nel file log

                                Come ti ho già detto nel momento in cui specifichi i parametri di posizionamento con l’apertura dell’ambiente, vengono impostati i 5 bit meno significativi di un certo contatore, e la routine di output esamina quei 5 bit nel suo ordine predefinito. Non ha nessuna importanza, (dovrei forse scrivere “non dovrebbe avere”, perché la routine di output è cosi complicata, piena di commenti di dubbio espressi dei vari che ci hanno messo le mani sopra che io non me la sento di essere categorico) l’ordine con cui si specificano quelle lettere magiche.

                                Io sarei sempre per il metodo sperimentale 🙂

                                Ciao
                                Claudio

                                in risposta a: Argomento {tabular} #62703
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Vediamo:
                                  `
                                  $80.20\textpm^{85.04}_{31.96}$
                                  `

                                  siamo di fronte ad una formula: se sostituisci \pm a \textpm resta una formula; se togli i dollari, mi spieghi come facevano quegli esponenti e quei pedici a funzionare?

                                  E mi spieghi che cosa vuol dire

                                  80.20±85,0831.96

                                  Io di matematica ne ho vista molta, ma non ho mai visto un segno ± elevato ad un esponente e anche con un pedice. Ha un qualche significato?

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 9,931 al 9,945 (di 11,287 totali)

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