Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
11 Agosto 2011 alle 13:37 in risposta a: Layout 2 colonne con contenuti diversi (come realizzarlo?) #62293::
Non mettere mai \marginparsep a zero perché esso rappresenta la distanza orizzontale fra la scatola che contiene la nota e la scatola che contiene il testo; l’aritmetiche che io ho scritto fa sempre in modo tale che la larghezza delle note marginali sia calcolata per differenza fta la \fulltextwidth, la testwidth e il separatore \marginaprsep, quindi non li puoi fissare separatamente..Il pacchetto nonfloat non serve solo per le figure marginali, ma anche per le altre figure e tabelle. I pacchetti wrapfig e picinpar sono più adatti a gestire quelle cose e accettano il comando \caption. Loro pensano a inserire direttamente la figura nella colonna delle note marginali, quindi non c’è nemmeno bisogno di definre nulla per quelle figure o tabelle.
geometry va bene, ma, attenzione, che la sua griglia di composizione non prende mai in considerazione le note marginali e quindi tocca sempre al compositore determinare la larghezza delle note marginali per differenza (in definitiva con i miei comandi 😎 o con comandi simili)
::
Dal codice che presenti rilevo che si fa riferimento allo StileTrieste che non esiste più da alcune versioni; TeX Live già riporta la versione 5.50 e sto per eseguire l’upload della versione 5.59.Infatti ora la ridefinizione dllo stile headings della pagina del frontespizio diventa:
`
\def\ps@myheadings{\let\@mkboth\markboth
\def\@oddhead{\vbox{%
\hbox to \hsize{\hfill {\LARGE \@ateneo}\hfill}%
\ifclassica
\hbox to \hsize{\hfil\vrule\@width\z@
\@height3.5ex\vrule\@height1.4\p@\@depth-\p@\@width50mm\hfil}%
\fi
}}%
\def\@oddfoot{\vbox to 15mm{\vss
\ifclassica
\hbox to \hsize{\hfil\raisebox{-.3ex}[\z@][\z@]{%
\vrule\@height-2.6\p@\@depth3\p@\@width50mm}\hfil}%
\fi
\hbox to\hsize{\hfill{\Large{\@submitdate}}\hfill}}%
}%
\let\@evenhead\@oddhead
\let\@evenfoot\@oddfoot
}%
`
e, come vedi, non si parla più dello StileTriesteIl codice è commentato nel file toptesi.dtx che trovi nella cartella /text-dist/source/latex/toptesi/ oppure che leggi più comodamente, scritto in chiaro dando il comando dalla finestra “nera” (prompt dei comandi) texdoc toptesi.
Io sposterei quel codice al posto giusto, dopo il test per verificare se esiste (se è stato definito) il nome proprio dell’ateneo:
`
\ifx\@nomeat\empty \else
{\vspace*{-3\topskip}\centering
{\Large \@nomeat}\par}\vfill
\fi
\begin{center}
`
e metterei il codice da spostare subito prima di \begin{center}In ogni caso impara a distinguere le coppie di graffe {…} e gli ambienti; impara a non mettere cose estranee nelle definizioni perché non ti sei accorto di avere inserito qualcosa dentro una definizione.
Programmare in linguaggio TeX non è fuori della portata di qualunque persona; ma bisogna che la persona si attenta e non trascuri i particolari.Per avere maggiori delucidazioni sul linguaggio TeX, se non hai voglia di comperarti il TeXbook (uno dei progetti del GuIT è di eseguirne una traduzione in italiano, ma ci vorranno un paio di anni prima che sia pubblicata, quindi non ti conviene dilazionare la laurea di così tanto tempo:wink:), scaricati dalla rete il testo “Appunti di programmazione in TeX e LaTeX”; vi sono spiegati tutti gli \ifx, gli \expandafter, e le altre diavolerie di questo genere.
::
Bella domanda!
per molti programmi riesci ad ottenere la documentazione di tipo man o info, ma spesso ne ottienei un po’ dando da terminale un comando quasiasi di cui non riesci a inferire il significato dal nome e fornendogli un argomento fasullo, per esempio -h, una presunta opzione: se ha quella opzione ti da le informazioni che riesce a darti, se non ce l’ha ti dice che ingora l;’opzione e ti da la sintassi dalla quale rilevi il nome dell’opzione. la maggior parte di quegli eseguibili non dovrebbero mai venire usati direttamente dagli utenti del sistema, ma venfgono usate dai programi di installazione o di aggiornamento,dai programmi di configurazione, eccetera. Fossi in te non mi preoccuperei troppo, a meno che tu non vogli soddisfare una tua legittima curiosità.Ciao
Claudio
::`
C:\Users\Daniele\Desktop\Nuova Cartella\MAIN.pdf
Couldnot open file.
File not found
`1) il file FIGURA1.pdf_tex si trova davvero nella sottocartella IMMAGINI che a sua volta si trova sotto la cartella “Nuova Cartella”?
Tra l’altro se vuoi evitere noie con Windiows, non usare mai nomi di cartele o di file che contengano degli spazi.
2) il tuo log che nome ti indica per il file non trovato?
3) per caso non è MAIN.pdf che non riesce ad aprire? se è questo il file che non riesce ad aprire, sei sicuro di avere eseguito pdfLATeX e che questo non abbia prodotto errori tali da non produrre il file MAIN.pdf? cosa dice il file log dell’esecuzione di pdfLaTeX nelle ultime righe?
4) se leggeva il file FIGURA1.pdf_tex quando era nella stessa cartella del MAIN, il file MAIN.pdf veniva regolarmente aperto dal lettore di pdf?
Dovresi leggere con attenzione il file log e cercare di estrarre da lì il motivo del fatto che non riesci ad aprire il file MAIN.pdf.
::
La finestra nera è quella dovo dei i comandi scrivendone i nomi, le opzioni, gli argomenti: capisco che oggi gli utenti Windows non sono abituati ad usarla, ma loro, come gli utenti di qualunque sistema operativo, devono avere tutti una certa dimestichezza con questa finestra e con i comandi scritti. I uso questa finestra sotto Windows, sotto Linux/Ubuntu, sotto Mac. Ci si possono fare cose meravigliose che con il mouse sono impensabili. Certo se qualcuno ti progetta una interfaccia grafica che ti consente di selezionare le opzioni e gli argomenti cliccando con il mouse, la cosa può essere più facile, ma quel qualcuno, purtroppo, non sempre è li a creare queste cosette.Se la cosa ti impaurisce un poco, vai su Start, Prgrammi, accessori, Prompt dei comandi e cliccaci sopra: si apre la finestra nera: scrivici dentro help e poi batti Invio; ti viene fuori tutta la lista di comandi che puoi dare sul terminale; se ne scegli uno, diciamo dir, e scrivi Help dir, ti viene fuori la sintassi del comando dir, con le opzioni e con i loro significati; ti renderai conto che lavorando solo con il mouse si perdono i tre quarti delle possibilità offerta dal sistema operativo del PC o laptop.
::Potrei avere una copia della patch in questione, anche nella mia Facoltà (Ingegneria Palermo) il logo deve essere posizionato in alto come primo elemento. Grazie e complimenti per la classe TopTesi
No, no ti mando il “tacon” (pronuncia “tacùn”, versione piemontese di “patch”) per i motivi che ti ho già spiegato.
Ma visto che hai già fatto altre modifiche, perché non fai da solo anche questa? Basta aprire il file topfront.sty, cercare il punto dove c’è scritto \includegraphics e spostare il codice di quella riga e di un paio di righe sopra e sotto da qualche altra parte: ti ritrovi il logo della tua tesi sopra o sotto il nome della tua università, a metà pagina, sopra o sotto la data della seduta di laurea, ti puoi anche mettere il logo sulla stessa riga del nome dell’università, ne puoi cambiare le dimensioni, eccetera.
Ma devi cambiare i nomi dei file che modifichi secondo la catena che ti ho già indicato pur lasciando il mio copyright e indicando chiaramente con righe di commento che cosa hai modificato e dove, sempre ricordando di metterci il tuo nome.
::sps” post=61357Ho trovato!!
Basta aggiungere i pacchetti:
\usepackage{latexsym,amssymb,amsfonts,mathrsfs}Infatti non hai letto bene: latexsymb esiste solo per compatibilità con il vecchio LaTeX209; i pochi simboli lì definiti sono tutti definiti insieme ai numerosi altri da amssymb; e se avessi letto completamente, avresti visto che amssymb carica autonomamente amsfonts; quindi il tuo codice rimane semplicemente:
`
\usepackage{amssymb,mathrsfs}
`
Ovviamente devi aver caricato amsmath; quindi tanto vale che metti questi due pacchetti insieme alla chiamata di amsmath:
`
\usepackage{amsmath,amssymb,mathrsfs}
`
::gheremedin.daniele” post=61340
Aggiorna la tua distribuzione; pdflaTeX ora legge e incorpora anche i file .eps, traformandoli in realtà in file PDF.
Non so come aggiornare pdflatex.
Non è che devi aggiornare pdfLaTeX; devi aggiornare tutta la tua distribuzione del sistema TeX; se hai TeX Live devi seguire le procedure che sono indicate nei thread con la puntina da disegno rossa in testa alla pagina del forum; se hai MiKTeX devi andare sul sito http://www.miktex.org, leggere le indicazioni per l’aggiornamento ed eseguire corrispondentemente.
Se non hai TeX Live, ti consiglio vivamente di adottare questa distribuzione (la distribuzione del 2011 è in giro da circa un mese, ma ogni giorno ci sono aggiornamenti; non è il caso di aggiornare ogni giorno, — una volta ogni dieci giorni va benissimo se vuoi averla sempre quasi fresca di giornata — ma ti da una idea quanto sia vivace l’attività di aggiornamento di questo software libero. MiKTeX è curato da una sola (bravissima) persona e fa quello che può per ridistribuirlo nel formato adatto alle macchine Windows. TeX Live va benissimo anche per le macchine Windows.
::
La mia obbiezione si riferiva alla matematica di certe scienze applicate.Capisco il tuo problema; direi che \overline e \underlie si accoppino meglio nel loro significato opposto di lim inf e lim sup; tuttavia queste sono cose che i matematici sanno meglio di me, e spero che un matematico intervenga in tuo aiuto come io non sono capace di fare.
Non li ho guardati tutti, ma ci sono un mucchio di simboli Nella Comprehensive symbol list (link qui sopra nella sezione Guide).
Anche usando XeLaTeX e i font matematici UNICODE “XITS Math” si hanno a disposizione moltissimi simboli e moltissimi integrali; per questi font scarica, se non l’hai mai fatto, il testo elettronico introxelatex.pdf (non ho a portata di mano il link, ma sono sicuro che lo trovi con Google). Naturalmente questi font possono essere usati solo con un motore di composizione che accetti al matematica UNICODE, per esempio, guarda caso, XeLaTeX; non è difficile usare a XeLaTeX, come non è difficile usare LuaLaTeX, ma al primo approccio potrebbe sembrare un grosso ostacolo.
9 Agosto 2011 alle 18:45 in risposta a: Usare “maiuscoletto” e impostare indice per ogni capitolo #62373::
Le numerazioni servono per “navigare” più facilmente in un documento; se tu elimini il numero del capitolo e ari il testo ad una paigina a caso non sai in quale capitolo ti trovi e quindi non sai sel la “sezione” 2.3 sia la terza sottosezione della sezione 2 del capitolo Uno, oppure Due, Oppure Tre, eccetera. Valuti solo dal numero di pagine che hai sfogliato. Meno informazione cè nella numerazione, più difficile diventa la “navigazione”.Certo se scrivi un romanzo la numerazione non ha nessuna importanza; quindi tanto varrebbe eliminare ogni numerazione; prendi i volumi di Camilleri presso Sellerio; i capitoli non intestati Uno, Due, Tre, eccetera, non hanno un vero titolo; i paragrafi non hanno titolo, ma sono spearati solo da una riga bianca; l’indice serve e non serve, tanto più che è alla fine del volume e credo che nessuno si sia reso conto che l’indice esista (anche se non serve a niente).
Ripeto, non si tratta di ua questione estetica; si tratta del fatto: la numerazione serve a qualcosa o è un ornamento? se serve a qualcosa deve essere completa; se è un ornamento la si può anche omettere; ci sono altri ornamenti più simpatici da poter usare senza ricorrere alle cifre arabe.
-
AutoreRisposte