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I punti sono due: lo spazio dopo un comando e lo spazio dopo il punto1) Lo spazio dopo un comando; la sintassi di TeX dice che una sequenza di controllo (un comando, una macro) ha il so nome formato solo da lettere e termina con il primo carattere che non sia una lettera: se dopo un comando lasci uno spazio premendo la barra spaziatrice, quello spazio serve per terminare il nome del comando e non viene più usato per lasciare uno spazio fra il risultato dell’esecuzione del comando e quanto segue. Se invece ci metti qualunque cosa che non sia una lettera, il nome termina correttamente e quel qualunque cosa viene usato per quel che significa. Quindi {} inserisce una graffa aperta, che termina il nome della macro e apre un gruppo; questo viene chiuso subito dopo, quindi nel testo composto non appare nulla; un eventuale spazio è quello che compare dopo la graffa chiusa.. Se metti il backslash seguito da spazio, questa macro termina il nome e inserisce uno spazio; quindi questa via è più “economica” nel senso che devi battere due tasti invece di tre.
2) un punto dopo un acronimo in lettere maiuscole è inteso come punto di abbreviazione, non come punto fermo; se usi l’impostazione \frenchspacing la cosa è irrilevante, ma se usi l’impostazione di default (impostazione anglosassone) lo spazio dopo i segni di interpunzione cambia a seconda del segno. Aloore il punto fermo dopo FIAT va inserito così:
FIAT\@. La macro \@ cambia la spaziatura dopo il punto.
9 Agosto 2011 alle 15:35 in risposta a: Usare “maiuscoletto” e impostare indice per ogni capitolo #62365::
Per il minindice vedi se il pacchetto minitoc ti può servire; è un po’ barocco e senza numeri di pagina è prorio solo una decorazione dell’inizio del capitolo, ma sta a te decidere.Per altre lingue esistono pacchetti che permettono di trascrivere un numero in una parola; in italiano non ho mai visto un pacchetto simile; nello stesso tempo la cosa può avere, forse, un senso se i capitoli sono proprio pochi, non più di dieci, altrimenti le intestazioni dei capitoli diventano veramente ingombranti: pensa un po: “Capitolo ventisettesimo”. No, secondo me le cifre arabe (neanche i numeri romani) sono decisamente più adatti per intestare i capitoli; del numero hai comunque bisogno per le sezioni, le sottosezioni, le formule, le figure, le tabelle.
Le note in maiuscoletto dimenticale, anche se si potesse fare (e lo si può fare) sarebbero orrende.
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Il comando \bar sovrappone alla variabile segnata un particolare segno tratto da una polizza di caratteri.
I comandi \overline e \undelrine sovrappongono o mettono sotto un segno orizzontale estensibile a piacere formato da un segno di cui è possibile stabilire sia la posizione verticale sia lo spessore; ma è molto difficile e andrebbe fatto direttamente dentro le definizioni di \overline e \underline, altrimenti tocca rispecificarlo ogni volta, e questo non è bello. Inoltre entrambi questi segni non sono il meglio per soprallineare o sottolineare una sola variabile, ma sono più adatti per altri usi dove la soprallineatura o la sottolineatura abbracciano diverse variabili.Infine permettimi una domanda indiscreta: perché vuoi sottolineare delle variabili? Conosco delle discipline dove una sottolineatura indica una matrica ad una colonna e una doppia sottolineatura indica una matrice. Queste sono pratiche da macchina da scrivere e sono contrarie a qualunque norma ISO per la scrittura della matematica usata nelle scienze applicate e in fisica. Vettori e matrici (oltre che i tensori e le diadiche) si possono indicare con simboli un po’ più confacenti alle neorme e puoi scegliere per i vettori sia la forma con la freccia sia la forma neretta. per le matrici si usa sempre la forma neretta (pacchetto bm, e comando \bm{A} per ottenere A). È solo una pulce nell’orecchio, poi sta a te decidere come scrivere.
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In italiano le virgolette alte semplici si usano pochissimo; nei dialoghi si usano piuttosto le virgolette basse uncinate e le alte doppie; però non ho mai trovato una regola “cogente” in un qualunque senso. Usando virgolette che non richiedono legature, il problemi degli spazi non si pongono: «… disse: “Bla bla”».Se usi le legature dei backtick (o accento grave) e degli apostrofi, puoi spezzare le legature mettendo fra gli elementi da non legare un gruppo vuoto, per esempio “… disse: `Bla bla’{}”.
Il gruopo vuoto può essere usato sempre per smembrare una legatura.
::Luci” post=61304Ciao!
ho da poco iniziato a usare LateX e sto usando TeXstudio(ex TeXMaker) come editor su Windows. Ho dei problemi nel caricare delle immagini. Mi visualizza un gruppo di immagini in formato eps con dimensione dell’ ordine di pochi KB fino a 16KB o giù di lì mentre altre immagini che sono più grandi, per es. 120KB, non me le carica e come errore mi dice “not found” anche se il percorso inserito è corretto. Come posso fare?Quello che ti succede non dipende certamente da TeXstudio, che è solo un editor e non è né laTeX né pdflaTeX, né nessuno degli altri programmi di composizione che fan parte della distribuzione del sistema TeX.
Probabilmente hai scritto male il percorso dei tuoi file; forse ha scritto correttamente, ma hai usato un percorso assoluto, mentre da un paio di release i programmi aprono solo file che si trovano in cartelle subordinate a quella dove si trova il file .tex che vuoi comporre.
In ogni caso è certo che le figure .eps non dovresti nemmeno prenderle in considerazione; dovresti usare come formato vettoriale solo il formato PDF, dovresti usare solo pdfLaTeX (cosa che si può fare anche con TeXstudio) e, se usi una distribuzione sufficientemente recente di TeX Live (non so dirti di MiKTeX 2.9), quando non puoi assolutamente fare a meno di figure in formato EPS, pdfLaTeX è in grado di trasformartele al volo in formato PDF. Controla bene le impostazioni del tuo TeXstudio, in modo che quando premi il tasto F6 (cito a memoria) faccia partire la compilazione con pdfLaTeX, non la compilazione con LaTeX.
Ricordati anche quel che ti ho detto a proposito del motivo del messaggio “file not found”; se ha l’accortezza di mettere le tue figure in cartelle subordinate a quella del tuo main file e se specifichi correttamente il graphics path mediante l’apposito comando del pacchetto graphicx, non dovresti più avere problemi; se hai Win7 invece di spostare materilmente i file nella cartella subordinata suddetta, in quella suddetta cartella puoi mettere dei symbolic link che fanno credere ad ogni programma che siano il file vero, invece che un reindirizzamento al file vero.
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L’unica differenza apparente che vedo è che io dal sito di MacTeX ho scaricato mactex20110703.mpkg.zip; forse l’hai fatto anche tu, ma non l’hai esplicitato. Ma una volta estratto il mpkg dall’archivio compresso, vi ho cliccato sopra, ho dato la parola chiave, ho risposto si a tutto e il tutto si è installato correttamente in 5 minuti, anche meno.
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A me l’installazione non ha dato nessun problema; naturalmente prima scarico MacTeXxxxxxx.zip (xxxxxx è la data di creazione del pacchetto); una volta scaricato sul calcolatore, lo scompatto, clicco sul .pkg e in pochi minuti il tutto è instalalto.Lion ha un problemino che non dipende da TeXshop, ma che impedisce a TeXshop di mostrare i numeri delle righe “attaccati” alle righe a cui si riferiscono, per cui quando si “scrolla” la finestra, i numeri restano fermi e non hanno nessuna relazione con la numerazione effettiva. Per ora c’è un semplice patch: basta cliccare sull’icona in alto a destra, che divide la schermata in due parti dello stesso file, poi basta trascinare la riga di divisione fra le due schermate in basso; in questo modo si ha quasi una schermata sola, ma in questa split view il numeri dele righe restano adiacenti alle righe a cui si riferiscono e “scrollano” anche loro.
Per il resto TeXshop funziona benissimo, eTeX Live funziona alla grande. Sul mio portatile dove non hao il processore a 64 bit, non ho installato Lion, ma ho aggiornato TeX Live e le due versione con i due sistemi operativi funzionano nello stesso modo, ovviamente molto più veloce sul iMac rispetto al MacbookPro.
7 Agosto 2011 alle 17:14 in risposta a: Layout 2 colonne con contenuti diversi (come realizzarlo?) #62291::
Guarda questo coddice:`
% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode\documentclass[a4paper]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{amsmath,amssymb,amsthm}
\usepackage{fancyhdr}
\usepackage{makeidx}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{verbatim}
\usepackage{marginfix}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{nonfloat}% Pessima scelta!
\usepackage[font=footnotesize]{caption}
\usepackage{xcolor}
\usepackage{atbegshi,picture}% ————————————————————–
\newcommand{\notaSeparatore}{\vspace{\marginaparpush}}
\newcommand{\notaEliminaSeparatore}{\vspace*{-\marginarpush}}
\newcommand{\notaTestoSize}{\normalsize}
\newcommand{\notaTitolo}[1]{\normalsize\textbf{#1}}\newcommand{\notaEsempio}[2]{\marginpar{%\notaSeparatore{}
\colorbox{gray!40!white}{\vbox{\notaTitolo{#1}\newline\notaTestoSize#2{\par
\centering\tiny(Questo riquadro contiene informazioni di esempio)\par}}}}}% ————————————————————–
\newlength{\fulltextwidth}\fulltextwidth=\textwidth
\textwidth=6cm
\marginparsep=10pt
\marginparwidth=\dimexpr\fulltextwidth-\marginparsep-\textwidth\relax
\evensidemargin=\dimexpr\evensidemargin+\marginparwidth+
\marginparsep\relax\newlength{\OffsetTestatine}
\setlength{\OffsetTestatine}{\dimexpr\fulltextwidth-\textwidth\relax}\pagestyle{fancy}%
\fancyheadoffset[LE,RO]{\OffsetTestatine}
\fancyhf{}
\fancyhead[LE,RO]{\bfseries\thepage}
\fancyhead[LO]{\bfseries\rightmark}
\fancyhead[RE]{\bfseries\leftmark}
\renewcommand{\headrulewidth}{0.4pt}\fancypagestyle{plain}{%
\headwidth\fulltextwidth
\fancyhead{}\renewcommand{\headrulewidth}{0pt}}\setlength{\textheight}{19cm}
\setlength{\footskip}{20pt}% 3cm, non ti interessa, d'accordo, ma è una
% schioppettata; questa è la distanza fra l'ultima riga del testo e la
% base della prima riga della prima nota.% ————————————————————–
\title{“Esempio layout”}
\author{Hiperblade}\begin{document}
\mainmatter
\pagestyle{fancy}
% inclusione dei capitoli
\chapter{Prova}
Questo testo di prova non serve a nulla.
\notaEsempio{Esempio 1}{Testo dell'esempio}
Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla.
\notaEsempio{Esempio 2}{Testo del secondo esempio}
Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla.
\notaEsempio{Esempio 3}{Testo del terzo esempio}
Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla. Questo testo di prova non serve a nulla.\backmatter
% chiusura del documento
\end{document}
`Poi aggiustati tu le testatine, il loro stile e il loro contenuto.
È molto difficile modificare e impostare dei valori diversi per la larghezza del testo sottraendo mettendo dei valori “a caso” la cui somma non dà il valore precalcolato dalla classe; se però vuoi usare geometry per descrivere la geometria della pagina può nascondere tutte le difficoltà dietro i comandi di geometry.
7 Agosto 2011 alle 8:13 in risposta a: Errore compilazione su Ubuntu 11.04 e non in Windows 7 #62258::
In ogni cao il bug che ha iniziato questa discussione non era legato a Ubuntu o a Windows; se tu avessi aggiornato Windows lo stesso giorno 4 agosto avresti avuto la stessa sorpresa. Io l’ho avuta con il Mac; per fortuna ho abbastanza esperienza per trovare le cause nella distribuzione TeX Live e trovare la correzione, oltre che a segnalarla al team di TeX Live.Sempre secondo la mia modesta opinione io di schermi blu con Mac OS X e con Ubunto non ne ho mai avuti, con Windows sì. Certo Win7 è molto migliorato ripsetto alla versioni precedenti, ma la sua gestione della sicurezza non è all’altezza del sistemi UNIX-like.
Sempre la mia modestissima opinione personale.
6 Agosto 2011 alle 20:57 in risposta a: Myriad Pro utilizzando Texshop e Macintosh (NO terminale) #62299::
Secondo me è tutto spiegato fin troppo dettagliatamente nel capitolo “Caratteri” nella guida “Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX”, il cui link è qui sopra nells sezione Guide.In definitiva puoi nel tuo albero personale creare la struttura delle cartelle che siano conforme allo schema TDS (TeX Directory Structure); li ci copi le cartelle che hai già negli appositi rami dell’albero personale che ti sei creato; poi la scrittura che ti permette di evitare l’uso della mappa generale dei font può ancora funzionare, ma ti consiglio di seguire quanto c’è scritto in quel manuale per aggiungere permanentemente la mappa dei file Myriad alla mappa generale.
Vedrai che se segui scrupolosamente quanto è detto in quella guida, con calma e stando attento ad ogni passo, ci riuscirai al primo colpo. Se va male al secondo colpo. Tieni presente che sul Mac dovrai spesso lavorare con il terminale e dovrai usare spesso il comando sudo per poter fare delle operazioni con i privilegi dell’amministratore. Non ti scoraggiare se qualche volta il sistema ti risponderà che non hai il diritto di accesso; semplicemente avrai dimenticato di dare il comando sudo e la tua parola chiave.
6 Agosto 2011 alle 20:47 in risposta a: Layout 2 colonne con contenuti diversi (come realizzarlo?) #62289::
Certo, se usi un font più piccolo (fino a \tiny) l’interlinea diventa più piccola; se lasciassi la stessa interlinea il tessto delel note diventerbbe quasi ileggibile. Se vuoi mantenere lo stesso avanzamento di riga, non cambiare corpo al font.Poi rivedi accuratamente il layout delle pagine pari e dispari; così come hai impostato tu, la pagina dispari viene spostata verso il margine esterno; per un documento di classe book, questo non va assolutamente bene.
Ricordati inoltre che le note marginali o stanno completamente nel margine, oppure vengono spostate nella pagina successiva; questo potrebbe darti dei problemi, ma non c’è nulla da fare, che io sappia, per evitare questo spostamento; la composizione automatica di LaTeX ne viene, quindi, piuttosto compromessa e richiede un mucchio di aggiustamenti a mano, aggiustamenti da eseguire solo alla fine del documento, quando non ci sono più altre correzioni da apportare, altrimenti ad ogni correzione ti tocca riguardare dove sono andate a finire le note marginali (nel file log quando una nota marginale viene spostata viene segnalata la nota e la pagina, ma è una magra consolazione).
La scelta stilistica che hai fatto è interessante, ma difficile da gestire; credo che lo sarebbe ugualmente con gli impaginatori commerciali e professionali, ma in quelli tutto viene fatto a mano.
Personalmente io comporrei il testo ad una sola colonna inserendo gli esercizi, esempi, osservazioni, come testi in display, sufficientemente differenziati come impaginazione e con un font di contrasto o almeno di copro leggermente più piccolo; però certamente sarebbe una impaginazione molto più tradizionale; dipende dal tipo di lettori a cui è destinato e dal numero di inserti che prevedi siano presenti al massimo in ogni pagina.
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