Risposte nei forum create
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Il comando \chapter (con o senza asterisco) imposta la sua prima pagina con lo stile plain; quindi per togliere la pagina in calce bisogna usare una delle solite magie a cui Enrico ci ha abituato:
`
\begingroup
\makeatletter
\let\ps@plain\ps@empty
\chapter{Sommario}
testo del sommario
….
fine sommario
\clearpage
\endgroup
`Con questo codice all’interno del gruppo il comando \pagestyle{plain} si comporta come \pagestyle{empty}
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Hai diverse possibilità per una spampa solo fronte:1) Nella testatina metti solo il titolo del capitolo
2) Nella testatina metti solo il titolo della sezione preceduto da §3,5, il numero gerarchico della sezione che come primo elemento ha il numero del capitolo; è una informazione un po’ più utile del solo titolo del capitolo
3) nella testatina metti il titolo del capitolo preceduto solo dal suo numero e a destra metti il numero della pagina; nel piedino metti il titolo della sezione preceduto dal suo numero.fancyhdr ti consente tutte queste cose; ma devi leggere bene la sua documentazione; ricorda: testatine e piedini non devono contenere troppa roba, anche i titolo devono essere brevi; se ti occorrono titoli lunghi, allora usa l’argomento facoltativo per mandare nelle testatine e o piedini una versione abbreviata del titoli che ti interessano.
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`
2.2. SIMULAZIONI CAPITOLO 2. SIMULAZIONI E RISULTATI
`
Questo viene se intendi che sia:
`
pagina dispari pagina pari
2.2. SIMULAZIONI CAPITOLO 2. SIMULAZIONI E RISULTATI
`
ma sicuramente non viene dalle tue impostazioni perché hai ridefinito il \chapermark in modo da togliere sia la trasformazione in maiuscolo sia il font tondo inclinato; e fin qui va bene, con o senza fancyhdr perché tu non hai definito che cosa vuoi fare con lo stile di pagina fancy, L’hai solo richiamato senza ridefinire nulla, e lui di default fa quello che farebbe la classe book da sola. L’unica cosa che hai ridefinito è il \chapatermark.Se continui a leggere la documentazioni di fanyhdr trovi come fare apparire i filetti sopra la testatina e sopra al piedino.
Se hai seguito il forum, sai anche che nella prima pagina di ogni capitolo la buona tipografia non mette nessuna testatina ma mette il solo numero di pagina in calce. Si può anche fare quello che malamente descrivi e che forse ho frainteso, ma è brutto, molto brutto; se vuoi ridefinirti lo stile plain, fancyhdr te lo permette, ma te lo sconsiglio.
La tesi è tua; devi esserne orgoglioso non solo per il contenuto ma anche per l’aspetto tipograficamente perfetto (relatore e tutore permettendo)
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Caro Domenico, se volevi avere più privacy ,i potevi mandare le inforomazioni del tuo ultimo messaggio come “messaggio privato” semplicemente cliccando il bottoncino MP sotto al mio ultimo messaggio.Comunque;
Siccome il font Doc è tuo, non metto lingua, ma se carichi:
`
\usepackage{amsmath}
\usepackage[math-style=TeX]{unicode-math}
\setmathfont{XITS Math}
`
hai tutti i segni matematici che UNICODE ti può dare e i tuoi due segni si chiamano `\lceil
\rceil
`Quando cominci a specificare i fancy headings lascia perdere \pagenumbering
{roman}; ottieni lo stesso effetto specificando \frontmatter dopo \begin{document}Poi ti suggerisco di togliere quei distanziatori \hspace{0.5cm} (perché non 5mm che si fa prima a scrivere?), ma essenzialmente stanno male le testatine rientrate rispetto al testo; io correggerei così:
`
\usepackage{fancyhdr}
\fancyhf{}
\pagestyle{fancy}
\fancyfoot{}
\setlength{\headheight}{14.5pt}
\fancyhead[LE,RO]{\textsc{\thepage}}
\fancyhead[LO]{\footnotesize\itshape\nouppercase{\thesection. \rightmark}}
\fancyhead[RE]{\footnotesize\itshape\nouppercase{\leftmark}}
`
ma poi devi chiedere di attivare questo stile: io metterei
`
\pagestyle{fancy}
`
subito dopo il titolo, ma farei anche attenzione a cambiare tutti i \pagestyle{empty} con \thispagestyle{empty}, altrimenti questa dichiarazione ti resta permanente.Per tua informazione il file che mi hai mandato non presenta nessun problema con la ripetizione del numero del capitolo, quindi di nuovo il file compilabile che mi hai mandato e che sono riuscito a compilare dopo aver tolto il riferimento al font Doc ma mettendolo a XITS Math (distribuito insieme a TeX Live 2010); funzionava benissimo con le testatine anche prima di apportarvi le modifiche che ti ho suggerito sopra.
I numero romani in lettere minuscole, secondo me, sono osceni; tu come latinista forse sei d’accodo con me; se vuoi con la piccola modifica alla parte LE,RO delle testatine si sistema la cosa con i numeri romani maiuscoletti, secondo me, molto più gradevoli; solo che bisogna ripetere il comando \textsc ogni volta che ci si vuole riferire alle pagine della front matter numerate con i maiuscoletti.
La longtable esce dei margini, visto che non usi filetti, tanto vale togliere gli spaziatori a sinistra della prima colonna e a destra della seconda colonna; inoltre il cambiamento di corpo va messo dentro un gruppo, quindi io farei così:
`
{\renewcommand\arraystretch{1.5}%distanzia le righe della tabella
\footnotesize\begin{longtable}{@{}p{4cm}p{0.66\textwidth}@{}}
…
\end{longtable}}
`Ho notato un difetto di sillabazione con mezzo sillabato me-zzo nellla parte iniziale del terzo capitolo, dove la lingua di default è il latino; debbo verificare se è colpa mia che ho scritto i pattern di sillabazione per il latino, o se è colpa di chi li ha trasofrmati in pattern per unicode. Comunque scrivendo in latino vero non mi pare che la doppia z si incontri mai. 🙂
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La testaina forse è corretta, ma in che cosa la tua definizione di chaptermark differisce da quella preimpostata?per le persone che non capiscono niente fai come ti ho detto; anzi, visto che il relatore ti ha guardato stranito quindi a lui non gliene importa niente di qualunque template, e che il tutore ti da della roba per word, tu fa di testa tua; poi cambiare le impostazioni, casomai te le imponessero pena di essere bocciato all’esame di laurea (non proibito dalla legge, lo sapevi? 😕 ) non ci cuole molto a modificare i margini a posteriori.
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È vero, il documento che hia allegato ha un solo grosso errore, quello di definire una nuova famiglia di caratteri che fa riferimento al font Doc 😯Per i resto non presenta problemi se si commenta quella inutie dichiarazione; probabilmente i font Libertine contengono già il simbolo di ceiling aperto e ceiling chiuso, visto che i Libertine OpenType contengono anche un buon numero di segni matematici, non tanti ma ce ne sono.
xunicode non è necessario caricarlo, perché viene caricato di default.
È vero che si tratta di righe commentate (ma perché copiare sistematicamente i preamboli di altri documenti che spesso richiedono pacchetti inutili?) 2mm sono praticamente 6pt; il valore preimpostato di \tabcolsep è di 6pt, A che cosa servirebbe impostare 2mm invece di 6pt per ottenere una variazione invisibile ad occhio nudo?
Tornado al tuo problema: visto che definisci delle testatine fancy, ma poi non le usi, visto che hai definito ‘chaptermark in modo che le testatine vengano impostate in un dato modo, ma poi dopo ogni chapter ricarichi a mano le due testatine con il titolo del capitolo, che poi nelle pagine di destra viene viene sovrascritto dal titolo della sezione; visto che usi la classe book e finché non dai il comando \mainmatter i capitoli non vengono numerati, direi che sarebbe bene che inviassi un documento minimo compilabile che presenti il difetto che dici, altrimenti l’unica risposta possibile è che quel 2 di troppo sia esplicitato nel comando con cui imposti le testatine a mano, piuttosto che un difetto dei comandi del preambolo. Riguarda il tuo file originale con attenzione, forse quel 2 di troppo l’hai scritto tu. 🙂
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D’accordo, d’accordo.Allora, Lorenzo, ti propongo un’altra cosa: la prossima volta che scriverai una nuova monografia LaTeXiana (per esempio la prossima potrebbe essere “Come scrivere in ebraico” o se preferisci in arabo 🙂 ) prova a farlo sempre con la classe ClassicThesis, come le altre piccole monografie; ma senza re-impaginare niente, visto che componi per la prima volta il documento.
In fondo si tratta solo di aggiungere al fine del preambolo tre sole specificazioni con quattro solo valori numerici 😉
Il resto rimane immutato.
20 Giugno 2011 alle 17:12 in risposta a: problema con alcune immagini che vengono in bianco e nero #60304::
La classe book fa quasi tutto quello che vuoi da sola; cerca solo di convincere il relatore a mantenere quelle specifiche di impaginazione solo per coloro che usano Word; meglio ancora se dà delle specifiche che rappresentino di limiti superiori o inferiori non dei dati fissi e immutabili.Infatti una tesi composta in formato conforme alla classe book può andare bene; poi ci sono altre classi per tesi, elegantissime, fra le quali quella che usano Lorenzo e Tommaso per l’arte di scrivere con LaTeX; se hai letto l’Arte avrai notato quanto siano eleganti quelle pagine, che invece non sono conformi alle specifiche del relatore.
Lo spostamento verso l’estero (solo fronte oppure fronte e retro) di 10mm mi sembra tanto, a memo che nella tua università non si usi il sistema di legatura a punti trasversali, forse (e ripeto forse) solido, ma che incurva fortemente le pagine dal lato della cucitura. Poi chiaramente a pari metodo di cucitura un fascicolo di 100 pagine si apre in un modo un malloppo da 100 pagine si apre in un altro (e infatti richiede un altro tipo di legatura). Generalmente da 5mm a 7mm ce ne è abbastanza per l’incurvatura delle pagine.
Ti suggerisco di stamparti una ventina di pagine con le specifiche chieste dal relatore e un’altra ventina di pagine scritte con la classe book; legale e cucile nello stesso modo e poi falle vedere al tuo relatore; vedi che cosa ti dice e se ti concede di seguire la classe book.
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Se apri il file classicthesis.sty (textmf-distr/tex/latex/classicthesis/) vedi come fa miede a impostare le misure per il foglio A4 e per il foglio A5. Pou replicare le stesse operazioni anche per il formato B5 usando valori diversi.In buona sostanza il codice di Miede per il formato A4 è il seguente (per il font Palatino):
`
\areaset[5mm]{336pt}{750pt}
\setlength{\marginparwidth}{7em}
\setlength{\marginparsep}{2em}
`Siccome la carta B5 è 1.1892 più piccola della carta A4, in prima battuta potresti ripetere quelle tre righe di codice poco prima di \begin{document} dopo averne ridotto i valori numerici del fattore che ti ho indicato sopra (arrotondati al valore intero di punti).
In realtà i commenti di fianco alla prima riga specificano chiaramente che il valore 750 è ricavato considerando la base del blocco di testo moltiplicata per due e poi aggiungendovi 33pt per le testatine 3 42 pt per i piedini. Puoi ripetere i calcoli e determinare meglio l’altezza da dare ad \areaset in modo da non ridurre proporzionalmente gli spazi per testatine e piedini; ma devi provare finché l’occhio non ti soddisfa.
Mi pare che 2em per la separazione delle note marginali dal testo siano abbondanti, secondo me troppo abbondanti; al contrario mi pare che 7em per la larghezza delle note marginali siano decisamente pochi: 7em pressappoco contengono una quindicina di battute (xxxxxxxxxxxxxxx) che mi sembrano una giustezza veramente troppo piccola. Però per proporzionare gabbia del testo, note marginali, margini e compagnia bisogna evidentemente ritoccare tutto. Io ridurrei la distanza ad 1em e aumenterei la giustezza delle note di qualche cosa, tenuto conto che i margini in B5 risulteranno inferiori a quelli del A4; comunque prova e non scordarti di esaminare il riassunto di tutte le misure nel file log, (guarda la seconda tabella, perché la prima è quella calcolata senza le tue impostazioni) cosicché puoi renderti conto meglio in prima battuta, anche senza stampare nulla, se le dimensioni calcolate sono fra loro compatibili e se il tutto resta dentro al pagina con adeguato margine esterno (pensa sempre alla rifilatura delle pagine; sarebbe molto grave se la taglierina tagliasse anche un pochino delle note marginali, o se tagliasse anche solamente tutto il margine all’esterno delle note marginali, cosicché questa apparirebbero a filo del bordo dalla carta 🙁 )
Quando avrai poi trovato i valori ottimali, sarebbe una buona idea se mandassi due righe a Miede (oltre che una cartolina all’indirizzo che indica nella documentazione) per suggerirgli i dati che hai ottenuto affinché possa aggiungere l’opzione per il formato B5.
Anch’io sto “appassionandomi” al formato B5, che trovo molto più comodo da maneggiare specialmente per creare volumi (non rapporti da mettere in un raccoglitore) che trovino spazio nell’altezza normale degli scaffali di casa (non di ufficio). ma col formato B5 ci sono due problemi: (1) la carta B5 in commercio non mi pare che si trovi; però si trova la B4 che costa un poco di più della A4, come è logico che sia. (2) sono rarissime le stampanti non professionali (quindi usabili in casa e da comprare senza dover rateizzarne il costo) che accettino il formato B4.
A parte questi “piccoli” inconvenienti, sarei curioso se anche Lorenzo e Tommaso provassero a ricomporre l’Arte di scrivere con LaTeX usando il formato B5; magari le prove sarebbero negative per quel tipo di testo, ma ce lo direbbero e spiegherebbero anche perché. Tutti abbiamo da imparare da esperimenti del genere.
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Certo che se lasciassi perdere la TeX Live/Debian e installasi la TeX Live vera (senza smontare quella Debian, che serve per le dipendenze di altri pacchetti) seguendo le istruzioni scritte e pubblicate da Enrico nel sul file texlive-ubuntu.pdf, ti toglieresti tutti i fastidi dipendenti dalla distribuzione 🙂Non so perché con i Caslon abbia funzionato; è possibile che la mappa dei Caslon ci fosse già e che quindi fosse già abilitata, ma ora con la risposta di Enrico sai come fare anche senza il TeX Live Manager (che invece nella TeX Live “vera”, quella scaricabile da CTAN, c’è, e permette di tenere aggiornata la distribuzione, se vuoi, anche giornalmente).
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Capisco le giagonali, perché quella non è una tabella ma è lo schema della moltiplicazione indiana (tramandatoci dagli arabi). Siccome gli indiani mettevano tutto in diagonale, io quell’esempio lo farei con l’ambiente picture esteso con il pacchettino pict2e nel modo seguente, trovano un posto anche per il riporto della somma delle cifre della terza colonna.
`\documentclass[12pt]{article}
\pagestyle{empty}
\usepackage{pict2e}\begin{document}
\[% ambiente matematico, ma potrebbe essere qualunque cosa
\unitlength=1.5cm
\def\cifra(#1)#2{\put(#1){\makebox(0,0){#2}}}
\begin{picture}(3,4)(0,-1)
\Line(0,1.5)(1.5,0)\Line(0.5,2)(2,0.5)\Line(1,2.5)(2.5,1)
%
\Line(1.5,0)(2.5,1)\Line(1,0.5)(2,1.5)\Line(0.5,1)(1.5,2)\Line(0,1.5)(1,2.5)
%
\Line(0.5,1)(0.5,2)\Line(1,0.5)(1,2.5)\Line(1.5,0)(1.5,2)\Line(2,0.5)(2,1.5)
\cifra(0.2,1.8){7}\cifra(0.7,2.3){2}
\cifra(1.35,2.3){3}\cifra(1.85,1.8){5}\cifra(2.35,1.3){2}
%
\cifra(0.8,1.9){0}\cifra(1.2,1.9){6}
\cifra(0.3,1.4){2}\cifra(0.7,1.4){1}\cifra(1.3,1.4){1}\cifra(1.7,1.4){0}
\cifra(0.8,0.9){3}\cifra(1.2,0.9){5}\cifra(1.8,0.9){0}\cifra(2.2,0.9){4}
\cifra(1.3,0.4){1}\cifra(1.7,0.4){4}
\cifra(0.75,0.1){1}% riporto
\Line(0,0)(2.5,0)
\cifra(0.25,-0.45){2}\cifra(0.75,-0.45){5}\cifra(1.25,-0.45){3}\cifra(1.75,-0.45){4}\cifra(2.25,-0.45){4}
\end{picture}
\]
\end{document}`
Poi, magari non ti piace, ma giocando con le coordinate e l’unita di misura si può migliorare, Secondo me gli indiani (dell’India) che erano piuttosto svegli, preferivano scrivere in orizzontale e fare le somme in verticale, piuttosto che lavorare in diagonale
🙂 E il disegno che ne viene fuori è un disegno, non una tabella.Naturalmente, se preferisci conservare l’impostazione a tabella con le diagonali, sei padronissimo, ma volevo mostrarti una alternativa.
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Hai creato il file in \texmf-local/web2c/updmap-local.cfg &in questo file devi mettere seocndo la isntassi della updmap.cfg di sistema il nome TeX del font tfm con cui TeX accede al font (senza estensione), il nome vero del font (lo ricavi da fontforge se non lo conosci già), eventuali altre informazioni ripo l’encoding o possibili trasformazione da fare sul font, e infine il nome del file pfb.
Quando lanci updmap-sys questo esamina anche se esiste oltre al file updmap.cfg anche il file updmap-local.cfg ed eventualmente accoda il contenuto di questo file locale al file di sistema.
Esistono anche dei comandi da dare a tlmgr per aggiornare le liste dei file updmap.cfg; in ogni modo ritengo che sia preferibile mantenere locale la updmap relativa a font locali.
Io mi sono creato questo breve promemoria:
Primo passo:
sudo tlmgr generate updmap
Secondo passo:
sudo updmap-sys
In questo modo si appende il file updmap-local.cfg alla updmat.cfg di sistema
in modo da inserirvi le impostazioni e le mappe locali.
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egreg9\nNo, non credo ci sia; comunque slashbox non dovrebbe essere usato MAI, visto che serve a disegnare una diagonale in una cella riquadrata; le celle riquadrate sono del tutto fuori luogo se si vuole un risultato decente; quello poi che si ottiene con slashbox è deprimente, oltre che bruttissimo.
/quote]Sì, c’è ancora; ho verificato e ho anche scaricato il pacchettino per vedere che cosa fa. Come vedi dal mio messaggio modificato, sono perfettamente d’accordo con te sull’inopportunità di servirsi di questo pacchetto.
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