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Non capisco perché qualcuno, pur ampia dotazione di spazio su disco, installi la versione basic di qualunque sistema TeX; d’altra parte per installare MacTeX basic bisogna davvero mettercela tutta, visto che il pacchetto MacTeX, scaricabile dalla rete, installa TeX Live completo, compresi gli accessori necessari per il funzionamento sul Mac.Necessariamente, poi, Caterina, ti tocca perdere tempo per scoprire i pacchetti che ti mancano e per installarli tutti quanti.
Allora perdi il tempo una volta sola; elimina la versione basic che ti ritrovi, cerca con un motorie di ricerca la parola MacTeX, ci sono centinaia di link, ma scegli quello di CTAN, scaricalo e installalo. e dopo questa mezz’oretta di collegamento internet non avrai più nessun problema di pacchetti mancanti. Avrai anche l’applicazione TeX Live Utility.app, che non è altro che il TeX Live manager incartato con l’involucro Mac, e potrai aggiornare quando vuoi con pochi click di mouse; Tra l’altro è già disponibile una versione quasi definitiva di TeX Live 2011 (link nel thread della pagina di entrata del forum); poi addirittura installare la versione 2011 che, non è ancora ufficiale, ma quasi, comunque sempre aggiornabile via via che vengono pubblicati gli aggiornamenti. Forse non è ancora MacTeX2011, ma vale la pena di essere fra i primi a disporre della nuova versione. Io non l’ho ancora fatto, ma mi sbrigo a farlo… 😉
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Be’, se preferisci \mathup, fa lo stesso; il fatto è che gli operatori come sin, cos, log, eccetera vanno scritti in tondo, e non in corsivo matematico; d’altra parte non mi riuslta che \DeclareMathOperator metta il tondo di default. Magari lo fa, ma non me ne sono mai accorto e non sono mai andato a leggere la definizione del comando.D’altra parte il senso del messaggio non era tanto quello di sottolineare l’uso di \mathrm, ma quello di usare i nomi standard specificati dalle norme ISO.
::Salve a tutti
Ho un problema con la scrittura di funzioni iperboliche con argomento complesso,
normalmente indicate con: settsinh, settcosh, ecc.
Ho visto che in Latex esistono (solo?) le funzioni \sinh, \cosh, ecc.
Gradirei un consiglio.
Grazie e saluti.
Giovanni C.Forse già esistono, ma non lo so. Ad ogni modo puoi sempre definire nuovi operatori:
`\DeclareMathOperator{\settsinh}{\mathrm{settsinh}}`
e usarli come sempre
`$\settsinh{x}$`Casomai
`
$ \settsinh x $
`
ma c’è un problema; la denominazione di settsinh (& company) è una vecchia denominazione che oggi non dovrebbe venire più usata nelé per le funzioni iperboliche inverse di argomento complesso, né per quelle di argomento reale. le norme ISO prescrivono i nomi:arsinh
arcosh
artanhSe vuoi essere capito devi usare le stesse “parole” che usano gli altri a livello internazionale (nota che sono abbreviazioni di parole latine, non inglesi o francesi o quel che vuoi).
Quindi il suggerimento di ansys continua ad essere valido ma con il nome giusto:
`
\DeclareMathOperator{\arsinh}{\mathrm{arsinh}}
\DeclareMathOperator{\arcosh}{\mathrm{arcosh}}
\DeclareMathOperator{\artanh}{\mathrm{artanh}}
`
Vedi l’appendice sui simboli matematici e la nomenclatura sull’ “Introduzione all’arte” con il link in cima a questa pagina del forum.
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Be’, tu hai parlato di allargare i margini, non di allargare il testo. Resta il problema; con righe troppo lunghe (troppi caratteri per ogni riga) la lettura diventa difficile, oppure puoi allargare il testo e contemporaneamente aumentare il corpo per il testo normale, in modo che il numero medio di caratteri resti entro la fatidica forbice di 65±5 caratteri.Leggi le istruzioni di geometry e vedrai che se fissi un corpo normale di dimensioni maggiori, lui stesso ti genera una gabbai più grande in modo da restringere i margini e allargare il testo.
Dai il comando:
`
texdoc geometry
`
dalla finestra comandi (prompt dei comandi, terminal, xterm, console, comunque si chiami la finestra dove i comandi li puoi dare al calcolatore scrivendoglieli invece che cliccando il mouse).
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Senti, il foglio di carta è largo 210mm; i margini sono quelli impostati dalla classe; i 210mm meno i due margini interno ed esterno lasciano la giustezza. Questa va poi ulteriormente modificata affinché la riga abbai il giusto numero medio di caratteri (spazi e punteggiatura compresa) per rendere la lettura agevole e non faticosa, diciamo 65±5 caratteri. Poi i margini vanno ricalcolati per collocare la gabbia del testo in modo che questa, i margini e la pagina abbiano proporzioni armoniose.Se allarghi i margini don una gabbia già ottimizzata le righe si accorciano e la lettura diventa faticosa; inoltre più corta è la riga più è probabile che la riga termini con una cesura, che rende ulteriormente faticosa la lettura.
Conclusione: lascia stare i margini così come sono!
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Il codice che hai copiato dai file di Lorenzo serve per creare i miniindici all’inizio dei capitoli, dopo il titolo del capitolo.Non ha nulla a che vedere con l’indice generale.
Ripeto la domanda: che cosa hai messo come argomenti facoltativi e obbligatori dei comandi \chapter e \section?
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Concordo con Enrico.Inoltre ti pare possibile che i titoli dei capitoli siano in carattere chiaro e i titoli dei paragrafi in carattere nero? Ora la tua nuova immagine è ben definita e l’indice che ci vedo è più brutto di quello che avevo visto la prima volta.
Usando il tuo preambolo non viene in quel modo, nemmeno a me.
Che cosa hai scritto negli argomenti facoltativi e obbligatori dei comandi \chapter, \section e compagnia?
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Caso chiuso.Infatti non scoprirò mai che cosa sia successo con l’interazione difettosa fra XeLaTeX e longtable, che mi aveva addirittura fatto aggiungere una nota al mio testo nella quale spiegavo che le colonne non mi si incolonnavano correttamente per un motivo che non riuscivo a trovare; eppure avevo composto e ricomposto quella lunga tabella forse una quindicina di volte senza successo, finché non ho deciso di “imbrogliare” longtable aumentando enormemente il chunck size e togliendo tutti i vari head e foot tranne il primo (non classificato come first head) e inserendo a mano quel che occorreva alla fine della pagina e all’inizio della successiva, incluso l’ordine \pagebreak. Non l’ho fatto per incapacità: non era certo la prima longtable che componevo. Semplicemente non veniva. Poi…
Fra quando ho mandato ilo primo messaggio e oggi, quando ho scritto il mio ultimo messaggio ho aggiornato il sistema e da quel momento il difetto non si è più presentato 🙂
Misteri del software!
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Infatti; fa sempre bene scrivere al forum anche se uno dovrebbe pensarci due volte prima di scrivere una corbelleria; mia nonna diceva sempre di girarsi al lingua in bocca tre volte prima di palare.Ho provato a predisporre un paio di esempi minimi usando le stesse lunghe tabelle che nel libro non vengono bene. E in tutti gli esempi minimi vengono benissimo; magari al terzo giro, ma vengono benissimo.
Dunque il “demerito” delle mie lunghe tabelle nel libro non dipende né da longtable, né dai font usati (in una c’era sia font latino sia font giapponese 😉 ) né da altre cose legate ala tabella in sé. La cosa non sembra direttamente legata nemmeno a \afterpage che uso sempre per far cominciare una lunga tabella all’inizio di una pagina.
La ragione del mistero deve risiedere in qualche trista interazione con qualche pacchetto con qualche mia macro difettosa. Se mai ne verrò a capo lo comunicherò al Forum. Ma evidentemente è un problema mio e solo mio, per il quale mi illudo di avere la competenza sufficiente per venirne a capo.
Enrico, scusami per il tempo che ti ho fatto perdere.
Ciao
Claudio
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Da un lato il servizio Imageshack mi impesta il PC di varie finestre con inviti a partecipare a concorsi e rispondere a messaggi, eccetera, che sono davvero una iattura.Lo dico a te come ad altri lettori del forum; se potete scegliere un diverso modo di rendere accessibili le vostre immagini io e molti altri ve ne saremmo molto grati.
Dall’altra non vedo nessuna differenza nella composizione della voce Bibliografia (non la vedo sull’immagine che hai inviato) perché forse l’immagine non ha la risoluzione sufficiente per mostrare al differenza; già ora ci sono delle voci che sembrano più grandi e delle altre che sembrano più piccole, Bibliografia è fra quelle che sembrano più grandi ma è delle stesse dimensioni di altre righe.
Il fatto che alcune righe comincino con la iniziale minuscola, dipenda da come hai scritto il comando di sezionamento; ma onestamente l’indice così com’è può piacere o non piacere (a me non piace, ma a Lorenzo piace moltissimo, e non solo a lui) con i numeri delle pagine a distanza fissa dalla fine della voce, invece che incolonnati a destra nella pagina; tuttavia “de gustibus non est disputandum”.
Continuo a non capire quali maiuscole vuoi; e se vuoi le righe dei capitoli in maiuscolo (tutto, non solo l’iniziale) allora usa i comandi che ti ho suggerito nel post precedente; non so se funzionino con ClassicThesis, ma non ho motivo di dubitarne.
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Scusami, io di soilito non uso scrbook come classe e di conseguenza non ho esperienza con ClassicThesis & company.Se dovessi ottenere quel risultato con un’altra classe scriverei
`
\chapter[TITOLO MAIUSCOLO]{Ttitolo normale}
`
ammesso che sia questo quello che volevi dire dicendo “in maiuscolo”.
Ma a me parrebbe ua cosa tipografiamente non elegante… 🙂
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Ora correggi ancora
`
700' e inizio 800',
`
in
`
'700 e inizio '800,
`Spiegazione: quando si scrivono numeri non si parla di aferesi, ma quando si scrivono parole, allora si può parlare di aferesi (dal dizionario italiano):
`
afèresi [a'fɛrezi]
s.f.inv.{linguistica} caduta della vocale o sillaba iniziale di una parola
[code]
L'aferesi viene marcata con un apostrofo preceduto da uno sazio. Facendo dadere la pria cifra della parola numerica 1700 (e 1800) direi che si si di fronte ad una afersi numerica e quindi l'apostrofo va al posto della cifra caduta.Poi nell'equazione che scrivi:
[code]
\begin{equation}
\textbf{E}=mc^2
\end{equation}
`
togli quell’orribile \textbf, per due motivi:
1) per rendere era una o più lettere in matematica si usa \mathbf
2) I simboli neri in matematica servono per indicare i vettori, e le matrici; l\energia E è uno scalare, quindi il carattere nero è totalmente fuori luogo.Continua ad eliminare tutti i comandi \paragraph; ne ho visto uno anche al fondo sulla somma di infiniti numeri.
Sei un mago se riesci a “draggare la fonto nel codice sorgente e ad averla inserita nel documento pdf che ottieni con la compilazione;: parole tue:
ho semplicemente draggato la foto nel codice sorgente e me l’ha messa. solo che viene tagliata di lato ed e’ rovesciata ed e’ ruotata male…
un passo avanti dai!usa metodi meno magici: Ricorda che non stai lavorando con Word e il trascinamento di una immagine nel codice sorgente non funziona come in Word.
devi invocare il pacchetto graphicx (che non vedo nel preambolo) e devi usare l’ambiente figure per poter mettere una didascalia sotto alla foto e devi includere la foto dentro l’ambiente figure con il comando \includegraphics specificando opzionalmente la larghezza che vuoi ottenere (width-0.7\textwidth generalmente è una specificazione che ci sta bene) e specificando all’inizio dell’ambiente figure il comando \centering. si direbbe che queste cose ti siano sfuggite nelle tue letture di varie guide.
Non vorrei sembrarti pedante, ma se stai scrivendo la tesina per la maturità è importante che tu scriva bene quello che scrivi, non solo come contenuto, ma anche come presentazione dello scritto; le tue parole potrebbero essere oro colato ma una veste pretenziosa 9come quella che puoi avere usando LaTeX) con tanti rammendi e rappezzi, non fa un bell’effetto nei commissari. Sii semplice ma la tua scrittura, oltre il contenuto, sia assolutamente corretta.
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