OldClaudio

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  • in risposta a: letterpaper: chi era costui? #52866
    OldClaudio
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      Il manuale di pdftex viene distribuito nei due formati, anche se la lingua è la stessa; controlla in /usr/local/texlive/2010/texmf-dist/doc/pdftex/manual/
      Vi troverai pdftex-a.pdf in formato A4, pdftex-l.pdf in formato letter e pdftex-s.pdf in formato slides.

      Per tua curiosità in Italia prima degli anni ’60 (e ancora nei primi anni ’60) il formato normale della carta era il formato “quadrotto” 220mm per 280mm, praticamente il formato letter. Per gli italiani di allora è stato un problema passare alla carta A4, al punto che fu necessario cambiare anche il formato dei raccoglitori per gli archivi, fu necessario sostituire le macchinette per forare la carta da mettere nei raccoglitori ad anelli (quelli precedenti un po’ “belli” avevano solo il riscontro per centrare i fori rispetto all’altezza dei 280mm). Gli americani ovviamente, pur disponendo anche della carta A4 (di cui è obbligatorio l’uso solo in pochi uffici federali) continuano imperterriti con il loro formato letter; per fortuna le case che producono le stampanti le fanno in modo che siano adatte ad entrambi i formati, spesso anche per altri formati come il B5.

      Non mi stupisco che le sclassi Koma-script non prevedano il formato letter; Markus Kohm è tedesco e i tedeschi osservano le norme scrupolosamente , come tutti sanno, e le norme ISO valgono anche negli USA…

      in risposta a: scrittura a più mani con latex #52859
      OldClaudio
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        Il problema non è la collaborazione su un sito, anche se Antonio ti ha indirizzato a un topic già discusso.

        Il problema è il coordinamento degli autori; quindi è necessario un “responsabile” del progetto a cui spetta rivedere il tutto per uniformare lo stile della scrittura e della presentazione; Ovviamente non sono accettabili personalismi di nessun genere; il caporedattore è quello che ha sempre l’ultima parola. La classe usata per il documento complessivo deve essere quella per tutti; le macro devono stare dentro un unico file di stile che debbono avere tutti i collaboratori e non è permesso a nessuno modificare il file di stile tranne che al caporedattore; gli altri possono solo suggerire modifiche, ma non apportarle e meno che mai usare macro personali.

        Vedi dunque che il problema non è il sito, ma il problema è il coordinamento.

        Anche una rivista come ArsTeXnica o TUGboat, per restare nel nostro mondo, ha contributi di diversi autori, ma è il capo redattore che stabilisce delle regole e a quelle tutti gli autori devono uniformarsi; ArsTeXnica à un po’ più di flessibilità perché consente agli autori di caricare le proprie macro, funzionali al proprio articolo, solo in modo tale che il file che le contiene ne produca le definizioni valide solo per quell’articolo. Le classi che le redazioni distribuiscono (arstexnica.cls e ltugboat.cls) agli autori funzionano solo in un modo speciale di tipo bozza, per intenderci, ma poi la rivista è fatta girare con u altro file di classe che lavora per la produzione finale.

        Quello che ho detto sopra è ancora più valido per dispense di matematica come per dispense di elettronica, perché le formule, i disegni, gli schemi elettrici richiedono un coordinamento ancora maggiore.

        in risposta a: Didascalie nei documenti in inglese #52851
        OldClaudio
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          Sì, infatti la situazione di default di LaTeX forse, e ripeto forse, va bene per gli USA, sicuramente non va bene per la UE; e infatti ci sono diversi pacchetti per ovviare all’inconveniente, come sai bene.

          Da poveracci, che non sanno a che santo votarsi, in realtà basterebbe ridefinire il comando \caption in modo che metta uno spazio sopra e uno spazio sotto; l’utente mette il comando col suo argomento dove vuole e dove ritiene più opportuno e l’ambiente figure, o table, o quel che è, toglie automaticamente lo spazio non compreso fra la didascalia e l’oggetto. In concreto bisogna ridefinire i comandi interni \@makecaption e \@makescaption; provare per credere.

          Peccato che né Lamport né il LaTeX3 Team abbai penato ad una modifica del genere che lascerebbe comunque LaTeX in compatibilità con il passato.

          in risposta a: \footnote in una pagina sbagliata #52799
          OldClaudio
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            Caro 1188680,
            come dice Enrico, non è solo discutibile mettere una nota a esponente di una grandezza matematica, ma è un modo per confondere il lettore; sposta la nota alla parola precedente, come consiglio generale, specialmente in una frase come quella che usi tu dove il simbolo matematico è preceduto dal suo nome per esteso.

            Quello che non capisco dal tuo esempio è in quale riga apparirebbe l’esponente di nota; l’ultima della pagina”, la penultima della pagina? Se è così allora le informazioni che ti ho già scritto funzionano; cambia il testo prima della nota aggiungendo alcune parole in modo che il nome della grandezza e il suo simbolo vadano alla pagina successiva.

            Poi, scusa se te lo dico, impara a scrivere le quantità numeriche e le unità di misura; sull’Arte si dice molto su quali pacchetti usare per scrivere bene le unità di misura; sull’Introduzione si dice quali sono le regole da osservare per scrivere le unità di misura. I numeri comunque non si separano mai con un punto, ma con uno spazio fine e solo se prima e/o dopo la virgola decimale ci sono più di 4 cifre.

            Infine non ho il piacere di conoscere il signor Capitolo e il signor Paragrafo e nemmeno la signora Figura; da quando in qua si usano le maiuscole per i nomi comuni?
            Per la citazione della figura non scrivere “(figura in alto)”; facci riferimento con la sua etichetta e metti una tilde per evitare che il nome figura venga staccato dal suo numero da un fine riga; scrivi (figura~\ref{sostab}) e così fa’ in tutti gli altri punti in cui usi \ref oppure \eqref.

            Capisco che in questo momento la preoccupazione maggiore è quella della collocazione della nota, ma bisognava pur farti osservare questi errori. Scusami la pignoleria.

            in risposta a: Istruzioni vecchie, quali sono i nuovi comandi associati? #52841
            OldClaudio
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              Melissa, non devi arrabbiarti: Franen non ti ha detto l’equivalente di “Leggiti un testo”, ma ti ha detto leggiti l’Arte. E non ha fatto male, perché la “netiquette” del forum, che si suppone che sia stata letta prime di entrare nel forum, dice in sostanza che prima di accedere al forum bisogna documentarsi.

              Non si scrive ad un forum per evitare di leggere delle guide, si scrive al forum per avere spiegazioni di cose non capite o fraintese.

              in risposta a: Simoncini e dintorni #51355
              OldClaudio
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                …ma non sono riuscito a ricostruire il data base dei file. Il manuale di MiKTeK (ma la versione 2.8 perché per la 2.9 con la quale lavoro, pare non sia ancora disponibile) dà anche delle indicazioni in questo senso: evidentemente io non riesco a recepirle

                Questo è esattamente il motivo per il quale ho gettato alle ortiche MiKTeX (onestamente mi dispiace, ma non ci voglio più perdere tempo); le indicazioni del manuale sono le stesse della versione 2.7, mi pare; con la 2.8 il manuale non era cambiato e le indicazioni non non funzionavano più, però dopo diversi tentativi c’ero riuscito; disgraziatamente non ho l’abitudine di tenere un registro di laboratorio, per cui quando faccio questi tentativi e magari riesco a raggiungere lo scopo, non riesco più a ricostruire la strada che ho percorso. Con la 2.9, dopo due giorni di tentativi, ho compiuto il gesto estremo e risolutivo e ho disinstallato completamente MiKTeX e ho caricato TeXLive sul mio netbook Windows; anche qui il manuale è scoraggiante (consiglia di abbandonare l’idea di installare altri font e reindirizza alla documentazione di fontinst, che è essenziale, ed è quella seguita e indicata da Enrico per installare i Simoncini, ma non dice niente di come creare la mappa particolare e di come aggiungerla alla mappa generale perché il sistema TeX possa usarli). Per fortuna queste cose erano già state scritte nel forum, con riferimento alla distribuzione TeXLive per Mac e per Linux. Già: nella distribuzione TeXLive per Windows manca il comando updmap-sys, visto che Windows non ha una netta distinzione fra utente, superutente, amministratore, ospite o che cosa d’altro, e non sa che cosa sia il superuser che può eseguire il comando sudo e dare la parola chiave di root.

                In realtà basta creare il file updmap-local.cfg nella cartella texlive/texmf-local/web2c/ e dalla finestra comandi eseguire tranquillamente updmap, avendo fatto il login come utente/amministratore (quasi sempre l’unico utente della macchina, che ha quindi le prerogative dell’amministratore).

                in risposta a: \footnote in una pagina sbagliata #52790
                OldClaudio
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                  Accade raramente, ma accade; il programma di tipocomposizione fa di tutto per mettere la nota nella stessa pagina del richiamo E per non spezzare le note fra due pagine.
                  Ma il successo di questa operazione dipende dal contenuto del testo e dalla posizione del richiamo, nonché dalla necessità di evitare le righe vedove.

                  Allora se il richiamo cade nella penultima riga di un capoverso, anche se la nota è piccola, non ci sta nella stessa pagina se l’ultima riga del capoverso cade a fine pagina.

                  Potrebbe andare in una nuova pagina prima della penultima riga, ma allora la nota non avrebbe senso nella pagina precedente, e se la pagina deve risultare profonda come tutte le altre pagine, recupera lo spazio necessario allargando lo spazio fra i capoversi, rimo o dopo gli inserti (equazioni, figure, tabelle, eccetera) e la pagine viene brutta.

                  Ecco perché nell’esempio appena fatto il richiamo è quasi in fondo alla pagina n e la nota in fondo alla pagina n+1. Puoi immaginarti altre situazioni in cui il programma potrebbe fare una cosa simile, Ma ora hai una chiave di lettura per capire perché la tua nota è andata nella pagina seguente.

                  in risposta a: Utilizzando comandi di base, il testo sborda [codice inside] #52746
                  OldClaudio
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                    Certo, il problema dello sbordamento è che anche diminuendo le penalità e i demeriti per particolarità compositive che sarebbe meglio evitare, ma che non sono tremendamente brutte, le colonne strette non perdonano.

                    Se usassi il 12pt le cose probabilmente andrebbero ancora peggio.
                    Tuttavia ti rendi conto che la divisione in sillabe viene fatta per sillabe “discrete”, oggetti tutti di dimensioni finite e non variabili con continuità, nonostante al presenza del pacchetto microtype, il quale però non allarga o restringe i font più di tanto, perché il suo effetto deve essere visivamente trascurabile.

                    Non ti resta che l’extrema ratio di usare l’ambiente sloppypar nel quale rachiudere il capoverso che gira attorno allo spazio riservato alla figura o all’inserto.
                    `
                    \begin{sloppypar}\tolerance=9999
                    capoverso che gira attorno all'inserto
                    \end{sloppypar}
                    `

                    Questo ambiente sparato a caso è un distruttore e non andrebbe mai usato, ma: a mali estremi, estremi rimedi.

                    La specificazione \tolerance=9999 serve per mitigare l’effetto distruttivo dell’ambiente; la tolleranza alla bruttezza della composizione è stabilito nel massimo numero che TeX non considera infinito; per TeX 10000 sarebbe infinito.

                    Puoi anche specificare:
                    `
                    \lefhyphenmin=1\relax
                    \righthyphenmin=1\relax
                    `
                    insieme ad un valore di \tolerance minore di 9999 (per esempio 5000); forse funziona anche senza sloppypar, ma racchiudendo tutto dentro a un gruppo per non propagare queste modifiche al resto del testo. Quei due \…hyphenmin permettono di avere sillabe iniziali e finali di una sola lettera, che in italiano è considerato molto brutto, ma aumenti la possibilità di ulteriori cesure. La bruttezza di sloppypar viene sostituita dalla bruttezza della sillabazione.

                    Se vuoi migliorare le cose senza usare sloppypar devi lavorare di fantasia per modificare un pochino il capoverso usando dei sinonimi al posto elle parole usate ora; oppure spostando un inciso in un altro punto semanticamente logico, oppure invertendo la posizione di due parole. L’italiano, per fortuna non è così posizionale come l’inglese o altre lingue.

                    Insomma non pretendere che LaTeX faccia l’impossibile o che componga così male da rendere difficile la lettura come appare su certi quotidiani dove lo spazio interparola viene ridotto talmente che sembra di leggere la scrittura continua degli antichi romani (evidentemente facendo una fatica enorme nella lettura)

                    in risposta a: Utilizzando comandi di base, il testo sborda [codice inside] #52740
                    OldClaudio
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                      Io lascerei perdere LyX e userei tranquillamente altri shell editor come per esempio TeXworks che è di default (e che macchine widows è distribuito sia con texlive sia con miktex (in altre parole ce l’hai già, perché non lo usi?).

                      Un compilatore come TeXworks su windows o oppure come gedit+LaTeX-plugin su ubuntu,, non si farà l’highlight quasi del testo composto come ti fa LyX, ma ti consente di passare agevolmente con un click dalla finestra del testo composto a quella del testo sorgente, e viceversa; e questa è una delle funzionalità più utili quando si lavora con un compositore tipografico a effetto differito come pdflatex.

                      in risposta a: Immagini e grafica #52762
                      OldClaudio
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                        Il manuale di TiKZ contiene più di 100 pagine. Le istruzioni per usare il “volgare” ambiente picture nativo di LaTeX (ma arricchito dall’ultimo aggiornamento del 2009 del pacchetto pict2e) ammontano a meno di 0 pagine e per mettere rettangoli o frecce è più che sufficiente.
                        Ricordati solo che prima devi mettere la figura e poi devi mettere le frecce o i rettangoli (anche con TiKZ), perché gli strati di oggetti si sovrappogono e il primo strato sottostante a tutto viene ricopoerto via via dagli altri strati; se questi sono invasivi come una fotografia, questa copre tutti i segni, frecce, rettangoli, scritte che puoi avere aggiunto.

                        Sis con TiKZ sia con picture+pict2e la cosa difficile non è fare il disegnino, ma è quella di trovare (ovviamente per tentativi) le coordinate giuste per collocare gli oggetti; per questo è opportuno che tu definisca una unità di misura ben nota a te, che scali la fotografia facendo riferimento a dimensioni specificate con quella unità di misura, e che stabilisi le coordinate avendo rispetto per l’unità di misura scelta. Una volta scoperto il metodo e dopo esserti impratichito un po’, vedrai che la coa non è così difficile.

                        in risposta a: Utilizzando comandi di base, il testo sborda [codice inside] #52738
                        OldClaudio
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                          Be’ LyX non serve a niente e non è responsabile del funzionamento di LaTeX (latex e pdflatex).

                          Ma non hai capito il problema; ti mancano i pattern di divisione in sillabe per l’italiano nel formato latex.fmt e nel formato pdflatex.fmt[/]

                          LyX si affida ad una distribuzione di TeX funzionante e ben configurata; la tua distribuzione sembra essere MiKTeX 2.8 ed è mal configurata. Se invece hai una distribuzione diversa vale la stessa affermazione: è mal configurata.

                          Con MiKTeX devi aprire le MiKTeX Options o Settings, cercare la scheda Languages e fare quello che c’è scritto nella scheda, prima di uscire dalle Options o Settings, ricordati di aprire la scheda General e di ricreare i formati con l’apposito pulsante.

                          Se hai una TeXLive vera, non quella distribuita per esempio con Ubuntu, che è vecchia di due anni, non devi fare niente perché ha già i patttern precaricati, ed è per questo che penso che tu non disponga di una TeX Live vera. Se usi una TeX Live come quella di Ubuntu, leggiti le istruzioni e carica il pacchetto dell’italiano con Synaptic o simili. Se hai altre distribuzioni, come per esempio su Slckware, che distribuisce ancora la vecchia teTeX, defunta nel 2005, devi usare il comando texconfig e agire di conseguenza.

                          Ma questa questione della sillabazione è stati discussa tante volte qui sul forum che sembra incredibile che la si debba ripetere ancora; usa la finestra Cerca, qui sopra in testa al riquadro dell’indice del forum e vedi quanti thread sono stai aperti su questo argomento. 😥

                          in risposta a: problemi con figure #52731
                          OldClaudio
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                            Sì, sei sicuro perché clera page SVUOTA completamante le code, le svuota anche quando ci sono altri oggetti in coda, anche tabelle, note marginali, tutto, cosicché la nuova pagina comincia con pdflatex che ha la mente fresca perché non deve tenere a mente oggetti in coda. 😀

                            Esiste anche un comando che mette una barriera alla code degli oggetit flottanti ma non funziona sempre come uno si aspetterebbe.

                            in risposta a: stile dell’indice analitico – makeidx #52719
                            OldClaudio
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                              Ti invio il codice che ho usato io per un mio file .ist
                              `
                              headings_flag 1
                              heading_prefix “\\par\\penalty-50\\textbf{”
                              heading_suffix “}\\\\\*\~\\\\\*”
                              symhead_positive “Simboli”
                              symhead_negative “simboli”
                              numhead_positive “Numeri”
                              numhead_negative “numeri”
                              delim_0 “,\~”
                              `

                              Questo risponde alla tua prima domanda, ma sono sicuro che cose simili c’erano anche sull’Arte.
                              Se vuoi le lettere \Large aggiungi \\Large (con due backslash tra { e ” nell’heading_prefix; ma pensa ci bene e dopo una prova o due vedrai che senza \Large è meglio.

                              I rientri delle sottovoci si modificano cambiando la definizione di theindex. Guarda nell’Introduzione qui sopra, orientandoti sia con l’indice generale sia con i sei indici analitici.

                              in risposta a: Simoncini e dintorni #51339
                              OldClaudio
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                                Forse solo aggiornare il database dei nomi dei file. Se dai il comando
                                `
                                kpsewhich pir.tfm
                                `
                                per cercare il file tfm relativo al font pir, il sistema te lo trova? Se non te lo trova, vuol dire che i filename database di quell’albero del sistema TeX non è aggiornato.

                                in risposta a: Utilizzando comandi di base, il testo sborda [codice inside] #52735
                                OldClaudio
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                                  Caspita, non ti sei reso conto che hai la sillabazione in inglese?

                                  Quante volte su questo forum si è spiegato come attivare al sillabazione italiana;

                                  Leggiti la prima dozzina di righe del file .log e constata che non hai attivata la sillabazione per l’italiano; dopodiché procedi secondo le istruzioni del tuo sistema operativo e della tua distribuzione del sistema TeX ed eventualamte cercando nel forum gli altri thread che parlano di questo problema.
                                  Qualunque sistema operativo tu abbia e qualunque distribuzione tu stia usando ora, ti consiglio caldamente i installare la distribuzione TeX Live 2010; se usi una versione Debian di Linux, cercati qui il thread dove si perla del problema di sostiture la distribuzione Debian con la versione e distribuita da TUG/CTAN, oppure di farle convivere entrambe sullo stesso sistema.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 10,816 al 10,830 (di 11,287 totali)

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