OldClaudio

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  • in risposta a: problemi con figure #52728
    OldClaudio
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      Metti l’opzione [p] e non l’opzione [!h] e poi da clearpage dopo la terza figura ma prima dell’inizio della nuova sezione.

      in risposta a: stile dell’indice analitico – makeidx #52716
      OldClaudio
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        Expected -s Usage: C:\Program Files (x86)\MiKTeX 2.8\miktex\bin\makeindex.exe [-ilqrcgLT] [-s sty] [-o ind] [-t log] [-p num] [idx0 idx1 …]

        Il nome “stile” e l’abbreviazione “sty” fanno confondere le idee.

        Per makeindex il file di stile per la composizione dell’indice (per la trasformazione del file grezzo .idx nel file alfabetizzato .ind) ha l’estensione .ist (Index STyle)..allora il comando che devi dare dopo aver costruito il file miostile.ist seguendo le indicazioni di classic.ist che trovi sull’Arte, è:
        `
        makeindex -s miostile.ist miofile
        `
        dove miofile.idx (non mettere l’estensione) è il file prodotto da latex o pdflatex mentre compili miofile.tex per ottenere il file composto nel formato dvi o pdf rispettivamente.

        Le altre opzioni che la riga “Usage:…” sopra scritta ti propone sono opzioni certamente usabili, ma così raramente che io non ne ho mai avuto bisogno.

        Il problema è che NON puoi usare texniccenter per eseguire il comando che ti ho indicato sopra; nel senso che non puoi cliccare il bottone di texniccenter per lanciare makeindex con l’opzione -s e il nome del file di stile.

        DEVI per forza dare quel comando dalla finestra comandI; so che non è una finestra molto “popolare” fra gli utenti di Windows, ma questi utenti non sanno quanto lavoro possono fare con i comandi in linea e la sintassi del vecchio DOS emulati dentro la finestra comandi; se non l’hai mai usata, vai in Avvio poi Accessori poi Finestra comandi; oppure vai in Avvio poi clicchi Esegui e nella finestrina ci scrivi cmd. Ti si apre una finestra con lo sfondo nero dove a seconda del sistema operativo che usi può esserci scritta una stringa col nome di una cartella seguita dal segno > seguito da una lineetta lampeggiante. Questo è il cursore che ti indica a che punto sei per scrivere quello che stati scrivendo. Con il comando cd seguito da un percorso puoi cambiare cartella; ti consiglio di andare nella cartella del tuo file miofile.tex, per esempio con
        `
        cd C:\MieiDocumentiLaTeX\Tesi\
        `
        se il tuo documento è nella cartella puntata da quel percorso che ho scritto sopra; dopo aver premuto invio, la stringa che compare prima delle lineetta lampeggiante dovrebbe cambiare proprio nel percorso che tu hai scritto; nella stessa maniera dai ora il comando dir seguito da invio e dovrebbe presentarsi la lista di tutti i file contenuti in quella cartella, compreso il miofile.tex e il miofile.idx

        A questo punto scrivi il comando makeindex seguito dalla opzione -s e dal nome con estensione del tuo file di stile miofile.ist e il nome senza estensione del file miofile.idx; dopo aver premuto invio, sullo schermo appaiono le informazioni che makeindex scrive durante l’esecuzione. Se tutto va a buon fine ridando il comando dir + invio, ora la lista dei file contiene anche i file miofile.ind e miofile.ilg (quest’ultimo è il file .log di makeindex dove riappaiono le informazioni che questo ha scritto anche sullo schermo). Ma il file miofile.ind è quello che serve ad una successiva esecuzione di latex o pdflatex per generare l’indice formattato su una o su due colonne a seconda di come è definito o ridefinito l’ambiente theindex e a seconda delle istruzioni che makeindex ha trovato nel tuo file .ist.

        Qualcuno giorni fa ha proposto di modificare la configurazione di texniccenter, o di texmake,r o di quel che sia, per inserire permanentemente l’opzione -s e il nome del file di stile per gli indici analitici direttamente nella configurazione del bottone per la creazione dell’indice analitico. A me non sembra una buona idea, perché la volta che vuoi usare lo stile di default o un altro stile devi modificare la configurazione del tuo editor. Tuttavia ognuno è libero di fare come vuole, e se vuole seguire un consiglio altrui è liberissimo di farlo o di non farlo.

        Una ulteriore alternativa è quella di usare il pacchetto imakeidx, di leggerne la documentazione, e di procedere come indicato; tutto il lavoro che ti ho detto di fare sopra viene eseguito dietro le quinte da latex o pdflatex. Questa è la strada che io seguo sempre (anche perché insieme ad Enrico abbiamo scritto il pacchetto imakeidx 8) ). Siccome tu usi ancora MiKTeX 2.8, devi esplicitamente abilitare l’opzione –enable-write18. Se invece ti aggiorni a MiKTeX 2,9 oppure se installi TeX Live 2010 (te lo consiglio) non devi fare assolutamente nulla, perché questo fatidico write18 è già abilitato fin dalla prima installazione del sistema TeX.

        Spero non non essere stato troppo confuso nello spiegare il da farsi e le alternative

        in risposta a: Cerco consulente latex #52702
        OldClaudio
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          5. sull’enconding dichiaro la mia ignoranza…. l’ho scritto con TexShop per Mac… è sufficiente?

          Be’, dipende da come hai configurato TeXShop; se non l’hai personalizzato in nessun modo probabilmente è un UTF-8. Questo per esempio esclude i possessori di shell editor per i quali non è possibile scegliere l’encoding, per esempio LEd, il WinEdt 5.x (del 6 non sono sicuro, ma è possibile che anche il 6 non accetti ancora l’UTF-8).

          Comunque govani: fatevi avanti!

          Il lavoro non sembra tremendo e dovrebbe bastare poco tempo, visto che il lavoro è già scritto col mark-up di LaTeX. In più Mauro vi offre una ricompensa. 😀

          in risposta a: Cerco consulente latex #52700
          OldClaudio
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            Dovresti specificare le scadenze e pressappoco di quante pagine si compone il tuo libro, se contiene immagini o altro materiale esterno, se l’hai già spezzato in file parziali (per esempio assegnando un file per ogni capitolo, oppure se si tratta di un file unico), che encoding hai usato per i/il file sorgente (è importante: se un possibile aiutate non disponesse di uno shell editor capace di gestire il tuo encoding, questo fatto già da solo farebbe perdere del tempo prezioso). Più notizie dai nella tua richiesta, più invogli e motivi i possibili aiutanti.

            Personalmente preferirei che si facesse avanti qualche giovane a cui il compenso monetario potrebbe fare molto piacere; anzi invito esplicitamente i giovani a farsi avanti.

            in risposta a: problemi scrittura formule con xymtex #52685
            OldClaudio
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              Scusate ho sbagliato a scrivere ximtex invece di xymtex.
              La distribuzione TeX Live non contiene più il pacchetto xymtex che su CTAN è classificato oboleto. Volendo lo si potrebbe ancora scaricare, ma CTAN rinvia al pacchetto chemtex.

              in risposta a: problemi scrittura formule con xymtex #52684
              OldClaudio
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                ximtex è stato tolto dal CTAN ❗

                Peccato.

                in risposta a: problemi scrittura formule con xymtex #52683
                OldClaudio
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                  Mi lasciano perplesso i \begin{picture} senza i corrispondenti \end{picue}.

                  È corretto? Io non ho (ancora) ximtex, quindi non riesco (ancora) a compilare, ma l’osservazione precedente mi lascia assai perplesso.

                  in risposta a: Classe report e chapter #52575
                  OldClaudio
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                    Parli dei numeri delle pagine in romano maiuscolo?

                    Orrore 😯

                    Il romano maiuscolo si usa per indicare i secoli o i numeri d’ordine di sovrani di vario genere, ma è brutto lo stesso.

                    Se vuoi davvero il maiuscolo devi editare i comandi che ti producono le testatine o i piedini e inserire \MakeUppercase che nel suo argomento contenga il comando \thepage.
                    Certo puoi ridefinire ‘thepage in modo che usi lo stile \Roman invece che lo stile \roman, ma poi tutti i numeri di pagine, anche quelli arabi ti vengono fuori in romano maiuscolo, il che non è carino per niente 😕

                    Nell’Introduzione qui sopra ci sono i comandi per usare una specie di maiuscoletto, che per i numeri romani va sicuramente meglio del maiuscolo.

                    in risposta a: Classe report e chapter #52573
                    OldClaudio
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                      Perché elenchi due volte amsmath nel lungo comando \usepackage del tuo preambolo?

                      \frontmatter e \mainmatter son dichiarazioni che vanno messe subito prima delle parti che devono ricevere quella particolare formattazione, presumibilmente \frontmatter subito dopo begin{document} e \mainmatter subito prima del primo capitolo che vuoi numerato in numeri romani.

                      in risposta a: Se abstract in book.cls cambia aspetto al capitolo seguente #52633
                      OldClaudio
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                        È difficile dire perché ti succeda quello che ti succede. Ma posso fare due osservazioni:
                        1) Nell’Introduzione qui su, si spiega come usare \includeonly e \include, invece di \input.
                        Il tuo problema si sarebbe e forse si risolve ancora usando quei comandi.
                        Metti l’abstract in un file distinto dagli altri capitoli che hai già composto o che comporrai, tenendo un capitolo per file; nel corpo del documento li includi ciascuno con il suo comando \include. Nel preambolo scrivi l’elenco dei file da includere come argomento di \includeonly, uno per riga come mostrato nell’Introduzione; commenta tutte le righe, tranne quella del file che contiene il tuo capitolo; lo stesso fari per i capitoli successivi. Dovrebbe andare a posto tutto quanto.
                        2) io non sarei capace, ma so, perché un amico mi aveva scritto la debita procedura, che il programma ghostscritp fa ogni tipo di manipolazione dei file ps e dei file pdf (oltre a convertirli gli uni negli altri); fra le altre cose è in grado di estrarre da una a n pagine da un file che ne contenga m>n. Siccome ghostscript ce l’abbiamo tutti sulle nostre macchine di qualunque marca e con qualunque sistema operativo e con ogni distribuzione del sistema TeX, tutti in teoria abbiamo i mezzi per estrarre pagine da un file pdf. Il problema è che ghostscript accetta tali e tante opzioni che lo studio della pagina del manuale rischia di diventare più pesante che non l’operazione stessa. Eppure… fa talmente tante cose che, a cominciare da me stesso, tutti dovremmo saperlo usare bene a nostro vantaggio.

                        Io sono parzialmente scusato perché opero con un Mac e l’operazione di estrazione la eseguo con il software Preview in dotazione del sistema operativo attraverso una comodissima interfaccia grafica, quindi non ho bisogno di usare ghoscript per questo scopo; ma ghostscript mi potrebbe essere utile per molti altri scopi; per questo la mia ignoranza non è scusabile. 🙁

                        in risposta a: problema estensione figure #52622
                        OldClaudio
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                          pdflatex poteva inserire figure eps anche dalla versione 2009, ma il vantaggio della versione 2010 è che non è più necessario caricare esplicitamente nessun pacchetto particolare. scrivi
                          `
                          \includegraphics[…]{file senza estensione}
                          `
                          lanci pdflatex e alla fine non solo la figura sarà stata incorporata nel tuo documento, ma anche nella cartella dove c’era il tuo file.eps troverai anche file-converted-to.pdf. Nelle compilazioni successive, se file.eps non è stato modificato, pdflatex non esegure più nessuna conversione e usa direttamente il file file-converted-to.pdf.

                          Nella versione 2009 era necessario abilitare la funzione \write 18 e chiamare un qualche pacchetto (in una rosa di pacchetti) che dava pdflatex le istruzioni necessarie per eseguire da solo la conversione; se ne parlava anche nell’Introduzione (qui sopra il link), Con la versione 2010 non è nemmeno necessario abilitare il \write 18 (perché una versione protetta di questo comando è già abilitata) e nemmeno invocare altri pacchetti, al punto che sembrerebbe che anche il formato eps sia diventato standard per pdflatex (sembra solo, non è vero, ma agli effetti pratici è come se lo fosse).

                          Se non hai ancora aggiornato la tua distribuzione di TeXLive, ti suggerisco di farlo. Se usi MiKTeX, aggiornati alla versione 2.9, ma prendi in considerazione la possibilità di non usarlo più e di installare TeXLive sulla tua macchina Windows. Ti metterai al sicuro anche per il futuro 😀

                          in risposta a: wrapfloat #52629
                          OldClaudio
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                            Certo il \label dopo la chiusura dell’argomento di \caption è meglio, ma in realtà non è vietato. Mettere \label dopo segue una logica; prima \captio incrementa il contatore delle figure e compone la didascalia mettendoal anche nel file lof (list of figures) poi il comando \label preleva il nomero della figura e lo associa ad una etichetta. Tuttavia, visto che il \label viene reso equivalente a \@goble (inghiotti) quando la didascalia viene scritta nel file lof, se la didascalia contiene quel comando non succede nulla di grave, semplicemente in quel momento \label viene reso inefficace.

                            Detto questo però, mi sembra strano che drudo84 voglia usare un comando certamente non facente parte del nucleo di LaTeX e legga il messaggio d’errore che gli dà LaTeX, e non si accorga da solo che gli manca qualcosa, cioè il pacchetto che definisce quel comando; dopo aver seguito il consiglio di illinguista1972 (Tommaso) si domanderà come non ci sia arrivato da solo… 😀

                            in risposta a: teoria dei grafi #52353
                            OldClaudio
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                              Non è difficile installare mftrace e fontforge anche su Mac OS X; tuttavia lo script maketfms risulta sconosciuto. Inoltre il comando mftrace va chiamato come
                              Codice:
                              mftrace -f PFB –simplify –potrace —

                              (oppure –autotrace, se si preferisce l’altro programma); così com’è scritto nella guida dà un errore, perché il nome del file viene preso come valore per l’opzione –potrace.

                              C’è una cosa giusta e una sbagliata. quella giusta è che il comando maketfms è un vecchio alias che avevo trovato su una vecchia versione di MiKTeX. in realtà il comando giusto è mktextfm

                              Il comando riportato sulla guida è corretto, non è sbagliato e il nome del font non viene preso per argomento di potrace, almeno sul mio Mac; l’unici warning che appare è che non è stato specificato il file di codifica e che quindi viene assunta la codifica tex256.

                              È vero non è difficile installare mftrace, potrace, autotrace e fontforge sul Mac; di solito non sono operazioni difficili su ogni Mac. Ma su Windows, è difficilotto, tenuto conto che bisogna anche installare CygWin e che bisogna scaricare dalla rete i programmi destinati o direttamente a CygWin o a Linux, oppure bisogna compilare da sorgente; la cosa non è semplice per l’utente medio; certo non è impossibile, ma richiede approcci diversi da quelli familiari agli utenti Windows e quando si opera dentro alla finestra di emulazione bisogna ricordarsi che si sta operando in ambiente UNIX

                              in risposta a: teoria dei grafi #52347
                              OldClaudio
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                                Lo spazio dopo il nome del pacchetto?
                                `
                                \usepackage{mathrsfs }%per le lettere dei grafi
                                `
                                Comiincia a cambiare in
                                `
                                \usepackage{mathrsfs}%per le lettere dei grafi
                                `

                                in risposta a: cambiare and in e (et, francese) per i riferimenti bibliogra #52441
                                OldClaudio
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                                  Premetto che non sono riuscito a trovare da nessuna parte il file EPMapalike.bst.

                                  Ho trovato invece apalike.bst del quale vale la pena di leggere le prime righe, fra le quali si trova l’avvertenza:
                                  `
                                  % Editorial note:
                                  % Many journals require a style like `apalike', but I strongly, strongly,
                                  % strongly recommend that you not use it if you have a choice—use something
                                  % like `plain' instead. Mary-Claire van Leunen (A Handbook for Scholars,
                                  % Knopf, 1979) argues convincingly that a style like `plain' encourages better
                                  % writing than one like `apalike'. Furthermore the strongest arguments for
                                  % using an author-date style like `apalike'—that it's “the most practical”
                                  % (The Chicago Manual of Style, University of Chicago Press, thirteenth
                                  % edition, 1982, pages 400–401)—fall flat on their face with the new
                                  % computer-typesetting technology. For instance page 401 anachronistically
                                  % states “The chief disadvantage of [a style like `plain'] is that additions
                                  % or deletions cannot be made after the manuscript is typed without changing
                                  % numbers in both text references and list.”.
                                  `

                                  Tieni presente che la frase “the new computer-typesetting technology” è stata scritta nel 1988, data di creazione di apalike.bst.

                                  Se tu non hai scelta e devi per forza usare quello stile, allora cercati il file .bst, copialo in un altro file del tipo EPMapalikefr.bst, poi modifica quest’ultimo andando a cercare la stringa
                                  `
                                  ” and ”
                                  `
                                  doppi apici e spazi compresi. Cambia quella stringa in
                                  `
                                  ” et ”
                                  `
                                  sempre conservando gli spazi e doppi apici. Salva il file modificato nella cartella dove si trova il file principale della tua tesi di master.

                                  Questo potrebbe risolvere il tuo problema.
                                  Speriamo bene.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 10,831 al 10,845 (di 11,287 totali)

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