OldClaudio

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  • in risposta a: Tabella con immagini all’interno #117704
    OldClaudio
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      Gilio, la tua mancanza di voglia di documentarti è ormai diventata proverbiale; la sezione Documentazione di questo forum è piena di testi per documentarti.

      La tua mancanza di capacità di farti due conti sulle dita è altrettanto inimitabile.

      Ricapitoliamo: hai una classe article dove la larghezza della griglia di stampa vale 390pt (circa 13cm) ci metti una tabella di quattro colonne, di cui la prima vuota (ma questo forse solo per l’esempio che hai allegato); le 4 colonne occupano pertanto poco meno di 100pt ciascuna; togli i 12pt (6pt a sinistra e 6pt a destra, 12pt in totale) e ogni spazio utile in ciascuna colonna diventa di poco meno di 90pt, cioè circa 3cm; tre centimetri sono troppo pochi per consentire un testo giustificato e quindi la tabella del tuo esempio è orrenda.

      Hai mai sentito parlare di \raggedright? Mancanza di documentazione cronica (ABC di LaTeX); \Hai mai studiato come si spazione le righe in una tabella? (ABC di LaTeX); hai mai visto come si possono definire descrittori di colonna con la caratteristica \raggedright incorporata? mancanza di documentazione (Pacchetto array, citato in ogni guida generale e nella guida specifica sulle tabelle).

      No ti voglio indicare le pagine esatte delle guide precise che non hai studiato; LaTeX è un programma di composizione tipografica, non è un word processor, quindi devi studiare. Non continuare a fare domande di cose che sono spiegate nelle guide che abbiamo scritto e messo a disposizione: è contrario alla netiquette del forum.

      in risposta a: frenchspacing in classe suftesi #117719
      OldClaudio
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        A me risulta che mettendo \nonfrenchspacing subito dopo \begin{document} la spaziatura angloamericana funziona benissimo; ma è difficile da vedere perché lo spazio dopo il punto fermo non aumenta di molto, anche se raddoppia rispetto a quello che si avrebbe con \frenchspacing di default.

        Come noti, ho parlato di spaziatura angloamericana, non di spaziatura italiana. Infatti secondo la tradizione italiana la spaziatura dopi segni interpuntivi di fine periodo non è diversa da quella della virgola o di altri segni. Nota che a cavallo del cambio di secolo fra il XIX e il XX, fino, credo il ventennio o forse fino alla fine del ventennio,la tradizione francese nella tipografia era quella francese; faceva molto fine, specialmente durante il ventennio, quando la Gran Bretagna era la “perfida Albione”. In quel periodo si metteva anche lo spazio prima dei segni interpuntivi alti, quindi tutti tranne la virgola e il punto; maggiore prima dei due punti e non tanto prima del punto e virgola. Negli USA la spaziatura dopo era rimasta, perché secondo le regole di dattilografia USA con le macchine da scrivere monospaziate ancora dominanti fino agli anni ’80, la regola della buona dattilografa era di battere due volte la barra spaziatrice dopo il segni di fine periodo. TeX col suo formato plain, usato anche da Knuth per comporre il TeXbook, ha conservato questa tradizione perché i primi utenti erano abituati a quella regola, ma con TeX non funzionava, perché due, o n, spazi consecutivi vengono trattati come un solo spazio. Ecco quindi che Knuth e i suoi hanno inventato lo space factor che può essere impostato al valore 1000 per tutto il documento (\frenchspacing) o a 1500 o a 2000 con \nonfrenchspacing; tanto che il punto dopo una lettera maiuscola viene interpretato correttamante come punto di abbreviazione, mentre se i punto dopo una minuscola vien interpretato come un punto di fine periodo, mentre se si tratta di una abbreviazione non deve essere trattato come punto di fine periodo, specialmente se il periodo prosegue con una parola che comincia con una minuscola. Col comando \@ si può modificare localmente questa ambiguità del punto.

        Questa è la storia delle spaziature uguali o diverse e degli accrocchi inventati agli albori di TeX, nel 1978. Allorasi scriveva ancora soltanto in inglese, ed era quasi impossibile usare TeX per comporre in un’altra lingua; mi ricordo che nel 1986 ottenni il permesso di creare una versione modificata di latex chiamata itlatex, sul mainframe del PoliTO, in modo che compilando in in italiano si potesero usare gli accenti senza impedire la sillabazione e la sillabazione non dividesse “equazione” in “equ-azione”; fu allora che creai il primo file di sillabazione per l’italiano, basandomi su un lavoro simile fatto da un ricercatore dello CSELT (ora ha cambiato nome, mi sembra che si chiami TiLab). Quando Nel 1990 TeX ha raggiunto la versione 3.0 che poteva finalmente gestire fino a 256 lingue, e nel 1991 nacque babel, non era possibile comporre correttamente un documento multilingue. Vedi che mi sono lasciato andare a raccontare cose che ormai fanno parte dell’archeologia del sistema TeX?

        Perché allora vuoi usare una spaziatura all’inglese se scrivi in italiano?

        Il consiglio che ti posso dare è di lasciar perdere questa disgraziata abitudine compositiva estranea alla nostra tradizione italiana.

        in risposta a: Mettere tabelle affiancate #117692
        OldClaudio
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          @Tork98
          , non vuoi proprio capire quello che ti hi detto. Ma non importa; hai ricevuto altri suggerimenti da altri che vanno benissimo, ma non riesci a metterli in pratica perché non stai attento a quello che leggi.

          Ho quindi fatto l’eserciio per te; e i problemi tuoi sono molto più grandi che non quelo di mettere le due tabelle affiancate ciascuna con la sua didascali. E il problema più grosso è che ciascuna tabella per suo conto è larga 75mm; due tabelle fanno 150mm. la alrghezza del blocco di stampa delle classi standard è di 160mm quindi le due tabelle così come sono non ci stanno.
          Inoltre le grandezze misurabili non si scrino mai ocn acronimi,alemno questo prescrivono le norme ISO per le scienze sperimentali; la medicina, la biologia e le altre scienze simili fanno uso di grandezze misurabili? a me pare di sì; allora le grandezze si insicano con una lettera sola in corsivo matematico e vi si mettono al piede qaunti appellativi si vogliono,composti in tondo; inoltre le unità di misura vanno sempre in tondo (nel tuo caso i decibel). Le spaziature verticali fra le varie parti non devono assomigliare ad una tabella composta con un word processor, ma devono rispettare le regole tipografiche. Ti avevo detto che devi mettere i filetti orizzontali con i comandi definit dal pacchetto booktabs, e hai continuato con \hline. Infine ti avevo detto di seguire una delle tre vie che ti erano state indicate, ma avevo aggiunto che potevi mettere la didascalia nella prima riga come argomenti di un comando \multicolumn.

          Il mio esercizio è il seguente`\documentclass{article}

          \usepackage{booktabs}
          \usepackage{kantlipsum}

          \begin{document}
          \section{Risultati in assenza di attacco}
          \kant[1]

          \begin{table}[!htb]\def\arraystretch{1.5}\tabcolsep=3pt
          \makebox[\linewidth]{%
          \begin{tabular}{@{}ccc@{}}
          \multicolumn{3}{p{0.475\linewidth}}{\caption{Tabella risultati in assenza di attacco in caso di Embedding Sostitutivo}\label{tab:res1}}\\[2ex]
          Livello & $CC(W,W_e)$ & $PSNR(I,I_W)$\\
          & & (dB) \\[+0.8em]
          \midrule
          \\
          1 (MSB) & $1$ & $8,99$ \\
          2 & $1$ & $15,04$ \\
          3 & $1$ & $21,04$ \\
          4 & $1$ & $27,05$ \\
          5 & $1$ & $33,08$ \\
          6 & $1$ & $39,09$ \\
          7 & $1$ & $45,12$ \\
          8 (LSB) & $1$ & $51,14$ \\
          \bottomrule
          \end{tabular}

          \begin{tabular}{@{}ccc@{}}
          \multicolumn{3}{p{0.475\linewidth}}{\caption{Tabella risultati in assenza di attacco in caso di Embedding Additivo di tipo XOR}\label{tab:res2}}\\[2ex]
          Livello & $CC(W,W_e)$ & $PSNR(I,I_W)$ \\
          & & (dB) \\[+0.8em]
          \midrule\\
          1 (MSB) & $1$ & $9,01$ \\
          2 & $1$ & $15,03$ \\
          3 & $1$ & $21,05$ \\
          4 & $1$ & $27,07$ \\
          5 & $1$ & $33,09$ \\
          6 & $1$ & $39,11$ \\
          7 & $1$ & $45,13$ \\
          8 (LSB) & $1$ & $51,15$ \\
          \bottomrule
          \end{tabular}}
          \end{table}

          \end{document}`Fai girare questo esempio minimo compilabile e constaterai quello che ti ho descritto; le due tabelle ora sono larghe 59mm, ma non sono abbastanza distanziate; bisognerebbe usare un font più piccolo, mo non tanto, per esempio in corpo 9.5pt invece che in corpo 10pt; Se poi tu componi in corpo 12pt, non ne parliamo, non te la cavi a metterle appaiate; Se componi con una classe in cui la gabbia del testo sia larga 190mm (esagero) te la cavi, ma i margini laterali ammontano solamente a 10mm, e le righe di testo sono troppo lunghe da poter essere lette con comodità.
          Vi troverai dei comandi che non hai mai visto, perché se non hai capito quello che ti ho scritto, vuol dire che non hai “studiato” la documentazione, cosa prescritta dalla netiquette di questo forum. Nella sezione Documentazione di questo forum ci sono diverse guide generali di diverso livello e ci sono delle guide tematiche su argomenti particolari; se ti fossi documentato, avresti visto che ce ne è una che si chiama Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italiano; contiene l’ABC del linguaggio LaTeX, senza il quale non vai oltre alla compilazione di n modello già predisposto. C’è un altra guida Intitolata Comporre tabelle e matrici
          Come usare LaTeX per comporre tabelle e matrici ben fatte
          ; chissà mai di cosa tratta questa guida?

          Quest’ultima guida, in particolare spiega: prima progetta la tabella, poi costruiscila; fatti un conto più o meno a spanne di quanto siano larghe le colonne; aggiungi 4mm par quante colonne sono contenute nella tabella (nel tuo caso 3 colonne, aggiungi 12mm) e hhai una stima decente; puoi sempre comporla con un font più piccolo dle 10% (\small) o al massimo del 12% (\footnotesize)ma non devi rimpicciolire troppo il corpo dei caratteri. Puoi mettere le tabelle affiancate in vari modi, alcuni dei quali sono descritti in questa guida, ma non puoi aspettarti miracoli, perché se non hai fatto i conti prima con una progettazione decente, non te la cavi.

          Il linguaggio LaTeX non deve necessariamente piacerti; né devi essere un programmatore avanzato per usare LaTeX; ma o ti accontenti di cioò che è già predisposto, o se vuoi uscire da seminato devi “studiare il linguaggio”.
          Mi vien da ridere pensando a me stesso, quando sono turista in un paese di lingua tedesca o dove il tedesco è abbastanza diffuso, ma io non conosco la lingua del posto, né troviamo una lingua veicolare conosciuta bene da entrambi; per cui mi sforzo di mettere insieme quelle quattro parole che conosco; mi ridono educatamente in faccia, ma potrebbero tranquillamente rotolarsi dalle risa quando io cerco di esprimermi in tedesco: perché? perché non ho studiato abbastanza.

          in risposta a: Mettere tabelle affiancate #117686
          OldClaudio
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            Sì, @Samiel, c’è anche quella possibilità ma per usarlo è necessario che le due tabelle siano correlate tanto da poter essere messe assieme dentro lo stesso float di tipo table; vi sarà una didascalia per l’intero float, e due sottodidascalie, una per ciascun sublfoat.

            Ora evidentemente @Tork98 sa che cosa contengano le due tabelle e se sono o non sono correlate; quindi sta a lui la scelta.

            Ti ringrazio per il suggerimento che hai dato a tutti noi; è prezioso, anche per vecchi lupi come me che non usano mai il pacchetto subfig.

            OldClaudio
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              Il problema delle note marcate con simboli, invece che con numeri, è una cosa che generalmente non si fa perché i simboli sono solo 9.
              Per questo motivo il contatore delle note “simboliche” deve essere rimesso a zero ad ogni fine pagina e queste note divento una proprietà della pagina e vanno gestite con attenzione; le note numerate sono invece degli “insert” relativamente mobili; nel senso che il sottoprogramma di impaginazione cerca fortissimamente di metterle nella stessa pagina in cui sono richiamate, ma in casi estremi, cioè se non ci stanno in fondo alla pagina, le sposta nella pagina successiva. Per le note “ssimboliche” il problema diventa più complesso.

              Tuttavia nella classe suftesi c’è la possibilità di farlo; se ben ricordo (perché il non uso mai note “simboliche”) il ocmando di queete note si chiama \nota; verifica nella documentazione di suftesi; eventualmente cerca il file suftesi.cls e copia la definizione del comndo, e incollatela nel preambolo del tuo documento, eventualmente la parte incollata fra \makeatletter e \markatother.
              Ovviamente non dovresti fare niente se usassi direttamente la classe suftesi. 😉

              in risposta a: Problema con bibliografia #117667
              OldClaudio
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                Non intendo niente di più di quello che hai fatto mettendo sorting=none. Se il sommario vien prima della tesi, nello stesso documento, le sue citazioni vengono prima di quelle della tesi; quindi se il sommario cita 20 riferimenti, questi sono inseriti prima dei successivi 80 (numero di fantasia) del corpo della tesi, e quindi nel sommario essi verranno citati con numeri che vanno d 1 a 20 in ordine, mentre nella tesi tutti i riferimenti verranno citati con numeri che vanno da 1 a 100, in disordine i primi 20, e in ordine di citazione i successivi.

                in risposta a: Mettere tabelle affiancate #117684
                OldClaudio
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                  Usa la soluzione 2 o la soluzione tre.

                  Se proprio vuoi usare \captionof lo devi mettere dentro la tabella come argomento di \multicolumn dopo l’ultimo \hline e supito prima di \end{tabular}.

                  Ma qui c’è un altro piccolo problema estetico: le righe orizzontali (che si chiamano filetti) vanno messi con i comandi definiti dal pacchetto booktabs e non vanno mai raddoppiati.; qualcosa come:`\usepackage{booktabs} % nel preambolo

                  \begin{tabular}[ccc}\toprule
                  ….
                  \midrule

                  \bottomrule
                  \multicolumn{3}{\captionof{table}{Titolo}}% nota: table, non tabular
                  \end{tabuar}
                  `

                  in risposta a: LaTex non genera più il pdf #117678
                  OldClaudio
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                    ale9617″ post=118095Come faccio a installare una versione completa?

                    Fino a ieri mi funziona tutto e non ho eliminato nulla

                    CRAN non è un archivio gestito dalla comunità internazionale degli utenti di TeX; se i curatori decidono di togliere della roba da CRAN, non devono chedere il permesso a nessuno, ma mettono in difficoltà gli utenti come te. Mi spiace. Tuttavia io ho calcolato che quest’anno completo il mio34-esimo anno di uso di LaTeX. In questi anni ho sempre usato distribuzioni ufficieli, almeno da quando sono accessibiliin rete. Ho usatoMiKTeX da quando esite e finché non ho abbandonato Windows; ho usato tetex quando usavo Linux, ma tetetex ha “figliato” TeXLive e da quando esiste uso TeX Live. Da una quindicina d’anni uso un calcolatore Mac, e da allora installo e tengo sempre aggiornato il MacTeX, che è la disribuzione di TeXLive adatta al Mac.

                    Come si fa ad installare TeX Live? è troppo lungo da spiegare qui; ma è spiegato in tute le guide generali che trovi qui nella sezione Documentazione; da L’Arte di scrivere con LaTeX, a LaTeX per l’impaziente; dall’Introduzione all’arte della composizione tipografica tipgrafica, al manuale epr gli utenti di Ubuntu-Linux al fine di consentire loro di installare la verisone “ufficiale” invece della versione Debianizzata, che è più rigidsa e meno up-to-date di quella ufficiale. Purtroppo ora la distribuzione ufficiale è ibernata, perché nel mese di marzoe aprile vengono fermate tutte le bocce, per conenire la creazione dei dischi di installazione completi e aggiornati, oltre a inseririvi i programmi aggiornati epr l’installazione su tutte le piattaforme. Quindi fino alla fine di aprile o ai primi giorni di maggio non ti conviene installare una versione 2019, che, in quanto ibernata è automaticamente “obsoleta”. Aspetta che sia disponibile laversione del 2010.

                    Se hai fretta di arrivare al risultato hai due possibilità:

                    a) commenti la riga dove invochi il pacchetto layaureo e vi rinunci fino a tempi migliori; oppure
                    b) scarichi dall’archivio di CTAN (cerca con un motore di ricerca). Come vi entri può cercare e scaricare singoli pacchetti; specifica che ti interessa layaureo, clicca qualche volta per enrare fino alla pagina specifica, dove trovi il bottone che ti permette di scaricare il pacchetto compresso; una volta scaricato decomprimi in una cartella temporanea, leggi i vari file di testo Anche il file README che non ha estensione, ma è un file di testo puro, come qualunque altri file .txt, sposta i vari file di documentazione e di esecuzione, nelle cartelle dell’albero del tuo Tiny-TeX, magari creando delle sottocartelle lungo gli stessi rami, ma chiamate layaureo, in modo da non mescolare il file.sty con il file .pdf, e simili. Esegui, se necessario i comandi del tuo Tiny-TeX per aggiornare il database dei nomi dei file del tuo Tiny-TeX, e poi puoi usare layoureo senza problemi. Se l’operazione non riuscisse metti il file layaureo.sty nella stessa carella dove lavori il tuo documento. Se anche questo non dovesse funzionare con la tua installazione, non sapre consigliarti altro che passare all’opzione a). Io non dispongo di Tiny-TeX, quindi non posso fare esperienti in merito; nello stesso tempo non voglio “sporcare” il mio Mac, anche solo per prova, perché quand’anche smontassi Tiny-TeX qualche traccia potrebbe rimanere nella mia macchina, e non voglio perdere la sua attuale perfetta funzionalità.

                    in risposta a: Problema con bibliografia #117665
                    OldClaudio
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                      Fabio Restelli” post=118094

                      Allora usa come stile bibliografico numeri una versione unsorted, cioè non alfabetizzata con qualunque criterio diverso dall’ordine di citazione.
                      In questo modo il sommario ha le sue citazioni che vanno progressivamente da 1 a 20, mentre la tesi vera e propria avarà le citazioni che vanno da 1 a 100; se la tesi non cita i lavori citati dal sommario, le sue citazioni andranno solo da 21 a 100. (100 è tanto per indicare un numero).

                      Qualsiasi altro modo implica di desiderio di avere “la botte piena e la moglie ubriaca” (come dice un vecchio proverbio, precedente all’era del “politically correct”)

                      Il metodo qui https://tex.stackexchange.com/questions/192735/biblatex-cite-without-affecting-sorting-order proposto secondo te non funziona?

                      Se non riuscirò a venirne fuori userò un altro stile

                      Non è quello che ti ho suggerito? Non ti ho scritto di mettere fra le opzioni sotring=none, ma era quello che avrei dovuto andare a cercare nella documentazione di biblatex, che tu, suppongo, ormai conosci a memoria meglio di me.

                      in risposta a: Problema con bibliografia #117662
                      OldClaudio
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                        Allora usa come stile bibliografico numeri una versione unsorted, cioè non alfabetizzata con qualunque criterio diverso dall’ordine di citazione.
                        In questo modo il sommario ha le sue citazioni che vanno progressivamente da 1 a 20, mentre la tesi vera e propria avarà le citazioni che vanno da 1 a 100; se la tesi non cita i lavori citati dal sommario, le sue citazioni andranno solo da 21 a 100. (100 è tanto per indicare un numero).

                        Qualsiasi altro modo implica di desiderio di avere “la botte piena e la moglie ubriaca” (come dice un vecchio proverbio, precedente all’era del “politically correct”)

                        in risposta a: LaTex non genera più il pdf #117675
                        OldClaudio
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                          Tiny-TeX non lo avevo ancora sentito; certo è che il sistema TeX è grande e occupa circa 5Gibyte sul disco fisso; tutta via le installazioni parziali, basiche o comunque incomplete danno questo genere di problemi.
                          Ti faccio un paragone automobilistico: Il sistema TeX è una Ferrari; Tiny-TeX è appunto tyni, come uno di quei veicolo che sono dei motorini a quattro ruote; li chiamano city car, ma hanno la targa degli scooter.
                          Capisci da sola che non hanno le stesse prestazioni.
                          Quindi o lavori in rete, per esempio usando il sito Overview (corri ancora qualche inconveniente, ma non frequentemente), oppure installli una versione completa. Ti suggeriamo caldamante TeX Liv, che di default è completae o MikTeX, che di default è basic, ma se non hai problemi di connessione è in grado di caricarti al volo i pacchetti mancanti — ovviamente se non sei in rete o hai un collegamento troppo lento, questa funzionalità di MikTeX non è disponibile o non funziona come dovrebbe.

                          in risposta a: Problema con bibliografia #117657
                          OldClaudio
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                            Se il riassunto è a se stante, va compilato separatamente dalla tesi.
                            Se è composto nella tesi ci vuole una bibliografia sola e i comandi \cite e le sue varianti usate nel riassunto citano i riferimenti specifici della bibliografia generale.

                            Se vuoi puoi fare una cosa del genere; predisponi un solo file .bib; componi il riassunto tesiriassunto.texcon la bibliografia, visto che biber estrae dal file .bib solo ciò che citi nel riassunto; Poi componi la tesi importando prima dell’indice generale il file pdf del riassunto mediante le funzionalità di pdfpages. In questa maniera hai due cose indipendenti (per esempio potresti avere il riassunto composto con article, e la tesi composta con book) che riunisci in unico documento filarle, pur avendo sempre a disposizione il file pdf del riassunto che puoi stamapre separatamente da distribuire ai membri della commissione diversi da tuo relatore, a cui darai o la sola tesi o la tesi che include il riassunto, cosicché, se vuole possa rivederti anche il riassunto e non solo il lavoro vero trattato come Dio comanda per suo conto.

                            in risposta a: Problema con la definzione del comando #117672
                            OldClaudio
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                              Leggi bene nella documentazione del pacchetto amsmath (comando texdoc amsmath da terminale) qual è la sintassi di \DeclareMathOperator. L’hai sbagliata.
                              La definizione di \pol che ti ha fornito @mcl1962 può andare bene ma non accetta argomenti; quidi se vuoi applicare il comaod \pol a qualcosa di diverso da [x_1, \ldots, x_n] devi definitri un altro comando diverso da \pol. Può darsi che a te serva solo questa definizione di \pol; ma leggiti comunque la documentazione perché \DeclareMathCommand ti potrebbe servire per altro o per definire un operatore con o senza “limiti” (simile a \log o simile a \sin; se non conosci il differente comportamento, di nuovo consulta la documentazione di amsmath.

                              in risposta a: Diagrammi su LaTeX #117648
                              OldClaudio
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                                Benvenuto nel forum

                                Certamente ci sarà qualcuno che ti saprà rispondere; ma perché ciò avvenga è necessario che tu non esponga solo il codice per questo albero, ma che tu fornisca un esempio minimo compatibile (EMC); casomai non ti fosse chiaro il concetto di EMC, nella sezione Documentazione di questo forum c’è una guida tematica su questo argomento; in due parole: un EMC comincia con \documentclass e finisce con \end{document}; il preambolo contiene il minimo necessario per compilare il testo, e il testo (qualunque cosa dopo \begin{document}) è il minimo necessario per replicare il problema.
                                Nel tuo caso il testo sembra a posto ma manca tutto il resto ridotto al minimo.

                                OldClaudio
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                                  La documentazione di memoir contiene un primo indice con i soli titoli dei capitoli o poco più, e un secondo indice dettagliato fino ai sottoparagrafi.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 1,096 al 1,110 (di 11,287 totali)

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