OldClaudio

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  • OldClaudio
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      No, credo che tu abbia frianteso la descrizione di \vspace e di \vspace*.

      Se avviene un cambio pagina subito prima di \vspace, lo spazio specificato da quest’ultimo viene scartato, non avrebbe senso a inizio pagina; Per no farlo scartare bisogn usare \vspace*

      Invece i tre comandi \smallbreal, \medbreak e \bigbreak, come puoi controllare andandone a cercare la definizione nel file latex.ltx, aggiugono lo spazio corrispondente a ciascuno di essi solo se agiscono in modo verticale (quindi in generale fra un capoverso e il successivo) e se non sono preceduti da uno spazio esplicito sufficientemente grande, ciò maggiore di quelllo che essi vorrebbero aggiungere: quindi per esempio` blla bla fine di un capoverso.

      \smallskip

      Inizio di un capoverso bal bla bla.`il comando inserisce lo spazio verticale \smallskipamount. Invece `|section{Titolo}

      \smallbreak

      Primo capoverso della sezione bal bla` non inserisce niente, perché lo spazio già presente sotto il titolo è maggiore di \smallskipamount.

      Invece \smallskip, \medskip e \bbigskip sono definiti per mezzo di \vspace e si comportano come \vspace; inseriscono lo spazio solo se non si trovano a inizio pagina.`\def\smallskip{\vspace\smallskipamount}
      \def\medskip{\vspace\medskipamount}
      \def\bigskip{\vspace\bigskipamount}`Le classi definiscono gli ammontari di \smallskipamount e dei suoi compagni; in linea di principo puoi pensa che \bigskipamount sia approssimativamente l’ammontare del corpo normale, \medskipamount la metà e \smallskipamount ancora un’altra metà quindi circaun quarto del corpo normale.

      OldClaudio
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        Dovresti anche controllare nel file .log quale file fullpage ti si carica.
        Se è quello di Patrik Daly del 1999 sei fritto. Controlla nel file logo; o apri il file fullpage.sty cercandolo nell’albero principale della tua installazione del sistema TeX; da me si trova nella cartella …/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/preprint/
        Dal nome preprint della cartella vedi che Daly ha creato questo file solo per scrivere documenti sotto forma di bozza non dell’impaginazione ma del testo, ai tempi in cui non si disponeva di tanti mezzi per prevedere il risultato della composizione direttamente a schermo e non esistevano gli shell editor in gradi di passare con un click dalla finestra di composizione alla finestra del file composto in formato PDF, e viceversa; quindi la correzione delle bozze si faceva stampando il tutto e lavorando sulla carta. Oggi, con gli shell editor disponibili, queste impaginazioni al risparmio di carta non si fanno più. Mi domando perché il TL team non ritiri questo file, ed altri simili; forse per rispetto a DalY, guru di LaTeX e, se ricordo bene, coautore del testo fondamentale The LaTeX Companion (sempre citato perché è una vera enciclopedia, ma datato anche quello perché risale al 2004)

        Quel pacchetto imposta dei margini di un pollice o di 15mm a seconda dell’opzione che gli specifichi; to non ne hai specificata nessuna, quindi è un pollice. Questo va in palese contrasto con l’uso della classe screprt e del pacchetto ClassicThesis, l’autore del quale nella sua documentazione spiega che non devi apportare nessuna modifica al layout della pagina e che se si vuole avere un altro layout non si deve usare ClassicThesis.
        Non ti sei accorto che con questo pacchetto fullpage, la pagina diventa strapiena di testo con righe lunghissime, margini minimi, e che questo layout è persino più brutto di quello di default della classe book (che brutto non è affatto, ma comune certamente sì). Il layout di book ha la griglia interna, quella che racchiude solo il testo, senza la testatina e il piedino) che si avvicina ai dettami del famoso book designer Robert Bringhurst; la griglia è un pochino più larga di quella raccomandata da Bringhurst e i margini superiore e inferiore, che contengono rispettivamente la testatina e il piedino) sono otticamente proporzionati a quelli laterali.
        La griglia interna di ClassicThesis è più adattata alla regola di Bringhurst ma il calcolo si rifà a font di default un poco più grandi dei Computer Modern o dei Latin Modern; Se tu usi mathpazo, usi i Palatino, quindi la griglia di ClassicThesis è ben proporzionata.

        Quel pacchetto fullpage, come ho detto, serviva una volta per correggere le bozze, ma è un pessimo esempio di impaginazione, oltre ad essere una cosa “vietata” con l’uso simultaneo di ClassicThesis.

        OldClaudio
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          @rici80
          , non sono in grado di risponderti al quesito che tu poni; in quasi 35 anni di uso di LaTeX non mi è mai capitato di creare due indici per lo stesso documento. La classe memoir so che ne prevede l’uso, ma, come ho detto, a me non è mai capitato di averne bisogno.

          Invece il tuo preambolo contiene cose che forse hai aggiunto in momenti diversi e non hai mai cercato nella documentazione se sono veramente utili o se sono solo ingombranti e basta. D’altra parte capisco: se funziona, perché modificarlo?

          Io la risposta me la sono data, ma quello che vale epr me, non necessariamente vale epr tutti. Il criterio è: meno pacchetti si caricano, più è difficile andare incontro a conflitti.
          Allora: leggendo la documentazione di amsmath, amssymb & company, si vede che amssymb carica amsfonts; perché allora caricarlo esplicitamente se tanto lo fa amssyb?

          Amsbsy e bm fanno le stesse cose, in modo diverso, ma le fanno; amsmath consiglia di usare bm al posto di amsbsy; perché quindi li carichi entrambi?

          Hai notato che hai caricato calc due volte? A parte questo dettaglio, tieni presente che da una decina di anni pdflatex latex è in grado di fare certi conti sui numeri interi e sulle lunghezze, oltre che di scalare, cosa che gli permette di fare anche conti con i numeri reali; e da un apio d’anni è disponibile il pacchetto xfp che permette di fare calcoli ocn i numeri rali in modo molto più esteso di quanto possa fare calc. Nessuno è obbligato ad usare questo nuovo pacchetto; ma è un invito a documentarsi e, forse, ad aggiornarsi.

          I pacchetti fixmath e gensymb, hanno almeno 17 anni di anzianità; il che non è un buon motivo per non usali; ci sono altri pacchetti ancora più anziani che mantengono la loro utilità. Ma questi in particolare sono intesi per soddisfare in un modo o nell’altro le norme ISO per la scrittura della matematica delle scienze sperimentali; non sarà che in questi 17 anni si sono sviluppati altri modi per soddisfare quelle norme? Per esempio, se componi con xelatex o lualatex una delle opzioni per il pacchetto unicodemath (che tra l’altro richiede di non caricare i simboli dell’AMS, perché li contiene già) riguarda proprio le norme ISO, come puoi vedere nella documentazione di fontspec. Ma se invece componi con pdflatex hai a disposizione anche i pacchetti isomath e pm-isomath; il primo richiede di usare font dotati di certe caratteristiche, per esempio i libertinus (da non confondere con i libertine) che 17 anni fa non esistevano; ma se non vuoi o non puoi usare quei font speciali, pm-isomath, in modo un po’ artigianale ma efficace (“pm” sta per “poor man”…), permette di usare in matematica tutte le forme e serie necessarie per rispettare le norme ISO.

          Ecco, ti ho segnalato queste cose non per fare della sterile critica, ma per incoraggiarti a rivedere il tuo preambolo in modo critico.

          Spero che qualcun altro ti pieghi come fare quello che vuoi con i due indici.

          in risposta a: Come mettere tutte le figure tutte in fondo al capitolo #117622
          OldClaudio
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            Un altro modo consiste nello spostare tutti gli ambienti figure alla fine del capitolo, specificando come parametro di posizionamento soltanto [tt][p][/tt], magari aggiungendo un clearpage ogni, diciamo, cinque figure. Non ti vengono pagine bianche perché tutte le figure vanno ciascuna nella sua pagina (e se non ci stesse potrebbe venirti na pagina bianca,ma il problema non è \clearpage, ma sono le dimensioni della figura).
            Solo che non so se LyX ti consente di fare queste cose.
            Un’altra alternativa può consistere in questo: chiedi a LiYX di esportare il file in formato TeX; otterrai i tuoi bei file .tex dove con un editor serio (non uno pseudo WYSIWYM come pretende di essere LYX) puoi fare quello che ti pare. Dipende dal calcolatore che ti trovi ad usare,ma ci sono almeno quattro editor seri che ti elenco secondo il mio criterio di serietà (probabilmente non condiviso da altri):

            a) TeXShop (solo per Mac)
            b) TeXstudio (multipiattaforma)
            c) TeXworks (figlio di TeXShop, più semplice; multipiattaforma)
            d) Texmaker (multipiattaforma; cugino di TeXstudio)

            Il passo successivo è quello di dimenticarti di LyX; una volta che hai padronanza di uno di quegli shell-editor che ti ho indicato (ce ne sarebbero un’altra cinquantina, fra cui l’onnipotente emacs; io ti ho indicato i miei preferiti), non sentirai più la necessità di usare LyX.

            OldClaudio
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              Il consiglio di Ivan è perfetto: togli l’impostazione del fattore 1.5 per la spaziatura delle righe.
              Altrimenti usa le impostazioni del pacchetto tocloft.
              In alternativa puoi impostare il fattore \linespread in modo globale, ma solo molto poco superiore a 1, certo non superiore a 1.3; perché? Come ti ho spiegato lo scartamento è gia 1.2 volte il corpo; se moltiplichi 1.2 per i.3 ottieni un fattore di 1.56 che grosso modo è quello che il pacchetto che stai usando ti imposta quando scegli \onehalfspacing. 1.5 è tipograficamente scorretto. Ma se imposti \linespread al valore 1.1, per esempio, hai già un effetto visivo notevole (anche negli indici) ma che non è esagerato come quello che otterresti con \onehalfspacing.

              Ma la prima riga di questo messaggio è il consiglio migliore.

              OldClaudio
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                Benvenuta nel forum.

                Vedi il template Masters/Doctoral Thesis non è una locuzione univoca e probabilmente stai facendo riferimento a qualcosa che non fa parte del sistema TeX, anche se è una cosa che si può usare con questo sistema. Nessuno di noi può immaginare di quale template parli, anche perché in rete ne trovi centinaia.

                Se anche usassi un template facente parte dei pacchetti distribuiti con il sistema TeX, dovresti almeno specificare quale template “ufficiale” stai usando.

                Io, per esempio, ho scritto, e fa parte del sistema TeX, il pacco TOPtesi, che contiene diversi pacchetti, alcuni dei quali, almeno una dozzina sono template che vanno dalla tesina per la maturità fino alla tesi di dottorato completamente in inglese. Ma te lo dico solo come esempio; perché ci sono altri pacchi che ti potrebbero piacere di più: suftesi (ottimo e altamente configurabile); poi sapthesis, unifith (ottime entrambe, ma meno configurabili), e diverse altre, Puoi trovare indicazioni maggiori nella guida tematica sulla composizione delle tesi nella sezione Documentazione di questo sito; te ne consiglio la lettura.

                Oppure, se non ti va nessuno dei pacchi che ti ho indicato, facci sapere le coordinate da cui si possa capire di che template parli, in modo che eventualmente possiamo scaricarlo anche noi e magari, esaminandolo, potremmo scoprire come fare a cambiare lo scartamento delle righe degli elenchi di tabelle e figure (cosa decisamente sconsigliabile sempre, ma forse in un indice specifico non troppo fuori dalle regole tipografiche. Nelle classi normali lo scartamento è circa il 20% in più del corpo dei font usati per comporlo, ma c’è uno spazio aggiuntivo per separare la sottolista delle figure o delle tabelle appartenenti a ciascun capitolo.

                PS: lo scartamento è la distanza fra le righe di base di testo consecutive composte con lo stesso font; l’interlinea è lo spazio aggiuntivo da aggiungere fra due righe consecutive scritte con font delle stesso corpo; LaTeX usa lo scartamento che con quel 20% contiene già la spaziatura fra le righe otticamente migliore in relazione al font in uso; LaTeX inserisce da solo dell’interlinea qualora la riga di sopra contenga qualcosa che scende troppo in basso, o la riga di sotto contenga qualcosa che sale troppo in alto. Da quando la traduzione del programma Word (eseguita in India, ti puoi immaginare con quale competenza in relazione al fatto di usare la terminologia dei tipografi) ha chiamato interlinea lo scartamento, tutti hanno imparato ad usare a sproposito questo termine “interlinea”.
                Anch’io, prima di conoscere LaTeX, usavo questo termine in modo errato — non sono un tipografo, ma usando un programma di tipocomposizione, ho imparato ad usare i termini giusti. In inglese sono: base line skip per lo scartamento e line skip per l’interlinea.

                in risposta a: Aiuto Copertina Relazione #117607
                OldClaudio
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                  Benvenuto nel forum

                  Una copertina così è tipograficamente scorretta per una tesi, forse non lo è per una semplice relazione da comporre con la classe report; devi usare l’opzione della classe titlepage e devi usare l’ambiente titlepage; una cos del genere:`\documentclass[…,titlepage]{report}

                  \begin{document}
                  \begin{titlepage}{\centering
                  \includegraphics[width=…]{LogoPoliMI}% usa il nome vero del PoliMI, badando di non farne un uso illecito

                  \bigskip

                  Politecnico di Milano\\
                  …\\

                  % Non togliere la riga bianca precedente
                  \vspace{\stretch{1}% Spazio elastico sotto il logo
                  {\Huge Lab No. 1\\
                  Meccanica dei fluidi

                  }% non togliere la riga bianca precedente
                  Nome e cognome\\Matricola\\
                  mail?

                  %Non togliere la riga bianca precedente
                  }% chiude il \centering
                  \begin{abstract}

                  \end{abstract}

                  \end{titlepage}

                  %Segue il resto della relazione

                  `Non sono sicuro che il sommario (abstract) possa stare dentro la title page, ma provaci.

                  Capisco che non puoi trovere niente di tutto ciò nella documentazione raccolta nella sezione documentazione di questo forum; non c’è perché il sommario non si mette mai nella copertina, almeno non nei testi tipograficamente corretti; Tuttavia se questo è l’uso presso il corso per il quale scrivi la relazione, pazienza; tipograficamente starebbe meglio nella pagina successiva.
                  In realtà nel codice che ti ho messo sopra non c’è niente di misterioso; i singoli comand sono descritti nelle guide che trovi nella sezione Documentazione, in particolare nel LaTeX Reference Manual commentato, che, essendo la traduzione in italiano del testo scritto da Leslie Lamport, il creatore del linguaggio LaTeX, dovrebbe essere sempre la prima cosa da tenere sottomano; è l’ABC di LaTeX, anche se i commenti aggiunti nella traduzione, forse, non sono l’ABC, ma fanno sempre parte dell’alfabeto di LaTeX.

                  in risposta a: [RISOLTO] Errore col pacchetto dblfnote #117604
                  OldClaudio
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                    @:ucaLuca01, dovresti leggere il file .log e capire quello che c’è scritto; una sfilza di numeri non vuol dire niente, quindi Ivan ha fatto bene a dire che devi fornire un esempio minimo compilabile; nella sezione Documentazione di questo forum c’è appunto una guida tematica che parla di come creare un EMC. quindi segui wuella guida e vedrai che mentre ti dedichi alla creazione dell’EMC è possibile addirittura che tu ti accorga da solo dell’errore che hai fatto; Se non succede, qui chiunque può copiare il tuo EMC (che ovviamente devi costruire in modo che replichi l’errore), può compilarlo e analizzare il processo di compilazione per scoprire perché succede quello che ti sta succedendo.

                    Ma innanzi tutto devi capire che i messaggi relativi al font Palatino che hai caricato con mathpazo, sono solo messaggi informativi, non sono errori; dicono che la serie bold extended (bx) non è disponibile con quel font e che usa al su posto la serie bold (b). Si tratta di un’informazione del tutto innocua e che non ha nulla a che vedere con l’errore fatale memory size exceded.

                    Nella file di numeri forse si sarebbe potuto capire qualcosa, ma forse è solo un auspicio. Probabilmente involontariamente hai creato un ciclo infinito quindi guarda bene come hai messo le graffe e dove le hai messe; è possibile che avendo sbagliato la posizione delle graffe to abbia di fatto creato una situazione per cui un comando richiama se stesso all’infinito; cosa che per fortuna non succede per la saturazione della memoria di lavoro. Può anche darso che questo succeda nella bibliografia (ecco perché Ivan ti consiglia di allegare anche un po’ di bibliografia mediante l’ambiente filecontents.

                    Infatti non hai usato filecontents per allegare almeno la voce citata della bibliografia; c’è scritto nella guida tematica come si fa ad usarlo. Infati lEMC che hai allegato compila senza errori, ma non crea la bibliografia perché manca il file bibl.bib (da allegare tramite filecontents) sia pure con la sola citazione che citi.

                    in risposta a: Problema con singola appendice numerata #117490
                    OldClaudio
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                      Prima di ognuna di queste “appendici” , che per forza devi intodurre con \section{…} defi inserire il comando \phantomsection.
                      Documentazione: texdoc hyperref

                      in risposta a: Problemi compilazione file LaTex #117596
                      OldClaudio
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                        Ho compilato il tuo esempio e, avendo configurato il programma per compilare con latex, non con pdflatex, che è il mio compilatore di default, ho ottenuto il risultato senza errori.

                        Quindi, a aprte accertarsi che il tuo TeXStudio sia configurato esattamente, anche tu dovresti compilare correttamente.

                        Siccome TeXstudio capisce le righe magiche ti suggerisco di aggiungere queste due righe e di cambiare la codifica latin1 in utf8, perché oggi si usa solo utf8 (latin1 solo per vecchi documenti); oppure, visto che il tuo conoscente ti ha passato un vecchio documento, lascia latin1 nel comando che invoca il pacchetto inputenc,ma scrivi “Latin1” nella riga magica al posto di “UTF-8 Unicode”.
                        Con queste righe di autoconfigurazione o “righe magiche”, anche se TeXstudio è preimpostato per compilare con pdflatex, sulla base di questa riga di autoconfigurazione esso compilerà usando latex.`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                        % !TEX TS-program = latex
                        %

                        \documentclass[10pt]{article}
                        % Parte arcaica; usa geometry
                        \setlength{\oddsidemargin}{-0.25 in}
                        \setlength{\evensidemargin}{-0.25 in}
                        \setlength{\topmargin}{-0.6 in}
                        \setlength{\textwidth}{6.8 in}
                        \setlength{\textheight}{8.5 in}
                        \setlength{\headsep}{0.75 in}
                        % fine parte arcaica
                        \setlength{\parindent}{0 in}
                        \setlength{\parskip}{0.1 in}

                        %
                        % ADD PACKAGES here:
                        %
                        %Al posto di amsfonts bisogna chiamare amssymb che mette a disposizione i comandi necessari per usare questi font
                        \usepackage{amsmath,amsfonts,graphicx}
                        %
                        %\usepackage[latin1]{inputenc}% Commentata perché la riga di autoconfigurazione impone UTF-8
                        \usepackage[italian]{babel}`Come vedi ho eseguito qualche piccola modifica e ho segnato qualche piccola osservazione per usare un codice moderno; quel file che ti è stato passato, a sua volta è stato costruito su un template “arcaico”, vale a dire di almeno una ventina di anni fa. Ricordati che nella sezione Documentazione di questo forum ci sono diverse guide generali e diverse guide specialistiche sulle quali puoi approfondire eltue conoscenze del sistema TeX.

                        Se non conosci la differenza fra TeXstudio, LaTeX, latex e pdflatex, eccola.

                        a) TeXstudio è solo un editor, non è lui che trasforma il file .tex in un file .pdf o in un file .dvi.
                        b) LaTeX è il nome di un linguaggio di mark-up che serve per marcare le varie parit di un documento affinché altri programmi possano interpretarlo e comporre il documento nel formato voluto; puoi considerare LaTeX come un linguaggio di programmazione.
                        c) latex è il programma interprete che legge il file sorgente .tex e lo trasforma in un file di uscita che ha il formato .dvi; è un programma che oggi si usa poco; è probabile che compilando con l’uscita in formato dvi, TeXstudio non sia in grado di aprire il visualizzatore.
                        d) pdflatex è il programma interprete che legge il file sorgente .tex e lo trasforma in un file di uscita in formato .pdf. Pdflatex è incompatibile con il pacchetto PSTricks.

                        Ne consegue che se usi PSTricks devi prima compilare con latex, poi deivi trasformare il file .dvi in uscita in formato .ps, e infine devi trasformare il formato .ps in formato .pdf. TeXstudio dovrebbe saper fare tutte queste trasformazioni se cerchi la voce giusta nel Menu Comandi.

                        Alternativa mete potresti usare lo stesso codice del tuo file sorgente, aggiungendo solo la chiamata ap pacchetto pdftricks; legine rpima la documentazione (non so se lo puoi fare direttamente con TeXStudio); lo puoi comunque fare aprendo un terminale o prompt dei comandi, come generalmente si chiama nelle macchine WIndows; fi scrivi dentro il comando texdoc pdftricks ; poi premi il tasto Invia che manda il comando in esecuzione, il che produce l’apertura del visualizzatore dei file .pdf e ne leggi la documentazione; dovresti però o aggiungere l’opzione -shell-escape alla riga di comando che TeXstudio invia al sistema operativo, oppure definirti un altro comando che contenga questa opzione.
                        Se non ti sono familiari i termini che ho usato, forse non conosci abbastanza come “guidare la tua macchina, cioè il sistema TeX; questo è come una Ferrari, ma è difficile da usare se uno è sa guidare solo un gokart. [Analogia un po’ forzata, ma che in una qualche misura rende l’idea].

                        Potrei consigliarti di lasciare perdere quel file che ti ha passato il tuo conoscente, e di costruirti un tuo file che faccia uso di TikZ come pacchetto di disegno; d’altra parte si tratta di un disegno talmente semplice che lo potresti disegnare anche con l’ambiente nativo di LaTeX che si chiama picture. [TikZ ha un manuale di istruzioni di alcune centinaia di pagine (texdoc tikz); picture ha un manuale di istruzioni di una ventina di pagine (texdoc pict2e)].

                        in risposta a: Problemi compilazione file LaTex #117594
                        OldClaudio
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                          Benvenuto/a nel forum

                          Come puoi facilmente immaginare, senza dire
                          a) che distribuzione del sistema TeX Usi: TexLive/MacTeX o MikTeX? su che piattaforma: Windows, Linux, Mac?
                          b) installazione completa o di base?
                          c) che errori ricevi
                          d) eventualmente un Esempio Minimo Compilabile (vedi nella sezione Documentazione di questo forum la guida tematica sulla creazione dell’esempio minimo compilabile — EMC)

                          è difficile darti una risposta.

                          Quelli che hai accluso sono comandi del pacchetto PSTricks che funzionano da sempre; si potrebbe supporre, in mancanza di quelle informazioni indicate sopra, che tu stia usando una installazione di base di MikTeX; se fosse così, hai la risposta in mano; installa tutto quanto, perché non ti capiterà forse mai di dover comporre in mongolo (con LaTeX si potrebbe fare), ma non si resta a piedi per un pacchetto mancante.

                          in risposta a: conflitto tra \pgfplots e \draw #117589
                          OldClaudio
                          Partecipante
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                            http://www.guit.sssup.it non è più connesso da anni. Forse in http://www.guitex.org è rimasto qualche link in qualche pagina di rara frequentazione, mala Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa non ospita più il GuIT.

                            Ma se cerchi l’articolo che ti è stato segnalato, basta che nella home page del forum clicchi sulla sezione intitolata ArsTeXnica (che trovi nella riga nera sopara lafinestra di lettura o scrittura dei messaggi, e vi navighi dentro dove sono accessibili tuti gli articoli pubblicati fin dal primo numero della rivista del GuIT che, appunto, si chiama ArsTeXnica.

                            in risposta a: conflitto tra \pgfplots e \draw #117584
                            OldClaudio
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                              Caro @zosi, ti ho ripulito il messaggio rendendololeggibile; riapri il tuo messaggio cliccando su [EDIT] sotto la fiesra del messaggio e vedi come ho tolto non solo i commenti LaTeX che propriamente non fanno parte del codice, e ho messo i tag per il codice correttamente.

                              Non ho nessuna idea di come si possa aggiustare il tuo plot. Mi spiace; Questo ti dimostra quanto ti dicevo, che nonostante decenni di uso di LaTeX, non ho abbastanza esperienza con pgfplots e connessi.

                              Però sono rimasto colpito dale tue prime righe relative alla conffigurazione della tua piattaforma. OK: hai Ubuntu. da quanto scrivi sembrerebbe che tu abbia installato il TeXLive/Debian dagli archivi/repositories Debian a cui accede Ubuntu con apt-get e soci. Questo potrebbe essere un problema a cui è inutile che ti dica come ovviare, perché non ho più Ubuntu da una decina d’anni. Ottima piattaforma, ma lavorando con un Mac, non ho bisogno di ricorrere alle funzionalità UNIX che ho già quasi tutte a bordo. Ma…

                              Come al solito c’è un “ma”. Nella sezione Documentazione di questo forum c’è un link ad una guida speciale texlive-YYYY-ubuntu.pdf, che ti consiglio di scaricare e leggere con attenzione; L’ha scritta Enrico Gregorio, che è la persona italiana massimamente esperta ddel sistema TeX, e vi spiega come e qualmente sulle macchine conformi ai dettami del consorzio Debian, Ubuntu in testa, sia consigliabile evitare di installare la versione debianizzata di TeXLive, ma sia opportuno installare la versione ufficiale di TeXLive che siscarica da CTAN (Comprehensive TeX Archive Network) dove vengono deposti i file del sistema TeX creati e curati dal team del TeX Users Group (TUG) “ufficiale” (da cui il tema di Debian attinge per debianizzare ogni pacchetto, ogni modifica, ogni aggiornamento per poi procedere al loro inserimenti negli archivi Debian). Questo implica dei tempi lunghi e rari aggiornamenti degli archivi Debian, visto che i pacchetti da controllare sono circa 4000. Una volta gli archivi Debian erano indietro di una paio d’anni rispetto a CTAN; oggi le cose vanno molto meglio, ma sono sempre in ritardo.
                              Ma c’è un altro guaio: La versione CTAN è aggiornabile, volendo, ogni giorno; io lo faccio ogni 7-10 giorni e su questo intervallo di tempo ogni volta vi trovo alcune decine di pacchetti da aggiornare e una mezza dozzina di pacchetti nuovi (“alcune decine” e “mezza dozzina” sono indicazioni approssimative, ma rendono l’idea della quantità di materiale che viene aggiornata o creata nel sistema TeX). Ne segue che aggiornare una volta all’anno come normalmente fa il consorzio Debian vuol dire che se si è sfortunati, si resta con cose bacate per un anno intero.
                              Ecco quindi, anche se ora è un momento infelice, perché TeXLive è congelata prevedibilmente fino a metà aprile (il coronavirus non c’entra), leggiti quella guida e preparati a installare TeXLive da CTAN, ricodedao che l’installazione di default da CTAN è completa; Per installare di meno, bisogna fare delle scelte di mega-porzioni del sistema TeX che è prudente non fare (questo fra l’altro è lo stesso motivo per il quale la tua installazione Debian potrebbe essere parziale; una folta c’era la possibilità di dare ad apt-get una opzione per eseguire l’installazione completa, oggi non so come sia). L’installazione completa occupa sul disco fisso circa 5 Gibyte, quindi ne occupa un bel po’, ma ne vale la pena, anche se questa completezza prevede anche di comporre in mongolo… con tutti il rispetto per la Mongolia, non credo che la maggior parte degli utenti del sistema TeX — parecchie decine di milioni in tutto il mondo — scriva abitualmente in mongolo; tuttavia nel più sta il meno ed è meglio avere sotto mano l’intero sistema, piuttosto che una parte dalla quale non si riesce mai a sapere esattamente che cosa manchi.

                              Tornando al tuo problema, sono sicuro che riceverai risposte esperte dagli altri utenti specializzati in TikZ e pgfplots.

                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Caro Marzio, cerco solo di rispondere a ciò che sono in grado di dirti; ma spero che altri rispondano a quello che non so spiegarti o consigliarti.

                                0) Letterpater mi sembra proprio fuori luogo; in Italia non trovi carta di quel formato, almeno non la trovi più; era disponibile il formato quadrotto negli anni ’60 del secolo scorso, ma, da quando l’UNI ha normalizzato i formati delle carte, oggi non si trova più; voi fartela arrivare dagli USA?:grin:

                                a) Usa solo \includeonly nel main file insieme a tanti \include coi nomi dei pacchetti da includere; spiegazione nella GuidaGuit. Poi, volendo, potreti includere dentro i file inclusi altre parti, e in quel caso usi \input.

                                b) Nello stile che hai creato con memoir la colonna del testo è piuttosto stretta, quindi due colonne non ci stanno; Ma puoi sempre mettere in evidenza i tuoi commenti mediante l’ambiente quotation. Alternativamente puoi colorare le section di commento, per esempio di azzurro scuro; per colorare i titolini delle sezioni memoir ha un intero capitolo.

                                c) I riferimenti incrociati sono l’ABC di LaTeX e memoir non fa eccezione; la difficoltà è che LaTeX non può decidere da solo che cosa incrociarlo e dove; inoltre i riferimenti incrociati si possono fare solo con cose numerate: parti, capitoli, sezioni, sottosezioni, eccetera purché siano numerate in automatico, cioè sia LaTeX a dar loro un numero si può fare riferimento a figure, tabelle, teoremi (e cose simili ai teoremi; anche se scrivi un testo giuridico, i commenti sono dei testi formati da no o più enunciati e l’ambiente theorem può essere configurato anche per dare un titolo e un numero a un testo formato da no o più enunciati); probabilmente memoir provvede già da solo, comunque, all’occorrenza, il pacchetto amsmath con il suo accolito amsthrm permette di definire i “teoremi” dando anche loro un nome, perché puoi sempre definirti degli pseudo teoremi col nome “Giurisdizione, Cassazione, e simili); sono numerate anche le pagine e si può fare riferimento ad una intera pagina., invece che a un particolare brano, purché sia inserito in quella pagina ogni cosa numerata può essere marcata con una “etichetta”, mediante il comando [tt]\label{}[/tt], e vi si fa riferimento con [tt]\ref{][/tt] e alla sua pagina con [tt]\pageref{}[/tt]; ovviamente ogni oggetto marcato con una < etichetta> deve essere marcato con una diversa da qualsiasi altro oggetto; è pratica comune creare etichette prefissate con una abbreviazione che ricordi il tipo di oggetto etichettato; per esempio il capitolo che tratta della legge XYZ può essere etichettato con \label{chap:XYX}. Il label va sempre messo dopo il comando di sezionamento o qualunque altro comando che sia responsabile del suo numero.

                                d) memoir prevede le sue funzionalità per gli idici analitici; ma sarebbe meglio non fare uso delle sue funzionalità, bensì riferirsi al pacchetto imakeidx; leggine la documentazione; c’è anche un warning a proposito dell’uso con la classe memoir, appunto, per sottolienare che per l’indice anlitico fatto con le funzionalità di memoir o quelle di imakeidx sono mutuamente esclusive.Leggi bene le istruzioni della documentazione, perché, andando a memoria, non vorrei avere detto una cosa errata. Personalmente uso solo e soltanto imakeidx con qualsiasi classe. Trovo molto comodo definirmi dei comandi che allo stesso tempo mi scrivano la parola o la breve locuzione nel testo e la riportino al livello giusto nell’indice analitico.

                                e) Per costruire più bibliografie devi leggere e studiarti bene la guida tematica sulla bibliografia, nella sezione documentazione.

                                f) È possibile importare documenti esterni, purché siano già in formato pdf; oppure se hai delle fotografie o degli screenshot delle cose che vuoi importare, le importi con \includegraphics del pacchetto graphicx, ma leggi memoir per vedere cosa dice a proposito delle immagini da importare. Per i file pdf, c’è il pacchetto pdfpages che ti piò inserire anceh più di una pagina (rimpiccilendola) in na pagina intera del tuo libro.

                                Credo di avere risposto a tutte le tue domande, aggiungendo anche la noterella a proposito di quella strana opzione per la classe che fa riferimento ad un formato di carta introvabile in Italia. Ma mi raccomando; leggi le documentazioni; nessuna delle operazioni che vuoi fare è banale, tranne quanto detto nella risposta c), perché quello è proprio l’ABC di LaTeX, non è l’unica cosa, ma è una di quelle che differenza questo mark-up di composizione da quello che possono fare i word processor, che, appunto, non possono proprio farle.

                                in risposta a: affiancare testo e immagini #117580
                                OldClaudio
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                                  Be’, infatti devi usare intelligentemente il parametro di allineamento delle due minipage e usare [c] invece di o comunque come meglio credi, nasta che usi il codice che fa al caso tuo.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 1,111 al 1,125 (di 11,287 totali)

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