OldClaudio

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  • in risposta a: collegamento fallito #117578
    OldClaudio
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      Il tuo EMC lo includi direttamente nel messaggio; poi lo evidenzi; poi clicchi sull’icona nella prima barra di icone in alto che contiene una piccola paigna bianca e due segni < >
      Invece la figura png la devi inserire usando le finestrina sotto alla finestra di composizione del messaggio; a sininistra c’è scritto Allegati o Attachments, e a destra c’è scritto Aggiungi file o Add File. Nella finestrina indichi il nome del tuo file preceduto dall’intero percorso sul tuo disco, poi clicchi su Aggiungi File. Tieni presente che in teoria non ci sono limiti a alle dimensioni del file di codice che “agghi” con l’icona con i due segnini blu, ma ci sono dei limiti alle dimensioni delle immagini che non possono superare un numero relativamante modesto di Kibyte; certo se fai una foto col cellulare ad alta definizione della tua immagine, e cerchi di accluderla, riscia di essere di alcuni Mibyte e non ti verrà mai accettata; piuttosto, se fosse necessario allegare un grosso file, mettilo in un server di condivisione, che sia Dropbox o Transfer o altro; in questo modo alleghi solo il link che questi server ti mettono a disposizione.

      in risposta a: Tikz #117576
      OldClaudio
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        Benvenuto/a nel forum.

        Il forum è qui per questo. Certo che puoi.

        Però ti suggerisco, qualunque domanda tu abbia da fare, Allega un Esempio Minimo Compilabile (EMC). Visto che sei buovo/a del forum, ti segnalo la sezione documentazione di questo forum, dalla quale puoi scarica guide generali e guide tematiche. Ti ocnsiglio sia le une sia le altre; una delle guide riguarda proprio l’EMC. Ma ce ne sono su ogni argomento.

        in risposta a: Localizzazione di ElegantLaTeX in italiano #117573
        OldClaudio
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          Bravo! È cosi che si collabora con il software libero.

          Mi congratulo e spero che tu riceva congratulazioni anche da altri.

          E non ti preoccupare se qualcuno osserva se le traduzioni di Remark e di Assumpion sono filologicamente corrette, ma non credo che siano molto usate dai matematici; quei criticoni se le ridefiniranno come meglio credono… 🙂

          in risposta a: Utilizzo package frontespizio #117562
          OldClaudio
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            Giusto; MikTeX è quello che fa il lavoro di composizione; TeXstudio è quello che ti permette di scrivere, creare file, modificarli, salvarli eccetera; TeXstudio è solo uno shell-editor, nel senso che permette di fare quello che effettivamente fa un programma di editing, ma ti mette a disposizione anche dei comandi che lui invia al sistema operativo, editandoti di doverli digitare nel terminale; è questo il significato di “shell” (gergo degli informatici, che non ho la più vaga idea di come sia venuta in mente la metafora della conchiglia per indicare l’operazione che ti ho descritto — ma, ammetto; non sono un informatico, e quindi non ha la fantasia degli informatici).

            in risposta a: Utilizzo package frontespizio #117560
            OldClaudio
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              EddyMed” post=117983

              [quote=”EddyMed” post=117969][quote=”ivan” post=117968]Benvenuto!

              Il file Varie/Frontespizio.tex è quello che contiene l’ambiente frontespizio, mentre il file stessonomedelfile-frn.tex è quello generato dalla prima compilazione.
              Questo file lo devi compilare a parte, generando così un pdf contenente il frontespizio. La terza compilazione inserisce al posto giusto il pdf generato compilando il file -frn.tex.

              Ciao
              Ivan

              Grazie Ivan per l’aiuto.
              Quindi dovendo modificare il frontespizio mi basta solo modificare il file -frn.tex e poi ricompilare tutto?

              No. Il file -frn.tex non lo devi toccare. Lo devi solo compilare. In realtà si può, ma è una procedura sbagliata.
              Se vuoi modificare il frontespizio devi agire all’interno di
              `\begin{frontespizio}

              \end{frontespizio}`
              che, tuo caso, è contenuto nel file Varie/Frontespizio.tex

              Ciao
              Ivan[/quote]

              Scusami Ivan ma c’è qualcosa che non va. La tua spiegazione è stata chiara ed ho capito il meccanismo ma se io modifico il file .tex nella root Varie così:
              `
              %Frontespizio prima pagina
              \begin{frontespizio}
              \Universita{XXX}
              \Facolta{XXX}
              \Corso[Laurea]{XXX}
              \Titoletto{ } %Vuoto per spostare il titolo piu' sotto
              \Filigrana[height=6.3cm,before=2.1,after=9.9]{Immagini/Logo_g}
              \Titolo{\small{Tesi di laurea}\\ \Large{TITOLO\\ CONTINUO TITOLO ANCORA}}
              \Candidato{XXX}
              \Relatore{Prof.~XXX}
              \Correlatore{Correlatore}
              \Annoaccademico{2018-2019}
              \Rientro{1.5cm}
              \NCandidato{Laureando}
              \Punteggiatura{}
              \end{frontespizio}
              \stepcounter{page}`

              ed ho il file -frn.tex così:
              `
              \documentclass [titlepage]{article}
              \usepackage[latin1]{inputenc}
              \usepackage [a4paper,left=1cm,bottom=1.5cm,right=1cm,top=1cm]{geometry}
              \usepackage {graphicx}
              \usepackage[nowrite,infront,swapnames]{frontespizio}
              \nofiles
              \fontoptionsans
              \Universita {XXX}
              \Facolta {XXX}
              \Corso [Laurea]{XXX}
              \Titoletto { }
              \Filigrana [height=6.3cm,before=2.1,after=9.9]{Immagini/Logo_g}
              \Titolo {\small {Tesi di laurea}\\ \Large {TITOLO\\ ALTRO TITOLO}}
              \Candidato {XXX}
              \Relatore {Prof.~XXX}
              \Correlatore {Ing. ….}
              \Annoaccademico {2018-2019}
              \Rientro {1.5cm}
              \NCandidato {Laureando}
              \Punteggiatura {}
              \begin {document}
              \preparefrontpage
              \end {document}

              `

              quando io ricompilo prima quest’ultimo e poi tutta la tesi mi carica tutte le modifiche che io faccio a quest’ultimo e non quelle in Varie/Frontespizio.tex
              Cosa sbaglio?

              Eduardo[/quote]In realtà sbagli ad usare il file nella cartella/materialeInizialeFinale/Frontespizio. Non ti serve a niente, perché il pacchetto frontespizio genera il file frn.tex nella cartella principlae; quindi quello ciò metti nel preambolo e quello che inserisci nel file della cartella subalterna confliggono. Usane uno solo e modifica solo quello; il file frn.tex sarà sempre comunque nella cartella principale e verrà importato da lì.

              Il pacchetto prevede anche un’opzione per evitare di ricomporre il frontespizio ogni volta che compili la tesi; Una volta che il frontespizio ti esce composto correttamente, usa quell’opzione e non ci pensi più.

              Nota che io ho scritto un insieme di fiel (bundle in gergo LaTeX) per comporre tesi e la classe prevede l’opzione tipotesi=frontespizio per consentire a qualunque utente di usare quel pacchetto, e non le macro previste nella classe. È ovvio che l’utente che specifica quell’opzione, diventa autonomo e per comporre il suo frontespizio deve usare la documentazione di questo pacchetto, non la documentazione del mio bundle, dove, appunto, c’è scrtto quanto ho appena detto; se usi quel pacchetto sei autonomo (il che, fra le righe, vuol dire “non chiedere a me come si usa, ma leggi la sua documentazione”) Ora il pacchetto frontespizio è molto bello e facilmente configurabile, ma la compilazione differita del frontespizio richiede di eseguire e di seguire molto attentamente le istruzioni.
              Terminale: texdoc frontespizio, tasto Invio; leggere.

              in risposta a: Utilizzo package frontespizio #117559
              OldClaudio
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                L’eseguibile necessario si trova già nella tua installazione del sistema TeX. Ovviamante, se il tuo shell editor non prevede il tasto necessario, devi operare da terminale.

                Invece la documentazione è leggibile da terminale; ne apri uno, su Windows si chiama anche Prompt dei comandi; con Win10 la cosa è ben nascosta, ma se apri con Start/Avvio la lista di cose che puoi fare, da qualche parte trivi Programs/Programmi che elenca anche il programma cmd; clicchi su cmd e ti si apre il terminale. Con Mac e Linux è molto più facile e gli utenti di Mac e Linux ci sono abbastanza (i primi) e molto (i secondi) abituati. Ci scrivi dentro il comando texdoc makeglossaries, mandi in esecuzione il comando premendo il tasto Invio, e leggi.

                in risposta a: ElegantLaTeX / ElegantBook #117543
                OldClaudio
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                  Hai perfettamente ragione; con un libro umanistico pandoc può darti i risultati che descrivi; io ho parlato di abitudini e tipo di documento. Senza sapre il tipo di documento che Marzio sta componendo, ho seguito le mie abitudini; se avessi necessità di trasformare testi umanistici, anch’io seguire la tua strada. Con testi tecnico scientifici la cosa funziona malissimo e l’opzione suggerita dalla documentazione di pandoc per conservare almeno le formule a me non ha mai funzionato.

                  È bello scambiarsi le rispettive esperienze, perché c’è sempre da imparare. Ti ringrazio di avere esemplificato così bene il tuo modo di lavorare; credo che sia molto utile per Marzio.

                  in risposta a: Localizzazione di ElegantLaTeX in italiano #117570
                  OldClaudio
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                    Caro Marzio,
                    mi scuso per non essermi spiegato bene;
                    Volevo dire che in una didascalia Figura 3.4 La cartomanzia “Figura 3.4” svolge il compito di titolo (in effetti è un titolino corrente, ma non importa).
                    Invece “… come si vede nella figura 3.4, la cartomanzia…” la parola “figura” è un nome comune, che col suo numero identifica un oggetto determinato, per cui richiede l’articolo determinativo o una preposizione articolata (che a sua volta è composta con un articolo determinativi). In inglese si scriverebbe “in figure 3.4” (con la minuscola come raccomanda il Chicago manual of style) ma senza articolo determinativo, perché così richiede la grammatica inglese.

                    Ora i comandi \figref e \tabref con il loro argomento, si riferiscono necessariamente a rifermenti testuali, quindi simo nel secondo caso esemplificato sopra, perché vanno usati, per esempio, con \figref{fig:cartomanzia}, dove la didascalia di quella figura contiene anche un comando \label: `\begin{figure}
                    \includegraphics[…]{…}
                    \caption{La cartomanzia}\label{fig:cartomanzia}
                    \end{figure}`

                    in risposta a: Localizzazione di ElegantLaTeX in italiano #117566
                    OldClaudio
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                      Una volta tradotto in italiano, poi inviare il tutto agli autori che probabilmente lo possono includere nel loro prossimo aggiornamento di ElengantLaTeX.

                      Ma…

                      (la mia natura di criticone me lo impone…)

                      Ma ci sono delle cose che vanno bene solo in inglese; esempio: i riferimenti alle figure e alle tabelle dei comandi \figref e \tabref in italiano non vanno bene. Perché? Perché in italiano tabella e figure sono nomi comuni e non vogliono la maiuscola. Forse anche altri comandi vorrebbero la minuscola in italiano, per esempio le locuzioni formate da più parole, per esempio, Version History, ma almeno in italiano si traduce in Cronologia.

                      Nota che questa ossessione non solo anglosassone (che contamina anche molti autori italiani) di usare nomi comuni con la maiuscola è stigmatizzata anche dal Chicago manual of style, che negli USA è il manuale di riferimento N° 1. Tuttavia gli statunitensi continuano imperterriti a usare l’iniziale maiuscola. Qualcuno in Italia mi ha fatto osservare che sì, in effetti “figura” è un nome comune, ma Figura 3.4 è una locuzione che individua un singolo oggetto e che quindi è corretto usare la maiuscola. Mi sembra una bella arrampicata sui vetri per giustificare una propria cattiva abitudine di imitare l’anglo-americano.

                      Poi, naturalmente, gli autori ti chiederanno di tradurre in italiano anche la documentazione così da avere anche un elegantbook-it.pdf 🙂

                      in risposta a: ElegantLaTeX / ElegantBook #117540
                      OldClaudio
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                        Ivan, hai ragione, ma il tempo che ci si mette a ripulire il file .tex generato da pandoc è talmente tanto che io preforisco usare direttamente il copia e incolla che ho descritto nel mio file; è vero che pandoc conerva i corsivi, ma li devi trasformare quasi tutti da \textit in \emph. è vero che consetne di conservare i brani di testo in display con quote e/o quotation ma li devi ritoccare tutti.

                        Insomma pandoc forse è meglio di niente, ma se si confronta il tempo impiegato nel correggere il risultato di pandoc con quello che spendi per fare tutto a mano, direi che le cose sono confrontabili; disponendo di una classe adeguata non c’è nemmeno da fare grandi cose se non maneggiare attentamente le figure appaiate.

                        Insomma è una questione di gusti e va a finire che ognuno descrive quello che gli è più congeniale.

                        in risposta a: ElegantLaTeX / ElegantBook #117538
                        OldClaudio
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                          No, io uso memoir e suftesi in alternanza, dipende da cosa scrivo; memoir è completamante eprsonalizzabile;se nella documentazione di memoir hai letto bene quello che c’è scrtti nelle pagine XXiX XXX dell’introduzione, esso contiene in se le peronalizzazioni che puòi eseguire con una trentina di pacchetti ausiliari; Con suftesi i pacchetti usati non sono simulati,ma sono caricati per davvero, am la maggior parte delel personalizzazioni sono eseguite con la clsse suftesi stessa.

                          Suftesi dice: “se le personalizzazioni che ti ho predisposto non ti bastano, scegli un’altra classe”; memoir dice ; “se usi questa classe non hai bisogno di caricare nessun pacchetto perché con questa classe puoi fare tutto”.

                          Certo con memoir hai più libertà, ma hai anche la possibilità di creare dei testi impresentabili; con suuftesi i testi sono sempre presentabili, ma potresti desiderare di andare oltre.

                          OldClaudio
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                            Infatti le equazioni non si scrivono così; si definiscono dei simbol; per esempio N per numero e poi si appende alla lettera un pedice che abbia qualcosa di mnemonico,e si dice nel testo che precede o che segue la formula che cosa i simboli della formula rappresentano.

                            Per eempio`…la formula~\ref{equ:flusso-neuroni} rappresenta il flusso di neutroni atraverso…
                            \begin{euqation}
                            N = V \cdot N_\mathrm{vs} \cdot S_\mathrm{r}
                            \label{equ:flusso-neutroni
                            \end{equation}
                            Dove $N$ rappresenta…, $V$ indica la velocità di un neutrone, $N-\mathrm{vs}$ rappresenta la densità volumica dei neutroni riferita ala velocità e …`Ti ricordo che i testi americani sono piuttosto anarchici per quel che riguarda le norme e i fisici in genrali vi aggiungono la loro antipatia per le regole diverse dalle loro personali abitudini; tuttavia esistono delle norme ISO (che io ho semplificato nello scriverti quella formula) e che sono riassunte nella guida tematica per la composizione della matematica per le scienze sperimentali che trovi nella sezione Documentazione di questo forum. Anche se studi per diventare un fisico, abituati a seguire le norme internazionali; tutti capiranno i tuoi articoli, mentre se usi tue norme personali, sarai soli tu e la cerchia del tuo gruppo di lavoro a capire quello che scrivete.

                            in risposta a: ElegantLaTeX / ElegantBook #117536
                            OldClaudio
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                              Non esageriamo; lo so bene che con texdoc elengantbook-en si legge bene e l’ho letto fino in fondo.
                              Ora non so che tipo di contenuto sia quello di VincentLaw, ma vorrei suggerirgli di dare n’occhiata alla classe suftesi.
                              È una lcasse nata originariamante per scrivere tesi in campo umanistico; poi si è estesa fino a privilegiare il “libro” permette alcune decine di migliaia di configurazioni mediante opzioni del tipo chiave=valore; con poche chiavi e numerosi possibili valori si riesce a fare di tutto, dall’impaginazione sempre molto curata secondo i criteri di leggibilità fissati da Bringhurst e secondo regole tipografiche consolidate. Permette di configurare font, titoli, posizioni dei titoli correnti, note marginali, testatine piedini, elencazioni, matematica, composizione in greco (per gli umanisti può essere molto importante). Funziona con pdfLaTeX, XeLaTeX, LuaLaTeX.

                              Mi ci sono ispirato più volte, perché è un bellissimo pacchetto e sono contento di aver dato a suo tempo una mano al suo autore, suggerendogli, appunto l’uso delle opzioni della forma chiave=valore. Ma il suo autore è un bravissimo umanista, che ha uno sguardo attento anche fuori del suo ambito culturale, e non a caso un fisico, un ingegnere può scrivere matematica con qualunque livello di complessità.

                              Ma se si tratta di trasportare un documento di 800 pagine scritto in word, in un complesso di file pronti epr essere gestiti da LaTeX, in una delle sue varie incarnazioni (pdfLATeX, XeLaTeX, LuaLaTeX) non ci sono problemi particolarmente difficili; intanto c’è un articolo di Gianluca Pignalberi su una delle ultime uscite di ArsTeXnica, dove racconta la strategia che usa per trasformare e “correggere” i file .doc, .docx, .page, .otf, eccetera in file .tex. Pignalberi fa questo genere di cose e molto di più professionalmente.

                              Comunque io ho trasformato in codice LaTeX diversi testi scritti da amici/amiche con un word processor, e trasformati inuna composizione tipografica adeguata. Ho innnanzi tutto copiato con copia/incolla un capitolo alla volta in un distinto file .tex; ho predisposto un main file contenente solo il preambolo assumendo o dichiarando che la codifica dei file fosse utf8 (ovviamante con l’editor configurato per lavorare e salvare i file solo ed unicamante con la codifica utf8), inclusivo dell’elenco \includeonly dei file da includere, e un corpo del documento contenente solo i comandi \include per ciascun capitolo. Lavorando con un capitolo alla volta ho cominciato a estrarre le figure, da inserire ciascuna in un suo file da includere con \includegraphics; formati consentiti solo pgf e eps, rpeferibili per disegni al tratto, formati jpg o png per fotografie (il formato png è una compressione lossless un po’ più ingombrante s disco della compressione lossy del formato jpg).
                              Con la prima compilazione del capitolo ho corretto tutte le lettere accentate perché i word processor non usano le lettere gia accentate ma usano le lettere semplici seguite da dei self combining accents; questi non vanno bene, specialmente se si usa pdfLaTeX, ma si possono usare le lettere già accentate se si usano font codificati T1. LA sostituzione globale per esempio di una à copiata dal file sorgente, con una à introdotta con la tastiera permette di usare direttamente la lettera accentata anche ocn pdfLaTeX. Tutti gli editor che io conosco permettono di esegure queste sostituzioni globali: si copia la lettera accentata dal file sorgente nelle finestra del search e si inserisce la lettera accentata con la tastiera nella finestra del replace, poi si clicca replace all e il gioco è fatto; per l’italiano è sufficiente eseguirlo per le minuscole à, è, é, ì, ò ù e per le maiuscole di solito basta È. Per altre lingue è meglio lasciare le cose come stanno, e usare XeLaTeX o LuaLaTeX (io preferisco il secondo).
                              Dopo si tratta solo di correeggere qua e là cosette che magari a prima vista sfuggono o sono sfuggite durante l’uso del word processor; na delle cose ch Pignalberi ha trovato particolarmente fastidiosa è il segno ° (dei gradi) usato al posto dell’apice o per indicare il maschile; son due segni diversi e uno non sostituisce l’altro.
                              Quando il testo di un capitolo è pronto,vi si inseriscono le figure, con i relativi label e si inseriscono i \ref e/o \pageref pportuni nel testo.
                              Finito di sistemare le figure, si commenta la riga dentro l’elenco di \includeonly che si riferisce al capitolo appena sistemato, e si decommenta la riga del capitolo successivo; avanti cosi ripetendo queste operazioni fino all’ultimo capitolo.
                              Si sistema la bibliografia; consiglio di usare biblatex con l’estrattore biber, e lo stile philosophy-modern, sempre dello stesso autore di suftesi, ma qui come tutti gli umanisti, sta a te scegliere le opzioni che preferisci; dalla bibliografia del file originale copi ad uno ad uno i riferimenti e li inserisci con le debite parole chiave nel database bibliografico con estensione .bib Alla parte testuale applichi lo stesso procedimento per le lettere accentate; poi procedi seondo quanto raccontato nella guida tematica sulle bibliografie che rovi senna sezione Documentazione di questo forum.

                              Se lavori bene in un paio di settimane puoi fare l’intera trasformazione; ovviamente dipende dal contenuto dei capitoli; potresti andare avanti ad una velocità di due capitoli al giorno. Prima però leggiti la documentazione di suftesi, perché le sue chiavi e i loro valori ti danno un numero sterminato di differenti personalizzazioni; quindi sperimenta con un capitolo fasullo riempito di testo fasullo usando il pacchetto lipsum o il pacchetto kantlipsum (leggine la documentazione, ma vedrai che è banale).

                              Buon lavoro con suftesi, se ti piace, come spero.

                              in risposta a: ElegantLaTeX / ElegantBook #117531
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Naturalmente succede proprio quello che hai fatto, anche se non è necessario specificare english fra le opzioni, perché avendo messo lang=en fra quelle della classe, l’inglese è già impostato.
                                Tuttavia io ho scritto il modulo italian per babel; ne conosco quindi le funzionalità e le limitazioni; questo modulo ha meno limitazioni di tanti altri moduli per altre lingue, ma non sostituisce le parole predefinite dalla classe specifica per funzionalità non previste dalla generalità delle classi standard.

                                Ricorda che la tipografia serve per agevolare il lettore, non per costruire testi belli esteticamente, ma difficili da leggere, non per le parole usate, ma per come sono composte sulla pagina. Il famoso book designer Robert Bringhurst, che mi piace citare molto spesso, perché mi sembra validissimo, dice che se un libro richiama l’attenzione su come è composto, non è un libro composto bene; il libro composto bene non si fa notare, ma leggendolo si ha una sensazione di agio che il libro composto male non dà. E quando dico “male” non voglio dire composto con un word processor (che è una macchina da scrivere abbastanza intelligente, ma ha poco a che vedere con la composizione tipografica) ma composto seguendo criteri estetici di un dilettante, non di un professionista.

                                Siccome ho commesso molti errori di composizione (impaginazione, caratteri, forma delle gabbie esterna ed interna, colori a caso, eccetera) so quanti errori può commettere un dilettante. Ora sono tutt’altro che un professionista, ma ho imparato dai miei errori che cosa NON bisogna fare; ma non ho ancora imparato a fare le cose bene.

                                Quindi mi permetto di raccomandarti questo: non scegliere la forma prima del contenuto; prima scrivi quel che hai da scrivere, poi eventualmente ritocca i dettagli di composizione.

                                Nella sezione Documentazione di questo forum ci sono molte guide generali e almeno una dozzina di guide tematiche; ti suggerisco di esaminare quella sui font e le codifiche e quella sulla impaginazione; la tipografia è un’arte; quindi non ci sono delle regole precise, dei dogmi da rispettare, ma l’insieme deve essere armonioso senza imporsi alla vista. Certo ci sono anche aspetti tecnici, ma queste parti di book design sono quelle che il dilettante conosce meno.

                                PS: mi sono ricordato dove e quando avevo già esaminato elegantobook. Quando è stato aggiunto a TeXLive; quindi a rigore elegantbook fa parte di TeXLive. Ma hai provato ad aprire un terminale, a scriverdi dentro il comando texdoc elegantbook, a premere il tasto invio e a leggere la documentazione? Prova e divertiti.

                                in risposta a: ElegantLaTeX / ElegantBook #117529
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Certamente qui siamo quasi tutti poco pratici di classi, pacchetti e template esterni al sistema TeX (TeX Live e MikTeX).

                                  Ho cliccato sul link che hai indicato nel tuo messaggio, e ho visto che ElegantLaTeX è fatto in Cina e prevede di default solo le lingue inglese e cinese. Mi è tornato in mente di aver già visto questa strana cosa, e ricordo di avere letto anche la documentazione; permettere l’uso in una lingua diversa da quelle due è difficile. Per il resto, come tutti i template che si trovano in rete, non è garantito che funzioni; aggiungi che il file ctex, di cui è raccomandato l’uso, è, sì, un pacchetto del sistema TeX, ma la documentazione è scritta in cinese.

                                  Dunque se conosci il cinese, usa pure quel template, se ti piace, ma non chiedere nel forum aiuto per qualcosa che non fa parte delle distribuzioni aggiornate e complete del sistema TeX; tieni presente che l’installazione 2019 completa di TeX Live contiene alcune migliaia di bundle (collezioni di file compressi in file zippati), circa 5000, che contengono complessivamente circa 150.000 file fra classi, pacchetti, font, file di documentazione e quant’altro è necessario per comporre bene.

                                  Perché allora vai cercando template altrove?

                                  Naturalmente non è vietato, ma devi essere ben esperto per poter gestire cose che sono state create per risolvere situazioni personali e che poi sono state messe in rete pensando che possano essere utili anche ad altri. Nel caso specifico sono utili per i cinesi che devono comporsi la tesi in inglese.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 1,126 al 1,140 (di 11,287 totali)

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