OldClaudio

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  • in risposta a: Comando “notitlepage” non sembra funzionare a dovere #117206
    OldClaudio
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      Il fatto che lamenti dipende da \tableofcontents che comincia una nuova pagina; togliergli questa proprietà non è semplice bisognerebbe ridefinire \clearpage e/o \cleardoublepage, dentro un gruppo prima di invocare \tableofcontents, Sempre all’interno dello stesso gruppo, in modo che il \clear(double)page di \tableofcontents non faccia quel salto pagina, ma magari inserisca solo qualche riga bianca di spazio prima di cominciare l’indice.
      Oppure devi rivolgerti a pacchetti tipo tocloft con i quali puoi modificare i comandi standard. Ne leggi la documentazione aprendo un terminale o prompt dei comandi, comunque si chiami col tuo sistema operativo, scrivendoci dentro il comando texdoc tocloft e mandandolo in esecuzione con il tasto Invio.

      in risposta a: numeri decimali random #117187
      OldClaudio
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        Tutti i numeri casuali generati da qualunque programma, sono frutto di un algoritmo quindi tutti sono pseudocasuali; l’importante è che le mutue correlazioni fra numeri adiacenti nella lista siano sostanzialmente nulle.
        Di solito l’algoritmo comincia con un numero “casuale”, tratto dall’istante dell’orologio interno che regola il time della macchina, ma da quel primo numero in poi, l’algoritmo cambia anche la distribuzione, piatta, gaussiana, poissoniana eccetera; sempre pseudocasuali, però.

        in risposta a: Errore Suftesi 2.9.5. Appendici #117203
        OldClaudio
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          ivan” post=117613Non caricare appendix…viene già caricato dalla classe e carica invece etoolbox.
          Il problema mi è noto e me ne sono accorto il giorno dopo l’upload su CTAN. Alcuni valori dell’opzione defaultfont producono quell’errore perché non caricano etoolbox. Non ho fatto controlli approfonditi, ma con defaultfont=cochineal e defaultfont=palatino l’errore non compare, prova che i pacchetti caricati con quelle opzioni caricano a loro volta etoolbox.
          Tuttavia il problema è provvisorio, in quanto nella prossima versione quella riga di codice non ci sarà. Ho preferito lasciare all’utente l’onere di scrivere \appendix\mainmatter, se vuole…
          Quando caricherò la nuova versione ti basterà eliminare etoolbox e aggiungere, se servono, \appendix\mainmatter prima delle appendici.

          Ciao
          Ivan

          Una cosa subdola nella quale si cade facilmente è quella di fare riferimento nelle classi a comandi che usano le funzionalità di pacchetti che la clsse non carica; ma che non si possono caricare dopo la classe stessa.
          Ora Ivan hai tolto ogni riferimento a \AtEndEnvironment, quindi il problema non si pone più, ma se fai riferimento nella classe a un comando definito da etoolbox, devi prima di usarlo caricare etoolbox, perché quest’ultimo non può più agire sull’uso fatto nella classe stessa.
          Lo dico con tutta umiltà, perché ci sono cascato più volte anch’io e ogni volta me ne dimentico.

          in risposta a: numeri decimali random #117185
          OldClaudio
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            Se non ho letto male il file interface3.pdf, leggibile come al solito con texdoc, ha una parte dedicata al calcolodi numeri floaitng point decimali anche in notazione scientifica che fra le infinte funzioni che può calcolare contiene anche quella per generare numeri casuali; sivcome si tratta di usare il linguaggio LaTeX3 è meglio leggere e capire bene quel documento, ma poi ci si fanno cose egregie.

            in risposta a: Suftesi: spazio superfluo prima del comando \greco{} #116741
            OldClaudio
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              Grazie mille dell’aggiornamento.
              Come sai a me con il Mojave gli spazi non sono mai venuti, può nche darsi che il mio polyglossia fosse anche lui un po’ datato, ma ne dubito perché aggiorno settimanalmente.
              Però per te la soluzione dovrebbe essere quella di aggiornare con la versione 1.47 e verificare; Infatti la mia versione di polyglossia è già la 1.47; m come non avevo problemi prima, non ce li ho nemmeno ora.

              in risposta a: Lettura file PDF #117171
              OldClaudio
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                @samile, non sto dicendo che il file PDF prodotto con uno qualunque dei programmi di composizione diretta (pdfLaTeX, XeLaTeX, LuaLaTeX) eseguiti con una installazione di TeX Live aggiornata, non funzioni; sto dicendo che chi usa Linux con una installazione vecchia (per esempeio tetex) e non aggiornata, magari legge un file pdf prodotto da altri con gv e si ritrova nello schermo i font sostituiti con altri font che spesso e volentieri sono dei nimbus. Non è il tuo caso; lo sappiamo entrambi benissimo; è forse, sottolineo forse, il caso del relatore di @pincopallino.

                in risposta a: Consiglio stilistico su formula #117180
                OldClaudio
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                  Benvenuto nel forum.
                  Certo che gli apici alle vrie lettere non si mettono come hai fatto tu [tt]a^{‘}[/tt] ma si mette direttamente l’apice [tt]a’[/tt].
                  Quella grossa parentesi quadra rovesciata non mi piace Leggi sulla documentazione di amsmath come usare correttamente no \underbracket, ma \underbrace.

                  in risposta a: Lettura file PDF #117169
                  OldClaudio
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                    Non l’ho detto nel mio precedente messaggi, ma si tratta sempre di sotto insiemi: solo i glifi effettivamente usati nel documento; sia con i type 1 sia con gli opentype è quasi sempre un sotto insieme di parecchie decine di caratteri. Nel tuo esempio ne sono stati caricati pochi perché si tratta di un esmpio con poco testo. Nel tuo esempio non hai usato la matematica quindi non si sa se il problema di @pincopallino dipenda dai font matematici incorporati. Ma come dicevo nel mio ultimo messaggio, anch’io in passato ho avuto grossi problemi quando usavo una versione di Linux essenziale con l’installazione tetex; secoli fa… e i nimbus sostituiti da gv/gs al posto dei font mancanti davano schermate e stampe assolutamente inguardabili, spesso incomprensibili. Poi sono passato al Mac e ho tutti i vantaggi di un sistema UNIX e dell’installazione completa di MacTeX senza gli svantaggi delle infinite incarnazioni di Linux. Costa, d’accordo, e non poco. MA da quando uso il Mac faccio tutto quel che mi serve, senza problemi; questo lo sottolineo non per reclamizzare una macchina e un sistema operativo particolari, ma per spiegare perché non posso fare esperimenti su una piattaforma Linux; tra l’altro non voglio sprecare 50 GiB per installare un virtualizzatore su cui installare una versione di Linux.

                    in risposta a: Problema con sistema di equazioni #117177
                    OldClaudio
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                      Infatti si vede il risultato e il segno \\ ha prodotto il suo effetto. 🙂

                      in risposta a: Lettura file PDF #117166
                      OldClaudio
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                        PdfLaTeX ha bisogno di avere una lista di font con le cratterisitche di ciascuno (nome del file tfm, nome del file pfb, trancodifica, particolari impostaioni per l’inclinazione, eccetera); queste informazioni non sono contenute dentro i file come per gli OpenType, che si pososno usare solo con XeLaTeX e LuaLatex (e altri programmi di composizione non collegati a LaTeX), quindi bisogna fornirgliele; Bella Guida GuIT c’è scritto come fare per costruire i file di mappa (quelli che contengono le suddette informazioni) e poi ul programma di installazione che in TeXLive si chiama updmap-sys provvede a raccogliere le informazioni contenute i diversi file di mappa, e cucirle assieme in un unico file .pdftex.map, che al momento buono pdfLaTeX legge e ne estrae le informazioni per inserire nel file .pdf di uscita tutti glifi usati nel documento con le proprietà di ciascuno. Ma tutte el informazioni necessarie sono controllate da un file di configurazione che si trova in …/texmd-dist/web2c/updfmap.cfg.

                        Questo file indica tante cose, comprese le mappe dei font di sistema; ma può essere integrato da altri file file che l’utente ha acquistato, o a scaricato dalla rete, o si è creato, insomma i suoi file personali; per usarli deve scriversi anche un file di mappa messo in una apposita certella personale, e poi updmap-sys la trova e la aggiunge alle altre.

                        Bene, tutto ciò spiega in parole povere, saltando innumerevoli dettagli, come funziona la gestione dei file e la loro incorporazione nei file pdf creati dall’utente.

                        Ma veniamo alla questione dei font incorporato o non incorporati; Il file updmap.cfg per la configurazione del particolare pacchetto pdftex.map che usa pdfLaTeX, contiene la riga [tt]pdftexDownloadBase14 true[/tt] che dice: nel creare il file pdftex.map incorpora anche i 14 file che si danno già presenti nelle stampanti (nei driver per le periferiche di uscia) predisposte per mostrare il contenuto dei file pdf.

                        Per il driver dvips, che trasforma un file DVI in file PDF, la riga corrispondente per la creazione del suo file di mappa dvips.map, contiene la riga [tt]dvipsDownloadBase35 false[/tt] o almeno era cosi fino a pochi anni fa; ora [tt]false[/tt] dovrebbe già essere sostituito con [tt]true[/tt], ma all’occorrenza questa riga con [tt]true[/tt] può essere messa nella mappa personale.

                        In realtà esistevano davvero una volta le stampanti che potevano ricevere direttamente i file PostScript e stamprli senza bosogno che i 35 font di default facessero parte della mappa. Ma la mancata incorporazione di font nei file PDF distruggerebbe la loro caratteristica di essere “portable” ciò usabile su qualunque macchina indipendentemente dal sistema operativo. In passato,quando era necessario in documento in formato pdf e se ne disponeva solo della versione in formato PostScript, si usavano programmi comps2pdf o pstopdf che eseguivnano la trasformazione. ma evidentemente non potevano incorporarvi i font che non erano contenuti nel documento PstScript.

                        Non so dire esattamente che cosa avvenga con MikTeX, perché non ne dispongo più da più di 10 anni. Ma le cos non sono molto diverse da qunto ho descritto pe l’installazione TeX Live.

                        Che cosa succede con gli utenti di Linux di vecchia data e poco attenti all’evoluzione del softeware? Talvolta non installano Adobe Reader; o Okular o Evince, quindi non dispongono di un programma ad hoc per visualizzare, stampare e leggere i file PDF. Spessocostoro usano gv (alia gview, alias ghostview) che sono programmi eccellenti ma che partono ancora dal presupposto che non hanno bisogno di sare i font che devono essere installati di default. Qindi sostituiscono i font che non conoscono con altri font, facendo un miscuglio forse leggibile ma talvolta indecente; e mancano di glifi necessari o con disposizioni dei caratteri che non corrispondono a quelle usate nel font originali; ecco quindi che la lettera \Phi mancante vien sostituita con una O, e via di questo passo.

                        Ora, @pincopallino, se vuoi che il tuo relatore, che evidentemente non usa software aggiornato e adeguato, possa leggere i tuoi scritti devi dargleli stampati, non sotto forma di file pdf.

                        Scusatemi per la lunga spiegazione; spero che siate riusciti ad arrivare a leggere fino a qui.

                        in risposta a: Lettura file PDF #117158
                        OldClaudio
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                          Se il tuo relatore usa Ghostscript nele sue varianti gs (quelo che fa il lavoro) e gv, quello che permette di vdere/leggere, è il menoche gli possa capitare. I file PDF prodotti dai programmi del sistema TeX hanno tutti i loro font incorporati.

                          A meno che…

                          A meno che tu non abbia ottenuto il tuo PDF attraverso la successione .tex. -> latex.exe -> .dvi -> dvips .ps -> ps2odf -> .pdf
                          Questa è la vecchia maniera di quando non esisteva il programma pdflatex; alcuni shell editor, cliccando l’icona “componi”, seguono ancora questa vecchia strada.

                          Prova a compilare direttamente con pdflatex: .tex ->pdflatex.exe -> .pdf

                          in risposta a: Problema YAP con DVI #117150
                          OldClaudio
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                            robitex” post=117572ehm, poi dovresti passare a TeX Live…
                            R.

                            Questo va da sé, ma gli utenti di WIndows trovano più facilmente come installare MikTeX; che non è per niente male; ma TeX Live, seocndo me è meglio, nel senso che è di prima mano, non di seconda mano; Il curatore di MikTeX preleva quello che c’è da aggiornare da CTAN e poi lo trasforma in una cosa maneggevole per i sistemi operativi di WIndws. TeX Live si limita ad impacchettare quanto c’è su CTAN senza modificare niente. Ma come tutti sappiamo, qualunque cosa piace ad alcuni e dispiace agli altri; e di due insiemi sovrapposti per “qualunque cosa”, producono insiemi nulli.:-(

                            in risposta a: Nuova versione v0.0.10 del pacchetto barracuda #117152
                            OldClaudio
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                              Certo è molto meglio del codice che ho scritto più di 20 ani fa per comporre il codice a barre nei libri; allora non c’era LuaTeX e nemmeno il linguaggio Lua, ma con santa pazienza ci si riusciva.

                              Bravo Robi — molto bravo

                              in risposta a: Problema YAP con DVI #117148
                              OldClaudio
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                                Anche con emacs si può aggiungere e sincronizzare un visualizzatore PDF con ricerca diretta e inversa; Nella guida tematica sulle codifiche dovrebbe esserci scritto come fare; ma non te lo posso confermare, perché non usando emcs non potrei verificarlo.

                                in risposta a: Problema YAP con DVI #117146
                                OldClaudio
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                                  Non mi stupisco.
                                  Perché YAP non andrebbe usato per niente.

                                  MA prima di esprimere giudizi avventati vorrei sapere una cosa: perché hai compilato con LaTeX invece che con pdfLaTeX?
                                  Con pdfLATeX ottieni direttamente il file finale in formato PDF, e useresti direttamente i font vettoriali, invece dei font bitmapped del formato DVI.

                                  Prova a ricompilare con pdfLaTeX; usa uno shell editor che siaintegrato col sul visualizzatore di file PDF e che consenta la ricerca diretta e inversa; ne conosco, per averli usati direttamente, almeno tre TeXworks, Texmaker e TeXstudio; MikTeX forse vine installato con almeno due di quei tre. Se invece usi WinEdt, devi integrarlo con un visualizzatore esterno, il più valido sembra essere SumatraPDF, da scaricare e installare dalla rete. Va configurato come si deve, ma non ti so dare i dettagli; so solo che WnEdt e SumatraPDF vanno d’accoro e se configurati bene ti consento la ricerca diretta e inversa (anche YAP, se ben ricordo lo faceva, ma solo con i file DVI).

                                  Il problema dei file DVI è che funziona solo con i font bitmappaed che hanno una resa modesta sia a schermo sia stamapti; ma Il file DVI non ne conosce alro che i nomi e le informazioni metriche, non contiene i cratteri veri e prorpi; quindi YAP per vedere il file composto deve creare le matrici di punti [artendo dalle descrizioni dei font dai file sorgente, quelli con estensione .mf; Il file modes.mf specifica al programma MF (METAFONT) come deve lavorare nel costruire queste matrici di punti, a che scopo, per quale schermo o quale stampante, eccetera. Tutto ciò si evita con il formato PDF.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 1,216 al 1,230 (di 11,287 totali)

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