robitex

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  • in risposta a: .sty not found #28933
    robitex
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      L’ho già installato ma purtroppo non è cambiato nulla. continua a darmi lettrine.sty not found 🙁

      Ehi, la tua TeXLive (suppongo sia questa la tua distribuzione) ti da un po’ di filo da torcere?

      Prova a dare da terminale:
      `sudo texhash`
      Il comando ricostruisce il database di ricerca di TeX.

      Ciao.

      in risposta a: .sty not found #28931
      robitex
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        … ogni pacchetto che tu richiami nel preambolo è un file .sty (un file “di stile”, che contiene cioè tutte le caratteristiche che permettono al pacchetto di fare quello che promette di fare grazie ai comandi specifici del pacchetto, come, ad esempio \lettrine{N}{el mezzo del cammin di nostra vita} eccetera).
        LaTeX vede il comando

        `\lettrine{}{}`

        e si aspetta di compilare il testo secondo le indicazioni che il pacchetto (=lettrine.sty) che hai richiamato nel preambolo contiene a proposito del comando \lettrine…

        Più precisamente ciò che avviene è:
        Il comando \usepackage[]{} carica in memoria durante la prima fase della compilazione, tutte le definizioni di comandi ed ambienti contenute nei file corrispondenti .sty (potrebbero essere caricati più file sty per uno stesso pacchetto).

        Poi LaTeX semplicemente esegue i comandi che trova nel sorgente (e gli ambienti) utilizzando la corrispondenza costruita nella fase di caricamento di classe e pacchetti.
        Bye.

        in risposta a: .sty not found #28929
        robitex
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          Se utilizzi la distribuzione TeXLive il pacchetto lettrine dovrebbe essere già installato, come vedi al seguente link:http://packages.ubuntu.com/intrepid/texlive-latex-extra, a meno che tu non abbia installato il pacchetto texlive-latex-extra.

          Allora, apri Synaptic, fai un click sul pulsante cerca, digita texlive e premi ok.
          Nella lista dei pacchetti riguardanti TeXLive della tua distribuzione, marca per l’installazione il pacchetto texlive-latex-extra. Al termine dovrebbe essere tutto a posto.

          Ciao.

          in risposta a: Scrivere due testi diversi in due colonne affiancate. #28811
          robitex
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            Buongiorno a tutti e perdonatemi se l’oggetto del topic è da aruspici, ma la brevità dello spazio a disposizione è tiranna.

            Insegnando latino (per quelli che vogliono seguirmi! 😀 ), trovo che sia molto più utile, in fase di correzione di un compito in classe, dare agli alunni testo originale e traduzione piuttosto che la sola traduzione.

            Ho pensato che due sono i modi per ottenere questo risultato.

            1. Scrivere, in un modo a me sconosciuto, una traduzione interlineare sopra il testo latino e in caratteri più piccoli. Ma questa modalità mi sa molto da traduttore per copiare il compito, e la scarterei.

            2. Affiancare due colonne di testo, delle quali quella di sinistra contenga l’originale in latino con le sue (eventuali) note a piè di pagina, e quella di destra, invece la traduzione, che cominci naturalmente in corrispondenza del testo di sinistra. Le righe di entrambe le colonne andrebbero numerate (con il pacchetto lineno, se non sbaglio, ma credo di riuscire ad arrangiarmi), e, nel caso che il testo in latino debba proseguire in una seconda pagina, vorrei che si ripetesse la situazione “latino a sinistra e “traduzione a destra”. Titolo del documento (che sarebbe un article) e titolo del brano di versione (con l’eventuale corredo di un breve testo che lo contestualizzi), dovrebbero rimanere a tutta pagina.

            La seconda opzione è quella che mi piace di più. Ho provato a dare nel preambolo l’opzione twocolumn, ma temo che sia quella sbagliata. Forse mi devo muovere con minipage?

            Grazie se mi risponderete, e buon giovedì pomeriggio.

            Tommaso

            La risposta è facile: esiste il pacchetto parallel, wow.
            link: http://www.ctan.org/tex-archive/macros/latex/contrib/parallel/
            Bye

            in risposta a: Dimensione caratteri nelle figure #28759
            robitex
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              purtroppo non ho ancora mai provato ad utilizzare gnuplot.. però la cosa dell’inserimento di comandi latex nell’eps è interessante! qualcuno sa come funziona

              Federico

              Il tuo problema è risolvibile per mezzo degli strumenti di pstricks. L’articolo citato da MasterMirko spiega molto bene come fare, anzi, è centrato in gran parte proprio su questo: data un immagine raster od una figura vettoriale, gestire gli elementi testuali con pstricks (meglio un suo pacchetto).

              L’articolo è di Agostino De Marco e ti garantisco che è fatto molto bene, quindi…
              utilizzalo.
              Bye.

              in risposta a: Dimensione pagina con PSTricks #28780
              robitex
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                @egreg9: ho tentato l’opzione -E, effettivamente riduce ma taglia la figura. Inoltre non crea un EPS e questo (forse è colpa di Kile) è un problema che non ho idea né voglia di risolvere, visto lo scarso utilizzo.


                @robitex
                : nonostante il mio italiano hai centrato perfettamente il problema e il comando citato nel link (da dare da terminale) funziona alla perfezione, proprio quello che cercavo. Sul perché non si possa fare tutto il codice, testo+immagini, assieme, il motivo è che PSTricks vuole la compilazione in PS mentre io uso pdfLaTeX.

                Grazie a entrambi per il prezioso aiuto!

                Per la mia esperienza ti posso sottolineare che non è quasi mai un problema di editor (e quindi di Kile).
                Per il resto, è normale procedura compilare in dvi e trasformarlo poi in pdf. I due formati postscript e pdf sono in realtà babbo e figlio.
                Usa quindi o pdftricks oppure il programma di conversione ps2pdf.

                Magari organizza il tuo sorgente in un file principale e in file dedicati ciascuno per una figura. Dovresti leggere l’articolo di Agostino De Marco sull’ultimo numero di ArsTeXnica.

                Buon lavoro.

                in risposta a: Dimensione pagina con PSTricks #28778
                robitex
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                  (Premetto che utilizzo Kile su Ubuntu, non so se abbia peso la cosa ma sicuramente mi provoca qualche “madonna” dovendo compilare nell’ordine DVI->PS con PSTricks.)

                  Riesco a disegnare con PSTricks senza problemi. Il succo del problema è che vorrei importare i pdf così ottenuti in LaTeX senza segare materialmente la pagina, visto che non sono capace: vorrei quindi stampare un file di dimensioni che ho indicato nel sorgente.
                  Ho provato con geometry ma non funziona dopo almeno venti tentativi diversi.
                  Volevo tentare la strada di memoir ma, a pacchetto installato, non me lo rileva.
                  Non trovo informazioni da nessuna parte e non credo di pretendere il mondo, quindi spero qualcuno mi sappia indicare un’idea dalla quale partire.

                  Grazie a chi tenterà.

                  Cioè, tu crei alcuni file pdf a partire da un sorgente che fa uso di pstricks e li vorresti importare come immagini in un altro documento che compili con pdfLaTeX, ma senza dover ritagliare a mano la pagina pdf dei disegni?

                  Ti pregherei di usare un linguaggio più preciso perché almeno io, ho difficoltà a capire il problema.
                  Comunque se quello che ho inteso è giusto, e visto che stai utilizzando una piattaforma linux, ti propongo un sistema descritto quì http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=4228 ultimo messaggio per ritagliare i pdf sul bounding box.

                  Ma la domanda è: perché non creare un unico documento?

                  Ciao.

                  in risposta a: Copertine con dati variabili #19734
                  robitex
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                    … Un altro modo, allora, è di usare “macro chiave”: scrivi la tua definizione di \copertina senza argomenti; dove prima usavi #1 eccetera, sostituisci con un comando il cui nome richiami la funzione:
                    `\newcommand{\copertina}{%

                    \xtitolo
                    }`
                    Poi definisci il comando
                    `\newcommand{\titolo}[1]{\def\xtitolo{#1}}`
                    e fai in modo analogo per gli altri campi che ti servono, diciamo \autore e \anno. Adesso puoi comporre la copertina scrivendo
                    `\titolo{Un titolo}
                    \autore{A. U. Tore}
                    \anno{2035}
                    \copertina`
                    È il modo usato da LaTeX per le intestazioni dei documenti con \maketitle. In questo modo hai il vantaggio che puoi “vedere” meglio i vari campi e anche scriverli in ordine sparso, se preferisci. Potrebbe essere indicato anche un metodo “misto”: \copertina con un certo numero di argomenti (per esempio numerici) e comandi per i campi testuali.

                    Ciao
                    Enrico

                    Buonasera a tutti.
                    Ho ripreso questa soluzione per produrre un documento composto da schede con dati testuali variabili.
                    Bene.

                    Tuttavia i campi che fanno parte della scheda sono molti, veramente molti (… circa una dozzina quindi certamente troppi tasti da digitare), quindi non potevo non pensare a qualcosa che mi abbreviasse il compito: un comando che generi la macro chiave che a sua volta generi il comando interno.

                    Chiaro. Una volta che la sfida è stata lanciata non ci si può ritirare.
                    Dunque mi sono messo all’opera, e quando ormai stavo rinunciando sono riuscito nell’intento.

                    Ho consultato la guida del Prof. Gregorio sulla programmazione in LaTeX a pag. 117 (Definizioni dentro definizioni), dove si spiega come TeX legge un doppio #, la pagina 81 sulla modalità con cui vengono determinati gli argomenti di un comando, e la pagina 93 dove si spiega come definire un comando dato il testo del nome.

                    Ok. Con il codice che segue, un campo può essere costruito con un unico comando (il nome delle macro interne è il nome del campo preceduto dalla lettera x):
                    `\makecmd{nomecampo}

                    \newcommand{\esempio}{Ecco l'esempio: \xnomecampo}

                    % da usare così:
                    \nomecampo{valore primo}
                    \esempio

                    \nomecampo{valore secondo}
                    \esempio
                    %ecc
                    `

                    ecco il codice:`\documentclass[a4paper]{article}
                    \usepackage[utf8]{inputenc}
                    \usepackage[T1]{fontenc}
                    \usepackage{lmodern}

                    % ditemi se questa non è literate programming… modestamente
                    \newcommand{\makexcmd}[1]{%
                    \expandafter\def\csname #1\endcsname##1{%
                    \expandafter\def\csname x#1\endcsname{##1}}
                    }

                    \makexcmd{indirizzo}
                    \makexcmd{citta}
                    % comodo non è vero?

                    % ecco il comando per generare l'oggetto contenente campi variabili
                    \newcommand{\esempio}{%
                    Questo è un esempio di indirizzo: \xindirizzo.

                    E questa è la città corrispondente: \xcitta.
                    }

                    \begin{document}

                    \indirizzo{Via Genova, 222}
                    \citta{Milano}
                    \esempio

                    \bigskip
                    \indirizzo{Via Milano, 222}
                    \citta{Genova}
                    \esempio

                    \end{document}
                    `

                    … buon proseguimento.
                    Ciao.

                    Nota: approfitto dell’ora tarda per permettere al post di sfuggire al prof. eh eh eh

                    in risposta a: Lavorare in editor #28748
                    robitex
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                      Grazie innanzi tutto per le risposte.

                      Si, spesso spazio il sorgente con una serie di ritorni a capo, che elimino alla fine della redazione del documento.
                      Avevo pensato ad “immagini” da disegnare a caratteri, ma visto l’esperienza di Bistek ho subito archiviato l’idea.

                      Utilizzo Kile, TeXnicCenter e TeXMaker e non conosco l’editor TeXMate anche perché non uso Mac OS X ma Windows XP o Ubuntu 8.04.

                      Penso che rintracciare facilmente le informazioni nel sorgente dipenda da quanto sia avanzato l’editor che si utilizza.

                      Con Kile riesco meglio nel compito ma non ne sono pienamente soddisfatto o, forse, non lo conosco così in modo approfondito visto che non è immediato orientarsi fra le opzioni del dialogo di configurazione.

                      Ho dato un occhiata alle immagini “linkate” ed al sito di TeXMate nel post di warsaw.
                      Quest’ultimo è davvero interessante, peccato che non c’è un porting sotto linux.
                      Ciao.

                      in risposta a: Foglio di protocollo con TeX #24867
                      robitex
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                        Grazie a questo post: http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=5111 propongo una soluzione molto semplice per disegnare le linee del foglio uso bollo.

                        Utilizzare il pacchetto eso-pic per sovrapporre su ogni pagina il disegno voluto delle righe, disegnate con il pacchetto grafico pgf (anche se forse sarebbe meglio utilizzare l’ambiente picture standard di LaTeX con sui si evita di caricare PGF).

                        `\documentclass[a4paper]{article}
                        \usepackage{tikz}
                        \usepackage{eso-pic}

                        \AddToShipoutPicture{%
                        \begin{tikzpicture}
                        % vertical line
                        \draw(27mm,0mm)–(27mm,297mm);
                        \draw(159mm,0mm)–(159mm,297mm);
                        % orizontal line
                        \foreach \y in {40,48.4375,56.875,…,242.5}
                        \draw(0mm,\y mm)–(210mm,\y mm);
                        \end{tikzpicture}}

                        \begin{document}

                        testo
                        \newpage

                        testo
                        \newpage
                        testo

                        testo
                        \newpage
                        testo
                        \end{document}`

                        Ovvio che le misure del foglio protocollo ad uso bollo si possono regolare (io le ho ricavate da un foglio che avevo nel cassetto), come pure il colore della riga ed il suo spessore.

                        Il posizionamento del testo, ovvero margini, interlinea ecc vanno regolati opportunamente in separata sede (con geometry ecc).

                        Saluti.
                        Scusate ma devo andare, sono un po’ di fretta.
                        Bye

                        in risposta a: Regolare la larghezza dell’indice #28640
                        robitex
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                          Non so perché ma la soluzione che segue l’avevo provata giuro.
                          Solo che per qualche motivo non ha funzionato e così ho inserito un nuovo post nel forum.
                          `\begin{minipage}{.6\textwidth}
                          \tableofcontents
                          \end{minipage}`
                          … in realtà funziona. Infatti la larghezza complessiva dell’indice sfornato dal comando \tableofcontents è largo quanto \linewidth, pertanto è sufficiente inserire il tutto in un ambiente minipage della larghezza voluta.

                          Ciao e grazie Lorenzo per avermi fatto conoscere il pacchetto tocloft.

                          Ps. non tenete conto delle regole tipografiche per questo problema poiché il documento a cui lavoro è particolare.

                          in risposta a: packages per documenti d’ufficio #28575
                          robitex
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                            […] La strada che ho seguito io è la personalizzazione sempre più efficiente dal punto di vista del linguaggio e dell’implementazione delle macro, non quella di utilizzare pacchetti già pronti.

                            L’argomento mi interessa molto non solo perché è pane quotidiano, ma anche perché LaTeX in azienda o negli studi professionali significherebbe molto in termini di qualità ed efficienza del lavoro […]

                            Grazie mille: visto che devo praticamente partire da zero, ti posso chiedere da quale class e da quali package sei partito per poi sviluppare le tue macro?
                            Ti dirò però: vista la vastità dello CTAN, confido di trovare lì qualcosa, se solo sapessi dove cercare… 😕

                            Ciao, Roberto

                            La classe di documento che uso per le lettere aziendali (che in realtà sono di due tipi quella interna e quella indirizzata all’esterno), è semplicemente article.

                            Poi carico vari pacchetti standard:
                            – babel – supporto all’italiano
                            – inputenc – codifica del file sorgente
                            – fontenc per la codifica dei font

                            e pacchetti specifici:
                            – eurosym per il simbolo dell’euro (a norma europea)
                            – lastpage per scrivere il numero di pagina nella forma /

                            qualche pacchetto di carattere tipografico:
                            – geometry per la regolazione del layout di pagina
                            – lmodern o bera per i font
                            – indentfirst per l’indentazione all’inizio di paragrafo
                            – frenchspacing per la gestione dello spazio dopo il carattere punto (.)
                            – fancyhdr per titolini e piè di pagina
                            – microtype per la finezza tipografica

                            infine i pacchetti grafici:
                            – PGF per il disegno del logo aziendale
                            – xcolor gestione dei colori specie per le righe delle tabelle

                            Il resto è nel nucleo base di LaTeX.
                            Come vedi è una mole di informazioni notevole da imparare, ed insomma si tratta di un documento che definirei standard. Pertanto ti suggerisco di cominciare con una guida di base come e la , puntando sopratutto ad ottenere dei risultati il più presto possibile anche a scapito di qualche dettaglio ancora da perfezionare o da capire (da cercare prima ed eventualmente chiarire poi sul forum).

                            Presto sorgeranno le idee per rappresentare diversi oggetti come gli workflow che tu citi e quindi giungerai al nocciolo della questione, il linguaggio e la sua implementazione.

                            Ciao e buon LaTeX.

                            in risposta a: packages per documenti d’ufficio #28572
                            robitex
                            Amministratore del forum
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                              Ecco la mia esperienza lavorativa in azienda:

                              Anch’io uso LaTeX in ufficio ma a differenza di te i miei colleghi continuano ad usare word anche se si sono dimostrati interessati a LaTeX.

                              Le lettere le scrivo sulla base di un sorgente che contiene macro personalizzate per riprodurre logo, intestazione, box di protocollo, oggetto, corpo, firme, ed infine dati aziendali a fondo pagina.
                              Riproduco esattamente la carta intestata disponibile nella rete aziendale sotto forma di documento word (perfino i font TrueType del nome dell’azienda). Certo che la differenza in termini di qualità la vede anche un occhio non esperto tipograficamente.

                              Pensa che bello una distribuzione LaTeX installata sul server assieme a pacchetti personalizzati: una modifica a queste classi di documento aziendali si rifletterebbe sui risultati immediatamente e senza alcun intervento da parte degli utilizzatori “client”: altro che template di word.

                              La strada che ho seguito io è la personalizzazione sempre più efficiente dal punto di vista del linguaggio e dell’implementazione delle macro, non quella di utilizzare pacchetti già pronti.

                              L’argomento mi interessa molto non solo perché è pane quotidiano, ma anche perché LaTeX in azienda o negli studi professionali significherebbe molto in termini di qualità ed efficienza del lavoro e di diffusione del software LaTeX (non solo scienza od università).
                              L’esperienza che ti ho riportato indica tuttavia che occorre investire molte importanti risorse in LaTeX per trovare ed affinare le soluzioni utili.

                              Ciao e buon lavoro.

                              in risposta a: Supertabular e twocolumn: riempimento parziale altezza testo #28552
                              robitex
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                                `\makeatletter
                                \def\mod@estimate@lineht{%
                                \ST@lineht=\arraystretch \baslineskp
                                %\global\advance\ST@lineht by 1\p@
                                \ST@stretchht\ST@lineht\advance\ST@stretchht-\baslineskp
                                \ifdim\ST@stretchht<\z@\ST@stretchht\z@\fi \ST@trace\tw@{Average line height: \the\ST@lineht}% \ST@trace\tw@{Stretched line height: \the\ST@stretchht}% } \newenvironment{strictsupertabular} {\let\estimate@lineht\mod@estimate@lineht\supertabular} {\endsupertabular} \makeatother`

                                Fantastico. Posso continuare a lavorare con LaTeX.
                                Grazie molte.

                                Ho aggiustato un po’ il layout della pagina con geometry. Sistemata la cosa il numero di righe effettive su due colonne per la tabella è di 264. Tutte la tabella occupa 17 pagine (twoside saranno solo la metà), ed adesso proseguirò a formare gli altri file tabulati da includere (dovrei rientrare in circa 200 pagine complessive).

                                Direi che il problema e la sua soluzione andrebbe comunicato agli autori di supertabular.

                                Anch’io ho osservato più di un comportamento bizzarro di xtab. La possibilità di ripartire una tabella su più pagine è intrigante, ma con xtab bisogna preventivare un lavoro manuale di messa a punto non indifferente…

                                Nel mio caso la ripartizione multipagina della tabella non è solo intrigante ma essenziale.
                                Sono tornato a supertabular rispetto a xtab visto che quest’ultimo per ora non aggiunge funzionalità importanti (il pacchetto longtable non funziona su più colonne).

                                Grazie ancora.

                                in risposta a: Supertabular e twocolumn: riempimento parziale altezza testo #28549
                                robitex
                                Amministratore del forum
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                                  Non mi risulta. Quello che capita con il tuo input è, prima di tutto, che la colonna di sinistra sfora sopra quella di destra. Non succede se riduci \tabcolsep a 3pt (massimo 3.5pt).

                                  Quello che succede a me, ripetendo le tue due righe di esempio, è che la colonna di sinistra è più corta di una riga rispetto a quella di destra. Nella prima pagina, perché nella seconda la tabella non viene spezzata. Questo usando xtab.

                                  Con supertabular mi viene esattamente come vorresti, con perfetto bilanciamento delle colonne. Alla faccia dei miglioramenti che xtab dovrebbe apportare a supertabular. 😯 Ma con i centimetri mancanti. 🙁

                                  Temo che ci sia poco da fare, evidentemente con una tabella del genere si arriva oltre ai limiti di capacità di supertabular. Puoi provare a mettere, come termina di una riga per ciascuna colonna qualcosa come
                                  `\shrinkheight{-4cm}`
                                  (il valore va calcolato “a occhio”, temo).

                                  Ciao
                                  Enrico

                                  Si certo ho già regolato la distanza tra le colonne e proprio a 3.5pt.
                                  Ho già utilizzato il comando \shrinkheight, ma purtroppo non lavora a livello generale ma solo nella colonna in cui si trova. Non è quindi una soluzione perchè è già complicato senza figuriamoci con.

                                  Ho dato anche l’opzione debugshow al pacchetto ottenendo il valore considerato da supertabular per l’altezza del testo come 725 pt (circa 25 cm). Mi pare vada bene questo valore.
                                  Avevo utilizzato supertabular altre volte ma mai in maniera così massiccia e con dimensione del carattere minuscola.
                                  Se ci saranno novità vi aggiornerò.

                                  Grazie molte prof.

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