Elrond

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 331 al 345 (di 1,083 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: Tabelle con AUCTEX su emacs #92265
    Up
    0
    Down
    ::

    renareto” post=91853non riesco a capire come funzoinano le tabelle, Non sono riuscito a trovare quasi nulla che possa aiutarmi in rete. Sembrerebbe che le tabelle debbano essere “disegnate”, ma quando compilo e cerco di ottenere il pdf…le tabelle sono solo un insieme di trattini.
    Ma ocorre installare altro sw? oppure cosa sbaglio?

    Graze

    Renato

    Non ho capito a cosa ti riferisci, puoi inserire il codice LaTeX per le tabelle così come faresti in qualsiasi altro editor di testo

    in risposta a: [RISOLTO]Debian KDE + TeXLive 2013 + Kile =come? #91955
    Up
    0
    Down
    ::

    Latex_newbie” post=91555

    Per installare Kile senza tirarsi dietro tutto il TeX Live dei repository Debian:

    Kile e TeX Live 2010 su sistemi Ubuntu


    http://elubuntu.blogspot.it/2010/09/creare-un-metapacchetto-deb-con-equivs.html

    Scusate se riporto la discussione in tema: ho un problemino con l’installazione di TeXLive dal mirror di CTAN. Ho prima disinstallato quello che avevo installato inizialmente per conto mio con il comando `rm -r /usr/local/texlive/2013`
    Sto seguendo la guida di robitex.wordpress.com su come installare TEXLive 2010 2013.
    Allo step 2, quando devo dare il comando `echo 'alias sutlmgr=”sudo /usr/local/texlive/2010/bin/i386-linux/tlmgr”' >> .bash_aliases`, devo sostituire sudo con su — oppure su ?
    Non mi funziona tlmgr da riga di comando.
    Per farlo funzionare devo
    [ol]
    [li]come utente semplice disabilitare xhost: `xhost +`[/li]
    [li]diventare root:`su –` [/li]
    [li]inserire `tlmgr –gui`[/li]
    [li]fare i cambiamenti dall’interfaccia grafica[/li]
    [li]chiudere e riabilitare xhost: `xhost -`[/li]
    [/ol]
    Insomma, non è proprio una scorciatoia…mi potete dire come cambiano i comandi nella mia distro KDE?

    [tt]tlmgr[/tt], invocato senza l’opzione [tt]-gui[/tt], non è un programma grafico, non ha bisogno di cose strane: basta [tt]sudo[/tt]. Lascia perdere tutta quella trafila che fai ogni volta, per lanciare applicazioni grafiche con permessi di amministratore (per quelle pochissime applicazioni che lo richiedono) usa [tt]kdesudo[/tt] e vivi felice

    in risposta a: [RISOLTO]Debian KDE + TeXLive 2013 + Kile =come? #91948
    Up
    0
    Down
    ::

    Doc” post=91516Però, i tastini stanno anche in Texmaker e Texstudio, per cui ci sono i deb precompilati, che non richiedono dipendenze fastidiose… 😉

    Texmaker è un fork di Kile, TeXstudio è un fork di Texmaker, sono tutti imparentati. Kile (che fa discretamente il suo lavoro ma personalmente non mi fa impazzire) però è il più legato a KDE, al di fuori di quell’ambiente risulta un po’ alieno e richiede tante dipendenze per l’installazione

    in risposta a: [RISOLTO]Debian KDE + TeXLive 2013 + Kile =come? #91942
    Up
    0
    Down
    ::

    samiel” post=91490

    Ci sono altre differenze derivanti dall’ambiente grafico KDE tipo il fatto che invece di sudo si usa su

    Il ricorso a sudo piuttosto che a su – non ha nulla a che vedere con KDE.

    Beh, è vero che con particolari configurazioni di sistema [tt]sudo[/tt] non permette di avviare applicazioni grafiche (a meno di preservare certe variabili d’ambiente dell’utente che richiama [tt]sudo[/tt]), in KDE bisogna usare [tt]kdesudo[/tt] per eseguire i programmi con i permessi di amministratore: http://elubuntu.blogspot.it/2012/10/risolto-cannot-connect-to-x-server-0.html

    in risposta a: [RISOLTO]Debian KDE + TeXLive 2013 + Kile =come? #91940
    Up
    0
    Down
    ::


    Per installare Kile senza tirarsi dietro tutto il TeX Live dei repository Debian:

    Kile e TeX Live 2010 su sistemi Ubuntu


    http://elubuntu.blogspot.it/2010/09/creare-un-metapacchetto-deb-con-equivs.html

    in risposta a: virgolette non tipografiche #91882
    Up
    0
    Down
    ::


    Se ho capito bene la domanda, qui trovi varie risposte:
    http://tex.stackexchange.com/questions/7735/how-to-get-straight-quotation-marks

    Ma sbaglio o [tt]\shorthandoff[/tt] & [tt]\shorthandon[/tt] sono comandi di [tt]babel[/tt] che non dovrebbe essere usato con [tt]xelatex[/tt]?

    in risposta a: alfabeto fenicio #91840
    Up
    0
    Down
    ::


    Ehm… perché a me questo documento
    `\documentclass{article}
    \usepackage{phoenician}
    \begin{document}
    \textphnc{'abg}
    \end{document}`
    compila ugualmente bene con [tt]pdflatex[/tt] e [tt]xelatex[/tt]?

    in risposta a: Nuova guida tematica: Git 4 LaTeX #90020
    Up
    0
    Down
    ::

    Dork” post=91393ho provato ad aggiornare il mio repo e non ci sono riuscito. Deduco che (sempre giustamente), avento creato un fork (branch parallelo ma dipendente) non posso aggiornarlo con le nuove vostre modifiche…semmai sarete voi a integrare il mio…ma una volta fatto torniamo punto e a capo come quando avete fatto il merge con la mia modifica precedente…come mi devo comportare o agire? devo eliminare il mio fork e rifarne un’altro…mmm questa cosa proprio non mi è chiara.

    fork:=?!
    ho il mio repo su github, lo scarico in locale, lo modifico, commit in locale, push al remoto, richiesta di pull da parte vostra, merge vostro…e poi?

    io resto con il mio file con le mie modifiche, voi pure, ma i vostri futuri aggiornamenti io come li aggiorno?! semplicemente il mio l’ho fatto e cancello tutto, e in caso ri forko di nuovo all’occorrenza o che?! 🙂

    :-)…no, ancora non sono a dormire…e devo ancora finire di scrivere un po’ di cose (“oggi”) 🙂 dormirò domani 🙂

    notte notte

    Corrado.

    La risposta è più semplice di quello che immagini, nella guida ci sono tutte le informazioni necessarie per raggiungerla, basta aggiungere un pizzico di fantasia e voglia di sperimentare 😉
    `git remote add guidagit https://github.com/GuITeX/guidagit.git
    git pull guidagit master`
    Il primo comando aggiunge un ulteriore repository remoto chiamato [tt]guidagit[/tt], il secondo aggiorna il ramo [tt]master[/tt] usando il repository remoto [tt]guidagit[/tt] invece del predefinito [tt]origin[/tt]. Non sono convito ad aggiungere questo “trucco” sulla guida perché riguarda solo il flusso di lavoro su GitHub (in quanto fortemente basato sui fork, cioè la creazione di un nuovo repository).

    Edit: qui ci sono maggior dettagli: https://help.github.com/articles/syncing-a-fork È suggerito di fare il [tt]fetch[/tt] e poi il [tt]merge[/tt], ma il [tt]pull[/tt] è equivalente a un [tt]fetch + merge[/tt], nella maggior parte dei casi non dovrebbero esserci problemi a usare direttamente il [tt]pull[/tt].

    Edit 2: qui è suggerito un trucco carino per eseguire l’aggiornamento da interfaccia grafica: http://webapps.stackexchange.com/questions/28998/how-do-you-update-a-github-repo-fork-in-the-web-interface In pratica si suggerisce di aprire una richiesta di pull “al contrario”, dal repository originale al proprio fork. Ingegnoso.

    in risposta a: Consiglio stile bibliografia #91779
    Up
    0
    Down
    ::

    alfling” post=91356Buongiorno a tutti! Sono uno studente di ingegneria e sto preparando la mia tesi magistrale. La mia facoltà non ha una direttiva prestabilita sullo stile bibliografico, quindi in teoria posso usare quello che preferisco.
    Secondo voi quale è più consigliabile usare, considerando l’ambito scientifico?
    Io stavo pensando al numeric o all’ authoryear… Voi che fareste?

    Il numerico è più “semplice” ma devi necessariamente andare a guardare la bibliografia per capire a cosa si riferisce la citazione [3], con lo stile autore-anno i testi e gli articoli più famosi sono facilmente riconoscibili e chi legge probabilmente non ha bisogno di fare avanti e indietro fra testo e bibliografia. Non so come funzioni nell’ambito dell’ingegneria, in altri settori vedo che questi stili sono i più usati ma non saprei dirti quale prevalga, nei miei personalissimi gusti prevale autore-anno.

    in risposta a: Nuova guida tematica: Git 4 LaTeX #90017
    Up
    0
    Down
    ::

    Dork” post=91355in ogni modo un’altra cosa che ho capito è che github ha infiniti collaboratori pubblici, mentre c’è bitbucket che ha limitati collaboratori privati (gratis si intende) quindi ho creato un account anche li scaricando l’interfaccia mac SourceTree (direi mooolto più completa di github) così ci piazzo la mia bella tesi 🙂

    Sì, GitHub offre gratis illimitati repository pubblici, BitBucket (che permette di gestire progetti Mercurial oltre che Git) illimitati repository pubblici e privati. Io in genere metto i progetti privati su BitBucket e quelli pubblici su GitHub. Quest’ultimo ha una visibilità enorme (stiamo parlando di oltre 10 milioni di repository, con una tendenza che ha dell’incredibile), molti ritengono che uno dei motivi per i quali Git sia abbondantemente il più diffuso VCS distribuito sia proprio il grande successo di GitHub

    in risposta a: Nuova guida tematica: Git 4 LaTeX #90015
    Up
    0
    Down
    ::

    Dork” post=91351ok, ho fatto la richiesta di pull…e sono felice 🙂 allora ancora non mi è chiaro bene come funziona…

    dunque..

    faccio il fork (a che serve?)
    faccio il clone (copio il repo originale così com’è nel mio computer…necessita il fork?!)
    modifico (modifico :-))
    commit (aggiorno il repo locale sul mio computer)
    sincronizzo (carico la mia modifica in rete…compare come branch parallelo, almeno visivamente, ma non può essere fatto il merge perché io (o altri per me se sono stordito :-)) non ho dato il pre ok facendo il pull, giusto?)
    faccio richiesta di pull (ovvero segnalo che il tutto è pronto per essere integrato)
    merge del responsabile (che controlla e accetta o scarta)

    Sì, è così. Il fork è necessario perché tu non potresti inviare con un push le tue modifiche sul repository originale (a meno che uno dei responsabili non ti autorizzi esplicitamente). Il flusso di lavoro che propone GitHub è quello di forkare il progetto originale, fare tutte le modifiche in locale e poi inviarle nel proprio repository forkato, infine richiedere la fusione. Questo modo di lavorare semplifica il lavoro di fusione, però non a tutti piace. L’alternativa è fare tutto in locale: clonare il repository originale, fare le modifiche solo in locale, e poi inviare via mail ai responsabili del progetto la patch (un file con le differenze fra il repository originale e quello tuo locale, si ottiene con [tt]git diff [/tt]). Molti progetti usano questo modo di lavorare, GitHub spinge molto sui fork, c’è a chi piace a chi no.

    Dork” post=91351per le modifiche avevo capito male, ovvero le cose stanno così:
    da un branch io faccio diversi commit (sequenziali), mentre lui corre parallelo a quello principale (che magari non gestisco nemmeno io) volendo io (o il gestore se non sono io) posso prendere l’ultimo e farci il merge con il principale includendo tutto il ramo e ogni sua modifica, oppure posso raccogliere le ciliegie, ovvero alcuni singoli commit e inserire solo le modifiche fatte dai quei singoli commit senza interferire con il resto. In ogni caso accettare solo parte delle modifiche fatte in un commit è cosa diversa (fattibile dall’interfaccia grafica facendo clic sulle righe d’interesse prima di mandare il nuovo commit che le registrerà…(da riga di comando ovviamente si potrà fare ma non so come, e comunque meglio prima capire come funziona prima di come farlo :-)) se si tratta invece di accettare o ripristinare una parte delle modifiche di un commit precedente lo si seleziona (revert) si fa click sulle righe interessate e si manda il nuovo commit)

    giusto?

    Direi di sì

    in risposta a: \sin —> \sen #91775
    Up
    0
    Down
    ::

    marchetto” post=91345Il comando`\sin`scrive la parola in inglese.

    Veramente è latino, non inglese, “sin” è riconosciuto in tutto il mondo

    in risposta a: Nuova guida tematica: Git 4 LaTeX #90013
    Up
    0
    Down
    ::

    Dork” post=91343orpo…allora so che mi sono preso la mano con github e tornare alla riga di comando (anche se ci lavoro da pochissime ore) mi manda in pre crisi di astinenza…ma se mi dite che è meglio che mi abitui a lavorare solo da li, mi sforzerò. (ad esempio da github non si possono inserire o modificare i tag… così come, provato, è un po’ un macello se cancello il repo remoto, mantenendo quello locale, e poi voglio rimetterlo in remoto partendo da quello locale..magari è una cosa che non si fa mai..ma il mio repo prova lo sto usando prorio per cercare di fare le peggio porcate che potrebbero succedere e capire che problemi causerebbero o come risolverli)

    Tu sei liberissimo di usare lo strumento che trovi più comodo, io ho detto che anche volendo non potrei usarlo perché non è disponibile per la mia piattaforma e che personalmente non mi piace che funzioni quasi solo con repository di GitHub (io ho repository su altri siti), ma se a te piace e ti trovi bene per la gestione dei tuoi progetti su GitHub continua pure, non ti fustigherò di certo perché non usi il terminale 😉

    Dork” post=91343nello specifico del fork (che non ho ancora capito se è indispensabile da fare prima del clone o meno e se no..allora a che serve) io ho fatto il fork, ho fatto la modifica e ho fatto il commit con il sync (di github…che dovrebbe eseguire il pull da quello che ho capito)…e se vado nella pagina del repo nella scheda del report https://github.com/GuITeX/guidagit/network il mio intervento risulta evidente e segnalato…quindi non ho capito cosa manca 🙂 o cosa ho sbagliato…

    Hai forkato correttamente, hai fatto una modifica inviata correttamente in remoto, quello che ti manca affinché la tua modifica venga inclusa è fare una richiesta di pull. Come vedi, qui non ce ne sono: https://github.com/GuITeX/guidagit/pulls 🙂 Devi fare clic sul pulsante “Pull request” che trovi sopra il messaggio dell’ultimo commit qui: https://github.com/powerdork/guidagit Potrei fare pure io la richiesta ma non vorrei toglierti questa ebrezza 😀 È necessario che uno degli amministratori di quel repositoy accetti la tua richiesta, non avviene automaticamente, ma a occhio e croce le tue modifiche mi sembrano sensate quindi sarò lieto di accoglierle

    in risposta a: Nuova versione della GuidaGuIT #91685
    Up
    0
    Down
    ::

    Dork” post=91336Tutto fatto (apportata qualche correzione ed eseguito il push del tutto avendo la conferma, guardando la pagina dedicata, che è in attesa di approvazione e merge…quindi ho capito anche quello), credo di aver capito quanto basta per poter cominciare a imparare 🙂 Grazie a tutti. 🙂

    Corrado.

    —fine OT 🙂 —

    Continuiamo qui: http://www.guitex.org/home/it/forum/10-corsi-e-didattica/89512-nuova-guida-tematica-git-4-latex?limit=15&start=15#91340 🙂

    in risposta a: Nuova guida tematica: Git 4 LaTeX #90011
    Up
    0
    Down
    ::


    Continuo dalla discussione iniziata qui: http://www.guitex.org/home/it/forum/10-corsi-e-didattica/91226-nuova-versione-della-guidaguit

    Dork” post=91333sto cercando di capire (ad esempio la differenza tra revert e roll back

    Non uso l’interfaccia grafica di GitHub perché non è disponibile per GNU/Linux (e comunque temo sia troppo strettamente legata a quel sito), però su Stack Overflow ho trovato questa domanda che dovrebbe risolvere il tuo quesito:
    http://stackoverflow.com/questions/15039271/what-is-the-meaning-of-revert-this-commit-and-roll-back-this-commit-in-github-fo
    Se ho capito bene, l’operazione di “revert” corrisponde al comando [tt]git revert[/tt], che genera un nuovo commit che annulla il commit indicato (lasciando quindi la cronologia precedente invariata); l’operazione di “roll back” dovrebbe eliminare il commit indicato dalla cronologia però il file rimane invariato, in modo da poter correggere il commit. Questo è quello che capisco dalla risposta.

    Dork” post=91333oppure come fare da li, se possibile, il ripristino di solo una parte di un commit (che nella guida è l’andare a ciliegie “cherry-pick”) altra cosa che comunque, grazie alla guida e alla riga di comando non sarà un problema)

    Un attimo, un attimo, potrebbe esserci un’incomprensione: il “cerry-picking” consiste nel prendere un singolo commit da un altro ramo (comodo se non devi fondere l’intero ramo ma solo integrare singole modifiche), non un commit parziale. È chiaro o va spiegato meglio?

    Dork” post=91334Ok, mi sono risposto, ho fatto il fork, ho clonato il tutto in una cartella locale (che ha creato il sistema scaricandone all’interno tutto il contenuto remoto e attivando automaticamente il repo locale) ora da quello che ho capito, senza rischiare di fare danni (che comunque..anche se facessi..sarebbero “annullabili” tornando a una versione precedente) posso apportare le modifiche che ritengo opportune o utili e poi salvarle, farne il commit (in locale) e fare il push sul GuITeX. In questo modo io comunque non modifico il file originale ultima versione (come farei invece se facessi la stessa cosa su un mio repo on-line) ma viene segnalata la modifica che deve essere approvata e integrata con un merge dal responsabile del progetto. Giusto?

    Non sono sicuro di aver ben compreso la domanda: tu in locale fai tutte le modifiche che vuoi (tranne riscrivere la cronologia precedente alle tue modifiche), poi aggiorni il repository remoto con [tt]git push[/tt]. Questo doppio passaggio (commit e push) può sembrare una duplicazione del lavoro, ma in realtà è molto comodo perché permette di avere repository solo locali (io per anni ho avuto un paio di repository solo in locale) o di lavorare in locale prima di inviare un bel pacchetto di modifiche in remoto (non è obbligatorio eseguire il push dopo ciascun commit), mentre nei vecchi VCS centralizzati un commit inviava la modifica anche in remoto. Ora, quello che si deve fare per integrare le proprie modifiche nel progetto che si è forkato dipende dal sito. Su GitHub devi fare una richiesta di pull, cosa che però non mi sembra tu abbia ancora fatto (se credevi di averlo già fatto) 😉 Ho risposto alla tua domanda o mi è sfuggito qualcosa?

Stai visualizzando 15 risposte – dal 331 al 345 (di 1,083 totali)

Go to top