illinguista1972

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  • in risposta a: compilare con immagini eps #92444
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    ivan” post=92049

    Mi è stato imposto dal docente usare immagini .eps. Io le avevo a disposizione in formato .png

    Il docente ha dei seri problemi 👿 Non sono contrario a chi impone, ma le imposizioni dovrebbero avere almeno
    delle ottime ragioni.

    Ascolta il consiglio di Elrond.
    Butta via le immagini .eps, carica
    `\usepackage{graphicx}`
    senza l’opzione dvips!
    e compila con pdflatex

    E, soprattutto, non dirlo al docente 😉 Tanto non se ne accorgerò.

    Infine, appena puoi, butta MiKTeX e passa a TeX Live

    Ciao
    Ivan

    Io da tutto questo capisco solo una cosa, purtroppo: il docente è molto interessato al lavoro di Aurora per scopi personalissimi. 🙁

    Aurora, stavo per scriverti la stessa cosa: pdflatex accetta anche immagini .eps, per cui leva quell’opzione malefica e compila con pdflatex come ti ha suggerito Ivan. E leggi una guida introduttiva.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: errore quando cerco di compilare il file .tex #92447
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    simona_1975″ post=92039Salve a tutti,
    ho installato sul mio Mac Air OS X 10.8.5 MacTex, ma non riesco a farlo funzionare. Mi viene fuori l’errore sotto quando cerco di compilare. Ho reinstallato piu’ volte, provato tutti i suggerimenti che ho trovato in rete per questo tipo di errore, ma nulla…non riesco a sistemarlo.
    C’e’ qualche anima pia che puo’ aiutarmi?
    Grazie mille,
    Simona

    MESSAGGIO di Errore: /usr/texbin/pdflatex does not exist. Perhaps TeXLive was not installed or was removed during a system upgrade. If so, go to the TeXShop web site and follow the instructions to (re)install TeXLive. Another possibility is that a tool path is incorrectly configured in TeXShop preferences. This can happen if you are using the fink teTeX distribution.

    Ciao! Sarebbe interessante che tu ci dicessi che cosa hai fatto per ottenere questo errore. Sembra che tu abbia un problema con l’installazione, ma mi pare strano, visto che hai un Mac.

    Che editor usi? Hai impostato correttamente le preferenze dell’editor? Apri TeXShop e vai su TeXShop -> Preferenze -> Motore e assicurati che nella primissima finestrella ci sia scritto
    `/usr/texbin`

    Ciao
    Tommaso

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: stile della bibliografia (e delle note). #92434
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    mattiaca” post=92028Salve. sono un utente principiante di LaTeX e mi trovo a dover personalizzare la Bibliografia.
    Uso Tex live su WinXP e come editor Tex works.
    Come stile bibliografico mi piace (solo come indicazione) quello di: /wp-content/uploads/joomla-images/ArsTeXnica/AT001/norme%20tipografiche%20per%20litaliano%20in%20latex.pdf
    però:

    1) Ho bisogno di uno stile di citazione autore- titolo- casa ed. -luogo ed.- anno.
    2) Ho bisogno che i titoli degli articoli siano in corsivo e che i titoli delle riviste siano: in “titolo rivista”.
    3) Deve essere uno stile bibliografico umanistico. No elenchi con numeri, parentesi ecc.
    4) Nelle note si possa usare lo stile con le abbreviazioni: ivi,ibidem, op.cit, ecc. ecc.

    5) Ultimo, ma non ultimo. Ho bisogno di essere istruito sulle procedure, infatti, nelle guide si parla degli stili standard, ma poi come si fa per richiamare uno stile nuovo? Io ho già caricato BibTeX e csquote.

    So che sono stato lungo, ma spero di ottenere risposta.

    Benvenuto nel forum 🙂

    Ti consiglio di leggere il capitolo sulla bibliografia che trovi nell’Arte di scrivere con LaTeX, nella sezione Documentazione qui sopra.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Nuova guida tematica: il reference di LaTeX #77430
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    robitex” post=91991Nuovo aggiornamento.
    Il LaTeX Reference Manual commentato raggiunge la versione 2.0 🙂

    Vi riporto il link pronto da visitare… /wp-content/uploads/joomla-images/doc/GuideGuIT/latexhandbookcommentato.pdf

    Non so se augurarvi buona lettura o piuttosto buono studio.
    Comunque sia… buon, buona serata ecco.
    R.

    Grazie Claudio 🙂

    È possibile sapere il changelog?

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Differenza \listofsymbols e \nomencl #92427
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    alfling” post=92011Ciao a tutti! Devo creare una lista di simboli (o nomenclatura) per la mia tesi, e mi piacerebbe che la nomenclatura comparisse sia nell’indice sia nei segnalibri del pdf (uso hyperref).
    Dopo aver cercato un po’ ho trovato questi due diversi pacchetti:
    \listofsymbols
    \nomencl

    Nel package manager di MikTeX mi dice che il metodo con cui \listofsymbols crea la lista è diverso da quello usato da \nomencl. Voi sapete in cosa consiste questa differenza e quale dei due mi conviene usare?

    Forse è il caso di dire anche che nel mio caso alcuni simboli hanno più di un significato.

    Forse è il caso di fare un po’ di chiarezza sulla scrittura. 🙂

    Quelli che scrivi come
    `\listofsymbols
    \nomencl`
    sono comandi e non pacchetti. La differenza è esiziale, direi. A parte questo, citi due pacchetti molto vecchi, uno del 2003 e l’altro del 2005. Io direi di tagliare la testa al topo e ti consiglio il pacchetto glossaries oppure acro. Meglio il primo dei due. Non so rispondere alla tua domanda, ma non me ne preoccuperei, data la vetustà dei due pacchetti.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: ClassicThesis #92403
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    pbiffis” post=92006Si, si sono classi e non pacchetti;

    senza modificare la dimensione della pagina, il margine sx mi sembra troppo ridotto rispetto a quello dx, soprattutto se il lavoro viene poi rilegato; io cmq non modifico mai nulla, anzi mi attengo alle informazioni che riesco a capire, dato che non sono competente;

    grazie per il consiglio su changes, ma per i miei scopi è troppo complicato e mi sembra sufficiente pstricks, eventualmente con l’appoggio delle note a margine.

    In definitiva però presumo di abbandonare la classe per tornare a book.

    Grazie mille.
    pb

    No, sono pacchetti e non classi.

    Non direi che tu non modifichi mai nulla: il file che hai allegato era pieno delle modifiche che dici di non fare mai. Non gettare la spugna: se ti piace ClassicThesis usalo, ma sappi che è uno stile che potrebbe risultare troppo bello e attrarre l’occhio del lettore su di sé. Questo non va bene, perché ciò che dovrebbe attrarre è il contenuto del tuo lavoro. Fidati di ciò che ClassicThesis fa per impostazione predefinita: sa farlo molto bene.

    Piuttosto, il consiglio che ti do è di non basarti sulla guida a ClassicThesis di Lorenzo Pantieri: descrive una versione precedente a quella che hai. Sulla mia macchina c’è la versione 4.1 del 14 agosto 2012. È l’ultima disponibile. Fa’ in modo di avercela anche tu, poi apri un terminale o un prompt dei comandi, scrivi
    `texdoc classicthesis`
    e da’ Invio. Ti si aprirà il manuale di ClassicThesis in formato PDF. Studiati quello: contiene alcuni esempi per far funzionare lo stile.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: ClassicThesis #92397
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    pbiffis” post=91997Eccolo!
    [attachment=928]TemplateClassicThesis.tex[/attachment]

    Senti, ma dove hai trovato quello che hai scritto nel file allegato? Non te la prendere, ma è un disastro autentico.
    Non potrà mai funzionare. Ti consiglio di leggerti le parti fondamentali di una guida introduttiva a LaTeX, dove si spiega come scrivere un file sorgente.

    ClassicThesis è uno stile del tipo prendere o lasciare: non modificarne i margini né le testatine. È stato pensato per essere così come lo vedi. Se non ti piace, ti consiglio di utilizzare un altro stile. Purtroppo è così.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: ClassicThesis #92395
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    pbiffis” post=91995Allego il file .log
    Grazie,

    [attachment=927]TemplateClassicThesis.txt[/attachment]
    pb

    Uno degli errori significativi è che il compositore non trova il file [tt]classicthesis-ldpkg.sty[/tt]. Puoi farci vedere il codice del tuo file?

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: ACCENTI latin1 #92363
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    OldClaudio” post=91962Aurora, te l’ho spiegato nel primo messaggio perché è importante usare fontenc con la codifica T1.

    Per saperne di più scaricati la guida tematica (dalla sotto sezione Guide Tematiche della sezione Documentazione di questo sito) che sipega le codifiche di entrata e di uscita; l’inputenc e il fontenc.

    In buona sostanza, Aurora, il tuo file principale deve cominciare così:

    `\documentclass[a4paper]{book}

    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}

    \usepackage{graphicx}

    \usepackage[]{hyperref}

    \begin{document}

    Qui scrivi la tua tesi.

    \end{document}`

    In questo modo non avrai problemi, e il tuo professore nemmeno se ne accorgerà.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: KOMA-Script o classi standard? Cosa consigliate? #92348
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    Doc” post=91946Cari amici,
    sto cercando di approfondire la conoscenza delle classi KOMA e mi paiono molto potenti. Addirittura, sto valutando la possibilità di convertire il mio libro, attualmente in classe BOOK, in SCRBOOK.

    Però, vi chiedo: ne vale la pena?

    Anzi, in generale, secondo voi le classi KOMA sono veramente degne di essere prese in considerazione?
    Ve lo chiedo, perché nelle ottime guide qui fornite, esse sono forse poco “valorizzate”.

    Ciao e grazie mille,
    Domenico

    Anch’io mi ero riproposto di approfondire questo argomento, ma non ho più avuto tempo. Da quello che vedo, sono classi potenti che riscrivono, in sostanza le classi standard. Non mi piacciono molto i titoli in senza grazie, ma questo è un gusto personale.

    Io le prenderei in considerazione anche perché, da quello che ho capito, sono nate avendo in mente il formato A4 (e non il letterpaper come le classi standard, che riempiono la pagina in modo discutibile), per cui il riempimento della pagina è pensato per quel formato e per le nostre stampanti. Degno di nota, per me, è la presenza di un capitolo estesissimo sulla classe che permette di scrivere lettere. Io la uso, vista la carenza generale in merito.

    Esiste, però, anche una folta schiera di detrattori della suite KOMA-Script, che accampano ottime ragioni.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: note a piè di pagina. 1 quesito #92330
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    samiel” post=91944PRIMO SCENARIO
    Numeri delle note che iniziano tutti allineati al margine del testo
    spazio fisso fra il numero della nota e l’inizio del testo
    testo della nota tutto allineato ai margini del testo:
    `\usepackage[perpage,bottom,hang,norule]{footmisc}
    \renewcommand{\hangfootparindent}{2em}
    \renewcommand{\hangfootparskip}{3pt}
    \renewcommand{\footnotemargin}{0.00001pt}
    \renewcommand{\footnotelayout}{\hspace{1em}}`
    Non ho capito perché, ma mettendo \renewcommand{\footnotemargin}{0pt}
    i numeri in apice delle note sporgono a sinistra dal margine.

    SECONDO SCENARIO
    Come sopra, ma con il rientro di prima riga:
    soluzione ancora da trovare… Si accettano consigli
    Una cosa del tipo
    `\renewcommand{\footnotelayout}{\setlength{\parindent}{15pt}\hspace{1em}}`
    non produce alcun risultato

    PS
    Ho dato un’occhiata a testi di differenti editori. Alcuni mettono li rientro di prima riga nelle note,
    pari a quello del testo, altri invece no, per cui la prima riga di ogni capoverso è rientrata,
    e quella delle note no. Non capisco se sia questione di gusti, o almeno in teoria
    ci sia un’opzione tipograficamente più corretta o felice,,,

    Ti dico come la penso.

    Io non metto praticamente mai note al piede, per i motivi che tutti sappiamo, ma questo non è rilevante. Piuttosto, ti consiglio di leggere La forma del libro di Jan Tschichold, edito in Italia da Sylvestre Bonnard. C’è un capitoletto dedicato a quello che chiedi. Il mio personalissimo gusto è quello di usare al piede numeri dello stesso corpo del carattere che userai per le note, e di farli sporgere nel margine sinistro. In questo modo si individua benissimo dove finisce una nota e dove comincia l’altra.

    Ancora, se io ho una o due note per capitolo, allora preferisco che siano contrassegnate da un asterisco, o da due: *, **. Mi sembra comunque più elegante. Non ha molto senso mettere una sola nota numerata in un capitolo. Il numero, a quel punto, perde di significato. Questa è una soluzione che ho consigliato a Ivan per la classe suftesi.

    Non ha senso, per me, nemmeno cominciare da 1 a ogni pagina, altrimenti l’eventuale riferimento alla nota dovrà essere alla nota e alla pagina! Non mi piace il rientro all’inizio di ogni nota. Non penso nemmeno che ci siano regole davvero vincolanti.

    Non ti sono stato d’aiuto, ma questa è la mia campana 🙂

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Spazio tra °C ( /textcelsius) e parola successiva #92318
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    cfiandra” post=91945

    Caro linguista19xx… Ti ringrazio per l’attenzione che mi stai dando ma potresti evitare frasi ironiche ogni volta? Va bene rispettare le regole ortografiche (che poi a quanto pare vanno bene entrambi i modi), ma mi hai chiesto un’ottima ragione per usare il punto….te l’ho data.. quindi perchè non fai come l’altro gentile utente (meglio rispettare il pensiero del relatore piuttosto che andare a dirgli “guarda che stai sbagliando” ) …altrimenti la tesi me la sistemi tu da cima a fondo… sai com’è, i documenti me li firma lui non tu o l’esperto in matematica che hai chiamato in causa.


    @OldClaudio

    Risposta più esaustiva di cosi si muore 😉 ti ringrazio!

    In ogni caso.. nemmeno se venissero Kate Upton, Candice Swanepoel e Adriana Lima in persona le avrei ascoltate dato che non ho la minima intenzione di presentare il lavoro al mio relatore e sentirmi dire ” no..dovevi usare il punto per i decimali” …
    Detto questo bello vedere che da un semplice problema di spaziatura dopo il °C è nata una diatriba riguardo l’uso di virgola o punto nella matematica 😉

    Buona serata a tutti!

    ps: avevo intenzione di mettere l’alfabeto per la traduzione nella lingua parlata da Pingu (il pinguino di pongo) che non si sa mai.

    Non che Tommaso abbia bisogno di difese, però…

    Siccome il tuo relatore è una persona umana, non un robot, e non c’è una legge che vieti di argomentare e/o discutere con il proprio relatore, le tue argomentazioni:

    In ogni caso.. nemmeno se venissero Kate Upton, Candice Swanepoel e Adriana Lima in persona le avrei ascoltate dato che non ho la minima intenzione di presentare il lavoro al mio relatore e sentirmi dire ” no..dovevi usare il punto per i decimali” …

    non hanno senso. Era più o meno sottointeso nel mio “gentile” messaggio precedente:

    Detto questo, dal mio punto di vista allegare una pubblicazione non vuol dire nulla: non è che se uno pubblica un articolo automaticamente tutto il resto del mondo si deve adeguare alle convenzioni che si sono usate lì.

    Io ti ho dato una risposta pratica: “fai come dice il tuo relatore”, che a ben vedere è la strada più facile per cui non ti offre nessun beneficio. Credo che se uno studente è preparato ed è convinto delle proprie tesi, può tranquillamente contestare una eventuale imposizione potenzialmente sbagliata del proprio relatore. Quello che dovresti fare è discutere con il tuo relatore in merito a questa faccenda: è suo compito seguirti. Se ti dice delle cose che, dopo aver seguito la discussione, non ti tornano, puoi portargli a prova i documenti che OldClaudio citava. È anche così che si impara.

    Comunque sia, altro consiglio pratico: per il momento lascerei perdere queste questioni e mi concentrerei sulle simulazioni e sulla scrittura della tesi. 46 giorni non sono infiniti.

    Ciao
    Claudio

    Naturalmente la tesi te la sistemerà il tuo relatore che, come dice @cfiandra, ha il compito di farlo. La mia frase non era ironica, ma cercava di puntualizzare una cosa molto semplice: tu dici che in qualche modo sei obbligato a seguire le convenzioni del tuo relatore, ma alleghi un documento in un’altra lingua, l’inglese, nel quale il tuo relatore ha giustamente seguito le convenzioni dell’inglese. Altra cosa sarebbe stata allegare un certo numero di documenti scientifici scritti dal tuo relatore in italiano, dove sì, allora avremmo potuto vedere se lui usa il punto o la virgola. È abbastanza ovvio che in un articolo in inglese scritto per la comunità scientifica internazionale si usi il punto, vorrei ben vedere. Ma il tuo documento è per una commissione di laurea italiana. Ad ogni modo, fa’ come credi.

    La potenza di LaTeX, poi, grazie all’uso del pacchetto siunitx, ti permetterebbe di sorridere a un’eventuale osservazione del tuipo: «voglio il punto e non la virgola», perché ti basterebbe levare l’opzione che ti abbiamo consigliato, ricompilare e il gioco è fatto 🙂 Circa 30 secondi di tempo al massimo.

    Il fatto è un altro: l’errore che ti viene restituito indica che hai una distribuzione datata, e molto. E in 46 giorni, spero di no, ti si potrebbero presentare altri problemi dovuti a questo fatto.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Spazio tra °C ( /textcelsius) e parola successiva #92314
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    Frigeri” post=91930#illinguista1972,

    http://web.mit.edu/ehliu/Public/ProjectX/Bassi_DG_Solution_of_RANS_and_kw.pdf

    questo è l’ottimo motivo per agire come sto facendo. Adeguarmi alle convenzioni del mio relatore. Ok scrivere in modo corretto ma non mi pare il caso di fare un corso all’Accademia della crusca per scrivere una tesi quando ho 46 giorni di tempo per: scrivere-correggere-stampare oltre che svolgere simulazioni di fluidodinamica computazionale dove già devo imparare le basi di linguaggio c++.

    Ringrazio comunque per le critiche sicuramente costruttive.
    Buona giornata a tutti.

    Porta pazienza, ma ti sei accorto che quella pubblicazione è in inglese?

    Non è il caso di chiamare in causa la Crusca. Stiamo discutendo se usare il punto o la virgola in un frangente nel quale non mi sembra che ci sia tanto margine di discussione.

    C’è il parere anche di qualche matematico?

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Spazio tra °C ( /textcelsius) e parola successiva #92311
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    Frigeri” post=91921Ho controllato e si hai ragione per l’uso di virgola e punto .. io però sto prendendo come riferimento articoli del mio relatore (sono pubblicazioni internazionali, non so se cambia qualcosa o se è comunque un errore) che utilizza il punto. Quindi mi adeguo cosi evito di dover correggere tutto poi 😉 probabilmente le riviste scientifiche prendono lo standard americano o inglese.

    Inoltre il mio lavoro potrebbe essere condiviso a altre persone sparse nel mondo e, anche se sto scrivendo in italiano e non inglese, credo sia più adatto il punto. (Magari in futuro qualcuno la tradurra in inglese chissà).
    Per diversi utilizzi terrò conto di queste correzioni! Grazie a tutti comunque!!! Gentilissimi e utilissimi!

    Io credo che quello di usare il punto anziché la virgola come separatore decimale in uno scritto in italiano sia un errore da evitare accuratamente. Come noi leggiamo scritti in inglese in cui si usa il punto e gli Inglesi di certo non si premurano di aiutare i lettori stranieri, così ti consiglio di usare la virgola. Chi in futuro leggerà e tradurrà la tua tesi in altre lingue, userà le convenzioni delle altre lingue. Già che ci sei, allora, potresti lasciare anche uno spazio prima dei due punti in tutta la tua tesi. Chissà, magari un giorno la tradurranno in francese.

    Se io fossi un tuo commissario di laurea, ti farei osservazione. A meno che, naturalmente, non ci siano motivi ottimi per agire come stai facendo, ma che io non conosco.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Nuovo ambiente (semplicissimo) #92287
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    Allora direi che la cosa migliore sarebbe fare chiarezza su questa correzione italica (che io personalmente già conoscevo) e sui modi per ottenerla con LaTeX. E, soprattutto, chiarire se serve davvero e quando serve. Non credo che tutti la usino, e si accontentino della composizione predefinita di pdftex. 🙂

    Una risposta del tipo di quelle che si leggono su TeX – LaTeX Stack Exchange, per capirci 🙂

    Ciao
    Tommaso

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