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30 Ottobre 2011 alle 22:25 in risposta a: Consigliare memoir ai principianti (lettori dell’Arte)? #65398::
lorenzo.pantieri” post=64458
Lorenzo e Tommaso, non avete risposto alla mia ultima domanda; quella di comporre l’Arte con memoir. Tra le righe mi pare che propendereste per book; benissimo. Ma la grafica attuale con book non si ottiene assolutamente se non a spese di lacrime e sangue. Invece la grafica attuale è importante perché è un forte richiama per i novizi; non per niente ci sono in continuazione persone che vogliono fare la tesi con il vostro stesso stile tipografico.
Pensateci 🙂
L’Arte è composta con ArsClassica, che si appoggia su ClassicThesis, che a sua volta si appoggia sulle classi KOMA. Idealmente, mi piacerebbe che ClassicThesis e ArsClassica poggiassero sulle classi standard. Idealmente, mi piacerebbe che un documento pensato per le classi standard si possa trasformare in un documento “alla Bringhurst” semplicemente caricando un pacchetto. Tuttavia mi pare che siamo molto distanti da questo obiettivo…
A presto,
L.Questa possibilità c’è già e si chiama suftesi 😉
Prendi un documento basato su book, cambia la prima riga in
`\documentclass[sufelements]{suftesi}`
e otterrai un documento “alla Bringhurst”.Con
`\documentclass[elements]{suftesi}`
ottieni proprio il layout degli Elementi.La classe è talmente compatibile con la classe book standard, che la Guida Guit, che è abbastanza corposa, si compone semplicemente modificando la classe caricata. Ci sono in verità degli errori, dovuti a un file (mi sembra che sia il file “Preliminari”). È semplice modificarlo. Tutto il resto si compila senza problemi. Almeno con la versione che ho io.
Ciao
Ivan
::
Non ci siamo capiti. Il campo type specifica il tipo di entry. Nel tuo caso si tratta di “norma UNI”.
Quello che mancava nel tuo esempio era il campo “label”, che serve nel caso non ci sia alcun autore o curatore.
Modifica a ipacere questo esempio:
`@manual{datasheet,
Label = {UNI10349},
Title = {UNI 10349:1994},
Subtitle = {Riscaldamento e raffrescamento degli edifici – Dati climatici},
Type = {norma UNI},
Date = {2011}}
`Puoi omettere il campo type, se è sufficientemente chiaro che quelle voci si riferiscono a una norma UNI. Nella label ho omesso 1994, perché credo che il numero della norma sia univoco; 1994 compare comunque nel titolo.
Ciao
Ivan
::Iovem” post=64306Salve a tutti,
come da titolo vorrei citare delle normative tecniche. Al momento uso lo stile numeric e il seguente codice:
`
@manual{norm:13790,
author = {ISO 13790:2007,},
title = {{Prestazione energetica degli edifici – Calcolo del fabbisogno di energia per il riscaldamento e il raffrescamento}},
}
`
insieme all’impostazione
`
\renewcommand*{\mkbibnamelast}[1]{\textsc{#1}}
`
per avere il “cognome” in maiuscoletto.Benché riesca a generare la bibliografia come desidero, l’esecuzione di bibtex genera degli errori, che credo dovuti al fatto che non metto il nome nel campo author.
Qualcuno ha idee per migliorare il codice? O suggerimenti su come citare normative tecniche?
Grazie in anticipo.
Qui c’è la soluzione
Ciao
Ivan
::carruba” post=64262Ciao, per creare il mio glossario volevo sottolineare nel documento la prima occorenza della parola.
Ho provato quindi a creare un nuovo comando
`
\newcommand{\gl}[1]{\uline{#1}} % usare \gl{voce del glossario} per segnalare una voce presente nel glossario`il problema è che il mio documento è composta da più file tex che vengono inclusi all’inizio, quindi il mio nuovo comando non viene trovato negli altri file dandomi l’errore “Undefined control sequence” quando provo ad usarlo.
Come posso fare per risolvere l’errore?
GrazieMettere la definizione nel preambolo e non nel corpo del documento.
Naturalmente, benvenuto!
Ciao
Ivan
::
Non sapevo cos’era un datasheet… La soluzione più coerente se usi biblatex è il tipo @manual.`@manual{datasheet,
Label = {DST},
Title = {Scheda tecnica},
Type = {Datasheet},
Year = {2011}}
`Il campo label è necessario perché altrimenti viene usato il campo title.
Per quanto riguarda la bibliografia a fine capitolo, lo puoi fare direttamente da biblatex. Nell’articolo di Lorenzo dovrebbe essere spiegato come fare
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Bibliografia.pdfsezione 3.5
Ciao
Ivan
::nickyfulls” post=64254Salve a tutti! Ho un problema con le lettere accentate e i caratteri speciali. Sto scrivendo un libro utilizzo debian con pdflatex e uso il pacchetto latin1.
`
\documentclass[a4paper,12pt,italian,twoside,openright]{book}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
`Ogni volta è un problema per scrivere le accentate, ad esempio per à–> devo digitare \’a. Vorrei che riconosca automaticamente le accentate ho provato con il pacchetto utf8x.
`
\documentclass[a4paper,12pt,italian,twoside,openright]{book}
usepackage[utf8x]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
`E ricevo questo errore:
`
! LaTeX Error: Option clash for package inputenc.
See the LaTeX manual or LaTeX Companion for explanation.
Type Hfor immediate help.
…l.4 \usepackage
{amsfonts}
?
`Ho inserito pure il pacchetto amsfonts, ma ottengo lo stesso errore. Sapete darmi spiegazioni ?? 😥
P.S. La doc che ho consultato è questa:
http://www.guit.sssup.it/latex/suggerimenti.php
http://en.wikibooks.org/wiki/LaTeX/AccentsLe lettere accentate (e non solo) le ottieni anche con latin1. Probabilmente, come hai scoperto tu stesso, hai pasticciato con le codifiche.
utf8x non ti serve serve, a meno che, per esempio, non desideri scrivere in caratteri greci direttamente nel sorgente. È sufficiente
`\usepackage[utf8]{inputenc}`Ma se i tuoi documenti dono in latin1 non puoi semplicemente caricare il pacchetto. Prima devi convertirli in utf8. Lascia perdere se non è strettamente necessario e continua a usare latin1.
In futuro, se dovrai comporre nuovi documenti, cambia codifica in utf8. Attento che anche nell’editor, in questo caso, la codifica di default deve essere questa.Ciao
Ivan
::illinguista1972″ post=64248Secondo voi, i comandi standard che producono gli indici possono essere considerati comandi di sezionamento? Io dico di sì: producono una sezione, che ha tutte le fattezze di un chapter o di una section nel punto in cui vengono date, e producono pure le testatine. Anche i comandi per la bibliografia e l’indice analitico fanno la stessa cosa, ma non sono standard.
Vorrei sentire la vostra idea.
Ciao
TommasoDimenticavo: messaggio numero 1000 8)
Il divario con il venerabile santone si colma drasticamente. Sono nel club GuITYOU! Quanti punti ho vinto? 🙂Secondo me si tratta di “comandi” di sezionamento. Per sciogliere il dubbio si potrebbe dire che sono “istruzioni” di sezionamento, visto che alcuni sono ambienti e non comandi. In ogni caso l’Indice è un “capitolo” di un libro e una “sezione” di un articolo, quindi si tratta di un “sezionamento”, generato da un comando o un ambiente. Io dico che tutto ciò che direttamente o indirettamente genera un sezionamento del testo può essere considerato comando o istruzione di sezionamento.
@ Lorenzo Credo che invece sia bene che l’utente normale si renda conto che quando compone un indice stà facendo un sezionamento.
🙄 Sono aperto alla discussione, perché in effetti la questione non è banale; anche se non è assolutamente decisiva. Ma a volte è bello discutere anche su temi del genere 😉
Ciao
Ivan
::
Grazie Claudio per queste delucidazioni. Io sono in generale contrario ad usare pagine web come fonti bibliografiche per le tesi. In parte per il motivo che dici tu, in parte per una questione più sostanziale: spesso quello che si trova in rete non è referenziato. Non che le fonti cartacee lo siano sempre, però una pubblicazione classica ha diverse garanzie che la pagina web “media” non ha. Ci sono però delle eccezioni, che forse rispettano anche il criterio della “reperibilità”. La Stanford Encyclopedia of Phylosophy, per esempio, è una fonte autorevole e, credo, abbastanza stabile nel tempo. Così la Treccani o la Britannica Online. Credo poi che ogni disciplina avrà i suoi siti di riferimento.
Come criterio generale eviterei citazioni di pagine web, se non nel caso in cui l’informazione lì presente non si possa trovare anche in una fonte tradizionale, che è di sicuro più affidabile.Ciao
Ivan
::cfiandra” post=64170Non puoi semplicemente inviare il sorgente? Può inserire le modifiche come commenti direttamente nel .tex
Molto probabilmente se il prof. chiede Vord perché deve modificare direttamente il file non ha la minima idea di cosa sia un sorgente .tex. Se conoscesse TeX saprebbe che la procedura di revisione delle bozze si fa sulla carta. Così fanno anche molte case editrici.
Ciao
Ivan
::LuglioM26″ post=64172Ciao a tutti.
Questa è la soluzione che sono riuscito a trovare:
\paragraph{[1]} \parbox[t]{0.94\columnwidth}{testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo}
La misura 0.94\columnwidth è quella che più si avvicina ai margini ma vi chiedo se c’è qualche opzione che permetta di impostare la misura corretta in modo automatico evitando di andare per tentativi.
Come sempre sono ben accetti commenti, suggerimenti e modifiche del codice.
Grazie
Stefano
`\documentclass{article}
\usepackage{enumitem}
\setenumerate{align=left,label=[\arabic*]}\begin{document}
testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo
\begin{enumerate}
\item testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo
\end{enumerate}
testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo\end{document}`
Ciao
Ivan
::r.falcone” post=64158Ciao Lorenzo, grazie per la tua risposta.
Capisco; per caso avresti qualche suggerimento che potrei adottare utilizzando biblatex per avvicinarmi al risultato? O qualche idea sul perchè l’intestazione in alto a destra rimanga uguale all’ultimo capitolo inserito prima?
Grazie in anticipo.
Sul primo punto. La prossima versione degli stili philosophy avrà l’opzione restoreclassic che permetterà di comporre localmente la bibliografia con lo stile philosophy-classic, anche se lo stile generale del documento è philosophy-modern. Per il momento se si vuole ottenere quel risultato si devono modificare una decina di macro interne di biblatex. Va detto però che lo stile modern non è adatto a comporre sitografie e sarebbe meglio che in un volume ci fosse un unico stile bibliografico. Quindi quando sarà, quell’opzione andrà usata con le pinze.
Sul secondo punto ti saprà rispondere Lorenzo.
Ciao
Ivan
::aleangel14″ post=64168Salve a tutti, sto scrivendo la mia tesi in latex. Ho la necessità di far leggere il mio lavoro al prof. Quest’ultimo ha bisogno di poter modificare il testo, quindi il solo file pdf non è sufficiente. Qualcuno sa darmi qualche consiglio? Ho provato a modificare direttamente il pdf da me generato ma tutta la formattazione è andata persa. Figure e tabelle sono tutte mischiate.
Grazie in anticipo a chi vorra darmi una mano.Nico
C’è il programma latex2rtf che funziona abbastanza bene. Prima cerca però di spiegare al professore, misurando le parole e aggiungendo ogni tanto qualche titolo onorifico (chiarissimo, egregio, pregiatissimo) che quella pratica è discutibile. Di chi è la tesi? Tua o sua? Mettere le mani sul file fa venir voglia di fare cose che non si dovrebbero fare.
Esempio recentissimo. Oggi ho impiegato tre ore a leggere la tesi di un mio studente e altre due tra viaggio per riceverlo e spiegare le correzioni. Se avessi messo mano io sul file avrei sistemato tutto in un’oretta al massimo. Non l’ho fatto perché la tesi è sua. Si corregge sul cartaceo, in ogni caso, anche se la tesi è scritta in Vord.
Per inciso, quando mi ha chiesto se volevo fare da relatore per la sua tesi ho risposto: sì, purché sia scritta in LaTeX 😀Ciao
Ivan
20 Ottobre 2011 alle 15:03 in risposta a: [RISOLTO] pacchetto frontespizio[suftesi]: personalizzazioni #65069::r.falcone” post=64129Buonasera, Enrico.
Tra l’altro dovrei dire prof. Gregorio, dato che ho appena capito che è lei il creatore di questo pacchetto, se non sbaglio. 🙂Il font delle parole chiave non si può cambiare: del resto il progetto del frontespizio di suftesi è basato proprio sull’alternanza fra caratteri con e senza grazie.
Questo è un problema per me, sarebbe un po’ in contraddizione con tutto il resto del lavoro:sad:
Non c’è soluzione nemmeno agendo sul pacchetto stesso e poi reinstallandolo? (Spero di non aver detto una corbelleria).Se proprio vuoi richiamare il maiuscolo o il maiuscoletto usato di seguito puoi usarlo per il titolo della tesi (in maiuscolo, spaziato!). Eventualmente anche per i nomi di facoltà o dipartimento
Ciao
Ivan
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