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  • in risposta a: TeXlive 2018 #113042
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    Roberto, non volevo offenderti. Scusami. Nn mi riferivo a te e al tuo lavoro. Ci mancherebbe che tu ti debba occupare di creare un installatore. Il fatto proprio che tu te ne sia occupato è segno che chi dovrebbe farlo se ne disinteressa. Quindi, se vuoi, mi riferivo piuttosto al team texlive, la cui totale indifferenza rispetto all’utente “normale” credo non vorrai negare. Miktex in questo è anni luce più avanti. Io non saprei da che parte iniziare. Se è difficile per te creare un installatore, non ci provo nemmeno. Però dovremmo concordare su alcuni dati di fatto. Per esempio che l’utente normale è abituato a scaricare un file e installarlo con un doppio click. Che per scaricare un programma ci mette una decina di minuti, massimo venti. Che per scaricarlo clicca su un bel pulsante verde, o di altro colore, e non deve cercarsi mirror o torrent. Chiaramente il concetto di normale è, come si dice, fuzzy… 😉 ma dentro questo concetto sfumato ci stanno il 99% dei miei colleghi. E credo che questo valga anche per i colleghi di quel 99%.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: TeXlive 2018 #113040
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    illinguista1972″ post=113394
    Anche tre ore sono fuori discussione: troppo tempo

    Per uno che deve fare una tesi e basta, e si tratta di una buona percentuale di utenti, e soprattutto di utenti potenziali (gli umanisti), anche un’ora è fuori discussione, anche mezz’ora. Un’installazione latex di base non dovrebbe durare di più di una installazione di libreoffice, che poi è il concorrente principale. È lì che si deve puntare. Un file da scaricare, che dia una base di partenza per scrivere una tesi, a cui poi aggiungere eventualmente pacchetti specifici. Come con libreoffice uno scarica il file di base e poi ci aggiunge le estensioni, che sono parecchie, non come i pacchetti latx, ma comunque moltissime e anche interessanti. Nessuno del team di libreoffice, sono pronto a scommettere, ha mai pensato di fare una iso di libreoffice con dentro tutte le estensioni, tutti i plugin, semplicemente perché è un modo di pensare che allontana piuttosto che avvicinare.

    Una versione di partenza di latex si dovrebbe scaricare in dieci minuti. Al massimo in mezz’ora uno dovrebbe avere il sistema pronto. E mezz’ora è già un eternità, secondo me. Dovrebbe esserci un file .exe per windows su cui fare doppio click e basta. Non l’installatore da rete! Meno che mai il file iso che contiene il bat e via di seguito. Per mac c’è già il dmg. Ma manca una versine di texlive o mactex veramente basic e aumentabile, intendo: che sia tale da poter installare singoli pacchetti, non collezioni. Non rimane che sperare in miktex, che mi sembravi sulla buona strada, ma anche in quel caso c’è l’installatore da rete per la versione basic. Non va bene.

    Ma ormai queste cose le ho dette decine di volte e non mi pare di aver avuto tanto seguito dal che concludo che il problema, che ho sollevato, e che non è solo mio, in ogni caso è un problema di una classe di utenti potenziali che non si vuole diventino utenti effettivi. Niente di male, basterebbe dirlo: umanisti e utenti “normali”, lasciat perdere, non fa per voi. Vi perdete il miglio sistema di composizione esistente per la scrittura accademica, però….

    Quello che poi diceva l’altro utente su questo filone e cioè il fatto che la pagina di texlive è palesemente nerd, a prescindere dal fatto che osa avere dei vantaggi, ha una conseguenza certa: tutti i miei colleghi, arrivati lì, non ci scaricherebbero alcunché. Serve un bel pulsante con scritto download in verde. E quel pulsante deve scaricare un file su cui fare doppio click e installare. Punto. Poi si può discutere di pro e contro, va bene. Ma se ragioniamo in termini sociologici e statistici il messaggio è uno: latex è in stagnazione, da sempre. Per non dire che sia in caduta. E questo, a mio avviso, anche perché la base si concetra più su questioni di dettaglio che su questioni fondamentali.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: TeXlive 2018 #113025
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    Hai provato dal torrent?

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: File LaTex illeggibile #112977
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    Tipico problema di “traduzione”, direi. Succede quando un documento composto con la codifica A viene aperto con un editor nella codifica B. A seconda delle codifiche A e B ci possono essere più o meno differenze tra i due documenti. Non ti rimane che usare un convertitore per riportare il file alla codifica originaria. Altrimenti non saprei proprio cosa ipotizzare. Il file si può corrompere in decine di modi.

    Ciao
    Ivan

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    La sintassi per il campo date è questa:
    `1739/1740`

    Ciao
    Ivan

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    gregorius” post=113291Grazie mille, Ivan! Ora funzione perfettamente.
    Stavo notando che quell’ “edd.” per indicare più editori è orrendo. Mi Sto arrivando! che ripristinerò “eds.”.
    Ancora grazie e buona domenica,
    gregorius

    Se si tratta di un testo in inglese è consuetudine abbreviare “editors” con “eds.”. In un testo italiano “eds” è secondo me sbagliato, perché la s sta per il plurale dell’inglese.
    è sbagliato anche “edd.” per “curatori”, perché il raddoppiamento consonantico è una follia (che ha senso solo in alcuni casi specifici d’ambito giuridico) accettata semplicemente perché nessuno se ne è mai chiesto il senso. (Questo vale anche per “pp.”, “figg.” “tabb.”, eccetera.) Tra l’altro nessuna norma iso/uni accenna alla necessità di raddoppiare la consonante finale per il plurale. Quindi si può scrivere tranquillamente:
    `Rossi, Mario e Guido Bianchi (ed.)`
    Con “a cura di” il problema non si pone:
    `Rossi, Mario e Guido Bianchi (a cura di)`
    Anche se non mi stupirei se qualche pedante proponesse qualcosa come:
    `Rossi, Mario e Guido Bianchi (a cura dii)`
    con la scusa che bisogna essere sempre precisissimi!

    Ciao
    Ivan

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    Elimina la riga seguente:
    inherit= {Italian}

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Ibidem philosophy-verbose #112944
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    Di seguito un vero esempio minimo compilabile. Potrebbe essere reso ancora più minimo, ma diciamo che così è sufficiente. Per il futuro usalo come esempio.
    Non devi usare il punto alla fine del campo “title”. La punteggiatura tra le varie unità bibliografiche è gestita automaticamente dallo stile. Per esempio, con philosophy, dopo ogni unità c’è una virgola. Se uno vuole il punto fermo deve ridefinire \newunitpunct.

    Nel codice seguente trovi la spiegazione dell’arcano. Che arcano non è perché lo stile funziona così. A parte gli scherzi, prova e poi facci sapere se c’è ancora qualcosa che non va.
    `% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
    % !TEX TS-program = pdflatex
    % !TEX root = Maint.tex
    % !BIB TS-program = biber

    % classe del documento
    \documentclass{suftesi}

    \usepackage{filecontents}
    \begin{filecontents*}{biblio.bib}
    @book{Eco:opera,
    Author = {Umberto Eco},
    Title = {Opera aperta},
    Subtitle = {Forma e indeterminazione nelle poetiche contemporanee},
    Location = {Milano},
    Publisher = {Bompiani},
    Year = {1977},
    Keywords = {Riferimento}}

    @book{Cosenza:semiotica,
    Author = {Giovanna Cosenza},
    Title = {Semiotica dei nuovi media},
    Location = {Roma-Bari},
    Publisher = {Laterza},
    edition = {2},
    Year = {2008},
    Keywords = {Riferimento}}

    \end{filecontents*}
    % codifica input/output
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}

    % bibliografia
    \usepackage[babel,italian=guillemets]{csquotes}
    \usepackage[
    style=philosophy-verbose,
    singletitle=true]{biblatex}

    \addbibresource{biblio.bib}

    \begin{document}

    Inseriamo un testo minimo citando la prima volta un saggio\footcite{Eco:opera}, la seconda una pagina specifica dello stesso\footcite[120]{Eco:opera} e nuovamente la pagina\footcite[150]{Eco:opera}, non compila \textit{ibidem} ma nuovamente \textit{Ivi}. E infatti così deve essere. \textit{Ibidem} significa stesso luogo e stessa pagina. Vediamo come funziona, ma prima citiamo un'altra fonte.\footcite{Cosenza:semiotica} Ora citiamo un'opera indicando la pagina \footcite[120]{Eco:opera} e quindi citiamo lo stesso luogo.\footcite[120]{Eco:opera}

    Ho tra l'altro notato\footcite{Cosenza:semiotica} che spesso salta l'\textit{op.cit}\footcite{Eco:opera} facendo comparire dopo il titolo dell'opera solo \textit{cit.}.
    Ma questo come si nota citando l'uno\footcite[120]{Cosenza:semiotica} e l'altro\footcite{Eco:opera} non avviene sempre. Avevo ipotizzato un problema con il campo subtitle nel file di bibliografia, ma non cambia nulla.

    \printbibliography

    \end{document}
    `

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Ibidem philosophy-verbose #112940
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    Potresti fornire un esempio minimo compilabile? Completo di ambiente filecontents con all’interno le necessarie voci bibliografiche

    Ciao
    Ivan

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    A questo punto servirebbe un esempio minimo compilabile. Quella parentesi mi suggerisce che ci sia un errore di sintassi da qualche parte. Il comando \etb… è, credo, di etoolbox, che biblatex carica. Potrebbe esser un indizio.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Problema dowload TeX Live, protesta, proposta #112918
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    Non conoscenvo la procedura
    perl install-tl
    per installare TeX Live sotto Linux. Finora ho sempre seguito la guida di Enrico Gregorio. Buono a sapersi.
    Non ho mai considerato i torrent perché voglio sempre sapere da dove scarico qualcosa.

    Direi che il filone si può chiudere, perché è una discussione che potrebbe andare avanti all’infinito, tra chi ritiene che il problema ci sia e chi no.

    Morale della favola: TeX Live si installa senza problemi 🙂

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Che programma usare per creare semplici schemi #112928
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    xyzandrea” post=113239Buonasera,
    sto scrivendo la tesi di laurea in latex, e dopo tanto leggere questo forum e ringraziarvi di avermi aperto un mondo vorrei porvi una questione. Ho sempre adottato l’approccio prima studio la soluzione giusta e poi faccio senza andare a casaccio. Vi chiedo quale è secondo voi la soluzione più veloce ed elegante per creare degli schemi del tipo box+scritta interna (come in allegato). Ho pensato di farli in excel e poi convertirli, e sto usando anche dia, altri consigli? Grazie.

    Se vuoi usare tikz puoi iniziare da qui;
    http://www.texample.net/tikz/examples/tag/flowcharts/

    Usando DIA, che non conoscevo, devi stare attento a rendere i diagrammi consistenti con il resto del testo. Se il contenuto è smplice ti basterà scegliere il font del documento. Se ci sono formule la cosa si complica. Puoi esportare il codice DIA e poi inserirlo come codice tikz. In questo modo avrai codice latex puro e non immagini. Verosimilmente il codice così esortato sarà molto sporco.
    Vedi questo
    http://lightonphiri.org/blog/latex-consistent-diagrams-using-dia

    La stessa cosa si può fare con Inkscape, il quale però ha una comoda interfaccia latex, grazie alla quale puoi inserire codice latex direttamente dentro inkscape.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Problema dowload TeX Live, protesta, proposta #112913
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    Su questo siamo agli antipodi. Secondo me non servono nuovi pacchetti. Bisognerebbe far funzionare meglio quello che già c’è.
    Mi par di capire che il problema è solo mio…e di quelle centinaia, probabilmente migliaia, di utenti, che decidono di desistere ancor prima di fare il download. Bisogna mettersi in testa che questo è quello che accade nei corsi d’ambito umanistico.
    Ripeto, se il concetto è: l”atex è un affare da smanettoni informatici”, allora getto la spugna. Ma la comunità LaTeX, concetto alquanto sfumato, dovrebbe essere più chiara e dirlo senza tanti giri di parole. Io ho cercato da più di dieci anni di far finta che questo non fosse un problema, dicendo ai miei studenti che “è semplice”. Ma non è mai stato così. Troppe come farraginose a valle: i pacchetti sono tanti, pure toppi, e funzionano bene. Ciò che manca è a livello gestione programma.

    Ripeto2, non è un mio problema. Penso al futuro di latex, che non ci sarà se si va avanti così. Ovvero, non cambierà nulla, cioè sarà usato sempre più soltanto dai logici e dai matematici.

    Per quanto riguarda la possibilità di selezionare i pacchetti in fase di installazione, da quello che ricordo texlive permette di scegliere delle configurazioni. E semmai si può agire sulle “collezioni”. Cioè non c’è un controllo fine sui pacchetti. Non mi pare per esempio che ci sia un’opzione per scegliere un’installazione full, ma senza documentazione. Sarebbe utile, credo. Se è vero che io pacchetto per scrivere in mongolo potrebbe essere utile a chiunque, è altrettanto vero che ciò sarebbe alquanto raro. Ma i pacchetti pesano poco, le documentazioni tanto. Quindi se ne potrebbe fare a meno. Però, ripeto3, se il concètto è: le cose stanno così, prendere o lasciare, non dico più niente.

    Tempo fa Lorenzo ha esposto le mie stesse perplessità in merito alle problematiche che riguardano la gestione del programma. Al giorno d’oggi, diceva, si dovrebbe poter scaricare un file, farci doppio clic sopra, e via. Ma se devo scaricare 4 giga di roba perlopiu inutile può essere che tutto si fermi ancor prima di fare il fatidico doppio clic. Che tra parentesi è possibile solo con mactex. miKTex è più semplice in questo.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Problema dowload TeX Live, protesta, proposta #112911
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    Ciao Claudio. Io avevo un Mac…ora è sulla scrivania letteralemente in pezzi (nel senso che l’ho smontato completamente). Ora uso Linux.

    Buono a sapersi che MiKTeX è diventato multipiattaforma. Ecco le dimensioni della versione Basic (Dovrebbero essere tutti versione basic, cioè non net installer):
    Mac: 47.88 MB
    Windows: 206.91 MB
    Linux: 25.94 MB

    Se così fosse sarebbe la soluzione di tutti i problemi e bisognerebbe cominciare a consigliare MiKTeX anziché TeX Live.
    Io ho sempre spinto su TeX Live per il solo motivo che è (era) multipiattaforma. Ora il motivo decade. Rimane sicuramente da consigliare MacTeX su Mac. Questo è fuori discussione.
    Notare poi che su Linux installare TeX Live (quella “vera”, non quella del package manager) non è così immediato. Mentre a quanto sembra, MiKTeX è assai più comodo: bastano tre righe da terminale. Certo, MiKTeX non è sempre aggiornatissimo (almeno un tempo era così), ma probabilmente non è un problema serio.

    Lo scenario futuro è quindi questo? MacTeX su Mac, MiKTeX su Linux e Windows? Per quale motivo consigliare ancora TeX Live quando l’utente medio, che deve comporre un tesi, avrà bisogno di pochi pacchetti che si installerà alla bisogna? E poi, diciamolo, chi lavora in università ha sempre la rete disponibile. Gli studenti idem. I professionisti anche. Quanti saranno gli utenti che installano TeX Live e poi non hanno accesso alla rete?

    Gli sviluppatori potranno anche beneficiare della versione full, ma fino a un certo punto. Per esempio io ho bisogno di una versione aggiornata per tenere aggiornati i miei pacchetti. Non ho bisogno di nient’altro, nemmeno delle documentazioni.

    Per quanto riguarda il DVD tieni anche conto che molti portatili d’oggi non hanno il lettore. Il mio, per esempio, non ce l’ha (ma potrei usare quello interno del mac che ora giace sulla scrinania, se solo potessi collegare quei fili da qualche parte 🙂 ).

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Problema dowload TeX Live, protesta, proposta #112909
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    robitex” post=113231Ciao Ivan.
    Tutte le cose sono migliorabili. Comunque per gli utenti esperti come te non è difficile operare un’installazione custom con un peso in dowload ridotto.
    Ci vuole un po’ di pazienza per trovare un mirror affidabile e il fatto che lo sia o meno non dipende dal team di TeX Live.
    Alla prossima.
    R.

    Sì, ma se il programma avesse dimensioni più degne del XXI secolo non ci sarebbe il problema del mirror. E quello dipende anche dal team di TeX Live.
    Ovviamente la mia protesta riguarda me solo fino a un certo punto. è vero che posso fare un’installazione custom, ma solo (forse, perché non ho mai provato) con il procedimento di installazione direttamente da internet. Non esiste una iso minimal. è questo il problema.

    Ciao
    Ivan

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