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OldClaudio” post=63830Capisco il problema e continuo a suggerire di usare il typewriter CM oppure il typewriter LM, sono entrambi più neri del testo di nerezza media dei loro compagni della stessa collezione, nello stesso non sono neri quanto il neretto.
No, cambiare font typewriter non risolve il problema.
Pensa a una descrizione (fittizia) come questa.
a4paper Questa opzione imposta la stampa per il formato A4. Si può usare anche l’opzione a5paper, ma l’opzione a4paper è la più diffusa.
La voce “a4paper” è scritta due volte: la prima è l’etichetta della descrizione, e va evidenziata dal resto (qui ho usato il neretto); la seconda volta sta nel flusso del discorso, non va evidenziata.
Ciao,
L.
::OldClaudio” post=63488Ho sott’occhio aperti entrambi alla pagina 27 la versione di settembre e la versione di ottobre dell’arte, dove le opzioni sono in BeraMono nel secondo e (credo) in Iwona bold il primo. Non c’è dubbio che sia meglio ora. Se proprio voleste mantenere un poco di continuità cromatica con il passato potreste stampare le voci dell’ambiente description ugualmente in colore marrone.
Secondo me sarebbe usabile anche il font Monaco, come disegno delle lettere, ma sarebbe necessario ricorrere a XeLaTeX per usarlo, visto che esiste solo OpenType. Probabilmente esiste un metodo per usare un sotto-insieme di un OpenType con pdfLaTeX. ma onestamente non me la sento di rimettermi a studiare al gestione dei font, quando c’è XeLaTeX che risolve tutti i problemi.Invece, se volete qualcosa di più nero, ma non troppo, ma solo nelle voci delle descrizioni, magari alleggerito usando il colore marrone, potete usare il font typewriter codificato T1; l’avete usato alla grande dal corpo 10 al corpo 24,88 quindi non avete nemmeno bisogno di introdurre un font nuovo — ripeto: sempre e solo per le descrizioni di oggetti che fan parte della sintassi di LaTeX come, per esempio, le opzioni.
Innanzitutto chiedo scusa per il ritardo con cui riprendo questa discussione.
Un problemino nell’Arte di adesso è che le etichette di molte description (per esempio, quelle di pag. 27 cui fa riferimento Claudio) sono in semplice typewriter. Vorremmo evidenziarle col neretto: il problema è che il neretto del Bera Mono (il font typewriter dell’Arte) è “troppo nero” per i nostri gusti. Usare il marroncino non è una soluzione: primo perché di regola lo usiamo per i link, secondo perché chi stampa l’Arte con una stampante in b/n vedrebbe le etichette in grigio (“smorzate”, dunque, anziché evidenziate).
Enrico ci ha detto che il Bera Mono non ha un neretto di medio spessore. Quindi le “soluzioni” mi pare che siano queste:
1. cambiare font typewriter, scegliendone uno con un neretto più sobrio;
2. farci piacere il neretto del Bera Mono;
3. lasciare le cose come stanno.Grazie, comunque. 🙁
L.
10 Ottobre 2011 alle 13:25 in risposta a: Definire la grandezza di una colonna in una tabella #64358::Damon Salvatore” post=63398devo inserire al posto di “guadagno del segnale” una frase molto lunga. se la scrivo, però, continua orizzontalmente e si deforma tutto.
io mi chiedo: è possibile settare la larghezza delle colonne, manualmente o cmq con qualche comando (così restano nella pagina senza uscire fuori i margini del testo) ed è possibile che le 2 colonne (a me ne servono 2 in questo caso) abbiamo la stessa dimensione??Problema classico. Nell’Arte di scrivere con LaTeX (sul mio sito) trovi riassunte le soluzioni.
Ciao,
L.
::m45dj” post=63695Salve gente, vorrei sapere se è possibile rendere una qualsiasi parola un link ad una sezione del testo, un po’ come si trova su internet (es: Per scaricare l’orario clicca qui) , e se si come.
grazie in anticipoPacchetto hyperref e sua documentazione. I comandi, se non ricordo male, sono \hypertarget e \hyperlink.
Ciao,
L.
::Liverpool” post=63422Mi chiedo perché tutti i possessori di Mac sentano la necessità di rivelare che hanno fatto qualcosa con il loro computer (vedi colophon). Sinceramente non credo che sia un dato essenziale – il libro si sarebbe potuto scrivere anche senza – e allo stesso tempo, quando non ne capisco il motivo, lo ritengo poco elegante.
Perdonatemi ma è solo la mia opinione.Forse (ma manca la controprova) la guida si sarebbe potuta scrivere anche senza usare il Mac: fatto sta che è stata scritta con un Mac. Usare Mac dà soddisfazione: ho (abbiamo!) passato molte ore davanti all’Arte, e senza soddisfazione si lavora male… L’Arte è quella che è grazie a molti contributi (più o meno diretti): il GuIT, Bringhurst, Miede, Escher… Fra questi contributi c’è anche il Mac.
Liverpool” post=63422E già che ci sono, mi voglio fare lapidare con un’altra opinione che provocherà mancamenti in molti di voi. Trovo veramente poco pratico, per non dire brutto, l’indice con i numeri di pagina non allineati al margine: mi dà l’idea di numeri buttati a casaccio sulla pagina. Tra l’altro non riesco a colpo d’occhio a vedere quanto è lungo un paragrafo, un capitolo o quanto distano due paragrafi, cosa che nell’altro caso è molto più semplice. Io penso che se la stragrande maggioranza dei libri ha l’indice con i numeri di pagina allineati, un motivo ci dovrà pure essere.
Sul “brutto” non discuto, sono giudizi soggettivi: posso trovare brutta anche Elisabetta Canalis, e voglio vedere chi può provarmi che è vero il contrario. Sul fatto che la numerazione sarebbe “poco pratica”, leggi il mio articolo su ClassicThesis che spiega le motivazioni di quella scelta tipografica.
Quanto al “se la maggioranza fa così, un motivo dovrà pur esserci”, è un argomento non decisivo. Per esempio, per secoli la (stragrande) maggioranza ha creduto che il Sole girasse attorno alla Terra… 😉
Liverpool” post=63422Detto questo, mi immergerò nella lettura dei contenuti…
Buona lettura.
26 Settembre 2011 alle 12:50 in risposta a: [risolto] Sistema di eq. numerato come le equazioni semplici #64190 -
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