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Abbiamo convenuto che gli euler sono molto belli, ma che non presentano sufficiente differenza fra le lettere latine tonde e corsive e non sono inclinati, percui non permettono di soddisfare i requisiti delle Norme ISO a cui sono tenuti i fisici e gli ingegneri (tu compreso), ma non i matematici.
Ottimo riassunto, Claudio! 🙂
Parlo non certo da esperto nel campo, ma mi pare una cosa assurda disegnare un set di caratteri matematici in cui due caratteri sono così poco distinguibili… È un vero dispiacere dover rinunciare ai caratteri Euler.
Vero, con gli Euler i due simboli si distinguono poco, e questo è indubbiamente un difetto: andrebbe fatto notare agli autori (Knuth e Zapf in persona: quandoque bonus dormitat Homerus…). Forse una parziale scusante è che i due simboli sono oggettivamente simili: certo però è che con gli Euler sono troppo simili… In ogni caso, per me questo difetto non è una ragione valida per abbandonarli del tutto! 😉
Ciao,
L.
::GKT: ho usato SIunits con le opzioni italian, squaren, per la formattazione dei numeri il pacchetto numprint. Che differenze ci sono con siunitx?
siuntix è l’evoluzione di SIunits, ha anche una sintassi più semplice. Riguardo all’altra domanda, non so aiutarti: aspettiamo gli esperti.
Ciao,
L.
::Purtroppo, ho scoperto il Classic Thesis e me ne sono innamorato.
Benvenuto sul forum, e complimenti per la tua prima domanda! 🙂
Più che avventurarmi nella modifica di ClassicThesis (sentiero non facile, con risultati non garantiti), se fossi in te userei semplicemente un elenco puntato o una tabella al posto della description.
Riguardo al frontespizio, ti consiglio l’omonimo pacchetto: se ben ricordo, prevede opzioni per renderlo compatibile con ClassicThesis. In alternativa, al limite, titlepage: puoi modificare quello del modello di Miede.
Ciao,
L.
::Infatti, almeno per quanto riguarda il mio caso, solo portando il file fuori dalla cartella di lavoro sono riuscito a far funzionare makeindex. Non so se dipende dal nome file.
Continuo a non capire. Hai un file .tex, diciamo pippo.tex, contenuto in una cartella, diciamo pluto; pluto è la cartella di lavoro. Vai in pluto e scrivi makeindex pippo.
Non è che il nome del tuo file .tex contiene spazi?
Ciao,
L.
::Il problema è questo, seguendo l’Arte, compilo il mio documento, si genera il file .idx. A questo punto – e suggerisco a Lorenzo, se possibile, di migliorare questa parte della guida che mi pare poco chiara – prendo il mio file .idx e lo eseguo con makeindex.exe.
Cito dall’Arte.
Per generare l’indice analitico, questa è la sequenza di compilazione da seguire:
1. si compila con LaTeX una prima volta;
2. si compila con il programma MakeIndex cliccando l’apposito pulsante dell’editor o, dalla riga di comando, portandosi nella cartella di lavoro ed eseguendo makeindex, senza l’estensione .tex;
3. si compila altre due volte con LaTeX.A me sembra chiaro: per compilare con Makeindex si clicca l’apposito pulsante dell’editor (scelta consigliata); oppure, se preferisci la riga di comando, devi portarti nella cartella di lavoro (si assume che tu sappia come farlo, se usi la CLI) e dai il comando indicato.
Prova a dirmi che cosa non ti è chiaro.
Ciao,
L.
::Un’ultima informazione, sbaglio o gli euler occupano più spazio del font che viene usato da classicthesis senza abilitare gli euler (i Latin Modern, giusto?)? Se non sbaglio allora non mi toccherà nemmeno sistemare i troncamenti di linea, a meno di raffinati aggiustamenti estetici.
Se ben ricordo, in mancanza di impostazioni specifiche ClassicThesis usa i Palatino per la matematica. Riguardo agli aggioustamenti, le differenze di corpo tra Euler e Palatino sono piccole: se hai scritto bene il tuo dcoumento (per esempio: una formula va in linea solo se piccolissima), glin aggiustamenti da fare in sede di revisione sono minimi o più probabilmente nulli.
Ciao,
L.
::La versione 5.00 della guida di Oetiker contiene anche qualche accenno a XeLaTeX e ai pacchetti da usare per questo motore di composizione.
So bene che Lorenzo è asssssssssssssai reticente 😀 ma credo che a fine anno 😯
dovremo nos quoque parlarne.A fine anno? Non è un po’ tardi? 😉
A presto,
L.
::Quindi la domanda è: Perché sponsorizzare (con un link anche nel forum) la “mica tanto breve” se abbiamo di più, (e di meglio)? Soprattutto dato che la “mica tanto breve” italiana è datata 2000…
Eh eh, questa è una domanda che dovresti porgere allo staff del Gruppo. 😉 Personalmente, toglierei (quantomeno) l’indicazione all’edizione italiana della Not So Short: è obsoleta, e contiene un numero considerevole di orrori.
Ciao,
L.
::E forse è così. (Devo ammettere di aver letto la not so short solo una volta da novizio assoluto, mentre l’arte la utilizzo tuttora come testo di riferimento, quindi non ho precisamente idea se l’arte può, oltre che integrare, sostituire completamente l’altra guida)
Le due guide sono sostanzialmente equivalenti: sono guide introduttive a LaTeX, e trattano gli aspetti di base della materia.
Rispetto all’Arte, la Not So Short ha, in più, indicazioni su come scrivere in tedesco, coreano e cirillico (argomenti che non mi pare interessino molto un utente italiano “medio”) e ha un capitolo sul “disegno programmato”: anche qui, non mi pare roba particolarmente utile, tanto più che l’utente desideroso di avventurarsi nell’arduo percorso del “disegno programmato con LaTeX” difficilmente potrà fare a meno della documentazione di pacchetti specializzati come pgfplot.
Rispetto alla Not So Short, l’Arte ha in più un paragrafo sulle tabelle particolarmente ricco, l’appendice sulle norme tipografiche italiane e la galleria degli orrori: inoltre, va da sé, è specificamente pensata per utenti italiani.
In conclusione: le due guide sono sostanzialmente alternative, per un lettore italiano.
Ciao,
L.
::A me su Miktex funziona alla grande (comando dato appena dopo aver caricato e settato hyperref, altrimenti non funziona neppure me, ma non chiedermi perchè).
Anche caricando bookmark alla fine del premabolo, non vedo cambiamenti. Non so se dipenda da ClassicThesis, da ArsClassica o da qualcuno dei molti altri pacchetti che l’Arte carica. 🙁
Ciao,
L.
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Ho provato ad aggiungere
`\usepackage[open,openlevel=1,numbered]{bookmark}`
ma (sul mio Mac con Anteprima) non cambia niente.In ogni caso, trovo che i bookmark siano bene evidenziati, con la freccia accanto ai capitoli (e i rientri nei sottoparagrafi).
Tuttavia, per fare un confronto dovrei vedere entrambe le versioni, e -come diveco- il codice che hai inviato non mi funziona.
Ciao,
L.
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