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16 Marzo 2010 alle 7:12 in risposta a: Comportamento anomalo del comando \par e rientro citazione #43003::
Ma rimane il fatto che si tratta di “consuetudini che per altro mancano di una ragione logica”.
Non sono d’accordo!
1. Non si rientra il primo capoverso per evidenziarlo, certo: lo si fa per mantenere omogeneità (coerenza!) con tutti gli altri capoversi. Questa dell’omogeneità è una “ragione” che si può condividere o meno, ma una sua “logica” ce l’ha eccome!
2. Mi pare che la tua accezione di “ragionevole” e “logico” sia un poco restrittiva. Per esempio, l’italiano deriva dal latino. In latino, “acqua” si scriveva “aqua”; nell’italiano seicentesco, si scriveva anche “aqqua” (Galileo fa così nei suoi manoscritti). Ora, non credo che esistano ragioni davvero cogenti e “logiche” per scrivere “acqua” invece che “aqua” o “aqqua”. Eppure, ciò posto, tu diresti che un italiano che oggi scrive (correttamente) “acqua” sta, in fondo, solo seguendo “una consuetudine priva di una ragione logica”? 😉
Ciao,
L.
13 Marzo 2010 alle 18:04 in risposta a: Comportamento anomalo del comando \par e rientro citazione #42999::Se la ragione che determina la scelta di rientrare la prima riga non sussiste, non c’è motivo per rientrarla. Se vogliamo è un “errore” concettuale, in un’ottica pragmatica. Le scelte che spesso si fanno nella tipografia non dipendono solo da consuetudini (concordo con te che la consuetudine italiana è di rientrare la prima riga), ma da una profonda riflessione, e tu ne sai più di me 😉
Stiamo dicendo in pratica le stesse cose. Nei testi italiani la consuetudine è quella, non so dirti da dove nasca. Forse per avere omogeneità con tutti gli altri capoversi (rientrati)?
In ogni caso, le consuetudini il loro peso ce l’hanno eccome. In Italia la guida è a destra, in Inghilterra a sinistra. L’elettrone si assume carico negativamente (sarebbe più logico che fosse carico positivamente, solo che all’inizio si indovinarono male i portatori di carica, e ora è troppo tardi per modificare la consuetudine). I tasti del computer hanno la disposizione caotica che hanno perché inizialmente si volevano rallentare le dattilografe, troppo veloci, che facevano inceppare i martelletti delle macchine per scrivere: anche se oggi non c’è più motivo per quella disposizione, ormai l’uso è quello e cambiare disposizione sarebbe troppo oneroso.
Insomma, se anche quel rientro fosse solo ed esclusivamente una consuetudine, una ragione per mantenerlo (ragione non decisiva, ma pur sempre importante) ci sarebbe comunque.
Ciao,
L.
13 Marzo 2010 alle 13:59 in risposta a: Comportamento anomalo del comando \par e rientro citazione #42997::Bringhurst scrive in inglese e la tradizione anglosassone è che il primo capoverso dopo un titolo non ha bisogno del rientro. Basta che si sia uniformi e una convenzione vale l’altra.
Certo, non per nulla nel mio intervento precedente ho evidenziato “italiani”. Ho aperto altri libri: la maggior parte dei libri italiani in mio possesso rientra anche il primo capoverso. Nell’Arte scrivo che “spesso” si fa così. Potrei anche sostituire “spesso” con “talvolta”, ma in mancanza di input precisi lascio così.
Ciao,
L.
13 Marzo 2010 alle 12:28 in risposta a: Comportamento anomalo del comando \par e rientro citazione #42995::Toglierei il pacchetto indentfirst. Concettualmente è un errore. Il rientro della prima riga serve per far capire che inizia un nuovo capoverso. Dopo un titolo di sezione è evidente che inizia un nuovo capoverso e il rientro non ci va. Cfr. Robert Bringhurst, Gli elementi dello stile tipografico, sez. 2.3.1.
Come dicevo, in materie come questa non parlerei di “errori”. Rientrare il primo capoverso di una sezione non è necessario, certo, però garantisce omogeneità con tutti gli altri capoversi, rientrati. Inoltre, se (e sottolineo “se”) la consuetudine dei documenti italiani è quella, indentfirst permette di uniformarsi a quella consuetudine, e tanto basta.
Ho aperto a caso alcuni libri della mia biblioteca: tutti rientrano il primo capoverso (citazioni comprese).
Che dice Enrico? Nei documenti italiani quanto spesso il primo capoverso viene rientrato? Molto spesso? Spesso? Talvolta? Raramente?
Ciao,
L.
12 Marzo 2010 alle 21:19 in risposta a: Comportamento anomalo del comando \par e rientro citazione #42989::Sto scrivendo la tesi magistrale però mi da uno strano comportamento in uscita con il file pdf. In alcune pagine tra un capoverso e l’altro (utilizzando il comando \par) succede che lascia una riga vuota.
Hai letto “il riempimento della pagina” nell’Arte?
Inoltre volevo chiedere come era possibile evitare che nelle citazioni, usando il comando \begin{citazione} come è impostato nel preambolo seguendo quanto detto in Arte, ci fosse il rientro all’inizio della citazione che, almeno personalmente, trovo che non sia il massimo (almeno in tutti i libri che ho visto in vita mia nessuna citazione è mai stata messa con un rientro).
Posto nelle nelle questioni di stile (e questa lo è) non esistono “giusto” e “sbagliato”, ricordo di aver letto che nei documenti italiani l’uso è rientrare anche il primo capoverso. In ogni caso, se vuoi un ambiente che non rientri il primo capoverso, usa questo:
`\newenvironment{citazione}
{\begin{quotation}\noindent\small\ignorespaces}
{\end{quotation}}`
Ciao,
L.
::Con fourier il font di testo diventa Utopia e i font matematici sono quelli sviluppati da Michel Bovani per essere compatibili con Utopia.
Ottimo.
Il pacchetto fourier (che mi pare tu abbia usato per comporre i tuoi Appunti di programmazione), quale font sans serif e quale font typewriter? I Computer Modern in entrambi i casi, giusto?
Grazie,
Lorenzo
::Ho realizzato una presentazione nella quale la barra di navigazione è riportata sotto forma di lista in alto, sarei invece interessato a fare in modo che sotto ad ogni voce ci sia un cerchietto che identifichi la slide corrente .
Si può fare:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Presentazioni.pdfCerca “miniframes”.
Ciao,
L.
::ho preso in mano il pacchetto beamer da pochi giorni, scelta sbagliata forse se nel giro di una settimana devo produrre una presentazione per la mia tesi.. ;-))
Se conosci già LaTeX, una settimana per imparare beamer basta e avnza. Questa lavoro può aiutarti a produrre presentazioni senza fronzoli, ma funzionali.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Presentazioni.pdfCiao,
L.
::Ciao a tutti.
L’opzione svgnames del pacchetto xcolor definisce il colore MidnightBlue.
http://ctan.org/tex-archive/macros/latex/contrib/xcolor/
Avrei bisogno delle coordinate RGB di quel colore, in modo da poterlo definire anche senza caricare l’opzione svgnames, come faccio per esempio con AliceBlue
`\definecolor{aliceblue}{RGB}{240,248,255}`
Qualcuno mi aiuta?Prepari un semplice file
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[svgnames]{xcolor}
\begin{document}
\colorbox{MidnightBlue}{\rule{0pt}{1cm}\hskip(1cm}}
\end{document}`
che compili e apri con un visualizzatore di PDF qualsiasi. Lanci l’applicazione “Digital Color Meter” (non so se la versione italiana di Mac OS X dà un nome diverso) e usi la finestrella delle misure dei colori per sapere che valori inserire; nel menù a discesa devi scegliere “RGB as actual value, 8-bit”.Nel caso specifico i valori sono 25,25,112
Beh, che dire: perfetto!
Grazie mille,
Lorenzo
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