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Correggimi se sbaglio, ma in questo caso mi pare non si possa procedere nel modo tradizionale (o forse mi sto dimenticando qualcosa). ❓
Accipicchia, mi era proprio sfuggito! 😳 Riporto dalla doc. di multicol:
`Floats and marginpars not allowed inside ‘multicols’ environment!`
This message appears if you try to use the \marginpar command or an unstared version of the figure or table environment. Such floats will disappear!However single column floats are still forbidden and I don’t think I will have time to tackle this problem in the near future. As an advice for all who want to try: wait for TEX 3.0.
Si tratta di una limitazione davvero notevole. Immagino che le difficoltà TeXniche che sono causa di questa limitazione siano grandi… Tuttavia, se le cose stanno così, se dovessi scrivere un articolo su due colonne userei semplicemente l’opzione di classe twocolumn, rinunciando al bilanciamento.
Di sicuro, la classe ArsTeXnica permette di scrivere articoli su due colonne inserendo gli oggetti mobili nel modo consueto. Ma, ora che ci penso, ricordo che le ultime colonne non sono bilanciate.
Ciao,
L.
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Ciao a tutti, di seguito riporto le modifiche relative alla versione di luglio 2009.1. A pagina 17, ho riformulato la voce “Emacs”.
2. A pagina 63, ho ritoccato il paragrafo sulle note a piè di pagina.
3. A pagina 133, nel paragrafo sulla composizione delle formule chimiche, ho menzionato il pacchetto ppchtex accanto a XyMTeX. Quest’ultimo, anche se purtroppo non aggiornato, funziona ancora, mentre ppchtex, aggiornato, non ha una buona documentazione. Li ho menzionati entrambi, lasciando al lettore il compito di scegliere quello più adatto alle proprie esigenze. (Grazie a Francesco Agosti e a Enrico per le segnalazioni.)
4. A pagina 141, ho rivisto il paragrafo su thebibliography.
A presto,
L.
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Ciao a tutti, di seguito riporto i cambiamenti relativi alla versione di luglio 2009.1. A pagina 48, nel paragrafo sulle note a piè di pagina, ho aggiunto la seguente precisazione:
Se si compone il titolo di un documento con \maketitle, le note ai nomi degli autori, al titolo e alla data si impostano con il comando \thanks; vedi il paragrafo 5.8 a pagina 45.
2. A pagina 101 ho riscritto l’inizio del paragrafo su thebibliography:
L’ambiente thebibliography permette di gestire la bibliografia in modo molto semplice. Di seguito è riportato un esempio di bibliografia realizzata con l’ambiente thebibliography.
A pagina 102 ho aggiunto anche la seguente precisazione:
[Se si usa thebibliography,] gli elementi della bibliografia vanno ordinati a mano, poiché thebibliography (contrariamente a BibTeX) non provvede a farlo automaticamente.
Ciao,
L.
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Non capisco questo modo di procedere. In un documento a due colonne, le figure mobili si inseriscono nel solito modo, dentro l’ambiente figure; la didascalia si mette come sempre con \caption. L’unica accortezza è di usare il posizionamento [t], in modo da avere (al più) un’immagine per colonna, in cima (un’altra accortezza è usare \columnwidth, ma quello andrebbe usato sempre). Se si desidera una figura a piena pagina, si usa l’ambiente figure*. Altrimenti si può inserire un’immagine “in testo” (niente didascalia, in questo caso).Con le tabelle è lo stesso.
Sull’Arte queste cose ci sono!
Ciao,
L.
::Per quanto riguarda l’uso dell’articolo di fronte a nomi di aziende o prodotti, penso che affidarsi all’uso personale sia la cosa migliore.
Condivido. Tu come renderesti questo paragrafo:
Questo ambiente di lavoro [l’ “interfaccia d’uso grafica”], introdotto per la prima volta nei laboratori Xerox (progetto Alto), venne sviluppato da Apple, che lo applicò al mondo dei personal computer e lo commercializzò nel 1983 con Lisa e nel 1984 con il Macintosh. In seguito al successo del Macintosh tale sistema è stato adottato anche da Microsoft con Windows.
?
Grazie mille,
L.
::Per questo motivo, quando sarà pronta la prossima versione dei Complementi, perché non metti un link sul tuo sito?
Lo farò al più presto, grazie per la segnalazione.
Su ppchtex non saprei che dire se non che è di Hans Hagen e quindi la documentazione è incomprensibile. 🙁
Mi pare di capire che ppchtex sia per ConTeXt, poi. Questo significa che non è direttamente usabile in un documento LaTeX “standard”? In ogni caso, l’icomprensibilità della documentazione di ppchtex (unito al fatto che XyMTeX è ancora usabile) potrebbero spingermi a lasciare le cose come sono.
Vediamo se ci sono altre osservazioni in proposito.
Grazie mille, per ora.
Ciao,
L.
::
Sconsiglierei sia \raggedbottom sia footmisc.I problemi con le note al piede si risolvono usandone il meno possibile. Le note interrompono il flusso del discorso; una nota lunga, fra l’altro, è faticosa da leggere. In un documento scientifico, le note al piede possono essere sostituitite con incisi (magari fra parentesi, come in questo caso).
Ciao,
L.
::Non ho nessun documento autorevole sottomano ma credo che si possano utilizzare entrambe le forme. Quando si usa la preposizione articolata o un articolo infatti si sottintende un nome comune,
Quindi “dalla FIAT” indica “dalla azineda FIAT”, il “MAC” indica “il computer MAC”, eccetera.
Il consiglio è quello comunque di utilizzare uno stile uniforme, almeno se le frasi sono vicine tra loro.Innanzitutto chiedo scusa per il ritardo con cui risprendo questa dscussione. Penso proprio che Cloud abbia ragione: si può dire in entrambi i modi, a seconda che si intenda che l’azienda o il prodotto siano nomi propri. Quindi si può dire
Fiat fabbrica Punto.
intendendo “Fiat” e “Punto” nomi propri, oppure
La Fiat fabbrica la Punto.
intendendo
La (fabbrica) Fiat fabbrica la (macchina) Punto.
Quale scelta adottare è, verosimilmente, questione di gusti. Anche il consiglio di Cloud di usare uno stile unforme è valido.
Ciò premesso, resta il fatto che non riesco ancora a rendere al meglio questa frase (l’Arte, pagina xvii)
Questo ambiente di lavoro [l’ “interfaccia d’uso grafica”], introdotto per la prima volta nei laboratori Xerox (progetto Alto), venne sviluppato da Apple, che lo applicò al mondo dei personal computer e lo commercializzò nel 1983 con Lisa e nel 1984 con il Macintosh. In seguito al successo del Macintosh tale sistema è stato adottato anche da Microsoft con Windows.
D’istinto, fra “Lisa” e “il Lisa” preferisco la prima espressione (“il Lisa mi pare cacofonico). Quindi, per coerenza, dovrei scrivere “Apple commercializzò Mac” e non “Apple commercializzò il Mac” (anche se per la verità la prima espressione mi pare un poco monca). Fra l’altro ricordo di aver letto spesso, nel sito di Apple, l’espressione “the Mac”.
Aspetto suggerimenti, dai linguisti e dai Mac lovers del forum!
Ciao,
L.
::Si nota infatti che, al giungere di un’equazione particolarmente lunga, il testo distribuito su due colonne si interrompe e prosegue con un layout a colonna singola per poi distribuirsi nuovamente su due colonne.
Non so rispondere alla tua domanda (a parte il rimando a multicol, che già conosci). Solo, un parere (non richiesto): non mi pare una grande idea, ho guardato quella pagina e ho fatto fatica a capire dove guardare. IMHO una composizione a una colonna è alternativa a una a due colonne: metterle insieme produce un risultato un po’ troppo caotico.
Ciao,
L.
::Recentemente un tale ha depositato la “dimostrazione” che esiste una sola cardinalità infinita. 😯 Per chi vuole ridere un po’, l’errore è evidentemente nella dimostrazione della proposizione 2.1 (cioè la prima); nell’abstract l’autore ricorda che Cantor ha dimostrato l’esistenza di cardinalità infinite diverse, ma con sprezzo del ridicolo va avanti lo stesso. 🙁
Particolarmente esilarante è la parte conclusiva:
In this article, I prove that the cardinality of infinite sets is always ℵ. There is a unique dimension for infinity. I also prove that infinity is always countable. The consequence of this result is that the continuum is a countable set. This result has several consequences in Mathematics, Probability and Statistics. It modifies not only our vision of the world, but also that of modeling in Physics, Economics, Biology and Computer Science, among other fields. Moreover, it opens the door to new concepts in Philosophy.
Interessante, ma (modestamente) questo non è nulla, rispetto alle mie ricerche. Infatti, penso di aver trovato una procedura per:
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dimostrare che il lato e la diagonale di un quadrato sono commensurabili;
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realizzare la quadratura di un cerchio, con riga e compasso;
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realizzare la duplicazione di un cubo, con riga e compasso;
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dimostrare il quinto postulato della geometria euclidea, partendo dagli altri quattro;
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determinare una formula risolutiva per le equazioni algebriche di grado qualsiasi;
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dimostrare l’ipotesi del continuo, nella teoria ZFC;
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decidere il problema dell’arresto per una macchina di Turing;
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dimostrare la consistenza dell’aritmetica, senza uscire dall’aritmetica;
Dispongo di una meravigliosa dimostrazione di questi risultati, che non può però essere contenuta nel margine troppo stretto della pagina (Web). 😉
Ciao,
L.
::Ho qualche problema con la scrittura dei limiti.
Se scrivo:
`
$ \lim_{x\to 0} ……$
`
x->0 non viene scritto sotto lim ma in basso sulla destra. Ho visto che se inserisco il codice sopra (esclusi ovviamente i caratteri ‘$’ tra
` \begin{displaymath}
..
\end{displaymath}
`
o tra
`
$$…$$
`
il limite viene scritto in modo corretto, ma viene centrato, ed io invece lo vorrei allineato a sinistra come il resto del testo.Quando una formula è in corpo, LaTeX fa il possibile per schiacciar la e non aumentare l’interlinea. Se la stessa formula è fuori corpo c’è molta più libertà di manovra.
Nell’inserimento delle formule fuori corpo, l’uso del codice $$. . .$$ è sempre sconsigliabile per molte ragioni.
Pagina 110 dell’Arte.
Ciao,
L.
::ho letto qualcosa sul manuale “L’impaziente” messo sul sito GuIT… ma è cambiato veramente poco.
`\subsection {Realizzazione scenari}
In figura \ref{Cripte} il risultato della creazione delle cripte con l'aiuto dello strumento \emph{Sculpt} e l'applicazione di una texture.\\
Per la creazione del terreno vulcanico ho usato il nuovo strumento \emph {Greace Pencil} e del \emph{Multitexture}. Il primo permette di colorare in tempo reale i poligoni direttamente sulla finestra del viewport, il secondo la presenza di più texture assegnate alla stessa mesh. Per questo motivo è possibile notare come il terreno visualizzi in alcune zone l'erba, in altre terreno lavico, in altre ancora, lava incandescente.
\begin{figure}[!hp]
%\begin{center}
\centering
\includegraphics[width=14cm]{figure/capitolo5/cripte}
\caption [Cripte dopo la realizzazione]{\label{Cripte}Cripte dopo la realizzazione}
%\end{center}
\end{figure}
\begin{figure}[!hb] %così si inseriscono le immagini
\begin{center} %leggere il manuale per saperne di più
\includegraphics[width=14cm]{figure/capitolo5/TerrenoStencilImpostazioniTexture}
\caption [Impostazioni Greace Pencil ]{Impostazioni Greace Pencil per il terreno vulcanico}
\end{center}
\end{figure}`Scusami per la franchezza, ma da quello che scrivi non mi pare che tu abbia letto la guida. 🙄 Il codice che hai scritto contiene un buon numero di orrori, che avresti potuto evitare leggendo quella guida. Per esempio, i capoversi non si concludono con \\; manca lo spazio insecabile prima di \ref; l”ambiente figure va fatto precdere e seguire da una riga vuota; è meglio evitare il posizionamento [!hb]; non vanno usate unità di misura assolute come “14cm”; esiste il comando \graphicspath; l’uso di \caption che fai non ha molto senso. Eccetera.
Anche i dubbi sul posizionamento delle immagini sono classici. La spiegazione occupa qualche paginetta, si tratta solo di leggerla. ❗
Ciao,
L.
::Ho un problema con ClassicThesis: trovo lo stile splendido, a parte una cosa: la pagina del titolo viene decentrata a sinistra come tutte le pagine dispari…
[…]
Qualcuno conosce un modo per avere la pagina del titolo centrata lasciando il resto del documento con il corpo del testo spostato a destra o sinistra?
Certo. Carica il pacchetto chngpage e usa questo codice:
`\begin{titlepage}
\thispagestyle{empty}
\changetext{}{}{}{((\paperwidth – \textwidth) / 2) – \oddsidemargin – \hoffset – 1in}{}
\pdfbookmark[1]{Copertina}{Copertina}
\begin{center}
…
\end{center}
\end{titlepage}`
L’ho preso dal file Copertina.tex dai sorgenti della mia guida a ClassicThesis (trovi tutto sul mio sito).Ciao,
L.
::Chiedo scusa per scaricare la più aggiornata versione di “Latex per l’impaziente” quale è il link?
Il link è sempre lo stesso:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/LaTeXimpaziente.pdfCiao (e buona lettura),
L.
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