lorenzo.pantieri

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  • in risposta a: virgole tra equazioni numerate. #25800
    lorenzo.pantieri
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      Mi piacerebbe sentire anche qualche altra opinione.

      Nella guida di Beccari e nell’articolo su “come non maltrattare le formule matematiche” (pubblicato sul quinto numero di ArsTeXnica) si affronta il problema della punteggiatura in ambiente matematico.

      Io la uso sempre:
      `Dal momento che
      \begin{equation}
      a=b
      \end{equation}
      e che
      \begin{equation}
      c=d,
      \end{equation},
      ne segue che
      \begin{equation}
      a=c.
      \end{equation}`
      Il segno di punteggiatura non va certo dopo il numero! Fra l’altro, quel numero può anche trovarsi prima della formula (cambiando l’opzione di classe).

      Ciao,
      L.

      in risposta a: spazio tra titolo e tabella #25448
      lorenzo.pantieri
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        Riprendo il topic e riporto le mie conclusioni.

        Per separare la didascalia da una tabella fuori testo, si può usare \medskip (da dare dopo ogni \caption, prima del relativo tabular). Questo sistema funziona, ma non è né comodo né elegante, soprattutto se si devono inserire molte tabelle. Le ragioni sono le solite: è sempre possibile dimenticare qualche \medskip, e se si vuole modificare quello spazio bisogna intervenire manualmente su tutte le tabelle. Inoltre alcune classi -come le classi AMS- si occupano (a differenza delle classi standard) di impostare adeguatamente e automaticamente quello spazio, che con \medskip risulta esagerato.

        Per queste ragioni, per risolvere il problema una volta per tutte, se si usano le classi standard è conveniente caricare il pacchetto caption e scrivere nel preambolo
        `\captionsetup[table]{position=top} `

        (Se si usano le classi AMS non c’è bisogno di fare nulla.)

        Se si usano le classi KOMA-Script, per separare la la didascalia dalla tabella è sufficiente caricare il pacchetto caption e scrivere, nel
        preambolo,
        `\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}
        `
        dopo aver selezionato l’opzione di classe tablecaptionabove.

        Ciò fatto, una tabella fuori testo si introduce molto semplicemente con
        `\begin{table}[…]
        \caption{…}
        \label{…}
        \centering
        \begin{tabular}{…}

        \end{tabular}
        \end{table}`
        N.B. Attenzione: a pagina 14 della documentazione del pacchetto caption, l’opzione globale per le classi KOMA è scritta scorrettamente come tablecaptionsabove (con una “s” di troppo).

        Ciao,
        L.

        in risposta a: \include…\input…\includeonly! Appassionatamente #25652
        lorenzo.pantieri
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          salve egreg9

          questo tuo:

          \include è nato perché all’epoca compilare un libro di duecento pagine richiedeva tempi quasi geologici

          che stimola in me la curiosità

          come è avvenuto lo sviluppo di \include prima ed \input poi?

          c’è un altro topic del forum dove ne hai già parlato?

          Ho appena aggiornato la mia guida, riscrivendo completamente il paragrafo su \input e \include tenendo conto di questa discussione. Se non ti sembra spiegato abbastanza bene, mi faresti un favore comunicandomelo, così che io possa apportare le opportune correzioni in versioni successive.

          Ciao,
          Lorenzo

          in risposta a: “L’arte di scrivere con LaTeX” #23079
          lorenzo.pantieri
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            Ciao a tutti,

            ecco qualche altro piccolo aggiornamento, anche alla luce di quanto emerso in questi giorni sul forum.

            1. Nel documento, le note a margine sono ora “simmetriche” (allineate a destra nelle pagine pari, a sinistra nelle pagine dispari). Ciò non è previsto da ClassicThesis (che allinea a sinistra tutte le note a margine), ma è quanto fa Bringhurst nel suoi Elementi. Grazie a Luigi Scarso per la segnalazione e ad Enrico e Andrea per la soluzione.

            2. A pagina 28, ho menzionato array, backref, booktabs, SIunits e xcolor tra i pacchetti di uso più comune.

            3. Nel tormentone “\input contro \include”, prendo decisamente posizione a favore di \input. Di conseguenza, ho completamente riscritto il paragrafo 4.7 a pagina 33. Ricordatemi di non dubitare mai di Enrico. 😉

            4. Ho riformulato la nota 1 a pagina 36, dettagliando maggiormente le ragioni per cui su Mac le codifiche latin1 o utf8 siano preferibili alla codifica applemac.

            5. Nelle versioni precedenti del lavoro, per separare la didascalia da una tabella fuori testo era proposto l’uso di \medskip (da dare dopo ogni \caption, prima del relativo tabular). Quel codice funziona, ma non è né comodo né elegante, soprattutto se si devono inserire molte tabelle. Le ragioni sono le solite: è sempre possibile dimenticare qualche \medskip, e se si vuole modificare quello spazio bisogna intervenire manualmente su tutte le tabelle. Inoltre alcune classi -come le classi AMS- si occupano (a differenza delle classi standard) di impostare adeguatamente e automaticamente quello spazio, che con \medskip risulta esagerato.

            Per queste ragioni, per risolvere il problema una volta per tutte, se si usano le classi standard è conveniente caricare il pacchetto caption e scrivere nel preambolo
            `\captionsetup[table]{position=top} `

            (Se si usano le classi AMS non c’è bisogno di fare nulla.)

            Se si usano le classi KOMA-Script, per separare la la didascalia dalla tabella è sufficiente caricare il pacchetto caption e scrivere, nel
            preambolo,
            `\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}`
            dopo aver selezionato l’opzione di classe tablecaptionabove.

            Ciò fatto, una tabella fuori testo si introduce molto semplicemente con
            `\begin{table}[…]
            \caption{…}
            \label{…}
            \centering
            \begin{tabular}{…}

            \end{tabular}
            \end{table}`
            N.B. Attenzione: a pagina 14 della documentazione del pacchetto caption, l’opzione globale per le classi KOMA è scritta scorrettamente come tablecaptionsabove (con una “s” di troppo).

            6. Nella bibliografia, avevo scambiato l’ordine degli autori -Guiggiani e Mori- dell’articolo «Consigli su come non maltrattare le formule matematiche». Un’analoga imprecisione riguardava l’articolo «Scrivere il curriculum vitae», di Mori e Himmelmann. Mi scuso con gli autori per queste sviste.

            7. Qualche altro dettaglio qua e là.

            Dal momento che, in futuro, è presumibile che mi limiterò ad aggiornare la guida (al più) una volta al mese, per riconoscere a colpo d’occhio il “numero di versione” del documento che si ha sotto mano sarà sufficiente guardare il mese di edizione (è sul frontespizio).

            Addendum: pare che il problema affligga tutti i segnalibri che riportano all’inizio di una nuova pagina.

            Le impostazioni di hyperref sono quelle di ClassicThesis, quindi il problema dovrebbe essere dello stile. Grazie per la segnalazione, cercherò di risolvere la cosa nella prossima versione della guida.

            Ciao,
            L.

            in risposta a: hyperref e \section* #25686
            lorenzo.pantieri
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              Ciao

              Sto componendo un file in cui ho bisogno di sezioni non numerate; uso \section*{titolo} e \addcontentsline{toc}{section}{titolo_toc} per inserire la sezione nell’indice. Per creare i segnalibri e i link alle pagine uso \usepackage{hyperref}; il problema è che sia i link che i segnalibri nel file pdf compilato non funzionano e puntano tutti alla prima pagina dell’indice. Ho provato a mettere uguali ‘titolo_toc’ e ‘titolo’ ma non funziona lo stesso. Il problema sembra risolversi solo quando permetto di fare una sezione numerata.

              Grazie dell’aiuto!

              Non mi risulta. Se compilo con PDFLaTeX il seguente documento di prova
              `\documentclass{article}
              \usepackage{hyperref}
              \usepackage{lipsum}
              \begin{document}
              \tableofcontents
              \lipsum[1]
              \section*{Foo}
              \addcontentsline{toc}{section}{Foo}
              \lipsum
              \section*{Bar}
              \addcontentsline{toc}{section}{Bar}
              \lipsum
              \end{document}
              `link e bookmark funzionano perfettamente.

              Ciao,
              L.

              in risposta a: \include…\input…\includeonly! Appassionatamente #25648
              lorenzo.pantieri
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                a titolo informativo… la mia scelta di suddividere il progetto in directory separate nasce dalla necessità di ordine, in altre parole è una necessità data dalle mie esperienze sia scolastiche che lavorative di organizzare le informazioni in modo tale da essere fruibili in modo veloce

                cercare in una lista di 200 file messi in ordine alfabetico in una sola directory xme è snervante!

                L’ordine va benissimo, ci mancherebbe!

                Tutti i miei documenti sono collocati in una cartella Documenti_LaTeX; ogni documento occupa una cartella propria. Ogni cartella di un documento corposo è divisa in sottocartelle: Capitoli, Immagini, … I file Capitolo1.tex, Capitolo2.tex, … di un documento sono tutti nella relativa sottocartella Capitoli, e vengono richiamati dal documento principale con
                `\include{Capitoli/Capitolo1}
                \include{Capitoli/Capitolo2}
                …`
                o con
                `\input{Capitoli/Capitolo1}
                \input{Capitoli/Capitolo2}
                …`
                (Le immagini di ogni lavoro corposo sono tutte nella relativa cartella, eventualmente divisa in sottocartelle, indicate nel file principale con \graphicspath.)

                In questo modo ho una struttura dall’ordine cartesiano, 😉 e non ho alcun bisogno di inserire path di file .tex che si trovano in punti “arbitrari” dell’hard disk, evitando -come ti ha detto Max- tutti i problemi.

                Grazie a Max e a Enrico per le chiarissime spiegazioni.

                Ciao,
                L.

                in risposta a: \include…\input…\includeonly! Appassionatamente #25643
                lorenzo.pantieri
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                  Da quanto ne so, i capitoli vanno caricati nel CORPO del documento, ovvero tra begin{document} e end{document}, NON nel PREAMBOLO.

                  Ciao Rosaria, d’accordo con la tua soluzione, tuttavia il problemino lamentato è reale. Se compilo
                  `\documentclass{report}
                  \begin{document}
                  \chapter{Uno}
                  \input{/Users/Lorenzo/Desktop/Due}
                  \end{document}`
                  dove Due.tex è posizionato sul Desktop ed è definito come
                  `\chapter{Due}`
                  funziona tutto. Se compilo invece
                  `\documentclass{report}
                  \begin{document}
                  \chapter{Uno}
                  \include{/Users/Lorenzo/Desktop/Due}
                  \end{document}`
                  non funziona più:
                  `! I can't write on file `/Users/Lorenzo/Desktop/Due.aux'.
                  \@include …\immediate \openout \@partaux #1.aux
                  \immediate \write \@partau…
                  l.4 \include{/Users/Lorenzo/Desktop/Due}

                  Please type another output file name: `
                  Ciao,
                  L.

                  in risposta a: ClassicThesis: “simmetrizzare” le note a margine #25629
                  lorenzo.pantieri
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                    Il problema è l’argomento opzionale di \includegraphics dentro l’argomento opzionale di \marginpar: è sempre così quando hai questa situazione, perché la ] dell’argomento opzionale del comando interno viene presa come quella di chiusura dell’argomento opzionale del comando esterno. Prova a inserire graffe attorno ai due #1 nella definizione di \graffito, non dovrebbero avere effetti collaterali.

                    Con quelle graffe in più tutto funziona perfettamente!

                    Grazie mille, Enrico e Andrea!

                    Ciao,
                    L.

                    in risposta a: \include…\input…\includeonly! Appassionatamente #25641
                    lorenzo.pantieri
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                      ho cercato le risposte nei seguenti: ArteLaTeX.pdf, …

                      Ho appena provato e credo proprio che tu abbia ragione. Il comando \input prende un path qualsiasi e funziona, invece il comando \include non ha problemi se il file che si include si trova nella stessa cartella del file principale (o in una sua sottocartella), mentre non funziona negli altri casi.

                      Ecco quindi un’altra differenza tra \input e \include.

                      Tuttavia, davvero hai bisogno di includere un file che si trova in un punto “qualsiasi” del tuo hard disk? Se stai scrivendo un libro, sarà suddiviso in capitoli. Metti i vari file capitolo1.tex, capitolo2.tex, … nella stessa cartella del file principale e sei a posto.

                      In ogni caso, è probabile che nella prossima edizione della guida accenni alla cosa.

                      Ti ringrazio per avermi fatto notare l’imprecisione,

                      Ciao,
                      L.

                      in risposta a: ClassicThesis: “simmetrizzare” le note a margine #25624
                      lorenzo.pantieri
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                        Ciao Andrea, aggiungendo quelle graffe non ho più errori! 🙂 Mi sembra che ci sia ancora qualche problemino nella resa grafica delle immagini inserite come note a margine nelle pagine pari (queste immagini mi sembrano allineate a sinistra, e non a destra come dovrebbero), ma magari è un problema che riguarda il bounding box delle immagini.

                        Faccio qualche esperimento e vi faccio sapere…

                        A presto, per ora.
                        Lorenzo

                        in risposta a: ClassicThesis: “simmetrizzare” le note a margine #25622
                        lorenzo.pantieri
                        Partecipante
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                          Funziona eccome, ma, se non metti \makeatletter e \makeatother, no. 😀

                          Chiedo venia per la mia sbadataggine… 😳

                          Adesso ci siamo quasi. Infatti il codice non supporta l’iserimento di immagini come note a margine (si tratta di un vezzo che Bringhurst usa spesso e volentieri). Il seguente
                          `\documentclass[twoside]{scrreprt}

                          \usepackage{classicthesis-ldpkg}
                          \usepackage{classicthesis}
                          \usepackage{lipsum}

                          \let\graffito\relax

                          \makeatletter
                          % Graffiti as in GKP's book “Concrete Mathematics”
                          \def\graffito@setup{%
                          \slshape\footnotesize%\small%
                          \parindent=0pt \lineskip=0pt \lineskiplimit=0pt %\baselineskip=10pt
                          \tolerance=2000 \hyphenpenalty=300 \exhyphenpenalty=300 %
                          \doublehyphendemerits=100000 \finalhyphendemerits=\doublehyphendemerits}
                          \DeclareRobustCommand{\graffito}[1]{\marginpar
                          [\graffito@setup\raggedleft\hspace{0pt}#1]
                          {\graffito@setup\raggedright\hspace{0pt}#1}}
                          \makeatother

                          \begin{document}
                          \lipsum
                          \graffito{Nota in una pagina pari}
                          \lipsum[1-3]
                          \graffito{Nota in una pagina dispari}
                          \lipsum[1-2]
                          \graffito{\protect\includegraphics[width=\marginparwidth]{immagine}}
                          \end{document}`
                          produce l’errore:
                          `! Argument of \Gin@ii has an extra }.

                          \par
                          l.27 …ics[width=\marginparwidth]{immagine}}`
                          Senza la ridefinizione di \graffito il codice invece funziona…

                          Grazie,
                          L.

                          in risposta a: ClassicThesis: “simmetrizzare” le note a margine #25620
                          lorenzo.pantieri
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                            Ciao Enrico, innanzitutto ti grazie per la pronta risposta. Purtroppo però quel codice non funziona. Se compilo il seguente documento di prova:
                            `\documentclass[twoside]{scrreprt}

                            \usepackage{classicthesis-ldpkg}
                            \usepackage{classicthesis}
                            \usepackage{lipsum}

                            \let\graffito\relax

                            % Graffiti as in GKP's book “Concrete Mathematics”
                            \def\graffito@setup{%
                            \slshape\footnotesize%\small%
                            \parindent=0pt \lineskip=0pt \lineskiplimit=0pt %\baselineskip=10pt
                            \tolerance=2000 \hyphenpenalty=300 \exhyphenpenalty=300 %
                            \doublehyphendemerits=100000 \finalhyphendemerits=\doublehyphendemerits}
                            \DeclareRobustCommand{\graffito}[1]{\marginpar
                            [\graffito@setup\raggedleft\hspace{0pt}#1]
                            {\graffito@setup\raggedright\hspace{0pt}#1}}

                            \begin{document}
                            \lipsum
                            \graffito{Nota in una pagina pari}
                            \lipsum[1-3]
                            \graffito{Nota in una pagina dispari}
                            \lipsum[1-2]
                            \end{document}`
                            ricevo l’errore (fatale):
                            `l.21 \graffito{Nota in una pagina pari}

                            ?

                            ! LaTeX Error: Not in outer par mode.`
                            Ciao,
                            Lorenzo

                            in risposta a: “L’arte di scrivere con LaTeX” #23077
                            lorenzo.pantieri
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                              Salve,

                              come potete notare dall’intestazione delle pagine del Forum, ho accolto il suggerimento di aggiungere, tra i collegamenti ai manuali di riferimento, L’arte di scrivere con LaTeX

                              Sono davvero molto onorato 😳 della scelta fatta dallo Staff, che ringrazio di cuore… Desidero ringraziare anche Rosaria ed Emanuele per l’apprezzamento che hanno manifestato nei confronti del mio lavoro: grazie mille, ragazzi! 😀

                              A presto,
                              Lorenzo

                              in risposta a: [OT grammatica] Problemi con gli aggettivi? #25607
                              lorenzo.pantieri
                              Partecipante
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                                C’erano altri begli esempi di Cesare Marchi, li chiamava “casi di barbarie e cannibalismo”.

                                Facciamo guanti con la pelle dei clienti.

                                Letti per sposi in ottone.

                                😀

                                Ciao,
                                L.

                                in risposta a: [OT grammatica] Problemi con gli aggettivi? #25605
                                lorenzo.pantieri
                                Partecipante
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                                  Salve ragazzi,

                                  La questione è OT ed anche in po’ risibile, ma ho questo problema.

                                  In caso di relazioni di specificazione (con la preposizione di) a volte ho dei problemi con l’attribuzione degli aggettivi, specialmente quando leggo dall’inglese (che questo problema molto spesso non l’ha).

                                  Ho questo in inglese programmable gate arrays che si traduce in
                                  matrici di porte programmabili. Programmable in questo caso si riferisce a arrays, mentre nella traduzione italiana può riferirsi anche a porte.

                                  Ce un modo per far capire che l’aggettivo programmabili si riferisce a matrici e non a porte? E viceversa?

                                  Non so ad esempio usando la virgola (matrici di porte, programmabili !stesso problema!) senza essere costretto a scrivere matrici programmabili di porte, che suona male, o ad usare il singolare.

                                  Ciao

                                  Andrea

                                  PS: c’è per caso una regola che mi è sfuggita quando frequentavo le elementari o le medie?

                                  Ciao Andrea, Cesare Marchi faceva l’esempio del cartello esposto da un negoziante:

                                  Qui si vendono impermeabili per bambini di gomma.

                                  Per evitare dubbi sulla consistenza muscolare dei piccoli clienti, bastava scrivere

                                  Qui si vendono impermeabili per bambini, di gomma.

                                  o, meglio ancora,

                                  Qui si vendono impermeabili di gomma per bambini.

                                  Seriamente, non credo che ti sia sfuggita nessuna regola: è l’italiano che a volte è ambiguo. In fin dei conti, è proprio per superare le limitazioni del “linguaggio naturale” che in matematica si usa un “lnguaggio formalizzato”, più preciso.

                                  Nel tuo caso, se nel documento che stai scrivendo la locuzione

                                  matrici di porte programmabili

                                  rischia di confondere il lettore (non è detto, questo dipende dal lettore medio cui ti rivolgi), scrivi

                                  matrici programmabili di porte

                                  Altre soluzioni non ne vedo.

                                  Ciao,
                                  L.

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