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Io tradurrei così
Comparison of performance improvement of blast-resistant structures: Confronto del miglioramento delle prestazioni di strutture resistenti ad onde d’urto.
Monolithic plate: Piastra monolitica.
Square honeycomb sandwich: Sandwich a nido d’ape quadrato.
Pyramidal truss sandwich: Sandwich a piramide reticolare.
Grazie mille, Lapo. L’unica parola che non mi soddisfa al 100% è quel “sandwich”: quando traduco, considero una sfida e un punto d’onore scrivere tutto in italiano. Pensavo a “pannello”, ma forse non rende del tutto l’idea. “Pannello multi-strato” potrebbe essere meglio, ma non conoscendo il contesto, non saprei…
Grazie mille,
L.
::Già! Poi con l’inglese…a volte è un casino.
L’inglese è una lingua più sintetica dell’italiano: si riescono a dire con tre parole cose che in (buon) italiano ne possono richiedere dieci.
Poi, lo “masticano” tutti, e questo lo rende (fra l’altro) una formidabile “lingua ponte”. Io purtroppo non lo conosco abbastanza bene: sto facendo un pensierino a “The art of writing with LaTeX”, ma è probabile che quel lavoro resterà nel mondo delle idee platoniche…
Ciao,
L.
::Salve a tutti,
Non capisco come tradurre non-blank characters cioè i caratteri diversi dallo spazio e dal tab.
Va bene caratteri pieni? O faccio rimanere non-blank?
Ciao
Andrea
Ciao Andrea,mi metto nei panni di un lettore.
1. “Caratteri pieni” è vago: non arriverei a capire che significa “diversi dallo spazio e dal segno di tabulazione”.
2. “Non-blank” mi sembrerebbe un segno di pigrizia di chi ha scritto/tradotto il lavoro.
Scarterei entrambe queste idee.
Io scriverei proprio “caratteri diversi dallo spazio e dal segno di tabulazione”, o magari “caratteri diversi dallo spazio e dalla tabulazione”. Si tratta di una lunga perifrasi, lo so, ma a volte non si può fare diversamente. A me per esempio è capitato di tradurre “di default” con “in mancanza di impostazioni specifiche”.
Materia affascinante, l’arte di trovare buone traduzioni!
Ciao,
L.
::Ne deduco che per personalizzare eventuali elementi stilistici bisogna operare direttamente sui file .sty modificandoli opportunamente con il proprio editor e salvandone una nuova versione. E’ metodologicamente corretto?
No, i pacchetti non vanno mai modificati a mano, per nessun motivo, Per personalizzare un documento, si può (eventualmente) raccogliere il codice in un pacchetto personale. Cerca su una guida di base per vedere come si fa.
Ciao,
L.
::Ma temo che il mio errore possa essere un altro…
Avevo salvato il file prova.tex all’interno di una cartella in cui avevo inserito anche i file classicthesis.sty e classicthesis-ldpkg.sty.
Ho fatto una stupidaggine, vero? 😳
Ora li ho eliminati e tutto è filato liscio…
Probabilmente sono stata tratta in inganno dalla cartella con i sorgenti del libro Lorenzo (FunzioniDistribuzioni), all’interno della quale avevo trovato anche i file di stile… 🙄Non c’è nulla di male (scomodità a parte) nel tenere un .sty nella stessa cartella del relativo .tex.
Il fatto è che (ho appena controllato) i file di ClassicThesis che ho allegato ai sorgenti del mio lavoro sulle distribuzioni sono relativi alla versione 2.1, mentre quelli che ho allegato alla guida a ClassicThesis sono aggiornati alla versione 2.3 (l’ultima disponibile, che puoi scaricare da CTAN).
Rispetto alla penultima versione, la sintassi è cambiata un pochino: per esempio, con la vecchia versione era obbligatorio caricare classicthesis con l’opzione subfigure (ora obsoleta), pena un errore. Questo ed altri problemi sono stati risolti con la versione attuale.
Ecco spiegato il perché di quegli errori.
Ciao,
L.P.S. Ho appena aggiornato Funzioni e Distribuzioni: ora il codice è allineato alla versione 2.3 dello stile.
::L’operazione di scompattamento non è assolutamente difficile anche con interfaccia grafica. Il problema è che quando provo a copiare nella cartella apposita non mi permette di farlo, credo per un problema di privilegi. Lascio perdere, continuo a lavorare su Mac.. sono proprio un ignorantone!!!
Linux non lo conosco per niente. Tuttavia, in mancanza di meglio, puoi sempre copiare i due .sty di ClassicThesis nella stessa cartella del tuo file .tex. Linux dovrebbe lasciartelo fare anche se non hai molti privilegi 😉 e -a meno che tu non debba lavorare a decine di documenti contemporaneamente (si dice che Napoleone fosse in grado di farlo)- è una soluzione accettabile.
Ciao,
L.
::Perdonate l’OT, ma ne approfitto per segnalare a Lorenzo una piccola svista sulla sua ottima guida allo stile ClassicThesis.
Nella tabella 3 a pagina 11 la classe KOMA-Script corrispondente alla classe standard “book” dovrebbe essere scrbook e non scrreprt, giusto?
Come vedi, sto leggendo molto attentamente… 😛
r.Ops! Hai ragione: correggo subito, grazie mille per la segnalazione!
Riguardo all’altro errore: prova a cancellare tutti i file ausiliari (.TOC, . MTC, .AUX, …) e a ricompilare.
Altro tentativo: i file classicthesis.sty e classicthesis-ldpck.sty che sono allegati alla mia guida forse non sono aggiornatissimi. Prova con quelli e poi con due .sty nuovi di zecca, scaricati da CTAN.
Ancora: compila con pdfLaTeX o con LaTeX?
Facci sapere: ci mancherebbe che tu debba rinunciare a ClasssicThesis ancor prima di cominciare.
Ciao,
L.
::Scusate la domanda, ma di che documento stiamo parlando? Mi pare tanto l’argomento del mio dottorato. In tal caso posso darvi la traduzione esatta.
Caro Lapo, stiamo parlando della tabella ottenuta con l’ambiente sidewaystable tratta dal tuo articolo sulle tabelle con LaTeX, pubblicato sul secondo numero di ArsTeXnica (tabella che ho riportato nella mia guida a LaTeX, dopo averla tradotta in italiano alla bell’e meglio).
Le traduzioni fornite fornite da Cyberciro e DMW mi piacciono molto, ma se hai qualche correzione da fare, sei ovviamente la persona più indicata… 😉
Ciao e grazie,
L.
::Ciao,
In teoria miscelando il 100% di ciano, magenta e giallo si ottiene il nero. Nella realtà il colore così ottenuto è un nero sporco che va sul marroncino (diciamo che assomiglia al fango ).Il nero fu aggiunto alla tricromia cmy soprattutto per questo inconveniente, in modo da ottenere così un nero più deciso, in più serve da rinforzo agli altri tre colori cmy evitando così che lo stampatore carichi troppo uno dei singoli colori cmy col rischio di saturare la resa finale dello stampato.
Vero, ho scritto qualcosa al riguardo anche nella pagina degli acronimi (“cmyk”) della mia introduzione a LaTeX.
Ciao,
L.
::Onestamente volevo riservarmi questa opzione come “ultima spiaggia”, perché, pur disponendo di una connessione ADSL, i tempi per scaricare la distribuzione completa non sono affatto veloci.
Ho attivato il download della distribuzione complete-miktek 2.7 (dovrebbe essere la più aggiornata), ma in dieci minuti sono riuscita a scaricare soltanto una decina di mega (sui 600 circa che la compongono!) 😥
Comunque grazie per il suggerimento e complimenti per le tue guide su LaTeX e ClassicThesis: sono due ottimi strumenti!
r.Mi ricordo che in sede di installazione era possibile scegliere il sito FTP da cui scaricare la distribuzione di MiKTeX. Con una ADSL e il sito giusto (ricordo che il sito del DANTE in Germania era più veloce di quello di Roma) è questione di poco tempo. Invece mettersi ad installare dei font mancanti non è proprio banale…
Ciao e grazie,
L.
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\appendix
\chapter{Studio di accessibilità}
\input{cartella/nomefile.pdf}
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Come posso risolvere? serve qualche package particolare?Cerca su una guida di base \input e \includegraphics.
Riguardo all’altro problema, dovrebbe bastare
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\appendix
\chapter{Studio di accessibilità}
\markboth{Studio di accessibilità}{Studio di accessibilità}
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Ciao,
L.
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