Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Questo è il libro a cui sto lavorando in questi giorni, in puro stile ArsClassica:http://www.lorenzopantieri.net/Matematica_files/Quinta.pdf
Ed ecco lo stesso lavoro togliendo le opzioni “eulermath” ed “eulerchapternumbers” dalla chiamata a ClassicThesis:
http://www.lorenzopantieri.net/Matematica_files/Quinta2.pdf
Più chiaro? Per me, no. Per il resto, trovo che le formule siano bruttine (il glifo della “y” è uno sgorbio!) e anonime, ma i gusti sono gusti: se ti piace di più così, liberissimo! 😉
ivan” post=105120
La voglia di adornare è naturale, ma se pensiamo di scatenarla nelle pagine del testo dobbiamo invece capire che va considerata una tentazione cui si deve resistere. (S. Morison)Confrontando i due documenti, non me la sentirei di dire che quello con ArsClassica sia più “adornato” o “barocco”. Direi che è solo più bello!
::
`\documentclass{scrbook}\usepackage{siunitx}
\usepackage[eulerchapternumbers,beramono,eulermath,pdfspacing,listings]{classicthesis}
\usepackage{arsclassica}\sisetup{output-decimal-marker={,},number-math-rm=\ensuremath,unit-text-rm=\rmfamily}
\begin{document}
Noti la differenza con 3,1415?
\begin{tabular}{cS}
\toprule
Espressione & {Valore} \\
\midrule
$\pi$ & 3.1416 \\
$\pi^{\pi}$ & 36.46 \\
$\pi^{\pi^2}$ & 80662.7 \\
\bottomrule
\end{tabular}\end{document}
`
11 Febbraio 2016 alle 16:20 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104973::OldClaudio” post=105098
Questo dimostra solo che scrrport.cs+ClassicThesis.sty+ArsClassica.sty non sono un trinomio obbligatorio; si possono ottenere gli stessi risultati anche con altri strumenti.Non lo metto in dubbio! Fra l’altro, ricordo di aver letto che un teorema afferma che un Commodore 64 può emulare un supercomputer Cray, per cui ci mancherebbe altro!
Il tuo risultato è un discreto clone dello stile ArsClassica. Ci sono molte differenze (non sto a farti l’elenco): l’originale è un’altra cosa, anche prescindendo dagli Euler. Diciamo che come inizio per un’eventuale classe è promettente… 😉
::bruceckel” post=105103
Quello che però era l’essenza della mia domanda è: le cifre maiuscole è normale che siano così? Il tipo di carattere utilizzato è corretto? Perchè in altri articoli scientifici che ho avuto la possibilità di maneggiare i numeri sono in un font differente probabilmente e la resa mi sembra migliore.Confondi i numeri minuscoli (usati per i numeri nel testo) da quelli per le formule matematiche!
`Nel 1821 Napoleone dimostrò che~$1821$ non è un numero primo.`
Nella tua tabella ci vogliono i dollari!
10 Febbraio 2016 alle 13:53 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104969::cfiandra” post=105089
Personalmente avevo usato ArsClassica per alcune dispense e, sarà un eresia, ma non mi aveva entusiasmato eccessivamente. Si parlava di architetture di rete e il numero di immagini e formule matematiche rispetto al testo era tale per cui sostanzialmente avevo l’impressione che ci fosse qualcosa di stonato rispetto al risultato dell’Arte. Parere personale si intende.Per curiosità: lo stesso documento realizzato con un altra classe ti è piaciuto di più?
cfiandra” post=105089
Solo un paio di considerazioni per Lorenzo. Il fatto che Robin abbia elogiato ArsClassica può far piacere, ma certamente non è una benedizione papale.Ci mancherebbe! 😉
cfiandra” post=105089
Seconda cosa. ArsClassica è lo stile che hai creato te: non puoi chiedere che qualcuno ti scriva una classe apposta. Se ti serve, puoi sempre scriverla tu e fare l’upload su CTAN. Claudio ha accennato che una soluzione è appoggiarsi a memoir. Secondo me però, se lo sforzo non arriva da te è difficile che si realizzi.Ho scritto ArsClassica al massimo delle mie possibilità. Non potrei fare di meglio. Qui sul forum c’è chi potrebbe farlo.
Di sicuro, e qui spezzo una lancia a favore del famigerato trio Koma/ClassicThesis/ArsClassica, questa nuova ipotetica classe sarebbe tutta da verificare “sul campo”, non solo per quello che riguarda il look, ma anche per la solidità, con gli inevitabili errori di gioventù…
10 Febbraio 2016 alle 12:22 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104967::ivan” post=105079
Da quanto mi risulta, ArsClassica è usata per scrivere tesi di laurea e dottorato nelle università di tutto il mondo.
Beh, questo è vero per ogni classe LaTeX.
Certo. Ma ArsClassica ha ricevuto i pubblici elogi di un’aucrtoritas come Robin Fairbairns. E questo non si può dire per ogni classe LaTeX! Posto che, ripeto, qui si tratta di gusti, a me non pare poco.
Immagina che un capo di abbigliamento sia presentato negli atelier più prestigiosi del mondo (a Milano, Parigi e New York) e che abbia ricevuto i complimenti (disinteressati!) di Mark Jacobs e di Valentino.
Oppure immagina che un piatto sia preparato ogni giorno nei più rinomati ristoranti del mondo, e che abbia ricevuto i complimenti disinteressati di Alain Ducasse e di Vissani. Certo, si può sempre dire che in fondo quel vestito e quel piatto possono benissimo essere delle schifezze, e che l’opinione di Valentino o di Vissani vale quanto quella di mia nonna. Però è una contro-argomentazione che mi sembra abbastanza debole, e che in ogni caso lascia il tempo che trova. Ti piace quel vestito (o quel piatto)? Prendili! Non ti piacciono? Lasciali dove sono.Trovo che i documenti scritti con ArsClassica siano belli, e non ci rinuncio! Trovo che il codice di ArsClassica sia mediocre (per forza: l’ho scritto io, che in programmazione sono una frana).
Se qualcuno mi scrive una classe che ne emuli (alla perfezione!) il look e che sia solida e ben scritta, gli faccia un monumento. Tutto qui.
10 Febbraio 2016 alle 9:58 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104966::ivan” post=105079
Spero che [ArsClassica] venga usata per documenti che le si addicono, ovvero documenti classici, di natura storico-letteraria.Pensa che per comporre il documento umanistico più significativo che ho scritto non ho usato ArsClassica (proprio non si prestava!), ma ho dovuto “ripiegare” (con soddisfazione!) su ClassicThesis. Il problema sta, lo ripeto, nella lunghezza dei titoli dei capitoli e dei paragrafi: ArsClassica li vuole cortissimi, e non sempre è possibile.
ArsClassica l’ho usata con soddisfazione per l’Arte (che, in senso lato, è un lavoro di informatica), per i libri di matematica della mia scuola e per il POF del mio Istituto (quest’ultimo, in senso lato, è un documento di “promozione”). Vedo che nel mondo è usata generalmente per scrivere lavori di scienze applicate. Non l’ho vista usata in neppure un documento di “natura storico-letteraria”… 😉
Quanto agli Euler, ho riaperto dopo tanto tempo questo documento:
http://www.lorenzopantieri.net/Scritti_files/FunzioniDistribuzioni.pdf
Trovo che le formule siano belle e leggibili: è solo la mia opinione, si capisce. Il documento è stato il mio primo lavoro significativo composto con LaTeX: alcune cose le cambierei, ma non mi dispiace. Ah, ArsClassica quando l’ho scritto non c’era: si potrebbe usare (alcuni titoli andrebbero accorciati, ma è fattibile).
9 Febbraio 2016 alle 15:02 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104964::letteracdp” post=105071
[…] Lorenzo ci mette pure le macchie di caffè artificiali […]Alla fine le ho tolte, sai? Credo che quelle siano macchie lasciate da un bicchiere di plastica di quelli che puoi trovare nelle caffetterie americane, tipo Starbucks. In Italia non mi pare di averne mai visto uno… Nella grandi città, forse. Ma per un lettore italiano medio, il significato di quella macchia non è così familiare, o no? 😉
9 Febbraio 2016 alle 11:45 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104962::
P.S. Ah, pare che ArsClassica la apprezzino anche a Cambridge…egreg9Nel gruppo Usenet comp.text.tex è comparso questo messaggio
http://groups.google.com/group/comp.text.tex/msg/f3f2f1b7906c4f5d
The prettiest document you’ve ever seen
Philipp Stephaniwrites:
>Everything written by Philipp Lehman.and the classicthesis documentation — on ctan
macros/latex/contrib/classicthesis/ClassicThesis.pdf
the arsclassica package is based on classicthesis — on ctan
macros/latex/contrib/arsclassica/ArsClassica.pdf
—
Robin Fairbairns, CambridgeDetto da Robin mi pare un complimento mica da poco.
http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?p=59660
😳 😉
9 Febbraio 2016 alle 11:37 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104961::Elrond” post=105043
Mi riferivo al fatto che quella frase [sui font] era tale e quale alla voce di Wikipedia […].Sai cosa c’è di originale (dove “originale” significa “che contiene cose innovative”) nei miei documenti su LaTeX? Nulla. Mi sono limitato a fare una sintesi di materiale tutto già presente in Rete. Il valore del risultato (sempre che ci sia) sta, appunto, nella comodità di avere una sintesi di materiali sparpagliati qua e là. Insomma, il valore (se c’è) sta nell’insieme, non nelle singole parti. Tutto qui.
ivan
La fallacia del ricorso all’autorità è sempre in agguato. Knuth e Zapf possono benissimo aver prodotto font illeggibili
anche se il loro intento era l’opposto.Non ho mai detto che il fatto che gli Euler siano stati disegnati da Knuth e Zapf li renda perfetti. Dico solo che come biglietto da visita non è male… Quanto ai discorsi sui font, che talora mi pare si riducano a portare autorità (a volte più deboli…) contro altre autorità, in definitiva lasciano tutti il tempo che trovano: è questione di gusti. Se dico “123456789 è un numero primo” posso avere ragione o no, ma se dico che “gli Euler stanno bene con i Palatino” la cosa è in ultima analisi questione di gusti.
Quindi non mi riconosco nel dogmatismo di chi cerca di “dimostrare” che gli Euler non vanno bene. Se piacciono e sono adatti alle proprie esigenze, si usano; altrimenti si lasciano dove sono. Una tuta da ginnastica è perfetta per la palestra e inadatta per un matrimonio; un abito da cerimonia va benissimo per un matrimonio ma non va bene in palestra.
ivan
ArsClassica non la usano all’Università di Oxford. L’ha usata uno studente dell’Università di Oxford.Da quanto mi risulta, ArsClassica è usata per scrivere tesi di laurea e dottorato nelle università di tutto il mondo. Il che, certo, non vuol dire che sia perfetta! Vuol solo dire che diversi studenti l’hanno usata con soddisfazione per scrivere i loro lavori. Non mi sembra poco.
letteracdp
Mi sembra di capire che tu consideri le impostazioni di hyperref, anzi, certe impostazioni, come parte integrante dello «stile ArsClassica».Certo: basta aprire arsclassica.sty e ci trovi alcune impostazioni di hyperref (le altre sono in ClassicThesis).
letteracdp
Ah, un’ultima cosa: per i collegamenti ipertestuali non ho usato il colore webbrown, di cui non ho reperito la definizione […].`\definecolor{webbrown}{rgb}{.6,0,0}`
letteracdp
[…] lo «stile ArsClassica» può essere sovraimposto veramente a qualsiasi classe di documento.Certo.
8 Febbraio 2016 alle 16:06 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104955::Elrond” post=105039
«[e cercano] di emulare lo stile della calligrafia di un matematico che scriva entità matematiche sulla lavagna, che è dritto, piuttosto che inclinato». Se devi copiare, copia tutto per bene.Il lavoro di copia e incolla l’ho già fatto anni fa! 😉
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ClassicThesis.pdf
Elrond” post=105039
Non prenderei la grafia di un matematico che scrive sulla lavagna come buon esempio di scrittura leggibile che permette di distinguere bene le entità matematiche. Credo che questo sia quello che vuole dire Ivan.Eh eh, su come scrivano i matematici alla lavagna ci sarebbe molto da dire… Ma dubito che l’intento di Zapf e Kuth fosse quello di produrre un font illeggibile!
Elrond” post=105039
Saranno gradevoli alla vista (gusti), ma all’atto pratico personalmente vedo solo contro.Il fatto che siano “gradevoli alla vista” per me è decisivo! E i lavori di matematica pura ci vengono benissimo. Credo che non avrei difficoltà a produrre buoni documenti anche di fisica. Non li userei invece per lavori di ingegneria, in cui il rispetto per le norme UNI è fondamentale.
Ciò detto, tornando in tema, condivido l’approccio di Claudio.
Ci sto lavorando. Ma sarebbe bello se ci si cimentassero più persone; alla fine chi ne ha azzeccata perfettamente una, che ne ha azzeccata un’altra, si può mettere tutto insieme e ottenere quella famosa classe, o meglio, quel famoso pacchetto che immesso dopo \documentclass produce quel che si desidera ottenere senza appoggiarsi sulle sabbie mobili. Non è una questione di chi ci arriva per primo; tutti abbiamo anche altre cose da fare. Ma sarebbe bello confrontare approcci diversi.
Do volentieri il mio contributo come tester.
8 Febbraio 2016 alle 14:27 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104951::
P.S. Lo sapevate che AsrClassica lo usano anche all’Università di Oxford? 😳http://www.lorenzopantieri.net/Matematica_files/ferm-thesis-digital.pdf
8 Febbraio 2016 alle 14:21 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104950::ivan” post=105034
ArsClassica e ClassicThesis sono tutto fuorché adatte per testi prevalentemente scientifici.
Direi proprio il contrario: sono adatte per testi prevalentemente non scientifici, diciamo classici…?
Poi, per carità tutto si può fare. Ma un testo scientifico non può essere composto con la matematica del font Euler Math.
E, personalmente, non lo comporrei nemmeno in Palatino. Per quanto riguarda le altre caratteristiche degli stili
è questione di gusti. Io preferisco testi più sobri, soprattutto se si tratta di discipline storicamente “sobrie”,
almeno dal punto di vista tipografico.Bum! 🙂
I font Euler sono stati commissionati dalla American Mathematical Society e disegnati da Hermann Zapf con l’assistenza di Donald Knuth. Direi che come biglietto da visita non è male… Non sono corsivi, è vero, ma questa è una loro caratteristica, con tutti i pro e i contro.
Il Palatino è un font molto elegante e leggibile, lo trovo adatto a ogni tipo di testo.
Il vero problema di ArsClassica sta nei titoli dei capitoli e dei paragrafi, che devono essere molto corti (su due righe stanno male): per esempio, con ArsClassica non si può intitolare un paragrafo “Conseguenze sull’autorevolezza del magistero della Chiesa”. Questo può essere un problema.
In ogni caso, lascerei da parte la disputa umanistico/scientifico (fra l’altro, ho sempre pensato che un documento umanistico vada scritto con spirito scientifico, e viceversa…): ArsClassica è lo stille dell’Arte, e può essere usato per scrivere libri o tesi di argomenti più disparati.
In altre parole, per me il problema non è “per quali documenti è consigliabile usare ArsClassica?”, ma “riusciamo a scrivere una classe Arsclassica, che non poggi sulle sabbie mobili di ClassicThesis?”.
::golden_boy” post=105028
Finora non ho mai visto nessun frontespizio nei vari atenei contenere parole chiave, ma solo nome università, corso di laurea, laureando, relatore e correlatore (se presente), sessione di laurea.Le domande che mi vengono da farti sono:
– sicuro che hai capito bene il significato di frontespizio? Non è che ti stai confondendo con qualche altra parte / pagina della tesi? magari una pagina a parte (non degli acronimi), ma che si mette tra le prime pagine dove sul lato destro hai le parole chiave?
– finora non sono state mai fatte tesi con questo tipo di richieste? se si, perché non chiedi a chi le ha già fatte?
– ogni ateneo dovrebbe mettere a disposizione dei layout standard per il frontespizio. Non esiste un link così possiamo consigliarti meglio?Nella mia università (Bologna), almeno fino a una quindicina di anni fa si usava mettere le parole chiave della tesi nel frontespizio (a volte le ho viste circondate da un orrendo box).
8 Febbraio 2016 alle 11:41 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104948::letteracdp” post=105022
Osserva il risultato e chiediti se lo qualificheresti «in stile ArsClassica».Il PDF che ottengo è questo:
http://www.lorenzopantieri.net/Matematica_files/LetteraCheFaIlVersoAdArsClassica.pdf
Il risultato non è male, ma ci sono alcune cose che non vanno.
1. I box colorati nei link non ci vanno: nell’indirizzo di posta, nel sito dei GuiT (a proposito “guitex” va con una sola “t”), nel sommario e nei numeri di pagina via quegli orrendi box celesti e porpora.
2. I numeri del sommario devono essere in blu (Royal Navy) e cliccabili.
3. I titoli delle sottosezioni vanno in una riga a sé, in neretto sans serif: la numerazione che usi, fra l’altro, può confondersi con quella delle formule.
4. I colori sono sballati: il blu va usato per il nome dei comandi (\usepackage, per esempio) e non delle classi o dei pacchetti (che vanno in neretto sans serif e non vanno colorati); il verde smeraldo va usato solo per i link alla bibliografia; i nomi degli ambienti (“enumerate”) e delle opzioni (“italiccaptions”) non vanno colorati;
5. Aumenta un po’ l’interlinea con \linespread{1.05}.
6. rinomina la sezione 3 in “Ancora un comando”: togli “\section”. In ArsClassica i titoli delle sezioni devono essere brevissimi e costituiti solo da parole (niente formule o codici o simboli).
7. Le testatine non vanno benissimo: via l’espressione “et. al.” (vedi punto precedente) e le lettere devono essere tutte alte uguali.
8. Il punto alla fine delle didascalie (brevi) non lo metto più; via anche la punteggiatura alla fine delle formule.
9. Il corpo 10 è molto piccolo, al limite della leggibilità. Ora consiglierei un corpo di 10.5.
10. Usi molto il maisucoletto nel testo: io non lo userei proprio. Non “Lorenzo PANTIERI”, ma “Lorenzo Pantieri”.
Correggi questi aspetti, e hai uno stile “ArsClassica” doc.
Riguardo al tema della discussione, dopo averci riflettuto sono arrivato a questa conclusione: la soluzione ideale sarebbe scrivere una classe ArsClassica che non si appoggi né su ClassicThesis né sulle classi KOMA. Una classe per scrivere tesi, libri e articoli (prevalentemente scientifici: e che dunque non sia in concorrenza con suftesi), con pochissime opzioni, del tipo “prendere o lasciare”.
Di certo, su questo forum le competenze per realizzare un’impresa del genere ci sono.
Io mi offro come beta-tester. Se qualcuno ha voglia di cimentarsi…
-
AutoreRisposte