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3 Giugno 2005 alle 8:25 in risposta a: interlinea modificata dopo l’inserimento di una tabular #5956::
Caro theslyone,approfittando di un’ora libera da lezioni e scrutini, ho dato un’occhiata al tuo sorgente. Eccoti alcune considerazioni. IMHO, ci sono cose che ti sfuggono! Mi pare che usi LaTeX come se usassi Word…
1. Vedo che nel tuo sorgente usi ripetutamente espressioni del tipo
`
… Figura 4.2….
… Tabella 2.1…
…
… per la figura 4.2…
… per la tabella 2.1…
`
A differenza di Word, LaTeX permette di numerare automaticamente figure, tabelle, formule, capitoli, sezioni… e i riferimenti incrociati a tali oggetti. Basta fare:
`
\begin{figure}[th]
\centering
\includegraphics{figura}
\caption{Didascalia}
\label{fig:etichetta}
\end{figure}
…
…vedi la figura~\ref{fig:etichetta}.
`
e il gioco è fatto! Per le tabelle c’è l’ambiente table. Eccetera. In questo modo ottieni un documento elastico: puoi aggiungere o togliere figure, tabelle (e formule, capitoli, sezioni…), senza preoccuparti della numerazione e del layout, ma concentrandoti solo sul contenuto del documento. Il vantaggio principale di LaTeX su Word è questo!2.Dal tuo codice:
`
Questo fatto sembra essere dovuto a tre ragioni:
1) …
2) …
3) …
`
Meglio usare l’ambiente enumerate: è fatto apposta!3. Vedo che concludi sistematicamente i vari paragrafi con \\. Meglio separare i capoversi con una o più righe bianche. Se proprio non vuoi che i capoversi siano rientrati, puoi definire nel preambolo, una volta per tutte:
`
\setlength{\parindent}{0pt}
`
ma non te lo consiglio.4. Dal tuo sorgente:
`
\section{ECG nelle varie specie}
…
\subsection{Primati}
…
\textbf{Scimmia}
Blah blah
…
\texbf{Scimpanzè}
Blah blah
…
\texbf{…}
…
`
Al posto di \textbf, meglio \subsubsection. Anche qui, concentrati sull’aspetto logico e lascia che sia LaTeX a decidere il layout. Se il layout di default proprio non ti piace, puoi sempre ridefinire nel preambolo, una volte per tutte, un nuovo comando \sottosottosezione. I cambiamenti si fanno una volta per tutte e si procede con coerenza con quanto stabilito!5. Vedo che, nel tuo sorgente, i nomi latini delle specie a volte sono in corsivo, a volte no. Ti consiglio di definire, nel preambolo, un comando ad hoc:
`
\newcommand{\latino}[1]{\textit{#1}}
`
e di usarlo in tutte le voci. Se cambi idea, basta ridefinire il comando: così eviti di spulciare tutto il documento, alla ricera dei vari \textit.6. Vedo che nel tuo lavoro usi la classe report:
`\documentclass[a4paper,12pt]{report}`
La classe report è, di default, a singola facciata. Inoltre, i vari capitoli vengono iniziati nella prima pagina libera disponibile (pari o dispari che sia). Poiché, immagino, il tuo lavoro di tesi verrà stampato su carta, ti consiglio di usare le opzioni twoside e openright nella classe report:
`\documentclass[a4paper,12pt,twoside,openright]{report}`
Altrimenti, usa direttamente la classe book, che è fatta apposta:
`\documentclass[a4paper,12pt]{book}`
Se non ti piace come LaTeX riempie la pagina, ti consiglio l’ottimo layaureo:
`\usepackage{layaureo}`7. Dal tuo sorgente:
`
…gli intervalli PQ e QT…
.. A costante, B variabile…
`
Direi piuttosto:
`
… gli intervalli $PQ$ e $QT$…
.. $A$ costante, $B$ variabile…
`8. Non vedo l’utilità di specificare, all’interno di \hyphenation{…}, parole come “problema” e “matematica”, che LaTeX sa benissimo sillabare da solo!
9. Dal tuo sogente:
`…il rapporto è HR=360,2W$^-0.26$`
Il pacchetto SIunits (dà un’occhiata alla sua documentazione!) è fatto apposta per evitare questo approccio “artigianale” alle unità di misura.10. Il codice:
`
\begin{tabular}{ccccccccccc}
`
è funzionale, ma poco leggibile. Meglio:
`
\begin{tabular}{*{11}{c}}`11. Scrivere cose come:
`
%\documentclass[twocolumn]{article}
\documentclass{report}
…
%\appendix
\appendix
…
%\author{Tizio}
\author{Caio}
`
non ti semba un approccio ai commenti un filino schizofrenico? In questo modo i commenti servono solo ad intorbidare le acque! Se i commenti ti servono come promemoria per chiarirti le idee, bene. Altrimenti, non usarli!Okay, spero di averti dato qualche spunto di riflessione. Usare LaTeX senza coglierne appieno le potenzialità è come viaggiare su una Ferrari con il freno a mano tirato.
Ciao e buon lavoro,
Lorenzo
31 Maggio 2005 alle 11:18 in risposta a: interlinea modificata dopo l’inserimento di una tabular #5954::Scusa un attimino ma alla fine della tesi ci posti tutto il sorgente della tesi?!? 😯
Documento minimale è, come dice la parola stessa, MINIMALE cioè lasci solo i pacchetti e il testo che ti genera il problema. Tra l’altro, spesso così facendo scopri già da solo la causa del problema.Ben detto, minnolina!
Fra l’altro, theslyone, mi sfugge l’utilità di conservare tutti quei comandi tratti dalla tesi cui evidentemente ti ispiri, ma che non usi nel tuo lavoro.
Lasciare nel sorgente
`
%\author{Simonetta Nardi}
%\title{Modellizzazione del trattamento termico per la laminazione degli acciai}
`
quando tu non sei Simonetta Nardi e non ti occupi di laminazione di acciai è un po’ surreale, IMHO….Lorenzo
::provocazione: a cosa serve ricordare ogni due pagine il titolo del documento?
nn conosco nessun libro che lo faccia a meno che nn sia una raccolta e nn credo che nessuno si dimentichi che libro sta leggendo…Ancora una cosa, Fabiano! Provocazione per provocazione: come esempi di eccellenti documenti (sia nella forma, sia nel contenuto), in cui viene ricordato il titolo ad ogni pagina, ho trovato questa guida, quest’altra e questo diario.
😉 🙂 😉
Con sincera ammirazione,
Lorenzo
::io ti consiglio di usare i float e fregartene abbastanza di dove cadano le figure. bisogna concentrarsi su quello che si scrive, l’impaginazione deve essere in secondo piano.
detto cio’ ti consiglio di usare piuttosto th come posizionamento delle figure normali e p per quelle grandi: il risultato e’ elegante e le figure nn si allontanano troppo dal punto in cui appaiono.Sono completamente d’accordo con Fabiano.
Uso LaTeX da pochi mesi, e ricordo con tenerezza quando scrivevo con Word:
`
…per l'equazione (2.41)…
`
anziché
`
…per l'equazione~\eqref{eq:equazione}…
`
Mi ricordo anche del terrore che il mio relatore di tesi mi facesse inserire un’equazioncina all’ultimo minuto prima della consegna, perché poi mi sarebbe toccato correggere a mano la numerazione delle formule e tutti i riferimenti incrociati… Brrrr…Mi sono accorto che 10 anni di Word hanno lasciato cattive abitudini che non è stato facile individuare. Una di queste abitudini riguarda proprio l’uso delle figure. Una volta avrei scritto, per esempio:
`
… Tizio illustra i suoi risultati così:
[segue figura]
`
Adesso considero questo modo di procedere semplicemente sbagliato. Basta infatti modificare leggermente la struttura del documento:
`
…
\begin{figure}[th]
…
\label{fig:figura}
\end{figure}
Tizio illustra i suoi risultati con la figura~\vref{fig:figura}.
`Cito quanto ha scritto Fabiano in uno dei passati thread:
suggerisco di far flottare tutte le figure e di posizionarle prevalentemente con top.
ti consiglio di dare un occhio al pacchetto varioref.
scrivendo `vedi~figura~\vref{figmia}` l’output sara’
figura 3 se la figura e’ nella stessa pagina;
figura 3 pagina precedente/successiva in documenti oneside con figura in pagina precedente o seguente;
figura 3 nella pagina a fronte in documenti twoside;
figura 3 a pagina 7 se c’e’ piu’ di una pagina di differenza fra la figura e il testo.in questo modo, con posizionamento flottante prevalentemente top e varioref ottengo dei documenti elastici [se fai una modifica, non devi preoccuparti di controllare a mano figura per figura] e con le figure che di solito non si allontanano troppo dal punto di inserimento e posso concentrarmi sul contenuto piuttosto che sul layout.
Ciao, Lorenzo
24 Maggio 2005 alle 10:52 in risposta a: togliere l’interlinea doppia nelle didascali delle immagini #5866::…
questo è il mio main:
…Ciao, per le prossime volte ti consiglio di non postare tutto il documento. Cerca di estrapolarne una versione minimale che contenga il problema. In questo modo non solo è più facile individuarne una soluzione, ma aumenta la fruibilità del forum per consultazioni future.
Buon lavoro,
Lorenzo
::provocazione: a cosa serve ricordare ogni due pagine il titolo del documento?
nn conosco nessun libro che lo faccia a meno che nn sia una raccolta e nn credo che nessuno si dimentichi che libro sta leggendo…Già, non ci avevo pensato! In effetti, con la classe book trovo opportuno che le testatine delle pagine pari indichino il capitolo corrente e che le testatine delle pagine dispari indichino la sezione corrente… ma per la classe article — se interpreto correttamente quanto vuoi suggerirmi — è più logico che le testatine indichino sempre la sezione corrente (o non indichino niente affatto).
Lorenzo
::
Riprendo il thread per aggiungere che, oltre alla soluzione di Gloria, si può usare la seguente tecnica “sporca e artigianale” (magari dopo aver allargato a dovere i margini con geometry):`
Risolvi i seguenti esercizi.
\centering
\begin{tabular*}
{\textwidth}{@{}|@{}p{0.5\textwidth}@{}|@{}p{0.5\textwidth}@{}|@{}}
\hline
\rule[-100pt]{0pt}{100pt}blah & blah\\
\hline
\rule[-100pt]{0pt}{100pt}Blah & blah\\
\hline
\end{tabular*}`Lorenzo
20 Maggio 2005 alle 15:44 in risposta a: minuscole dopo il punto (e maiuscole dopo i due punti) #5760::Argomento principale: i numeri romani. Certo, i romani usavano solo i simboli I, V, X, L, C, D, M. Che non sono lettere, anche se con il tempo sono diventati uguali alle lettere a cui assomigliavano.
Detto questo, usa pure le lettere minuscole; sono meno pesanti.Grazie per la dotta e gradita spiegazione e per il cosiglio.
Buon lavoro,
Lorenzo
::Se ti pare che lo spazio sia troppo, puoi trattare la sbarra come un simbolo di operazione.
Per “spaziatura insoddisfacente” in $\langle a\mid b\rangle$ intendo che $a$ e $b$ non sono perfettamente centrati nello spazio tra le “parentesi ad angolo” e la “sbarra verticale”: si vede che è una scelta di LaTeX, mi fido!
Ciò detto, il risultato che si ottiene con \mathbin{|} mi piace di più.
Grazie dei suggerimenti — preziosi e sempre apprezzati — e buon lavoro.
Lorenzo
::Devo precisare che i documenti erano inizialmente due. Ma giacchè il secondo aveva un sacco di link con il primo e non so se [e come] si possano fare link incrociati tra due documenti diversi, ho trasformato il secondo..nell’ultimo capitolo del primo.
Appunto. Non mi pare abbia senso comporre un documento che contenga “un sacco di riferimenti incrociati a formule e figure di un altro documento” — come scrivi. Se in un documento vuoi fare riferimento ad un altro testo, indicalo in bibliografia. Mi pare però di aver capito che non sia questo il tuo caso.
Purtroppo però non riesco ad impostare i margini del secondo documento (cioè dell’ultimo capitolo) in modo che siano diversi da tutte le cose precedenti. Ho provato, a creare un nuovo capitolo, anche una nuova parte, ma niente, le impostazioni dei margini diventano le stesse in tutto il documento… (nota: sto usando la classe book)
Non ne vedo il motivo. Hai un documento. Stai usando la classe book. Quindi vuoi produrre un libro. Mi sembra saggio impostare il layout una volta per tutte.
In ogni caso, se proprio sei determiniata nella tua strada, potresti ridefinire i margini a mano, all’inizio del secondo capitolo, così:
`
\setlength{\oddsidemargin}{46pt}%
\setlength{\evensidemargin}{46pt}%
`
(da’ un’occhiata al pacchetto layouts per le altre impostazioni), ma non farlo!Lorenzo
::Il fatto che semplicemente volevo portare alla vostra attenzione (se non lo è già e allora sarà un altro topic chiuso e un’altra figura meschina) il pacchetto che sto usando per la tesi, che si chiama toptesi.
Volevo solo sapere cosa ne pensavate e se ci sono soluzioni ancora migliori.Ho dato un’occhiata a toptesi: ho visto che l’autore è Beccari, l’autore di “Guida a LaTeX, un sistema per l’editoria elettronica”, che certo sa il fatto suo.
Personalmente, mi sono affidato alla classe book:
`
\documentclass[a4paper,11pt]{book}
`
“arricchendola” con vari pacchetti, fa cui amsmath, amsthm, fancyhdr, caption, eso-pic e varioref sono fra i miei must.Per quanto riguarda l’agomento “margini e LaTeX”, ti consiglio di leggere la documentazione di layouts, geometry e layaureo, e di dare un’occhiata ai passati thead del forum.
Già che ci sei, ti segnalo anche il fac-simile di tesi di laurea composto da Gorni, qui.
Buon lavoro,
Lorenzo
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