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speed field” post=87112Alcune volte ho la necessità di inserire le immagini in alcuni punti precisi, e se usassi il begin figure, anche con l’opzione h, a volte latex le mette dove vuole lui.
quindi uso solo linclude graphic. esiste un modo per usare label e caption senza usare il begin figure?nel caso ciò non fosse possibile, è possibile modificare manualmente l’elenco delle figure per inserire le figure che non hanno la caption?
Problema trattato milioni di volte sul forum.
Soluzione: lasci fare a LaTeX e rinunci al posizionamento manuale.
Soluzione subordinata: in casi davvero eccezionali, usi l’opzione H del pacchetto float.
I dettagli sono nell’Arte di scrivere con LaTeX, su cui trovi sintetizzata mirabilmente la cosa.
::Tia89″ post=87031
Ho fatto delle prove ed effettivamente, caricando l’opzione [tt]pdfspacing[/tt] in classicthesis e compilando con pdflatex, funziona tutto e anche nei titoli di sezione, mettendo le formule matematiche normalmente con $…$ viene tutto normale.Dalla doc. del pacchetto:
pdfspacing: makes use of pdftex’ letter spacing capabilities via the microtype package. This fixes some serious issues regarding math formulæ […] in headers.
Passare per il DVI non andrebbe mai fatto se si vogliono usare tutte le funzioni di microtype e hyperref, caricati da ClassicThesis.
::Pawn371″ post=86754 @OldClaudio Ho letto tante di quelle guide per imparare ad utilizzare LaTex, che mi risulta difficile ricordare tutto quello che ho letto […]
Buttale via tutte tranne due: l’Arte di scrivere con LaTeX se sei agli inizi, la GuidaGuIT se sei esperto. Le trovi quassù, nella sezione Documentazione.
::Pawn371″ post=86750
Sono cose fattibili? Se si, posso riuscirci io che ho iniziato ad utilizzare solo di recente LaTex?“Le classi standard non sono state progettate per produrre capolavori di tipografia degni di stare in un museo”. (citazione di egreg9)
Se il look delle classi stadard non ti piace, usa altre classi o pacchetti (ClassicThesis, ArsClassica, suftesi, eccetera).
Progettarsi da zero uno stile non è consigliabile se sei agli inizi.
Ciao,
L.
::marcopisto” post=86741Scalve a tutti, scusate se apro un nuovo argomento ma non ne avevo trovato uno simile aperto.
Comunque io ho da poco formattato il computer e quindi reinstallato tutto il pacchetto MiKTeX, ho poi scaricato il pacchetto TesiClassica dal sito di Lorenzo Pantieri. Ora lo lancio, installo i pacchetti e compila tutto bene tranne il frontespizio che me lo restituisce con una pagina perfettamente bianca. Qualcuno di voi ha idea di cosa possa essere che da questo problema?Copio/incollo da Tesi.tex:
`\usepackage[suftesi]{frontespizio} % frontespizo
% per includerlo nel documento bisogna:
% 1. compilare una prima volta Tesi.tex;
% 2. compilare a parte Tesi-frn.tex, generato dalla compilazione precedente;
% 3. compilare ancora Tesi.tex.`
Ciao,
L.
::Elrond” post=86132
La differenza è che con l’installer di TeX Live “combatti” una volta (se scrivi solo la tesi con LaTeX) o al massimo una volta l’anno, con il programma x combatti continuamente per ottenere quello che desideri.Ciò non toglie che l’installer possa/debba essere migliorato.
Elrond” post=86132
E comunque chi è che ha detto che l’installer di TeX Live non sia migliorabile? 😕Spero nessuno. 😉
::illinguista1972″ post=86089
Si sente parlare di un certo chirurgo che se ne sta nel proprio studio a Città del Capo e via Internet opera con successo un paziente in Alaska. L’aggiornamento di un programma è davvero più difficile?Sono d’accordo con te, Tommaso. Con una sola precisazione: il chirurgo del tuo esempio può (molto presumibilmente) contare su un numeroso staff e (certamente) viene pagato profumatamente per quello che fa, mentre gli sviluppatori delle distribuzioni di LaTeX sono pochi e lo fanno gratis. Questa è la sola scusa che trovo per procedure di installazione e aggiornamento tanto farraginose: in questi campi LaTeX è inferiore ad altri programmi.
Non capisco molto questa ritrosia ad ammettere che il re è nudo: se il risultato tipografico del programma x è decisamente inferiore a quello di LaTeX, non ho difficoltà ad ammettere che l’installer del programma y è migliore di quello di LaTeX.
::illinguista1972″ post=86050
MacTeX non dà problemi di installazione, davvero: i famosi due clic esistono per decomprimere il file [tt].pkg[/tt] e altri due clic per dire sempre OK. Di fatto, su (Mac) OS X l’installazione è banale tanto quanto installare Adobe Reader su Windows.Ni. I problemi della MacTeX sono nell’aggiornamento:
a) devi cercare la TeX Live Utility, ben nascosta nei meandri dell’hard disk (in particolare, devi sapere che esiste: l’utente normale non è tenuto a saperlo);
b) devi impostare nella finestra della TeX Live Utility il mirror giusto (idem come sopra);
c) l’interfaccia della TeX Live Utility è brutta e non immediata;
d) appena scarichi MacTeX, di fatto ti tocca aggiornare tutto.
e) del congelamento abbiamo già detto: non ha senso.Poi c’è il discorso dell’editor: l’imbarazzo della scelta non è una buona cosa per chi inizia…
Allora: per Windows io farei intanto un solo installer. Uno basic […].
Per carità: di LaTeX ne basta uno. Abbiamo visto come la MiKTeX basic crei un sacco di problemi che si risolvono semplicemente installando la versione completa. Oggi 2 giga non sono niente: un utente vagamente motivato a installare LaTeX (per la sua tesi, poniamo) può ben aspettare quei pochi minuti.
::Elrond” post=86058
Questa è un’affermazione un po’ forte: Karl Berry e Norbert Preining non sono certo ‘tizi’. Sono persone che contribuiscono al mondo TeX in settori importanti del sistema la cui opera è conosciuta ed apprezzata internazionalmente.
Forse il commento è dovuto all’aria un po’ retrò di Karl (https://tug.org/interviews/berry.html) e al fatto che entrambi usano Emacs
Anche loro, secondo me, in fondo in fondo pensano che “un vero uomo si scrive da solo il driver per la stampante”… 😉
::robitex” post=86043
Perché? Come ha detto Elrond, l’installer è preferibile sia configurabile e questo è perfettamente coerente con TeX Live che nasce in ambito unix ed in particolare in ambito Linux dove all’utente è lasciata libertà di scelta. In fondo è l’unico a sapere come i programmi debbano essere configurati per trarne il maggior beneficio.Anche la moderna versione di Mac OS nasce in ambito Unix. Eppure, Mac è facile da Usare: Unix è sotto il cofano, ben nascosto all’utente finale. L’utente avanzato, volendo, apre il Terminale e usa tutto lo Unix che vuole. Per tutti gli altri, c’è l’interfaccia grafica.
robitex” post=86043
Ah, un utente normale non dovrebbe neppure sapere che cos’è l’albero personale.
A me sembra una cosa utile da sapere. Mi ritengo un utente normale…
Diciamo che la maggior parte degli utenti (nove su dieci? otto su dieci? sei su dieci?) può usare LaTeX con profitto senza sapere che cos’è l’albero personale.
robitex” post=86043
Sembra che i tizi che sviluppano TeXLive siano rimasti agli anni Ottanta del secolo scorso: l’informatica ne ha fatti di passi avanti, nella direzione della facilità d’uso.
Questa è un’affermazione un po’ forte: Karl Berry e Norbert Preining non sono certo ‘tizi’. Sono persone che contribuiscono al mondo TeX in settori importanti del sistema la cui opera è conosciuta ed apprezzata internazionalmente.
Niente di personale. Ma la mia critica resta. Tutta la vicenda mi ricorda il passaggio del Mac da Classic a Unix: all’inizio molti utenti della Mela erano inviperiti, il Mac aveva perso la sua facilità d’uso. Adesso le cose sono migliorate, anche se qualche asprezza di troppo c’è ancora. Non per niente, Mac viene costantemente aggiornato e migliorato. Se fosse perfetto, non accadrebbe. Anche per LaTeX è così, no?
robitex” post=86043Direi che occorre tener presente che il sistema TeX — per fortuna — si muove su un terreno multiculturale: dall’utente Mac fino all’utente di workstation e server targati BSD. Per questo conviene allenarsi a tenere in conto l’opinione di tutti, anche dei marziani degli “altri mondi”.
Giusto. Ma i due mondi dovrebbero essere tenuti ben distinti e distanti. Prendi l’installazione. Dovrebbero esserci due opzioni: una standard “per tutti”, e una speciale per gli utenti avanzati. I programmi che si rispettano fanno così. È ora che lo faccia anche LaTeX.
Ciao,
L.
::ivan” post=85955
Io non vedo nè il motivo nè l’utilità per cui un sistema così complesso, che per essere usato proficuamente necessita di lungo studio, debba però avere una procedura di installazione semplice come quella di winzip (ammesso che sia possibile).
Rispondo solo a questo, perché qui c’è un errore di fondo. Per la maggior parte delle tesi in storia, filosofia e letteratura in generale, LaTeX non necessita di un lungo studio. Basta installarlo e avere a disposizione un buon template. Tutto qui. Quello di cui c’è bisogno è inserire le note, scrivere testo in corsivo e creare la bibliografia (questa è l’unica cosa un po’ più complessa). Niente elenchi, poche immagini o nessuna, niente formule matematiche.
Gli ostacoli reali rimangono
1) l’installazione
2) il problema assurdo delle codifiche
Con un mini tutorial di dieci pagine si possono dare tutte le conoscenze per usare un buon template e risolvere anche il problema 2.Condivido: per scrivere un documento “umanistico” senza tabelle né immagini c’è davvero bisogno di poca scienza. D’altra parte, non credo che l’affermazione “un programma complesso richiede una procedura di installazione complessa” abbia senso: Mathematica è un programma enormemente complesso (forse anche più di LaTeX), ma si installa con due clic.
illinguista1972Procedura con doppio clic, come vuole Lorenzo.
Dovrebbero volerla tutti.
ivan 3) Sarebbe anche bene che TeX Live fosse aggiornabile sempre. Se mi arriva uno studente a maggio che faccio? Gli dico: scarica TeX Live ma per il momento salva questo e quest’altro file nell’albero personale e a luglio rifai tutta l’installazione ? Beh, finché si tratta di uno studente magari lo farà anche, ma l’ormai noto prof. che ho convinto a fatica a fare l’installazione?
Infatti, non ha senso. Scarichi una distribuzione che pesa un paio di giga, per poi scoprire che quasi tutto il materiale che hai appena installato deve essere aggiornato. Non ha senso. Una distribuzione ridotta? Anche qui, non mi pare abbia molto senso: al giorno d’oggi due giga non sono nulla, in termini di spazio su disco e di tempo per scaricarli.
Ah, un utente normale non dovrebbe neppure sapere che cos’è l’albero personale.
Sembra che i tizi che sviluppano TeXLive siano rimasti agli anni Ottanta del secolo scorso: l’informatica ne ha fatti di passi avanti, nella direzione della facilità d’uso.
ivanLorenzo mi ha compreso perfettamente, anche se non è un umanista.
In senso lato mi piace pensare di essere (anche, almeno un po’) “umanista”. E dalla precisione con cui realizzi i tuoi lavori, penso che tu possa definirti (anche) “scienziato”. 😉
L.
::OldClaudio” post=85948
Per altro l’anno scorso ho installato l’MS Office 2011 per Mac; credi che si una operazione semplice?Non uso applicativi Microsoft sul mio Mac, quindi non saprei. Di sicuro, tutti i programmi che uso si installano con due clic: LaTeX è l’unica (parziale) eccezione.
OldClaudio” post=85948In sostanza; il sistema TeX è complesso; la sua installazione potrebbe essere più semplice; in mancanza di una maggiore semplicità, guardiamo il bicchiere dall’altro lato: […].
Bicchiere mezzo pieno, va bene. Arriverà il momento in cui LaTeX si installerà con due clic: ci sarà qualche utente nostalgico del passato in cui “gli uomini erano uomini e si scrivevano da soli i driver per le periferiche”… 😉
::L’installazione con un doppio click è tipica dei programmi su sistema win.
Falso. Vale anche per Mac. Almeno, per i programmi con un installer degno di questo nome…
Sam Qasbah” post=85943
Io non vedo nè il motivo nè l’utilità per cui un sistema così complesso, che per essere usato proficuamente necessita di lungo studio, debba però avere una procedura di installazione semplice come quella di winzip (ammesso che sia possibile).Questa “scuola di pensiero” non mi ha mai convinto. Vero, LaTeX è più difficile da usare di Word, ma perché mai la sua installazione deve essere difficile? C’è qualche utilità? Si vuole scremare gli utenti? “Iniziarli” in qualche modo?
Si prenda Photoshop. È un programma che costa migliaia di euro, ci sono schiere di grafici professionisti che campano usandolo (non è il caso dell’utente medio di LaTeX, che di regola si guadagna da vivere altrimenti, e vorrebbe semplicemente scrivere), esistono fior di corsi (anche universitari; anche a pagamento) che insegnano a usarlo al meglio. Eppure, Photoshop si installa con due clic.
A meno che non si voglia creare una sotto-procedura di installazione che giri solo su windows e che sia talmente semplice da poter essere usata anche da un “utente windows”. Ma la cosa suona un pò offensiva.
Gli utenti Windows sono il 95% degli utenti di computer. Io non trovo offensivo che un programma sia facile da installare (anche) per loro…
Per esempio, mi pare che l’esperienza di OldClaudio confermi il fatto che molti nuovi utenti si avvicinano a TeX senza un particolare background tecnico che chi ha cominciato prima si è invece fatto.
Non c’è dubbio. Uno studente universitario in materie umanistiche (il pubblico di Ivan) che deve scrivere la tesi è un esempio di questo pubblico: una ragione per rendere l’installazione di LaTeX il più semplice possibile, anche ai non “iniziati”.
::Marco87″ post=85913
@ivan: Davvero non capisco quale sia il problema dell’installazione di TeX Live su Windows. Fatta l’ipotesi che uno studente abbia il file ISO (qui esulo quindi dalla discussione relativa alla difficoltà di reperire il file ISO dal sito), tutto quello che deve fare è montarla (o cliccarci sopra due volte a seconda di quello che preferisce), attendere l’autorun e poi seguire le normali e ordinarie procedure di installazione di un programma. Dove sta la difficoltà dei tuoi studenti?Vedi Marco, Ivan porta un dato sperimentale: 4 dei suoi studenti universitari su 10 hanno problemi a installare LaTeX. Questo vuol dire, molto semplicemente, che un problema c’è.
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