OldClaudio

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  • in risposta a: Problema installazione Web-O-Mints font #116236
    OldClaudio
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      Nelle prime righe c’è scritto`updmap will read the following updmap.cfg files (in precedence order):
      /usr/local/texlive/2019/texmf-dist/web2c/updmap.cfg`Nel mio log c’è scritto`Using the following config files:
      /usr/local/texlive/texmf-local/web2c/updmap.cfg
      /usr/local/texlive/2019/texmf-dist/web2c/updmap.cfg`È quindi evidente che non hai creato il supplemento di configurazione nella cartella texmf-local/web2c/ come ti ho scritto nel mio ultimo messaggio.

      in risposta a: Testo sbandierato a destra #116180
      OldClaudio
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        Sono curioso di sapere come andrà a finire; Fammi sapere.
        Ciao
        Claudio

        in risposta a: Problema installazione Web-O-Mints font #116234
        OldClaudio
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          Sembrerebbe che updmap-sis non abbia trovato il file local.map che hai creato e messo nell’albero texmf-local/fonts/map/.

          Credo di essermi dimenticato di un punto impostante; ci vuole un file di configurazione [tt]updmap.cfg[/tt] in texmf-local/web2c/ -— nel mio Mac, questo file contiene le seguenti righe`dvipsPreferOutline true

          Map local.map`La prima riga imposta che in ogni caso si devono preferire i font vettoriali, rispetto agli omonimi font bitmapped quando sono disponibili entrambi (credo che oggi sia del tutto superfluo, ma non dà nessun fastidio specificarlo)l a seconda riga dice di usare nacha l file di mappa local.map.

          Credo che questa mia dimenticanza sia il motovo principale del fatto che l’operazione non ti sia riuscita. me ne scuso, ma l’ovvia spiegazione delle mia dimenticanza è che disponendo già di questo file di configurazione, non mi ricordavo più della sua esistenza; mi sono riletto la GuidaGuIT (che per altro ho curato io) e, oplà, ecco svelata la mia dimenticanza.

          Proseguo comunque con altri possibili ipotetiche dimenticanze.

          Per verificare se la mia ipotesi è vera apri con textedit il file ls-R (senza estensione) che si trova in texmf-local/
          Quello è il filename database usato d kpsewhich (in sostanza da tutti i programmi che devono accedere ai file che devono usare) per evitare di dover esplorare tutti gli alberi e sotto alberi del sistema (su ogni piattaforma, dove i file complessivamente ammontano a diverse decine di migliaia, circa 150.000). In questo file (di puro testo) cerca la stinga [tt]./fonts/map:[/tt] che contiene i nomi dei file di mappa inseriti dall’amministratore; deve quindi comparirvi anche local.map.

          Se non vi compare, o non l’hai messo in quella cartella, o ti sei dimenticato di rigenerare il filename database.

          Questo si rigenera eseguendo da superuser il comando mktexlsr, che o rigenera per tutti gli alberi di sistema, compreso l’albero radicato un texmf-local/ (ma non l’albero personale). dopo aver eseguito questo programma, riapri il file ls-R con textedit e riverifica se local.map vi viene elencato.

          Se non vi viene elencato cerca di capire perché; verifica con Finder che il file sia proprio lì, e non (solo) nell’albero personale. Ma finché local.map non vi compare, non puoi rigenerare le mappe di sistema con il nuovo font.

          Se local.map compare nel file .ls-R, riesegui il comando [tt]sudo updmap-sys[/tt]; questa volta se cerchi la stringa WebO o il nome completo WebOMintsGD; deve comparire dentro pdftex.map; di conseguenza se compili i tre file .tex della cartella estratta inizialmente dal file .zip scaricato da CTAN, devi ottenere il risultato compilato con gli ornamenti.

          Fammi sapere se la mai dimenticanza, le mie ipotesi e i miei suggerimenti ti hanno portato al risultato cercato.

          in risposta a: Problema installazione Web-O-Mints font #116233
          OldClaudio
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            Sì, quello che ti è successo compilando dipende dal fatto che ti manc un anello; colpa mia, perché ho usato/modificto file di cui disponevo già. ore devon confrntare il tuo log con il mio per vedere dove differiscono e possibilmente capire che passo ti ho saltto.

            in risposta a: Problema installazione Web-O-Mints font #116230
            OldClaudio
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              Dunque ho provato ad installare queste benedette decorazioni sul mio Mac.
              LA prima sorpresa è stata che sebbene Frank Mittelbach ci abbia messo le mani sopra, il pacchetto roiginale risale al 2002 prima che tetex fosse sostituito da TeX Live; per cui oggi questi font son installati in MikTeX, ma non su TeX Live, quindi nemmeno MacTeX, ma questo te lo avevo già detto.
              Il guaio è che le istruzioni si riferiscono ancora al 2002, quindi sfido chiunque che non abbia una lunga manicatura a installarli oggi con tutta l’acqua che è passato sotto i ponti non solo di TeX Lve ma anche del Mac. Allora il sistema operativo del Mac era la versione 9, oggi è la versione 10.14.6.

              Allora creato l’albero presonale nella cui radice si può scaricare e deocmprimere il file webomints.zip, si dispone nella radice di questo albero della cartella webomints nella quale si trovano diversi file; il MAkefile non serve a niente; il README è obsoleto e quello che c’è scritto serve a poco;

              Se non ci sono, bisogna creare la cartella texmf/fonts/tfm/public/misc/ dove spostare l’unico file .tfm che si trova nella certe webomints; e la cartella texmf/fonts/type1/public/misc dove spostare l’unico file con estensione .pfb.
              Inoltre bisogna creare la cartella texmf.tex/latex/misc dove spostare l’unica cartella .fd

              Ora vien il bello; Sul mio Mac ho creato la cartella texmf/dvips/config/dove ho messo l’unico file con estensiome .map
              ma ho poi aggiunto il contenuto di questo file ad un mio preesistente fiel local.map; se non ne hai mai fatto uso, creatlo con questa sola riga copiata da webo.map.Metti il file local.map nella cartella texmf-local/fonts/map/ Una volta creata questo file local.map in futoro potrai aggiungerci e righe delle mappe di altri fotn type1 che volessi installare.
              Per mettere cose o creare cartelle in questo albero devi farlo con le prerogative del superuser e cfare le cose da terminale specificando sudo prima di ogni comando e introducendo la tua parola chiave con la quale entri nella tua area del tuo Mac. Inolte con l’aggiunta di nuove cartelle o nuovi file devi aggiornare il database dei nomi dei file (informazioni con texdoc texlive). L’aggiornamento non è necessario per l’albero personale.

              Ora da terminale e da superuser da il comando`sudo updmap-sys` e lascia fare al programma che in pochi secondi aggiorna le mappe di sistema.

              Se ora vai nell’albero di sistema texmf-var/fonts/map/ vi trovi tre cartelle con i nomi dvipdfmx, dvips e pdftex, ciascuna contiene una carlle nominata updmap che a sua volta contiene le mappe aggiornate ; verifica co l GetInfo del Finder che siano state aggiornate con la dat e l’ora giusta; se lo sono in pdf/tex/updmap/pdftex.map cerca la sottostringa WebO e vi torverai il nome giusto corrispondente a questi font; non avessi la data giusta o ti mancasse l’aggiornamento riprova.

              Con il sistema operativo e la distribuzione di TeX Live di due o tre anni fa questo era sufficiente. Ora invece ci vuole un altro passo; se non ci sono crea le cartlele giuste nel gruppo di file linkati dal link simbolico che si trova in Library/texlive/2019/texmf-var/fonts/map/ dove devi copiare le omoninime cartelle dell’albero di sistema texmf-far che avevi guardato prima.

              Ora torna nella cartella webomints che avevi decompresso; ci sono rimasti tre file .tex; compilali direttamante da lì e goditi il risultato; finita la contempazione delle decorazioni, che nono proprio carine, , fai ordine nin questa cartella e cancella tutti i file ausiliri che hei creato compilando i tre fiel.tex.

              Lunghetto e delicato, eh?

              Nell’asciugarti il sudore, dato anche il caldo di stagione, pensa a quando ho installato il 954 font greci che ho creato e per ciascuno dei quali ho dovuto scrivere le righe della mappa. Ora arrivano già preinstallati, ma 25 anni fa si faceva tutto a mano.

              in risposta a: Problema con testatine e numerazione #116222
              OldClaudio
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                Eccoci dunque allo scheletro del tuo file riveduto e corretto; È ovvio che ho sostituito il logo della tua università con un disegnino qualunque; Avrei potuto usare il pacchetto mwe, che fornisce molte funzionalità per costruire esempi minimi compilabili, ma visto che non hai avuto la pazienza di leggere la guidina sulla creazione degli esempi minimi compilabili ho preferito creare io dei disegnini qualunque e dei testi pini di bla bla bla.


                @MatteoF
                ha ragione nel dire che ci sono un mucchio di strafalcioni nel codice che hai allegato e che seocondo lui ci sono un mucchi di clearpage e \cleardoublepage e, aggiungo io, di \noindent che non servono a niente.

                Ho rimesso le opzioni una per riga per ottenere più facilmente la possibilità di aggiungerne o di commentarne alcune; in particolare nel file che ti allego, l’opzione oneside della classe risulta commentata, me non tolta: se vui togliere il segno di comemnto all’inizio della riga che contiene oneside, sei padronissimo, ma a meno che la tua università lo richeda per l’archviazione del PDF, stamapre una tesi in oneside in diverse copie, magari rilegate con coperta rigida, è uno spreco di carta; senza oneside la classe book usa il twoside, che permette di risparmiare la metà della carta e metà del cartone per i dorsetti. A questo proposito ti suggeriei di compeere in modo oneside la copia pdf da depositare in segreteria e di commentre l’opzione per comporre in modaliità twoside per passare il file pdf alla copisteria affinché stami e rileghi tesi meno sprecone di carta.

                Sistemare quella faccenda della testatina Introducction su una pagina vuota prima del primo capitolo, è stata dura, perché il comportamento normale di LaTeX è quello. In ogni caso il nuovo file è pieno di comemnti del perché ho ridefinito alcuni comandi, del perché ho cancellato la chiamata a certi pacchetti; del perché ho spostato le chiamata da un punto ad un altro. Ti prego di leggere ogni commento con molta attenzione, perché servono per capire gli errori presenti nel tuo template; è possibile che io abbia mal interpretto certe cose nel tuo frontespizio,che conteneva tanta roba ridondante e inutile che posso essermi confuso.

                Ho modificato il margine sinistro portandolo a 20mm; se ti fa piacere il margine interno uguale al margine esterno, sei ovviamente padronissimo di mettere 30mm. ma non mettere assolutamente un valore maggiore di quello che ha il margine esterno; con quello interno posto uguale a quello esterno hai il vantaggio che leggendo a schermo lo specchio di stampa non si sposta alternativamente a destra e a sinistra, come succede in modo twoside quando i margini sono diversi.

                VA da sé: prima di apportare le modifiche di questo esempio non minimo compilabile al file sorgente della tua tesi, cpialo e salvalo col nome che più ti piace, ma diverso da quello della tua tesi e compilalo; cerca di farci sopra esperimenti per vedere che cosa cambie se togli o metti questo o quel comando; è molto istruttivo.

                Spero che ti sia utile.`% ============ PREAMBOLO ============
                \documentclass[%
                12pt,
                a4paper,
                % oneside,% vedi sotto
                % titlepage% vedi sotto
                ]{book}
                % titlepage è di default per la classe book
                % oneside è molto particolare per una tesi dove, quindi le pagine pari
                % e quelle dispari hanno le stesse testatine; di default book lavorerebbe
                % in modo twoside, dove le testatine di sinistra (pagine pari) hanno il
                % titolo del capitolo e le pagine di destra (pagine dispari) hanno il
                % titolo del paragrafo.
                \usepackage[english]{babel}
                \usepackage[utf8]{inputenc}% utf8x è obsoleto da una decina di anni
                \usepackage[T1]{fontenc}
                %
                \usepackage[signatures]{frontespizio}
                \Preambolo{\renewcommand{\fronttitlefont}{%
                \frontsize{15}{21}\bfseries}}
                %
                \usepackage{supertabular}
                \setlength{\parindent}{0pt}
                \usepackage{chngcntr}
                \usepackage{midpage}% probabilmente incompatibile con frontespizio;
                % potrebbe servire per i titoli dei cpitoli, ma sarebbe fuori luogo per una tesi
                \usepackage{quoting}
                \quotingsetup{font=small}

                \counterwithout{footnote}{chapter}% Idea balzana; va bene che le note dovrebbero essere usate il meno possibile (lo dice Knuth, il creatore di TeX), ma se se ne usano molte, i numeri rischiano di essere a tre cifre e non si saprebbe più dove trovarle.

                \usepackage{setspace}% Possibilimente da evitare
                \onehalfspacing% Impostazione cara agli utenti di WOrd che non hanno nessuna conoscenza di tipografia; passi per le bozze, ma togliere assolutamante dalla bella copia.

                \usepackage[% Vedi sotto
                a4paper,
                top=3cm,
                bottom=4cm,
                %left=4cm,
                left=2cm,
                right=3cm
                ]{geometry}%
                % Queste impostazioni potrebbero essere adatte per legare la tesi con le
                % pagine stampate solo da un lato, e legate assieme in un raccoglitore ad
                % anelli. Non andrebbero bene nemmeno se le pagine fossero legate in
                % brossura.
                % Stampando twoside (scelta fortemente consigliata) i due margini interni
                % di due pagine affacciate formerebbero una striscia bianca larga 8cm:
                % Orrenda! Stampando twoside i margini interni sono sempre NON MAGGIORI
                % dei margini esterni, di solito significativamente minori; nel caso di
                % margini esterni di 30mm, quelli interni potrebbero essere di 15mm o
                % 20mm, certamente non di 40mm.

                % == Matematica
                \usepackage{mathrsfs}% Sicuro di voler usare lettere calligrafiche
                % in stile Edwardiano?
                \usepackage[fleqn]{amsmath}% Non è vietato, ma insolto avere i numeri
                % delle formule a sinistra
                %\usepackage{amsfonts}% De non caricare, perché viene già caricato
                % da amssymb
                \usepackage{amssymb}

                % == Nuovi Comandi
                \newcommand{\Eacc}{\`E }% Basterebbe \newcommand\E{È\ }
                \newcommand{\Reg}{\textsuperscript{\textregistered} $\;$}% Troppo spazio
                % dopo il segno di marchio registato: ma hai caricato il pacchetto textcomp? %Senza di questo il comando \textregistered non è definito

                % == Aggiunge i bookmark ed i collegamenti nel file pdf
                \usepackage[colorlinks=true,linktocpage]{hyperref}
                \hypersetup{
                bookmarksnumbered=true,
                linkcolor=black,
                citecolor=black,
                % pagecolor=black,% Strano…
                urlcolor=black,}

                % == Numerazione delle equazioni con le lettere dell'alfabeto
                \DeclareMathOperator{\uimm}{\mathrm{i}}% Questo definisce l'unità
                % immaginaria — non specifica affatto che la numerazione delle equazioni
                % sia eseguita con le lettere dell'alfabeto (cosa che comunque sarebbe
                % balzana e produrrebbe solo confusione.

                % == Tabelle con Gnumeric
                \usepackage{color} % xcolro sarebbe meglio, ma non è vietato usare color
                \usepackage{array}
                \usepackage{longtable}
                \usepackage{calc}% esistono comandi nativi per fare i calcoli
                \usepackage{multirow}% Da evitare se possibile
                \usepackage{hhline}% da non usare mai, nemmeno sotto minaccia delle armi
                \usepackage{ifthen}% Sono comandi fragili; usare i test definti da etoolbox

                \usepackage{graphicx}

                % Con questo comando si dice a LaTex dove sono memorizzate le figure
                \graphicspath{{./imag/}}

                % Riferirsi alla documentazione subfigurepackage.pdf
                \usepackage{subfigure}
                \usepackage{subfloat}

                % Permette di cambiare lo stile del carattere usato per le didascalie
                \usepackage[bf,hang]{caption}% Caption2 è obsoleto.
                % Bisogna usare il pacchetto caption,
                % i quale dice nelle righe 48-53 ciò che segue:
                % \@ifpackageloaded{caption2}{%
                % \caption@Error{%
                % You can't use both, the (obsolete) caption2 *and*\MessageBreak
                % the (current) caption package}%
                % \endinput
                % }{}
                % È vero che dice che non si devono usare caption2 e caption
                % contemporaneamente, ma l'autore di entrambi dice che caption2 è obsoleto,
                % quindi perché usare un pacchetto obsoleto quando se ne può usare uno moderno?

                %—————-elimina le testatine sulle pagine bianche—————
                %\let\origdoublepage\cleardoublepage
                %\newcommand{\clearemptydoublepage}{\clearpage{\pagestyle{empty}\origdoublepage}}
                %\let\cleardoublepage\clearemptydoublepage
                % Tutto questo si ottiene con il pacchetto emptypage; tuttavia il comando
                % così definito non funziona (bene) componendo in modo oneside.
                %\usepackage{emptypage}; provato, non scompaiono gli inconvenienti.
                % Perciò è meglio ridefinire \cleardoubkepage; si parte dal presupposto
                % che si stia componendo una colonna

                \renewcommand\cleardoublepage{\csname @par\endcsname
                \newpage
                \csname if@twoside\endcsname
                \unless\ifodd\value{page}\null\thispagestyle{empty}\newpage\fi\fi}

                % Cambia poco o niente; provo a rideifnire \mainmatter
                \renewcommand\mainmatter{%
                \clearpage
                \pagenumbering{arabic}
                \csname @mainmattertrue\endcsname
                }

                % Tutto preso isolatamente funziona come previsto che faccia;
                % ma messi insieme non funzionano; un \cleardoublepage messo dopo
                % \mainmatter (che ne contiene già una cosa simile) funziona come ci si
                % aspetta, ma il \cleardoublepage messo dentro il primo comando \chapter
                % dopo \mainmatter; non funiona, nel senso che prima emette una pagina
                % numerata 1, che è dispari, quindi inserisce ancora una pagina vuota
                % numerata 2 (anche se il numero non appare) e infine comincia il capitolo
                % sulla pagina 3. Quando comincia l'esecuzione della macro \chapter, il
                % numero di pagina è già 1, e il primo comando \cleardoublepage non se ne
                % accorge e si comporta come previsto, cioè va alla pagina successiva che
                % è pari, perciò la emette vuota, e quindi il capitolo comincia sulla
                % pagina ancora successiva. In generale è giusto che faccia così, ma non
                % dopo aver emesso \mainmatter. Quindi bisogna provvedere con un ulteriore
                % test.
                % Siccome \chapter contiene nella sue definizione dei comandi interni
                % il cui nome contiene il segno @, bisogna ridefinire il comando dopo
                % aver assegnato a @ il codice di categoria delle lettere, per poi
                % riassegnargli il valore degli altri segni; questa cosa è spiegata persino
                % nel manuale di Leslie Lamport, il creatore di LaTeX. Il tutto non può
                % essere fatto dentro un gruppo, ma deve essere fato con i comandi quasi
                % primitivi \makeatletter e \makeatother.

                \makeatletter % @ riceve il codice di categoria delle lettere
                \renewcommand\chapter{%
                \unless\ifnum\value{page}=\@ne%
                \if@openright\cleardoublepage\else\clearpage\fi\fi
                \thispagestyle{plain}%
                \global\@topnum\z@
                \@afterindentfalse
                \secdef\@chapter\@schapter}
                \makeatother % @ riprende il suo codice di categoria di “altro segno”

                % == Impostazione della pagina ===============
                \usepackage{fancyhdr}
                \pagestyle{fancy}
                \addtolength{\headwidth}{20pt}
                \setlength{\headheight}{28pt}% Perché così grande?
                \renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{\thechapter. \ #1}{}}
                \renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\thesection \ #1}{}}

                \cfoot{}
                % La documentazione di fancyhdr dice espressamente nel paragrafo 26
                % che \fancyplain è “deprecated”. Leggi attentamente la documentazione
                % di fancyhdr per configurare testatine e piedini sia per lo stile fancy,
                % sia per ogni altro stile, sia per ridefinire gli stili preesistenti,
                % come, per esempio, plain.
                \rhead[\fancyplain{}{\itshape\leftmark}]{\fancyplain{}{\itshape\thepage}}
                \lhead[\fancyplain{}{\itshape\thepage}]{\fancyplain{}{\itshape\rightmark}}

                \setcounter{secnumdepth}{3} % numera le subsubsection
                \setcounter{tocdepth}{3} % inserisce le subsubsection nell'indice

                \usepackage{natbib}
                %\captionstyle{hang} mettilo come opzione a caption

                %%%%%%%fine PREAMBOLO%%%%%%%%

                \begin{document}
                \frontmatter % vedi sotto

                \begin{titlepage} % Perché usi titlepage se hai chiamatto il pacchetto frontespizio? O l'uno o l'altro.

                %\begin{figure}[htbp] % Che cosa ci sta a fare una figura flottante
                % dentro l'ambiente titlepage?
                %\noindent
                \begin{minipage}{0.3\textwidth}
                \centering
                %\includegraphics[scale=0.8]{logo_universita.eps}
                \unitlength=0.1\hsize
                \begin{picture}(10,10)
                \put(0,0){\framebox(10,10){}}
                \put(0,0){\line(1,1){10}}
                \put(0,10){\line(1,-1){10}}
                \end{picture}
                \end{minipage}
                \hspace{0.4\textwidth}
                %\begin{minipage}{0.3\textwidth}
                %
                %\end{minipage}
                \begin{minipage}{0.3\textwidth}
                \begin{flushright}
                \Large \textbf{Scuola \dots} % Le altre graffe sono inutili

                \bigskip

                %\end{flushright}
                %\begin{flushright}

                Corso di Laurea
                \end{flushright}
                \end{minipage}

                \centering

                %\end{figure}

                \vspace{15mm} % Questi due spazi…
                \begin{center}
                \vspace{10mm} % … consecutivi cosa ci stanno a fare?

                \huge \bfseries % Occhio ai comandi obsoleti e spesso non più usabili
                % tra cui \bf
                % Togliere la graffe inutili
                title

                \end{center}% Dentro l'ambiente center il comando \noindent è
                % del tutto superfluo
                \vspace{25mm}
                %\noindent % Togliere le graffe inutili — Togliere noindent
                \textbf{\Large Relatori:}\\[\baselineskip]
                %\noindent% Togliere \noindent
                {\LARGE Prof. XXX YYY\\
                Prof. ZZ VV \par} % \par ci vuole, altrimenti lo scartamanto fra le righe è sbagliato

                \vspace{10mm}

                %\noindent % Togliere noindent
                {\Large \textbf{Candidato:}}\\[\baselineskip]
                %\noindent % Togliere \noindent
                {\LARGE YY XX\\}
                %\vspace{20mm}
                %\rule{40mm}{0.01mm}\\
                \vfill
                \noindent{\small Anno Accademico}
                \end{titlepage}

                %$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$
                %%%% FRONTMATTER %%%%%%%%%%%%%
                %\frontmatter % QUESTO È NEL POSTO SBAGLIATO, VA ALL'INIZIO

                \newpage %va in una pagina nuova
                \pagestyle{plain} % <---- % ABSTRACT \begin{midpage} \thispagestyle{empty} %\input{abstract.tex} \begin{center} \Large ABSTRACT \end{center} Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. \end{midpage} %-------------INDICI--------------------------------- \tableofcontents % stampa l'indice %\clearemptydoublepage \cleardoublepage \markboth{List of Figures}{List of Figures} \listoffigures % stampa l'indice delle figure \cleardoublepage \pagestyle{fancy} % <--- \phantomsection \addcontentsline{toc}{chapter}{Introduction} \markboth{Introduction}{Introduction} %\mainmatter % già commentato da Gustavo %\input{introduction} % questo file comincia con \chapter*{Introduction}? \chapter*{Introduction} Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. %%%% MAINMATTER %%%%%%%%%%%%%% \mainmatter %\clearemptydoublepage % già eseguito da \mainmatter \ % === Capitoli Tesi ===== %\input{capitolo_1.tex} \chapter{First} Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. %%%% \backmatter \cleardoublepage \phantomsection \markboth{Bibliography}{Bibliography} \addcontentsline{toc}{chapter}{Bibliography} \bibliographystyle{unsrt} \bibliography{biblio} \nocite{*} \end{document}`

                in risposta a: Problema con testatine e numerazione #116220
                OldClaudio
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                  Dopo pranzo ti rimando il tuo file corretto e che fa quello che desideri sia solo fronte sia fronteretro; Prendi in considerazione di stampare fronteretoro; risprmi metà della carta, e, come sia, oggi bisogna fare attenzione anche a questi dettagli.

                  in risposta a: Problema installazione Web-O-Mints font #116229
                  OldClaudio
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                    L’albero perosnale è un albebero che parte da una cartella che si chiama texmf col nome allungato con diverse appendici; ogni albero di MacTeX (che sarebbe la versione Mac di TeXLive) parte in quel modo; ci sono gli albero texmf-dist e texmf-var, per esempio, dove quello che contiene il prolungamanto dist contiene tutti i pacchetti, classi, definizioni, documentazione, font, ecc., ecc. ecc. del sistema TeX. L’albero prolungato con var contie dati che servono per l’utente esperto che sa come leggerli, ma in generale contiene tablele/file, di configirazione e file .log generati dal programma di installazione; puoi vedere il percorso completo cliccando una volta su uno di questi nomi di cartelle e nella parte inferiore del finder leggi la fila di cartelle che unisocno quella evidenziata con la radice del disco su cui si trova. Più semplicemente potrebbe essere (in genrale) questa operazione; in un Finder aperto scrivi nella casellina in altro a destra, per esempio, texmf-dist enel dialogo che si parre seleziona “Name matches tex-mfdist” poi premi Return. Questo ti servirebbe per trovare un qualunque file o qualunque caretella, e senza scelglier “Match…” serve per trovare qualunque file che contenga la stringa di lettere che hai inserito nella finestrina.
                    Tutto ciò non funziona con i file e le cartelle di MacTeX; quidi bisogna essere un po’ più abili.
                    Devi quindi usare il Finder, selezionando nel suo menu la voce Go; nel menu a tendin schegli Go to folder e nalla finestrina scrivi /
                    Questo ti permette di andarre nella radice del disco fisso; seleziona in sequenza Library, poi TeX poi Root, e in questa trovi tutte le radici degli alberi del sistema TeX.

                    Ci sono due alberi speciali: l’albero local (texmf-local che contiene utto quello che riguarda al tua macchina e che è accessibile a tutti gli utenti; questo albero non viene mai aggiornal=to quenado aggirni e fra un anno installi MacTeX 2020.

                    Invece se vai nella tua home, che supongo si chiami luca, da lì usando il solito Go del finder specificagli ~/Library e ti porta in una cartella nascosta che contiene la tua roba personale e che non è accessibile agli altri utenti della tua macchina. Se non c’è ancora crea la cartella texmf; che diventa la radice del tua albero personale. Lì ci scarichi il file .zio con i Web-O-Mints (webomints.zip) che avrai scaricato da CTAN; col decompressore dei file zip di cui disponi, decomprimi questo pacchetto che onterrà un certo numero di file, fra cui un MAKEFILE (non so se scritto in tutte maisucole o in tutte minuscole; c’è anche un file README (file di testo che apri con textedit); leggi questo file con attenione e segui le istruzioni; Probabilmente ti chiederà di verificare che il file MAKEFILE si un file eseguibile da finestra di comando e ti suggerirà di aprire un terminal (finestra comandi) e lì, dopo aver impostato come cartella di lacoro quella cartella texmf, di insierire ed eseguire il comando, per esempio, makefile –help (Attento che il sistema Unix è sensibile alle maisucoole e minuscole, quindi devi fare attenzione a scrivere i nomi dei file e dei comandi esattamente con le stesse maiuscole e minuscole. Se di presenta le sitruzioni d’uso di quel particolare makefine, esso è eseguibile e sei a buon punto; segui in ordine molto scrupolosamante le indicazioni contenute nel file REDME ed è possibile che quelle istruzioni usando makefile come si deve ti portino a completare l’installazione di tutti quei font.

                    Come ti ho già detto, la cosa non è semplice,ma se arrivi al risultato sarai saliti di pearecchi gradinei nella tua capacità di usare intelligentemente il tuo Mac.

                    in risposta a: Problema installazione Web-O-Mints font #116227
                    OldClaudio
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                      Sei nei guai, perché i font pfb sono difficili da installare; ed è per questo che non sono preinstallati nel Mac, e probabilmente nemmno in altre piattaforme; intanto li divi installare nel tuo albero personale, che nel Mac, si trova in ~/Library/texmf. poi devi scaricarti il pacchetto da CTAN, metterlo in una cartella temporanea qualsiasi e, dopo averlo decompresso, devi lanciare da terminale il suo programma Makefile: se tutto v bene i tuoi font sono installati. Altrimenti devi seguire la procedura descritta Nella GuidaGuIT, scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito; Devi avere molta confidenza con i comandi del linguaggio UNIX che sottostanno a tutta l’operazione; magari ci metti mezza giornata, ma alla fine ci riesci. Non ti ho indicato la strada per il Paradiso, perché, come ti ho detto, installare i font pfb è difficile; L’ho fatto moltissime volte e conoscendo ormai a memoria la sequenza dei passi da compiere, e le possibilità di errore, sono preparato al peggio.
                      Qualunque cosa tu voglia fare con questi ornamenti, ricordati che meno ornamenti usi, più sero e professionale appare il tuo documento; È vero che L’Arte di scrivere con LaTeX è piena di ornamenti; è vero che LaTeXpedia ne contiene altri ancora, ma al di là dei colori e di una certa fantasia che si può apprezzare, gli ornamenti più sono “ornai” e meno sono professionali.
                      Pensaci bene. ma non desistere, se anche alla fine non li userai, avrai imparato tecniche nuove per gestire i font.

                      in risposta a: Inserimento pagina vuota in classe article #116225
                      OldClaudio
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                        Ma hai provato a specificare fra le opzioni alla classe l’opzione openright? poi devi usare cleardoublepage dopo ciascuna poesia.

                        Oppure dopo ogni poesia inserici [tt]\clearpage \nule \clearpage[/tt]

                        in risposta a: Problema con testatine e numerazione #116214
                        OldClaudio
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                          Intanto benvenuto nel forum.

                          È difficile risponderti, perché non hai fornito qualcosa di compilabile, sia pure con informazioni (nomi tuo o dell’ateneo, ralatori, titolo della tesi, eccetera) completamente alterati per conservare il tuo anonimato (Privacy}; ma il tutto deve cominciare con \documentlclass e deve finire con \end{document}; il tutto deve contenere il minimo indispensabile per replicare il tuo problema. Sena questo è molto difficile aiutarti e in particolare vedere perché ti succede quello che descrivi.
                          In partenon è chiaro, perché \cleardoublepage fa esattamente quello che deve fare, e la pagina bianca nva eliminata in una maniera diversa, salvo il fatto che comunque se il tuo template prevede l’impostazione openright, la pagina bianca non può essere eliminata.
                          In sotanza fornisci un Esempio Minimo Compilabile:se hai dei dubbi scarica dalla sezione Documentazione la guida tematica relativa alla creazione delll’EMC, Esempio Minimo Compilabile.

                          in risposta a: Pacchetto Frontespizio su Overleaf #116210
                          OldClaudio
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                            Enrico, se vuole, ti risponderà direttamente.

                            Personalmente penso che ci siano vantaggi e svantaggi sia con la compilazione separata (frontespizio) sia con la compilazione simultanea (p.es.TOPtesi); Con la compilazione separata è possibile fermare il ciclo seguendo le istruzioni della documentazione; conservando quindi un frontespizio che non verrà mai modificato; in questo cso è possibile che quelle due righe suggerite nel thread che hai trovato in rete, possano evitare le tre compilazioni; m se vuoi personalizzare qualche cosa, non ha che da mettere le mani dul file \jobname-ffrn.tex, lo puoi editare e compilare e dopo questa personalizzazione arresti la ricreazione del file \jobname-frn.tex.Con la produzione simultanea del frontespizio, non devi ripetere nessuna compilazione ma se vuoi apportare delle modifiche devi ricominciare talvolta da zero.

                            Probabilmente Enrico ha in mente altri vantaggi; per esempio che nel solo frontespizio sei più libero nel formato dello specchio di stampa, nella scelta dei font, e via di questo passo. Con TOPtesi può sempre usare l’opzione custom ma devi configurare da solo un mucchio di dettagli. È vero che dopo aver superato questo scoglio, eventuali modifiche successive diventano banali, se non altro perché devi rimettere le mai sucodice che hai scritto to stesso.

                            Se hai letto la documentazione di TOPtesi, vedi che una delle opzioni è quella di usare il pacchetto frontespizio; l’ho fatto apposta perché il pacchetto frontespizio è fatto molto bene e potrebbe essere preferito da diversi laureandi; ho messo anche l’opzione custom per non obbligare nessuno a usare schemi predefiniti. L’ho fatto perché non parto da presupposto che la mai classe possa soddisfare sempre tutti e per qualunque tipo di tesi. A parte le indicazioni fantasiose prescritte o suggerite dalle norme di molte università, ci sono infiniti modi per predisporre frontespizi che soddisfino gli aspetti burocratici del documento particolare formato dal rapporto sul lavoro fatto in merito allo studio della tematica della tesi, Quindi penso che la libertà debba essere totale, anche si ho preconfezionato una buona sere di frontespizi diversi.

                            in risposta a: Pacchetto Frontespizio su Overleaf #116208
                            OldClaudio
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                              Purtroppo io non uso Overlef ma ti posso assicirare che il tuo EMC, tolte le due righe incriminae, cioè`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                              % !TEX TS-program = pdflatex
                              \documentclass[12pt,twoside, openright,titlepage]{report}
                              \usepackage[T1]{fontenc}
                              \usepackage[utf8]{inputenc}
                              \usepackage[english]{babel}
                              \usepackage{frontespizio}

                              \begin{document}

                              \begin{frontespizio}
                              \Istituzione{Universita di Pisa}
                              \Facolta{Ingegneria}
                              \Corso{Corso di Laurea}
                              \Annoaccademico{2014–2015}
                              \Titoletto{Tesi di laurea}
                              \Titolo{000000}
                              \Candidato[PP999999]{Paperon de’ Paperoni}
                              \Relatore{Giovanni Episcopo}
                              \Relatore{Pippo Cluvio}
                              \Correlatore{Ugo Frogio}
                              \Correlatore{Ubaldo Kutuzu}
                              \end{frontespizio}

                              %\IfFileExists{\jobname-frn.pdf}{}{%
                              %\immediate\write18{pdflatex \jobname-frn}}

                              [Main text]

                              \end{document}`compilato la prima volta produce il file *frn.tex seguente`%% This file has been automatically generated by `frontespizio'.
                              %% Don't use it as a model for a new frontispiece, use the
                              %% `frontespizio' environment in you document instead.
                              \documentclass [titlepage]{article}
                              \usepackage[utf8]{inputenc}
                              \usepackage [a4paper,left=1cm,bottom=1.5cm,right=1cm,top=1cm]{geometry}
                              \usepackage {graphicx}
                              \usepackage [svgnames]{xcolor}
                              \usepackage[nowrite,infront,standard]{frontespizio}
                              \nofiles
                              \fontoptionnormal
                              \Istituzione {Universita di Pisa}
                              \Facolta {Ingegneria}
                              \Corso [Laurea Magistrale]{Corso di Laurea}
                              \Annoaccademico {2014–2015}
                              \Titoletto {Tesi di laurea}
                              \Titolo {000000}
                              \Candidato [PP999999]{Paperon de’ Paperoni}
                              \Relatore {Giovanni Episcopo}
                              \Relatore {Pippo Cluvio}
                              \Correlatore {Ugo Frogio}
                              \Correlatore {Ubaldo Kutuzu}
                              \begin {document}
                              \preparefrontpagestandard
                              \end {document}` compinado il quale si ottiene il file -frn.pdf in modo regolare; ricompilando, sempre senza le due righe incriminate, si ottien il tuo mainfile col frontespizio incorporato.

                              Quelle due righe incriminate[code]\IfFileExists{\jobname-frn.pdf}{}{%
                              \immediate\write18{pdflatex \jobname-frn}}dicono in sostanza: “Se esiste già il file \jobnamee-frn.pdf} non fare niente, altrimenti compila con pdflatex il file jobname-frn.tex}. Quindi quelle due righe producono in file pdf del frontespizio se per caso questo file non esiste ancora.

                              Ora il concetto è sbagliato, perché la presenza del pacchetto frontespizio e dell’ambiente frontespizio, serve epr produrre il file \jobname-frn.tex} e se il file\jobname-frn.pdf, ad impostarlo nella tesi. Allora quelle due righe compilano il file \jobname-frn.tex se non è ai stato compilato prima, ma non lo aggirnano se per caso i dati del frontespizio sono stati cambiati; qualunque modifica tu faccia ai dati contenuto nell’ambiente frontespizio, non vengono mai aggiornati, a meno che tu non cancelli a manoil file \jobnmae-frn.pdf.

                              Detto questo Overleaf può anchee comportasi diversamente ma come è previsto dalla documentazione di frontespizio; ma questo te lo può confermare solo un utente di Ovleaf;io non lo uso e me ne guardo bene, quindi non sono in grado di trovare l’eventuale bug presente in Overleaf.

                              Posso consigliarti alcune cose:
                              1) la prima,ovvia, prenditi il disturbo di installarti il sistema TeX sul tuo calcolatore e bypassi ogni problema posto da Overleaf.
                              2) se usi Overleaf perché vi accedi con un tablet senzainstallare nulla nel tuo apparecchio handheld, lascia perdere; usa un calcolatore vero e non un tablet. Oppure accontenti dei limiti del tablet.
                              3) se non vuoi o non puoi fare diversamente usa una classe diversa che compongail frotnepsizio senza ricorrere a programi esterni. In questo caso ti suggerisco TOPtesi (che volendo potebbe usare anche frontespizio, ma questo no ti d=salverebbe dai imiti di Overleaf; TOptesi ti permette di creare fonrtespizi abastanza personalizzati; mati offre anche la possibilità di creare unfrontespizio custom, dove usando l’opportuno ambiente titlepage poi comporre il frontespizio mettendo el informazionidove ti pare, con i font, famiglie, srie, forema corpo e scartamnto che più ti piacciono; naturalmeten per personalizzare il tuo frontespizio in modo cosi libero, devi saper usare i comandi del nucleo di LaTeX e magari qualcosa di più; leggine la documentazione con i comandi propidi Overleaf,mase la documentazione in italiano ti dice di essere precedente all’agosto 2019, vuol dire che su Overleaf c’è una versione obsoleta (cosa molto probabile);perciò chiudi il ciclo: se vuo avere un sistema TeX completo e aggiornato devi installarti il sistema TeX (possibimente TeX Live) sulla tua macchina.

                              in risposta a: Pacchetto Frontespizio su Overleaf #116206
                              OldClaudio
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                                Se hai letto la documentazione in italiano di frontespizio ( texdoc frontespizio funziona sule intallazione locali, non so se funzioni su Overleaf), hai letto che devi compilare il tuo file principale myfile.tex, senza usare quelle due righe \IfFileExists che sono eseguite meglio dal pacchetto frontespizio; poi devi compilare myfile-frn.tex, poi devi ricompilare il tuo mainfile.tex.

                                Se questo funzioni con Overleaf non lo so, perché non ho mai usato Overleaf; preferisco di gran lunga avere tutto il sistema TeX aggiornato e completo sulla mia macchina. Ma quello che ti ho descritto è il modo di compilare il forntespizio con quel pacchetto.

                                in risposta a: LaTeX3, LuaTeX, XeLaTeX #116202
                                OldClaudio
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                                  Daniele, oggi L3 è gia ampiamente usato in molti pacchetti e anche nel nucleo di LaTeX; compila un documento qualsiasi con pdfLaTeX, poi esamina il file .log; vedrai molti pacchetti che si riferiscono a L3.

                                  L3 non è un linguaggio per l’utente finale, anche se lo può usare.

                                  Ti potrà sembrare strano, ma i programmi di composizione basati su LaTeX sono molto simili per l’utente finale; al limite se un dato file è compilabile con pdfLaTeX, lo è anche con XelaTeX e LuaLaTeX senza modificarne una virgola; non è vero il caso opposto; invece se un dato file è compilabile con XeLaTeX di solito è compilabile anche con LuaLaTeX.
                                  Tuttavia la differenza sostanziale consiste nel fatto che pdfLaTeX può lavorare solo con font codificati con un solo byte, 8bit, quindi con polizze di 256 caratteri. Gli altri due programmi sono pensati per lavorare con font codificati con diversi byte e in teoria potrebbero lavora con font dotti di milioni di caratteri; per fortuna — o per disgrazia — dipende dai punti di vista, finora non ho visto nessun font che, pur contenendo anche gli ideogrammi cinesi, contenga più di qualche decina di migliaia di segni. Quindi la differenza fra Xe o Lua LaTeX consiste nel modo di gestire i caratteri.
                                  L’altra differenza che ne deriva, è che con Xe e Lua Latex puoi gestire lingue che usano insiemi di carattari molto diversi, la gestione delle lingue risulta diversa da quella di pdfLaTeX. Su quest’ultimo punto le opinioni sono diverse: pdfLaTeX usa babel, mentre Xe e Lua LaTeX usano polyglossia; recentemente babel si è dotato di ulteriori funzionalità per cui babel funziona anche con Xe e LuaLaTeX, mentre polyglossia NON funziona con pdfLaTeX; alcuni ritengono che babel sia migliore di polyglossia e di conseguenza ne consigliano l’uso generalizzato; altri ritengono che polyglossia selezioni le lingue molto più efficacemente rispetto a babel e automaticamente consenta di associare una famiglia di font a specifiche lingue. Personalmente io preferisco polyglossia, ma è sollo una questione di gusti personali.

                                  Ci sono poi le differenze fa Xe e Lua LaTeX; XeLaTeX, o meglio, il suo interprete xetex, risale circa al 2006; LuaLaTeX, o meglio il suo interprete luatex, si è stabilizzato nel 2018. quindi è molto più moderno. Ma la differenza sostanziale è che Xe(La)Tex produce in uscita un filein formato DVI esteso, che tramite un “pipe” del sistema operativo viene dato in pasto al programma xdvipdfmx che lo trasforma in file PDF; Lua(La)TeX produce direttamente il file PDF. Questo potrebbe essere un dettaglio texnico che sfugge alla maggioranza degli utenti,ma questo implica certe limitazioni; una, per esempio, è che lavorando con XeLaTeX non si possono creare direttamente file PDF conformi alle norme ISO sull’archiviabilità, mentre con LuaLaTeX questa operazione è possibile.

                                  Detto questo la questione più delicata e in un certo senso più difficile, consiste nella gestione dei font; con pdfLaTeX la cosa è sempre stata difficile se si volevano usare font che non fossero preinstallati nella distribuzione del sistema TeX, ma per questi ultimi la cosa era quasi banale: bastava caricare il pacchetto specifico per la loro gestine ed eri a posto; volevi usare i Palatino testuali? caricavi il pacchetto newpxfonts ed eri a posto, volevi usare i font libertinus? caricavi il pacchetto libertinus ed eri a posto.

                                  Con i font con codifiche multibyte c’è l’imbarazzo della scelta: puoi usare sia quelli installati con il sistema TeX, sia quelli già presenti con il tuo sistema operativo; ma le funzionalità dei font Unicode OpenType sono tali e tante che senza leggere con attenzione la documentazione del pacchetto fontspec non riesci a sapere di ciascun font di quali funzionalità ciascuno di essi disponga. Se vuoi quindi dedicarti a uno dei due programmi che gestiscono font multibyte, devi quindi familiarizzare con la gestione di questi font.

                                  L’altra differenza importantissima fra Xe e Lua LaTeX (o meglio dei loro interpreti) è che luatex incorpora un sotto insieme del linguaggio Lua; è un linguaggio di scripting che permette di fare cose incredibili, impensabili con il solo “tex”, ma servono per fare composizioni di alt acrobazia; l’utente che non necessitidi queste funzionalità estese, non vede quasi nessuna differenza fra Xe e Lua LaTeX. Il Reference Manual di LuaTeX è appunto Luatex.pdf e lo puoi aprire con texdoc luatex.

                                  Tornando al linguaggio L3, l’utente finale non deve preoccuuparsene più di tanto, a meno che non voglia mettersia creare pacchetti o classi; ma ci sono degli ottimi pacchetti di interfacci;io ho usato molto xparse che serve pe definire comandi e ambienti in una maniera incredibilmente potente; ho usato xfp che permette di fare calcoli con numeri decimali floating point in modo molto più efficace rispettoai comandi del TeX esteso, che rappresenta il programma di interpretazione delle macro e dei comandi primitivi dei TeX. Rarissimamente ho usato i comandi L3 direttamente,ma ci si riesce leggendo i vari file di documentazione già presenti nella tua installazine i cui nomi cominciano con “l3”. Non è obbligatorio servirsene, ma se lo si fa si hanno un certo nuemro di vantaggi; le interfacce già presenti, come xparse e xfp, facilitano il compito nascondendo L3 dietro le quinte, ma ne sfruttano l’intera potenza; Solo a titolo di esempio; da anni avevo messo in rete on pacchetto widetable per comporre tabelle di larghezza specificata agendo solo fra lo spazio inter-colonna: scritto con i comandi TeX e LaTeX nativi mi ci volevano poco meno di 200 righe di codice; recentemente l’ho riscritto usando le funzionalità di xparse, e sono state necessarie solouna cinquantina di righe di codice; inoltre il programma funziona meglio e non mostra nessuna fragilità rispetto al suo contenuto. Certo bisogna studiare xparse un pochino, bisogna fare esperimenti, bisogn sbagliare per toccare con mano ciì si può fare o non fre con quell’interfaccia, ma poi il risultato è decisamante di qualità superiore.

                                  Fine della reclame di Lua e di L3 🙂

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