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Non ti ho raccontato come fare la numerazione romana, ma te l’ho detto solo per spiegarti perché TOPtesi non la usa di default; avevi chiesto opinioni in merito; ti ho scritto le mie opinioni. Se senti le opinioni di altri, anche su questo forum, troverai certamente chi apprezza la numerazione romana.Ma a ben penarci è una bella questione di lana caprina; chiunque la può pensare come crede, ma nessuna delle due scelte cambia il mondo…:grin:
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Se hai letto le documentazioni di TOPtesi, in particolare quella che si legge da terminale dando il comando [[tt]texdoc toptesi-it[/tt] trovi la giustificazione ben descritta lì in merito all’opzione della classe [tt]numeriromani[/tt], descritta in quella documentazione.Con toptesi bisogna chiederlo esplicitamente, perché di default non lo fa e c’è l’opzione apposita.
In parole poverissime, la numerazione romana era quasi d’obbligo quando si componeva in piombo,vuoi fino al secolo diciannovesimo, vuoi anche quando si usavano macchine “moderne” quali la linotype o la monotype tradizionale. Questo perché la parte iniziale veniva composta DOPO aver dato da leggere e/o terminato la composizione della parte principale. Oggi è anacronistico, visto che la composizione si fa sempre con mezzi elettronici, ma a diverse persone, specialmente in campo umanistico piace. Se hai letto ben bene la documentazione, se si usano numeri romani per la numerazione della parte iniziale, essi vengono composti in maiuscoletto, perché gli antichi romani non conoscevano il minuscolo. QUesta del maiuscoletto è una mia mania e ho tribolato non poco per introdurla in TOPtesi.
Per il forntespiso in inglese devi consultare la documentazione del pacchetto frontespizio; TOPtesi consente di caricare ed usare quell’ottimo pacchetto, ma l’opzione frontespizio serve soloper evitare conflitti con il modilo topfrontdi TOPtesi. Il pacchetto frontespizio ha la sua documentazione che si legge da terminale dando il comando [tt]texdoc frontespizio[/tt]. ma la documentazone di TOPtesi non la riporta né tutta né in parte perché si tratta di un pacchetto di un altro autore che è padrone di modificare il pacchetto e la conseguente documentazione quando vuole lui; non è tenuto ad informarmi di ogni eventuale cambiamento; è , quindi, giusto che io reindirizzi gli utenti di TOPtesi alla documentazione originale (in italiano) di quel pacchetto.
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Innanzi tutto Il pacchetto TOPtesi fa già parte di ogni installazione del sistema TeX aggiornata e completa; non è escluso che la copia che ti ha fornito l’università sia obsoleta; la versione corrente è la 6.3.05 del 2019-07-01. Le sue documentazioni si leggono con i comandi da terminale [tt]texdoc toptesi.pdf[/tt] (quella del codice) e [tt]texdoc toptesi-it[/tt]quella sulle tesi in generale, comprese quelle di dottorato della scuola di dottorato del Politecnico di Torino,oltre che le tesi in generale, comprese quelle dottorali, di “qualsiasi” università.Leggine la documentazione in italiano/inglese , in particolare la parte che si riferisce alla SCUola di DOttorato (SCUDO) del Politecnico di torino, per le tesi della quale è previsto l’uso del pacchetto biblatex e del programma biber, Per le altre tesi si suppone di usare il programma di estrazione bibtex accompagnato dal pacchetto natbib, meno performante di quello che si può ottenere con biblatex+biber. MA per le tesi nelle discipline sperimentali anche l’approccio meno performante va benissimo.
Ciò premesso, mi viene il sospetto che aggiornando MikTeX, o anche prima, tu disponessi di una installazione non aggiornata e/o incompleta di MikTeX. Controlla. Se ti rimanessero dei dubbi, prendi in considerazione di disinstallare completamente MikTeX (con le procedure specifiche della tua versione del tuo sistema operativo) e di installare TeX Live, come descritto nelle verie guide che trovi nella sezione Documentzione di questo forum. L’installazione standard, anche per Windows, prevede anche il programma tlmgr (.exe) il cui nome significa TeX Live Manager, che ti permette di mantenere aggiornata la tua installazione, volendo, anche giornalmente; io me la mantengo aggiornata circa ogni sette-dieci giorni.
MikTeX è una installazione storica per macchine Windows, ed è ottima, ma è curata da una sola persoona; i suoi aggiornamenti sono sempre in ritardo di qualche settimana o di qualche mese rispetto agli aggiornamenti di TeXLive; ho cominciato con MikTeX con la sua prima versione appena uscita; ma poi una quindicina di anni fa ho abbandonato Windows e sono passato a Mac, e MikTeX non era più usabile; in compenso MacTeX contiene tutto TeXLive, completo, e poso aggiornare con la frequenza che voglio; settimanalmente ci sono sempre alcune decine di pacchetti aggiornati e una mezza dozzina di pacchetti nuovi; vedi tu se vale la pena disporre di una installazione aggiornabile frequentemente.
PS. Sei sicura di eseguire biber con le prerogative dell’amministratore? Controlla se hai avuto un recente aggiornamento del sistema operativo che gestisce le prerogative degli utenti in modo diverso da quello che (non) faceva prima dell’aggiornamento.
28 Agosto 2019 alle 4:28 in risposta a: Classi personalizzate: come suggerire all’utente di scaricare un file #116263::
Benvenuta nel forumProva ad aprire un terminale (prompt dei comandi); scrivici dentro il comando [tt]biber -h[/tt]; se dopo qualche secondo di meditazione il programma ti mette nel terminale tutta l’informazione che lo riguarda, il problema non è dovuto a biber; se ti ridà quel messaggio di “Access violatoin”, la cosa potrebbe dipendere dal fatto che il nome del database .bib che gli hai indicato confligge con qualche altro nome di file, che ti siei dimenticata di specificare l’estensione .bib nel nome del file che hai scritto nell’argomento di [tt]\addbibresources[/tt]; o per tanti altri motivi, che solo che solo chi usa MikTeX ti può specificare; io sul mio Mac non ho biber, quindi non ti posso dire di più, ma spero negli altri frequentatori di questo forum.
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Togli la riga [tt]\renewcommand{\thesection}{…}[/tt] E le figure ti verranno rinumerate con A.1, A.2, eccetera.MA a questo punto, togli anche [tt]\backmatter[/tt] perché questo comando toglie tutte le numerazioni, se non sono stati usati comandi come [tt]\chapter*[/tt].
Ho il sospetto che [tt]\numberwithin{figure}{section}[/tt] non vada per niente bene, e quello che ti ho suggerito sopra disfi quello che “funziona perfettamente”. Probabilmente ti basta aggiunger al codice che stai usando ora, [tt]\setcounter{section}{0}[/tt], ma…
Certo che se ti decidessi a inviare un EMC (o MWE, Minimum Working Exaple), magari aiutandoti con il pacchetto mwe, che serve proprio per inserire testo fittizio e fornisce anche figure fittizie, ci capiremmo meglio.
Ricorda: l’esempio minimo compilabile è minimo in quanto contiene il minimo indispensabile per riprodurre il tuo problema, ma deve essere compilabile, quindi deve cominciare con [tt]\documentclass[/tt] e deve finire con [tt]\end{document}[/tt]; il preambolo deve contenere SOLO i pacchetti necessari per compilare l’esempio, e il corpo del documento deve contenere il minimo numero di capitoli, paragrafi, inclusioni di figure, che permetta di replicare quello che ottieni, ma che non corrisponde a quello che vorresti tu.
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Tanto epr ridere un poco cerca di non inventarti le paole; ebnormale non esiste; abnorme esiste.MA dopo questa battuta leggi questo post:
https://github.com/matlab2tikz/matlab2tikz/wiki/TeX-capacity-exceeded,-sorry
Risolve direttamente il tuo problema, nel senso che vi si risponde indicando i vari modi con i quali si può evitare di incorrere in questo errore;
Il punto è che qualunque installazione che tu stia usando MikTeX, TeXLive, MacTeX, una volta cambiati i parametri nel file texmf.cnf, devi ricostruire tutti i file di formato; In quel post Per TeX Live e MAc si fa riferimento al programma texhack, ma ora ci sono programmi più adatti; in particolare mktexfmt-sys (o anche senza -sys, ma `è meglio usare la versino con -sys) che devi lanciare da terminale con le prerogative di superuser. Puoi mettere un cifra doppia di quella che appare nel tuo messaggio, ma non esagerare, perché comunque la RAM del tuo calcolatore è comunque limitata.
Detto questo ti faccio un’altra domanda: che senso ha produrre un diagramma (statistico/) con i campioni misurati ogni 10 minuti per 121 giorni? se non mi spagli quello vuol dire 8640 dati al giorno per un totale di 1045440 campioni; Se tracci il diagramma in una pagina in cui ilo specchio di stampa è di 16cm, come succede con le classi normali, ti ritroveresti con 6534 punti in ogni milllimetro di disegno il che, se si tratta di dati statistici, quindi aleatori attorno ad una media, vuol dire un rettangolo colorato ogni millimetro di diagramma, in sostanza un diagramma illeggibile.
La soluzione non consiste tanto nell’aumento della memoria, ma nell’approccio sbagliato alla presentazione dei dati.
Ripensaci e vedrai che troverai una soluzione migliore; non posso consigliarti nulla perché anche se hai allegato qualche dato, non risco a farmi un’idea del tutto effettivo diagramma.
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Non è un quesito banale; lo sarebbe se la documentazione di hyperref non fosse così confusa. LA GuidGuit sacicabiile dal sito Documentazione di questo sito, è composta con la classe book eusa hyperref e i link dei capitoli si aprono lasciando un ampio spazio sora di essi, sebbene il margine superiore della pagina non sia visibile; l’impostazione di hypeeref è la seguente:`\usepackage{hyperref}
% Per comporre con i link cliccabili colorati impostare il seguente switch
\newif\ifvisiblehyperlinks
%\visiblehyperlinkstrue
\visiblehyperlinksfalse\ifvisiblehyperlinks
\hypersetup{%
pdftitle={Introduzione all'arte della composizione tipografica con
LaTeX},
pdfauthor={GuIT},
pdfsubject={Introduzione all'uso di LaTex in modo abbastanza
esteso},
pdfpagemode={UseOutlines},
bookmarksopen,
pdfstartview={FitH},
colorlinks,
linkcolor={blue},
citecolor={red!80!black},
urlcolor={blue}
}
\else
\hypersetup{%
pdftitle={Introduzione all'arte della composizione tipografica con
LaTeX},
pdfauthor={GuIT},
pdfsubject={Introduzione all'uso di LaTex in modo abbastanza esteso},
pdfpagemode={UseOutlines},
bookmarksopen,
pdfstartview={FitH},
hidelinks
}
\fi
% fine delle impostazioni di hyperref`Come vedi i due rami del test eseguito con lo switch \ifvisiblehyperlinks contengono diverse impostazioni a seocnda che i link siano colorati oppure siano neri; quest’ultima impostazione non rende immediata la visualizzazione dei link, che seocndo me distrae,, ma impostando a true lo switch si potrebbe ottenere; le due impostazioni sono molti simili, a parte i colori.Debbo dire che il funzionamento degli hyperlinks si basa sul gioco congiuto fra l’ “anchor“ e il “target’; l’anchor è il pinto nel file dove bisogna cliccare e il target è il bersaglio dove arrivare; nel file sorgente, normalmente l’anchor è costituito dal punto (invisibile o colorato) che corrisponde a dove hai messo il comando \ref o \pageref; e il target il punto dove hai messo il comando \label. Nel caso dei capitoli normalmente metti \label dopo l’argomento obbligatorio di \chapter. ma nel caso del link fra una voce dell’indice generale e il bersaglio, è costruito internamente da hyperref, e non c’entrano direttamente i \label e i \ref o \pageref.
Nonostante io usi hyperref da molto tempo, no ho capito tutti i suoi meccanismi interni.
In particolare non sono riuscito a capirlo come mi piacerebbe per quel che riguarda i trget delle figure e delle tabelle flottanti; ho capito che il target è lafine della didascalia, perché metto sempre il \label dopo l’argomento obbligatorio di \caption e quindi se clicchi sull’anchor, la scermata si sposta con la didascali nin altro nella schermata e la figura è fuori schermo; con le tabelle all’italiana, con la didascalia sopra la tabella, la cosa è meno visibile; ma nella GuidaGuIT, volutamente, si è deciso di mostrare quello che si può ottenere con la classe book (almeno coè si è partiti con la prima edizione, mi pare nel 2008) e quindi hanche le tabelle avevano la didascalia sotto la tabella e la cosa era sgradevole anche con le tabelle. Con altre classi, sono riuscito a creare dei link strani che fanno uso di un target invisibile e creato apposta dentro ogni oggetto flottante, in modo da ovviare all’inconveniente, tuttavia ho dovuto creare del codice molto arzigogolato, difficile da manutenre e non sempre robusto/efficace.
Quindi, vedi, la domanda è tutt’altro che banale, a anche vecchi utenti col pelo bianco come me, ancora fanno fatica a gestire gli hyperlink.
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Be’, sì, le lingue vanno trattate nel modo giusto. Eccoti un file minimo compilabile (il tuo non era compilabile, perché mancava la figura sorgente; con il pacchetto mwe che ho aggiunto nel tuo preambolo, si dispone di un certo numero di figure fittizie)`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex\documentclass[a4paper,12pt,twoside]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian,english]{babel}
\usepackage[italian]{varioref}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{mwe}
%————————–\begin{document}
\tableofcontents
\listoffigures\selectlanguage{italian}
\chapter{Prova riferimento}
Nella figura~\vref{fig:imm}.\chapter{Capitolo immagine}
\begin{figure}[!b]
\centering
% \includegraphics[width=0.9\textwidth]{Pictures/dispSep.eps}
\includegraphics[width=0.9\textwidth]{example-image-a}
\caption{Immagine}
\label{fig:imm}
\end{figure}\selectlanguage{english}
\chapter{A chapter in English}See figure~\vref{fig:imm}.
\end{document}`
Ricordati di mettere la tilde fra il nome dell’oggetto e il suo riferimento;
Ricordati che se un oggetto è identificato con il suo numero, in italiano ci vuole la preposizione articolata, al contrario dell’inglese che non vuole l’articolo.
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Benvenuto nel forum.Lo so che purtroppo Word sembra più facile da usare e tutti lo usano. E se non è MS Word, è Open/Libre Office Writer, o Mac OS X Pages, oppure uno dei tanti word processor di Linux. Ma quei word processor servono al personale di segreteria per scrivere in fretta lettere commerciali o anche tecniche, senza nessun riguardo per la tipografia; in quei casi la qualità tipografica non serve.
Quando arrivi ai libri, invece, la qualità serve, eccome. Specialmente se scrivi di meccanica e di disegno tecnico. Incidentalmente al GuIT Meeting 2019 di TOrino ci sarà una lezione (in inglese) sul disegno programmato e/o interattivo compatibile con LaTeX, destinata ai dottorandi della Scuola di Dottorato specialmente (ma non solo) del PoliTO. Se non sei troppo distante da Torino, ti potrebbe interessare. Le informazioni sul GuIT Meeting sono qui sul forum in un’altra sezione.
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Benvenuto nel forum.Molti neofiti cercano di fare cose strane senza rendersi conto di che cosa avviene dietro le quinte. Come ha detto Gustavo, le informazioni che dai sono insufficienti a comprendere il tuo problema. Tiro ad indovinare.
1) prima riga: \appendix; serve per far sì che \chapter intitoli il capito ocn la parola Appendix, seguita da un “numero” progressivo costituito da una lettera dell’alfabeto maiuscolo; il tutto è poi seguito dal titolo.
2) seconda riga: \renewcommand{\thechapter{}: serve per togliere ogni significato al numero contenuto nel contatore “chapter”; se non ci fossero gli altri comandi, ogni appendice avrebbe il titolo preceduto dalla parola Appendix senza nessun “numero”.
3) terza riga: \renewcommand{\thesection}{\arabic{section}} ridefinisce il significatodi \thesection in modo che contenga solo il numero contenuto contenuto nell contatore “section”. Peccato che il contatore non sia stato tolto dallla reset list di \chapter, per cui ad ogni nuovo comando \chapter, il contatore “section” venga riazzerato. 😯
4) quarta riga: \chapter{Proof of Theorems} (non commento sull’inglese, che secondo me andrebbe scritto Theorem Proofs, ma non sono anglofono, quindi non sono assolutamente certo che la mia versione sia migliore della tua): Incrementa il contatore “chapter” di una unità, ma per quanto detto in 3), riazzera il contatore “section”. A causa di 1) imposta una nuova pagina con il solo titolo preceduto dalla parola Appendix senza numero.
5) quinta riga; immetti nel flusso di compilazione il file Appendix.tex; se questo comincia di nuovo con il comando\chapter{Proof of Theorems} inizia una nuova pagina, scrive di nuovo il tiolo preceduto da Apppendix, riazzera il conatore “section”, e poi compone il resto del testo conetnuto nel file Appendix.tex.
Se nel punto 5) ho inserito ina frase ipotetica, è perché ovviamente non so che cosa hai inserito nel file Appendix.tex, ma mi sembra una ipotesi verosimile, visto che hai due appendici invece di una sola.
Provo a continuare ad indovinare;
Tu vuoi comporre una sola appendice, non numerata con A, ma che compaia anche nell’indice generale col suo solo titolo; La tua appendice è struttura in sezioni; probabilmente ogni sezione contiene la dimostrazione di un teorema, e vuoi queste sezioni numerate senza che siano precedute dal numero del capitolo che non c’è. Non conti di inserire altre appendici, quindi ti basta una sola appendice non numerata.
Allora io farei così`\backmatter % Non numera i capitoli ma li manda nell'indice
\appendix
\renewcommand[\thesection}{\arabic{section}}
\input{Appendix}% Parto dal presupposto che la prima riga del file contenga \chapter con il suo argomento
`Il comando \backmatter è una specialità della classe book; se ne vuoi sapere si più nella sezione documentazione c’è la guida “Il LaTeX Reference Manual commentato”, scaricala e leggila con attenzione servendoti per navigare sia dell’indice generale sia dell’indice analitico; in particolare la prima descrizione di \bakmatter si torva nella pagina 26.Se quello che ti ho detto non fa quello che desideravi fare, vuol dire che tirando ad indovinare non ho indovinato.
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Benvenuto nel forum.Il tuo è, per così dire, un falso problema; non ripetere le stesse figure nol riassunto in italiano,ma fa direttamente riferimento a quelle numerato nella parte in inglese riferendoti al loro numero. Non usare, quindi \caption*, che produce solo il testo della didascalia senza il prefisso Figura (o Figure, o Fig., o …); lascia che il lettore del riassunto veda il numero della figura vera nella parte in inglese, e sfogli la tesi per trovarla. Se non ti piace questo approccio, carica il pacchetto verioref, in modo che nel riassunto invece di \ref usi il comando \vref che produce una dicitura del tipo “33 alla pagina 145”. In questo modo togli ogni difficoltà di reperimento della figura al lettore.
23 Agosto 2019 alle 5:42 in risposta a: Classi personalizzate: come suggerire all’utente di scaricare un file #116260::
Francesco, anch’io ho incontrato il problema con i loghi e il pacchetto TOPtesi. Ne allegavo una dozzina, fra cui anche loghi di università straniere, visto che TOPtesi avrebbe dovuto servire anche per le tesi per i programmi in doppio titolo.Quando Karl mi ha fatto osservare che non si tratta di materiale libero e che non poteva essere distribuito tramite TeX Live, ho optto per un’altra soluzione.
Da un lato ho segnalato questa impossibilità di allegare qualsiasi logo nel file README, nel file toptesi.pdf e nel file toptesi-it.pdf, ma come giustamente osservi, gli utenti non sono molto inclini a leggere qualsiasi tipo di documentazione; Inoltre ho creato un logo finto, che contiene un disegno che ho creato io, vi ho messo dentro una acronimo di fantasia TIT (che starebbe per Turin Institute of Technlogy, che è, sì la traduzione di Politecnico di Torino, ma non è copyright di nessuno, perché solo la denominazione in italiano è quella di cui il PoliTO ha il copyright e la proprietà legale) e accanto un logotipo con quel nome di fantasia; vi ho messo dietro un watermark che riporta la dicitura in diagonale FAKE LOGO, per cui chiunque si rende conto che deve fare qualcosa in prima persona; di fatto davanti a quell’immagine, (ed ad altre immagini di fantasia, presenti nelle schermate dei vari tipi di frontespizi che si possono fare con TOPtesi) chiunque capisce che deve fare qualcosa che, ovviamente, consiste nel leggere la documentazione; lo fanno praticamente tutti, e qui sul forum non ho mai ricevuto richieste di spiegazioni in merito.Anche i modelli/template che ha creato Lorenzo Pantieri contengono un logo di sua fantasia che è molto più elegante del mio FAKE LOGO, ma si riferisce all’università inesistente: Otto von Guerricke Universität Magdeburg; Anche nella documentazione del pacchetto frontespizio di Enrico Gregorio si usa un logo fittizio che che si riferisce all’università fittizia di St. Anford. Quindi i loghi fittizi sono una buona soluzione già adottata da altri.
I consigli e i suggerimenti che ti hanno inviato gli altri che ti hanno scritto in merito sono tutti validi e non sono mutuamente esclusivi, come non escludono nemmeno gli altri approcci che ti ho descritto; quindi non hai altro che l’imbarazzo della scelta.
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Ridefinisci il comando \indici`\makeatletter
\renewcommand\indici{% I
\iffrontmatter\else\frontmattertrue\fi
\tableofcontents
\iffigurespage%
{\addvspace{10pt}
\let\saveaddvspace=\addvspace
\def\addvspace##1{}
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\let\addvspace=\saveaddvspace}
\fi
\iftablespage
{\addvspace{10pt}
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\def\addvspace##1{}
\listoftables
\let\addvspace=\saveaddvspace}
\fi
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