OldClaudio

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  • in risposta a: Trasformare testo corsivo in testo tondo [RISOLTO] #116199
    OldClaudio
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      Domanda strana.

      Perché non ti basta togliere \textit dal testo sorgente che devi comporre in tondo?

      Forse impos=rti del testo sorgente già in formato LaTeX e non vuoi/puoi metterci le mani dentro?

      Ammesso che la mia ipotesi si corretta, allora non ti resta che una cosa strana come la seguente:`\textnormal{\let\textit\relax bla bla bla \textit{bli bli bli} bla bla bla}` è chiare che in realta quello che vine dopo \relax è il testo che importi e su cui non vuoi mettere le mani.

      in risposta a: YAP #116196
      OldClaudio
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        Yap non è il previewer associato a WinEdt? Mi sbaglio?

        In ogni caso Yap 10 anni fa mi serviva per visualizzare i file in formato DVI; oggi non uso più una piattaforma WIndows, quindi non uso più né MikTeX, né WinEdt.
        Sei sicuro che vuoi davvero usare LaTeX invece di pdfLaTeX?
        Non mi nascondo che esistono rarissime circostanze in cui è necessario passare per .tex –> latex –> .dvi –> dvips –> .ps –> ps2pdf –> .pdf, ma le circostanze sono così rare che mi domando perché tu abbia bisogno di passare per il formato DVI.

        in risposta a: Problema impaginazione A5 #116193
        OldClaudio
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          Sarebbe meglio aprire un altro filone di discuzzione, perché cambiare lo stile della classe book con quello della calsse scrreprt +ClassicThesis non è così banale come sembra. Oltretutto sebbene apparentemente ClassicThesi ocnsenta di gestire il formato A5, non è banale ottenere un buon risultato; e non è banale pensare che semplicemente cambiando classe si ottengano i risultati sperati.
          Ti confesso una mia debolezza:non sopporto le classi Koma Script; la mia antipatia nasce dal fatto che la documentazione in inglese è quais incomprensibile, piena di rimandi ad alr=tre parti dove non capisci perché ti abbiano rimandato lì. Pazienza: a molti piace scrreprt+ClassicThesis, magari ancora aggiungendo ArsClassica.sty; la guida “L’Arte di scrivere con LaTeX” è composta con scrreprt+ClassicThesis+ArsClassica e il risultato è decisamente bello. Ho provato ad usare lo stesso schema con “L’Arte di scvere in diverse lingue con {Lua|Xe}Latex” ma ho dovuto ripiegare su altre classi e pacchetti perché con quella impalcatora di classi e pacchetti non si poteva andare avanti; ho avuto scambi di idee con l’autore iniziale di L’Arte di scrivere con LaTeX, ma alla fine samo rimansti ciascuno della propria idea.

          Conclusione di questo lungo sproloquio: usa quello che vuoi; prova ad usare scrreprt+ClassicThesis,+verse e vedi se ti viene fuori qualcosa di meglio. Alternativamente puoi usare book+geometry per configurare lo specchio di stampa come meglio credi; oppure puoi usare altre classi,come layaureo, che produce uno specchio di stampa che si rifà alla sezione aurea; puoi provare ad usare il pacchetto suftesi, che è molto configurabile anche se puoi scegliere impostazioni personali solo fra la dozzina e più di opzioni disponibili; corrispondenti ad alcune decine di miglia di risultati diversi (bastano? non lo so nel tuo caso; ma leggine la documentazione); A me pare una delle migliori classi oggi disponibili. Tra l’altro gestisce facilmente diversi formati di carta.

          in risposta a: Problema impaginazione A5 #116191
          OldClaudio
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            Nel tuo EMC non ci sono lettere accentate; qui ti allego la prima strofa di Pianto antico di Carducci, dove ho accentato tutte le parole, anche se solo “albero” , che è sdrucciola, potrebbe venire accentata; ma è solo un esempio tanto per vedere se le lettere accentate con la codifica utf8 danno fastidio. Non danno nessun fastidio, perché il mio TeXShop è configurato per salvare con la codifica UTF-8; cosa che si fa dalla schermata di Preferences, sotto schermata Source, prima voce in alto a destra dove deve leggersi Unicode (UTF-8 ); se non vi si legge quello, basta cliccare sulla piccola icona con le deu freccette Alto-basso) dove appare la lista completa delle codifiche che TeXShop è capace di usare;e lì selezioni Unicode (UTF-8 ). Per cambiare codifica al tuo attuale file, clicca sul menu File, Export, nella finestra che ti si apre, scegli la codifica Unicode{UTF-8 ), e specifica lo stesso nome in modo da sovrascrivere il file che esporti; se il programma dice che il file esiste già, confermagli che lo vuoi sovrascrivere.

            Per quel che riguarda la scritta rossa; non devi usare assolutamente il pacchetto altverse, ma devi usare solo l’ambiente altverse del pacchetto verse: ne hai letto la documentazione? No?, apri il terminale, scrivici dentro il comando texdoc verse e leggi la documentazione.

            Invece nel mio EMC qui sotto, ho aggiunto il pacchetto showframe, che tu, dopo aver visto il risultato, puoi commentare. Serve per vedere chiaramente la delimitazione dei veri campi in cui è suddivisa la pagina; vedi che ora la scritta rossa, avendo impostato la grandezza \vleftskip appare più vicino al testo, ma sempre fuori a sinistra dello specchio di stampa, come dice la documentazione; se diminuisci il valore da 3em a, per esempio, 1.5em la scritta rossa appare più vicina al verso marcato, ma sempre a sinistra, e se la scritta rossa fosse più lunga uscirebbe comunque fuori dallo specchio di stampa. Le note marginali, contrariamente a quanto immaginavo, non intervengono nel tuo problema.`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
            % !TEX TS-program = pdflatex
            \documentclass[a5paper,10pt]{book}
            %\documentclass[a4paper,10pt]{book}
            \usepackage{verse}
            \setlength{\vleftskip}{3em}
            %\usepackage{altverse}%%%%%%%% CANCELLARE !
            \usepackage[T1]{fontenc}
            \usepackage[utf8]{inputenc}
            \usepackage[italian]{babel}
            \usepackage{emptypage}
            \usepackage{arevmath}
            \usepackage{graphicx}
            \usepackage{xcolor}

            \usepackage{showframe}% mostra le aree in cui è suddiviso
            % lo specchio di stampa

            \usepackage{hyperref}

            \begin{document}
            \begin{verse}L'àlbero a cui tendévi

            \begin{altverse}
            \textcolor{red}{\flagverse{3 ant.}}%
            la pargolétta màno
            \end{altverse}

            il vérde melogràno

            \begin{altverse}
            dai bèi vermìgli fior
            \end{altverse}

            \end{verse}
            \end{document}`

            Incidentalmente ho aggiunto in testa le righe magiche sulle quali dovresti documentarti.

            in risposta a: Problema impaginazione A5 #116187
            OldClaudio
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              luca34″ post=116603Per quanto riguarda la seconda osservazione che mi hai fatto, ti confesso che inizialmente ho caricato la codifica con uft8 come ho letto nella guida tuttavia non so per quale motivo mi interrompe la compilazione per le lettere accentate per cui per risolvere il problema ho caricato questa codifica. Se hai qualche suggerimento per usare la codifica utf8 e far funzionare le cose te ne sono grato

              Cambiare codifica nel senso di mettere un codice diverso come opzione di inputenc non basta.

              Ricordati che l’editor e i programmi di composizione del sistema TeX son cose diverse e indiendenti.

              Se vuoi usare la codifica utf8, puoi farlo se configuri l’editor in modo che salvi il file .tex con quella codifica; quando poi compili, il sistema TeX non sa assulutamente neente su come hai creato il file .tex, a meno che tu non glilelo faccia sapere con l’opzione giusta al pacchetto inpuntenc.

              Siccome non dici nulla sulla tua macchina, sul sistema operativo, sull’editor che stai usando, sulla versione del sistema TeX che ti sei installato, è difficile dirti passo passo che cosa potresti/dovresti fare per cambiare codifica. Tuttavia, sembre dalla sezione Documentazione di questo forum puoi scaricare la guida alle codifiche, leggendo la quale puoi capire meglio il problema e provvedere in merito sapendo esattamente che cosa fare.

              A parte so analizzando il tuo EMC; e ti faccio poi sapere.

              in risposta a: Problema impaginazione A5 #116184
              OldClaudio
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                Benvenuto nel forum.

                Il codice che hai allegato non è un esempiominimo compilabile, quindi è difficile analizzare il tuo roblema e/o suggerire soluzioni.

                Fra le guide tematiche da scaricare dalla sezione DOcumentazione di questo forum c’è una guida tematica che riguarda la creazione di un esempio minimo compilabile.

                Vooelndo tirare ad indovinare, posso immaginare che il pacchetto che mette note affiancate (!?) le scriva ad una distanza precisa dal testo principle, oppure che usi note marginali; nel caso delle piccoele/brevi note marginali, sia in formato 4 sia in formato A5 esse si trovao nel margine, ma siccome il margine in A4 è relativamente ampio, ti sembra che la nota sia a destra, ma non nel margine; in formato A5, il margine predefinito, è relativamente piccolo, quindi la breve nota marginale, benché breve, rischia di andare a filo della carta. Siccome ho tirato ad indovinare, quello che ho scritto potrrebbero essere affermazioni irrilevanti; ma se invii un esempio minimo compilabile, si può vedere di analizzare meglio il tuo problema.

                Ti correggo subito un “quasi” errore: in ingresso tu usi la codifica latin1; questa codifica è certamante usabile, ma non ha nulla a che vedere con il LaTeX moderno che di default si aspetta di avere un file codificato Unicode, con la transcodifica UTF-8 (opzione utf8 per il paccheito inputenc. Se iltuo editor lo consente, impostalo per generare file .tex con codifica utf8, e impostalo perché lo faccia sempre. Se sicuro che il tuo file, in caso di lavoro collaborativo, non presenterà problemi quando passerà nele macchine di coautori che usano macchine diverse, con sistemi operativi diversi. Non hai idea di quanti guai eviti se usi sempre la codifica utaf8.

                in risposta a: Testo sbandierato a destra #116178
                OldClaudio
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                  Frncesco, io prima chiederei al responsabile perché è stao esteso lo sbandieramento obbligatorio anche al corpo della tesi; certamente gli farei presente che LaTeX non è Word, e che se con Word potrebbe essere consigliabile, certmante, benche facilmente fattibile anche con LaTeX, gli inconvenienti di Word non si presentano con il testo giustificato. Se il testo sbandierato restasse fcoltativo, nelle istruzioni ai laureandi sarebbe necessari indicare che entrambe le versioni sarebbero accettate; piuttosto, visto che anche WOrd è in grado di giustificare il testo, si spieghi quali sono gli inconvenineti che si possono presentare con al giustificazione e di imporre lo sbandieramanto solo se il testo lo richiede.

                  No, qualunque book designer accetta lo sbandieramento solo in colonne strette, nelle didascalia a fianco dell’oggetto che accompagnano, ma tutti, eccetto uno, indicano la giustificazione come il modo migliore per comporre un testo qualsiasi. L’eccezione è Tufte, di cui il sistema TeX contiene un paio di classi, entrambe sbandierate. Ma Tufte è assolutamante fuori dal pensiero dominante; ho un paio di libri composti a suo modo; belli, non lo metto in dubbio, ma contengono prevalentemente figure e poco testo; figure non flottanti generalmente avvolte dal testo, spesso senza didascalia. INsomma qualcosa non adatto a un testo scientifico come una tesi.

                  Nelle isruzioni che hai linkato c’è scritto

                  Per quanto riguarda l’allineamento, si suggerisce di allineanare il testo a sinistra e sbandierarlo a destra.

                  Nelle istruzioni c’è anche indicato il sito da dove scaricare il modello LaTeX della tesi conforme alle indicazioni di quella pagina preparate da un ex allievo; sei tuo l’ex-allievo, o sei stato scavalcato da un laureando che non è in grado di trovare il tuo pacchetto? Peggio ancora,di un laureando che ha preso il tuo pacchetto e l’ha modificato come suggerito dalle istruzioni di quella pagina della Sapienza?

                  Tesi composte in Latex

                  Un alumno della Sapienza ha elaborato i modelli grafici per la copertina e il frontespizio della tesi coerenti con il sistema di identità visiva della Sapienza con il linguaggio Latex, mettendoli a disposizione della comunità universitaria. Volentieri indichiamo il sito dove è possibile scaricare tali modelli.
                  Vai al sito

                  in risposta a: Footnote con riferimenti multipli #116171
                  OldClaudio
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                    Benvenuto nel forum.

                    Non è in generale prudente mettere dei richiami di nota in una tabella perché di solito è flottante, e i=non sai dove va a finire, per cui se si mettere note, queste potrebbero apparire una o più pagine prima di quella dove comapre la tabella.
                    Tu pensi che avendo messo il codice di posizione !h compe opzione all’ambiente table, la tabella rimanga proprio lì; ma ! vuol dire ingora i limiti posti al parametri di posizione e h vuol dire possin=bilmente metti la tabella con la sua didascalia qui, se ci riesci, altrimenti, pazienza.

                    Ma se LaTeX è costretto ad eseguire il ramo dell’ “altrimenti”, nelle pagine successive il parametro h non è più valido e non ci sono parametri alternativi, quindi quella tabella non flotta più, e viene emessa solo alla fine del capitolo, producendo nel frattempo un blocco della coda delle tabelle, con i risultati che ti puoi immaginare.

                    Ora le soluzioni sono due:
                    1) nella tabella usi il comando del nucleo di LaTeX (cioè non sono necessari pacchetti esterni) \footnotemark e fuori dell’ambiente table usi corrispondentemente i comandi \footnotetext; devi fare un po’ di attenzione ai numeri delle note, male note in calce appaiono; se poi la tabella flotta altrove, succedono gli incvenienti descritti sora.

                    2) usi il pacchetto threeparttable, dopo averne letto la documentazione; dentro all’ambiente table viene ad avere una gerachia di ambienti a tre livelli
                    a) table, che contiene
                    b) threeparttable, che contiene
                    c) tabular, oppure tabular* oppure tabularx, oppure…

                    Le note vanno scritte dentro un altro ambiente tablenotes come se fosse una listapuntata, ma, come ho scritto, non sono dentro itemiza, ma dentro tablenotes.

                    Il la tabella flotta con le solite regole e vi fai riferimento con il solito meccanismo di \label \ref e/o \pageref.

                    Ma la cosa impostante è che le note flottano insieme alla tabella e quindi l’accompagnano sempre anche se la tabella flottasse in una o più pagine successive.

                    Ora tu sai e puoi scegliere, ma io ti consiglierei di seguire la seconda soluzione.

                    Una cosa simile alla seconda soluzione ma che è un ibrido fra la prima e la seconda consiste in una struttura del genere`\begin{table}
                    \begin{minipage}{\textwidth}
                    \begin{tabular}{…}
                    cella\footnemark & ….\\

                    \end{tabular}
                    \footnotetext{…}
                    \footnotetext{…}
                    ….
                    \end{minipage}
                    \caption{….}\label{…}
                    \end{table}`Dentro la minipage le note vengono numerate con lettere, non con cifre. Il bello di questa variante è che puoi usare \label dopo ciascuna nota, e quindi vi puoi fare rifermento con frasi del tipo “… come evidenziato dalla nota a della tabella 33,…”.

                    Devi probabilmente aggiustare il contatore delle note e se occorre devi farlo dentro l’ambiente minipage. Non escludo che ti possa usare direttamente il comando solito \footnote, dentro al tabella senza dover separare il mark della nota dal suo testo. Ma questo sono cose da provare e da mettere a punto caso per caso, sperimentando e prendendo note per ricordare che cosa hai fatto e perché hai fatto così, invece che cosà. Questi appunti ti saranno utilissimi quando ti troverai in una situazione in cui devi ripetere l’operazione.
                    Il comando \footnote e i comandi \footnotemark e \footnotetex sono descritti nella guida tematiche “Il LaTeX Reference MAnual commentato”, che puoi scaricare dalla sezione Documentazione di questo forum; guarda il paragrafo 1.2.3 del manuale di Lamport, tradotto e commentato in italiano.

                    in risposta a: Fogli non standard #116169
                    OldClaudio
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                      Certo, ma pensavo che avessi già invocato geometry per specificare le dimensioni esatte della carta e l’orientamento del foglio. geometry ti permette anche di specificare le dimensioni fisiche della carta su cui stampi che potrebbero essere diverse da quelle della pagina fisica che vuoi stampare.

                      in risposta a: Fogli non standard #116167
                      OldClaudio
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                        Dipende dalla stampante che usi, non dipende dal sistema TeX.
                        Naturalmente ogni stampante ha le sue disponibilità di caricamento e sono migliaia; ognuna ha le sue caratteristiche; Spesso possono caricare buste di diversi formati, per poter stampare l’indirizzo sulla busta; forse riesci a usare questa funzionalità se la tua stampante accetta le buste.

                        in risposta a: Assegnazione immagini a un gruppo #116162
                        OldClaudio
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                          Bè’ fra le guide nella sezione Documentazione di questo forum c’è un fascicoletto intitolato “Appunti di programmazione in TeX e LaTeX”. Non è aggiornatissimo agli ultimi sviluppi del linguaggio LaTeX3 (L3), ma è certamente un buon punto da cui cominciare. Mi pare di ricordare che contenga un intero paragrafo sull’uso si \expandafter. Quando uno conosce bene/benino TeX e LaTeX è il manualetto da consultare.

                          Infatti, ti sorprenderà, ma usando due \expandafter due volte, così:`\expandafter\includegraphics\expandafter[\macroFig]{Immagini/a}` la cosa funziona perfettamente.
                          Tuttavia qui ti metto un codice che ho collaudato e funziona come previsto con un’avvertenza.
                          Ovviamente non dispongo delle tue figure, quindi ho caricato il pacchetto mwe (minmum working example) che mette a disposizione un certo numero di figure fasulle; tu ovviamente usa le tue figure vere. L’avvertenza è dopo il codice.
                          `\documentclass[a4paper]{report}
                          \usepackage[T1]{fontenc}
                          \usepackage[utf8]{inputenc}
                          \usepackage[italian]{babel}
                          \usepackage{graphicx}
                          \usepackage{caption}
                          \captionsetup{tableposition=top,figureposition=bottom,font=small}
                          \usepackage{subfig}
                          \usepackage{mwe}

                          \let\originalincludegraphics\includegraphics
                          \renewcommand\includegraphics[2][0.45]{%
                          \originalincludegraphics [width=#1\linewidth]{#2}}

                          \begin{document}
                          \begin{figure}\centering
                          \subfloat[Prima]{\includegraphics{example-image-a}\label{a}} \quad
                          \subfloat[Seconda]{\includegraphics{example-image-b}\label{b}}\\
                          \subfloat[Terza]{\includegraphics{example-image-a}\label{c}} \quad
                          \subfloat[Quarta]{\includegraphics{example-image-b}\label{d}}
                          \caption{Primo esempio di 4 figure senza specificare il coefficiente}
                          \label{fig:subfig1}
                          \end{figure}

                          \begin{figure}\centering
                          \subfloat[Prima]{\includegraphics[0.40]{example-image-a}\label{a}} \quad
                          \subfloat[Seconda]{\includegraphics[0.40]{example-image-b}\label{b}}\\
                          \subfloat[Terza]{\includegraphics[0.40]{example-image-a}\label{c}} \quad
                          \subfloat[Quarta]{\includegraphics[0.40]{example-image-b}\label{d}}
                          \caption{Primo esempio di 4 figure specificando il fattore opzionale}
                          \label{fig:subfig3}
                          \end{figure}

                          \end{document}`
                          L’avvertenza consiste nell’usare o nell’evitare di usare il comando \let.
                          Facendo come dice il codice sopra riportato, il comando \let attribuisce alla macro \originalincludegraphics, il significato originale di \includegraphics; subito dopo con \renewcommand ridefinisce la macro iniziale in modo che accetti un solo argomento facoltativo, con il valore di default pari al coefficiente 0.45. Poi lo usa all’interno delle figure come se fosse il buon vecchio \includegraphics, solo che imposta già la larghezza al 45% della giustezza corrente (\linewidth è il valore della giustezza corrente, mentre \textwidth è il valore della larghezza dello specchio di stampa — quasi sempre hanno lo stesso valore, ma è quel quasi che fa la differenza).

                          Ora vedi la trappola: avendo ridefinito \includegraphics, non lo puoi usare più alla vecchia maniera; puoi usare però \originalincludegraphics al posto del vecchio comando.

                          Alternativamente non assegnare l’alias \originalincludegraphics e non usarlo nella ridefinizione; definisci invece un altro comando, per esempio \myincludegraphics, e usa questo comando solo quando vuoi inserire le tue quaterne, usando, invece, il comando originale \includegraphics in ogni altro caso.

                          A te la scelta.

                          in risposta a: Assegnazione immagini a un gruppo #116160
                          OldClaudio
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                            Già, forse ci vorrebbe qualche \expandafter per alterare l’ordine di sviluppo delle varie macro; mi scuso per non avere io stesso collaudato quello che ti consigliavo di fare.

                            in risposta a: Numeri di pagina in oldstyle #116156
                            OldClaudio
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                              Apri il solito terminale, mettici il comando texdoc memoir e vai al capitolo 7 (Seven come numero scritto sopra il titolo) il titolo è: Pagination and headers).Poi studia con attenzione gli stili di pagina descritti; a parte lo stile usato nella \frontmatter che, malauguratamente, usa i numeri romani in lettere minuscole (ignote ai romani), ma che probabilmente puoi ridefinire come ti pare, per esempio con \scshape (oppure puoi ridefinire \frontmatter e \mainmatter in modo che usino solo cifre arabe e \mainmatter non ricominci da 1) inserendo la specifica \oldstylenums per scrivere il numero \thepage in cifre minuscole.
                              Ora ti mando questo messaggio; però voglio controllare tutta la tabella del font con forma scshape, perché mi pere di ricordare che questo disponga delle cifre minuscole, senza bisogno di ricorrere ai font cmsym della matematica. Eventualmente aggiungo quel che ho trovato rieeditando questo messaggio: perciò “stay tuned”.

                              [EDIT] Non, mi sbagliavo, i font Caps-and-smal-caps sia della collezione Computer Roman (codifica OT1 a 7 bit, 128 segni) sia quelli della collezione Latin Modern (codifica T1 a 8 bit, 256 segni) non contengono le cifre minuscole. Invece i font Latin Moder estesi che si usano con il pacchetto cfr-lm non solo ne dispongono in matematica ma ne dispongono anche in modo testo; Il comando da usare che ptrendo come argomento \thepage è semplicemente \textpo{\thepage}; “po” sta per Proportional Oldstyle. Ovviamante questa è una proprietà solo dei Latin Modern estesi, forse anche di qualche alro font che non saprei citarti. Ma se usi font diversi devi procedere come specificato nel capitolo 7 del manuale di memoir.

                              in risposta a: Numeri di pagina in oldstyle #116154
                              OldClaudio
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                                No, i pacchetti ams sono essenziali per comporre la matematica che non sia banale, Documentazione texdoc amsmath, texdoc amssymb eccetera; quasi tutti i pacchetti dell’American Mathematical Society (AMS) si trovano nella cartella [tt]…/texmf-dist/tex/latex/amsmath/[/b]. I font lin=bertinus accettano tutti i comandi soliti di LaTeX e quelli di amssymb e anche altri; leggine la documentazione.
                                Il formato dei file .dtx è quello di un file che ha intercalati sia il codice con la relativa documentazione; leggi texdoc dtxtutt.

                                in risposta a: Assegnazione immagini a un gruppo #116158
                                OldClaudio
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                                  Dunque vuoi usare TOPtesi; non specifichi se hai letto la documentazione inglese o italiana; texdoc toptesi.pdf per quella inglese (che onstamente è lunga da leggere e dice relativamente poco all’utente finale) e texdoc toptesi-it per quella in italiano. Inoltre l’esempio minimo che porti usa la classe report (è usata anche da TOPtesi, che però vi aggiunge moltissimo di suo).

                                  Certo puoi usare il pacchetto subfig anche con TOPtesi; il tuo problema ha due risvolti: che corrispondono alle risposte sì o no alla seguente domanda: “le sotto figure da inserire a quaterne nella cinquantina di figure complessive da creare Sono tutte della stessa dimensione?

                                  1) Risposta sì:
                                  definisci nel preambolo una nuova lunghezza, diciamo con [tt]\newlength{\mysubfig}[/tt] e poi assegnale il suo valore con [tt]\selength{\mysubfig}{0.45\texwidth}[/tt]; poi all’interno del tuo file scriverai`\begin{figure}
                                  \subfloat[Prima]{\includegraphics[width=\mysubfig]{Immagini/a}\label{a}} \quad
                                  \subfloat[Seconda]{\includegraphics[width=\mysubfig]{Immagini/b}\label{b}} \\
                                  \subfloat[Terza]{\includegraphics[width=\mysubfig]{Immagini/a}\label{c}} \quad
                                  \subfloat[quarta]{\includegraphics[width=\mysubfig]{Immagini/b}\label{d}} \\
                                  \caption{Esempio: 4 figure}
                                  \label{fig:subfig}
                                  \end{figure}` Non risparmi molto in battitura, ma se decidi di cambiare la larghezze delle sottofigure, per esempio, 0.40\textwidth, lo fai semplicemente cambiando 0.45 con 0.40 in un posto solo,invece che in 50 X 4 = 200 posti diversi.
                                  1bis) per risparmiare qualcosa nella battitura puoi definirti nel preambolo una macro diciamo \MySuBFigMacro così:[tt]\newcommand\MySubFigMacro{width=0.45\textwidth} e cambi[tt][\width+\mysubfig][/tt] della soluzione precedente con [tt][\MySubFigMacro][/tt]; di nuovo se vuoi cambiare larghezza, lo fia in un posto solo, nella definizione dela macro, invece che in 200 punti diversi.

                                  2) La risposta è no.
                                  In questo caso puoi definire nel preambolo la solita lunghezza \mysubfig ma devi assegnarle un valore in ogni figura devi usare un comando di basso livello, peché [tt]\setlength[/tt] esegue una impostazione globale; quindi il codice è`\begin{figure}
                                  \mysubfig=0.45\textwidth
                                  \subfloat[Prima]{\includegraphics[width=\mysubfig]{Immagini/a}\label{a}} \quad
                                  \subfloat[Seconda]{\includegraphics[width=\mysubfig]{Immagini/b}\label{b}} \\
                                  \subfloat[Terza]{\includegraphics[width=\mysubfig]{Immagini/a}\label{c}} \quad
                                  \subfloat[quarta]{\includegraphics[width=\mysubfig]{Immagini/b}\label{d}} \\
                                  \caption{Esempio: 4 figure}
                                  \label{fig:subfig}
                                  \end{figure}`
                                  2bis) imposti la lunghezza di default di di 0.45\textwidth come nella soluzione 1) ma la reimposti localmente col metodo della soluzione 2) solo in quelle figure che hanno bisogno di un valore diverso
                                  2ter) come ulteriore variante definisci nel preambolo una macro con un argomento[tt]\newcomand\setMySubFigWidth[1]{\def\MySubFigWidth{width=#1\textwidth}[/tt]; poi assegni un valore di default sempre nel preambolo con [tt]\setMyFigWidth{0.45}[/tt]
                                  \poi crei le figure così:`\begin{figure}
                                  \setMyFigWidth{040}% da usare solo nelle figure che richiedono un coefficiente diverso da quello di default.
                                  \subfloat[Prima]{\includegraphics\MySubFigWidth]{Immagini/a}\label{a}} \quad
                                  \subfloat[Seconda]{\includegraphics[\MySubFigWidth]{Immagini/b}\label{b}} \\
                                  \subfloat[Terza]{\includegraphics[\MySubFigWidth]{Immagini/a}\label{c}} \quad
                                  \subfloat[quarta]{\includegraphics[\MySubFigWidth]{Immagini/b}\label{d}} \\
                                  \caption{Esempio: 4 figure}
                                  \label{fig:subfig}
                                  \end{figure}`

                                  Scusa la risposta chilometrica, ma il linguaggio LaTeX consente questi ed altri trucchi che consento di definire macro ancora più potenti. Non voglo esagerare, ma volendo potresti definire un nuovo ambiente figure che accetta un alro argomento facoltativo che contiene il valore del coefficiente specifico per la data figura, usando quello di default in mancanza di quello facoltativo; L’uso sarebbe ancora più semplice ma richiede delle definizioni un filino più complesse.

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