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Nel mio Mac la ricerca del file matc3mem mi dà i seguenti risultati`/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/doc/latex/matc3mem
/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/doc/latex/matc3mem/Makefile
/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/doc/latex/matc3mem/README
/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/doc/latex/matc3mem/matc3mem.pdf
/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/source/latex/matc3mem
/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/source/latex/matc3mem/matc3mem.dtx
/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/source/latex/matc3mem/matc3mem.ins
/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/matc3mem
/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/matc3mem/matc3mem.cls
/usr/local/texlive/2019/tlpkg/tlpobj/matc3mem.tlpobj`Il file della documentazione è matc3mem.pdf e lo apri dando da terminale il comando texdoc matc3mem Essa è scritta in italiano e documenta tutto.LA classe memoir è già caricata da matc3mem, quindi se rislai ala classe madre, memoir, perdi le impostazioni di matc3mem. In ogni caso la classe è fortemente personalizzabile perché tutti i comandi di memoir sono accessibili anche da matc3mem, così come le opzioni che puoi passare a memoir. Incidentalementematc3mem dipende dall presenza del pacchetto amssymb; quindi è incompatibile con i fotn matematici OpenType e ti costringe a lavorare solo con pdfLaTeX, oppure ti obbliga ad usare gli altri due programmi di composzione LuaLaTeX o XeLaTeX se na specificare il pacchetto unicode-math e quindi senza usare i font matematico OpenType. Questo se usi font particolari, rende la composizione piuttosto disomogenea.
Perdonami se ti dico quanto segue; Tu vuoi usare uno strumento che non conosci o che hai difficoltà a capire. Quindi la prima cosa da fare è quella di studiare al documentazione di LaTeX; devi imparare a leggere la documentazione che hai già a bordo del tuo calcolatore, semplicemente digitando nel terminale (comunque si chiami con il tuo sistema oepartivo) il comando texdoc seguito dal nome dalla classe o del pacchetto o del programma sul quale vuoi documentarti.
Poi, forse puoi provare a cimentarti con cambi di font, cambi di impostazioni predefinite, sempre ricordando che ogni file delle distribuzioni del sistema TeX sono sempre “protetti” da una licenza (matc3mem è sotto la licenza LPPL, LaTeX Project Public Licence) che puoi leggere digitando nel terminale il comando texdoc lppl. Per farla breve pui apportare tutte le modifiche che vuoi su un file con nome diverso, nel quale tu abbia copiato il contenuto del file matc3mem.cls, e puoi modificare questo file clonato mantenendo la dichiarazione relativa alla licenza LPPL, mantenendo il nome dell’autore originale, ma sostituendo il nome del curatore col tuo. Sarebbe bene che operassi sul clone del file matc3mem.dtx in modo che puoi mettere i commenti del caso ai punti che modifichi, specificando perché hai voluto portare quella modifica e a quale scopo. Semplice? no, per niente: modificare da inesperti qualcosa chel’autore originale ha messo insieme nell’arco di alcuni anni non è affatto semplice.
Però, mantenendo intatta al classe matc3mem, puoi sempre aggiungere pacchetti per usare altri font; devi leggerti molto attentamente la loro documentazione; da un punto di vista “LaTeX” ti suggerirei di leggere la documentazione texdoc newtx r texcoc newpx ripettivamante per il Times e il Palatino; ma scrivendo di matematica io preferirei usa per il testo il pacchetto libertinus, a per la matematica il libertinust1math; questi ultlimi usano ofnt matematici codificati a 8 bit (256 segni), invece che a 7 bit (128 segni) di quasi tutti gli altri font matematici usabili con le altre classi accessibili con pdfLaTeX. Al solito le documentazioni si leggono con texdoc libertinus e libertinust1math.
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Be’, certo i numeri minuscoli (old stile) non esistono in bold face, che io sappia. Avendo usato i font (*) con il pacchetto cfr-lm si possono usare i foe=nt LAtin Modern con diverse opzioni che permettono di fare cose impossibili con altri font e pdfLaTeX; ma quelle funzionalità non sono esportabili ad altri font: funzionano solo con i Latin Modern (che a me personalmente piacciono molto, ma sui gusti personalei non si possono imbastire né teorie né regole empiriche).Ora è vero chele classi Koma Script sono fortememente personalizzabili e non mi stupirei se tutto funzionasse con il tuo script se invece di book tu usassi la classe scrbook.
A me le classi Koma Scritpt non piacciono, anche se son la regola in Germania; la differenza è che non conosco a sufficienza il tedesco per leggerne la documentazione in lingua originale; quella in inglese fa pena (sempre secondo i miei gusti).
(*) Tu susi font al femminile, in generale noi qui usiamo quel nome al maschile; “la fonte” vien dal francese e indica non solo la ghisa, ma anche la fusione in generale, ed è vero che i caratteri mobili si ottenevano per fusione di una speciale lega di piombo e antimonio. il temine “font” lo usiamo come sinonimo di carattere (maschile) e di collezione di caratteri; ma essenzialmente lo usiamo all’inglese, dove il nome è neutro, e in italiano i nomi neutri assimilati dalle altre lingue li trattiamo come maschili. Ma, come dicevo sopra, i gusti sono gusti, tu continua a usare il femminile se preferisci così. Oggi non si fonde più nulla, ma la tradizione francese è ancora forte.
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Sì, certo con H ci riesci, ma commetti un errore tiografico: infatti in tipografia non si inserisce mai qualsiasi cosa fuori testo dopo un titolo; invece scrivi il titolo seguito da poche righe di testo e poi inserisci il codice epr la figura; se la figura fluisce nella pagina successiva prova a comporla con i codice=i di posizione !hb (con il punto esclamativo); se nonostante questo la figura flotta nella pagina successiva, vuol dire che è davvero troppo grande.
Ma, ripeto, quello che fa LaTeX senza disturbarlo con il codice H (che dovrebbe essere vietato…) è tipgraficamente corretto.Dimenticati di quello che puoi fare con i Word Processor; se non sono usati con grandissima maestria, essi non sono altro che delle macchine da scrivere un po’ più versatili, ma non hanno nulla a che vedere con la tipografia.
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I numeri dele pagine capitano dappertutto; Quindi devi modificare lo stiel delle pagine specificando \oldstylenums nella parte che riguarda i numeri delle pagine (pacchetto fancyhdr.
Devi podificare le pagine dell’indice generale e dell’indice analitioco per specificare che vuoi scrivere i numeri delle pagine in old style numbers (credo che per gli indici si possa fare con il pacchetto titletox=c o simili}Alternativamante usi font che contengano sia le cifre minuscole e quelle maiuscole, e metti quelle minuscoo come defautl, nel testo eprò devi scrivere qualsiasi numero come oggetto matematico.
Forse si può automatizzare il tutto, a è un lavoraccio.
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Leggendo solo il codice che hai scritto nele pagine di destra (O; odd, dispari) hai il nome dlel sezione e nelle pagine di sinistra (E: even, pari) hi il nome e cognome, il contrario di quel che descrivi a parole.
Ma ti suggerisco di apreire un terminale, o promt dei comandi, comunque si chiami sulla tua macchine, di scriversi dentro il comando texdoc fancyhdr, di premere il tasto invio, e leggere la documentazione. Vedrai che ogni testaina e ogni piedino è diviso in tra parti dove puoi mettere quello che vuoi.
24 Luglio 2019 alle 14:30 in risposta a: Installazione TexLive 2019 portable e problemi con tlmgr #116128::
Ho aperto i due file e come dice robitex non devi fare nulla se non aggiornare di tanto in tanot cliccando su update.Non mi piace andare a vedere le immagini in posti come quello dove hai messo le tue: insiema=e alle tue ci sono reclame di ogni genre, e non mi interessa vedere il fisico straordinario della figlia di Van Damm 🙂
Quando scrivi qualsiasi messaggio subito sotto la finestra di scrittura c’è un bottone con la scritta “Add file” (da me è in inglese); è quello da usare per allegare screenshot e simili. Ovviamante ci sono dei liiti in termini di quantità di byte che puoi allegare; se superi quel limite devi usare un altro repository per le tue immagini, uno che non viva di reclame e di forti di dati personali; Non dico che il sito che hai usato rubi i dati personali,ma sicuramente vive di reclame.
24 Luglio 2019 alle 10:30 in risposta a: Installazione TexLive 2019 portable e problemi con tlmgr #116123::
Ciao e benvenuto nel forum.
Le immagini che sono riuscito a vedere dal tuo post, ciioè quello linkato alla parola “Questo”, evidenziato in blu, dovrebbe essere la schermata grafica di tlmgr, con la quale puoi fre tutto quello che serve, compreso l’update.Non sono riuscito a vedre gli altri due link, perché non sembrano link, forse perché non sono evidenziati, ma non sono cliccabili; certo potrei copiarli e inserirli nel mio browser, ma sono operazioni che non mi piace fare perché non ho l’idea che siano link “puliti”.
In ogni caso se hai installato su Windows, dovresti poter navigare nelle cartelle del tuo disco, trovando nella collezionidi alberi di TeX Live, anche la cartella dove si trova tlmgr e tlmgr-gui; puoi sempre provare ad usare quelli.
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Va bene, sei capce di trovarti le soluzioni da solo/a. ma se vuoi scrivere una dedica di più di una riga, il fatto di avere tolto minipage, ti compone una dedica larga \textwidth in testa alla pagina, che sta malissimo. Per una riga di tre parole la tua soluzione va benissimo.MA vedendo il tuo precedente messaggio, mi domando: leggi davvero quello che scrivi sapendo quello che fai? Scusa, ma devo dirtelo: come fai a mettere 10\textwidth come larghezza di una “minpagna” che deve comparire a destra in una pagina in cui la gabbia del testo è larga solo \textwidth? Insomma vuoi fare entrare un autobus in uno stallo per biciclette.
Ricordati: qualunque programma è scemo; esegue in fretta solo quello che il programmatore gli dice di fare; non gli corregge gli errori; al massimo gli segnala che qualcosa di anomalo sta succedendo e lo scrive sullo schermo.
Permettimi un consiglio: visto che come editor stai usando TeXstudio, apri il menù delle impostazioni (io ho un Mac dove i menu di TeXstudio sono diversi da quelli che compaiono su Windows) cerca la sezione dei Comandi, nella bara a sinistra; ti appare a destra l’elenco delle impostazioni per ciascuno dei programmi del sistema TeX che TeXstudio sa lanciare con le dovute opzioni; cambia l’opzione che è scritta dopo -src in [tt]-interaction=errorstopmode[/tt] così quando c’è un errore o un warning importante la compilazione si ferma e puoi leggere sulla console perché si è fermato; se si tratta di un errore da poco, puoi premere il tasto S per far proseguire la compilazione in scrollmode, altrimenti puoi premere il tasto X per arrestare la compilazione e, dopo aver letto il numero della riga del file sorgente in cui si è manifestato l’errore, puoi andare a correggere il file sorgente e poi ricompilare. Non è una perdita di tempo, anzi alla lunga ne risparmi un mucchio.
E, mi raccomando: leggi con attenzione i messaggi ed evita in partenza errori pacchiani come quello di 10\textwidth (textwidth: larghezza del testo, ovvero larghezza del rettangolo che contiene il testo, in tipografia “giustezza”).
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Benvenuto/a nel forum.Tutti noi abbiamo avuto un inizio con LaTeX, e abbiamo fatto un monte di errori, anche concettuali.
È bella la tua idea di scrivere un libro di poesie, ma non è la cosa più semplice da fare, quindi è logico che cominciando con questo progetto si facciano delle cose che non c’entrano niente,o siano dei veri “non sense”.
Ma veniamo al punto, o meglio ai punti.
1) TeXstudio non ha nulla a che vedere con LaTeX; non confondere l’editor, con il programma di composizione che probabilmente, immagino, sia per te il programma pdfLaTeX; TeXstudio è uno fra un pio di centinaia di editor che possono servire a scrivere dei file sorgente da dare in pasto a pdfLaTeX; infatti TeXstudio ha delle icone e delle vodi di menu che servono per compiere questa operazione, ciò di inviare il file sorgente a pdfLaTeX (o anche ad uno degli altri programmi di composizione del sistema TeX) per riprendere poi il controllo mostrandoti, se tutto è andato bene, in un’altra finestra, accanto a quella di editing, il file composto in formato PDF.
2) il file sorgente che hai mostrato nel tuo allegato è scritto in linguaggio LaTeX; LaTeX è solo un linguaggio di mark-up; non è il programma di composizione; fra i diversi programmi che sanno interpretare questo linguaggio c’è latex.exe, pdflatex.exe, xelatex.exe, lualatex.exe (li ho scritti alla Windows, per mettere in luce con l’estensione .exe, che si tratta di programmi); latex.exe non si usa quasi più, perché il suo formato di uscita è il formato DVI, che non può essere usato altro che per essere trasformato in un altro formato, sia PostScipt (estensione .ps), o Portable Document Format (estensione .pdf); pdlatex produce direttamente il file composto in formato PDF, ma è vincolato a font di top Type 1, che vanno benissimo ma sono in un certo senso limitati per i basso numero di segni che contengono (solo 256). xelatex.exe e lualatex.exe gestiscono anche i font OpenType, onguno dei quali potrebbe anche contenere alcune centinaia di migliai di segni in diversi alfabeti e con diverse proprietà; xelatex.exe è forse più diffuso di lualatex.exe, ma ha alcune limitazioni che lulatex.exe non ha. Tutto ciò è riassunto in pochissime parole, ma dovrebbe aiutarti a capire la complessità del sistema TeX, e che confonderlo con TeXstudio diventa un errore non solo di terminologia
3) Il preambolo del tuo documento/libro di poesie, non contiene cose strane; forse il pacchetto verse non ti serve a niente, perché non mi sembra che aggiunga cose essenziali al normale ambiente verse del nucleo di LaTeX; lo usi per poter disporre di \poemtitle, immagino. Piuttosto non vedo una scelta dei font con cui comporre il tuo testo di poesie; i font disponibili così senza specificarne nessuno, sono i Computer Modern, validi si e no solo per scrivere in inglese, che è l’unica lingua occidentale a non far uso di accenti o altri diacritici; sicome specifichi la codifica T1 per i font da usare, i font che in effetti userai sono i CM-super. Forse sarebbe meglio usare i Latin Modern (\usepackage{lmodern}) ma per un testo di poesie potresti probabilmente usare font più classici; molti utenti del froum sono affezionati a una delle diverse varietà di Garamond, ma ce ne sono diversi altri. Potere usare font a piacimento implica di disporre di una installazione del sistema TeX completa e aggiornata; se hai installato MikTeX è possibile che la tua installazione sia quella basic e non quella completa; non solo, ma ptrebbe non essere aggiornata; se hai installato TeX Live è probabile che tu abbia installato una versione completa, ma se è aggiornata dipende da te se e quando usi il TeX Live Manger (tlmgr.exe); sapere se stai lavorando su una macchina WIndows, o sun un mac o su una delle tante versioni di Linux sarebbe utile per darti i debiti consigli. Se sei su Linux è possibile che tu abbia installato una versione emessa dal consorzio Debian; ma non è detto che l’abbia installata competa, meno che mai aggiornata. Sarebbe utile saperlo.
4) Nel corpo del tuo file sorgente non noto cose strane, tranne quella stranissima di scrivere la dedica dentro un ambiente verbatim; perché? dentro l’ambente verbatim il testo viene composto con caratteri da macchina da scrivere, adatti per scrivere il codice per linguaggi di programmazione, certamente non per una dedica. Anche qui ci vorrebbe un font più aggraziato; persino il normale corsivo {\itshape dedica} va meglio del carattere “teletype”.
5) La soluzione di usare \pagebreak, o meglio \newpage, o \clearpage è quella che ti avrei suggerito, ma benissimo: l’hai trovata da solo/a.
Scusami la lunghezza del messaggio
20 Luglio 2019 alle 20:04 in risposta a: Consigli di tipografia: vettori colonna con molti zeri #116110::
Benvenuto ne forum.La prima forma è ambigua, la seconda è corretta.
Ma entrambe no rispettano le norme ISO per la matematica delle grandezze.
Mi pare che tu stia lavorando con vettori formati da fasori. Certamente non li puoi indicare sottolineando. Devi usare il corsivo nero.
L’unità immaginaria e la base e degli esponenziali vanno in tondo; generalmente chi usa fasori, in dica l’unità immaginaria con la lettea j (sempre in tondo); generalmente la pulsazione (detta in inglese agular frequency) si indica con la \omega e non con la \Omega; quest’ultima, essendo una grandezza va in corsivo.Ti suggerisco la lettura della guida tematica Comporre matematica che puoi liberamente scaricare dalla sezione documentazione di questo sito; il sottotitolo della guida specifica che parla della matematica delle grandezze da usarsi in fisica e nelle materie tecnologiche (physics and technology) — definizione ufficiale della norma ma preferirei definirla la matematica delle grandezze misurabili e di conseguenza delle discipline sperimentali.
La sottolineatura dei vettori/fasori si usa scrivendo alla lavagna, perché col gesso non è facile distinguere il tratto medio dal tratto nero e richiederebbe una grande abilità scrittura per distinguere il tendo dal corsivo. Ma a macchina, cioè con un programma potente come LaTeX, non si deve ricorrere ad espedienti di quel tipo, visto che sono disponibili ben altre possibilità.
Se vuoi che la tesi sia composta bene segui le norme ISO ed usa i pacchetti adeguai, i font adeguati e i simboli adeguati; non preoccuparti se il relatore di dice di violare le norme; le norme sono obbligatorie e i gusti personali non c’entrano per niente.
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Ti ripeto: ritorna a imakeidx e usa la sua opzione splitindex o nosplitindex a seconda di come vuoi procedere, dopo aver letto attentamante la documentazione di imakeidx (texdoc imakeidx) “Splittando a mano, o automaticamente, puoi comporre un numero vrtualmente illimitato di indici analitici.
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Non ho mai usato il pacchetto splitindex, ma ho usato spessissimo imakeidx, in paricolare l’ho usato sia lasciando a lui stesso il compito di creare un numero relativamente alto (6 o 7) di indici analitici, sia con l’opzione (attento: opzione di imakeidx) splitindex. Non ho mai avuto problemi nemmeno usando lulatex, come sembrerebbe dal tuo esempio.Devo ammettere che preferisco imakeidx anche perché è un prodotto del nostro gruppo, precisamente di egreg. Ma, al di l`¯del concetto “prima gli italiani”, trovo che sia un pacchetto insuperabile; so che ne esiste anche un fork; quindi è anche imitato e modificato (o messo in parllelo i due file .sty, ma non sono riuscito a trovare differenze significative, e non so perché sia stato creato il fork; mi sfugge qualcosa).
Quindi ti consiglio di lasciare perdere splitindex.sty che credo sia incompatibile con lualatex. In imakeidx, quando si compila con lualatex, c’è un test che verifica con quale programma di composizione si sta elaborando il file sorgente e fa cose diverse per lualatex rispetto a quelle che fa per pdflatex e xelatex.
14 Luglio 2019 alle 13:14 in risposta a: [TOPtesi] Cambio delle diciture “Candidato” e “Sommario” #115378::
Togli “classica” dalle opzioni della classe e vedrai che \CandidateName (che non è destinato agli utenti “normali”, vedi pagina 144 di toptesi-it.pdf)) o \TitoloListaCandidati funziona; se ti piace la numerazione romana nella parte iniziale, usa l’apposita opzione; usa \ThesisTitlePage con o senza asterisco per decidere dove mettere l’eventuale logo del tuo ateneo.
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