OldClaudio

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  • in risposta a: Eliminare riga #115832
    OldClaudio
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      Benvenuto nel forum.

      Il primo “errore” che hai fatto è stato quello di scegliere un pacchetto per creare uno stile per la tua tesi che non è distribuito dal sistema TeX, quindi in teoria nessuno dei frequentatori dei questo forum riuscirebbe a darti una mano.

      Fortunatamente hai accluso il file; ma non dici con quale classe e con quali opzioni lo usi; così su due piedi direi che potrebbe bastare togliere il segno di commento dalla riga che specifica lo spessore dell’headrule nella ridefinizione dello stile di pagina plain.

      Ma non ti posso dire che sia davvero la soluzione, perché mi mancano le informazioni sulla classe e sulle sue opzioni, così da crearmi un semplice esempio minimo compilabile per testare la cosa.

      Non ti sto dicendo che l’ “errore” sia davvero un errore; la foto che hai accluso racconta abbastanza sul fatto che lo stile ha una sua originalità, quindi vai pure avanti con questo stile. Tuttavia, in futuro cerca di fornire più dettagli epr altre tue future richieste; per ora basterebbe che mostrassi il codice da \documentclass a \begin{document} eliminando i tuoi dati personali sostituendoli con nomi fasulli, titoli fasulli, nomi di università fasulle, in modo da non divulgare dati sensibili.

      in risposta a: xelatex non trova il corsivo #115829
      OldClaudio
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        Non so dove hai trovato quelle macor per generare un finto maiuscoletto; Forse funziona nel senso di sostituire una stringa di lettere maiuscole e minuscole in una stringa di sole lettere maiuscole di un corpo minore, corrispondente, mi pare, al corpo dei caratteri matemtici per i pedici di primo livello; In sostanza se componi in corpo 10pt i font per i pedici di primo livello sono di corpo 7pt; quindi le maiuscole vengono ridotte del 30%; siccome tutta la stringa è composta in maiuscolo, questo assomiglia ad un maiuscoletto. Per essere ancora più precisi tieni presente che i 10pt del corpo sono più o meno distribuiti così: 5pt per le minuscole, 7.5pt per le maiuscole e 2.5pt per i discendenti delle minuscole e di qualche rara maiuscola. quindi la macro trasforma la stringa originale in tutte maiuscole scala la stringa ad avere una altezza di circa 5.25pt, quindi leggermente più alte delle minuscole, ma senza distinzione fra maiuscole e minuscole: Pippo, diventa PIPPO.

        Per fare un buon lavoro ci vorrebbe una macro molto più complessa che esegua la trasformazione solo lettera per lettera. e non per la parola intera; oppure che l’autore abbia la pazienza di scrivere [tt]P\fakesc{ippo}[/tt].

        in risposta a: xelatex non trova il corsivo #115825
        OldClaudio
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          Il mio file log è il seguente:`This is XeTeX, Version 3.14159265-2.6-0.999991 (TeX Live 2019) (preloaded format=xelatex)
          restricted \write18 enabled.
          entering extended mode
          (./SimonciniGaramond.tex
          LaTeX2e <2018-12-01>
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/amscls/amsart.cls
          Document Class: amsart 2017/10/31 v2.20.4
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/amsmath/amsmath.sty
          For additional information on amsmath, use the `?' option.
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/amsmath/amstext.sty
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/amsmath/amsgen.sty))
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/amsmath/amsbsy.sty)
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/amsmath/amsopn.sty))
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/amsfonts/umsa.fd)
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/amsfonts/amsfonts.sty))
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/fontspec/fontspec.sty
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/l3packages/xparse/xparse.sty
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/l3kernel/expl3.sty
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/l3kernel/expl3-code.tex)
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/l3kernel/l3xdvipdfmx.def)))
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/fontspec/fontspec-xetex.sty
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/base/fontenc.sty
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/base/tuenc.def))
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/fontspec/fontspec.cfg)))
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/unicode-math/unicode-math.sty
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/unicode-math/unicode-math-xetex.s
          ty
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/l3packages/l3keys2e/l3keys2e.sty)
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/filehook/filehook.sty)
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/base/fix-cm.sty
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/base/ts1enc.def))
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/unicode-math/unicode-math-table.t
          ex))) (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/polyglossia/polyglossia.sty
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/etoolbox/etoolbox.sty)
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/makecmds/makecmds.sty)
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/xkeyval/xkeyval.sty
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/generic/xkeyval/xkeyval.tex
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/generic/xkeyval/xkvutils.tex
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/generic/xkeyval/keyval.tex))))
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/generic/oberdiek/ifluatex.sty)
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/generic/ifxetex/ifxetex.sty))
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/polyglossia/gloss-english.ldf)
          (./SimonciniGaramond.aux)
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/amsfonts/umsa.fd)
          (/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/amsfonts/umsb.fd)

          LaTeX Font Warning: Font shape `TU/SimonciniGaramondStd(0)/m/sc' undefined
          (Font) using `TU/SimonciniGaramondStd(0)/m/n' instead on input lin
          e 22.

          [1] (./SimonciniGaramond.aux)

          LaTeX Font Warning: Some font shapes were not available, defaults substituted.

          )
          Output written on SimonciniGaramond.pdf (1 page).
          SyncTeX written on SimonciniGaramond.synctex.gz.
          Transcript written on SimonciniGaramond.log.`e, come vedi il Simoncini Garamond Std viene trovato beneissimo; Va da se che il maiuscoletto non lo può trovare, perché il Simoncini Garamond Std ne è privo. Le opzioni a cui alludevo. e che ricordavo male, si riferiscono a certe manipolazioni del maisucoletto, valide per i ofnt che ne dispongono.

          in risposta a: xelatex non trova il corsivo #115823
          OldClaudio
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            L’EMC che ti allego, non usa Garamond-Math, ma usa il simoncini correttamente (almeno sul mio Mac):`% !TEX TS-program = XeLaTeX

            \documentclass{amsart}
            \usepackage{fontspec,unicode-math}
            \defaultfontfeatures{Ligatures=TeX}
            \usepackage{polyglossia}
            \setmainlanguage{english}
            \setmainfont{Simoncini Garamond Std}
            %\setmathfont{Garamond-Math}%%% yes
            %
            %%%%% cambria e palatino linotype, times new roman, trebuchet ms, georgia, arial, eb garamond, garamond-math,

            \begin{document}

            \title{Titolo}
            \author{davide bondoni}

            \maketitle

            \section{\sc{Introduction}}
            Ciao {\textsc Schröder}, \textit{come} \textsc{Stai}?
            \begin{equation}
            123456789 \int_a^b\phi(x)dx = \partial c
            \end{equation}

            \end{document}` Come vedi il Simoncini Garamond Std, chiamato con il nome della famiglia di font, usa correttamente il corsivo; Non usa il maiuscoletto, perché non ce l’ha. Come ti ho scritto, per il maiuscoletto bisogna imitalo rimpicciolendo le maiuscole; devi consultare fontspec in un altro punto che non avrei voglia di cercare; se mi resta tempo te lo scrivo in un prossimo messaggio; riguarda le opzioni, ma non ricordola sintassi esatta.

            in risposta a: Storia delle varianti delle lettere greche #115816
            OldClaudio
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              Non a metterei in questi termini; in letteratura ho visto testi che usano solamente ρ e altri solamente ϱ. Personalmente preferisco sempre la seocnda forma; analogamente per φ e ϕ. In matematica io preferisco di gran lunga il rho con la gamba curva e il phi disegnato con un unico tratto continuo, indipendentemente dal fatto che spesso in matematica si usano gli altri due segni.
              Un freuqentatore del forum `è un appassinato di Archimede e ha scritto delle edizioni critiche di alcuni suoi testi, in particolare l’Arenanrio e i Galleggianti. Egli cura con attenzione anche l’aspetto stilistico e per il corsivo usa i font Lipsiano, di fatto disponibile solo con i font LGR e non usa mai il corsivo più diffuso in Grecia, l’Olga. Anche epr la matematica fa mota attenzione alle varianti che sono disponibili anche con i normali font matematici Computer Modern, dove di solito sono ocnsiderati normali i caratteri che contengono meno ratti curvi.

              Invece nei testi letterari, dive la matematica è fuori discussione, fa parte dello stile usare sempre la stessa forma del carattere, trenne in quei casi in cui si voglia distinguere la lettera intermedia da quella inziale o fnale, per esempio con σ e ς, β e ϐ; invece la scelta fra κ e ϰ, θ e ϑ e le altre lettere con varianti è solo una scelta editoriale.

              La cosa succede anche con i font codificati con un byte, tipo i font codificati LGR della GFS che ti ho segnalato. e con i font multibyte OpenType che, non avendo praticamante nessun limite sulle varianti di forma dei loro glifi talvoltano presentano tre o quattro varianti della stessa lettera. St poi al tipografo o al book designer di specificare quale variante usare sempre.

              in risposta a: xelatex non trova il corsivo #115819
              OldClaudio
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                Dipende da come hai installato i font.
                In ogni caso sul mio Mac dove sono installati sia i Simoncini Garamond sia i Simoncini Garamando Std ho i seguenti risultati:
                1) con la famiglia Simoncini Garamond è disponibile solo il tondo se lo si dichiara come l’hia diciarato tu; per caricare anche le altre tre forme, Italic, Bold e Bold Italic, bisogno procedere come descritto noe paragrafo 2.2 della documentazione di fontspec. Non l’ho provato quindi non ti so dire se si manifesta l’inconveniente che produece la seconda collezione.

                2) La famiglia Simoncini Garamond Std è completa, quindi aggiungendo [tt]Std[/tt] nel comando \setmainfont, ci sono tutte quattro le varianti e il tuo EMC funziona tranne per un dettaglio; manca la forma maiuscoletta; quindi per ottenere una forma maiuscoletta bisogna rimpicciolire le maiuscole, cosa fattibile con altri comendi di fontspec, ma che danno visibilmente un risultato insoddisfacente. Il maiuscoletto vero non è uguale al maiuscolo rimpicciolito; la differenza è piccola ma si vede.

                in risposta a: miktex non si avvia #115812
                OldClaudio
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                  OK, non riesci ad usare i programmi di configurazione di MiKTeX; questo indica che MiKTeX non è stao installato correttamente; ma non so dirti dove e come questo fatto sia accaduto.

                  Non sono prevenuto verso MiKTeX; quando usavo Windows, usavo MiKTeX e ho contribuito anche alcune cose per il suo sviluppo neglli anni ’90 e i primi anni 2000. Tuttavia da quando ho cambiato macchina e sistema operativo non lo uso più e qule poch=o che so di MiKTeX lo ricorda da quando lo usavo, cioè una quindicina di anni fa.

                  Se consenti una suggerimento, ti inviterei a prendere in considerazione la distribuzione TeX Live, quella che qui nel forum in genrale preferiamo anche perché si comporta praticamente nello stesso modo sulle macchine WIndows, Mac e Linux, mentre MiKTeX fino a poco tempo fa era usabile solo sulle macchine Windows, Su qualunque guida distribuita e scaricabile gratuitamente dalla sezione Documentazione di questo forum puoi trovare le istruzioni su come installare TeXLive sulla tua macchina Win10. Leggi il capitolo sull’installazione e vedi se ti conviene passare a TeX Live. Seocndo me ti conviene, ma ovviamente è una tua scelta.

                  in risposta a: Storia delle varianti delle lettere greche #115814
                  OldClaudio
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                    @desk7
                    , hai posto una bella domanda.
                    Ma non credo che ci sia un’unica risposta.
                    Vediamo di fare luce sulla questione; io ho disegnato i ofnt greci del sistema TeX, più o meno ufficiali, ma non sono gli unici che si possono usare; diciamo che ho inventato la codifica LGR e con questa codifica ho disegnato un migliaio di polizze. Tuttavia non mi sono inventato quasi niente; mi sono comperato un grosso libro che parla dell’origine e delle caratteristiche dei caratteri greci, pubblicato, se non ricordo male dalla Greek Font Society. e l’hi ho trovato l’evoluzione dei caratteri, specialmente di quelli per la stampa,ma non solo, scoprendo che i primi fonditori di caratteri greci si sono trovati a Venezia verso la fine del 1400; fino a quando la Grecia non è riuscita ad ottenere l’indipendenza dall’impero ottomano, la stampa di libri in Grecia era quasi assente.
                    Tuttavia c’erano i manoscritti, specialmente quelli delle sacre scritture apprezzatissimi ancora oggi, sebbene credo che siano leggermente difficili alla lettura dei greci moderni a causa di moti simboili speciali che rappresentano grupi di lettere.

                    Tuttavia di solito un font greco non contiene tutte le varianti che compaiono fra i font matematici greci di TeX. Tuttavia oltre al sigma finale e al sigma interno o iniziale, oggi si può trovare un beta iniziale e un beta interno. In quati casi la differente forma indica la posizione della lettera nella parola, non rappresenta una variante stilistica.

                    In fondo non è niente di diverso da quello che succede con i caratteri latini; trovi fra le minuscole il font che dispone della”v” con il fondo a punta e font con la ‘v” con il fondo curvo; trovi font con la “g” a forma di una specie di otto, e font con la gamba semplicemente curva; Trovi font con la parte orizzontale della “e” che è davvero orizzontale e di quelli in cui la “e” ha quel tratto obliquo. Insomma si tratta di varianti stilistiche che possono rendere le lettere più comodo da leggere con una lettura lunga e continua, mentre altre servono maggiormente per testi brevi. Ma si tratta per lo più di gusti. Qui nel forum ci sono dei grani estimatori dei font Garamond, ma la stessa installazione completa e aggiornata di TeX Live contiene diversi Garamond e, ovviamente, gli utenti si dividono in categorie che preferiscono questi piuttosto che quelli.

                    Ricorda, comunque che i caratteri minuscoli son stati disegnati imitando le calligrafie di scrittori della fine del 1400. Sembra che quello che noi chiamiamo tndo sia una imitazione della calligrafia tonda del Petrarca; il corsivo sarebbe l’imitazione di una scrittura cancelleresca; ma a quai tempi le scritture era fatte con le piume d’oca e ogni scrivano aveva la sua. poi, evidentemente, i gusti sono cambiati nei secoli successivi; ho una versione (anzi due) del Manuale Tipografico di Giambattista Bodoni, i cui caratteri (latini e greci) sono apprezzatissimi anche oggi. Ma il suo disegno della pagina oggi non sarebbe più apprezzato; allora, fine ‘700 — inozio’800, egli era il tipografo più apprezzato dal mondo colto di allora.

                    Sperimenta con i vari caratteri testuali distribuiti con il sistema TeX; ce ne sono molti, Artemisia, Didot, Bodoni, Porson, NeoHellenic, ed altri; vedrai che le forme delle lettere sono assai diverse sa una collezione all’altra. Sono caratteristi degli stili che ognuno può scegliere. Io apprezzo particolarmente Didot, bodoni e Artemisia; quest’ultimo è immediatamente riconoscibile dalla forma della sua “η”, diversa ed originale.

                    in risposta a: [risolto] latex non trova i file sty con miktex #115803
                    OldClaudio
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                      Viele Danke für ihre freundlichen Grüßen

                      Old Claudio

                      in risposta a: miktex non si avvia #115810
                      OldClaudio
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                        OK. Hai constatato che la tua versione è davvero MiKTeX, che stai compilando con l’interprete pdfTeX e, immagino, con il file di formato latex visto che invochi la classe book.

                        Detto questo, visto che non mostri quello che appare più in basso in merito all’errore che segnali, a proposito del fatto che MiKTeX non si avvia, non riesco ad immaginare a che cosa ti riferisci, visto che il compilatore si è avviato regolarmente.

                        Puoi essere più chiaro, per favore?

                        PS: non confondere il nome dalla distribuzione (MikTeX) con cui hai installato tutto o parte del sistema TeX sulla tua macchina, con il programma con cui compili il tuo documento, in questo caso presumibilmente pdfLaTeX. Non sto dicendo che stai confondendo questi concetti; sono io che non capisco quale sia il tuo problema, forse per una questione di nomi, o per qualcos’altro.

                        in risposta a: MakeIndex: formattazione lemmi con comando personalizzato #115754
                        OldClaudio
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                          A mente fresca, dopo un buon sonno ristoratore, le cose vengono meglio. Questo codice a me funziona:`\documentclass{book}
                          \usepackage{imakeidx}
                          \usepackage{xparse,etoolbox}

                          \NewDocumentCommand\idxstar{ m }{\makebox[0pt][r]{$\star$\kern0.166666em}#1}
                          \NewDocumentCommand\indexstar{ o m o }{%
                          \IfValueTF{#1}{\IfNoValueTF{#3}{\index{#1!#2@\idxstar{#2}}}{\index{#1!#2@\idxstar{#2}|#3}}}%
                          {\IfNoValueTF{#3}{\index{#2@\idxstar{#2}}}{\index{#2@\idxstar{#2}|#3}}}}

                          \makeindex
                          \begin{document}

                          pippo\indexstar{pippo}

                          pippo\indexstar[primo]{pippo}

                          pluto\indexstar[primo]{pluto}

                          pippo\indexstar[primo!secondo]{pippo}

                          pippo\indexstar{pippo}[textbf]

                          pippo\indexstar[primo]{pippo}[textbf]

                          pippo\indexstar[primo!secondo]{pippo}[textbf]

                          paperino\indexstar{paperino}

                          ciccio\indexstar{ciccio}

                          nonna papera\indexstar{nonna papera}

                          \printindex
                          \end{document}`Come vedi ho trovato comodo usare xparse, come era stato nel mio primo messaggio.

                          La sintassi ora è simile a quella che hai segnalato di voler usare, solo che le parti opzionali, i livelli e l’encap sono fra parentesi quadre. Non ci sono da usare nè punti escalmantivi dopo l’ultimo livello, né chiocciole. Ci pensano le macro a mettere quei segni dove ci vogliono. Ho definito anche \idxstar con i comandi di xparse, perché così facendo il comando è robusto; infatti se apri il file .idx vedi che nulla è stato sviluppato. Il file elaborato da makeindex (attraverso gli automatismi di imakeidx) è pulito e contiene solo quello che serve. Nessuna segno particolare che potrebbe confondere makeindex e poi eventualmente anche i programma di composizione.

                          Hai ragione, non è banale scrivere questo codice e forse lo si potrebbe scrivere meglio; ma se te lo studi con la documentazione di xparse sotto gli occhi, ne capisci la logica e vedi che usare xparse e i suoi meravigliosi comandi non è poi così difficile.

                          in risposta a: MakeIndex: formattazione lemmi con comando personalizzato #115753
                          OldClaudio
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                            Ho visto.
                            ci sono argomenti fragili e macro che non possono essere usate al momento spagliato del loro sviluppo.
                            Ho trovato come fare per eliminare certi esrrori, ma ne appaiono degli altri.
                            Ora è tardi e vado a nanna. ma la strada è quella giusta; ci vuoe un parser un po’ più intelligente che non ciò che si ottiene con gli argomenti delimitati.
                            A domani

                            in risposta a: abcm2ps e texlive in windows #115787
                            OldClaudio
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                              Capisco.
                              Ma la cosa, appunto non è facile; io uso deo rogrammi che ho scritto e compilato io, alcuni da chiamare con l’opzione -shell-escape del programma di compilazione. Ho messo i miei eseguibili in una cartella a parte, che ho chiamato “bin”, ma avrei potuto chiamare “mieiprogrammi” mettendola nella mia home; poi ho modificato aggiungendo il pathe di questa mia cartella a quelli che sono elencai nella variabile di sistema PATH. Non uso iù da tempo una macchina Windows (nemmeno virtuale); l’ultima che ho usato aveva il sistema operativo XPnel quale era relativamente semplice aprire il pannello di controllo e sistemare sia il path di sistema sia quello dell’utente. Con Windows 10 non ho la più pallida idea di come si possa fare.

                              Però proverei a estrarre tutti in file dal dal pacchettone uniziole; metterei tutti i file di documentazione nelle cartelle di texmf\dpc\abcm2ps\
                              Tutti i file da leggere in run-time in.sty, .def. e simili) in texmf\tex\latex\abcm2ps\
                              Tutti gli altri file in texmf\source\latex\abcm2ps

                              Se in texmf\bin\ il file abcm2ps.exe il compilatore non lo vede, metti comunque texmf\bin\ nell’elenco dei path. Probabilmente devi riavviare la macchina; dopo il riavvio se ti fai stampare sullo schemro il path, quello che hai aggiunto deve comparire.

                              La difficoltà sarebbe quella di sapere come fa Windows 10 a gestire i path e come si possano modificare.. Ammesso che tu ci riesca, faccelo sapre; ricorda comunque che dopo la modifica epr correggere i path, la modifica funzioni e se funziona segnatoelo, magari diccelo, perché la cosa può servire a molti utenti di WIndows.

                              in risposta a: miktex non si avvia #115808
                              OldClaudio
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                                TeX Live NON usa MiKTeX.
                                TeXLive trova i suoi file in c:\programmi\texlive\2019\…

                                in risposta a: [risolto] latex non trova i file sty con miktex #115799
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                                  Controlla: ptmxcomp.sty si trova nella stessa cartella dove si torva bgteubner.cls. Se trova questo dovrebbbe trovare anche quello.

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