OldClaudio

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  • in risposta a: [risolto] latex non trova i file sty con miktex #115795
    OldClaudio
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      Lasciami ripetere le solite cose; non caricare niente se non sai che cos’è. Per sapere che cos’è e che cosa fa, devi leggere la documentazione.
      Se aprissi un teminale o prompt dei comandi o xterm, comunque si chiami nella tua macchina con il tuo sistema operativo, e avessi eseguito il comando texdoc bgteubner ti si sarebbe aperto il file di documentazione, per giunta scritto in tedesco, lingua che, mi pare di aver capito, tu conosca molto bene; non avresti nessun problema a leggere qualla documentazione. Nel mio povero tedesco leggo “dokument classe” e nonostante il mio tedesco sia rudimentale capisco che si tratta di una classe e non di un pacchetto; quidi:
      1) non puoi caricarlo con \usepackage
      2) avendo caricato con \documentclass la classe amsart, se usassi un secondo comando \documentclass per richiamanre la classe bgteuner, metteresti in grave situazione il compilatorie che si bloccherebbe con un grave errore avvisandoti che non puoi usare due volte \documentclass.

      Quindi, vedi che io sono troppo insistente sulla necessità di documentarsi, ma tu devi farlo; puoi avere una esperirenza più o meno lunga, probabilmente non lunga come la mia che uso LaTeX da 33 anni; tuttavia tieni presente che ho imparato a mie spese l’importanza di documentarmi e continuo a farlo; non carico mai niente senza averne prima letto la documentazione; ne rileggola documentazione anche successivamante, finché non ho acquisito una sufficiente dimestichezza.

      Per favore (a te stesso, non a me): fallo anche tu.

      in risposta a: Numero equazioni #115793
      OldClaudio
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        Matteo Dann” post=116192Ciao a tutti,
        qualcuno potrebbe gentilmente dirmi come si chiama il comando in cui viene salvato il counter delle equazioni? Molte grazie

        Il nome latex è “equation”, ma è subordinato almeno al comando \chapter; il nome tex è \c@equation.

        Il counter delle equazioni non vien salvato da nessuna aprte; è semplicemente un counter TeX che si chiama \c@equation; ma LaTeX accede a questo conatore ricavandone il valore con \value{equation}, ma gli associa diverse altre macro che permettono di usare sia il contenuto del contatore, sia di modificarlo

        in risposta a: abcm2ps e texlive in windows #115785
        OldClaudio
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          Benvenuto nel forum

          Abcm2pd non fa parte del sistema TeX, almeno di TeXLive; l’hai scaricato da qualche sito internet ma non l’hia installato nel tuo PC in modo che il sistema operativo possa vederlo; e se, appunto, metti tutti i file nella stessa cartella dei tuoi documenti, il compilatore che usi, sia esso pdflatex o lualatex (o xelatex), lo trova perché non deve affidarsi alle capacità di TeXLive di trovarsi i file che gli serovno, quando questi sono fuori dal sottoalbero radicato nela stessa cartella del tuo main file.

          Siccome hai tex live, creati un tuo ramo personale di texmf, cercano di metterci dentro anche i rami delle cartelle che portano i file binari.; La stuttura del tuo alebero personale deve essere simile alla struttura di TeX Live, solo che contiene solo i rami e le diramazioni che portano fino alle cartelle dove metti in tuoi dati. Metti i file di abcm2pf nelle varie cartelle estreme, scegliendo per ogni file la cartella necessaria.

          Non è una cosa facile da fare, ma per fortuna, una volta che hai popolato il tuo ramo personale, radicato nella tua Home (con Windows 10 dovrebbe essere C:\Users\/) non hai bisogno di creare o di aggiornare il database dei nomi dei file, perché con TeX Live, esso sa dove trovare le cose nell’albero personale.

          Informazioni sull’albero personale si trovano sulle varie guide nella sezione Documentazione di questo sito; Aggiungi anche la documentazione di TeX Live {leggibile dando un una finesra comandi il comando texdoc texlive); se non altro ti spiega che cosè e a che cosa serve l’albero personale.

          in risposta a: pdflatex e teubner? #115790
          OldClaudio
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            Seleggessi la documentazione e, quando non comprendi qualcosa, leggessi il file .log, risparmieresti un mucchio di tempo e capiresti meglio. Nel tuo EMC tutto file come previsto, ma il pacchetto teuner non viene caricato, perché non hai specificato la lingua greca; infati nel file .log c’è scritto:[cpde]/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/tex/latex/teubner/teubner.sty:42: Package te
            ubner Error: Greek language unknown!
            (teubner) I am not going to use Lipsian fonts and Scholars’ sign
            s
            (teubner) if Greek is unknown.
            (teubner) Use the babel package greek option.
            (teubner) Type X to exit..

            See the teubner package documentation for explanation.
            Type H for immediate help.[/code]
            Non entro nel merito del fatto che continui a caricare pacchetti, probabilmente copiando preamboli di vecchi file, senza preoccuparti se servano o non servano.
            Epstopdf non serve da almeno 10 anni.
            Inoltre in un EMC a che cosa servoono tikz, geometry (che se usato davvero rovinerebbe lo stile di amsbook), etoolbox, graphics, amsidx, enumerate, tabulary, ctable e in fondo anche teubner, che non usi nell’esempio minimo compilabile; va bene, hai avuto al sensazione che il corsivi sia più piccolo del tondo, ma come ti ho spiegato, non dipende da teubner, ed è solo un’impressione.

            in risposta a: MakeIndex: formattazione lemmi con comando personalizzato #115751
            OldClaudio
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              Ma vedi che ti contraddici? O non ti esprimi in modo chiaro. O io non capisco quello che dici.

              Non voglio essere perseverante, ma se vuoi usare \indexstar come \indexstar{pippo}, sbagli la sintassi: devi scrivere \indexstar@{pippo}.

              Invece se l’encap è facoltativo allora le cose cambiano e bisogna ricorrere ai grandi mezzi con un parser della stringa che passi a \indexstar. Posso pensare ad un’altra cosa:`% nel preambolo
              \usepackage{etoolbox}
              %
              \def\indexstar#1@#2|#3?{\bgroup
              \edef\x{\egroup\noexpand\index{#1@\idxstar{#2}\ifstrempty{#3}{}{|#3}}}\x}`Controlla che ci siano tutte el graffe aperte e chiuse.

              Il gichetto di definirre una macro \x che espande il suo argomento dentro un gruppo che si chiude da solo quando la macro va in secuzione è un trucco noto che si trova a piene mani nel nucleo di LaTeX; Usare etoolbox per sfruttare il suo comando \ifstrempty permette di avere un test robusto risparmiando alcune definizioni intermedie; la sintassi richede oppligatoriamente la chiocciola anche quando non vuoi usare i livelli di subordinazione’ quindi puoi usare il comando co oa qualunqu delle seguenti sintassi`\indexstar@pippo|?
              \indexstar primo@pippo|?
              \indexstar primo!secondo@pippo|?
              \indexstar primo!secondo!terzo@pippo|?
              \indexstar@pippo|textbf?
              \indexstar primo@pippo|textbf?
              \indexstar primo!secondo@pippo|textbf?
              \indexstar primo!secondo!terzo@pippo|textbf?`
              Così non va bene?

              in risposta a: TeXmacs: cos’è? #115041
              OldClaudio
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                Mi fa piacere che tu mi corregga. Io ho usato TeXmacs parecchio tempo fa e ne ho ricevuto un’esperienza pessima. Mi pareva di ricordare che potesse salvare i suoi contenuti in formato .tex. Non è così? meglio ancora; è talmente limitato che non prenderlo nemmeno in considerazione è solo una cosa ben fatta.
                Non ho pregiudizi su emacs; nemmeno su quando di emacs è contenuto in TeXmacs. Ho solo una pessima esperienza con TeXmacs e non ho nessuna intenzione di riprovarci.

                in risposta a: MakeIndex: formattazione lemmi con comando personalizzato #115749
                OldClaudio
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                  Mi scuso se ho capito male, ma il tuo problema diventa quello di usare un comando ad argomenti delimitati, una cosa del genere:`\def\indexstar#1@#2{\index#1@\idxstar{#2}|textbf}`che si usa come in questo esempio:`\indexstar Norvegia!comuni!Osbroon@{Øsbroon}`

                  in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX: nuova edizione #108832
                  OldClaudio
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                    Lorenzo, sono bene al corrente circa la tua ritrosia nei confronti degli aggiornamenti e nel gestire cose che non fanno parte della tua esperienza diretta. L’hai già detto sul forum anche altre volte e hai ripetuto anche recentemente che lavori ancora con MacTeX (TeX Live per Mac) del 2013 e che con riluttanza con il tuo nuovo iMac devi installare la versione del 2019.
                    Le probabilità che cose composte con software di 6 anni fa richiedano di doverci mettere le mani sopra sono alte. Tuttavia non scoraggiarti; TeX Live e LaTeX in generale sta facendo passi avanti notevoli da un paio d’anni; fino al 2017 il nucleo di LaTeX veniva ritoccato solo per gli errori veri e propri; ora vengono apportate modifiche al nella sostanza; Frank Mittelbach ha prodotto un meccanismo di “roll back”, descritto in un articolo che compare tradotto in italiano su Ars 27, per poter usare le versioni “anziane” nei casi in ci sia il bisogno di farlo. Tuttavia io raramente ho dovuto rimettere mano su miei documenti datati perché non funzionavano più; mi è capitato solo per la compatibilità con le norme ISO per l’archiviabilità — argomento che anche a livello normativo è sempre in ebollizione.

                    Ma senza divagare le tue conoscenze in merito alle dozzine di realizzazioni di sistemi Linux sono minori delle mie; io ho usato (persino comperato una versione commerciale) alcune versioni Linux e ho imparato alcune cose in merito ai sistemi UNIX, tanto che il mio passaggio da Windows a Mac è avvenuto senza inciampi.

                    Ma quello che ho imparato è che di Linux conformi ai dettati del consorzio Debian ce ne sono tanti, fra i quali Ubuntu e le sue varianti, Slackware, Debian, Mint e molti altri di quelli che hai citato; ma di TeX Live ne esiste al versione ufficiale per ogni piattaforma Linux che va scaricata e installata da CTAN e/o dai suoi mirror, e la versione Debianizzata, che si scarica dai repository Debian; Quello che si dice spesso a proposito della versione Debianizzata (in ritardo, aggiornabile solo quando i repository mettono a disposizione i suoi grossi pacchetti verificati dai Debianizzatori del consorzio Debian (fra i quali anche il nostro amico Norbert Preining, che non ci frequenta più direttamente perché si era trasferito, e forse lo è ancora, in Giappone), che non dispone del tlmgr o di altra simile applicazione per l’aggiornamento continuo).

                    I suggerimenti che hai avuto in merito all’installazione su Linux valgono per tutte le distribuzioni Linux, anche quelle conformi ai dettami del consorzio Debian, di TeX Live scaricato da CTAN. Possono variare in alcuni piccoli dettagli; ma la procedura è quella descritta nel documento di Enrico texlive-YYYY-ubuntu.pdf contenuto nella pagina di documentazione del nostro forum; vi si parla esplicitamente anche di OpenSuse e di Fedora; ma chi ha seguito quelle istruzioni l’ha installato anche su Slackware, Mint eccetera. Ne L’Arte basta fare riferimento al documento di Enrico e poi ogni “pinguino” si regola come meglio crede. Gli utenti Linux, detti Pinguini, visto che il simbolo di tutti i Linux è il pinguino, in genere sono molto scafati e hanno bisogno di pochissime dritte per seguire le istruzioni di Enrico.

                    Nell’ultimo numero di TUGboat c’è un articolo che annuncia la nascita di un TinyTeX; voglio provarlo quando tornando a casa, riesco a recuperare una mia vecchia macchina Windows ancora funzionante, ma che non uso più da anni e sono curioso di vedere in che cosa consiste. Sembra che sia basato su una tecnologia Linux, ma da installare su qualunque piattaforma in forma minimale, ma tale da poter accedere direttamente ai singoli pacchetti al volo (essendo in rete) per cui l’installazione locale di TeXlive contiene sempre e solo i pacchetti che si usano davvero e sempre aggiornati; non più malloppi da 6Gibyte, ma cose che inizialmente sono poche decine di Mibyte. Simile, quindi, all’approccio di MiKTeX, ma aggiornabile sulla base dei singoli pacchetti; inoltre è multipiattaforma; potrebe essere usato anche sui Mac al posto di MacTeX. Devo approfondire, ma sembra una cosa interessante; specialmente interessante epr tutti gli utenti indipendentemente dai calcolatori e dai sistemi operativi con cui lavorano; una cosa che è, appunto, in linea con le tue aspirazioni.

                    in risposta a: MakeIndex: formattazione lemmi con comando personalizzato #115747
                    OldClaudio
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                      A me non pare difficile; la butto lì senza collaudo, tanto per indicare come fare in generale, senza garantire che funzioni:`\NewDocumentCommand\indexstar{ o o o m o}{%
                      \IfValueTF{#1}{%
                      #1\IfValueTF{#2}{%
                      !#2\IfValueTF{#3}{%
                      !#3}{@}%
                      }{@}%
                      }{\relax@}#4\IfValueTF{#5}{|#5}{\relax}%
                      }`Ti ripeto: non l’ho collaudata: forse c’è qualcosa da aggiustare, ma l’idea è quella.

                      in risposta a: IEEEtran multilingue #115772
                      OldClaudio
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                        Per l’abstract devi inserire l’ambiente abstract dentro un ambiente \begin{otherlanguage}{english}. Ovviamente a babel hai specificato
                        \usepackage[english,spanish.main]{babel}

                        Per il secondo non ho idea: io andrei a cercare nei file IEEEtrans dove si trova la stringa “Key words” e ne ridefinirei il comando (ridefinizione con \renewcommand da inserire nel tuo preambolo, senza modificare la classe originale).

                        Ma mi torna strano che ti abbiano chiesto l’articolo in spagnolo con quella classe, quando quella classe è fatta specificatamente per le Transactions dell Institute of Electrical and Electronics Engineers, che è scritta solo in inglese.

                        in risposta a: [risolto] xelatex interrompe la compilazione #115762
                        OldClaudio
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                          Davide, con curiosità ho sperimentato il tuo ultimo contributo. Permettimi di fare le seguenti osservazion.
                          1) non caricare mai color se hai già caricato o se intendi caricare xcolor. Quest’ultimo carica color al momento opportuno in modo da non alterare i suoi comandi ridefiniti.
                          2) non caricare xltxtra perché sono anni che i suoi comandi temporanei, sono contenuti dentro fontspec e quindi usabili da xelatex e lualatex senza problemi
                          3) i tuoi esempi minimi compilabili, come puoi ben immaginare, non sono compilabili altro che da te; perché usi font commerciali che hai comprato e ti sei installato; per vedere che cosa succede, chi ti vuol dare una mano deve cambiare le specifiche dei font; io per esempio ho sostituito il tuo Bodoni con il GFS Bodoni, distribuito con il sistema TeX; avrei potuto fare anche una sostituzione simile con il font BreitkopfFraktur, che, tra l’altro hai specificato come font a spaziatura fissa come il teletype (macchina da scrivere) — io non avevo idea che il fraktur, di qualunque marca fosse un font a spaziatura fissa 🙂 E probabilmente mi puoi confermare che non lo è. Allora il tuo problema non è quello di specificarlo con il comando \setmonofont (che tanto non useresti come font a spaziatura fissa) ma quello di creare un comando per usarlo; il comando giusto è
                          `\newfontfamily}{\fraktur}{BreitkopfFraktur}` e lo richiami semplicemente con il nuovo comando \fraktur; la descrizione del comando \newfontfamily si trova nella documentazione di fontspec.

                          in risposta a: Inserire comandi di R in LaTeX #108012
                          OldClaudio
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                            Leggi la docomentazione di listings; senza particolari impostazioni lavora bene solo con caratteri ASCII, in particolare non accetta caratteri accentati; però la documentazione spiega come usarne un piccolo sott’insieme.

                            in risposta a: MakeIndex: formattazione lemmi con comando personalizzato #115745
                            OldClaudio
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                              Usa il pacchetto xparse, studiantelo bene; i suoi comandi definiscono macro robuste. Il comando principe sarebbe `\NewDocumentCommand{\indexstar{ o o o m o}{}`
                              dove i primi tre argomenti opzionali sono vuoti di default se non li specicifchi e ne puoi testare il contenuto con \IfValueTF{}{}{}; ognuno sta per item, sub item, subsubitem. Quello mandatory è ovviamante la voce da indicizzare, e il quarto argomento opzionale contine l’encap. Ovviamente la definzione devi trovarteal da solo a seocnda di quello che vuoi fare con il tuo comando.

                              in risposta a: [risolto] xelatex interrompe la compilazione #115759
                              OldClaudio
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                                Però l’errore che viene segnalato alla fine del .log dice che hai pasticciato con la gestione delle lingue. Il prefisso bbl si riferisce a file di babel, che hai caricato all’inizio di prova4.sty e poi verso la fine carichi polyglossia. Polyglossia usa certe parti di babel adattate ai suoi comandi interni; ovviamente se hai caricato prima babel gli adattamanti non vengono fatti.

                                Cancella la chiamata a polyglossia e vedrai che xelatex non si arresta più.

                                Cerca di stare attento a queste cose; non aggiungere chiamate a pacchetti perché tanto potrebbero servire; più ne carichi e maggiore è il pericolo che ci siano dei conflitti come quello che apparentemente c’è qui.

                                Ricorda inoltre che il comando \pagenumbering riazzera il contatore delle pagine prima di scriverne la numerazione con lo stile specificato. Perché metti \pagenumbering{arabic} nel preambolo e poi lo rimetti dopo \maketitle? È un errore logico avere due pagine numerate entrambe con lo stesso numero. Per fortuna non te ne accorgi, perché stai lavorando con la classe amsart; se lavorassi con la classe amsbook e cominciassi con un \chapter, vedresti due pagine numerate 1.

                                Controlla il pacchetto ctable; sembra che funzioni, ma lui pensa di essere gestito da pdfTeX e non da XeTeX (i veri motori di composizione). C’è un warning che mi lascia molto perplesso.

                                OldClaudio
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                                  Oggi ho avuto un messaggio dal TeX Live Team a cui avevo segnalto il bug; i responsabili hanno provvisoriamente reinserito EBGaramond12-Italics.otf nella distribuzione di TeX Live, in attesa di aggiornare EBGaramond-math.sty che non ricorra più a quel vecchio font. Quindi con il prossimo aggiornamento di TeXLive tutto dovrebbe tornare a funzionare. E in un futuro più o meno prossimo il pacchetto tornerà a funzionare senza il “12”.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 1,621 al 1,635 (di 11,287 totali)

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