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5 Giugno 2019 alle 5:25 in risposta a: Oggetto di una lettera e segni di piegatura del foglio #115900::
Benvenuto nel forum. Non ti ho dato il benevunto quando hai scritto il tuo primo messaggio, perché oltre al benvenuto, non avrei saputo come rispondere ai tuoi quesiti.Ora il tuo messaggio sembra più chiaro; non scrivi la tua lettera usando la classe letteracpd. Se avessi usato quella classe, avrebbe dovuto risponderti Gustavo, il suo autore, che è molto attento e molto disponibile. Magari in questo periodo di fine delle scuole è troppo impegnato per frequentare il forum. Ma non importa.
Se dunque ho capito bene; vuoi avere un testo dell’oggetto che possa impaginarsi a destra della parola Oggetto; ma la classe che usi non te lo fa fare. Io ti suggerirei di caricarti il pacchetto tabularx nel preambolo e di (ri)definirti il comando oggetto, sempre nel preambolo, in questo modo:`\newcommand\Oggetto[1]{\noindent
\begin{tabularx}{\linewidth}{@{}lX@{}}\textbf{Oggetto}\end{tabularx}\par\bigskip}`Come vedi non si tratta di una definizione complicata e poi aggiungere o togliere quel che ti pare, per esempio il neretto, per esempio l’oggetto in un font di contrasto; per esempio una spaziatura sotto l’oggetto maggiore di \bigskip, eccetera.
L’uso dell’ambiente tabularx permette di costruire una tabella di larghezza specificata (in questo caso \linewidt; se vuoi cambiarla in \textwidth wa bene lo stesso) che cotiene due collone ma una solo riga di celle: la prima contine la parola Oggetto, mentre la seconda è larga qanto basta p
perché la tabella sia larga quanto lo spechio di stampa, ma il suo contenuto può essere lungo quanto ti pare, e viene composto come un capoverso la cui prima riga è allineata con la parola Oggetto.Questo risponde alla tua prima domanda.
Per la seconda domanda la risposta è meno precisa; infatti chiedi troppo; si può fare tutto quello che chiedi, ma siccome chiedi troppo, il codice richiede molto pensiero, molto tempo, e rischia di essere troppo complicato, fragile e inaffidabile. Ti posso suggerire diversi approcci, poi te li studi ed eventualmente ti costruisci le macro che ritieni più adatte al tuo scopo.
1) Il pacchetto TikZ permette di fare disegni di ogni genere, di solito bellissimi e complessi, anche se qualche elemento deve fuoriuscire dalla “scatola del disegno.
2) Ci sono diversi pacchetti che disegnano sfondi ad una sola pagina o a tutte le pagine; ti suggerirei di dare un’occhiata ai pacchetti eso-pic e watermark; uno dei due, specialmente il primo, potrebbe offrirti la soluzione che cerchi purché tu definisca alcune macro con quello che ti serve.
3) Il normalissimo ambiente picture, nativo di LaTeX, consente di creare disegni di dimensioni nulle, ma il cuoi contenuto sporge fuori dal “bounding box” di dimensioni nulle (è un po’ quello che fa anche eso-pic); scegliendo l’inita metrica giusta, magari parametrizzandola alle dimensioni della pagina, puoi mettere il tuoi segni di piegatura dove ti pare, alle distanze che vuoi, per esempio a 99mm di distanza, visto che la carta uni A4 ha un’altezza esattamente il triplo di 99mm. Puoi fissare la lunghezza e lo spessore di questi segni, la distanza dai bordi della pagina; se crei la macro giusta puoi disporre di un comando flessibile da usarsi in modo diverso per lettere diverse. La cosa difficile da fare è quella di immettere la “scatola” di dimensioni nulle che contiene il disegno in una posizione fissa della carta e dello specchio di stampa; Io ho già percorso questa strada con segni di piegatura fissi, non con tutte le varianti che chiedi, mettendo questa scatola solo nella testatina della prima pagina della lettera, testatina che ho definito io e quindi so esattamente con quali parametri dimensionali l’ho collocata sulla pagina; oltre a \pageheight e \pagewidth, occorrono \oddsidemargin, \headsep, \headheight, \topmargin, \textheight, \textwidth e simili; sono cose con le quali l’utente comune non ha dimestichezza, ma non sono cose tremendamente complesse. Bisogna avere anche una certa dimestichezza con le abilità computazionali di TeX, in particolare delle espressioni come \dimexpr che sono comodissime da usare, ma bisogna saperle usare. Il mio codice, che non fa tutte le cose che chiedi, è il seguente`\newlength\firsttick \firsttick=\dimexpr99mm-\superiore\relax
\newlength\secondtick \secondtick=\dimexpr198mm-\superiore\relax
\newlength\tickhskip \tickhskip=\dimexpr\paperwidth-\oddsidemargin-1in+10mm\relax
\newlength\tickvskip \tickvskip=\dimexpr1in+\topmargin\relax\newcommand*\Logo{
\picture(0,0)%
% \unless\ifx\myLogo\empty\put(0,10){%
% \makebox(0,0)[cc]{\includegraphics[width=22mm]{\myLogo}}}\fi
\put(\strip@pt\tickhskip,\strip@pt\tickvskip){%
\put(0,-\strip@pt\firsttick){\line(1,0){30}}
\put(0,-\strip@pt\secondtick){\line(1,0){30}}}
\endpicture}`Come vedi sono nominate diverse lunghezza che ho impostato nel disegno della lettera e che qui sarebbero fuori luogo; le righe commentate e il nome \Logo, ti fanno capire che ho messo la fif=gura di dimensioni nulle nello stesso punto dove ho messo la scatola che conterrebbe il \myLogo, anche questo inserito in una scatola di dimensioni nulle; i due tratti sono lunghi 30 unità (che di default sono i punti tipografici, quindi sono lunghi 10 mm circa. Il codice complessivo, comprese le impostazioni generali della lettera, ammonta ad una ventina di righe; avendo dimestichezza con l’ambiente picture, il tutto è molto semplice; ma appunto, bisogna avere dimestichezza con l’ambiente picture, e conoscere bene il linguaggio LaTeX, oltre che tutti i parametri che influiscono sull’aspetto grafico della prima pagina della lettera.
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Innanzi tutto non devi ripetere l’ugale nella seocnda riga, ma essenzialmente l’ambiente split in questo caso dove il secondo membro è una lunga frazione, può forse essere affrontato con l’ambiente multline del pacchetto amsmath. nessuno tivieta anche di ridurre il corpo del font, ma devi farlo dentro un ambiente e fouri dell’ambiente matematico; qualcosa come`\bgroup\small
\begin{mutline}
…\\
…\label{…}
\end{multline}\egroup`
3 Giugno 2019 alle 7:05 in risposta a: Domanda su \textsuperscript e \textsubscript e dintorni #115849::
Allora, eccoti al mia soluzione che vedi nel seguente EMC insieme a
1) quello che si ottiene con \textsuperscript e \textsubscript
2) quello che si ottiene simulando il caso precedente con l’uso dei comandi \apice e \pedice che ricorrono ai comandi \LaTeX \raisebox e \scriptsize
3) quello che si ottiene con i comandi definiti per te \ap e \ped (che puoi rinominare a tuo piacimento); Nell’esempio minimo si vedono chiaramante le differenze. Ma vedi sotto.`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode\documentclass[12pt,a4paper]{article}
\usepackage{lmodern}\usepackage{xparse,xfp}
\newcommand\apice[1]{\raisebox{0.8ex}[0pt][0pt]{\scriptsize#1}}
\newcommand\pedice[1]{\raisebox{-0.4ex}[0pt][0pt]{\scriptsize#1}}\makeatletter
\NewDocumentCommand\ap{O{0.8} m O{1}}{%
\edef\TempA{\fpeval{round(#3 * 0.7 * \f@size,2)}}%
\raisebox{#1ex}[\z@][\z@]{\fontsize{\TempA}{\z@}\selectfont#2}}\NewDocumentCommand\ped{O{0.4} m O{1}}{%
\edef\TempA{\fpeval{round(#3 * 0.7 * \f@size,2)}}%
\raisebox{-#1ex}[\z@][\z@]{\fontsize{\TempA}{\z@}\selectfont#2}}
\makeatother\begin{document}
Pippo\textsuperscript{g} Pippo\apice{g} Pippo\ap{g} Pippo\ap[0.5]{g} Pippo\ap{g}[0.75]Pluto\textsuperscript{b} Pluto\apice{b}Pluto\ap{b} Pluto\ap[0.5]{b} Pluto\ap{b}[0.75]
Pinco\textsuperscript{3} Pinco\apice{3} Pinco\ap{3} Pinco\ap[0.5]{3} Pinco\ap{3}[0.75]
Pippo\textsubscript{g} Pippo\pedice{g} Pippo\ped{g} Pippo\ped[0.7]{g} Pippo\ped{g}[0.75]
Pluto\textsubscript{b} Pluto\pedice{b} Pluto\ped{b} Pluto\ped[0.7]{b} Pluto\ped{b}[0.75]
Pinco\textsubscript{3} Pinco\pedice{3} Pluto\ped{3} Pluto\ped[0.7]{3} Pippo\ped{3}[0.75]
\end{document}`Prima di tutto la sintassi:
1) entrambi i comandi richiedono due argomenti opzionali racchiusi fra quadre e un argomento obbligatorio racchiuso come sempre fra graffe;
1.a) il primo argomento è facoltativo e descrive l’innalzamento o l’abbassamento assoluti dell’indice mediante il solo coefficiente moltiplicativo dell’unità di misura ex; il valore di default di questo coefficiente per l’innalzamento è 0.8, lo stesso valore usato nella simulazione con il comando \apice; per l’abbassamento il valore di default è 0.4; quindi se non esprimi nessun argomento facoltativo; \ap si ocmporta come \apice e come \textsuperscript; mentre \pad si comporta come pedice e \textsubscript.
1.b) il secondo argomento è obbligatorio e contiene ciò che va messo ad apice o a pedice;
1.c) il terzo argomento è facoltativo e rappresenta la frazione del copro di default dell’indice; di default questo corpo è pari a \scriptsize; Se il terzo argomento vale, come negli esempi, 0.5, il corpo usato è la metà di quello normalmente usato per gli indici. (vedi la nota 2).
2) Il fatto che si possa moltiplicare un valore di corpo per un fattore qualsiasi implica che questi comandi \ap e \ped funzionano correttamente solo con font scalabili con continuità almeno a tratti; è per questo che ho impostato i Latin Modern che sono scalabili con continuità a tratti. Non sono scalabili nemmeno a tratti i Computer Modern e i CM-Super. Si potrebbe usare, al posto del ricalcolo del corpo mediante la funzione \fpeval del linguaggio L3, il comando \resizebox con un adeguato fattore di scala. Ci sarebbe comunque il vincolo di usare font vettoriali, quindi in realtà non cambierebbe nulla nei vincoli di usabilità.
3) l’argomento di \raisebox non ha né altezza né profondità, quindi se abbassi troppo o alzi troppo l’indice potrebbe interferire con gli elementi della riga successiva o precedente. Questo è il prezzo che io sono disposto a pagare per evitare il modo matematico.
4) non è esplicito dalla frase precedente, ma i comandi così definiti funzionano solo in modo testo; i comandi originali di LaTeX, benché contengano il prefisso “\text” funzionano passando in modo matematico; questo è il motivo per il quale vuoi rimpicciolire certi apici numerici; Va da sé che se vuoi usarein modo matematico il comandi che ti ho definito, devi pensarci tu esplicitamente e metterli in una scatola \mbox.
7) nessuno ti vieta, ovviamente, di usare sia i comandi \textsuperscript e \textsubscipt in alternativa ai comandi che ti ho definito e a seconda dei casi di come li vuoi usare; né di ridefinire il tutto con cose del tipo [tt]\newcommand\Apice[…]{\ifmmode{comandi da usare in modo matematico}{comandi da usare in modo testo}}[/tt]; sta a te farne l’uso che ritieni più opportuno e più comodo per cio che devi comporre.
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Non puoi avere letto lodi recenti di TeXnicCenter, visto che, come dice @claudio, forse non è più sviluppato e in ogni caso si tratta di archeologia.Dubito che qualcuno possa rispondere alla tua domanda, perché non conosco nessuno che lo stia usando. Una volta veniva distribuito con MiKTeX, poi anche MiKTeX l’ha abbandonato. Quelcuno mi dice che è stato aggiornato un annetto fa, ma è lontanissimo dagli editor che invece vengono aggiornati/estesi in continuazione.
Che io ricordi TeXnicCenter permetteva la previsione sincrona solo con SumatraPDF, quindi con software esterno.
29 Maggio 2019 alle 12:02 in risposta a: Domanda su \textsuperscript e \textsubscript e dintorni #11584729 Maggio 2019 alle 5:50 in risposta a: piccola guida sull’uso dei software di gestione bibliografica e LaTeX #115862::
Non c’è bisogno di nessuna pietà.
Ho dato una rapida scorsa al tuo file e mi riprometto di inviarti il file con i miei commenti e annotazioni.
Non subito, perché ora sono in Germania, con poco tempo da dedicare alla posta elettronica e al forum.
Ma sei stato chiarissimo e credo che il tuo testo potrebbe diventare anche una guida tematica per il forum.A presto
28 Maggio 2019 alle 16:04 in risposta a: Domanda su \textsuperscript e \textsubscript e dintorni #115845::
Puoi ridefinire \textsuperscript e \texsubscript in modo che
1) contngano un test per sapere se ti trovi in ambiente matematico o testuale. Nel primo caso devi seguire le modalità matematiche che sono quelle indicate dall’argomento di \ensuremath. Nel seocndo caso ti affici a \raisebox{…}[…][…]{…} dive il rpimo argomento indica un sollevamento (che conviene proporzionare al font in uso, e quindi all’unità di misura ex) con un valore positivo per gli apici e un valore negativo per i pedici; i due argomenti opzionali servono per specificare una altezza e una profondità di quanto sollevi o abbassi; il quarto argomento obbligatorio è la specificazione del font e ciò che vuoi sollevare o abbassare.Nel caos specifico delle informazioni che hai correttamente specificato nel tuo codice preso da latex.ltx, il fatto di invocare la matematica vuoi dire avere le dimensioni dei quattro corpi per la matematica nel testo e in dispaly, il copro dei pedici e apici di primo livello, e il corpo dei pedici e apici di secondo livello. Quindi la macro \sf@size contiene il corpo degli apici e pedici di primo livello (confronta nella guida fntguide col solito texdoc fntguide; ma il secondo argomento è indicato con il valore \z@ (zero); quindi in quegli apici e pedici il font che viene usato viene selezionato (con \selectfont) del corpo corrispondente a quello della matematica, ma usato dentro una scatola di testo, e con scartamento nullo.
Se volessi usare \raisebox (o i comandi primitivi \raise o \lower) potresti usare la stessa tecnica, ma dovresti prima \dare il comando \m@th che imposta i font matematici relativi al font corrente.
Le macro di LaTeX fanno riferimento ai corpi matematici perché sono definiti anche quando si usano i font Computer moder o i CM-Super, i cui file di definizione fanno riferimento ad un numero discreto di corpi; 5pt, 6pt,…,10pt, 11pt (in reatà 10pt scalato con il fattore 1.095), buona approssimazione della radice quarta di 2), 12pt, … , 24.xxpt (non ricordo i decmiali). Se invece usi font continuamente scalabili o anche i Latin Modern continuamente scalabili a tratti, puoi scegliere il corpo che ti pare; per esempio con un copro normale di 10pt, i pedici e apici di primo livello hanno il copro di 7pt; con i Computer Modern se tu specificassi un corpo di 7.5pt, l’algoritmo di scelta ti userebbe il font di corpo 7 o di corpo 8 punti, mentre con i Latin Modern ti userebbe proprio i font di corpo di 7.5pt come richiesto.
Come vedi giocare con i corpi è una cosa complicata; mi domando quando verranno modificati i file .fd (font description) dei Computer Modern nella stessa maniera in cui sono definiti quelli dei Latin Modern. In realtà la risposta la conosco: mai. Proprio perché anche se da lustri sono disponibili in formato vettoriale il formato di default del sistema TeX è il DVI, e per quello , se uno non ne disponesse, basta crearli con METAFONT, che notoriamente produce dei font bitmapped che, appunto non sono vettoriali e quindi non sono scalabili con continuità, nemmeno con la scalabilità continua a tratti come i Latin Modern.
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Ci sono due metodi:
1) l’imposti con i comandi \input o include
2) lo apri con texstudio, lo selezioni tutto e lo copi e poi lo incolli pari pari nel primo file.Automaticamente non lo fai ed è pericoloso farlo; anche se con emacs lo puoi fare, il pericolo rimane.
Quale pericolo? Quello di importare un file che contiene comandi che non possono stare dentro il corpo di un altro documento.
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Ho scaricato il malloppo e ho esaminato il file che hai indicato S-draft.tex.Non ho visto nessun elemento da modificare, se non il testo stesso.
Invece ho visto diversi errori nel caricamento dei file accessori, hi visto l’impiego di setspace, (pacchetto che permette di cambiare la spaziatura fra le righe e che non bisognerebbe mai usare; ho visto il caricamento di amsfonts (che è già caricato da amssymb); ho visto il caricamento di latexsym che non bisogna mai caricare se si è caricato amssymb. Ho visto delle impostazioni di pagina che richiamano quello che sia sarebbe fatto con Plain TeX, ed altre cose che mi lasciano sospettoso circa la competenza di chi ha creato quel modello.Modello di che cosa? per una tesi? per un articolo? per che cosa?
Che cosa volevi modificare? Che cosa vuoi dire che da errore soprattutto se inserisci del semplice testo?
28 Maggio 2019 alle 4:52 in risposta a: Domanda su \textsuperscript e \textsubscript e dintorni #115843::
`\begin{description}
\item[Topolino] Eroe dei fumetti di Walt Disney.
\item[Paperino] Altro eroe di Walt Disney, che però è iellato e gli capitano tutte e lui; suo zio Paperonone, ricco sfondato, ne approfitta in modo impressionante; per fortuna i sui nipotini Qui, Quo e Qua lo traggono d'impiccio quasi sempre.
\item[Pippo] Amico di Topolino.
…
\end{description}` Siccome questo ambiente, nativo di LaTeX, compone quanto è scritto fra parentesi quadre in tondo nero, tu potresti volerlo scritto in un altro modo e qui entra in ballo il pacchetto enumitem; ne puoi leggere la documentazione aprendo un terminale o un prompt dei comandi, e scrivendoci dentro il comando texdoc enumitem e poi mandandolo in esecuzione premendo il tasto Invio; ti si apre il tuo visualizzatore di file PDF e non hai che da leggere; usa sia l’indice generale sia l’indice analitico, perché la documentazione è corposa, in quanto il pacchetto fa moltissime cose. D’altra parte non posso dirti esattamente come fare a personalizzare la tua descrizione; solo tu lo sai e in base a quel che vuoi ottenere, devi s=usare le funzionalità di quel pacchetto per ottenere il risultato che desideri.
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Si scrive [tt]\usepackage{antpolt}[/tt]Dove hai trovato che i font Antiqva, disegnati da Poltawski e distribuiti con TeXLive, fossero accessibili con il pacchetto intitolato all’autore?
Se ne dispongono sicuramente i font OpenType; non sono sicuro dei fotn Type1.
Non sono male, ma sono un po’ particolari; certo vale la pena di sperimentarli.
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Come pensavo, basta decommentare una riga nel file phdthesis.sty in questa parte di codice:`\fancypagestyle{plain}{
\fancyhf{}
\fancyfoot[CE,CO]{\thepage}
%\fancyfoot[RE,LO]{\textit{\@author}}
%\fancyfoot[CE,CO]{\small{Universit\'a di Pisa}}
%\fancyfoot[RO]{\psboxit{box 1 setgray fill}
%{\hspace{\textwidth}\psboxit{box 0.8 setgray fill}
%{\framebox[10mm][c]{\rule{0cm}{4mm}\color{black}{\bfseries \thepage}}}}}
\renewcommand{\headrulewidth}{0pt} %%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%% decommentare
%\renewcommand{\footrulewidth}{0.4pt}
%\renewcommand{\footruleskip}{-0.1mm}
}`Non commento su quello che hai caricato e definito nel tuo preambolo e degli errori che vi hai introdotto; alcuni sono strutturali, altri probabilmente sono saltati fuori quando hai cercato di confezionare l’esempio minimo compilabile.
Comunque togliendo il segno di commento alla riga evidenziata sopra, la riga sparisce, non perché non ci sia, ma perché ha spessore nullo, quindi è invisibile.
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