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Benvenuto nel forum.Difficilissimo, perché si tratta di un testo in cui non ci sono da barrare delle caselle e che quindi non possono essere letti da uno scanner.
Non escludo che si possa fare, ma componendo test da circa 30 anni per l’ammissione alle facoltà di ingegneria ho sempre “combattuto” con la commissione preposta per evitare i test dove c’è da scrivere.Mi spiace che con la mia esperienza non possa aiutarti; ma spero che ti possano aiutare altri. Piuttosto prima di gettare la spugna, esamina gli articoli sui test per le scuoel secondarie che sono stati pubblicati sulla rivista ArsTeXnica che trovi nella sezione ArsTeXnica di questo forum; i numeri della rivista precedenti al 26 sono tutti consultabili liberamente. Vagamente mi pare di ricordare che si fosse accennato anche a questi tipi di test.
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Infatti non divi scrivere “Con la seguente sintassi…”, ma devi scrivere “Con la sintassi mostrata nella pagina~\pageref{codice-1}…”
e naturalmente nel codice inserito nel file a parte, prima di \begin{verbatim} devi metterci \label{codice-1}. Natiralmente l’etichetta che scegli ppuò essere qualsiasi, ma unica e possibilmente mnemonica dell’oggetto a cui si riferisce.
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Intanto benvenuto nel forum.Secondariamente mi pare di avere capito che stai usando comandi come \samepage che sono scond=sigliati da tutte le guide. Vabbè, non è grave, tanto più che li hai cancellati tutti.
Ma il tuo problema deve essere affrontato in un modo completamante diverso; devi mettere i brani di codice in blocchi flottanti o almeno in blocchi non spezzabili a fine pagina. La seonda soluzione è sconsigliabile per vari motivi; se provi a mettere il tuo Verbatim dentro una minipage (ambiente minipage) puoi controllare da solo, visto che stai ancora esercitandoti, per scoprire gli inconvenienti di questa procedura.
Rendere flottanti i codici, che in generale sono fragilissimi, si può fare in diversi modi:
1) metti il codice dentro il suo ambiente Verbatim in un file a parte, diciamo codice-1.tex, e lo importi con \input dentro l’argomento di \afterpage; questo comando viene definito nel pacchetto afterpage da richiamare con \usepackage nel preambolo del tuo documento.
In questo modo \afterpage trattiene il comando \input{codice-1} fino al momento di eseguire il primo salto di pagina, e quindi stampa il codice in modo verbatim solo a partire dalla pagina successiva; nel frattempo il compilatore prosegue compilando il testo con i suoi capoversi e a fine pagina prosegue con il testo dpo l’intero codice se nela pagina rimane spazio sufficiente. per almeno due righe di testo senza creare una riga vedova nella pagina successiva.
2) una variante del codice precedente è quella di non usare \input ma di mettere direttamente tuttol’ambiente Verbatim con il suo contenuto dentro l’argomento di \afterpage; siccome il codice dentro il Verbatim è fragilissimo, potrebbe non funzionare, ma vale la pena provare.
3) Caricchi il pacchetto listings e, dopo averne letto le istruzioni, usi il suo ambiente per rendere flottanti i codici.In ogni caso colo secondo metodo disponi già del comando caption; con l’altro metodo devi arrangiarti con il comando \captionof. Oppure carichi il pacchetto float e ti definisci un nuovo tipo di float con il suo comando \newfloat. Ovviamante devi leggerne la documentazione perché non è banale. Divi usare il comando \caption per fornire la didascalia a un oggetto che non sia dove andrà a finire e farvi riferimento con un adeguato \label e i comandi \ref e/o \pageref.
Se non conosci i pochi comandi che ti ho indicato, scaricati dalla sezione documentazione di questo forum il manuale di LaTeX Il LaTeX Reference Manual commentato.
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Diamine Davide; l’ambiente description fa parte del nucleo di LaTeX; fa parte dell’ABC di LaTeX.
Se proprio ti mancano queste nozioni di base, scaricati la traduzione della guida di Leslie Lamport dalla sezione Documentazione di questo sito: Il LaTeX Reference Manual commentato; ceca nell’indice analtico alla fine del testo le pagine dove si trova “description” sotto la voce principale “ambiente”.Se ne parla anche nella documentazione del pacchetto enumitem, ma non per descrivere come lo si usa, bensì per spiegare come personalizzarlo.
Eccoti un esempio:`
\begin{description}
\item[Topolino] Personaggio di Walt Disney.
\item[Pippo] Amico di Topolino.
\item[Pluto] Cane di Topolino
\end{description]`Se vuoi i lemmi in ordine alfabetico, scrivili in ordine alfabetico direttamente, cosa facilissima se aggiungi via via altri lemmi all’ambiente in tempi successivi.
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No questo esempio che hai trovato con google vale solo per la squadra di cricket, e comunque non ricomincia su una nuova pagina; Se ti piaccono le tabelle che si svolgono su più pagine, usa piuttosto il pacchetto longtable con il suo ambiente longtable.Io però resto del parere che un elenco lessicografico si faccia meglio con l’ambiente description; direi che questo ambiente sia fatto apposta per appendere delle spiegazioni ad una lista di nomi o di brevissime frasi. Non teme di andare a capo e può cominciare in qualunque punto, non necessita di didascalie e di annotazioni del tipo “continua nella prossima pagina” e “prosegue dalla pagina precedente”.
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Non so che cosa ti preoccupi. Riquadrare una equazione si può fare anche con un apposito ambente del pacchetto amsmath; Ora se anche l’American Mathematical society si occupa di creare un comando per questo scopo,vuo dire che anche i matematici professionisti ne fanno uso, indiepndentemente dal fatto che siano riquadrate con i comandi fi amsmath o cone quelli di tccolorbox o altri.Il problema non è se riquadrale o non riquadrale, se mettelre in veidneza o no.
Il fatto che siano in evidenza è già ovvio dal fatto che siano in display fuori testo. secondo me questo basterebe, ma riquadrandole si da loro un’enfasi speciale; ecco allora che riquadrarle quasi tutte come negli esempi che hai allegato, non serve a noente perchè l’evidenziazione si perde nela pletora di evidenziazioni.
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Guarda che quello che vorresti fare e che non ha l’aspetto di matematica,in realtà è matematica Hai una prima matrice chiusa fra graffe, che contiene una colonna di tre righe, hai un operatore di relazione formato dalla freccia a due pune; hai un’altra matrice dello stesso genere della prima.Se rovesci la domanda chiedendo come si fa a mettere del testo dentro delel formule? Semplice, se si è caricato il pacchetto amsmath: lo si scrive come argomento del comando \text{…}. Nel pacchetto amsmath c’è anche descritto come comporre matrici racchiuse fra graffe.
Quindi se non l’hai mai fatto, devi leggere la documentazione del pacchetto amsmath; basta aprire un terminale o un prompt dei comandi (comunque si chiami il tuo sistema operativo); ci scrive dentro il comando texdoc amsmath; premi il tasto Invio per mandare il comando in esecuzione; ti si apre una finestra che contiene la documentazione da leggere.
9 Aprile 2019 alle 7:45 in risposta a: [RISOLTO] Problema: personalizzare dimensione font in formule matematiche #115511::
Il modo c’è sempre per non dover ripetere millanta volte la stessa serie di comandi basta definire una macro; ma qui bisogna che decidi tu se oltre all’argomento a,b vuoi specificare anche il corpo e l’avanzamento di riga.L’avanzamento di riga è la traduzione letterale di base line skip come si chiama quella cosa in inglese; in italiano oltre ad avanzamento di riga si usa la parla scartamento. Erroneamente lo si chiama interlinea, ma è sbagliato; l’interlinea è lo spazio fra due righe adiacenti. Per esempo il corpo di default delle classi standard è il copro di 10pt, lo scartamento è di 12 pt; quindi c’è un’interlinea di 2pt.
Nelle guide disponibili nella sezione documentazione c’è un bel disegno che mostra la relazione fra corpo, scartamento e interlinea. Per esempio la figura 18.2 dell’Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX
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Evidentemente no; hai già caricato amssymb, quindi puoi usare direttamente il comando che ti ho indicato.
Puoi cancellare tranquillamente la chiamata a amsfonts, perché ci pensa amssymb a caricarlo al momento opportuno. Amssymb ti mette a disposizione i comandi per accedere ai simboli dei font elencati in amsfonts; quindi amssymb è quello che ti serve davvero, mentre amsfonts è superfluo caricarlo esplcitamente, perché, appunto, viene caricato al momento giusto da amssymb.
8 Aprile 2019 alle 15:35 in risposta a: [RISOLTO] Problema: personalizzare dimensione font in formule matematiche #115509::
Metti C in una scatola \mbos dove specifichi il size che vuoi, per esempio con \fontsize{9}{5}\itshape, sebbene io fatichi a capire perché vuoi regolare la grandezza di quella C con in avanzamento di riga così piccolo. mettendoci \ance \itshape non hai bisogno di usare \selectfont. Non solo; ma i font matematici non sono scalabili con continuità; ecco perché \mathsmaller si comporta come descrivi.Se cambi font matematici e non usi quelli di default, i comandi potrebbero funzionare, ma non ne sono sicuro; invece se lavori dentro una \mbox e non vi specifichi di lavorare in modo matematico, i comandi per il testo funzionano benissimo.
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Pacchetto amssymb, comando \gtrlessCome al solito leggere la documentazione non guasta, per esempio la guida tematica e la tabella 1.11,nella pagina 16: Comporre matematica
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