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Ciao Giulia; benvenuta nel forumQuello che ho capito dalla tua descrizione è che vuoi creare un inserit a metà tesi da stampare su carta patinata e con foto a colori.
Questo genere di inserti è piuttosto comune in testi stampati in economia su carta comune e solo in nero su banco per le parti testuali, e su carte patinate e spesso a colori per le immagini.Il problema, seocndo me non è tanto come farlo con LaTeX, ma come farlo fare la legatore che ti compone la tesi; è chiaro che probabilmente gli dovrai fornire due fle, uno contenente solo la parte testuale della tesi da stampare nel giusto numero di copie su carta comune da 80g/m2 e un secondo file con le pagine dell’inserto. Una copertina per l’inserto mi parrebbe eccessiva; il cambiamento del tipo di carta basta e avanza. La copisteria stamperà questo secondo file su carta patinata da non meno di 120g/m2.
Dovrai decidere lui se stampare su fogli A4 sia l’una sia l’altra parte, oppure su fogli A3 da piegare a metà. Il primo metodo richiede una confezione della tesi sotto forma di brossura col dorso incollato; il secondo metodo permette di produrre un vero libro con le segnature cucite, di qualità molto migliore di una brossura, ma anche decisamente più costoso. Quindi sta a te conferire con la copisteria per scegliere le modalità giuste e alla portata sia del tuo portafogli sia delle sue attrezzature.
Per comporre l’inserto usa la classe che preferisci con le impostazioni della pagina che preferisci e imposta [tt]\pagestyle{empty}[/tt] prima di immettere la prima foto, verosimilmente subito dopo [tt]\begin{document}[/tt]; in questo modo tutto l’inserto non avrà le pagine numerate.
Ti sconsiglio di mettere didascalie numerate nell’inserto; o, casomai, specifica una numerazione diversa, per esempio ridefinisci [tt]\thefilgure[/tt] con `\renewcommand{\thefigure{\Alph{figure}}`in modo che ti siano numerate con lettere maiuscole.Ho la sensazione che verrà fuori una tesi molto bene composta, perché se al tuo primo documento composto con LaTeX, hai già finito tutta la tesi e ti domandi come comporre l’inserto, sei già molto brava.
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A me questo codice non da nessun errore:`% !TEX TS-program = pdfLaTeX
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode\documentclass[a4paper,corpo=12pt,tipotesi=topfront]{toptesi}%
\begin{document}\pagestyle{empty}%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%% Magistrale
\begin{frontespizio}
\facolta{}
\ateneo{}
\corsodilaurea{Ingegneria delle Telecomunicazioni}
\titolo{Titolo della tesi\\ di laurea magistrale}
\sottotitolo{Sottotitolo della tesi di laurea magistrale}
\relatore{prof.\ Enrico Rosa}
\sedutadilaurea{Dicembre 2011}
\candidata{Susanna Rossi}
\secondacandidata{Laura Bruni}
\logosede{TITlogoCropped}% da sostituire con il logo di UniBS
\end{frontespizio}\end{document}`Naturalmente devi poi importare il file PDF prodotto da questo file o con \includegraphics, ma più semplicemenpte con il pacchetto pdfpages e il suo comando per importare file pdf, come è descritto in toptesi-it.pdf
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Ciao e benvenuto nel forum.Ehm, ehm; hai commesso il solito errore di ridurti all’ultimo minuto.
Vediamo se siamo in grado di darti qualche suggerimento per arrivare rapidamente al risultato richiesto; o meglio: la foto jpg che hai allegato presenta un frontespizio assolutamente 👿 😈 con quei font 😡 😡 😡 .
Quello che puoi ottenere con il pacchetto frontespizio è decisamente più professionale ma il suo stile è un po’ particolare e potrebbe non essere adatto al tuo scopo.
Quello che produce il pacchetto topfront è più simile; ma per comporre il solo frontespizio devi comunque leggerti selettivamante la documentazione del pacchetto toptesi: terminale o prompt dei comandi: comando texdoc toptesi-it; premere il tasto Invio; leggere.
Ci sono descritti molti modi per comporre frontespizi con quel pacchetto, ma vi sono anche esempi di come fare per personalizzare un poco e adattare alla normativa delle particolari università. Leggi con attenzione il paragrafo 3.6 dedicato ai frontespizi; esamina all’occorrenza anche il paragrafo 4.4. Trovi molti modi per comporre il frontespizio, ma, anche se è possibile, non usare i font del tuo modello; se propio sono necessari font senza grazie, guarda (e usa) i font dell’esempio relativo al paragrafo 3.6.7 e alla sua rappresentazione nella figura 3.9 (te la indico solo per mostrare la differenza di qualità dei font usati e descritti nel paragrafo 3.6.7).
A te ovviamente serve un frontespizio in versione “non panoramica” come quello della figura 3.9, ma nei paragrafi precedenti sono esposti diversi esempi.
2 Marzo 2019 alle 6:15 in risposta a: [RISOLTO] Problema: citazione fuori margine del corpo testo #115317::
OK, hai usato un altro font che ha misure metriche leggermente diverse dal teletype, ma che ha gli stessi difetti: infatti al seconda riga eseguibile del file ascii.sty recita:`\DeclareFontFamily{U}{ascii}{\hyphenchar \font\m@ne}`Tradotto in italiano, questa riga dice che il trattino di cesura associato a questo font vale -1, cioè non esiste nessun glifo della tabella che possa essere usato come trattino.Allora, il tuo problema è che non vuoi cesure in fin di riga, non che vuoi/devi usare il teletype; vuoi mettere in evidenza la citazione ma non vuoi che sia giustificata e non vuoi cesure in fin di riga. Padronissimo di fare quello che credi meglio, ma esistino altri modi che permettono di scrivere testo senza cesure; puoi differenziare il testo citato usando \sffamily, per esempio (font sans serif), giusto per fare un esempio; puoi inserire all’interno dell’ambiente di citazione e prima del testo \raggedright (lato destro non giustificato). ma comporre con un font a spaziatura fissa, come se fosse una macchina da scrivere non mi sembra adeguato.
Ovviamente è una questione di gusti, ma, fossi in te, io ci ripenserei.
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IN INGLESE SCHOOL SIGNIFICA UNIVERSITÀ+DIPARTIMENTO+SCUOLA+CORSO ACCADEMICO, eccetera. In ogni caso c’è il campo Note dove puoi scriversi tutto quello che ti pare, persino i relatori.Io userei solo il campo School per indicare l’università e tutto il resto lo mettterei nel campo Note.
Poi hai notato di sicuro, leggendo la documentazione che ti ho indicato, che esiste anche al tipologia phdthesis; valida per le dissertazioni di dottorato. Quindi non hai che l’imbarazzo della scelta.
Se poi volessi iciarci che cosa vorresti inserire nella citazione con un esempio fasullo, ma con tutti i tipi di dettagli che vorresti usare, l’aiuto potrebbe essere più dettagliato.
1 Marzo 2019 alle 15:14 in risposta a: [RISOLTO] Problema: citazione fuori margine del corpo testo #115315::
Ottimo Gustavo. La tua bellissima idea per la numerazione delle formule funziona solo con la classe article, perché con book o report, il contatore delle equazioni è subordinato al contatore dei capitoli.Giusto per rendere con un esempio minimo compilabile (e conservando la tua idea per la numerazione) la mi idea, sarebbe stata invece la seguente:`\documentclass[a4paper]{article} % To avoid confusion, let us explicitly
% declare the paper format.\usepackage[T1]{fontenc} % Not always necessary, but recommended.
% End of standard header. What follows pertains to the problem at hand.\usepackage{amsmath}
\usepackage[italian]{babel}\allowdisplaybreaks[1] % see amsmath manual, section 3.9
\begin{document}
\setcounter{equation}{-1}
\begin{align}
(a+b)^0 &= 1 \\
(a+b)^1 &= a+b \\
(a+b)^2 &= (a+b)(a+b) = a^2+ab+ab+b^2 \notag\\
&= a^2+2ab+b^2\\
(a+b)^3 &= (a+b)(a+b)^2 = (a+b)(a^2+2ab+b^2) \notag\\
&= a^3+2a^2b+2ab^2+a^2b+2ab^2+b^3 \notag\\
&= a^3+3a^2b+3ab^2+b^3\\
\intertext{e in generale}
(a+b)^{n} &= \sum_{k=0}^{n}\binom{n}{k} a^{n-k}b^{k}\tag{$n$}
\end{align}\end{document}
`Penso che si possano trovare decine di altre soluzioni, ma quella che tu hai esposto e questa che ho esposto io, credo che siano le più semplici.
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Benvenuto nel forum.Si può continuare con align, mettendo \notag nelle righe da non numerare; oppure si può usare aligned o split lasciando vuoto l’argomento prima del segno & dentro l’aligned.
Apri un terminale o prompt dei comandi e scrivici dentro il comando texdoc amsmath; manda in esecuzione il comando premendo il tasto Invio, e nella finestra che ti si apre, trovi tutte le informazioni che ti occorrono; probabilmente l’hi già letto, trovando anche le informazioni su multline, ma leggi con più attenzione ciò che riguarda aligned e/o split.
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Ma @Camerin, guarda bene la data di quella guida; se cita i font AE o è scritta da un incompetente, o è vecchissima.
Qui nella sezione Documentazione di questo forum hai solo l’imbarazzo della scelta fra guide per neofiti, guide generali, guide troppo lunghe, guide tematiche, alcune per neofiti, altre per persone esperte.Non fidarti mai di qualunque guida: il sistema TeX sta evolvendo così rapidamente, che in due anni una guida rischia di diventare obsoleta.
[PS] Mi sono sbagliato a dirti che ho tolto il controllo sui font AE; il controllo c’è ancora ma forse dovrei cambiarlo in un messaggio d’errore, invece che lasciarlo come semplice Warning. Il Warning, leggibile anche nel file .log, se usi i font AE dice così:
`File italian.ldf warning:
italian.ldf The AE font collection does not contain the guillemets
italian.ldf Use the Latin Modern font collection instead
italian.ldf on input line 47.`Prendi l’abitudine, comunque, prima di rivolgerti al forum, di leggere il file .log; ammetto che non è una lettura divertente, ma se cerchi parole chiave come Error, oppure Warning, trovi molte informazioni utili, tra le quali quella che ti ho scritto sopra; guarda caso, non me lo ricordavo più, il Warning ti dice le stesse cose che ti ho scritto nel mio primo messaggio.:smile:
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È la soluzione giusta quella di non usare i blackboard slanted.Ma mi sfugge una cosa: quali sono le “macchine sulle quali non è possibile installare nuovi font. Similmente per Lua/Xe LaTeX”? Se son in grado di far girare LaTeX, sono in grado di avere l’intero sistema TeX installato e quindi sono in grado di aggiungere nuovi font, anche se usano Xe/Lua LaTeX. Altrimenti sono macchine antidiluviane (informaticamente parlando) o macchine con sistemi operativi veramente fuori del comune.
Tu invece sei al corrente di simili vere situazioni?
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Benvenuto nel forumLa tua domanda ha ragion d’essere, ma mi sono schizzati gli occhi fuori dalle orbite quando ho visto che per i font usi gli AE (Almost Eurepean [Modern]) che sono fuori uso da almeno 20 anni; Erano il primo tentativo di simulare i font EM (European Modern) creando dei font virtuali partendo dai font rali CM (Computer Modern); non so se Knuth, il creatore del sistema TeX avesse inventato i font virtuali inizialmente solo per quello scopo, ma di fatto gli AE erano fatti rimescolando virtualmente i CM, i quali sono privi di virgolette caporali. I font AM fanno ancora parte delle distribuzioni del sistema TeX per motivi di retrocompatibilità, ma forse dovrebbero essere eliminati del tutto o almeno spostati nella cartella “obsolete”.
Ciò premesso ricordo di avere tolto i testi per verificare l’esistenza dei caporali dal modulo per l’italiano di babel, perché appesantiva il codice e di fatto, secondo la mia ingenuità, avrebbe dovuto essere obsoleto: chi mai avrebbe usato i font AE dopo tanti anni che erano virtualmente defunti?
Evidentemente mi sbagliavo…:smile:Veniamo al dunque; cambia la chiamata ai fotn Ae con quella ai font Latin Modern (LM).
Qualche suggerimento; nel fiel che ti allego qui sotto ho commentato tutte le righe unitili e ho aggiunto l’ambiente filecontents* per le citazioni bibliografiche, perché è così che si crea un esempio minimo compilabile`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex
% !BIB TS-program = biber
\begin{filecontents*}{BiblioConBiber.bib}
@article{Croce:fensap,
author = {xx.},
title = {xx},
journaltitle = {xx},
year ={2010},
}@thesis{DeCand:tesi,
author = {xx.},
title = {xx},
type = {xx},
institution = {xx},
year = {2010},
}@book{Para:book,
author = {xx},
title = {xx},
year = {2000},
editor = {xx},
}
\end{filecontents*}
\documentclass[a4paper,titlepage,12pt]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[english,italian]{babel}
%\usepackage{frontespizio}
\usepackage{geometry}
\geometry{a4paper,top=3cm,bottom=3cm,left=4.5cm,right=3.5cm,heightrounded}
\usepackage{SIunits}
%\usepackage{ae} % <<<<<<<<<<<<---- ORRORE Non ha i caporali \usepackage{lmodern} % Ha i caporali %\usepackage{booktabs} %\usepackage{caption} %\usepackage{graphicx} %\usepackage{subfig} %\usepackage{amsmath} %\usepackage{amssymb} \usepackage[autostyle, italian = guillemets]{csquotes} \usepackage[style=numeric, backend = biber]{biblatex} \addbibresource{BiblioConBiber.bib} \begin{document} %\pagestyle{plain} \frontmatter %\begin{frontespizio} %\Universita{Udine} %\Logo{logo} %\Divisione{Dipartimento Politecnico di Ingegneria ed Architettura} %\Corso{Ingegneria Meccanica} %\Titoletto{Tesi di Laurea} %\Titolo{XX} %\Candidato{XX} %\Relatore{XX} %\Annoaccademico{2017-2018} %\end{frontespizio} % %\tableofcontents %\listoffigures %\listoftables %\input{inizio/ringraziamenti} \mainmatter %\input{inizio/introduzione} % %\input{capitoli/capitolo1} %\input{capitoli/capitolo2} %\input{capitoli/capitolo3} %\input{capitoli/capitolo4} \backmatter \printbibliography[heading=bibintoc] \nocite{Croce:fensap} %\nocite{DeCand:tesi} %\nocite{Para:book} \nocite{DeCand:tesi} \nocite{Para:book} \end{document}`::
Benvenuto Gianluca in questo forum.il tuo codice non è compilabile, nel senso che non rispetta le istruzioni per un Esempio Minimo Compilabile (EMC) come indicato nelle istirzioni a questo forum.
Il concetto base di EMC è che deve essere un codice completo che comincia con \documentclass e finisce con \end{document} e che contiene il minimo indispensabile sia nel preambolo sia nel corpo del documento per replicare il problema che incontri. C’è anche una guida tematica nella sezione di questo forum dedicata agli esempi minimi compilabili, sia per quando il problema consiste in un errore fatale di compilazione, sia per quando il risultato che si ottine non corrisonde alle aspettative (come nel tuo caso).
Inoltre il tuo messaggio dovrebbe contenere due attachment dai quali capire qual è la differenza fra quel che otttieni e quel che vuoi ottenere. Forse non hai cliccato bene i bottoni che riguardano i due file che volevi allegare.Purtroppo quindi, più che dirti di rinviare il messaggio con le modifiche che ti ho suggerito, non sono in gradi di dirti niente di più che venga incontro al tuo quesito.
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@leonida 1991, in nesun libro normale i margini interni sono maggiori dei margini esterni.
C’è una logica o più d’una:
a) otticamente in un libro in cui le pagine sono stampate sia sul front sia sul retro (recto/verso) quando il libro è aperto, i due margini interni sono affiancati e lasciano una grnade striscia banca al centro del libro aperto. L’effetto peggiorerebbe se i margini interni fossero apiù grandi dei margini esterni. per cui tradizionalemente, fin dai tempi di Gutenberg, il margine interno è la metà del maringe esterno; più modernamente di solito lo si fa 2/3 del margine esterno; per leggere a schermo li si fa uguali,ma mai il marigni interno maggiore di quello esterno. Va notato che ogni regola tradizionale può essere vilata,ma deve esserci un ottimo motivo per farlo. Knuth, il creatore del sistema TeX, per esempio, ha pubblicato un libro intitolato “Concrete Mathematics”, interessantissimo epr il so contenuto dove mescola la matematica del continuo con quella del discreto, ha impostato il margine interno molto più ampio di quello esterno, quasi il doppio, ma l’ha anche rimpito di note marginali a loro volte composte con le battutacce che gli studenti in aula facevano quando spiegava quelle cose; In questo modo il marigni interno svolge una precia funzione e non è mai una striscia vuota nella pagina (le battutacce erano molto numerose…); nello stesso tempo le battutacce servivano per rendere meno pesante la lettura del testo vero e proprio, perché l’argomento è/era piuttosto difficile.
b) In passato, quando i libri erano di pergamana o anche di carta fatta a mano, e i libri erano molto cari, li si usava per decenni; pensa ai messali, grandi e usati per decenni, se non per secoli. il margine esterno più ampio, accompagnato da un margine inferirore ampio più di quello superiore, servivano anche per avere più spazio per toccare il foglio per girare pagina, e visto che nei secoli passati non erano al massimo dell’igiene, l’angoo esterno inferiore assumeva un colorino tendente allo sporco, oltre a produrre un consunmodi carta e/o di pergamena. Recentemente ho visitato il laboratorio di restauro dei libri antichi (essenzialmente messali) in un famoso monastero piemontese (dove secondo la leggenda avrebbe passato la notte Carlo Magno, durante il suo pellegrinaggio verso Roma, dove fu incoronato dal Papa imperatore del Scro Romano Impero il giorno di Natale dell’anno 800 — giusto per segnalare quanto sia antico questo monastero) e il frate Mestro Restauratore oltre a occuparsi della sporcizia accumulata dalla pergamena nel tempo, ricreava l’angolo mancante con una sua speciale miscela adatta allo scopo: se i margini esterno e inferiore fossero stati piccoli, la consunzione sarebbe stata tale da rovinare anche il testo manoscritto dall’amanuense.Lungo spiegone; te l’ho scritto anche per segnalarti che in tipografia si usano criteri estetici che risalgono ai vecchi codici manoscritti; col passare del tempo certi canoni estetici vengono aggiornati, ma le ragioni che hanno dato origine a quelle tradizioni non sono piovute dall’alto ma avevano e hanno tuttora la loro funzione pratica.
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