OldClaudio

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 1,756 al 1,770 (di 11,287 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: Beamer colonne multiple #115295
    OldClaudio
    Partecipante
      Up
      0
      Down
      ::


      Non ha letto bene la documentazione di beamer nella pagina 129, paragrafo 12.7 Splitting a Frame in Multiple Columns; il primo esempio che l’autore mostra è il seguente`\begin{columns}[t]
      \begin{column}{5cm}
      Two\\lines.
      \end{column}
      \begin{column}{5cm}
      One line (but aligned).
      \end{column}
      \end{columns}
      `Il seocndo esempio, innvece di usare gli ambineti column annidati, sua i comandi \column`\begin{columns}[t]
      \column{5cm}
      Two\\lines.
      \column[T]{5cm}
      \includegraphics[height=3cm]{mygraphic.jpg}
      \end{columns}
      `Come vedi l’ambiente originale columns serve come contenitore delle colonne in generale, mentre l’ambiente column (al singolare) delimita la singola colonna oltre che specificare la larghezza della specifica colonna.
      Dunque dovresti usare una sola colonna per i tre rettangoli neri, e una seconda colonna per l’ambiente itemize; nella prima, quella dei rettangoli neri, che supongo siano solo indicazioni di una possibile piccola figura, sistemi le tre figurine una accanto all’altra lavorando solo con gli \includegraphics.

      Nel mostrarti il mio esempio devo togliere gli \includegraphics perché non dispongo del file test. Però qui ti mostro due slide, nessuna delel quali mi piace, ma solo per mostrarti le soluzioni che ti ho proposto.`\documentclass{beamer}
      % PREAMBLE
      \usetheme[progressbar=frametitle]{metropolis}
      \setbeamertemplate{frame numbering}[fraction]
      \useoutertheme{metropolis}
      \useinnertheme{metropolis}
      \usefonttheme{metropolis}
      \usecolortheme{spruce}
      \setbeamercolor{background canvas}{bg=white}

      \begin{document}

      \begin{frame}[t]{How to use columns}\vspace{0pt}
      \begin{columns}[c]
      \column{0.05\textwidth}
      \rule{5mm}{5mm}
      \column{0.05\textwidth}
      \rule{5mm}{5mm}
      \column{0.05\textwidth}
      \rule{5mm}{5mm}
      \column{0.6\textwidth}
      \begin{itemize}
      \item Primo Item
      \item Secondo Item
      \end{itemize}
      \end{columns}
      \end{frame}

      \begin{frame}[t]{How to use columns (2)}\vspace{0pt}
      \begin{columns}[c]
      \begin{column}{0.20\textwidth}\centering
      \rule{5mm}{5mm}
      \rule{5mm}{5mm}
      \rule{5mm}{5mm}
      \end{column}
      \begin{column}{0.80\textwidth}
      \begin{itemize}
      \item Primo Item
      \item Secondo Item
      \end{itemize}
      \end{column}
      \end{columns}
      \end{frame}

      \end{document}`

      in risposta a: blackboard slanted type1 font #115288
      OldClaudio
      Partecipante
        Up
        0
        Down
        ::


        Che io sappia non esistono alfabeti vettoriali inclinati di tipo blackboard.
        Persino l’onnicomprensivo catlogo fi caratteri symbols-a.pdf (leggi con texdoc symbols-a) non ne fa menzione.

        Non ne sono stupito, perché i blackboard non dovrebbero mai essere usati, nemmeno la loro forma diritta; sono un work-around per indicare gli insiemei con simboli neri diritti, che in matematica non sono facili da usare; Il comando \mathbb produce is simboli a tratto doppio che si usano alla lavagna, perché con il gesso è difficile disegnare lettere diritte o oblique in neretto. Quindi di usano a scopo didattico, ma non nella matematica dei matematici o nella matematica delle scienze che usano le “grandezze”. Per quest’ultimo topo di matematica le norme ISO sono precise e accettano ilblackboard diritto solo in mancanza di caratteri matematici neri.

        Con METAFONT tu puoi crera questi font, e l’hai fatto, ma hai ottenuto dei font a matrici di punti, non vettoriali, che non passano quasi nessun validatore, perché, appunto, sono discretizzati all’origine, e quindi sono adatti solo per metodi di riproduzione specifici, non per qualsiasi stampante o per qualsiasi schermo. Io conoco solo alcuni validatori per file archiviabili e per file stampabili secondo le norem ISO; e anche per questo tipo di documenti i font bitmapped sono assolutamente vietati.

        Non tutto è perduto, ma la soluzione è difficile da attuare; Nella guida Introduzione all’arte tipografica con LaTeX, che puoi scaricare dalla sezione documentazione di questo sito, vi è descritta la procedura con un certo dettaglio. ma è necessario installare il programma FontForge e l’interpete Python, oltre a uno dei due programmi autorace o potrace oltre il programma mftrace. In sostanza dai in pasto a mftrace il file sorgente METAFONT oltre a un certo numero di parametri facoltativi; mftrace si preoccupa di lanciare METAFONT, per creare quei tuoi font molto grandi; poi usa potrace o autorace per tracciare il contorneo di ogni segno, converte questi contorni in un formato acconcio, e poi passa il risultato a FontForge che provvede a lisciare i contorni, in modo da ridurne la rugosità; alla fine ti ritrovi ocn i file .pfb dei tuoi font, dei file .tfm e dei file .afm che contengono le informazionimetriche di ogni glifo sia col linguaggio di TeX sia con quello di Adobe Type1. Fatto questo devi modificare secondo quanto scritto nella documentazione della tua distribuzione del sistema TeX (TeX Live o MiKTeX) in modo che la mappa dei font contenga anche questi nuovi font. Ci sono moltissimi dettagli da osservare, ma la sostanza è questa.

        Vista la difficoltà per seguire questa procedura complessa, ti suggerisco di cambiare font per indicare le entità matematiche che finora indicavi con il font blackboard inclinato. La guida symbols-a che ti ho suggerito ti permette di scegliere a tuo piacimento; al peggio devi definirti alcune macro per usarli in matematica, sempre che tu non abbia già raggiunto il fatidico numero 16 gi gruppi (di font) matematici, oltre i quali pdfLaTeX non può andare.

        Non sono sicuro, perché non ho mai provato a farlo (e, nel bene o nel male, mi sento legato alle norme ISO), ma fossi in te darei un’occhiata anche alla possibilità di comporre il tuo documento con LuaLaTeX, invece che con pdfLaTeX. non escludo che i font matematici OpenType disponibili e accessibili con LuaLaTeX possano risolvere il tuo problema in modo più semplice.

        in risposta a: Numerazione pagine di apertura capitoli #115285
        OldClaudio
        Partecipante
          Up
          0
          Down
          ::


          Benvenuto nel forum.
          Per essere al tuo primo messaggio sembri già molto ben preparato.

          I tuoi problemi si risovono leggendo completamante la documentazione del pacchetto fancyhdr, perché c’è scritto esplicitamente come modificare lo stile “plain” delle pagine. Lo stile plain è quello che viene usato per comporre le pagine iniziali dei capitoli con e senza asterisco(\tableofcontents usa la versione con l’asterisco del comando \chapter).

          Per i tioli troppo lunghi che non stanno nelel testatine ci sono due soluzioni:
          a) non usi titoli lunghi ( 🙂 )
          b) Usi l’argomento facoltativo del comando \chapter e/o del comando \section la cui sintassi è la seguente`\chapter[titolo breve]{titolo lungo}
          \section[titolo breve]{titolo lungo}`
          La soluzione a) non è una presa in giro; semplicemente i titoli narrativi non compaiono quasi mai nei test bene composti. Solo la regista Lina Wertmuller usava titoli narrativi per i suoi film ma nessuno ha seguito le sue tracce né prima di lei (ovvio) né dopo di lei. Lo stesso vale per i titoli dei libri (per il quale il sottotitolo vine in aiuto se il titolo non è sufficientemente descrittivo). A maggior ragione la cosa vale per l’interno del libro dove titoli di capitoli più lunghi si due righe sono da evitare, e lo stesso vale per i titoli dei paragrafi.

          Quando avrai maggiore dimestichezza con la composizione tipografica con LaTeX, vedrai che i titoli dei paragrafi lunghi sono una iattura anche nel testo; sono responsabili di pagine mal composte, perché LaTeX evita di usare le righe vedove e quelle orfane. Non nell’Arte, ma in altre guide che trovi nelal sezione Documentazione puoi trovare anche la spiegazione di come LaTeX spezzi i capoversi in righe e il testo in pagine; quali criteri di ottimizzazione usa, perché li usa, eccetera.

          in risposta a: una tabella particolare #115281
          OldClaudio
          Partecipante
            Up
            0
            Down
            ::


            In effetti non è granché.
            Ma certamnte migliore se togli \toprule e \bottomrule della penultima tabella annidata. Dopo di che quel penultimo blocco sembra a posto.

            Per l’ultimo blocco l’uso di \multirow non sembra apropriato; io metterei le linee della tabella annidata direttamante senza annidare la tabellina, ma facendole intervenire direttamente nella tabellona., ovviamante nella tabellona bisgona aggiungre descrittori di colonna.

            E se funziona per l’ultimo blocco della tabellona, allora funziona anche per gli altri blocchi.

            So di essere stato un po’ vago, ma è difficile da descrivere a parole, senza materialmente lavorare sultuo EMC. Tu però hai abbastanza esperienza per capire e per farlo autonomamente.

            in risposta a: Lettere accentate in una funzione a tratti #115272
            OldClaudio
            Partecipante
              Up
              0
              Down
              ::


              Benvenuta nel forum

              Be’, la domanda è mal posta, o meglio, si capisce benissimo che coa vuoi ottenere, ma è sbagliato quello che vuoi fare.
              Mi spiego: quello che vuoi scrivere è una formula: in questa formula appaiono delle parole; Le parole non fanno parte di nessun linguaggio matematico, tranne quelle che riguardano il testo intercalato alle espressioni.
              Secondo me dovresti formare una tabella, non una formula, confezionando la tabelle in modo che “Sport con palla” formi l’intestazione
              i valori 0 e 1, magari sostituiti con un “si” o con un “no”,intestano due colonne; in testa alla prima colonna del no o dello 0, sotto ci scrivi una sola voce” “Altri sport”, sotto quella intestata 1 o si, scrivi diverse celle in colonna con i nomi che hai indicato nel tuo esempio, da Pallavolo a Pallamano.
              Una alternativa sarebbe quella di formare una lista, come enumerate facendo cominciare il contatore con lo 0 (usa il pacchetto enumitem er sapere come fare).

              Se invece vuoi insistere con la formula, invece di \text, usa \textit, ma l’elenco degli sport da Pallavolo a Pallamano lo devi mettere in una scatola di tipo \parbox allineato con la prima riga; come fare per usare correttamente \parbox, dentro l’argomento di \text o anche senza usare \text, lo vedi in uno o due esempi della guida tematica Regole e consigli per comporre la matematica delle scienze sperimentali, che trovi nella sezione Documentazione di questo sito.

              Però pensaci bene se vuoi scrivere quella struttura in modo matematico; quella non è matematica di nessun tipo. La guida tematica che ti ho consigliato, nonché le varie guide generali e tematiche che trovi nella sezione Documentazione di questo forum sono tutte concordi nel chiamare “matematica” cose ben diverse. Nessuno ti vieta di usare il meccanismo della matematica per comporre una struttura complessa come quella che vuoi costruire, ma se ti metti in modo matematico sei costretta a osservare le sue leggi di composizione; in particolare il corsivo matematico è diverso dal corsivo del testo e se usassi \mathit per non cambiare font, in realtà lo cambi lo stesso, ma ci scrivi solo formule, non testo
              Infine se vuoi conservare l’accento in matematica non devi scrivere Età, ma Et\grave{a}, perché gli accenti matematici sono diversi da quelli testuali; non è la sola diffrenza fra corsivo matematico e corsivo testuale. Credo che nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato sia mostrato anche un chiarissimo esempio della differenza fra i due corsivi

              in risposta a: Greco antico e classicthesis #115270
              OldClaudio
              Partecipante
                Up
                0
                Down
                ::


                Be’, RIccardo, dipende da che cosa vuoi ottenere.
                La classe suftesi (texdoc suftesi) è ben disegnata e consente diverse personalizzazioni; son serve solo per tesi specifiche di un certo settore disciplinare e banda molto all’estetica dei testi classici; Prevede numerosi formati di pagina finita (non solo l’A4 o lettter) ma la pagina del testo finito, tagliata a misura. Precede diversi rapporti base e altezza per la grglia di stama; prevedi numerois font da usare per i sezionamenti dei diversi livelli; prevede diversi stili per ciascun sezionamento, prevede già l’uso del greco e permette di scegliere i font più adatti; chiaramente il design complessivo è diverso da quello di classicthesis, che però si pasa sulle classi della collezione KomaScript (da cui il prefisso scr prima di reprt nel nome della classse che hai usato). Personalmente preferisco di gran lunga suftesi, anche se ne faccio un uso minimo perché non mi sembra adatta alle cose che scrivo, ma appena posso, mi rivolgo a suftesi. Il difetto della collezione KomaScript è che la documentazione in inglese è di qualità discutibiie; la documentazione tedesca forse è migliore ma non conosco il tedesco a sufficienza

                Un’altra classe ancora più versatile di suftesi e della collezione komascritp è la classe memoir. Il suo problema, che è comune anche alla collezione komascript, ma non a suftesi, è che fa praticamente tutto quello che si può fare con il sistema TeX e può personalizzarne ogni minimo dettaglio; nella introduzione della sua documentazione (texdoc memoir), verso al fine elenca i pacchetti di cui emula o migliora le funzionalità e di cui sconsiglia il caricamento; se ben ricordo si tratta di una trentina di pacchetti. Essendo le loro funzionalità già comprese denro memoir, i loro codidici non sono mai in conflitto, mentre se si invocasse quella trentina di pacchetti a mano e non nell’ordine giosto si potrebbero manifestare i terribili errori di “Option Clash”.

                Dagli argomenti a cui hai accennato, ti consiglierei di dare un’occhiata alla classe suftesi.

                in risposta a: Greco antico e classicthesis #115267
                OldClaudio
                Partecipante
                  Up
                  0
                  Down
                  ::


                  Riccardo, credo che il tuo errore, oltre alla mancanza della t, sia un altro.
                  Leggendo il tuo preambolo noto che carichi il pacchetto fix-cm; che usi il file di configurazione classicthesis-config.;che specifichi tutte le opzioni, anche quelle per babel, fra le opzioni della classe; che carichi il pacchetto latexsym.

                  L’errore, secondo me, è che non puoi specificare i modifiers delle lingue fra le opzioni della classe: vedi la documentazione di babel ([btexdoc babel][/b]), pagina 6 dove si dice che:

                  New 3.9c The basic behavior of some languages can be modified when loading babel by means of modifiers. They are set after the language name, and are prefixed with a dot (only when the language is set as package option – neither global options nor the main key accept them). An example is (spaces are not significant and they can be added or removed)

                  In altre parole dovresti mette tutte le opzioni con i modificatori come opzioni di babel; e fra queste dovresti aggiungere alche l’opzione main=italian, se la tua lingua pricin=ale è l’italiano (documentazione, pagina 5 in fondo); in sostanza`\usepackage{bale[main=italian,latin.classic,greek.ancien,ngerman,american,]{babel}`Mettendo il descrittore main= non ha importanza che la lingua principale sia indicata per ultima; se non usi il descrittore main=, allora sì che l’ultima lingua elencata diventa quella principale.

                  Ma quello che mi preoccupa, invece, non è questo errore, che per altro c’è; mi preoccupa che
                  1) usi il file fix-cm; correttamente lo carichi con RequirePackage, prima dell’istruzione \cdocumentclass; ma quel pacchetto serve a poco; non dico che si inutile, ma non c’è da fare altro che specificare nel preambol che us la codifica T1 per i ofnt di uscita e che isi i font Latin Modern`\usepackage[T1]{fontenc}
                  \usepackage{lmodern}
                  `Se leggi la documentazione del pacchetto fix-cm, vedi che è del 2015, prima che diverse correzioni al kernel di LaTeX fossero introdotte; Comunque da quando esistono XeLaTeX (2006) e LuaLaTeX (le versioni beta da qualche anno dopo XeLaTeX, ma la versione stabile è del 2018, se non sbaglio) usano in font Latin Modern come font di default; per quei programmi esistono anche i CM in versione Unicode, più completi degli LM come copertura di alfabeti, ma privi dei corpi ottici che sono una prerogativa specifica del Latin Modern. Per concludere; usa i Latin Modern e lascia perdere il pacchetto fix-cm. Non è grave se lo sui, per carità, ma se non specifichi l’opzione T1 per i font, come non hai specificato, la cesura in fin di riga diminuisce con tutte le parole accentate. Inoltre i font greci non funzionano bene con i font CM in codifica di default OT1; quindi conserva se vuoi quel pacchetto, ma specifica anche l’opzione T1.

                  2) il file di configurzione per ClassThesis non funziona più con una versione moderna e aggiorna del sistema TeX. Il fatto che tu ne faccia uso, senza però, caricare classicthesis, ma fa pensare che tu stia lavorando con una versione molto obsoleta del sistema TeX; che cosa c’è scritto all’inzion del tuo file .log? Da me c’è scritto`This is pdfTeX, Version 3.14159265-2.6-1.40.19 (TeX Live 2018) (preloaded format=pdflatex 2018.12.17) 15 FEB 2019 09:11
                  entering extended mode
                  restricted \write18 enabled.
                  file:line:error style messages enabled.
                  %&-line parsing enabled.
                  **myfile.tex
                  LaTeX2e <2018-12-01>
                  `Se da te le date si riferiscono ad anni precedenti, la prima cosa da fare sarebbe quella di aggiornare il sistema; se usi MiKTeX su una macchina Windows, non saprei a quali guai potresti andare incontro, ma se installi TeX Live (che va bene anche per le macchine Windows, oltre che per i Mac e i Linux), vai sul sicuro; la procedura varia a seconda del sistema operativo che usi; le procedure sono descritte più o meno ampiamente sulle varie guide, per esemio, LaTeX per l’impaziente, che trovi nella sezione Documentazioone di questo sito.

                  3) Per le opzione della classe ho già detto.

                  4) Il pacchetto latexsym.sty ti serve per davvero? Il pacchetto esiste ancora per retrocompatibilità, al fine di poter comporre anche documenti d’annata, precedenti al 1994 o giù di lì. Non credo che scrivendo di latino classico e di greco antico tu abbia bisogno di quei pochi segni che sono contenuti in quei font. Regola generale: non caricare mai pacchetti obsoleti e di cui non sei sicuro di usarne le funzionalità; meno pacchetti carichi meno probabilità hai di trovarti a dover gestire errori classificati come Option Clash .

                  Scusa se l’ho tirata per le lunghe, ma spero che le informazioni e le spiegazioni che ti ho dato ti siano utili.

                  in risposta a: Preventivo (lettera commerciale) #115258
                  OldClaudio
                  Partecipante
                    Up
                    0
                    Down
                    ::


                    Ottimo lavoro.

                    in risposta a: Preventivo (lettera commerciale) #115255
                    OldClaudio
                    Partecipante
                      Up
                      0
                      Down
                      ::


                      letteracpd è costruito per scrivere lettere, non articoli o rapporti. Ma l’autore di letteracpd ti saprà dire di più.

                      Se hai bisogno di quei sezionamenti devi rivolgerti almeno alla classe report, a cui aggiungi alcune tue macro per configurare le testatine e i piedini, per inserirci le intestazioni della ditta e le altre informazioni commerciali che di solito si trovano nella carta intestata; con il pacchetto fancyhdr si fa facilmente, anche per differenzia re la prima dalla pagine successive.

                      Secondo la mia esperienza, un preventivo non è una lettera, anche se può essere scritto su carta intestata, lasciando la LaTeX il compito di comporre le intestazioni di testa e di piede.

                      Non è un progettino da poco, ma quando l’avrai portato a termine, considera la possibilità di riferite al GuIT con un articolo da pubblicare su ArsTeXnica (vedi sezione ArsTeXnica di questo forum). 🙂

                      in risposta a: Latex non compila #115240
                      OldClaudio
                      Partecipante
                        Up
                        0
                        Down
                        ::



                        @Kira88
                        , non te la prendere; siamo stati tutti principianti, quindi tutti all’inizio abbiamo fatto errori grossolani come e peggio di quelli che hai fatto tu nella tua equazione. Parlo per me, ma penso che quel “tutti” non sia lontano dalla realtà. Sempre parlando per me, ti posso dire che l’unica guida esistente nel 1984, quando io ho cominciato, era il manuale di Leslie Lamport, che nessuna libreria aveva, ma faceva arrivare dagli USA in tempi biblici e ad un costo triplo rispetto al cambio lira-dollaro di allora.

                        Nel 1984 c’era solo il sistema operativo DOS, con alcune sue varianti; i desktop erano gli unici disponibili (quindi niente laptop, notebook, tablet, eccetera); i sistemi operativi a finestre stavano per cominciare, nel senso che l’Apple era ancora costituita da due ragazzi che lavoravano in un garage. I dischi fissi di 20 megabyte erano delle sciccherie; i clock avevano delle frequenze di poche decine di megahetz; il sistema TeX era contenuto in due dischetti di installazione da 3,5 pollici per un totale di un paio di megabyte. Eppure il tutto funzionava, anche se era necessario rivolgersi gli uni agli altri (il forum di allora senza internet) quando fra colleghi ci si dava una mano. Se ho imparato qualcosa, l’ho fatto leggendomi i file sorgente del linguaggio LaTeX, ti puoi immaginare con quale fatica e con quanti errori interpretativi di cose non capite.

                        Oggi tu sei fortunata, perché nella sezione Documentazione di questo forum, ci sono elencate tante guide generali e tematiche, per giunta tutte gratuite, liberamente scaricabili. Fra quelle che ti sono state consigliate c’e quella sull’Esempio minimo compilabile; ma poi c’è il manuale di Lamport tradotto in italiano e pesantemente commentato, visto che la sua seconda edizione è del 1994 e da allora il sistema TeX è stato arricchito di un’infinità di pacchetti di estensione. Oltre alle guide tematiche, ci sono guide per neofiti, come LaTeX per l’impaziente, LaTeXpedia, L’Arte di scrivere con LaTeX; poi, di secondo livello, come Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX; ci sono anche guide di terzo livello, come Programmare in TeX e Latex.

                        Fra le guide tematiche c’è anche una guida di raccomandazioni e consigli per comporre la matematica delle scienze sperimentali (la matematica delle grandezze); visto che parli di velocità del centro di gravità, direi che fa proprio al caso tuo; ma, come guida tematica, è di secondo livello, cioè presuppone una certa esperienza. La guida tematica EMC (Esempio Minimo Compilabile) potrebbe essere considerata di primo livello, ma richiede anch’essa almeno un livello minimo di conoscenza del linguaggio, che, a giudicare dall’esempio che hai inviato, sembrerebbe che ancora tu non abbia, oppure che non abbia letto quella guida.

                        Per ora ti dico solo che la tua formula usa i comandi per i font come se fossero dichiarazioni; ma in matematica le dichiarazioni testuali (quelle matematiche sono completamente diverse) non funzionano e i comandi richiedono sempre un argomento racchiuso fra graffe;i comandi da usare in matematica sono diversi da quelli che si usano nel testo (la gestione dei font in matematica è totalmente diversa da quella che si usa nel testo, se non altro perché nella “frase” matematica compaiono lettere e simboli di tre grandezze (corpi) diversi). Ecco perché hai bisogno di documentarti un po’.

                        Non è necessario che tu ti legga le migliaia di pagine delle guide che abbiamo scritto e raccolto nella sezione Documentazione di questo forum. Comincia con una guida per neofiti, e poi approfondisci argomenti specifici usando alla grande gli indici generali e gli indici delle guide più ampie, che sono da usare come manuali, cioè non da leggere come un romanzo, ma saltando da un argomento all’altro.

                        in risposta a: Bad Boxes #115234
                        OldClaudio
                        Partecipante
                          Up
                          0
                          Down
                          ::


                          Può darsi che “Bad Boxes” ti appaia come messaggio del tuo editor, ma la spiegazione non è lì, bensì nel file .log.

                          Nel file .log c’è scritto che il codice delle righe 51-52 del file sorgente esce dal margine destro di 5.9…pt e che il codice della riga 71 del file sorgente, produce una riga che sporge nel margine di 24.1…pt.

                          D’altra parte se guardi il file pdf prodotto dal codice che hai allegato vedi benissimo che ci sono due righe che sbordano una di un paio di millimetri, e l’altra di circa 8 millimetri.

                          Il messaggio vero è “Overfull hbox” che vuol dire “Riga troppo piena”.

                          Quando ricevi degli errori cerca sempre di leggere la spiegazione nel file .log, nella fattispecie nel file BadBoxes.log

                          in risposta a: inserimento di file all’interno di parts #115230
                          OldClaudio
                          Partecipante
                            Up
                            0
                            Down
                            ::


                            Di sicuro dentro il tuo ambiente text (come lo hai definito è stato un colpo di fortuna, visto che il sottostante comando \text, quello che di fatto inizia l’ambiente, può venirti ridefinito dall’uso di pacchetti di uso frequente; almeno definiscilo col nome in italiano, per esempio, in modo che difficilmente la definizione va in conflitto con altri pacchetti.) non puoi mettere comandi di sezionamento come \part con o senza asterisco; probabilmente se al posto di \part*{} ci metti \clearpage, ottieni il risultato che volevi.

                            Vedo che non hai letto con attenzione il mio messaggio; continui ad usare \part per uno scopo diverso da quello per il quale è stato creato, cioè un sezionamento gerarchicamente superiore a \chapter, Certamente superiore al tuo ambiente testuale.

                            in risposta a: inserimento di file all’interno di parts #115226
                            OldClaudio
                            Partecipante
                              Up
                              0
                              Down
                              ::


                              Se leggi una guida qualsiasi, per esempio L’Arte di scrivere con LaTeX, o LaTeXpedia, o LaTeX per l’impaziente, tutte nella sezione Documentazione di questo Forum (che ne contiene molte altre; varrebbe la pena che ne prendessi visione) SI parla dei sezionamenti e dalla loro gerarchia.
                              Ricapitoliamo: Un testo importante molto struturato come una grossa tesi, un libro di documentazione (non un romanzo), un grosso saggio, eccetera, è diviso in vari tratti di testo, gerarchicamente ordinati

                              \frontmatter
                              Pagina del titolo (frontespizio) Ambiente titlepage
                              Retro frontespizio …
                              Indice generale e altri indici (figure,tabelle,…) \tableofcontents, listoffigures, \listoftables
                              Presentazione \chapter
                              \mainmatter
                              Parte \part
                              Capitolo \chapter
                              Paragrafo \section
                              sotto paragrafo \subsection
                              sotto paragrafo \subsection
                              Paragrafo \section
                              sotto paragrafo
                              sotto paragrafo

                              Parte
                              Capitolo

                              \appendix (se ce ne sono almeno due)
                              Appendici
                              Capitolo \chapter

                              \backmatter
                              Appendice isolata \chapter
                              Bibliografia \printbibliography
                              Indice analitico \printindex

                              Come vedi, quello che tu lamenti, sembrerebbe legato al fatto che non conosci bene la terminologia e confondi le parti con le sezioni.
                              Se non è così,, allora non ho capito quale sia il tuo problema.
                              Ma se è così, leggiti subito almeno LaTeX per l’impaziente

                              in risposta a: TOPtesi e Dedica #115220
                              OldClaudio
                              Partecipante
                                Up
                                0
                                Down
                                ::


                                Sempre nella documentazione c’è scritto che se le appendici sono pù di una, vanno messe in fondo alla main matter, ognuna con un suo titolo significativo, non un titolo generico come “Appendice A”.

                                Per esempio`…
                                \appemdix
                                \chapter{Le citazioni poetiche}
                                Bla bla bla

                                \chapter{Residenze di Dante Alighieri}
                                Bla bla bla

                                \chapter{Citazioni della Divina Commedia da parte di Boccaccio}
                                Bla bla bla

                                \backmatter

                                \printbibliograpy

                                \printindex

                                \end{docuemnt}`

                                in risposta a: TOPtesi e Dedica #115218
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::


                                  Se hai letto l’aggiornamento, le dediche nelle tesi di laurea sono del tutto superflue. Meno che mai se contengono una poesia.

                                  Tuttavia, se proprio ci tieni, cerca nel file toptesi.sty la definizione dell’ambiente dedica; ricopiala nel tuo preambolo. e modificalo come ti pare. Se alcuni comandi contengono la chiocciola @, premetti alla definizione il comando [tt]\makeatletter[/tt], qualcosa come:`…
                                  \makeatletter
                                  \newenvironment{dedica}{…}{…}
                                  …`Oppure, ancora più semplicemente, metti nel tuo preambolo la RI-definzione dell’ambiente senza usare comandi con la chiocciola`…
                                  \renewenvironment{dedica}{…}{…}
                                  …`

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 1,756 al 1,770 (di 11,287 totali)

                                Go to top