Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
28 Gennaio 2019 alle 23:55 in risposta a: Problema: riferimenti incrociati + classe standalone #115162::
È lì che entrerebbe in gioco il pacchetto pax.
Come ho detto, non sono tanto esperto di pax, perché per i miei scopi non è usabile, quindi non lo usoa, ma ladocumentazione dovrebbe dire come fare.In realtà se le immagini sono tutte di quel tipo, io userei i file come DisgnRq.tex per mettera a punto l’imagine, poi importerei direttamante tutto l’ambiente tikzpicture con un bel copia e incolla, e non avrei più problemi.
28 Gennaio 2019 alle 8:30 in risposta a: Problema: riferimenti incrociati + classe standalone #115160::
Avevo immaginato la causa, ma non potevo esserne sicuro.
Ma, il punto è che avevo distrattamente equivocato su quale file era necessario aggiungere il file .auxIl file va importato dentro al file Disgn,Rq.tex; ma siccome contiene comandi che nel nome contengono il segno @, bisogna farlo precedere dal comando \makeatletter.
Ti allego i file modificati; ho apportato qualche modifica al file DisgnRq.tex, per mia personale chiarezza. La modifica essenziale è che ho tolto l’ambiente center, perché anche quello dà un errore, veniale fin che vuoi, ma da un messaggio d’error.
Io lo vedo perché compilo sempre in \errorstop mode; quindi il programma mi si ferma ad ogni errore, senza andare in crash, ma lasciandomi vedere subito nella console che cosa c’è che non va; quasi sempre sono in grado di correggere il sorgente e apportare la modifica richiesta subito al file che è in compilazione usando i comandi della console. Si può fare anche con shell editor diversi da TeXShop (il mio, che però gira solo sul Mac), per esempio TeXworks, TeXstudio, Texmaker (e chissà quanti altri); bisogna configurare le opzioni del comando che lo shell editor invia al sistema operativo quando nell’editor si clicca sull’icona o sulla voce di menù di compilazione. Lo trovo comodissimo, e tu stesso avresti trovato l’errore e la soluzione se usassi questa impostazione del tuo shell editor.
Comunque i file che ti allego funzionano in modo da produrre quello che vuoi ottenere.
[attachment=2196]FilesReviewed.zip[/attachment]
Attachments:
You must be logged in to view attached files.27 Gennaio 2019 alle 17:43 in risposta a: Problema: riferimenti incrociati + classe standalone #115158::
Anche mia moglie ha fatto la tesi in giurisprudenza, e ha messo i riferimenti bibliografici alla fine e le citanzioni che rimandavan sempre ai riferimenti della bibliografia finale. Non è una legge di giusriprudenza quelle di mettere le citazioni al piede.
Tuttavia se quello è lo stile del suo relatore, allora che le metta al piede. Sicocme, suppongo, la stai aiutando, leggi bene la documentazione di biblatex e quella di philosophy-* (l’asterisco perché ce ne sono diversi pacchetti da richiamare per configurare biblatex che cominciano con philospophy); vedrai che trovi qualcosa, persino qualcosa che ti permette di usare anche le citazioni con ivi, o bidem, o loc.cit.e simili.Scusami, non posso essere più preciso, perché non ho mai usato quelle cose.
Nota che ci sono diversi filoni (thread) di discussione in questo forum che puoi cercare usando la parola chiave philosophy. Nella bara superiore di quando leggi il forum, non quando scrivi, cè dove cliccare epr eseguire una ricerca; anzi, visto che si può fare, specifica anche una “vecchiaia”, per esempio “ultimo anno”, in modo che non ne trovi una catasta che poi non si riesce ad analizzare.
::
Mi pare che esista il comando \footcite se usi biblatex e biber.In ogni caso non è complicato scrivere \footnote{\cite{book:danteAlighieri}}
Mettere il riferimento in nota è un po’ più ocmplesso, ma è una “cattiva” abitudine degli umanisti; Siccome sono un ingegnere, potrebbe sembrare che io sia prevenuto. Non lo sono. Questo parere è condiviso da latri umanisti che frequentano questo forum.
Sembra invece una insistenza sul richiamare la’attenzione del lettore su quanto lavoro abbia fatto il redattore del documento per documentarsi a fondo. Questo eccesso di note al piede, distrae il lettore.
Invece i comandi \cite con il loro bravo argomento facoltativo possono indicare dei richiami più completi, tipo [tt]\cite[XXVII, versi 72-75]{book:DanteAlighieri}[/tt], produce nel testo una cosa del tipo, (Alighieri,1302, XXVII, versi 72-75) che dà tutta l’informazione necessaria senza essere una interruzione troppo impegnativa nel flusso del testo.
26 Gennaio 2019 alle 13:47 in risposta a: Problema: riferimenti incrociati + classe standalone #115154::
Secondo me, è del tutto normale che i riferimenti incrociati definiti con un documento, vengano ignorati in un altro documento, anche se il primo viene immesso nel secondo; I riferimenti incrociati dipendono da cosa viene scritto nel file .aux. quelli del primo documento sono scritti, nel file Primo-documento.aux e il risultato dell’elaborazione di scontornamento si prova in primo-documento.pdf. Quando compili il secondo documento, importi un’immagine in formato pdf, quella di primo-documento.pdf, e non importi anche il file primo-documento.aux.Cosa fare?
Bisogna fare esperimenti; io farei così, ma quello che ti dico non necessariamante funziona, bisogna provare.
1) verso la fine del preambolo importi il file .aux, con \input{primo-documento.aux} poi compili il secondo-documento.tex almeno due volte.
2) dopo averne letto la documentazione (da terminale texdoc pax) carichi il pacchetto pax sia nel primo sia nel seocndo documento e aggiungi gli altri comandi che la documentazione di pax ti richiede; poi procedi con le compiliazioni dei tuoi due file .tex.
Nota Io ho provato ad usare pax in congiunzione con l’uso di pfdpages. Mi sembra che funzionasse come previsto, ma lho abbandonato perc´h è incompatibile con il pacchetto pdfx, che uso molto più spesso di standalone e di pdfpages. Percìo dato il tempo passato, non ti assicuro che le cose possano funzionare anche per te.
Prova e lo saprai.
::
Il pacchetto si chiama endnotes, ma credo che ce ne siano degli altri. un altro credo che sia reledmac, che eprmette di realizzare 5 apparati di note, fra quelle in calce, quelle marginlai, e quelle terminali. Leggine la documentazione perché più un pacchetto è versatile, più sono delicati i suoi numerosi comandi.Endnotes, invece, serve per cambiare il significato di \footnote, cosicché tutte le note vengono messe alla fine del capitolo o dell’intero testo.
Detto questo, @renareto, pensaci bene prima di usare solo note terminali, o se vuoi usare entrambi i tipi di note, oppure se no sia il caso di soprassedere. Il guaio delle note terminali, ovviamente lontane dal testo a cui si riferiscono, è che non vengono lette. Forse parlo per me stesso, ma personalmente, ogni volta vhe ho avuto per le mani dei testi con note terminali, non le ho mai lette.
Con questo non voglio dire che in certi limitatissimi casi questo apparato di note non potrebbe essere utile. Ma pensaci bene.
::
Sarà…
ma se il tuo preambolo di tioptesi è quello, i casi sono due:
1) su Overleaf non c’è una versione aggiornata di toptesi
2) se su Overleaf c’è una versione aggiornata (del che dubito) ma tu vi hai caricato un numero di pacchetti che sono già caricati da toptesi, il che è pericoloso.Fai come credi, ma almeno leggi la documentazione che si trova in toptesi.pdf e in tptesi-it.pdf; non so come vi si acceda da Overleaf, ma se non leggi quella documentazione usi toptesi obsoleta e non adeguata a quello che vuoi tu.
La versione moderna di toptesi contiene anche una modulo per una SCUola di DOttorato (SCUDO) che contiene anche la nomenclatura e mostra anche come ottenerla in modo automatico. Ma più che altro ti dice quali pacchetti sono già caricati, quali NON devi caricare, quali puoi caricare e in che ordine.
::P.S *non sono riuscito a trovare quello di Herbert Voß, ho trovato però un PDF di Scott Pakin*
Infatti è un mio errore: ho citato l’autore sbagliato.
Il suggerimento di @LuglioM26 è molto valido, anche se non so se il disegno ottentuto sia allungabile a piacere.
Non so nemmeno se il segno estensibile (in altezza) che hi trovato nel PDF si allungabile mantenedo la stessa “lunghezza d’onda”.
Tuttavia il tuo approccio a me piace di più, anche se non ho nessuna prevenzione verso TikZ, che uso raramante, perché la maggior parte delle cose che mi servono le faccio con l’ambiente picture esteso con il pacchetto pict2e (cioè LaTeX standard; le funzionalità di pict2e sono descrittte da Lamport nella sua guida di LaTeX2e); riservo TikZ alle cose veramente difficili…Capisco benissimo che la linea ondulata che ti serve non abbia le stesse caratteristiche di una graffa, ma tempo fa, quando i font matematici OpenType non erano ancora così avanzati come oggi, avevo definti per quei font un comando \overbrace e un altro comando \underbarace che avevano le stesse proprietà di quei comandi con i font usabili con pdflatex.
Non ti mando il codice, perché sono passati molti anni da allora e non sono sicuro di poterlo ritrovare nei miei vecchi file; tuttavia si trattava di misurare la larghezza della parte da raccogliere sopra o sotto la graffa orizzontale, poi creare una graffa con la giusta altezza complessiva sulla base di quella larghezza, e impostarla ruotandola di 90° in senso orario.. Se il segno del PDF è allungabile senza cambiare l’ondulazione, si può ripetere la stessa trafila.
Certo al grafica di TikZ permette di risparmiare un mucchio di codice, ma una volta defnita la macro, non ci sono problemi ad usarla come un comando qualsiasi.
::
Ho appena aggiornato anch’io e ho visto la documentazione (penosa) del pacchetto.
“Penosa” perché le norme per caricare i pacchetti su CTAN prescrivono la documentazione in formato PDF, mentre non tutti gli utenti sono in grado di leggere codici di manuale da leggere con comandi specifici delle macchine Linux e Mac.Detto questo, mi pare che contenga alcune buone idee e altre che sono tipograficamante inaccettabili, come l’uso di suol.
Per il resto non mi sembra che ci siano tanti vantaggio ad usare il pacchetto in questione rispetto a scriversi il preambolo normale con quei quattro comandi necessarie per impostare font e lingue. Buona l’idea di usare \PassoptionToPackage, opzione che per altro mette solo in mostra, cioè evidenzia, l’opzione passata al pacchetto, quando basterebbe mettere l’opzione fra quelle della classe (le opzioni di classe sono globali, quelle dei pacchetti sono locali; vedere la guida da leggere con texdoc clsguide), ma fatto con le opzioni di classe o fatto con \PassOptionsToPackage, le opzioni aggiunte si aggiungono in coda a quelle già passate al pacchetto designato; per babel la lista di opzion fa sì che l’ultima diventi la lingua di default. Va bene per avere inglese di default (che lo sarebbe anche senza chiamare babel) e l’unghrese di default per chi, come l’autore, scrive in ungherese; ma se vuoi scrivere qualcosa anche in una terza lingua, devi stare attento a dove la metti nella lista delle lingue aggiunte.Insomma, bravo l’autore che si è confezionato qualcosa che gli va a fagioulo e bravo a metterlo su CTAN (sia pure senza la documentazione nella forma prescritta), ma io non consiglierei quel pacchetto a nessuno per i motivi che ho detto.
Non è una critica distruttiva; ho appena detto “bravo” all’autore del pacchetto; ma ritengo che il suo pacchetto non sia di grandissima utilità.
Ecco un aneddoto personale; quando ero agli inizi e LaTeX2eera appena nato, mi ero cosruito tre nuove minclassi che contenvano già il preambolo con le lingue e i font; le avevo chiamate libro.cls, rapporto.cls, e articolo.cls. Le ho usate forse epr seimesi, poi, pur avendole a bordo del mio particolare sistema TeX, non le mai più usate; mi vincolavano troppo e di fatto usavo sempre le classi originali; ora spesso uso un preambolo precostituito che mi permette di usare pdflatex, xelatex e lualatex indifferentemente con impostazioni specifiche (e, ovviamente, per documenti particolari) per i tre motori, ma è un preambolo che copio direttamente da un mainfile ad un altro, così che posso modificare alcune impostazioni senza alcun vincolo in modo da adattarle al particolare documento.
Ovviamente è solo una questione di gusti; posso consigliare quello che penso sia meglio, ma i consigli non necessariamente sono oro colato; sono solo un’indicazione di quello che io farei o che già faccio abitualmente.
PS: a proposito di documentazione e di nuovi pacchetti: L’ultima volta che ho caricato su CTAN un aggiornamento pacchetto già esistente senza allegare uno dei tre file richiesti dalle norme di CTAN, mi è stato cortesemente respinto; nessun problema: ho aggiunto il file mancante, semplice duplicato di un file esistente, solo in formato diverso, e tutto si è risolto in un paio d’ore con tanti ringraziamenti per essere stato così veloce nell’adeguarmi alle norme. Tuttavia, con l’ultimo aggiornamento di TeX Live c’era anche il pacchetto tetragonos: hai provato a dare il comando texdoc tetragonos? È tutto in cinese, senza nemmeno un abstract in inglese, per cui se non conosci il cinese non puoi sapere nemmeno che cosa si possa fare con quel pacchetto. Come sempre le norme ci sono, ma pochi le rispettano; Anche il pacchetto frenchmath (con l’ultimo aggiornamento) è ben documentato, ma solo in francese; perché? la norma che richede la documentazione in inglese, almeno l’abstract, c’è e vale per tutti. Me ne lamento, anche se io conosco bene il francese; il sistema TeX è nato anglofono ed è diventato internazionale, dove la lingua franca è l’inglese, sia pure nella sua forma minima siglata EFL (English as a Foreign Language).
Scusami per i numerosi off topic di questo messaggio.
18 Gennaio 2019 alle 15:30 in risposta a: ripristino sistema operativo, “il programma pdflatex.exe non è stato trovato” #115139::
Direi di sì, ma io lavoro su un Mac, quindi non lo so di sicuro.
Siccome hai MiKTeX, non sono sicuro che la cosa funzioni, perché non so se MiKTeX mette qualcosa nella registry.
Forse, prima ti conviene andare sotto Avvio -.. MiKTeX –> 2.9 e lì cercare se c’è qualche informazione per la disinstallazione; altrimenti puoi cercare di usare il wizard per eseguire una installazione completa.
Se non funzionasse, puoi sempre trascina tutto l’albero da texlive in giù nel cestino; svuotare il cestino, e installare TeX Live (scaricando l’immagine ISO del disco di installazione da CTAN) per poi installarlo dall’ISO; lo puoi montare come un disco vero (un DVD vero) cliccando sopra il nome del file ISO.
::
Mi pare del tutto ovvio che con lualatex tu ottenga risultati migliori che con xelatex. Qeest’ultimo non dispone della character expansion.Questo è uno dei motivi che mi fa preferire lualatex a xelatex; non è l’unico e non è il più importante. Eppure non uso il linguaggio Lua che lualatex mi offrirebbe.
L’unico svantaggio di lualatex rispetto a xelatex è che è un filino più lento, specialmente quando deve ricreare certe sue cache, cosa che capita dopo qualche aggiornamanto del sistema TeX; dipende da che cosa vene aggiornato.
18 Gennaio 2019 alle 13:17 in risposta a: ripristino sistema operativo, “il programma pdflatex.exe non è stato trovato” #11513718 Gennaio 2019 alle 8:37 in risposta a: ripristino sistema operativo, “il programma pdflatex.exe non è stato trovato” #115135::
Se metti il percorso che punti alla cartella bin di texlive è più probabile che tu possa accedere agli eseguibili del sistema TeX, con quel percorso accedi solo a texworks.Non confondere l’editor TeXworks con i compilatori del sistema TeX. Non solo, ma verifica che TeXworks sia configurato correttamente per accedere agli eseguibili del sistema TeX.
Sono inconvenienti che si presentano spesso quando si reinstalla il sistema operativo e non si ripristinano tutti i colllegamanti ad altri dischi reali o virtuali (partizioni); e non riguardano solo il sistema TeX.
-
AutoreRisposte