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Se il file .bib è fatto come si deve, cioè con \author{Rossi, Mario and Bianchi, Guido and de Angelis, Pier Matteo} oppure \author{MArio Rossi and Guido Bianchi and de Angelis, Pier Matteo} non devi cambiare niente perchè sia bibtex sia biber riconoscono d ogin autore quale sia il nome proprio e il cognome anche se sono fatti di più parole.
Che nella bibliografia composta compaia il cognome prima del nome per disteso o abbreviato dipende dallo stile scelto, non da come sia fatto il file .bib, purché questo sia conforme alla sintassi prevista, cioè
1) se nome e cognome sono di una sola parola sono validi sia Nome Cognome senza virgole e per più autori separati da and , oppure
2) prima i cognomi, poi la virogola poi i nomi separati da andSegui il consiglio di @Ivan.
3 Gennaio 2019 alle 22:55 in risposta a: Tesi: problemi con ‘frontespizio’ + suggerimenti di stile vari #114996::
Sono tutti errori di codifica che compaiono nel file cap01.tex.
Tu non l’hai allegato, nemmeno sotto forma di un file fittizio privo di contenuto comprensibile (pacchetti lipsum oppure kantlispum oppure mwe, oppure…) e quindi nessuno o pochissimi ti possono dire che cosa non va nel tuo capitolo.Comunque, tanto per essere sicuri, nei capitoli immessi ahi tolto il preambolo da \documentclass a \begin{document} e la riga \end{document}?
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Benvenuto nel forumSiccome sei nuovo al mondo di LaTeX ti consiglio di leggerti un po’ di documentazione, e qui nella sezione Documentazione non hai che l’imbarazzo della scelta.
Ti ocnsiglierei di leggerti per prima cosa LaTeX per l’impaziente. poi con questa sgrossatura puoi leggerti le altre guide generali e quelle tematiche in pariticolare.Per soddisfare la tua coriosità:
1) LaTeX è una specie di linguaggio di programmazione, un modo per marcare il testo da comporre in modo da specificare al compilatore che cosa deve fare per comporre le varie parti del “documento” che vuoi comporre.
2) LyX e TeXmacs sono due editor di testo che vorrebbero nascondere il mark-up di LaTeX imitando i word processor, come Word, Writer, Pages, e simili; ai neofiti piacciono tanto perché sembra loro di usare un word processor, quando poi il compilatore, invece, compone il testo a ottimo tipocompositore professionale (tipocompositore := compositore tipografico)
3) TeXmac è superoobsoleto e mi stupirei se se ne trovasse ancora qualcosa in rete; era nato per le piattaforme Linux, fore poi portato anche su altre piattaforme, ma credo che siano almeno 20 anni che nessuno ci mette el mani sopra, mntre in questi almeno 2 anni il sistema TeX (di cui il linguaggio di mark up LaTeX fa parte) ha fatto passi da gigante. Il suo modus operandi assomiglia a quello di emacs, l’editor preferiso dai più convinti smanettoni (parola non denigrativa, ma che nasconde un po’ di invidia da parte mia).
4) LyX più o meno, molto più poco meno, fa le stesse cose del vecchio TeXmacsè mantenuto ed aggiornato, ma ti pregherei di cancellarlo dalla lista degli editor da prendere in considerazione. Vedi sotto perché.
5) Gli editor che cercano di nascondere il mark up mostrando a schermo direttamente quello che si otterrebbe se si compilasse il documento sono necessariamente limitati; non solo ma sono ottimizzati per mostrare subito a schermo il risultato. è difficile che riescano a mostrare tutto, eprché il sistema TeX è immenso; è formato da più di 4000 pacchetti che installano sul disco più di 100000 file. L’installazione completa supera i 5 gibibyte (gibi= (2^10)^9= 1024^9).
6) Il mark up di LaTeX è un sistema aperto, nel senso che ogni autore può definirsi le proprie macor per rendere più agevole la marcatura del suo particolare documento; LyX con una certa difficoltà riesce a ricevere le traduzioni nel suo linguaggio interno delle macro degli autori; TeXmacs ne era incapace.
7) Se si prende la cattiva strada di cominciare a lavorare con questi generi di editor, non si imparerà mai ad usare LaTeX a piena potenza.
8 ) Importante: non confondere l’editor con il programma di composizione; a differenza dei word processor, si tratta di due processi diversi.
9) per il sistema TeX hai sostanzialmente due scelte: l’installazione TeXLive valida per le tre piattaforme più comuni, e MiKTeX nata per Windows ma si sta allargando anche a Linux e a Mac. Il Mac installa MacTeX che è TeXLive con l’aggiunta di alcune app specifiche per il Mac.
10) Di editor ne esistono decine, alcuni specifici di certe piattaforme, per esempio TeXShop per il Mac, altri come TeXworks, TeXstudio, Texmaker, multipiattaforma; non sono gli unici, ma sono quelli che io sceglierei; io lavoro su un Mac e suo TeXShop, ma talvolta uso TeXstudio e TeXworks; dipende da che cosa voglio fare, ma per la mia macchina TeXShop è quello che preferisco in assoluto. Per le altre du piattaforme io consiglierei TeXstudio, ma ovviamante è una questione di preferenze, quindi ognuno si installa e usa l’editor che preferisce.Con le idee chiarite (spero) da quanto ho scritto sopra, spero che tu possa percorrere il cammino di utente LaTeX avendo cominciato con il piede giusto.
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Sì, lo so; polyglossia non è mantenuto bene; Se ne occupa Arthur Reutenauer, il coordinatore del gruppo TeX-hyphen, ma lui è ufficialmente il curatore di polyglossia dopo che il creatore Charette, ha lasciato dal curatela della sua creazione. Non mi dici niente di nuovo; gli ho gia mandato due mie versioni di gloss-greek.ldf; la prima era poco collaudata e non faceva quello che credevo di aver fatto; la seocnda è quasi perfetta, nel senso che passa tutti i miei test, ma i test non sono mai completi, c’è sempre qualcosa che non viene controllato; quindi il quasi è fin troppo ottimista. Arthur non mi ha nemmeno risposto. Eppure gli ho dimostrato che attualmente LaLaTeX non riconosce le varianti, quindi attualmente polyglossia non funziona con il greco; con il mio file funziona. Quindi perché tergiversare? Credo che Ulrike si riferisse a questo.
Non capisco, invece, perché dica che babel gestisce le lingue meglio di polyglossia, in particolare ne gestisce meglio i font; babel di per sé non ha niente che abbia a che fare con i font; sono i vari moduli per implementare le opzioni delle lingue che provvedono a impostare i font specifici per ogni lingua. Ma babel è rigido; una volta scelta una lingua e i font a lei associati, non puoi cambiare impostazioni se non con comandi che non hanno nulla a che vedere con la lingua e con babel in generale.
Un esempio? Vuoi scrivere in greco e vuoi confrontare le differenze fra il greco moderno e quello antico; hai i due testi ma con banel non puoi cambiare sillabazione per l’una o l’altra lingua quando componi i due testi. Con polyglossia lo puoi fare e puoi impostare una lingua nuova anche nel corpo del documento, mentre con babel non lo puoi fare. Insomma la gestione delle lingue e dei relativi font è decisamente migliore con polyglossia che con babel.
Naturalmente dipende dall’uso che se ne fa. Può darsi che esistano delle circostanze in cui babel sia più versatile di polyglossia. Io non ne conosco. Tu evidentemente hai trovato un caso in cui babel funziona e poluglossia apparentemente non lo fa (anche se io continuo a ensare che sia una questione di comesi imposti il font da usare per l’italiano, per esempio con \newfontfamily{italianfont}{\fontspec{….}[…]}. In questo modo quando scrivi in italiano si usa quel font e non quello indicato con \setmainfont.
Comunque sono cose delicate ed estremamente complesse, per cui è difficilissimo metterci il naso dentro. Inoltre polyglossia è scritto quasi esclusivamente in L3, che sarà anche versatilissimo, ma (almeno per me) è difficilissimo.Ho appena ricevuto un messaggio da JavierBezos, il curaore di babel, che mi scrive:
Currently, the babel support for OpenType fonts is, imho, better
than with polyglossia. An effort has been made to update babel
(and LaTeX itself, for that matter) to Unicode. For example, babel
switches automatically the OpenType ‘language system’ (with
polyglossia it must be done by hand).[Regarding the papostrophe settings] This is language dependent and should be set by the language
(as French does). Babel provides \SetHyphenMap for this, which
is the proper way, among other reasons because in a future release
very likely it will be based on \hjcode in luatex, to decouple case
mapping and hyphenation altogether.Bisogna che mi studi meglio babel.
::samiel” post=115419
ma la possibilità che Polyglossia acceda , come dicevo sopra, a calt e locl localizzati,
essite o è strutturalmente incompatibile con Polyglossia stessa?Ti confesso che non lo so; credo che la responsabilità maggiore si da attribuire a fonstspec e al diverso modo di caricare i font che fontspec usa per XeLaTeX rispetto a LuaLaTeX. Ma non ho abbastanza esperienza su queste cose.
Ora la curatrice dei pacchetti che presidono al caricamanto dei font con LuaTeX (e quindi Lualatex) è Ulrike Fisher. Non so se Will Robertson, che cura fontspec, curi anche i moduli per l’accesso ai font (credo di si, ma non ne sono certo). Direi che la domanda dovrebbe essere posta a loro.
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Bene, tutto è bene quel che finisce bene.Ritornando a stackexchange ho avuto la conferma che gli smanettoni che riescono a inserire i messaggi (io non ci riesco, pur avendo username e password) molta gente scrive per il gusto di scrivere e non legge quello che scrivono gli altri. Succede anche nel nostro forum GuIT, ma per fortuna, tolti i rari casi in cui due rispondenti si sovrappongono, per cui uno non sa che cosa sta scrivendo l’altro, il traffico è minore per cui succede più raramente.
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Perché tu possa testare il nuovo file italian.ldf ti allego il file di test e il file italian.ldf. Mettili in una cartella a se stante e lavora dentro quella cartella.
Ecco il file di test:`% !TEX TS-program = pdfLaTeX
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% Test babel+italian.ldf under xelatex, lualatex, pdflatex\documentclass{article}\errorcontextlines=100
\usepackage{iftex}
\ifPDFTeX
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\else
\usepackage{fontspec}
\setmainfont[Ligatures=TeX,Numbers=OldStyle]{Garamond Premier Pro}
\fi
\usepackage[italian]{babel}\begin{document}
%\textbf{Polyglossia}
\textbf{Babel}Lingua \languagename\ sillabazione \the\language
l'avvedutezza avanti l'articolo away ayo abaco l'accidente acerrimo l'adirato aedo
un'affranta afisico afoso l'agone ahhhh l'aiuto ajta alternativa ambedue ancora
annichilire l'aorta l'appurare acqua Aristarco artistica L'albero l'alternativa
l'enfasi l'eccezionalità l'altra l'ircocervo l'Illiria l'omeopatia l'astrattismo atroce
un'automobile avere avicola awak ayno l'azalea l'uguaglianza un'umanità l'abecedario
accolito un'acqua l'addomesticare l'aereoplano affidare l'agone l'aiuto l'assurdo l'abaco
un elemento un'eccezionalità un'inedia un'aorta un'occasione l'Occitania l'allampanato
ampolla annoso l'inutilità l'artatamente l'astrologia l'attenzione autore avanti avventure
away ayo azzardo L'Australia L'Europa l'uguaglianza l'umanità
\end{document}`Ed ecco il nuovo file italian.ldf`%%
%% This is file `italian.ldf',
%% generated with the docstrip utility.
%%
%% The original source files were:
%%
%% italian.dtx (with options: `code')
%%
%% This is a generated file.
%%
%% Copyright (C) 2013 Claudio Beccari.
%%
%% This file is part of the babel-italian bundle release 1.3.
%% ————————————————–
%%
%% It may be distributed under the terms of the LaTeX Project Public
%% License, as described in lppl.txt in the base LaTeX distribution.
%% Either version 1.3 or, at your option, any later version.
\ProvidesLanguage{italian}
[2019/01/02 v1.4.00 Italian support from the babel system]
%%
%% Please report errors to: claudio dot beccari at gmail dot com
%%\LdfInit{italian}{captionsitalian}%
\ifx\l@italian\@undefined
\@nopatterns{Italian}%
\adddialect\l@italian0\fi
\addto\captionsitalian{%
\def\prefacename{Prefazione}%
\def\refname{Riferimenti bibliografici}%
\def\abstractname{Sommario}%
\def\bibname{Bibliografia}%
\def\chaptername{Capitolo}%
\def\appendixname{Appendice}%
\def\contentsname{Indice}%
\def\listfigurename{Elenco delle figure}%
\def\listtablename{Elenco delle tabelle}%
\def\indexname{Indice analitico}%
\def\figurename{Figura}%
\def\tablename{Tabella}%
\def\partname{Parte}%
\def\enclname{Allegati}%
\def\ccname{e~p.~c.}%
\def\headtoname{Per}%
\def\pagename{Pag.}%
\def\seename{vedi}%
\def\alsoname{vedi anche}%
\def\proofname{Dimostrazione}%
\def\glossaryname{Glossario}%
}%
\def\dateitalian{%
\def\today{\number\day~\ifcase\month\or
gennaio\or febbraio\or marzo\or aprile\or maggio\or giugno\or
luglio\or agosto\or settembre\or ottobre\or novembre\or
dicembre\fi\space \number\year}}%
\providehyphenmins{\CurrentOption}{\tw@\tw@}
\addto\extrasitalian{%
\babel@savevariable\clubpenalty
\babel@savevariable\widowpenalty
\babel@savevariable\@clubpenalty
\clubpenalty3000\widowpenalty3000\@clubpenalty\clubpenalty}%
\addto\extrasitalian{%
\babel@savevariable\finalhyphendemerits
\finalhyphendemerits50000000}%
\ifcsname pdfmatch\endcsname
\addto\extrasitalian{%
\lccode`'=`'}%
\else
\addto\extrasitalian{%
\lccode\string”2019=\string”2019}%
\fi
\addto\noextrasitalian{%
\lccode`'=0}%
\newcount\it@lettering \it@lettering=\@ne
\newcommand*\XXIletters{\it@lettering=\z@}
\newcommand*\XXVIletters{\it@lettering=\@ne}
\let\bbl@alph\@alph \let\bbl@Alph\@Alph
\addto\extrasitalian{\babel@savevariable\it@lettering
\let\@alph\it@alph \let\@Alph\it@Alph}
\addto\noextrasitalian{\let\@alph\bbl@alph\let\@Alph\bbl@Alph}
\def\it@alph#1{%
\ifcase\it@lettering
\ifcase#1\or a\or b\or c\or d\or e\or f\or g\or h\or i\or
l\or m\or n\or o\or p\or q\or r\or s\or t\or u\or v\or
z\else\@ctrerr\fi
\or
\ifcase#1\or a\or b\or c\or d\or e\or f\or g\or h\or i\or
j\or k\or l\or m\or n\or o\or p\or q\or r\or s\or t\or u\or v\or
w\or x\or y\or z\else\@ctrerr\fi
\fi}%
\def\it@Alph#1{%
\ifcase\it@lettering
\ifcase#1\or A\or B\or C\or D\or E\or F\or G\or H\or I\or
L\or M\or N\or O\or P\or Q\or R\or S\or T\or U\or V\or
Z\else\@ctrerr\fi
\or
\ifcase#1\or A\or B\or C\or D\or E\or F\or G\or H\or I\or
J\or K\or L\or M\or N\or O\or P\or Q\or R\or S\or T\or U\or V\or
W\or X\or Y\or Z\else\@ctrerr\fi
\fi}%\newcount\it@doublequoteactive \it@doublequoteactive=\z@
\def\setactivedoublequote{\it@doublequoteactive=\@ne}
{\catcode`”=12 \global\let\it@doublequote”}
{\catcode`”=13 \global\let\it@@dqactive”}
\AtBeginDocument{%
\unless\ifnum\it@doublequoteactive=\z@
\initiate@active@char{“}%
\addto\extrasitalian{\bbl@activate{“}\languageshorthands{italian}}%
\declare@shorthand{italian}{“}{%
\ifmmode
\def\it@next{''}%
\else
\def\it@next{\futurelet\it@temp\it@cwm}%
\fi
\it@next
}%
\fi
\ifdefstring{\languagename}{italian}{\selectlanguage{italian}}{\relax}
}%
\def\it@@cwm{\bbl@allowhyphens\discretionary{-}{}{}\bbl@allowhyphens}%
\def\it@@slash{\bbl@allowhyphens\discretionary{/}{}{/}\bbl@allowhyphens}%
\def\it@@trattino{\bbl@allowhyphens\discretionary{-}{}{-}\bbl@allowhyphens}%
\def\it@@ocap#1{\it@ocap}\def\it@@ccap#1{\it@ccap}%
\DeclareRobustCommand*{\it@cwm}{\let\it@@next\it@doublequote
\ifcat\noexpand\it@temp a%
\def\it@@next{\it@@cwm}%
\else
\if\noexpand\it@temp \string|%
\def\it@@next{\it@@cwm\@gobble}%
\else
\if\noexpand\it@temp \string<% \def\it@@next{\it@@ocap}% \else \if\noexpand\it@temp \string>%
\def\it@@next{\it@@ccap}%
\else
\if\noexpand\it@temp\string/%
\def\it@@next{\it@@slash\@gobble}%
\else
\ifcat\noexpand\it@temp\noexpand\it@@dqactive
\def\it@@next{“\@gobble}%
\else
\if\noexpand\it@temp\string-%
\def\it@@next{\it@@trattino\@gobble}%
\fi
\fi
\fi
\fi
\fi
\fi
\fi
\it@@next}%
\newcount\it@ISOcompliance \it@ISOcompliance=\z@
\def\setISOcompliance{\it@ISOcompliance=\@ne}
\AtBeginDocument{\unless\ifnum\it@ISOcompliance=\z@%
\def\activate@it@unit{\DeclareRobustCommand*{\bbl@it@unit}[1]{%
\textormath{\,\textup{##1}}{\,\mathrm{##1}}}}
\@ifpackageloaded{units}{}{\@ifpackageloaded{siunitx}{}{%
\@ifpackageloaded{SIunits}{}{%
\activate@it@unit\addto\extrasitalian{%
\babel@save\unit\let\unit\bbl@it@unit}%
}}}\ifcsstring{bbl@main@language}{italian}{\selectlanguage{italian}}{}%
\fi}
\DeclareRobustCommand*{\bbl@it@ap}[1]{%
\textormath{\textsuperscript{#1}}{^{\mathrm{#1}}}}%
\DeclareRobustCommand*{\bbl@it@ped}[1]{%
\textormath{$_{\mbox{\fontsize\sf@size\z@
\selectfont#1}}$}{_\mathrm{#1}}}%
\addto\extrasitalian{%
\babel@save\ap\let\ap\bbl@it@ap
\babel@save\ped\let\ped\bbl@it@ped
}%
\AtEndOfPackage{\RequirePackage{etoolbox}}
\AtEndOfPackage{\AtEndPreamble{%
\newcommand*\IntelligentComma{\mathcode`\,=\string”8000}% Active comma
\newcommand*\NoIntelligentComma{\mathcode`\,=\string”613B}% Punctuation comma
\@ifpackageloaded{icomma}{\let\IntelligentComma\relax
\let\NoIntelligentComma\relax}{%
\@ifpackageloaded{ncccomma}{\let\IntelligentComma\relax
\let\NoIntelligentComma\relax}{%
\@ifpackageloaded{dcolumn}{\let\IntelligentComma\relax
\let\NoIntelligentComma\relax}{%
\@ifpackageloaded{polyglossia}{%
\ifcsstring{xpg@main@language}{english}{\relax}{%
\mathcode`\,=\string”613B}
}{%
\ifcsstring{languagename}{english}{\relax}{%
\mathcode`\,=\string”613B}
}%
}}}%
}}
\DeclareMathSymbol{\virgola}{\mathpunct}{letters}{“3B}
\DeclareMathSymbol{\virgoladecimale}{\mathord}{letters}{“3B}
\DeclareRobustCommand*\it@comma@def{\futurelet\let@token\@@math@comma}%
{\catcode `,=\active \gdef,{\it@comma@def}}%
\DeclareRobustCommand*\@math@comma{%
\ifcat\noexpand\let@token*%
\expandafter\@firstoftwo
\else
\expandafter\@secondoftwo
\fi{% \let@token is of category 12
\@math@@comma
}{% test if \let@token is a macro
\ifcat\noexpand\let@token\noexpand\relax
\expandafter\@firstoftwo
\else
\expandafter\@secondoftwo
\fi{% it is a macro
\@@math@@comma
}{% it is something else.
\virgola
}
}
}
\DeclareRobustCommand*\@math@@comma[1]{% argument is certainly of category 12
\ifcsundef{\expandafter\@gobble\string #1}{% test if it is a real digit
\ifnumless{`#1}{`0}{\virgola}%
{\ifnumgreater{`#1}{`9}{\virgola}%
{\virgoladecimale}}%
}{% it's an implicit character of category 12
\let\@tempVirgola\virgola
\@tfor\@tempCifra:=0123456789\do{%
\expandafter\if\@tempCifra#1\let\@tempVirgola\virgoladecimale
\@break@tfor\fi}\@tempVirgola
}#1}\DeclareRobustCommand*\@@math@@comma[1]{% argument is a macro
\let\@tempVirgola\virgola
\@tfor\@tempCifra:=0123456789\do{%
\if\@tempCifra#1\let\@tempVirgola\virgoladecimale
\@break@tfor\fi}\@tempVirgola#1
}
\AtEndOfPackage{\AtEndPreamble{\let\@@math@comma\@math@comma}}
\def\LtxSymbCaporali{%
\DeclareRobustCommand*{\it@ocap}{\mbox{%
\fontencoding{U}\fontfamily{lasy}\selectfont(\kern-0.20em(}%
\ignorespaces}%
\DeclareRobustCommand*{\it@ccap}{\ifdim\lastskip>\z@\unskip\fi
\mbox{%
\fontencoding{U}\fontfamily{lasy}\selectfont)\kern-0.20em)}}%
}%
\def\T@unoCaporali{\DeclareRobustCommand*{\it@ocap}{<<\ignorespaces}% \DeclareRobustCommand*{\it@ccap}{\ifdim\lastskip>\z@\unskip\fi>>}}%
\T@unoCaporali
\def\CaporaliFrom#1#2#3#4{%
\DeclareFontEncoding{#1}{}{}%
\DeclareTextCommand{\it@ocap}{T1}{%
{\fontencoding{#1}\fontfamily{#2}\selectfont\char#3\ignorespaces}}%
\DeclareTextCommand{\it@ccap}{T1}{\ifdim\lastskip>\z@\unskip\fi%
{\fontencoding{#1}\fontfamily{#2}\selectfont\char#4}}%
\DeclareTextCommand{\it@ocap}{OT1}{%
{\fontencoding{#1}\fontfamily{#2}\selectfont\char#3\ignorespaces}}%
\DeclareTextCommand{\it@ccap}{OT1}{\ifdim\lastskip>\z@\unskip\fi%
{\fontencoding{#1}\fontfamily{#2}\selectfont\char#4}}}\def\get@ae#1#2#3!{\def\bbl@ae{#1#2}}%
\def\@ifT@one@noCap{\expandafter\get@ae\f@family!%
\def\bbl@temp{ae}\ifx\bbl@ae\bbl@temp\expandafter\@firstoftwo\else
\expandafter\@secondoftwo\fi}%
\AtBeginDocument{\normalfont\def\bbl@temp{OT1}%
\ifx\cf@encoding\bbl@temp
\LtxSymbCaporali
\GenericWarning{italian.ldf\space}{%
File italian.ldf warning: \MessageBreak\space\space\space
With OT1 encoding guillemets are poorly faked\MessageBreak
\space\space\space
Use T1 encoding\MessageBreak\space\space\space
or specify a font with command \string\CaporaliFrom\MessageBreak
\space\space\space
See the documentation concerning the babel-italian typesetting
\MessageBreak\space\space}%
\else
\ifx\cf@encoding\bbl@t@one
\@ifT@one@noCap{%
\LtxSymbCaporali
\GenericWarning{italian.ldf\space}{%
File italian.ldf warning: \MessageBreak\space\space\space
The AE font collection does not contain the guillemets
\MessageBreak\space\space\space
Use the Latin Modern font collection instead
\MessageBreak\space}
}%
{\T@unoCaporali}\fi
\fi
}
\ldf@finish{italian}%
%%
%% \CharacterTable
%% {Upper-case \A\B\C\D\E\F\G\H\I\J\K\L\M\N\O\P\Q\R\S\T\U\V\W\X\Y\Z
%% Lower-case \a\b\c\d\e\f\g\h\i\j\k\l\m\n\o\p\q\r\s\t\u\v\w\x\y\z
%% Digits \0\1\2\3\4\5\6\7\8\9
%% Exclamation \! Double quote \” Hash (number) \#
%% Dollar \$ Percent \% Ampersand \&
%% Acute accent \' Left paren \( Right paren \)
%% Asterisk \* Plus \+ Comma \,
%% Minus \- Point \. Solidus \/
%% Colon \: Semicolon \; Less than \< %% Equals \= Greater than \> Question mark \?
%% Commercial at \@ Left bracket \[ Backslash \\
%% Right bracket \] Circumflex \^ Underscore \_
%% Grave accent \` Left brace \{ Vertical bar \|
%% Right brace \} Tilde \~}
%%
%% \endinput
\endinput
%%
%% End of file `italian.ldf'.`
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@samiel, grazie della spiegazione che però solleva un altro problema.
Il tuo esempio minimo compilabile che hai inviato a Stackexchange fa riferimento a un font che non è quello che usi tu; magari ha lo stesso nome, ma non le stesse caratteristiche.
Ho ripreso il tuo EMC e da me senza assegnare all’apostrofo il codice lccode,, quindi senza sillabazione delle stringhe che lo contengono, babel+italian mi da una formattazione completamente diverse da quella che hi postato su stackexchange.
Ora sto lavorando su italian.ldf e sto incontrando delle difficoltà perché da un file che rappresenta un’opzione per un pacchetto non si possono caricare altri pacchetti, e mi tocca cercare dei trucchi di livello nativo di TeX, di quellli che non si sa mai come inventare e che sono sempre operazioni di dubbia efficacia anche se lì per lì sembrano funzionare.
Ma appena ho sistemato italian.ldf bisogna collaudare con il tuo font modificato, quindi sarà importante che tu lo metta a disposizione per scaricarlo, e con un nome assolutamente diverso da quello standard, altrimenti non c’è collaudo che tenga. Naturalmente io ti metterò a disposizione il file italian.ldf prima di caricarlo su CTAN, così puoi cominciare tu i collaudi.
Resta il fatto che se, anche assegnando il codice lccode al code point “2019 dell’apostrofo standard, babel+italian icontui a funzionare correttamente quando usi pdflatex (ovviamente con font non unicode), si riesce a curare un aspetto che fontspec e polyglossia non riescono a gestire, mi pare un miracolo estremo; in sostanza mi pare di essere di fronte a uno di quei trucchi da McGiver che con un coltellino svizzero riusciva a fare cose inimmaginabili anche con gli strumenti più avanzati.
Se guardi come la sillabazione venga caricata nel file di formato con il codice contenuto in language.dat e language.def, vedi che il codice per gestire la sillabazione per i programmi unicode-aware è diverso da quello per gestire i programmi one-byte-aware. a parte l’apostrofo, la sillabazione dell’italiano è una delle poche, che lo fa con un file che usa solamente caratteri ASCII (a 7 bit).
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Non mi meraviglio, anche se la gestione dell’apostrofo riguarda più il TeX-hyphen group che non il modulo italian.ldf o gloss-italian.ldf.
Non ho difficoltà ad aggiungere il codice per l’apostrofo anche per la versione di language.ldf per l’uso, secondo me improprio, di babel con xelatex e lualatex.Perché secondo me è improprio? perché potendo usare polyglossia con xelatex e lualatex, sembra volersi far male da soli ad usare un altro pacchetto che soffre dell’eredità della sua nascita agli inizi degli anni 90; ho proposto a Javier Bezos, l’attuale curatore di babel, di trasformarlo in modo che abbia le stesse proprietà di polyglossia, ma mi ha risposto sostanzialmente picche, pur apprezzando l’idea, perché ci sarebbero da rifare quasi tutti i file di descrizione delle lingue, e molti non hanno curatori o o i curatori iniziali sono spariti e nessuno li ha sostituiti..
La questione, secondo me è semplice; aggiornare italian.ldf per adattarlo a {xe|lua}latex richiede una riga di codice; quindi mi propongo di farlo al più presto, ma il mio consiglio rimane quello di usare babel solo quando si lavora con font codificati a 8 bit, e non font unicode codificati con codifiche fino a 4 byte. r
Finora non mi è mai venuto in mente che qualcuno potesse usare babel con xelatex o lualatex e nessuno prima di questo mail mi ha segnalato questo problemino, anche se questi programmi sono in uso da una dozzina di anni; io d’altronde, pur usando xelatex e lualatex non mi sono mai sognato di usare babel predisposto per lavorare con font codificati a 8 bit, con programmi che lavorano con codifiche multibyte.Precisazione: io non sono l’attuale maintainer di babel per la lingua italiana; solo il maintaner del supporto a babel per la lingua italiana; babel è fuori delle mie competenze; il file italian.ldf è quello che ho creato e di cui curo la manutenzione. Non è la stessa cosa. Il mio indirizzo di posta elettronica compare in quel file, non nei file di babel né nella sua documentazione. Scusami queste precisazioni, ma non è una pignoleria; non voglio essere considerato responsabile di cose che non mi competono..
::Gandellini” post=115399Scusa @OldClaudio, hai ragione. Purtroppo però non sto usando nessuno dei motori che hai indicato, bensì uso il motore LaTeX, classe book, e finora ho usato il comando \begin{otherlanguage*}{greek} efficacemente nel testo, dovendo inserire qualche citazione qua e là. Il problema mi si presenta nel dover inserire la parola greca Aletheia nel nome di un chapter e, non dovendo poi fare grossi lavori col greco antico, cercavo una soluzione rapida, che non ho trovato nelle guide che consigli (o comunque non ho trovato nessuna indicazione sull’incompatibilità di \begin{otherlanguage*}{greek} con \chapter.
Spero di essere stato chiaro!
Non è chiaro che cosa vuoi dire quando dici che usi LaTeX; LaTeX non è un motore di composizione, ma è un linguaggio di programmazione.
Se dici che clicchi un bottone con scritto LaTeX nel tuo shell editor o che dai il comando latex in una finestra comandi, non stai usando come motore di composizione eseguibile, che in Windows si chiamerebbe latex.exe mentre in Linux e Mac sarebbe semplicemente latex ma con il bit di eseguibilità posto a 1; stai usando pdflatex con una impostazione tale da produrre in uscita un d=formato DVI (cosa che oggi non usa più nessuno, perché il formato finale preferito è il formato PDF).
Si capisco, benissimo che il sitema TeX, che sia TeX Live o MiKTeX, è complesso e non è semplice da usare come i normali word processor. Se esplori il disco dove hai installato il sistema TeX cercando la cartella …/bin (oppure …\bin sulle piattaforme Windows) vedi che la cartella contiene più diun centinaio di eseguibili, programmi dalle funzioni diverse e che probabilmente pochi fra noi hanno tutti quanti.
Capisco anche che quando diciamo “LaTeX” non intendiamo il linguaggio di programmazione ma un programma di composizione capace di decifrare ed eseguire la coposizione di una file scritto con il linguaggio LaTeX; è chiaro che si fa prima a dire LaTeX tout court, e tutti si dovrebbero capire.Ci si capisce meglio se si specificano i nomi pdfLaTeX, XeLaTeX e LuaLaTeX, dove tutti e tre sono capaci di decifrare il linguaggio LaTeX. Le differenze sostanziali sono le seguenti.
1) pdfLaTeX è l’unione dell’interprete pdftex con il linguaggio LaTeX; pdftex gestisce solo font codificati a 8 bit con codifiche varie. Se nel preambolo si specifica [tt]\pdfoutput=0[/tt] produce l’uscita in formato DVI, se non gli si specifica nulal produce l’uscita in formato PDF.
2) XeLaTeX è l’unione dell’interpete xetex con il linguaggio LaTeX; gestisce sia in font codificati a 8 bit, ma la sua specialità é quella di gestire i font multibyte con la codifica Unicode e la transcodifica UTF-8. La sua uscita è in un formato DVI esteso (DVU, mi pare che si chiami), ma l’eseguibile lo trasforma automaticamente in formato PDF; ma è un formato PDF in un certo senso ristretto per il fatto che non può inventarsi funzionalità che non potevano essere presenti nel precedente formato DVI esteso.
3) LuaLaTeX è l’unione dell’interprete luatex con il linguaggio LaTeX; produce l’uscita in formato PDF direttamante come pdfLaTeX, ma gestisce i font con la codifica multibyte Unicode e la transcodifica UTF-8. Inoltre incorpora un interprete del linguaggio Lua, coschhé riesce a fare cose che gli altri due programmi non si sognano nemmeno. Tuttavia se non si usano comandi Lua, apparentemente unisce i pregi di pdftex e xetex, eliminandono le limitazioni.Vedi dunque che conoscere la differenza fra questi tre programmi di compilazione basati sul linguaggio di programmazione LaTeX è importante. Ti suggerisco di dare un’occhiata al paragrafo 4.9 con al sua tabella 4.1 della guida Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX per avere una idea chiara di quanto ti ho indicato sopra.
In merito all’altro tuo messaggio
Risolto ora!
faresti un piacere ad altri frequentatori del forum se dicessi come hai risolto.:smile:
Come puoi dedurre da quanto ho scritto nel mio precedente messaggio io conosco molti modi di risolvere il problema, ma io stesso sarei curioso di sapere come ha risolto. 🙂
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@Gandellini, se non dici che motore di composizione usi, che classe usi, se usi o non usi hyperref, quali font usi, eccetera, è impossibile dirti che cosa fare.Ti posso dire che se usi LuaLaTeX o XeLaTeX e non usi hyperref, basta usare un font Opentype che contenga i caratteri greci, per esempio CMU Serif (per i caratteri [maiuscoli] con grazie) CMU Sans Serif (per i caratteri senza grazie) e CMU Typewriter Text per i teletype monospaziati, ti basta scrivere quell’unica parola direttamente in greco e senza racchiuderla dentro nessun ambiente.
Se usi pdfLaTeX sei costretto ad usare i font LatinModern, che non contengono il greco, ma se carichi il pacchetto alphabeta e usi senz’altro la codifica utf8, forse ce la fai. Oppure, meglio ancora, carichi il pacchetto begingreek che defiisce solo pr l’uso con pdfLaTeX l’ambiente greek e il comando \textgreek; con il quale puoi semplicemente inserire nel titolo [tt]\textgreek{Άλήθεια}[/tt].
Se usi hyperref devi avere l’accortezza di usare una delle due (tre) cose seguenti:
1) con tutti e tre il motori di composizione che ti ho citato puoi usare l’argomento facoltativo dei comandi di sezionamento[tt]\chpater[titolo]{Titolo}[/tt] (e similmente per gli altri comandi se ti servisse). Nel titolo scrivi la parola Alétheia e nel Titolo scrivi Άλήθεια. Non sono sicuro, ma potrebbe funzionare.
2) Solo con pdfLaTeX puoi scrivere solo il Titolo in questa maniera [tt]\chapter{Bla bla bla \texorpdfstring{\textgreek}{}{Άλήθεια}}[/tt]
3) Naturalmente puoi unire le due cose con pdfLaTeX.Inutile dire che prima di fare queste acrobazie dovresti documentarti bene. infatti non ti ho detto nulla che non sia già scritto nelle numerose guide che compaiono nella sezione Documentazione di questo Forum o nella documentazione dei pacchetti. Per il pacchetto hyperref leggi al documentazione con texdoc hyperref cercando nel file pdf che ti si apre mandando in esecuzione quel comando la stringa texorpdfstring. Tra e guide tematiche ti consiglio L’Arte di scrivere con LaTeX e L’Arte di scrivere in diverse lingue con XeLaTeX. Per XeLaTeX c’è la semplice introduzione IntroXelaTeX; quello che vi è scritto vale anche epr LuaLaTeX se non usi il linguaggio di scripting Lua. Se vuoi usare anche questo linguaggio credo che il sistema TeXLive disponga una guida in titlolata LuaTeX Reference Manual, che puoi leggere con texdoc luatex, ma io uso spesso LuaLaTeX e non conosco nemmeno un comando Lua. quindi di fatto LuaLaTeX per come lo uso io equivale a XeLaTeX, solo che a pari codice di ingresso e leggermente più performante. Prima di fare le cose difficili devi imparare le cose facili, e inserire una parola greca in un comando di sezionamento non è una cosa immediata.
Scusami se ti faccio questa raccomandazione; sei nuovo del forum,e non ti conosciamo abbastanza. ma da quello che scrivi sembrerebbe che tu no abbbia ancora studiato molta documentazione, almeno questa è l’impressione che ho io; per questo no ti consiglio di leggere al documentazione L’arte della composizione tipografica con LaTeX, perché ti spaventeresti di quella moltitudine di pagine (circa 800) e getteresti la spugna. 🙁
24 Dicembre 2018 alle 23:27 in risposta a: Cambiare la numerazione delle equazioni con Arsclassica #114989::
ArsClassica è una estensione di ClssicThesis, che a sua volta è un’estensione di scrreprt.cls.
Ahimè, scrrprt.cls e i suoi file creati nel pacco KomaScript sono tutti mal documentati, quindi è possibile (ma non so quanto probabile) che i due comandi \counterwithin e \counterwithout (da qualche anno standard nelle nucleo di LaTeX) non funzioninocome previsto; Può darsi che nella documentazione in inglese del pacco KomaScript ci sia scritto qualcosa in merito, ma è talmente tradotta male dal tedesco all’inglese, che da tempo ho smessodi occuparmi di questo pacco e dei suoi annessi e connessi come ClassicThesis e ArsClassica; Se conosci il tesco apri un terminale e scrivici dentro il comando texdoc scrguide.
Se non sai il tedesco puoi provare con l’inglese e il comando texdoc scrguien.
Se non trovi niente di utile, scaria dalla sezione Documentazione di questo sito la guida tematica Il Latex Reference Manual commentato dove i due comandi \chapterwithin e \chapterwithout sono descritti. Tieni quest’ultima guida a portata di mouse, perché, non è certamente perfetta, ma è utile; io stesso la consulto regolarmente, pur avendo un’esperienza più che trentennale con LaTeX.
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Intanto, se disponi di una installazione completa e aggiornata del sistema TeX, dovresti disporre delle classi recipe.cls e RecipeBook.cls di cui leggi la documentazione con i comandi da terminale texdoc recipe e texdoc RecipeBook. Entrambi non dicono granché, ma mostrano come viene fuori il ricettario in formato, (sembrerebbe) A5. se cerchi nella cartella …/source/latex nelle sottocartelle delle due classi,magari trovi anche i file sorgente con cui sono state composte. Il rpimo sembra fatto per comporre in italiano.
Comunque puoi trarre delle idee per comporre il tuo ricettario.Per i racconti non hai che l’imbarazzo della scelta; naturalmente sta a te comporre la pagina del frontespizio con un ambiente titlepage, nel quale puoi mettere uno sfondo o in centro una fotografia, e puoi mettere il titolo, l’autore, e ogni altra informazione con i font che vuoi, del corpo che vuoi, del colore che vuoi.
Po devi sapere se il tuo racconto va diviso in capitoli, anche con titoli molto scarni, un po’ come nella collezione della Sellerio (i romanzi di Camilleri, per esempio), oppure se il tuo racconto non necessita di un sezionamento così importante; in ogni caso senza dividere in sezioni vere e proprie, puoi separare parti del tuo racocnto con un asterismo o una decorazione più elaborata; per esempio con il pacchetto fourier puoi disporre di un font e dei relativi comandi per mettere delle piccole decorazioni floreali contornate da un minimo di spazio.Tuttavia sia per il ricettario sia per il racconto, devi esercitare la tua fantasia creativa non solo per scrivere il testo,ma per dargli una forma personalizzata che ti piaccia e che rifletta sia il contenuto sia il tuo stile di comunicazione mediante l’arte tipografica
Buon lavoro e Buone Feste
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