OldClaudio

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  • in risposta a: Problemi con Linux #114345
    OldClaudio
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      Donque, io ci vedo due problemi.
      1) @Ricky994 Da diversi messaggio ti si chiede di mostrare il messaggio d’errore. Questo non si vede guardando uno screenshot, ma disponendo del file .log; se il file ti sembra troppo lungo, zippalo e caricalo in uno dei tanti siti per scambiarsi file; per esempio Dropbox, ma ce ne sono decine di altri. Ti basta mettere nel tuo messaggio solo il link per scaricare il tuo .log.
      1.1) Sai di che cosa sto parlando? Sai che cosè il file .log? sai che si trova nella stessa cartella del tuo mainfile? Sai che è un file di testo che puoi aprire con qualsisi editore di test, compreso TeXstudio? Sai che lo puoi gestire come un qualsiasi file .tex, er esempio andando in fondo e poi cercare all’indietro il messaggio d’errore che ti produce l’erre fatale?
      1.2Se non sai che cosa sia un sito per lo scambio di file, non imprta; segui le indicazioni del punto 1.1 e copia solo la ventina di righe a cavallo del messaggio d’errore fatale, e incollale nel tuo messaggio, fra i tag per il codice.
      2) Avendo constatato che hai commesso l’errore di installare la versione debianizzata, per giuta dell’anno scorso, perché non leggi le guide che ti consigliano tutte di NON installare la versione Debianizzata, meno che mai obsoleta, e meno che mai nella sua versione basic di default. che manca di quasi tutto quel che serve per un uso non banale.

      Perciò; segui le indicazioni contenute nel documento texlive-ubuntu.pdf; c’è i link nella sezione Documentazione di questo sito. Fai molta attenzione ad eseguire ogni singolo minimo passo come descritto in quel documento. Può darsi che usando solo questo piccolo/grande aggiornamento il tuo problema sparisca.

      in risposta a: importare file più o meno grandi #114367
      OldClaudio
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        @renareto
        , io non ti faccio caxiatoni. Ti suggerisco che cosa dovresti fare.

        Ora tu scrivi a @robytex di darti indicazioni su Lua e lui giustamente ti doce come fare per averne una certa visione in 10 puntate.

        Ora fatti un esame di coscienza: tu non sai usare le cose elementari di TeX, ma vuoi avere una infarinatura di Lua; benissimo.

        Lua è un linguaggio di scripting potentissimo, come @robitex giustamente ci comunica regolarmente mostrandoci una quantità di applicazioni avanzate; parte del linguaggio Lua è integrato in LuaTeX, che è il programa che fa girare LuaLaTeX.

        Ma tieni conto che più un programma è potente, più è difficile da usare.

        Uomo avvisato, mezzo salvato!

        in risposta a: importare file più o meno grandi #114363
        OldClaudio
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          `\input{file}`Se il file ha estensione .tex non la devi scrivere, se ha un’altra estensione la devi scrivere. Ma il contenuto del file deve essere interpretabile da pdfLaTeX {o dagli altri programmi di composizione); quindi NON può essere, per esempio, un file con estensione .docx.

          Renareto, so che leggere la documentazione non è il tuo forte, ma se hai problemi con l’inglese, la traduzione del manuale di Lamport Il LaTeX Reference Manual commentato[/c] è in italiano; L’Arte di scrivere con LaTeX è in italiano; Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX[/] è in italiano; LaTeX per l’impaziente è in italiano; LaTeXpedia è in italiano.
          Ricordati che conoscendo “la teoria” si fa prima che non ad aspettare risposte dal forum; questo implica studiare la documentazione, non tanto per passare alla letura di 2000 pagine, ma per sapere che cosa trovare e dove; per sapere come usare gli indici generali e gli indici analitici.
          Ti garantisco che non è tempo perso. Tutto ciò per spiegarti che immettere nel flusso di composizione un file con \input o \include, fa parte dell’ABC spiegato in qualsiasi guida.

          in risposta a: importare file più o meno grandi #114359
          OldClaudio
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            Include va bene per inserire capitoli, perché comincia ocn un \cleardoublepage.
            \input per iltuo caso mi sembra che vada meglio.

            Ma la domanda è: il tuo documento è da stamapre o da leggere a schermo? nel secondo caso i collegamenti ipertestuali di hyperref vanno magnificamente, nel primo, devi usare input più e più vole per ogni situazione e il documento viene probabilmente molto più grande, forse raddoppi il numero delle pagine.

            Ma come al solito la tua descrizione del problema è talmente sommaria che è difficile immaginare che cosa eventualmente vuoi fare. Non si capisce nemmeno se il documento che vuoi scrivere rientra nei precedenti problemi di beamer, o se stai parlando di una cosa nuova.

            in risposta a: Font “greci” #114316
            OldClaudio
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              Il nome Grk0 non mi dice niente.
              Ma il sistema TeX è dotato di na miriade di font greci, a partire da quelli che ho disegnato io e sono quelli di default qualdo specifichi con pdfLaTeX e babel la lingua greca. Poi, sempre con pdfLaTeX puoi usare i font distribuiti dalla Greek Font Society; per averne un’idea e per usare un pacchettino comodo, leggiti la documentazione di begingreek; il pacchetto ce l’hai già a bordo se disponi di una installazione completa e aggiornata del sistema TeX.

              Poi ci sono i font OpeType dal usare con Xe o Lua Latex; qualuqnque sia la tua piattaforma devi vedere quali font hai a bordo; è chiaro che una dotazione di font OpenType di Windows è diversa da quella di un Mac o di un Linux; ognuno di questi sistemi operativi dispone di molte decine di font OpenType, quasi tutti dotati del greco. Col Mac è facile vedere quali font dispongono dei font greci o comunque di fotn OpenType che contengono anche i glifi greci. Il sistema TeX ne installa parecchi altri e li puoi ocntrollare nella cartella …/fonts/opentype/

              Parlando di LibreOffice, solo per assonanza dei nomi, mi fine in mente che quasti tutti i sistemi operativi, specialmente Linux, ma non solo; dispongono dei Libertine; il sistema TeX aggiunge i Libertinus, un fork dei precedenti, ma corretti per alcuni piccoli o grandi difetti dei Libertine che, apparentemente, non sono più in manutenzione o hanno raggiunto una fase di quasi stabilità per cui chi ne aveva cura, non ritiene di intervenire per correggere piccoli dettagli.

              Insomma, hai solo l’imbarazzo della scelta. Se esistono davvero i Grk0, non sono così diversi da quelli che ti ho citato. Inoltre non vedo perché in in documento da comporre con LaTeX si debbano usare dei font “rari” come quelli usati, apparentemente, solo da quel particolare word processor.

              PS: ho visto che hai postatoanche su StackExchange; come vedi dalle risposte, nemmeno gli altri che ti hanno scritto hanno mai sentito parlare di Grk0.

              Vedo però che dici che disponi di LibreOffice e che iltuo LO dispone di questo font; Ben cercalo nelle cartelle interne di LibreOffice, cerca di capire di che font si tratti: Type1, TrueType, OpenType, eccetera. A seconda del tuo sistema operativo potresti non avere bisogno di fare niente; oppure, se è Openype e sei sul Mac, devi renderlo visibile a tutti i programmi medinte FontBook.app (o LibroFont.app). Se si tratta di un Type1 la cosa è molto più complessa, perché devi aggiungerlo al file di mappa pdftex.map; la cosa non è così semplice, ma è descritta nella Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX, che probabilmente hai già scaricato dalla sezione Documentazione di questo forum.

              PPS: Visto che talvolta ricevo documenti in formato Open|Libre Office, mi sono appena caricato LibreOffice, ho guardato dove sono i font; nella mia LibreOffice.app (sono su un Mac) i font sono dentro la cartella Resources che si vede cliccando Show Contents sull’icona di LibreOffice. Sono tutti font TrueType, nel senso che la loro estensione è .ttf, ma sono tutti codificati Unicode. Però i font Grk0 brillano per la loro assenza. Suppongo, quindi che non siano nella distribuzione standard, e che tu li abbia caricati come extra. Dovresti quindi sapere in che cartella li hai messi.
              In rete non ne ho trovato traccia, forse per mia incompetenza nel navigare la rete, ma brillano per la loro assenza anche nella parte di rete che riseco ad esplorare.

              OldClaudio
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                Prova a farla con un’altra classe usando gli stessi font; una volta fatta misurala, se le sue dimensioni non suerano quelle di un grame, la puoi usare, altrimenti devi pensare a qualcos’altro.

                In ongi caso hai sempre la possibilità di usare il comando \multicolumn per quella sola cella cche contieen l’ambiente itemise, e usa il descrittore p{…} per il contenuto di quella cella. Anche in questo modo testa il tutto in na file a parte con un’altra classe, misura il risultato e se ci sta fai lo stesso nel frame.

                Se in un caso o nell’altro non ci sta, nessun problema; una volta fatta in un file a parte, incorpora il file nel corpo di un documento con classe standalone. prendi il risultato e incorporalo nel tuo frame come se fosse un’immagine da includere con \includegraphics. se usi una dimensione orizzontale o verticale superiori quelle del frane, ci sarà un rimpicciolimento; se questo fosse troppo forte, non ti resta che prendere altre decisioni e mostrare quanto devi mostrare in frame diversi e con modalità diverse.
                Ricorda sempre il limite di 12 righe nel frame.

                OldClaudio
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                  Infatti una tabella di una sola cella non è una tabella.

                  Ma puoi tranquillamente mettere la tua lista dentro un block che ha un titolo (obbligatorio). Paragrafi dela documentazione 3.11, 12.3

                  in risposta a: Fall out del GuITmetting 2018 #114307
                  OldClaudio
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                    Ehi, EHi, calma!
                    Ancora non ci siamo con il superamento delle barriere di accessibilità per ipovedenti.
                    Il lavoro che sta facendo il gruppo S.Polin dell’UniTO è ancora ad un livello sperimentale e loro sono interessati specialmente alla “lettura” della matematica. Come tutti sappiamo la matematica si scrive in due dimensioni, non è semplicemente una struttura lineare come il testo. Il linguaggio LaTeX usa per la matematica una struttura lineare adatta ad essere trasformata in voce, oltre che in disposizione bidimensionale dei simboli matematici sullo schermo o sulla carta. Tutto ciò richiede la creazione di tagged pdf files.
                    Yieri a Torino hanno avuto un seminario su questo argomento; Parlava Ulrike Fisher, colonna portante del TUG tedesco; lei ha creato un pacchetto sperimentale tagpdf che muove i primi passi in questa direzione. I file PD con la caratterisitica “tagged” contengono non solola descrizione della pagina e il suo contenuto, ma anche la sua struttura, concetto “facile” per le pagine della rete in html e simili, che non hanno il concetto di pagina, ma difficili per i “page description languages”, come il linguaggio PDF. Ma la struttura è solo un ingrediente per l’accessibilità, quindi le due cose vanno integrate.
                    So che anche Ross Moore, un altra colonna dei vari Team che lavorano sui nostri programmi preferiti, sta lavorando sulla “tagggedness”. Ne Moore né Fisher, per ora hanno risultati definitivi, come il gruppo di Torino, non ha ancora superato diverse difficoltà collegate con la trasformazione in voce delle formule matematiche. La presentazione che Michele Berra ha fatto al meeting dovrebbe essere sufficientemente eloquente in merito alle difficoltà da superare.

                    Ci vuole ancora tempo, anche se il gruppo di Torino ha già pubblicato un il pacchetto axessibility, già presente nella distribuzione TeXLive 2018 aggiornata; vale la pena di leggerne la documentazione: texdoc axessibility.

                    Appena ne saprò di più lo dirò sul forum. Intanto resta in vigore l’invito/appello del primo messaggio che ho inviato, per concorrere alla borsa di studio bandita dal Dipartimento di Matematica dell’UniTO

                    in risposta a: Orientamento orizzontale di una singola pagina con geometry #114296
                    OldClaudio
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                      Non ho tempo di andare a cercare il punto esatto dove nella documentazione di geometry si spiega che si possono usare tutte le impostazioni quando si definisce una nuova geometria, tranne alcune. Una è quella con la quale si definisce lo stock size. Lo stock size sono le dimensioni della carta reale sulla quale si stempa, non quelle della pagina che si vuole comporre; per esempio lo stock size potrebbe essere A4 e la pagina per cui disegnare la geometria è B5. Per le tipografie o le copisterie sono disponibili anche formati iso che hanno una S davanti, come per esempio SA3, che corrispondono ad un formato A3 da rifilare dopo la stampa e la piegatura delle segnature; quindi è un formato leggermente più grande in modo da poterne ritagliare cia con le apposite taglierine lo sfrido necessario.

                      Trovato!

                      5.2 Layout size
                      You can specify the layout area with options described in this section regardless of the paper size. The options would help to print the specified layout to a different sized paper. For example, with a4paper and layout=a5paper, the package uses ‘A5’ layout to calculate margins on ’A4’ paper. The layout size defaults to the same as the paper. The options for the layout size are available in \newgeometry, so that you can change the layout size in the middle of the document. The paper size itself can’t be changed though.

                      in risposta a: Orientamento orizzontale di una singola pagina con geometry #114294
                      OldClaudio
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                        Sul primo punto è tutto esatto.

                        Sul secondo punto è grave che tu non sappia che cosa vuol dire \makeatletter e \def. Non puoi fare cose “strane” se non conosci nè la guida di Lamport (il papà di LaTeX) né il linguaggio nativo di TeX. Puoi avere una visione non troppo superficiale per entrambe le cose se scarichi dalla sezione Documentazione di questo la guida tematica: il LaTeX Refernce Manual commentato che è la traduzione in italiano della guida di Lamport, adeguatamente commentata e con sguardi sul linguaggio nativo.

                        Sul secondo punto il fatto di avere indicato i pacchetti lscape e etoolbox può essere legato alla permanenza di impostazioni per la creazione delle altre versioni del codice. Ora, con le versioni aggiornate di pdfLaTeX & Compny, dietro le quinte vengono caricati molti altri pacchetti non necessariamente usati per davvero (nel senso che ci sono di default, ma non necessariamente ogni utente ne sfrutta indirettamente le funzionalità). Di solito è meglio evitare di cariare pacchetti inutili, anche epr evitare errori di option clash; tutavia per una cosa così semplice come quella esposta da @samiel non ci sono problemi; d’altra parte se ne sarebbe accorto da solo perché quando si costruiscono EMC bisogna sempre collaudarli, mai inviarli senza avere controllato che facciano propio quello che si vorrebbe che facessero.:)

                        in risposta a: Immagine in elenco puntato #114304
                        OldClaudio
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                          Nella documentazione di wrapfig, proprio nella prima pagina c’è scritto

                          Some idiosyncrasies:
                          • You must not specify a wrapfigure in any type of list environment or or immediately before or immediately after one. It is OK to follow a list if there is a blank line
                          (\par) in between.

                          Ma, come ho scritto in un altro messaggio questa stessa mattinata, wrapfig non funziona nemmeno con le classi che disabilitano i floating objects, come epr esempio beamer per le presentazioni a schermo con un proiettore da sala.

                          in risposta a: Immagine in elenco puntato #114302
                          OldClaudio
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                            La documentazione di wrapfig dice chiaramente che l’ambiente è inefficace (almeno inafficdabile) all’interno delle liste.

                            Quindi lascia perdere e non mettere la figura dentro la lista.

                            Oppure inseriscila direttamente senza appoggiarti a nessun ambiente, usando \includegraphics di seguito al testo lasciando solo uno spazio prima o dopo.

                            Ovviamente se la figura non è abbastanza piccola, le righe si scompongono.

                            Come al solito, però, devi tenere presente che la tipografia non ama queste cose da word processor; come ho scritto in un altro post questa stessa mattina, puoi ricorrere ad una cosa fissa con una piccola descrizione accanto, ma certamente non nella stessa riga del testo.

                            in risposta a: Immagine in mezzo al testo? #114256
                            OldClaudio
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                              Naturalmente hai letto la documentazione del pacchetto wrapfig, che ad un certo punto dice:

                              Parameter #2 (required) is the figure placement code, but the valid codes are different from regular figures. They come in pairs: an uppercase version which allows the figure to float, and a lowercase version that puts the figure “exactly here”.
                              r R – the right side of the text
                              l L – theleftsideofthetext
                              i I – the inside edge–near the binding (if [twoside] document) o O – the outside edge–far from the binding

                              Se usi lettere maiuscole l’immagine diventa flottante e LaTeX la mette dove trova posto per metterla, se usi le lettere minuscole, LaTeX mette la figura proprio lì e se non ci sta, la lascia uscire dal margine , specialmente quello inferiore.

                              Inoltre la “figura” presente nella prima pagina della documentazione di wrapfig (leggila con texdoc wrapfig) dice che il secondo argomento obbligatorio indica la larghezza a cui vuoi scalare la figura; 0pt mi sembra una larghezza un po’ piccola, non ti pare? Se volevi che 0pt indicasse la sporgenza della figura nel margine, allora deve stare fra parentesi quadre e deve precedere la larghezza obbligatoria.

                              In che punto della pagina appare il capoverso che vorresti che avviluppasse la fiigura? Verso il fondo della pagina? Immagino di sì. Immagino anche che il capoverso sia abbastanza breve a giustezza piena senza figura, per stare tutto in fondo alla pagina, ma, il capoverso si spezzerebbe a fondo pagina se tieni conto dell’accorciamento delle righe dovute alla presenza della figura avviluppata.

                              Concludendo: wrapfig fa quello che può per mostrare figure avviluppate dal testo; nella documentazione ci sono diverse limitazioni al suo funzionamento. Quando ce la fa, funziona bene, ma spesso non ce la fa. Per cui non ci si può fare affidamento
                              In questi casi io preferirei usare un ambiente come sidecaption che permette di allineare in orizzontale la (piccola) figura con la sua didascalia, o comunque con un (breve) testo descrittivo. Il tutto potrebbe essere fisso oppure flottante; se lo fai fisso, per esempio usando l’ambiente quote e il pacchetto capt-of (che definisce il comando \captionf per mettere una didascalia fuori del corrispondente ambiente flottante), rischi di avere dele pagine mal composte, specialmente se la figurina non è così piccola. se la fai flottante, usando il solito ambiente figure, devi farvi riferimento comunque con un etichetta numerata a cui accedere con i comandi \label, \ref e \pageref, come per qualunque altra figura, con la didascalia sotto oppure accanto.

                              È difficile avere sempre il meglio e in casi difficili bisogna sempre escogitare qualcosa di diverso da quello che sembrerebbe normale.

                              RIleggendo il tuo primo messaggio vedo che vuoi mettere la figura accanto al testo in una presentazione composta con beamer. QUanto ho detto sopra non vale per beamer. Con questa classe devi usare l’ambiete columns, che divide la slide in due colonne, in una ci sta il testo, nell’altra ci sta l’immagine; in ogni caso beamer non accetta ambienti flottanti di nessun genere. Guarda un esempio per l’uso di columns nella pagina 26 dela documentazione di beamer.

                              in risposta a: Orientamento orizzontale di una singola pagina con geometry #114292
                              OldClaudio
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                                Sì, infatti, basta scambiare altezza e larghezza della pagina pdf, rispetto a quelle della pagina di carta.

                                Sullo schermo viene benissimo. Il tuo codice @samiel, funziona alla parfezione, ma…

                                Prova a mandare il PDF in stampa e vedi il risultato.

                                Ecco, @anderagoo8, perché il pacchetto pdflscape funziona come ti ho detto, in modo da evitarti di girare la testa per leggere una pagina che contiene materiale girato di 90• a sinistra, ma non cambia il modo di stampare.

                                No, se vuoi stampare qualunque cosa composto con il codice di @samiel, che per lo schermo funziona benissimo, devi stampare separatamente le pagine in portrait dalle pagine in landscape, Poi se vuoi cucirle avendole assemblate un segnature, ti trovi nei guai.

                                Che io sappia non esistono stampanti né casalinghe, né professionali, che capiscano da sole se devono girare il materiale di singole pagine per farle stampare su carta presa da un cassetto diverso, o girandone il materiale a seconda del contenuto.

                                Invece se il documento che vuoi comporre è da leggere solamente a schermo, vai tranquillo con il codice di @samiel.

                                in risposta a: Orientamento orizzontale di una singola pagina con geometry #114290
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Se leggi la documentazione di pdflscape vedi che è voluto; il trucco di girare la pagina riguarda solo la presentazione a schermo, mentre per la stampa la pagina viene sempre mostrata comunque in portrait, ma col contenuto girato di 90° a sinistra, ecco perché gli “ornamenti” (testatina e piedino) non vengono girati.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 1,996 al 2,010 (di 11,287 totali)

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