OldClaudio

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  • in risposta a: abstract toptesi #114068
    OldClaudio
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      Dipende se hai messo le appendici nela backmatter, dove i capitoli non sono numerati in nessun mdo, nemmeno con le lettere, o alla fine della main matter, dove i capitoli sono numerati, magari con lettere. Propendo per la prima ipotesi.

      Se si ha una sola appendice, è meglio metterla nella back matter senza numerazione; se se ne hanno diverse, è meglio metterle alla fine della main matter perché è opportuno distinguerle con le rispettive lettere.

      in risposta a: template personale #114077
      OldClaudio
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        In realtà tra la guida L’Arte di scrivere con LaTeX, la guida tematica IntroPageDesign, entrambe scaricabili dalla sezione Documentazione di questo sito, ne avresti abbastanza per fare quello che vuoi fare. Poi ci sono pacchetti da cui copiare idee. Non per copiare codice, ma per copiare idee.
        Mi viene in mente il pacchetto letteracpd, che serve per scrivere lettere su carta intestata, dove il disegno grafico con loghi opportuni della prima pagina è corposamente diverso dal disegno grafico delle pagine successive. C’è anche il pacchetto Hletter fra i pacchetti di cui disponi già sul tuo calcolatore. Naturalmente le lettere sono una cosa diversa dal tuo rapporto, ma basta non occuparsi delle parti che riguardano mittente, destinatari, saluti, e le altre cose specifiche delle lettere, ma guardare solo il disegno grafico.

        Nella distribuzione del sistema TeX (che spero hai installato nella forma completa e aggiornata sul tuo calcolatore) ci sono diversi pacchetti per relazioni tecniche con disegni di pagina particolari. Vedi per esempio isoman, isodoc.

        È difficile dirti altro senza avere un’idea di come è fatto il tuo modello eseguito con Word.

        in risposta a: Chiedo umilmente aiuto!!! LYX – comando \appendix #114055
        OldClaudio
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          Certo, usando dopo \section*{…} il comando \addtocontentsline[toc]{section}{…}

          in risposta a: abstract toptesi #114066
          OldClaudio
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            Che cosa ci vuole, per arrangiarsi, a mettere`\ExtendCaptions{english}{Abstract}{Acknowledgements}`nel preambolo?

            in risposta a: abstract toptesi #114064
            OldClaudio
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              ombretta.bistoni” post=114451Evidentemente non è bene informato. Le comunico infatti che mi sto per laureare in Ingegneria Matematica (magistrale del Politecnico di Torino) e non è previsto un riassunto né in italiano, né in inglese. Non credo che questo implichi essere fuori dal regolamento o addirittura, come dice lei, dalla legge. Detto ciò, mi auguro che la mia commissione sia abbastanza acculturata da comprendere poche righe in inglese. Lo scopo dell’abstract è quello di dare un’idea generale dell’argomento trattato alla commissione, che di certo non può mettersi a leggere l’intera tesi durante la discussione. Anche de dovessi presentare un riassunto di due pagine, dovrei stampare almeno una copia per ogni membro, per permettere a tutti di ultimare la lettura. Detto ciò, non volevo aprire una polemica a riguardo, ma cercavo solo un aiuto. Evidentemente dovrò arrangiarmi.

              Evidentemente non sono bene informato; quando non ero ancora in pensione, Ingegneria Matematica faceva parte della Facoltà di Ingegneria dell’informazione; A quei tempi ero anche membro del consiglio di quella facoltà e in consiglio avevamo deciso che il laureando avrebbe consegnato in segreteria contestualmente alla tesi, anche il riassunto di due pagine circa, e la segretaria l’avrebbe inviato ai membri della commissione insieme alla convocazione per l’esame che veniva svolto a porte semichiuse, non con la pletora di genitori, fratelli, sorelle, zii, nonni, cugini, fidanzati/e e amici vari, i quali sarebbero stati presenti solo alla proclamazione, ma non durante la discussione della tesi.

              Poi la riforma dell’ordinamento universitario ha eliminato le facoltà; le università hanno dovuto riscrivere i loro statuti; il Politecnico non è stato da meno. Il risultato è che ogni collegio di corso di studi fa di testa sua e non sempre i direttori del collegi conoscono la legge nei minimi dettagli. Speso i membri dei collegi hanno delle idee strane sulla forma e il contenuto delle tesi.

              Tuttavia ha ragione lei; non sono bene informato.

              Nello stesso tempo, nel mio precedente messaggio ho aggiunto un ATTENZIONE in rosso.la prego di leggere il testo che segue quel titolo evidenziato in rosso, perché non dovrebbe arrangiarsi da sola, in quanto l’ambiente abstract fa parte delle funzionalità della classe report su cui è basata la classe toptesi.cls. Mi rendo conto che queste funzionalità sono descritte in modo scarno nelle varie guide e nella documentazione di TOPtesi non sono nemmeno citate di sfuggita. Vedrò di provvedere almeno con la documentazione di TOPtesi.

              in risposta a: abstract toptesi #114062
              OldClaudio
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                Io devo scrivere l’abstract infatti, ma vorrei la scritta ‘abstract’ con lo stesso formato con cui ora ho scritto ‘summary’. E’ possibile? Dovrei quindi usare il comando \ExtendCaptions come indicato a pag. 98 del manuale? Non dovrebbe essere fatto in automatico per la lingua inglese?
                Grazie in anticipo

                Come ho scritto prima l’abstract e il sommario sono due cose diverse, quindi per la tesi l’abstract non serve, secondo me, e questo è il motivo per il quale TOPtesi non lo fa in automatico. Vedi quanto segue.

                Detto fra noi, senza aver la pretesa che quel che dico sia un dogma: secondo me, e ripeto che si tratta di una opinione personale, l’abstract va bene per gli articoli di riviste o negli atti di convegni; chi ha in mano il fascicolo o il volume degli atti deve avere un’idea leggermente più approfondita del solo titolo per decidere se leggere un dato articolo fra i tanti che compaiono nel fascicolo o nel volume.

                Una tesi non ne avrebbe bisogno, perché il suo contenuto o lo leggi o non lo leggi, ma non hai scelte. Perché allora toptesi contiene un comando per creare un sommario, un riassunto di alcune pagine? (La segreteria del PoliTO raccomanda di non superare le due pagine). Oppure in una tesi svolta durante un programma Erasmus di doppio titolo perché deve avere un riassunto esteso (un paio di decine di pagine senza superre le tre decine. altrimenti si riscriverebbe l’itera tesi o quasi; non sarebbe un riassunto) in italiano o nell’altra lingua? Per due motivi:
                1) per le tesi totalmente italiane, il Sommario di poche pagine serve per eseguirne alcune copie per distribuirle ai membri della commissiona di laurea affinché si facciano un idea abbstanza precisa di che cosa aspettarsi durante la presentazione della tesi e prima delle domande/rispote dei/ai commissari.

                2) nelle tesi di doppia laurea direi che è evidente che la copia che resta a disposizione della commissione di laurea e poi archiviata non contenga la tesi in una sola lingua; in ambito scientifico è difficile che qualche membro della commissione non conosca l’inglese, ma in altri ambiti è possibile che ciò non sia vero; Supponi di aver fatto una doppia laurea Erasmus con una università tedesca; quanti docenti italiani, membri della commissione, conoscono il tedesco? e quanti docenti tedeschi, membri della loro commissione, conoscono l’italiano?Se poi la tesi è scritta in una lingua ancora più esotica del tedesco, immaginati tu lo sconforto di una delle due commissioni.

                Mi dirai: ma la tesi è tutta in inglese. Sì, certo; come ho detto, in ambito scientifico non serve nemmeno il riassunto esteso perché non so di nessuno scienziato moderno che non conosca l’inglese (mio nonno era uno scienziato ai tempi in cui il tedesco era la lingua della scienza e della tecnologia; scriveva i suoi lavori in tedesco; ma oggi, come sappiamo tutti, nel bene o nel male, la lingua franca della scienza e della tecnologia è l’inglese). Vero, solo che quando oggi diciamo scienza per indicare le scienze che fanno uso di esperimenti con grandezze misurabili, escludiamo implicitamante le altre scienze. Forse che la linguistica, la filosofia, la storia, eccetera non sono scienze? Eppure in quegli ambiti la conoscenza dell’inglese è meno diffusa.

                Infine, in Italia, non puoi depositare in segreteria una tesi che non contenga almeno un riassunto esteso in italiano perché, sembra, così vuole la legge.

                Ripeto; la scelta è tua, le mie idee possono essere sbagliate anche se cerco di attenermi ai fatti.

                ATTENZIONE
                Ah, dimenticavo. la classe toptesi si basa sulla classe report. questa dispone dell’ambiente abstract che potrebbe fare al caso tuo.

                Me ne dimenticavo, perché sono passati più di 25 anni daLla prima versione di toptesi. Allora avevo scelto report (invece di book) come classe su cui costruire toptesi, proprio perché disponeva dell’ambente abstract. ma 25 anni fa si usava ancora LaTeX209 che era molto ridotto rispetto a quello di cui si dispone oggi. in questi 25 anni sono successe moltissime cose, compreso il programma Erasmus, che all’inizio non esisteva; i font vettoriali, pdftex, xetex e luatex, le norme per l’archiviabilità, la composizione in lingue diverse dall’inglese dove era necessario riferirsi ad un versione particolare di LaTeX che al politecnico avevo creato chiamandola itlatex, per comporre in italiano; era prima del i994, quando è stato reso disponibile LaTeX2e. Le esigenze sono andate via via cambiando, e durante questo lungo tempo mi sono reso conto dell’inutilità dell’ambiente abstract per le tesi, e me ne sono dimenticato. TOPtesi, quindi non ridefinisce quell’ambiente, che dovrebbe essere ancora disponibile e usabile, nonostante le molte ridefinizioni dei comandi interni.

                in risposta a: abstract toptesi #114060
                OldClaudio
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                  Infatti, quello che è descritto per lo spagnolo nella pagina 98 della documentazione in italiano (texdoc toptesi-it), vale per qualunque lingua, compreso l’inglese.

                  Il punto è che un abstract è un piccolo aperitivo che dice qualcosa sulla tesi in poche righe; invece il summary è un vero riassunto di alcune pagine. Vedi tu quale preferisci.

                  in risposta a: Chiedo umilmente aiuto!!! LYX – comando \appendix #114053
                  OldClaudio
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                    Non ti dico di abbandonare LyX perché hai detto che non vuoi sentire parlare di cambi di software 🙂

                    Ma quello che ti succede è normale e otterresti lo stesso risultato anche se usassi un altro editor (Ricorda Non sta componendo la tesi con LyX, percé si tratta solamente di un editor; chi compone sono i programmi di composizione del sistema TeX che hai a bordo del tuo calcolatore, anche se LyX ti fa sembrare di usare un programma simile a Word).

                    Il comando \appendix fa esattamente quello che ti succede e non cè nessun modo semplice per tornare indietro.

                    La domanda, non dovrebbe essere “come faccio a tornare indietro?” ma “come si compone una postilla/appendice ad un solo capitolo?”.

                    La soluzione è semplice Componi una sezione di quel capitolo intitolata Appendice, dentro inserisci il testo eventualmente sezionato in sottosezioni. Magari sottosezioni non numerate (\subsection*) in modo che i vari titoli delle sottosezioni di questa appendice locale, benché non numerati.separino in modo logico le varie parti dell’appendice.

                    Per tua informazione cerca un qualunque libro serio e composto in modo professionale che contenga appendici ai capitoli; se la trovi vuol dire che io ho torto (il che mi succede più spesso di quello che vorrei, purtroppo). Non ho torto però quando dico che non conosco nessun modo semplice per tornare al comportamento che vorresti. Non escludo che possa esistere un pacchetto che faccia queste cose, ma il sistema TeX contiene qualcosa come 4000 e, ovviamente, non li conosco tutti. 🙁

                    in risposta a: Primi passi verso una Intestazione #113785
                    OldClaudio
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                      Il problema del disallineamento si risolve facilmente, anche se non sono riuscito a trovarne la causa.

                      Ti rispondo privatamente per i numerosi suggerimenti/commenti che penso di poterti dare.

                      Ma qui sul forum dico a tutti i lettori:

                      Non usate la classe MasterDoctoralThesis.cls che ha usato @KeyTeX. contiene codice abbastanza recente, ma come tutti i pacchetti che si trovano in rete, fuori dei siti “certificati”, sono privi di documentazione e sono adatti solo per risolvere il problema di chi li ha scritti. Non sono di utilità generale, anche se studiandoli talvolta si trova qualche buono spunto.

                      Vedendo la rigidità di questi pacchetti, anch’io mi domando se quelli che ho scritto personalmente siano adatti a cose diverse da quelle che avevo in mente. Per alcuni certamente l’applicazione è quella e basta; ma per altri… chissà.

                      Un pacchetto di valore ed uso generale dovrebbe cercare di imitare il paradigma della classe memoir; Personalizzabile con i suoi comandi interni tanto da poter fare a meno di una trentina di pacchetti esterni fra quelli più usati, ma dotato di una documentazione (purtroppo) di centinaia di pagine. Dico “purtroppo” perché va consultata con attenzione, usandola come un testo di consultazione,non come un testo da leggere dalla prima alla quarta di copertina. Non sempre, però, si ha la pazienza e si è dell’umore giusto per leggere e capire ogni dettaglio. Tuttavia mentre memoir è quasi il massimo della perfezione, i pacchetti dei siti non certificati sono quasi il massimo dell’imperfezione.

                      in risposta a: Primi passi verso una Intestazione #113783
                      OldClaudio
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                        Il mio indirizzo di posta elettronica, che non voglio scrivere in chiaro qui sul web, “grazie” ai molteplici sniffer che ci sono in giro, si trova nelle guide dei pacchetti che ho scritto e nella guida ArteLingue; bisogna cercare un po’, ma si trova facilmente.

                        in risposta a: Intestazione di ogni pagina #114047
                        OldClaudio
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                          @Riki994 non hai trovato questa indicazione da nessuna parte perché non leggi la documentazione che ti abbiamo sempre consigliato.: sia di leggere sia quale documentazione.
                          Quell’indicazione si trova in ogni guida dove si descrive l’uso delle opzioni.
                          D’altra parte cnon ci vue nessuna fantasia per immaginare che un articolo di default si compone solo su una facciata, perché poi verrà impaginato in una rivista composta fronte retro. Nessuno vieta di scriversi un qualunque documento con la classe article, per proprio uso e consumo o per altri motivi che non richiedono un’impaginazione in una rivista o negli atti di un congresso. Quindi deve esserci qualche cosa che modifichi lo stile delle pagine se si vuole stampare il documento fronte retro, ma indipendentemente da che cosa c’è scritto, quindi non può che essere una opzione della classe.

                          Come cambiare i font delle due scritte; basta usare i comandi per il cambio dei font, che non sono solo quelli indicati da \textit, texttt, ma sono tanti che sarebbe difficile elencali tutti qui; di nuovo qualunque guida ti dice quali sono i comandi per cambiare codifica, famiglia, serie, forme, copro e scartamento. Ahimè, bisogna leggere le guide.

                          Cme evitare la testatine quando una sezione comincia all’inizio di una nuova pagina? bisognerebbe ridefinire uno stile di pagina da associare al comando \section, in modo che si possa verificare se, appunto, la sezione è all’inizio di una pagina con la parità/disparità giusta e in quel caso cambiare stile della pagina. Personalmente credo che si un errore tipografico, comunque una indicazione forse superflua, ma di sicuro non disturba; non disturba specialmente se si scorre il documento (cartaceo) in fretta lasciano frusciare le pagine sotto il pollice, perché se si è alla ricerca di quella sezione. Anche se il tuo articolo non è un dizionario, pensa a che cosa fai quando cerchi una parola nel dizionario; guardi solo l’indicazione contenuta nella testatina e la prima parola che vi compare potrebbe essere il primo lemma che compare nella pagina. Tutto ciò per dirti che si potrebbe fare quello che desideri, ma per fare qualcosa del tutto inutile.

                          Nota che ci sarebbe un modo semplice per fare quello che desideri, ma che devi fare a mano quando il tuo documento è finito; nel rivedere l’ultima bozza prima di stampare cerca le sezioni che cominciano all’inizio di una pagina dispari (nella cui testatina comparirebbe lo stesso titolo della sezione) e inserisci subito dopo il titolo il comando`\thispagestyle{plain}` Dopo non devi più eseguire nessuna correzione altrimenti quel comando si trova nel posto sbagliato.

                          Avviso: come sai i comandi di sezionamento da \part fino a \subparagrpah accettano sia un titolo “lungo” sia un argomento facoltativo col quale specificare un titolo “corto” che LaTeX può mettere nell’indice, se quel sezionamento va nell’indice, sia nella testatina; prendi l’abitudine di usare sempre il titolo “corto” facoltativo, ogni volta che il titolo della sezione è formato da quattro o cinque parole, perché potrebbe essere troppo grande per la larghezza della testatina e quindi andrebbe fuori dal margine e forse anche in parte fuori dalla pagina. Di nuovo tutto ciò è scritto in qualunque guida.

                          in risposta a: Frontespizio #114037
                          OldClaudio
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                            Una domanda specifica: Quale versione di TOPtesi stai usando? Se non la trovi nella documentazione, la trovi nel file .log di una qualunque compilazione della tua tesi.

                            Un’altra domanda specifica: Su quale piattaforma lavori e quale installazione del sistema TeX usi? [possibili risposte: piattaforma Windows (xp,Win7, Win8, Win10) Mac, Linux (quale?); installazione: MiKTeX, TeXLive]

                            A seconda della piattaforma e/o della versione le modalità di aggiornamento sono diverse ed è compito tuo scoprile, parché se usi un qualunque strumento, da un PC da tavolo o portatile, ad uno spazzolino da denti, devi sapere come usarlo. Per alcuni stumenti ci vule la patente e l’assicurazione (per esempio l’automobile), ma anche uno strumento semplicissimo come uno spazzolino da denti deve essere usato bene altrimenti non si raggiunge lo scopo.

                            Tutti i pacchetti del sistema TeX si trovano nel sito CTAN, Comprehensive TeX Archive System; di cui trovi “infiniti” mirror sparsi per il mondo. ma la cosa più intelligente per aggiornare è quella di usare gli strumenti specifici della particolare installazione del tu sistema TeX: tlmgr per TeXLive o il Package Wizard di MiKTeX.

                            Poi c’è la via dell’esempio minimo compilabile che ti ha suggerito MatteoF; chiunque ti può dare un suggerimento qui sul forum, ma deve sapere quale versione di TOPtesi stai usando, altrimenti il suggerimento diventa uguale a dire “si farebbe così se tu aggiornassi”.

                            Se invece hai installato TOPtesi da na chiavetta che contiene l’installazione che aveva un amico, è possibile che tu disponga solo dei alcuni file e non di tutta la documentazione; inoltre se sono stati eseguiti degli aggiornamenti è perché le vecchie versioni non facevano abbastanza e/o contenevano dei bachi. Quindi la scorciatoia di passare per l’installazione di un amico è il modo migliore per mettersi nei pasticci.

                            Leggiti e rileggiti bene ciò che ti ha scritto MatteoF: sono parole sante.

                            in risposta a: Immagini scomparse #114027
                            OldClaudio
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                              Non proprio: non tutte le figure sono originariamente dei file jpg o simili. Ci sono moltissime figure create con l’ambiente picture di LaTeX o con l’ambiente \tikzpicture del pacchetto TikZ, e altre di altri pacchetti; queste figure sono solo codice, non file con il disegno o fotografia già fatti.

                              Quindi è corretto scrivere “figure code” perché è più generale e comprendo ogni genere di materiale grafico, non solo il codice per immettere un file .jpg ([tt]\includegraphics[…]{…}[/tt]), ma anche qualunque altra cosa.

                              in risposta a: Frontespizio #114035
                              OldClaudio
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                                Michele, è sempre possibile fare qualunque cosa anche senza i pacchetti che già fanno quelle cose. I pacchetti definiscono solo delle macro per rendere più facili certe operazioni.

                                Comunque hai alcune possibilità:
                                1) usi TOPtesi non aggiornata, usando le sue macro, in particolare il suo ambiente frontespizio o il suo comando \frontespizio (ora, con la nuova versione, diventati obsoleti. Con il comando devi inserire le varie informazioni prima di usare il comando, come è descritto nella documentazione della vecchia versione di cui sei in possesso
                                2) Usi il pacchetto topfront.sty da solo, di fatto salti tutto quello che produce toptesi, ma disponi solo dei comandi per il frontespizio; per l’inserimento dei dati specifici della tua tesi procedi come in 1)
                                3) Usi il pacchetto frontespizio, che a rigore non produce quello della tua immagine, ma produce una cosa simile con il logo nell’angolo in alto a sinistra.; la documentazione si legge con texdoc frontspizio.
                                4) Se hai scritto al tesi con una classe che disponga dell’ambiente titilepage (per esempio book, report o altre) usi quell’ambiente e dentro ci metti quello che vuoi, dove vuoi, con i font che vuoi e con i colori che vuoi. Ovviamente questo metodo è il più flessibile, ma richiede una competenza maggiore per usare i comandi di posizionamento orizzontali e verticali con la dovuta precisione.
                                5) Se non disponi dell’ambiente titlepage, puoi creartene uno molto semplicemente usando un ambiente minipage di cui specifichi non solola larghezza, ma anche l’altezza come descritto nel manuale/guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato, scaricabile liberamente dalla sezione Documentazione di questo forum.

                                in risposta a: Texworks in nuovo pc #114020
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  @Riki994, è strano che tu avessi pensato al fatto che TeXmaker comprendesse anche TeXlive e che ora non ti ricordi di averlo mai installati sul vecchio PC; forse avevi installato MiKTeX.

                                  In ogni caso quel che avevi pensato era un tipico errore nel quale cadono spesso i neofiti e talvolta anche coloro che non dovrebbero esserlo più.

                                  Sul forum ci sono state diverse discussioni sul fatto che l’installazione di una qualche forma di sistema TeX non comprenda anche l’associazione immediata di un editor (quello che poi l’utente vede) senza dover stare a distinguere le due cose. Ci sono alcuni software commerciali che lo fanno,ma li devi pagare con alcuni biglietti da 100€…

                                  Gratis TeXLive e MiKTeX sono i pacchetti che contengono non solo gli applicativi di compilazione dei documenti e molti altri applicativi ausiliari (parecchie decine) ma anche le migliaia di pacchetti per estenderne il funzionamento a migliai di tipi di documenti diversi.
                                  Gratis gli editor consigliati in questo forum sono pochi, ma ne esistono molte decine, alcuni gratuiti, alcuni commenrciali, alcuni adatti ad un solo sistema operativo, altri multipiattaforma. Tu hai scelto Texmaker e va benissimo; (io avrei scelti TeXstudio, ma è solo una questione di gusti personali; avrei caricato anche TeXshop, che mi torna utile assai spesso; quando disponevo di un calcolatore Windows usavo questi due editor.

                                  Ma la cosa importante è che il processo di creazione e di modifica dei file sorgente e quello di compilazione sono due processi distinti e indipendenti; comunicanti, se vuoi, ma indipendenti; quindi l’editor non è responsabile di ciò che fa il programma di composizione; altrettanto, il programma di composizione non ha nulla a che fare con gli errori commessi dall’editor.

                                  I due processi comunicano fra di loro quando si clicca la voce di menù o l’icona di composizione; per esempio l’editor dice al compositore quale codifica ha usato epr salvare il file .tex sorgente; il compositore dice all’editor quale errore ah commesso.

                                  Ma, ripeto, l’editing e il typesetting sono due attività distinte e indipendenti, ciascuna svolta dai suoi specifici programmi.

                                  Nelle pagine 29 e 30 della guida tematica Introcodifiche.pdf, scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito, ci sono due schemi a blocchi che descrivono i due processi; vale la pena di darci un’occhiata per interiorizzare questa indipendenza dei due processi.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 2,056 al 2,070 (di 11,287 totali)

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