OldClaudio

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  • in risposta a: Usare più calligraphic fonts contemporaneamente #121758
    OldClaudio
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      Infatti non devi usare nelle definizioni sempre \mathcla, che usa i calligrafici standard, ma per definire quelli col pedice e devi usare \eucal, e via di questo passo per gli altri stili calligrafici,

      in risposta a: Usare più calligraphic fonts contemporaneamente #121756
      OldClaudio
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        Devi semplicemente chiamare con nomi diversi i caratteri definiti con eucale e quellei definiti con il calligrafico di default.
        Se li chiami con le stesse macro, è ovvio che LaTeX non li può distingure; quindi per esempio \Ac defintio con il calligrafico dei font matematici standard e \Ae per qelli definiti con euccal.

        Alternaticamente puoi definire solo due macro che accettino ciascuna un argomento, per esempio, una che si chiama \CMcal e l’altra \EUcal, per cui scrivendo \CMcal{A} ti viene la A scritta colo calligrafico nativo e scrivendo \EUcal{A} ti viene la A scrittta colo il calligafico di eucal…
        Per tua informazione esiste il documento symbols, che puoi leggere da terminale dando il comando texdoc symbols, che elenca tutti i pacchetti e tutti i simboli che si possono comporre con LaTeX; per cercare ciò che ti interessa, esiste un indice generale dettagliatissimo e un indice analitico con i debili collegamente ipertestuali, cosicché riesci a scegliere i pacchetti che vuoi e con i quali puoi eseguire le definizioni che credi.±±

        in risposta a: consiglio di template per un formulario #121762
        OldClaudio
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          Carissimo, dai tuoi due disegni non si capisce granché. La cosa migliore che tu possa fare sarebbe quella di allegare un esempio minimo compilabile, come spiegato qui in calce.
          Non vedo nei tuoi due disegni come sia formata la tua tabella a due colonnne, e come queste due colonne appaiano nel secondo disegno.
          In ogni caso se hai bisogno di fare tabelel lunghe devi prendere in considerazione il pacchetto longtable.
          Meglio ancora: Visto che sei nuovo nell’usare LaTeX, ti suggerisco di andare nella sezione documentazione e dalla sezione Guide tematiche, dovresti scaricare la gida intitolata Tabelle; ci sono esempi di ogni tipo e verso la fine si parla di tabelle lunghe. ma per leggere fruttuosamente la parte relativa alle tabelle lunghe e capire gli esempi e capire come collocarle, devi aver capito di esempi dei capitoletti precedenti. La guida non è lunghissima, ma è dedicata solo alle tabelle e contiene una gran varietà di esempi corredati dai rispettivi codici.
          Se non riesci a comporre il tuo formulario, leggiti la guida tematica sugli esempi minimi compilabili.

          in risposta a: Aggiornamento texlive #121746
          OldClaudio
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            Che io sappia, i pathe specificati per i file grafici da includere con il pacchetto graphicx sono sempre relativi al main file e non a un file importato dal main fila che si trova in una cartella diversa. Lo si vede anche con il comando `graphicspath; vedi la sezione 4.5 della documentazione di graphics. Volendo con \graphicspata puoi anche specificare un percorso assoluto a partire dalla radice del disco fisso.

            Se non si usa il comando graphicspath, si può fare come hi fatto tu, ma partrendo dall’indicazione esplicita del percorso che bisogna fare per arrivare la file grafico che interessaMa se hi un albero di cartelle devi ricordarti che con un puntoseguito da una barra *./) indichi la cartella corrente, con due punti seguiti da una barra (../) indichi la cartella radice della cartella corrente, quindi puoi scrivere cose del tipo ../../pippo/pluto/file.ijpj, Ma certamante come hai scritto tu img/ernest/jpg non fasi riferimento a nessuna struttura di albele, quindi i percorso di ricerca dei enest.jpg perte dalla cartella del mainfile, l’unica cartella certa per i file da compilare con qualsiasi programma di composizione del sistema TeX. Perciò sono stupito che prima ti funzionasse come se il percorso di ricerca del file fosse a partire della cartella del file a sua volta in ua cartella sun=bordinata a quella del mai file. A me non è mai successo che funzionassse cosi ma mi funzionaca con le gerarchie indicate con il punti e i doppi punti seguiti dalla barra/
            Tex Live è molto complesso per quel che riguarda la ricerca dei file, e lo fa usando un programma che l’utente potrebbe anche usare dal terminale; il comando si chiama kpathsea, esiste sia un comando da terminale (texdoc kpathsea) sia una voce di tipo unix da terminale xman xkpath –help che descrivono in modo diverso le opzioni che si possono specificare al comando per ottenere informazioni di vario tpo relativi ai file che si trovano bi numerosissimi rami e sottorami dell’alberono che contiene i file da gestire cquando si compone un documento. Sono documenti difficili da leggere se non si è abituati a leggere quelle cose.

            in risposta a: Aggiornamento texlive #121743
            OldClaudio
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              Ho appena aggiornato TeX Live, quindi la mia versione è “vecchia” di mezz’ora.
              Ho provato a lanciare lulatex sun un piccolo file di prova, per includere una mia immagine .ipg. l’ho messa in una cartella creata apposta col nome img, per cercare di replicare il tuo problema e lìho inclusa con \includegraphics specificando anche l’estensione, che normalmente sarebbe superflua.
              Il mio file ha prodotto il risultato corretto.

              Tiro allora a indovinare quello che potrebbe esserti successo.
              a) hai usato il nome del file con l’iniziale maiuscola
              b) nella stessa cartella hai due file con lo stesso nome eed estensioni diverse
              c) hai sbagliato a scrivere l’estensione, prova a toglierla del tutto compreso il punto, LuaLaTeX dovrebbe trovare il file cercando nella cartella img/ tutti i file che hai in quella cartella col nome specificato e con una estensione valida fra queste .png. .imp, .pdf, .eps, .mps (se ben ricordo anche in lettere maiuscole, ma non usare mai nomi di file con le estensioni maiuscole)
              d) hai messo emerso.jpg dentro la cartella img/ ma si tratta di un’altra cartella img/ sotto una cartella diversa da quella del tuo mainfile
              e) non me ne vengono mi mente altre, ma a tirare a indovinale non è una cosa facile senza un vero esempio minimo compilablie che riproduca il tuo problema. Non importa che nel tuo esempio metta la la tua immagine Ernest.ipg, Mettici un’immagine fasulla qualunque.

              in risposta a: Come fare una grande linea di frazione in testo #121739
              OldClaudio
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                `\documentclass[12pt]{article}
                \usepackage{lmodern}

                \begin{document}

                \begin{equation}
                R_K = \frac{\mathcal{B}\left(B \rightarrow K \mu^+ \mu^- \right)}
                {\mathcal{B}\left(B \rightarrow K e^+ e^- \right)}
                \Biggl/\Biggr.
                \frac{\mathcal{B}\left(B \rightarrow K \mu^+ \mu^- \right)}
                {\mathcal{B}\left(B \rightarrow K e^+ e^- \right)}
                \end{equation}

                \end{document}`
                I comendi da \bigl a \Biggl e da \bigr a Biggr li trovi nella GuidaGuit, scaricandola dalla sezione documentazione di questo forum. Siccome si tratta di un mallloppone, dopo aver scaricata ed aperta, cercane la pagina consultato il primo dei sei indici analitici. Questa guida è un lavoro congiunto di numerosi membri esperti del GuIT e contiene buona parte della loro esperienza.

                in risposta a: lualatex+beamer+algolrevived+inconsolat #121730
                OldClaudio
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                  Per provare i tuoi file ci ho messo un bel po’, perché non riuscivo a capire per qual motivo non caricasse i font Inconsolata Ma usasse i MS Office sans serif.
                  Dope che il mio Mac è defunto, sono riuscito a sfruttare un’offerta al 50% e ne ho comperato un altro, che per’o non fa le stesse cose e non dispone di tutti i font che avevo caricato sul vecchio Mac. Ma Ho installato Adobe Reader (che ti raccomando caldamente, visto che è gratis e esistono versioni per tutte le piattaforme); dopo aver aperto un PDF con questo visualizzatore esiste la scorciatoia command+D che apre un pannello nel quale si possono vedere dati nascosti del PDF, compresi i font usati per quello specifico PDF. Compilando il fise senza….tex il font Inconsolata non appariva: ci ho messo un bel po a trovare un file per scaricarlo (ovviamente non la stessa distribuzione che avevo installato sul vecchio Mac) e sono riuscito ad installarlo. Nonostante ciò niente da fare. Allora ho cominciato a togliere dai piedi i picchetti che non servono e ad aggiungere i comandi che servono, prima e dopo \begin{document}. Il risultato è il seguente file con-senz-a-algol.tex`% !TEX TS-program = LuaLaTeX
                  % Presentazione
                  % OldClaudio 29 agosto 2023
                  % uso texlive 2023
                  \documentclass[italian,10pt]{beamer}
                  \usepackage[T1]{fontenc}
                  %\usepackage[utf8]{inputenc}% superfluo, ma forse necessario co il vecchio TeX Live 2018 – AGGIORNA
                  \usepackage{fontspec} %lualatex vedi la prima riga del file; è la riga magica che quasi tutti gli editor capiscono
                  \usetheme{EastLansing}
                  %\usefonttheme{professionalfonts}& serve solo per font che valgono anche per la matematica
                  \usepackage{algolrevived}
                  %\usepackage{inconsolata}
                  \usepackage[italian]{babel}
                  \title[non solo fisica]{\LARGE{Non solo fisica}}
                  \subtitle{Uso e NON uso il pacchetto algolrevived}
                  \author[Luciano]{Luciano}
                  \date{\empty}
                  \bfseries
                  \begin{document}
                  %\fontspec{Inconsolata} % per vedere che cosa succede se…
                  \frame{\titlepage}
                  \begin{frame}
                  \frametitle{Inconsolata}
                  abcdefghijklmnopqrstuvwxyz

                  ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ
                  \end{frame}
                  \end{document}
                  `Commentando le righe che vedi commentate, il pdf prodotto è composto con inconsolata. Se commenti la chiamata del pacchetto inconsolata e decombenti quella relativa ad algolrevived, il file viene composto con quest’ultimo font; come vedi ho aggiunto una seconda schermata dove c’è alfabetò completo minuscolo e maiuscolo e la differenza nei due casi è chiaramente visibile. se decombenti le chiamate ai due pacchetti vengono cose miste con le intestazioni delle slide in Algol e il corpo in Inconsolata. I comandi \setmainfont e simili non servono; ci pensano i pacchetti a impostare i rispettivi font.

                  in risposta a: lualatex+beamer+algolrevived+inconsolat #121728
                  OldClaudio
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                    Perché con.tex casa il font algolrevived, mentre l’altro usa inconsulta. Direi che sia prudente schiarirsi le idee leggendo la documentazione di algolrevived (se non l’hai già fatto) dove l’intera documentazione è scritta con algolreviced.

                    in risposta a: testo pdf a risoluzione bassa e molto bassa #121716
                    OldClaudio
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                      Che io sappia non con TeX Live, forse esistono comandi di Linux ma non uso Linux da quasi 20 anni.

                      Ridurre la risoluzione di un pdf è difficilissimo, ammesso che sia possibile. Come ti ho scritto in un altro messaggio, la cosa si può fare solo con le immagini dopo aver ridotto la densità prima di immetterle nel file sorgente con \inclidegraphics,
                      Ma… se componi con l’uscita in DVI e selezioni di usare solo font di un solo corpo, da ingrandire o rimpicciolire, puoi crearti dei font a bassa risoluzione con metafont, ovviamente lavorando solo con font di cui disponi dei sorgenti adatti, tipicamente con i Computer Modern.

                      in risposta a: testo pdf a risoluzione bassa e molto bassa #121714
                      OldClaudio
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                        Che io sappia, non ci sono impostazione per ridurre la densità dei pallini, se non intervenendo direttamente sulla foto/immagine che vuoi includere. Ci sono diversi applicativi per intervenire sulle immagini; quella che io usavo prima che mi si inchiodasse il portatile, e GIMP, ma evidentemente non è l’unico applicativo che permette di fare queste cose. Ora sul nuovo portatile non ho ancora montato niente per lavorare con le foto. O meglio, ho il visualizzatore Preview/anteprima, sul Mac, che permette di ridurre la densità di pixel, ma funziona solo sul Mac.
                        Ricordati però che una cosa sono i pixel da vedere a schermo, e un’altra i pixel per stampare.; gli uni e gli altri dipendono dalle caratteristiche dello schermo e da quelle della stampante. Qualunque applicativo scegli di usare, ricordati di fare molte prove. prima di decidere la densità che fa per te.

                        in risposta a: Maschera di inserimento dati in Latex #121699
                        OldClaudio
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                          @Fede75
                          , non escludo che qualcuno possa preferire il sistema che hai escogitato tu mescolando LaTeX con Python. Hai sfruttato bene sia il codice Python, che conosci meglio di LaTeX, sia il codice LaTeX.

                          Ma chiudi il messaggio chiedendomi se la cosa si possa fra più facilmente o più rapidamente con LaTeX. Io penso di sii, ma ovviamente dipende da quali dati bisogna immettere nel documento e che cosa va scritto nel documento.
                          Come nel tuo caso per ogni documento con un testo diverso, bisogna provvedere a un template diverso e ad un file Python diverso. Con LaTeX puoi costruirti, salvandole nella cartella locale, tante classi diverse o tanti pacchetti diversi da immettere nel preambolo di tanti sorgenti uno per ciascun testo.
                          Come fare?
                          Mi vine in mente che il tuo problema non sembra molto diverso da quello delle tesi di laurea. Nel caso delle tesi devi specificare il nome dell’ateneo
                          ol nome del corso di laurea o della facoltà
                          il nome del laureando
                          il numero di matricola,
                          l’anno accademico o la data completa del giorno in cui si svolge l’esame di laurea
                          il titolo,
                          il sottotitolo
                          il o i nomi dei relatori
                          Probabilemente il nome del dipartimento a cuoi afferisce il primo relatore
                          L’abstract )o sommario breve
                          qualcuno ci mette la dedica
                          qualcuno ci metteuna forse saggia, un proverbio o qualcosa del genere
                          Il sommario lungo, ila presentazione

                          Poi naturalmente deve inserire il copro della tesi.

                          Vedi dunque che ci sono molte parti variabili da introdurre, ma il sistema TeX con la distribuzione TeX Live e MacTeX o con la distribuzione MiKTeX dispone già di alcune classi che fanno tutto ciao senza ricorrere a Python. ne cito qualcuna suftesi, toltesi, sapthesis, uniFi, classicthesi, e via di questo passo; poi ci sono quelle distribuite dai vari atenei e che non si trovano negli archi delle distribuzioni del sistema TeX. c’ anche il pacchetto frontespizio che si occupa solo delle parti variabili del frontespizio. Puoi cominciare da quest’ultimo pacchetto per vedere com gestisce la pletora di informazioni necessarie per un frontespizio. È semplice, ma troppo lunghi da spiegare qui sul forum.

                          in risposta a: Questione line wrap: Winedt vs TexStudio su MacOS #121632
                          OldClaudio
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                            Vedo con molto ritardo la tua domanda.
                            Quando avevo un calcolatore Windows usavo WinEdt, anzi, l’ho anche sostenuto con una donazione in denaro.
                            ma passando al Mac ho dovuto abbandonare WinEdt, perché€e funzionava solo su Windows. E non mi risulta che oggi ne esista una versione per Mac.

                            Se ciò è vero, la risposta alla tua domanda `e ovvia 🙂 🙂 🙂

                            in risposta a: emacs – file di inizializzazione #104674
                            OldClaudio
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                              &rolandd, è tutta una questione di abitudini. Io uso LaTeX e il sistema TeX in generale da una quarantina d’anni, e con macchine con differenti sistemi operativi. ho usato diversi editor del tipo “LateX friendliy”, compreso emacs e auktex, ma personalmente trovo che il migliore di tutti sia TeXShop, che, tra l’altro, viene installato insieme al sistema TeX per Mac se lo installi con MacTeX.pkg.

                              Uso il Mac da una ventina di anni, ne ho provati molti e devo dire che TeXShop (e suo figlio TeXworks, multipiattaforma, che però oggi uso raramente) sono quelli più adatti al mio modo di lavorare.

                              Ma mi viene spontanea una domanda: perché TeXShop non ti piace? Emacs e auktex possono fare miracoli in modo complicatissimo, ma servono globalmente per scrivere file di puro testo, non sono specifici per LaTeX and company (XeLaTeX, LuaLateX, eccetera) Inoltre TeXShop dalla versione 5.14 in poi gestisce direttamente sia la composizione da un sorgente LaTeX con una uscita PDF, sia dallo stesso sorgente, l’uscita in HTML (volendo anche XML);, ripeto, partendo dallo stesso sorgente. Naturalmente il suo visualizzatore serve per controllare e leggere il file composto sia con PDF )pie aware) sia con HTML )page unaware), In sostanza sia per produrre testi da stampare, si per testi da leggere a schermo.

                              Ovviamente le mie preferenze e le mie abitudini sono diverse dalle tue, quindi sei liberissimo di rivolgerti a emacs e auktex.

                              in risposta a: Link nel PDF #121696
                              OldClaudio
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                                Non mi è chiaro il tuo problema, Sicuramente il codice che descrivi all’inizio sembra essere quello che si vede nel pannlello laterale dell’editor, che non ha nulla a che vedere con TeX.
                                Quanto descrivi successivamente e mostri nel sorgente mi è oscuro anche quello. quindi vado a intuito e forse ti scrivo cose che non c’entrano niente.
                                Ho la sensazione che tu non abbia chiara la funzionalità`a dei contatori e di come siano gerarchicamente collegati. Al punto che nel tuo preambolo ridefinisci il modo di scrivere la numerazione delle sezioni che mi pare molto sbagliato, ma forse non leggo bene.Quasi tutti i contatori hanno sono accompagnati da una macro che contiene tutti i contatori da resettarre (azzerare) quando il loro valore cambia. Non sono sicuro che questa affermazione si valida per il contatore delle parti.
                                Comunque tutto cambia quando usi hyperref. quindi dovresti documentarti meglio con la documentazione di hyperref (texdoc hyperref) anche per vedere meglio la funzione di \phantomsection che mi pare tu usi a sproposito, ma forse mi sbaglio.
                                Per la subordinazione dei contatori ti suggerisco di leggerti Il LateX Reference Manual commentato (sezione documentazione del forum); e complicato da spiegare in messaggio del forum.
                                Infine per l’indice generale: le ultime righedell’esempio di codice contengono in commento dopo un \cleardoublepage che dovrebbe servire per l’indice generale, indice che è già stato stampato all’inizio insieme alla lista delle figure e quella delle tabelle.
                                Per l’indice analitico leggine la documentazione (texdoc imakeidx)perché dispone di un opzione per farne inserire il titolo nell’indice generale.
                                Infine dividere in parti un unico documento, come nel tuo caso, mettendo appendici e indice analitico alla fine, certamente ne mette i titoli nell’indice generale incolonnati a sinistra, perch€e non sono sezioni numerate,; se li vuoi incolonnati come le sezioni, devi ridefinire il comando che li manda nell’indice aggiungendovi il comando \numberline con argomento vuoto. Non `e semplice, ma si puro fare, Nella guida generale familiarmente chiamata GuidaGuIT, (documentazione del forum) potrebbe esserci descritta la procedura.

                                Sono un po’ confusionario? mi dispiace, ma i tuoi problemi sono troppi e troppo intrecciati che oltre ale mie difficoltà a capirli bene, sono troppo complicati da descrivere in un messaggio non chilometrico. Ti chiedo scusa.

                                in risposta a: Come (non) mandare a capo le formule in linea #121691
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Se vuoi comporre una cosa orrenda si può fare; basta andare a capo con \\ prima della formula e magari andare a capo anche dopo la formula; ma a questo punto tanto vale metere la formula in sisplay senza numerarla. Le formule lunghe non dovrebberomai essere messe in linea col testo. Poi de gustibus…

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