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4 Novembre 2023 alle 14:32 in risposta a: Tikz – schem per lo studio del segno di un polinomio (disequazioni di grado >=3) #121844::
Per mettere in grafico le funzioni c’è il pacchetto TikZ con il suo “figliolo” pgfplots. Entrambi con documentazioni chilometriche, ma con ottimi servizi di Indexing, per cui usando intelligentemente l’indice analitico si arriva presto a padroneggiare i due pacchetti.
Attento, sono molto ingombranti in memoria; ovviamente dipende da che cosa vuoi disegnare, ma può succedere che la memoria di lavoro si esaurisca.. Nella deprecata ipotesi che ciò si manifesti, bisogna configurare l’installazione del prorpio Sistema TeX (TeX Live o MiKTeX) in relazione al proprio sistema operativo (Mac, Windows, Linux) in modo da allargare la memoria di Lavoro.Altrimenti ci sarebbe un altro pacchetto, euclideangreometry.sty, con la sua documentazione euclideangeometry-man.pdf (da leggere usando texdoc da terminale) che impegna molta meno memoria, ma è molto più ruspante; nel manuale di euclideangeometry si sono diversi esempi di tracciamento di funzioni; nel tuo caso non dovrebbe essere piuttosto facile da usare.
Invatti dall’equazone sotto forma di frazioni con numeratore e denominatore scomposti in fattori, hai le coordinate di zeri e asintoti verticali; calcolare la derivata di una funzione così semplice è una cosa da poco; puoi calcolarti le ascisse e le ordinate di massimi e minimi e i valori delle pendenze negli zeri. Dopo di che i comandi \Curve di euclideangeometry ti permettono di disegnare una curva come quella che ti interessa, con pochi statement e te la vavi con poche righe di codice.
Ovviamente conoscere massimi e minimi, e magari i valori delle derivate negli zeri della funzione ti può essere utile anche se usi pgfplots.
Se ben ricordo uno degli esempi di euclideangeometry-man riguarda uno dei temi di matematica agli esami di maturità di quest’ultima estate.
2 Novembre 2023 alle 16:35 in risposta a: Tikz – schem per lo studio del segno di un polinomio (disequazioni di grado >=3) #121842::
Matteo la tua spegazione e perfetta; aggiungeri questa cos: il codice`\DeclareOptionBeamer{xcolor}{\PassOptionsToPackage{#1}{xcolor}}` si trova dentro al classe beamer, piò o meno verso la riga 266; la si trova aprendo beamer.cls con lo stesso editor con il quale si compongono i file sorgente dei nostri documenti Come vedi le opziooni che vengono capite da \xcolor, vengono tramessse direttamente dalla classe al pacchetto.Questo succede con tutte le classi, nel senso che i file di casse non controllano se l’opzione è per lei stessa, o è par altri, vuol dire che si tratta di on’opzione non e accettata da nessuno, vie emesso un worning nel file .log dove si dice che la tal opzione non è stata usata.
Mettere PassOptionToPackage prima della riga che seglie la classe è consentito, ma non mi sembra intuitivo, visto che dappertutto si scre=ive che prima di \documentclass non ci deve essere niente. Anche il pacchetto filecontents “anticamente” andava messo prima di i \documentclass, ma da alcuni anni va messo dopo ed ha diverse utili opzioni che non erano diponibili col vecchio filecontents.
Luciano, apri la documentazione di beamer a nella pagina 18 descrive come passare opzioni a xcolor.
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Domanda difficile perché quasi tutti usiamo LaTeX e non ci verrebbe mai in mente di usare il TeX-the-program primitivo.
Per il poco che so usando quel programma molto indirettamante, è quando compongo un file .dtx (documented tex) che serve per scrivere un documento che contiene codice ben documentato, non ocn i soliti ocmandi con le righe che cominciano con %; per se stessi, ma obbligatoriamente per i pacchetti da caricare su CTAN e da distribuire agli utenti, si usa unformato che include un primo tratto di codice scritto in tex e un secondo tratto di codice scritto in latex. La parte scritta in \tex finisce con un \bye, la parte scritta in latex comincia con un \documentclass e finisce con un end{document{; dopo questa riga con dei marker speciali c’è euello che deve essere prodotto compilando il file .dtx.
Non voglio annoiarti con dettagli fini e delicati; ma se apri un file .dtx (se usi TeX Live, si trovano in /textmf-dist/sourcepacchetto>: per esempio per il pacchetto begingreek, devi cercare nella cartella /texmf-dist/source/latex/begingreek/) e lo apri col tuo solito shell editor, vedi subito le tre parti di questo file, la prima in linguaggio tex, la seconda il linguaggio latex e la terza col codice commentato.. Nella prima vedi che si finisce con \bye.Ho il sospetto che \bye vada bene nei file sorgente e \end vada bene nelle sedute interattive dove il codice da complire è scritto una riga alla volta con la pastiera nel terminale. Non ci metterei la mano sul fuoco, ma le volte che ho provato a usare \end nel file, mi ha segnalato che qualcosa era errrato; non ho analizzato di più il problema, ma qualcuno che conosce il TeX-the-program certamante ti può dare indicazioni meno funose dele mie.
Comunuque, se vuoi scaricare il TeXbook dalla rete, cerca col tuo browser la stringa The TeXbook, e sarai portato ad un sito dove puoi sfogliare tutto il TeXbook; Se il driver della tua stampante lo consente,, puoi stampre tutto il testo in forma di file PDF, che puoi salvare nella cartella Downloads, cambiargli il nome che contiene anche l’indirizzo Web, e mettertelo in una cartela doc=ve tieni documenti visualizzabili quando ti occorre. Non so quanto l’operazione sia legale; forse lo è perché dovrebbero essere scaduti i temini del copyright. Tuttavia fai attenzione. Dal sito CTAN sarebbe possibile scaricare il file sorgente per compilare il TeXbook ma se lo apri c’è scritto chiaramante che non puoi comporlo perché il risultato ha il copyright sia della American Mathematical Society, sia dell’editore Addison Wesley., se provi a compilarli sulla console ti appare un messaggio che ti informa che non lo puoi copiare, se premi return, ti si ripete il messaggio all’infinito. Però puoi sempre leggere il file sorgente e ci impari un certo numero di cose.
Io non l’ho mai letto tutto, ma ho ben due copie del libro stampato, una del 1984 e l’altra del 1996. Noioso come qualunque altro manuale, Con LaTeX invece ho due copie del libro di Leslie Lamport, una del Latex209 e l’altra del LaTeX2e, che non sono affatto noiose, perché il manuale è solo in un’appendice, mentre il grosso del libro è fatto di esempi commentati e descritti in ogni dettaglio.
22 Ottobre 2023 alle 6:05 in risposta a: immagine di default per includegraphics (rettangolo con la croce) #121807::
Mmmm…È vero che draft non fa vedere la figura, ma ha bisogno di disporre dell’immagine per poter calcolarne le dimensioni; vedi la documentazione del pacchetto graphix (texdoc graphicx, pagina 7):
draft suppress all the ‘special’ features. In particular graphics files are not included (but they are still read for size info) just the filename is printed in a box of the correct size.
Quindi, quando mandi un file ad altri e non vuoi condividere il file dell’immagine hai due o tre opzioni.
a) invochi il pacchetto mwe, ne leggi la documentazione, e vedi che dispone di un certo numero di figure fasulle, formate da rettangoli con le diagonali o simili. MA tu non vuoi invocare pacchetti esterni, quindi…
b) ti crei una macro che contenga le istruzioni di una figura con l’ambiente picture; recenti modifiche di questo ambiente permettono di creare ambienti picture le cui dimensioni non sono espresse mediente mulktipli di \unitlength, ma sono dimensioni vere; quindi se la tua immagine è larga 7cm ed alta 4cm, ti basta scrivere qualcosa come `\begin{picture}(7cm,4cm]
\framebox(7cm,4cm){}
\end{picture}`ovvero definisci la tua macro più o meno così`\newcommand\rettangolo[2]{%
\begin{picture}(#1,#2)
\framebox(#1,#2){}
\end{picture}}`dopo di che nel suo file sorgente sostituisci semplicemente`\rettangolo{7cm}{4cm}` al comando \includegraphics[…]{…} che inseriva la tua immagine. Oppurec) al posto di \inmcludegraphics[…]{…] inserisci semplicemente un rettangolo coloratocon `{\color{red}\rule{7cm}{4cm}}`Naturalmente questo richiede la presenza del pacchetto xcolor o color, che probabilmente hai già caricato; se non l’avessi fatto non usare \color{red} come nell’esempio, e il rettangolo ti viene nero, invece che il disegno di una croce o di un rettangolo.
Come vedi le possibilità sono diverse, ma quella di draft, secondo me ti disegnerebbe un rettangolo con il nome del file immagine scritto dentro, ma richiede di allegare anche il file grafico dell’immagine.
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Prendi il file che descrive lo stile AnnArbor, gli cambi nome, e modifichi il codice come ti pare. In altre parole, usi AnnArbor come modello per creare un altro stile. Purtroppo le parti grafiche sono rese con il comandi di TikZ, quindi o sei pratico di TikZ, o non riesci a rearti uno stile tuo.
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Appunto; il problema sembra essere di Overleaf, perché io ottengo il risultato giusto usando MacTeX 2023 completo e aggiornato partendo dallo stesso codice;.
MacTeX e TeX Live sono la stessa cosa, tranne gli esegubili visto che questi sono legati al sistema operativo. Ma, appunto, la mia versione è completa e aggiornata. Benche Overleaf permetta di usare versini d’epoca, non so come venga aggiornato e non si quanto le varie versioni siano complete.
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Io non uso Overleaf, ma sono stupito che con Overleaf tu possa usare il TeXLive2014, vecchio di 9 anni.
Non escludo che ,manchi dei font LX bold italics, che nella slide di sinistra sono presenti, mentre a destra ci sono i CM normal italics.Per favore copiami il codice della tua slide 6. Grazie
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Non c’è dubbio che siano leggibili, ma sono tutt’altro che perfetti. Però per preparare slide, presentazioni da proiettare vanno benissimo; non li userei per un testo da stampare; forse li userei per testi per dislessici; ad un convegno del GuIT ho sentito una presentazione di un esperto di BES (bisogni educativi speciali, quelli da destinare ai bambini con problemi) un font studiato per dislessici che io, che non sono dislessico, facevo fatica a leggere. Mah. forse sono io che sbaglio…
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Evidentemente noi non abbiamo la stessa collezione di font; io dispongo di una versione con beamer creata nel; 2008 e modificata nel 2020; ottengo gli stessi fomnt che tu ottinei compilando la versione del 2013. Mi pare strano che nel tuo elenco non compaiano i font matematici CM, perché in almeno una slide viene usato anche un font testuale che i font LX non contengono.
Oggi otglierei alcune righe di codice; da circa tre anni la codifica utf8 è standard anche prt i filer .tex da compilarecon pdfLaTeX; inoltre i font Tect Companion non avrebbero bisogno di essere caricat con l’apposito pacchetto, perché le loroo definizioni e i comandi per produrli sono già contenuti nel nuclro di LaTeX.Non so per quele motivo vuoi preparare le tue slide con i font LX; certamante io da più di una decina di anni uso solo quei font per le mie presentazioni; Ho dovuto ricorrere ai normali font OpenTYpe per una presentazione nella quale presentavo i metorfi che LaTeX usa per scrivere con alfabeti diversi da quello latino; col greco e il cirlicco non ci sono grandi problemi, a con le lingue che si basano sulla scrittura araba o su altre scritture alfabetiche, come il Devangari, o le collezioni di alfabeti sillabili o ideogrammatici, che spessissimo compongono anche in verticale, non ho potuto usare i font LX, perché non sono OpenTYpe m contengono appena il latino, il greco e la matematica. Chiunque veda le mie slide con in font LX elogia sempre la loro leggibilità. Quindi se ti piace comporre slide con gli LX, fai benissimo, e spero che su una piattaforma Linux tu non incontri problemi di sorta, visto che io uso Mac e non ho nemmeno una macchina vistuale basata su una qualche forma di Linux.
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Infatti i font per slide LX possono essereusati, in sostanza solo con pdfLATeX perché sono font Type 1. Non è vietato usarli con LuaLaTeX, sullla base chese un file sorgente è compilabile con pdfLaTeX, lo è anche con LuaLaTeX. Non vale il viceversa, perché LuaLaTeX può gestire anche i font OpenType, mentre pdfLATeX può gestire solo gli opentupe
La piccola differenza che trovi nelle sigle cerchiate di rosso dipende al fatto che non hai specificato bene i font da usare, ovvero le impostazioni da fare alla chiamata di fontspec. Io lascerei perdere la chiamata a font spec, e tolierei del tutto la specific dell’inpute encodig pari a latin1; evidentemente la documentazione drelativa a quei font è vecchia, perché da alcuni anni la codifica di default per i file sorgente è la codifica utf8. Invece è da lasciare la specifica T1, per il file di uscita.
LLavorando con LuaLaTeX puoi conservare il paccheto babel, specificando altre lingue, evidentemente in modo diverso da polyglossia, ma il tutto funziona bene sia con polyglossia sia con babel.
Non ho idea del perché le parentesi tonde chiuse delle matrici siano leggermente a distanze diverse.
Tuttavia ti consiglio di compilare con pdfLaTeC, visto che quei font sono stati creati apposta per lavorare con pdfLaTeX.
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Compila con LuaLaTeX; a me LuaLaTeX da meno problemi; nota che se un file si compila con pdfLaTeX, si compila talee quale anche con LuaLaTeX; il contrario non è vero, perché LuaLaTeX gestisce anche i font Unicode, mentre pdfLaTeX non li può gestire. Probabilmente, però, con LuaLaTeX puoi caricare un font OpenType che contenga i simboli di pifonts, se questi continuano a darti dei problemi. Inoltre sei sicuro che i pifonts che tu usi siano vettoriali? PDF/A non vuole assolutamente i font bitmapped.
Domanda: con quale programma verifichi la compformità con la norma specifica per l’archiviabilità? Capita che lo stesso file sia dichiarato valido con un certo programma di verifica e non valido ocn un altro.Altra domanda, forse decisamenmte superflua: Ricordo che la documentazione del pacchetto pdfx si dice che bisogna compilare attivandol’accesso all’esecuzione di programmi esterni, di solito vietati perché aprono la porta all’entrata di malware vari. Questa attivazione si effettua con l’opzione -shell-escape. Ma questo implica due alternative:
a) devi dare il comando di complazione dalla finestra comandi o terminale, a seconda del tuo sistema operativo specficando l’opzione dopo il nome dell’eseguibile, che sia psdLaTeX, LuaLaTeX o XeLaTeX.
b) imposti il tuo editor intelligente in modo che fra i vari motori di compilazione ce ne sia uno da usare solo in rare circostanza, che abbia impostata l’opzione siddetta. La domanda superflua è: ti sei ricordato di compilare il tuo file comn l’opzione impostata?
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Supponiamo che tu usi il calligrafico di Computer Modern e il calligrafico di Euler e che su, per usare quest’ultimo abbia caricato l’apposito pacchetto che ti definisce il comando \eucal. allora i simboli colo pedice c, \Ac, \Bc,…\Zc li definisci con`\newcommand\Ac{\mathcal{A}}`eccetera. Quelli col pedice e li definisci con `\newcommand\Ae{\eucal{a}}`
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@Zambu, non sei un novellino, eppure non sembra che tu abbaia letto la guida iniziale “Il LaTeX Reference Manual commentatoÆ, che si scarica dalla sezione Documentazione di questo foru.
L’errore che fai è quello di scambiare i codici per le virgolette aperte con quello delle virgolette chiuse;Dai un’occhiata al codice seguente e leggi i commenti
`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = LuaLaTeX% La prima riga magica serve per dire all'editor
% la codifica da usare peer il file sorgente
% La seconda riga magica serve per dire all'editor
% (intelligente) quale programma usare quando si
% clicca l'icona di compilazione.
% In ogni caso, se anche l'editor fosse stupido,
% servono all'utente per ricordare come deve
% impostare l'editor e quale bottono cliccare per
% compilare.
\documentclass[a4paper,10pt]{article}
\usepackage[italian]{babel}
%\usepackage[utf8]{inputenc} % Da alcuni anni per
% tutti e tre i maggiori programmi di compilazione
% basati su LaTeX usano la codifica UTF-8 di
% default\begin{document}
\section{Prova}
% '' sono le virgolette chiuse;
% “ sono le virgolette aperte
Frase interrogativa tra virgolette:
“Come sarà il punto di domanda?''Frase interrogativa tra virgolette con \{?\}:
“Come sarà il punto di domanda{?}''Frase interrogativa tra virgolette con ‘?’ non seguito da spazio e da due spazi negativi:
“Come sarà il punto di domanda?'' % Normale!!!Frase interrogativa con le virgolette unicode:
“Come sarà il punto interrogativo?”Frase in spagnolo:
?`Cual es el punto de interrogacion? !`Caramba!E fra virgolette?
“?`Cual es el punto de interrogacion?'' !`Caramba!“?`Cual es el punto de interrogacion?” !`Caramba!
\end{document]
`
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Che io sappia Amazion vende libri di carta; forse anche ebooks? non lo so. MA per un libro di carta è tua la scelta dela classe, LaTeX ne ha fin troppe; Se vuoi scrivere un ebool, devi cercare calssi adatte e usare programmi di composizione adatti. Nell’ultimo o penultimo TUGboat, Koch scrive come fare su maccine Apple usando il suo editor TeXShop, che è in grado di compilare un sorgente LATeX in html, quindi per creare ebook.
IO non ho mai fatto una cosa simile, nemmeno per vendere attraverso l’E-commerce. Se sarai capace di fare una cosa del genera sarebbe bene che scrivessi come hai fatto, perché la cosa potrebbe interessare molti frequentatori del forum.
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