OldClaudio

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  • in risposta a: forma particolare di p.s. #113922
    OldClaudio
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      @renareto
      , come vecchio utente di LATeX sai bene che si tratta di un programma di tipocomposizione, anche se vi si possono scrivere anche delle lettere ben composte; il Post Scriptum sia abbrevia con la sigla PS (acronimo, non abbreviazione, quindi senza punti) in una lettera da mettere dopo la chiusura della lettera, quindi dopo la firma. Ammesso che sia corretto usare un Post Scriptum in un testo diverso da na lettera (del che ho seri dubbi) lo si scrive epr disteso; ma in entrambi i casi lo si introduce con il comando standard \subparagraph che mette il titolo in nero e prosegue con il testo sulla stessa riga. Quindi`\subpragraph{PS} Bla bla bla. % in una lettera
      \subparagraph{Post scriptum} Bla bla bla. % in altri documenti`

      in risposta a: testo e font singola \section #113918
      OldClaudio
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        Non evidenziare troppo; o il colore o il font diverso.

        Ma se decidi di scrivere tutta la sezione in rosso, compreso il suo titolo, ma non ti interessa che il titolo sia in rosso anche nell’indice, allora c’è una soluzione; se vuoi solo i titolo rosso, ma solo nell’intitolazione nel testo, non nella voce dell’indice, cè un’altra soluzione; se vuoi anche l’indicazione nell’indice ci vuole una terza soluzione.

        Tu cosa vuoi far esattamente, visto che dal tuo messaggio non capisco bene?

        in risposta a: Didascalia immagine/tabella su nuova pagina #113873
        OldClaudio
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          Ti ho indicato anche delle soluzioni in cui conservo il tuo codice ariginario, con minime modifiche,ma inscatli la tabular(la tabella vera e propria) e la didascalia, dentro un’altra scatola, in modo da renderle inseparabili.

          Ma se hai sperimentato tutte e cinque le varianti che ti ho dato ne hai anche sperimentato pregi e difetti.

          Io propenderei per la soluzione 5 che si avvale di due file sorgente; con una crei la tabella con tabular e ne ottinei l’immagine PDF scontornata; poi la importi nel file sorgente del tuo documento con un fattore di scala che va sperimentato sperimentalmente, ma lo importi dentro un ambiente table. Il fattore di scala ti permette, sia pure con un po’ di esperimenti di trovare il valore giusto; mentre ridurre il corpo dei font con incomandi \small, \footnotesize, \scriptsize ti offre riduzioni fisse e probabilmente troppo marcate. Con i font kpfonts potresti scegliere corpi di tuo piacimento, per esempio 10,85pt, che con i comandi utente di LaTeX non puoi ottenere; solo che per fare cosette di questo genere bisogna usare i comandi base per la gestione dei font, e quelli per il corpo non sono semplicissimi, diciamo che sono delicati ed è facile combinare guai tipografici. Bisognerebbe (dentro l’ambiente table) inserire all’inizio qualcosa come`\fontsize{corpo}{scartamento}\selectfont`ma lo scartamento va scelto adatto al corpo perché i due devono accordarsi tipograficamente.

          in risposta a: Problema dimensione carattere e vari #113908
          OldClaudio
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            Non mi risulta che esista l’opzione eccelsiastic né per pdfLeTeX, né per XeLaTeX, che eprò possono usare gli accenti e la cesura giusta anche con gli accenti, oltre alla spaziatura alla francese per i segni di interpunzione. Per LuaLaTeX, invece, non si può proprio fare, perché (a) non ho scoperto come attivare le azioni con Lua,mentre sono riuscito a trovarle per XeLaTeXl e (b) perché di fatto negli antifonali monastici pubblicati dai Benedettini francesi, italiani, svizzeri, ecc. non si usa la punteggiatura spazieggiata; quindi non mi sono dato da fare più di tanto; Ora poi ho rinunciato alla manutenzioni delel sillabazioni latine e ci stanno pensando i francesi, con un lavoro certosino, ops, benedettino infinito in alcuni monasteri benedettini responsabili del progetto Gregorius. Io ho il file glosss-latin.dtx che ho passato ai benedettini; dovrebbe essere abbastanza simile a quello che compare in TeXLive; Loro stanno lavorando specialmente per la cesura liturgica; a loro si è aggiunto un LaTeXista tedesco che dovrebbe curare specialmente la variante classic, ma con LuaLatex, se non specifichi nessuna opzione usi la versione moderna accentata, senza spaziatura dei segni di interpunzione (la causa di quel Warning), che per il tuo scopo va più che bene.

            in risposta a: Didascalia immagine/tabella su nuova pagina #113871
            OldClaudio
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              Quella è una delle soluzioni; le altre sono basate sul rimpicciolimento della tabella.

              in risposta a: Didascalia immagine/tabella su nuova pagina #113869
              OldClaudio
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                Evidentemente sì; è errato! Molto, moltissimo. Erratissimo.

                in risposta a: Problema dimensione carattere e vari #113905
                OldClaudio
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                  Be’ certo, puoi usare polyglossia solo con XeLaTeX e LuaLaTeX, mentre puoi usare mentre con babel puoi usarlo con tutti e tre i programmi.
                  Babel secondo me ha funzionalità minori rispetto a polyglossia, nel senso che una volta specificate le lingue con le opzioni, babel le ha, e non le puoi cambiare; polyglossia ti permette di cambiare una variante con n’altra, puoi aggiungere altre lingue a metà documento, eccetera. Quindi potendolo usare, cioè lavorando con XeTeX o LuaLaTeX e decisamante preferibile usare polyglossia, anche se si può usare babel. Invece con pdfLaTeX non ci sono alternative: si pu`ø usare solo babel.

                  in risposta a: Problema dimensione carattere e vari #113903
                  OldClaudio
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                    Bene, così hai risolto il problema con pdfLaTeX.

                    Che erore fatale ti esce con LuaLaTeX? è sempre quello che non ti carica la lingua latina dicendoti che gloss-latin.ldf non funziona con XeLaTeX e LuaLaTeX?

                    Vuoi allora che ti mandi il mio file gloss-latin.ldf? Se lo vuoi scrivimi una mail come ti ho già spiegato.

                    in risposta a: Lettore pdf per Fedora #113912
                    OldClaudio
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                      Linux dovrebbe essere attrezzato bene per quel che riguarda i visulizzatori PDF; tuttavia anche sul Mac il visulizzatore del SO, ottimo dotto tutti i punti di vista, non mostra le animazioni, benché il formato PDF per il Mac sia una specie di standard.

                      Gli unici visualizzatori che io conosca capaci di mostrare le animazioni sono Adobe Acrobat e Adobe Reader sufficientemente recenti. Il primo era commerciale e il secondo era gratuito. Purtroppo ora L’Adobe non li vende o non li distribuisce più ma offre un servisio a pagamento mensile che secondo me non vale il costo. Io mi tengo l’ultima versione di Acrobat Pro XI (per MAc), e me la tengo cara anche se non viene più aggiornata.
                      L’ultima versione del Reader sembra che sia stata la XI, poi è stato dismesso in cambio di un mese gratuito del servizio on line. Però l’Adobe aveva smeso di produrre il Reader perle piattaforme Linux dalla X in poi. In rete dovrebbe trovarsi per Linux ancora la versione 9, ma non so se sia abbastanza recente da mostrare le animazioni.

                      Se qualcuno sia a conoscenza di altri visori PDF, possibilmente disponibili per tutte le piattaforme, possibilmente freeware, in grado di mostrare le animazioni, è pregato di comunicalo perché farebbe un piacere a tutti. 🙂 😉

                      in risposta a: Problema dimensione carattere e vari #113901
                      OldClaudio
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                        Eh, lo so, ed è per questo che ho abbandonato Windows; sono passato per Linux una decina d’anni, poi ho optato per il Mac da quando ha il processore Intel. Pensavo che avrei potuto usare anche i programmi per linux adattati a Mac, visto che il processore sarebbe stato lostesso, ma poi ho visto che non era necessario.
                        Mi dicono che esistono delle tastiere coi relativi driver che permettono anche ai Windowisti di inserire le maiuscole accentate senza ricorrere alla Tabella dei caratteri.

                        Tuttavia resta il fatto che la tastiera italiana rispecchia quella delle macchine da scrivere Olivetti dell’inizio degli anni ’80, quando anche l’Olivetti cominciò a produrre cloni dell’IBM AT (con un sistema operativo simile all’MS DOS, ma non identico, sviluppato presso l’Olvetti stessa); e questa è la spiegazione per la presenza dei segni ç § e altre cose simili che non hanno nessuna rilevanza in italiano o non sono più usati da molto tempo. Oggi è assolutamente anacronistica anche se continua ad essere usata con soddisfazione negli uffici per i documenti commerciali, legali, burocratici e simili documenti che non richiedono grandi prestazioni da parte delle tastiere né grande competenze linguistiche relative all’italiano e alle lingue straniere più comuni che, d’altra, parte nel mondo di oggi sono o dovrebbero essere conosciute di più rispetto a 50 anni fa..

                        in risposta a: Problema dimensione carattere e vari #113899
                        OldClaudio
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                          Ci sono alcune cose che non tornano; compilando con pdfLaTeX a me l’esempio postato funziona perfettamante compreso il caolettera N di tre righe in rosso.
                          Commentando le quattro righe iniziali relative alle impostazioni delle codifiche e della gestione delle lingue per pdfLATeX e aggiungendo inve le due righe che hai postato nel tuo ultimo messaggio, ho cmpilato cin LuaLaTeX e ho ottenuto lo stesso identico risultato, senza riccevere il messaggio del fato di non usare il latino con XeLaTeX e LuaLaTeC.

                          Mi sono fatto persuaso (alla Montalbano) che tu stia usando una vecchia distribuzione del sistema TeX. Io uso TeXLive (nella distribuzione epr MAc, che differisce solo per l’aggiunta di n paio di eseguibili esterni a TeXLive, l’editor TeXShop (che uso sempre, ma è solo un editor e non ha nulla a che vedere con con TeXLive) e un equation editor che si chiama LaTeXit (che non uso mai; mi trovo molto meglio a scrivere le equazioni nella vecchia maniera).Il principo del mio file .log con LuaLaTeX è il seguente:
                          `This is LuaTeX, Version 1.07.0 (TeX Live 2018) (format=lualatex 2018.8.28) 15 SEP 2018 23:12
                          restricted system commands enabled.
                          file:line:error style messages enabled.
                          **Vangelo.tex
                          (./Vangelo.tex
                          LaTeX2e <2018-04-01> patch level 5
                          Lua module: luaotfload-main 2017/01/29 2.80001 OpenType layout system.
                          Lua module: lualibs 2017-02-01 2.5 ConTeXt Lua standard libraries.
                          Lua module: lualibs-extended 2017-02-01 2.5 ConTeXt Lua libraries — extended co
                          llection.(using write cache: /Users/claudio/Library/texlive/2018/texmf-var/luate
                          x-cache/generic)(using read cache: /usr/local/texlive/2018/texmf-var/luatex-cach
                          e/generic /Users/claudio/Library/texlive/2018/texmf-var/luatex-cache/generic)`
                          Se tu non hai la stessa versione di LuaTeX e la stessa data di LaTeX2e, allora si spiegano le differenze.
                          Per quanto rigurada poliglossia e il latino il mio file .log dice quanto segue:
                          `(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/polyglossia/polyglossia.sty
                          Package: polyglossia 2018/04/07 v1.43 Alternative to Babel for XeLaTeX and LuaLa
                          TeX
                          …
                          (/Users/claudio/Library/texmf/tex/latex/polyglossia/gloss-latin.ldf
                          File: gloss-latin.ldf 2016/04/14 polyglossia: module for latin`

                          Come vedi il file gloss-latin.ldf che il mio compilatore carica è una mia versione personale che il gruppo TeX-hyph non mi ha ancora accettato.
                          Se vuoi te lo mando; tuttavia prima confronta invece il mio file .log quando si usa pdfLaTeX:
                          `This is pdfTeX, Version 3.14159265-2.6-1.40.19 (TeX Live 2018) (preloaded format=pdflatex 2018.8.28) 15 SEP 2018 23:34
                          entering extended mode
                          restricted \write18 enabled.
                          file:line:error style messages enabled.
                          %&-line parsing enabled.
                          **Vangelo.tex
                          (./Vangelo.tex
                          LaTeX2e <2018-04-01> patch level 5
                          …
                          (/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/generic/babel/babel.sty
                          Package: babel 2018/06/05 3.22 The Babel package
                          …
                          (/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/generic/babel-latin/latin.ldf
                          Language: latin 2015/08/20 v.3.5 Latin support from the babel system
                          …`
                          Come vedi le date sono le stesse, anche perché io aggiorno il mio sistema TeX ogni 7 o 10 giorni e ho sempre l’ultima versione a disposizione.

                          Se vuoi che ti mandi la mia versione di gloss-latin.ldf, mandami un messaggio per mail; non ti pubblico qui il mio email solo per evitare gli sniffer possibili in rete, ma è un segreto di pulcinella, lo trovi in tutte le guide tematiche che ho scritto e in molti file fi servizio, tra i quali latin.ldf (per babel) e gloss-latin.ldf {per polyglossia).

                          PS: naturalmente con LuaLaTeX le virgolette alte si vedono ma sono quelle diritte che NON SI DEVONO USARE; infatti gloss-latin.ldf non definisce attivo il carattere ” delle virgolette alte diritte; mentre latin.ldf lo fa. Siccome non le devi usare per nessun motivo, il problema non si pone.
                          Per quel poco che ne so io nel latino ecclesiastico si usano i caporali distanziati dal loro contenuto mediante spazi fini: [tt]«\,Ecce Homo\,»[/tt]; non si usano le virgolette alte. Ma non faccio pate del clero e non posseggo un breviario, quindi non posso controllare. A su tempo quando mi chiesere di adattare la composizione del latino alla variante ecclesiastica andai in parrocchia e consultai alcuni testi a disposizione dei fedeli e notai appunto che si seguiva la tradizione francese corretta per ridurre quel grande spazio che usano in Francia fra i guillemets e il loro contenuto. Per le virgolette caporali puoi scrivere [tt]<<\,Ecce Homo\,>>[/tt] e quelle coppie di segni di maggiore e minore con i font in codifica T1 (non con quelli in codfica OT1} e con le TeX ligatures di fontspec diventano automaticamente dei caporali.

                          in risposta a: Posizionamento di due tabelle su una stessa riga #113891
                          OldClaudio
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                            No, non ti appaiono certamante degli avveritmenti nel codice minimo su cui abbiamolavorato tuti, ma tieni presente che se non specifichi la codifica T! per i font con cuoi compilare, la codifica di default usata è la vecchia codifica OT1.
                            Qual’è la differenza?
                            La codifica OT1 si riferisca a font conteneti 128 caratteri (sostanzialmente solo i caratteri ASCII, cioè l’alfabeto latino minuscolo e maiuscolo, i caratteri anlfabetici come le cifre e le parentesi (e altri), e la collezione di accenti da mettere sopra o sotto i caratteri latini mediante le macro di \TeX; per esempio \`a, \c{c}, eccetera.

                            La codifica T1 a 256 caratteri contiene i glifi ASCII ma contiene tutti i caratteri della codifica OT!, pi¡u le lettere minuscole e maiuscole accentate valide per la quasi totalità delle lingue europee occidentali più altri caratteri analfabetici, per esempio le virgolette alte (o inglesi) “ e ”, e i caporali (o virgolette uncinate o europee continentali) « e ».

                            Scrivendo conl a codifica OT! in generale non ricevi avvisi a meno che tu non voglia usare qualche carattere diverso da quelli ASCII. Usando babel e la lingua italian ricevi degli avvisi che ti dicono che i caporali saranno presi da altri font, oltre ad altri avvisi dello stesso genere. Puoi ingora quegli avvisi, ma devi ricordarti che con la codifica OT!, gli accenti sono messi in posizione con delle macro, quindi queste macro possono in parte ridurre le capacità di cesura in fin di riga, quindi la composizione con caratteri Computer Modern OT1 (quelli di default) risulta meno bella di quella che si può ottenre con i font codificati con la codifica T1. Tenuto conto dei moltissimi pregi e dei pochissimi difetti, io consiglio sempre di usare i font Latin Modern per tanti motivi che non sto qui a descrivere; se vuoi approfondire scarica e leggi la guida tematica sulle codifiche; la trovi nella sezione Documentazione di questo forum.

                            in risposta a: Problema dimensione carattere e vari #113897
                            OldClaudio
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                              FreeRaider” post=114241Grazie samiel.

                              Ritornando al codice ho notato due cose:

                              1) nel pdf di output non risultano stampate le virgolette alte doppie ” … ”
                              2) ho un avviso nel log dovuto al fatto che il pacchetto lettrine deve essere compilato in LuaLaTeX.

                              Ho compilato il codice che ti ha mandato Gustavo. Ho cambiato l’ambiente center in flushleft (ma i versetti in rosso non li metterei in una riga a se stante, ma li metterei dove specifichi che il brano è tratto dal Vangelo di Matteo). Ho aggiunto due stringhe: “Ecce homo” e “Ecce homo”[/tt] e
                              3) le virgolette alte doppie vengono fuori sia usando i caratteri unicode sia le legature di TeX; siccome scrivi in latino, sarebbe meglio che leggessi la documentazione mediante il comando texdoc babel-latin. In latino le doppie virgolette doppie diritte della tastiera (che non devono essere mai usate componendo tipograficamente, proprio perché non distinguono l’apertura dalla chiusura del testo virgolettato) sono un carattere attivo che inserice un “compound word mark” cioè una cesura facoltativa fra due componenti di una parla composta (o più prosaicamente un punto di cesura facoltativa in una parola che non viene divisa correttamente in fin di riga). Se proprio la volessi usare come carattere analfabetico dovresti…[omissis] non te lo dico perché non lo devi usare nemmeno come carattere analfabetico in latino. Capisco che con la tastiera italiana (l’unica tastiera nazionale al modo che non è in grado di permettere la scrittura corretta della lingua per la quale è stata costruita, visto che non permette di scrivere direttamente le lettere maiuscole accentate se non ricorrendo alle macro di TeX ma costringe eventualmente a ricordarsi i numeri della lor codifica, oppure di usare la Tabella dei caratteri) non sia facile introdurre né le virgolette alte aperte e chiuse, né usare il backtick (accento grave), né direttamente gli altri segni analfabetici necessari per scrivere programmi. È per questo che i documenti balel-latin e babel italian (da leggere usando il comando texdoc) spiegano come aggirare queste difficoltà. Nota: io uso su un MAc la tastiera USA extended; priva di lettere accentate sui tati, ma dotata di un certo numero di comandi per attivare gli accenti morti, per cui posso accentare quel che mi pare (sopra, come l’accento grave, o sotto, come la cediglia) purché il corrispondete carattere Unicode esista; per esempio ǽ (legatura … accentata con un accento acuto) lo posso fare senza particolari problemi; mi dicono che con Win10 sia possibile mostrare il layout della tastiera su cui cliccare i tasti col mouse per ottenere tutto quello che la tastiera puo fare nonostante sui tasti non ci siano segnati molti caratteri disponibili. Se disponi di una macchina WIndows con il sistema Operativo 10, vedi di sfruttarne le funzionalità molto migliori rispetto alle versioni deiSistemi Win precedenti.

                              2) A me l’avviso che sarebbe meglio compilare con LuaLaTeX non esce. Ho anche letto il codice di lettrine.sty, ma LuaLaTeX compre citato solo nella documentazione che leggi con il comando texdoc lettrine; LuaLaTeX viene citato insieme a XeTeX per superare certi problemi che nascono usando le insiziali decorate, che spesso non hanno le dimensioni dei glifi specificate in modo corretto.

                              PS: capisco che il testo che hai postato è solo un esempio, ma mi permetterie i segnalarti che:
                              1) non mi piace per niente in numero del versetto prima del capolettera (il nome italiano della lettrine (francese) o drop initial, inglese); io lo ometterei del tutto perché mi parrebbe ovvioa che il primo versetto di un “capitolo” del vangelo sia numerato 1. Ho usato il condizionale perché devi controllare su altri testi liturgici, visto che le tradizioni tipografiche di quei testi sono particolari.
                              2) trascrivendo brani del vangelo sarebbe molto importante controllare l’ortografia, visto che (a meno che tu non disponga di un correttore ortografico per la lingua latina) il vangelo andrebbe sempre trascritto senza errori e senza modifiche. Io ho trovato iudica mini (spezzata) e un punto e virgola prima del secondo versetto seguito da una q minuscola, mente nel mio Novum Testamantum Graece et Latine, c’è un punto fermo seguito dalla Q maiuscola. Nella versione greca c’è addirittura un punto e a capo. D’accordo non cambia il senso ai miei occhi, ma è una modifica che io non farei. Forse il sorgente da cui stai copiando ha il punto e virgola e la q minuscola? … Mmmm, il testo di cui dispongo io è pubblicato dalla Typograhia Vaticana, ed è curato da Augustinus Merk S.J. con tutti gli imprimatur del caso. È del 1984, ma può essere che revisioni posteriori abbiano modificato sia la versione latina, sia quella greca?
                              3) i testi latini ecclesiastici come i breviari o i messali spesso contengono il testo latino scritto in “latino ecclesiastico”, vale a dire con le parole accentate se non hanno l’accentazione piana e usano liberamente le legature æ e œ. Nella documentazione di babel-latin c’è scritto come fare, se per caso ti interessasse.

                              in risposta a: Didascalia immagine/tabella su nuova pagina #113867
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Perbacco, @Fab96! e tue lacune in fatto di LaTeX sono molto ampie…

                                1) Te l’ho spiegato nel mio messaggio precedente; mi pare di averti mostrato 5 soluzioni diverse.

                                1bis) Lo stesso vale se metti \captionof rima di \tabular o tabularx; ti ho già spiegato che sono due scatole distinte e se sono troppo grandi il sezione di impaginazione di LaTeX le mette comunque in due pagine distinte.

                                2) L’esempio de L’Arte mostra un esempio con una colonna l e due colonne X; non hai capito che quelle colone X sono come dele colonne p{…} (o meglio t{…} alllineate sulla prima riga) larghe quanto basta per suddividersi la larghezza della tabella quanto basta, senza bisogno che l’utente faccia conti? il descrittore delle colonne {lXX} dice che la tabellaha tre colonne di cui la prima ha il contenuto allineato a sinistra (left) e larga quanto basta a contenere il più largo dei contenuti delle celle dela prima colonna; le due conne X sono colonne di tipo “capoverso” (paragraph in inglese} dove il testo viene composto su una giustezza calcolata automaticamente in mdo che tolti i separatori di colinna le due colonne si spartiscano equamente lo spazio che rimane nella larghezza specificata alla tabella.

                                3) Non definisci i piedi.

                                4) Questa è una lacuna grave: tabular serve per comporre una tabella; table serve per renderla flottante.

                                5) Altra lacuna grave: puoi anche non conoscere l’inglese, ma \textwidth è il comndo formato dalla locuzione “text width”, cioè larghezza del testo; in italiano la larghezza del testo si chiama giustezza; la giustezza deriva il suo nome dalla parola giustificare, che in tipografia vuol dire comporre le righe in modo che arrivino giuste giuste dall’inizio alla fine del rettangolo che racchiude il blocco del testo; 0.5\textwidth indica, quindi, una lunghezza pari alla metà della giustezza, pari alla metà della larghezza del testo. Non mi pare tanto complicato anche se dell’inglese si hanno pochissime nozioni. Il vantaggio di LaTeX di fare riferimento a mosti oggetti con un nome, invece che con un valore, permette di cambiare formato della pagina o del blocco del testo (detto anche griglia del testo o specchio del testo) e ricompilando automaticamente tutte le cose che si riferiscono a quei nomi vengono trattati correttamente. Non si ha quindi bisogno di sapere se la larghezza del testo sia 140 mm o 350pt 29 pc o 16.34 cm; una volta impostato dalla classe o da qualche pacchetto, questo valore viene conservato in memoria ed è richiamabile con la macro che ha quel nome.

                                Sei sicuro di avere capito che LaTeX non è Word? Sei sicuro di aver capito che Word, Writer, Pages, e simili programmi sono Word Processor (sostituti intelligenti delle macchine da scrivere) mentre i programmi di composizione del sistema TeX sono dei compositori tipografici? La tipografia non è la dattilografia, mi pare del tutto evidente. A casa ho delle vecchissime dispense rilegate con copertina rigida come se fossero dei libri; il contenuto è composto con la macchina da scrivere, per giunta a spaziatura fissa, roba vecchia di prima dell’entrata in uso dei calcolatori personali (anni ’60), e son sostanzialmente illeggibili perché non siamo più abituati ad usare le macchine da scrivere e quindi a leggere quello che vi si poteva scrivere.

                                Sei sicuro di aver capito che LaTeX è un linguaggio di mark-up per dire al programma di composizione tipografica quello che sarebbe troppo lungo e complicato da scrivere in linguaggio macchina?

                                È evidente che se usi un linguaggio di mark-up e non lo conosci, non riesci nemmeno a fare quello che quel linguaggio ti consentirebbe di fare.

                                Conclusione: studia LaTeX; il tempo che dedichi alla lettura e alla comprensione di quel che leggi, è tutto tempo risparmiato per affrontare le varie situazioni di composizione tipografica.

                                Hai letto bene quello che c’è scritto in grigio chiaro al fondo dei miei messaggi? È una frase di uno importante, mica mia. E lo studio della eoria prima di metterla in pratica è una cosa che si sa da centinaia d’anni. forse migliaia. La pratica da sola non basta!

                                in risposta a: Posizionamento di due tabelle su una stessa riga #113887
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Perfetto, grazie.

                                  1) Ho tolto [H] e le due minitabelle appaiono regolarmente affiancate.

                                  2) con la casella in alto a sinistra che contiene la riga diagonale, non si capisce bene a cosa si riferiscano a e p; p si irferisce ai valori inferiori a 1 nella prima riga di dati numerici e a è l’intestazione della prima colonna? Non è chiaro. ma ammesso che sia così, allora si va al punto 3.

                                  3) le tabelle ben fatte non contengono per niente i filetti verticali, ma contengono solo pochissimi filetti orizzontali; uno spesso sopra la prima riga di intestazione e uno spesso dopo l’ultima riga della tabella[ uno sottile attraverso tutta la tabella; se alcune colonne sono intestate su due righe è consentito in filetto sottile e parziale che separi le loro intestazioni dalla tabella vera e propria. Ciò si ottiene usando il pacchetto booktabs.

                                  Nel codice che segue ho ridotto il preamboloai soli pacchetti necessari per l’EMC, ma come vedi ora vi compare anche booktabs; sono spariti graphicx (che non serve epr l’EMC, ma che probabilmente serve per il resto della tesi), float e diagbox. Ho cambiato gli allineamenti delle colonne.
                                  `% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                                  % !TEX TS-program = pdflatex
                                  \documentclass[a4paper,11pt]{report}
                                  \usepackage[italian]{babel}
                                  \usepackage[utf8]{inputenc}
                                  %
                                  \usepackage{caption}
                                  \usepackage{subfigure}
                                  \usepackage{booktabs}
                                  %
                                  \begin{document}
                                  \begin{table}[!h]\centering
                                  \subtable[Simulazione]{
                                  \begin{tabular}{ l r r r }
                                  \toprule
                                  $a$ & \multicolumn3c{$p$}\\
                                  \cmidrule{2-4}
                                  & 0.3 & 0.5 & 0.7 \\
                                  \midrule
                                  10 & 100 & 89 & 0 \\
                                  50 & 100 & 46 & 0 \\
                                  90 & 100 & 5 & 0 \\
                                  \bottomrule
                                  \end{tabular}
                                  }
                                  %
                                  \qquad\qquad
                                  %
                                  \subtable[Percentuali]{
                                  \begin{tabular}{ l r r r }
                                  \toprule
                                  $a$ & \multicolumn3c{$p$}\\
                                  \cmidrule{2-4}
                                  & 0.3 & 0.5 & 0.7 \\
                                  \midrule
                                  10 & 100 \% & 89 \% & 0 \% \\
                                  50 & 100 \% & 46 \% & 0 \% \\
                                  90 & 100 \% & 5 \% & 0 \% \\
                                  \bottomrule
                                  \end{tabular}
                                  }
                                  \end{table}

                                  \end{document}`

                                  4) Se a e p sono simboli che indicano grandezze numeriche le devi comporre in corsivo matematico.

                                  5) Se p indica una percentuale, puoi togliere tutti i segni \% dalla tabella e al posto di $p$ puoi scrivere $p (\%)$ e hai l’indicazione che tutti i valori indicati nelle tre colonne sotto p sono in centesimi (in percentuale).

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