OldClaudio

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  • in risposta a: Tabella lunga E larga: come ripartire? #113502
    OldClaudio
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      Mo, quando esce l’asterisco il file che sta elaborando contiene qualcosa che manca (srana espressione…) per esempio contiene l’errore di aver dimenticato la riga \end{document} alla fine del main.
      Ovviamente non è possibile tirare a indovinare senza nessun indizio; In una guida sugli errori che stavo scrivendo ho insereto queste frasi

      In altri casi può portare ad un errore \emph{fatale} per l’interprete. In questo caso il programma si ferma nuovamente, ma il prompt del programma ora è un asterisco. Questa è una situazione difficile da trattare. Con certe installazioni e con le console di certi editor si può scrivere nella console \string\stop\ e il programma termina senza fare le cose che normalmente fa alla fine di una composizione. In altri casi la console presenta un bottone intestato “Abort”, cliccando il quale si ordina al sistema operativo di terminare il programma immediatamente e senza discussioni.

      Quidi quando il tuo programam si ferma all’asterisco, prova ad introdurre il comando \stop.

      Non so quale editor usi, ma guarda che cosa il tuo editor fa quando premi il tasto che ti esegue la compilazioni; trovi queste informazioni nelle opzioni di configurazione del tuo editor. Eventualmente prova a compilare a mano dando da terminale, dopo esserti collocato nella cartella del main file, il comando pdflatex -intteraction=errorstopmode (tinei presente che invece di errorstopmode, spesso c’è scrollmode; con questa modalità il programma tira diritto finchè può, e si ferma con l’asterisco solo davanti ad un errore “fatale”; probabilmente è quello che succede da te). Appena si presenta un errore, con errorstopmode il programma si ferma e quasi sempre il prompt è un punto interrogativo, ma prima del prompt c’è il messaggio che descrive l’errore. Poi in risposta al prompt puoi inserire con la tastiera la “risposta” X, in questo modo viene scritto il file log, che puoi esaminare con calma ed eventualmente, se non capisci il messaggio d’errore, puoi copiare quella decina di righe che precedono il punto interrogativo nel file log, e allegarle al tuo messaggio.

      in risposta a: Tabella lunga E larga: come ripartire? #113500
      OldClaudio
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        Prima dell’asterisco c’è un messaggio. Probabilmente dice che non trova il secondo file; sei sicuro di avere messo il file della tabellona nella stessa cartella dove risiede il main file del tuo documento?

        in ogni caso se non dici che messaggi d’errore ottieni, nessuno di noi può aiutarti; spesso diciamo che la nostra sfera di cristallo non funziona bene, ma capisci che questo è solo uno scherzo per sottolineare che non siamo capaci di indovinare quello che ti succede.

        in risposta a: Disegnare grafi #113528
        OldClaudio
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          So che esistono programmi di matematca/geometria chepermettono di disegnare in modo interattivo e di esportare quanto fatto in codice TikZ. Io personalmente non ne ho mai usati, quindi non ti so dire di più.
          Ma quando devo fare qualcosa di complicato che mi giustifichi l’uso di TikZ (di solito uso l’ambiente picture, nativo di LaTeX esteso con il pacchetto standard pict2e, e mi scrivo le macro che mi servono; tuttavia non lo farei per disegnare grafi come i tuoi), mi servo di un file .tex a parte dove eseguo il disegno compilandolo via via che aggiungo elementi; la piccolezza del file mi permette di compilare in pochi secondi; in questo modo lavoro in modo quasi interattivo; soddisfatto il mio bisogno estetico, copio il codice che ho scritto e lo incollo nel file tex del mio documento vero. Non getto via il file tex di servizio, perché mi potrebbe servire per creare un altro disegno. Procedendo in questo modo apparentemente lungo non ci metto più tempo che con un programma interattivo, dove devi lavorare di mouse e devi avere una mano fermissima, altrimenti devi ricominciare in continuazione.

          Qualcun altro qui sul forum ti può consigliare soluzioni migliori.

          in risposta a: Lettera dell’appendice #113540
          OldClaudio
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            Perché le appendici le metti nella main matter, e non nella back matter, quando le appendici sono più di una. Nella back matter, se hai letto attentamente la documentazione, le numerazioni sono eliminate.

            in risposta a: Modificare lingua template già pronto #113536
            OldClaudio
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              Benvenuta nel forum.

              Dunque stati scrivendo una tesi dottorale e vai su oveleaf per farlo con una classe pensata SOLO per essere scritta in inglese o in tedesco.

              Non mi pare l’approccio giusto. Sarebbe molto più semplice scrivere un dissertazione di dottorato in italiano con una qualsiasi classe italiana che preveda l’italiano per le tesi che può comporre. Certo non è impossibile cambiare le impostazioni, in particolare per le tichette da attribuire alle stringhe fisse come relatore, Autore e simili.

              Ti suggerisco di usare la classe book con le impostazioni della pagina che vuoi mediante il pacchetto geometry; usi evidentemente babel nel preambolo per specificare le lingue che vuoi usare, indicando per ultima l’italiano. Costruisci il frontespizio usando il pacchetto frontespizio.

              La documentazione di geometry e di frontespizio le hai già sulla tua macchina (se hai installato TeXLive o MiKTeX sulla tua macchina; con Overleaf non ho la più vaga idea se consenta di leggere la documentazione; dalla schermata che ho visto cliccando sul tuo link non ho capito se sia possibile; del resto non mi interessa, visto che io il sistema TeX lo tengo sulla mia macchina, e non lo uso in rete); ti basta aprire un terminale o il prompt dei comandi (comunque si chiami con il tuo sistema operativo) e ci scrivi dentro il comando texdoc geometry o texdoc frontespizio e mandi in esecuzione il comando premendo il tasto Invio o Enter o Return, comunque si chiami con la tua tastiera.
              Il pacchetto frontespizio ha la documentazione in italiano, perché è destinato espressamente per i laureandi che scrivono in italiano.

              Prova frontespizio: vedrai che funziona molto bene e fa esattamente quello che desideri.

              in risposta a: Word-Latex e tesi #113521
              OldClaudio
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                Hai letto la documentazione di suftesi?

                Sì? allora ti è sfuggito come usare un carattere di copro 12pt.

                In addition to these you can also use the options defined by the standard book class (on which suftesi is based)

                No?, allora leggila.

                Per i margini: hai visto la tabella 2 della documentazione, per ogni opzione di formato c’è anche la specifica dei margini.

                Per la binding correction configura la tua stampante o dillo alla copisteria dove ti vuoi far stampare la tesi, perché la correzione deve essere, ammesso che sia necessaria, conforme al tipo di legatura e allo spessore del documento.
                Comunque, anche se stampata solo in bianca, la griglia di stampa NON deve stare nel mezzo, mail margine interno a tesi aperta deve essere inferiore al margine esterno e il margine superiore inferiore al margine inferiore. Con i rapporti 1:1 fra i margini e senza bindig correction hai quello che serve.

                Dimentica Word; prima lo fai e prima riesci a comporre al tua tesi in modo tipograficamente corretto.

                in risposta a: Disegnare grafi #113526
                OldClaudio
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                  Benvenuta nel forum.
                  La tua domanda trova tutte le risposte necessarie nelle varie guide presenti nella sezione documentazione di questo sito.
                  Tuttavia, tutte ti indirizzeranno all’uso del pacchetto TikZ; tanto vale quindi che tu direttamente apra un terminale o prompt dei comandi, comuqnque si chiami col tuo sistema operativo, che tu ci scriva dentro il comando texdoc tikz e che tu mandi in esecuzione il comando semplicemente premendo il tasto Invio, Enter, Return, comunque si chiami sulla tua tastiera; ti si pare una finiestra con tutta la documentazione di TikZ. Cerca di acquisire i concetti principali del disegno programmato leggendo il tutorial iniziale, poi vai al capitolo dei grafi e approfondisci.

                  Il pacchetto in questione è estremamente professionale, fa un fantastilione di cose, per cui la documentazione è fondamantale e non bisogn farsi spaventare dalla sua mole.

                  In compenso produce disegni belllissimi, vettoriali, colorati, eccetera. Il suo comapgno pgfplots permette di disegnare grafici (non grafi) di ogni genere.

                  All’inizio avrai difficoltà ad entrare nel concetto del disegno programmato; ma appena hai un po’ di confidenza scopri che poi non è così difficile “programmare” il codice che di fa i disegni; in fondo è la stessa filosofia di LaTeX; scrivi un programma che contiene anche del testo non formattato e {pdf|Xe|Lua}LaTeX te lo traduce in una pagina ben composta tipograficamente.

                  Se ci provi, sarai sorpresa di quello che puoi ottenere.

                  in risposta a: Word-Latex e tesi #113519
                  OldClaudio
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                    Nel mio messaggio, in sostanza ti dicevo di non rispettare….
                    Fai come meglio credi e non impostare niente che sia contrario alla buona tipografia.
                    Se usi la classe suftesi invece della classe book e stampi con una stampante qualsiasi i fogli sciolti per il relatore, lui sarà contento di poter avere in mano una porcheria di stampa, e tu ti fai rilegare una o più copie stampate fronte-retro.

                    Se il relatore non è completamente privo di senso estetico si accorgerà da solo che la tua versione è migliore di quella corrispondente alle sue specifiche — probabilmente ti chiederà come l’hai composta; se non se ne accorge, buon per lui e buon per te: amici come prima.

                    Usando suftesi senza specificare nessuna opzione in pratica usi le stesse impostazioni della classe book (eventualmente solo l’opzione 12pt) ma il testo verrà composto usando font più belli.

                    Non chiedere però, dopo aver letto tante guide, di scriverti il preambolo.

                    in risposta a: Word-Latex e tesi #113517
                    OldClaudio
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                      Caro/a @BayMax, le tue domande denotano che ancora non hai colto la differenza fra i veri word processor, compreso Word, Writer a tanti altri, e la tipografia.

                      LaTeX serve per comporre libri e testi vari secondo le regole dell’arte tipografica. La parola TeX che fa parte del suo nome viene dal greco τέχνη che non vuol alludere solo alla tecnica, ma implica ARTE; è quello che la prola greca indica. Te lo dico da professore in una scuola di ingegneria, quindi di tecnica applicata, non te lo dico da letterato, innamorato degli antichi.

                      Quindi ti prego di leggere i miei commenti con mente aperta, ricordando le mie premesse.

                      1) TeX è stato inventato da un matematico che non sopportava più la superficialità dei tipografi che, abituandosi a lavorare al calcolatore, stavano via via perdendo l’aspetto artistico delle loro tecnica.
                      2) LaTeX come linguaggio di mark-up è stato creato per rendere più facile l’uso del programma TeX e per avvicinare molte più persone all’allarte della bella composizione tipografica.
                      3) I word processor sono nati per mettere in mano alla gente un mezzo che usasse il calcolatore per soppiantare la macchina da scrivere; i primi Personal Computer, che ancora non disponevano di word processor, invasero il mercato quando le macchine da scrivere stavano diventando dei gioielli per comporre documenti con caratterisitiche quasi tipografiche. Ma verso la fine degli anni ’80 erano quasi scomparse dagli uffici di ogni genere. Oggi qualcuno, cme me, conserve la semplice Lettera 22, ricevuta in regalo all’età di 11 anni; conserva una macchina elettrica con cui ha composto molti suoi documenti nei primi anni ’80; conserva, senza averla mai usata, la macchina meccanica usata da una persona cara che se ne è disfatta, vinta dai word processor. Ci saranno anche altre persone che hanno fatto come me, ma tutti trattiamo queste cose come vecchi oggetti di famiglia che ci ricordano i bei tempi andati (da queste parole capisci perché il mio alias cominci con “Old”, vecchio). I bambini, come i miei nipotini non hanno mai visto una macchina da scrivere, e se l’hanno vista, non l’hanno mai vista in funzione.
                      4) Eppure ci sono università che ancora oggi prescrivono norme per la forma della tesi che ricalcano quelle di 40 e più anni fa, rifacendosi a quanto si poteva fare con le macchina da scrivere. Non è il tuo caso, perché le prescrizioni che hai ricevuto si rifanno alle prescrizioni per usare un word processor.
                      4a) La tesi stampata solo fronte, si rifà alle stampanti economiche che abbiamo più o meno tutti in casa; le più recenti stampano anche fronte retro, ma sono decisamante pi`ù care di quelle che stampano solo fronte. Tuttavia con software adeguato non è complicato stampare fronte retro in due passate su una stampante solo fronte; basta stampare solo le pagine dispari, poi rimetterle in macchina nel verso giusto e stampare solo le pagine pari. Metà carta consumata e nei tempi in cui si vuole tutto bio e si tenta di conservare la natura, a nessuna segreteria universitaria che prescrive il solo fronte vien in mente che rispsrmiare carte è molto più ecologico.
                      4b) testo in copro 12pt: è accettabile, di più sarebbe adatto per comporre un sillabario per le elementari.
                      4c) con interlinea 1.5: primo quello che le segreterie chiamano interlinea e la terminologia errata che usa WOrd per indicare lo “scatamento” delle righe, cioè la distanza delle righe di base su cui sono appoggiate le lettere di ogni riga di testo; nelle macchine da scrivere la parola interlinea aveva senso, visto che il carrello/rullo portacarta faceva avanzare la carta a scatti di una riga e l’interlinea (spazio bianco fra due righe consecutive) era di multipli interi di una linea. Secondo è sbagliato, perché ogni famiglia di caratteri ha un disegno tale che la loro massima leggibilità si ha mediamente quando lo spazio bianco fra le righe è il 20% del corpo del carattere, quindi lo scartamento ottimale è pari a 1,20 volte il copro; ne segue che il copro ottimale con un font di 12pt è di 14,4pt (1,5 è accettabile) ma è lo scartamento, non l’inteliinea quello che può valere 1,5.
                      4d) Times New Roman è i font di default di Word; LaTeX ne può usare alcune decine di migliaia, già tutti in macchina, anche se poi di fatto pochi sfruttano queste enormi possibilità; la segreteria prescrive quel font perché conosce i nomi di soli pochi font suati spesso con Word; ma certamente voleva dire “un font con grazie” non un font privo di grazie come l’Arial o l’Helvetica. Per una tesi io propenderei per un font con grazie con le minuscole un po’ più grandi di quelle strette e compatte del Times. quando avrai impostato la tua tesi prova ad usare il pacchetto di font newtxtext (che usa i Times); componi alcune pagine con LaTeX; poi cambia il pacchetto dei font con newpstext (che usa i Palatino) e poi mi sai dire quale dei due preferisci.
                      4e) LaTeX rientra tutti i capoversi (che in inglese si chiamano paragraph) e non rientra la prima riga del primo capoverso di un paragrafo (section in inglese); indentfirst serve per rientrare anche la prima riga del primo capoverso di ciascun paragrafo. In Word lo devi specificare; in LaTeX è automatico. Sulla rientranza del primo capoverso ci sono pareri discordi anche fra i tipografi; alcuni sostengono che la tipografia italiana segue questa tradizione; non è vero ma sta in piedi; solo la tradizione francese è ferrea su questa procedura.

                      Scusa se ti ho annoiato; ma leggi le guide liberamente scaricabili dalla sezione documentazione di questo forum; siccome sei al primo tuo documento, comincia con le guide più semplici.

                      La classe book è una classe standard né bella né brutta, può andare bene per la maggior parte degli usi iniziali; è fatta per comporre fronte retro, tanto che i margini delle pagine pari e di quelle dispari sono diversi; seguendo la buona tipografia il margine dal lato interno delle pagine del testo legato o incollato, è più piccolo del margine esterno. Per una tesi di tipo umanistico ti suggerirei la classe suftesi, creata da un umanista prevalentemente per gli umanisti, ma non solo; leggine la documentazione aprendo un terminale, scrivendoci dentro il comando texdoc suftesi e leggi con attenzione come si usa; troverai le risposte alla maggior parte delle tue domande.

                      Se te ne resteranno, qui sul forum saremo in tanti a darti una mano, ma per comporre tipograficamente bene, non per comporre con stili burocratici giusidici commerciali o tipici di ambienti che con la tipografia non hanno nulla da spartire; la tesi è tue e certamente vuoi esserne fiero non solo per il contenuto ma anche per l’aspetto.

                      in risposta a: Tabella lunga E larga: come ripartire? #113498
                      OldClaudio
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                        Le colonne S funzionano benissimo; quello che non funziona bene è il pacchetto pdflascape; per non avere gli inghippi di pagine ruotate fisicamante basta usare il pacchetto lscape.

                        Per come si posizionano i due monconi della tabella sulle pagine affacciate è assolutamante necessario mettere i due stili di intestazioni delle colonne e i due stili di terminatori delle colonne.

                        Non ho usato in questo esempio \afterpage, perché non avevo voglia di spezzare il file di test in due file distinti, ma l’esempio che a me funziona benissimo, DOPO DUE COMPILAZIONI, è il seguente`% !TEX encoding = UTF-8
                        % !TEX TS-program = pdflatex
                        %
                        \documentclass[10pt,a4paper,twoside,openright,titlepage]{book}

                        \usepackage{etex}

                        \usepackage[T1]{fontenc}
                        \usepackage[utf8]{inputenc}
                        \usepackage[english,italian]{babel}
                        \usepackage{mathpazo}
                        \usepackage{longtable}
                        \usepackage{booktabs}
                        \usepackage{multirow}
                        \usepackage{caption}
                        \captionsetup{format=hang,labelfont=bf,tableposition=top,figureposition=bottom,font={sf,small}}

                        \usepackage[%
                        output-decimal-marker={,},%
                        per-mode=symbol,%
                        abbreviations=false,%
                        separate-uncertainty,%
                        ]{siunitx}
                        \sisetup{
                        input-comparators,
                        list-final-separator = { \translate{e} },
                        list-pair-separator = { \translate{e} },
                        range-phrase = –,
                        }
                        %\usepackage{pdflscape}
                        \usepackage{lscape}
                        \usepackage{bookmark}
                        \usepackage{hyperref}
                        \usepackage{kantlipsum}

                        \newcommand*{\h}{\hspace{5pt}}
                        \newcommand{\pval}{\emph{p-value}}

                        \begin{document}
                        \mainmatter
                        \chapter{Kant}
                        \kant[1-3]
                        \begin{landscape}
                        \begin{longtable}{lccccS[table-format=1.2]cS[table-format=1.4]S[table-format=1.2]cS[table-format=1.4]}
                        %
                        %{lccccS[table-format=1.2]cS[table-format=1.4]S[table-format=1.2]cS[table-format=1.4]}
                        %
                        \caption{Fattori associati alla sospensione}
                        \label{tab:sosp}
                        %\toprule
                        \\
                        \multirow{2}*{Variabile} & \multicolumn{2}{c}{No sospensione} & \multicolumn{2}{c}{Sospensione} & {OR} & IC 95\% & {\pval} & {adj. OR} & IC 95\% & {\pval} \\
                        \cmidrule(lr){2-3} \cmidrule(lr){4-5}
                        & N & \% & N & \%\\
                        \midrule
                        \endfirsthead
                        \multirow{2}*{Variabile} & \multicolumn{2}{c}{No sospensione} & \multicolumn{2}{c}{Sospensione} & {OR} & IC 95\% & {\pval} & {adj. OR} & IC 95\% & {\pval} \\
                        \cmidrule(lr){2-3} \cmidrule(lr){4-5}
                        & N & \% & N & \% \\
                        \midrule
                        \endhead
                        \midrule
                        \endfoot
                        \bottomrule
                        \endlastfoot
                        \textbf{Genere} & & & & & & & 0.1177 & & & 0.2352 \\
                        \h Femmina & $276$ & $45.8$ & $162$ & $50.6$ & 1.26 & $0.95-1.67$ & & 1.21 & $0.88-1.65$ & \\
                        \h Maschio & $327$ & $54.2$ & $158$ & $49.4$ & 1 & & & 1 & & \\
                        \textbf{Età alla diagnosi} & & & & & & & 0.0001< & & & 0.2352 \\ \h $0-14$ & $223$ & $37$ & $188$ & $58.8$ & 2.10 & $1.48-2.98$ & & 1.07 & $0.67-1.71$ & \\ \h $\ge 14$ & $380$ & $63$ & $132$ & $41.2$ & 1 & & & 1 & & \\ \textbf{Epilessia} & & & & & & & 0.0083 & & & 0.5676 \\ \h Focale criptogenica & $177$ & $30.3$ & $94$ & $30$ & 1.65 & $1.10-2.48$ & & 0.97 & $0.53-1.76$ & \\ \h Focale idiopatica & $23$ & $3.9$ & $28$ & $9$ & 3.13 & $1.60-6.12$ & & 1.42 & $0.59-3.43$ & \\ \h Focale sintomatica & $174$ & $29.7$ & $56$ & $17.9$ & 1 & & & 1 & & \\ \h Gen. criptogenica/sint. & $21$ & $3.6$ & $16$ & $5.1$ & 2.14 & $1.01-4.51$ & & 1.53 & $0.65-3.57$ & \\ \h Gen. idiopatica & $155$ & $26.5$ & $100$ & $32$ & 1.91 & $1.27-2.88$ & & 0.80 & $0.43-1.52$ & \\ \h Indeterminata & $30$ & $5.1$ & $12$ & $3.8$ & 1.12 & $0.56-2.40$ & & 0.65 & $0.25-1.68$ & \\ \h Inclassificabile & $3$ & $0.5$ & $7$ & $2.2$ & 4.64 & $1.08-20.1$ & & 1.93 & $0.39-9.50$ & \\ \h Speciale & $2$ & $0.3$ & $0$ & $0$ & & & & & & \\ \h NA & $18$ & $$ & $7$ & $$ & & & & & & \\ \textbf{Eziologia} & & & & & & & 0.0614 & & & \\ \h Genetica & $171$ & $29.5$ & $108$ & $35.2$ & 1.63 & $1.11-2.39$ & & & $$ & \\ \h Indeterminata & $216$ & $37.2$ & $130$ & $42.3$ & 1.54 & $1.07-2.23$ & & & & \\ \h Metabolica & $5$ & $0.9$ & $0$ & $0$ & & $$ & & & $$ & \\ \h Strutturale & $188$ & $32.4$ & $69$ & $22.5$ & 1 & $$ & & & $$ & \\ \h NA & $23$ & $$ & $13$ & $$ & & $$ & & & $$ & \\ \newpage \textbf{Crisi focali} & & & & & & & 0.0208 & & & \\ \h Sì & $423$ & $70.1$ & $198$ & $61.9$ & 1 & $$ & & & $$ & \\ \h No & $180$ & $29.9$ & $122$ & $38.1$ & 1.43 & $1.06-1.93$ & & & & \\ \textbf{Neuroimaging} & & & & & & & 0.0001< & & & 0.0543 \\ \h Normale & $345$ & $60.2$ & $234$ & $76.5$ & 2.07 & $1.49-2.86$ & & 1.64 & $0.99-2.70$ & \\ \h Anormale & $228$ & $39.8$ & $72$ & $23.5$ & 1 & & & 1 & & \\ \h NA & $30$ & $$ & $14$ & $$ & & & & & & \\ \textbf{Esame neurologico} & & & & & & & 0.0258 & & & 0.8799 \\ \h Anormale & $91$ & $15.7$ & $33$ & $10.9$ & 1 & $$ & & 1 & $$ & \\ \h Normale & $490$ & $84.3$ & $270$ & $89.1$ & 1.66 & $1.06-2.59$ & & 0.96 & $0.53-1.73$ & \\ \h NA & $22$ & $$ & $17$ & $$ & & & & & & \\ \textbf{Esame psichico} & & & & & & & 0.0041 & & & 0.0423 \\ \h Anormale & $107$ & $19.1$ & $42$ & $13.9$ & 1 & $$ & & 1 & $$ & \\ \h Normale & $452$ & $80.9$ & $260$ & $86.1$ & 1.84 & $1.21-2.79$ & & 1.72 & $1.02-2.89$ & \\ \h NA & $44$ & $$ & $18$ & $$ & & & & & & \\ \textbf{Chirurgia} & & & & & & & 0.3888 & & & 0.8086 \\ \h Sì & $19$ & $3.2$ & $7$ & $2.2$ & 1 & $$ & & 1 & $$ & \\ \h No & $584$ & $96.8$ & $313$ & $97.8$ & 1.50 & $0.60-3.79$ & & 1.14 & $0.40-3.26$ & \\ %\bottomrule \end{longtable} \end{landscape} \kant[4-6] \end{document}` Se metti la tabellona da [tt]\begin{landscape}[/tt] a [tt]\end{landscape}[/tt] in un file a parte, chiamato per esempio tabellona.tex, il giochetto di Carlisle consiste in questo: definisci un nuovo comando \DaPaginaPari in questo modo`\newcommand*\DaPaginaPari[1]{\afterpage{\ifodd\value{page}\afterpage{\input{#1}}\else\input{#1}\fi}}`Ovviamente devi invocare il pacchetto afterpage nel preambolo Poi invochi la tabellona scrivendo nel tuo documento \DaPaginaPari{tabellona}. Dovrebbe funzionare, anche se la tabellona in casi particolari va a finire due pagine più avanti; ma non resti con pagine mozze, e naturalmente fai riferimento alla tabellona con un riferimento basato sul \label, del tipo “... i risultati sono riportati nella tabella~[tt]\ref[/tt]{tab:sosp} nella pagina~[tt]\pageref[/tt].{tab:sosp}..”.

                        in risposta a: Word-Latex e tesi #113512
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                          BayMax” post=113874Ciao a tutti,
                          sono un nuovo utente e uno studente. Ho scritto la tesi su Word non conoscendo LateX e ora che ho il teso quasi finito vorrei impaginarla con LateX. C’è un modo per poter portare il testo su LateX da Word senza dover riscrivere la tesi? Una sorta di conversione che capisca dov’è il corsivo, il grassetto o altre impostazioni di questo tipo.

                          Sto imparando solo ora LateX e mi serve una mano 🙂

                          Grazie

                          Il consiglio di @Marluxia è valido, ma certo quello che dovresti sistemare a mano è notevole, non è solo qualcosina. Naturalmente dipende da che cosa hai fatto con Word, ottimo per lettere commerciali; ottimo per romanzi privi (evidentemente) di matematica, di figure/tablle, e altri oggetti fuori testo e composti con un solo carattere, al massimo con alcuni titoli in neretto. Tra le alternative ci sarebbe anche il programma pandoc, disponibile per i tre sistemi operativi più frequenti, con il quale si può trasformare (quasi) qualunque documento composto in (quasi) qualunque formato, in un altro documento composto in (quasi) qualunque altro formato; il quasi è d’obbligo, perché i formati sono innumerevoli e non è detto che li gestisca tutti; ne gestisce comunque parecchie decine. Secondo me i difetti della conversion sono delo stesso genere di queli che si ottengono con Writer2LaTeX.

                          Io seguirei un’altra strada: aprirei un file .tex completamente nuovo; vi inserirei tutto il preambolo con i pacchetti e le impostazioni che voglio nella mia tesi; oi fra le due righe [tt]\begin{document}[/tt] e [tt]\end{document}[/tt] incollerei un capitolo alla volta quanto scritto nel file composto con Word. Ciò fatto compilerei e controllerei che i capitoli, le sezioni siano adeguatamente marcati; che i corsivi e/o i neretti siano marcati giusti (nel senso che prima di compilare dovrei vederli tutti e marcarli; poi con successive compilazioni verificherei di avere inserito tutto correttamente). Dovrei ovviamente inserire le figure dentro gli appositi ambienti; per le tabelle la cosa è un po’ più difficile e probabilmente bisogna ricomporle ex novo. È delicata la questione delle note: è facile che sfuggano o che il loro testo sia nel posto sbagliato. Tuttavia procedendo per gradi un capitolo alla volta, a limite un paragrafo/section alla volta il lavoro non è così terribile come potrebbe sembrare. Ho appena fatto cosi con una biografia contente moltissime figure. Ho fatto così per comporre gli atti di un congresso, dove gli oratori hanno fornito i loro contributi nei più svariati formati.
                          È una questione di gusti e di tempo a disposizione, ma la procedura che ti ho illustrato mi sento di consigliarla in generale.

                          in risposta a: Tabella lunga E larga: come ripartire? #113497
                          OldClaudio
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                            Mettere la longtable in un file a parte e poi inserirlo a partire dalla pagina di sinistra si può fare con i codici che hai visto in StackExhange; ma non è bello, perché quei \clearpage lasciano sempre pagine mozze. A queste pagine non puoi rinunciare, perché la tua grande tabella non occupa due pagine complete, quindi almeno la seconda pagina rmane mozza.
                            Tuttavia nella guida Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX (scaricabile dalla sezione documentazione di questo forum) ho riportato un codice che mi ha suggerito David Carlisle, l’autore del pacchetto afterpage; scarica la guida e cerca il comando \afterpage nel primo indice analitico; uno dei vari rimandi ti “linla”direttamante il trucchetto; In sostanza \afterpage introduce un file con \input solo alla fine dalla pagina corrente, senza lasciala mozza; il trucchetto di David fa si che se la pagina dopo quella corrente è pari, immette il file con \input, altrimenti non fa nulla se non rimettere in attesa l’immissione del file dopo il salto pagina successivo. Non è un trucchetto infallibile, perché collide un poco con alcuni comandi che in qualche modo interferiscono con i salti pagina: fra questi i comandi di sezionamento. Tuttavia io lo uso abitualmente senza problemi.
                            Se ti interessa la classe memoir definisce i due comandi \cleartoodd e \cleartoeven (cito a memoria, ma dovrebbero essere i nomi giusti o molto simili a quelli giusti), che agiscono come clear double pagema a seconda della parità della pagina che segue inserisce o non inserisce una pagina bianca. Non fanno al caso tuo, proprio perché inseriscono una pagina bianca; tuttavia leggendone il codice è possibile crearsi delle macro che trattengano in memoria qualcosa (un po’ come fa \afterpage) ma controllando correttamente la parità della pagina indipendentemente dal momento in cui il comando viene eseguito. Ho seguito anche questa strada, ma le macro sono complesse e non servono per affrontare il problema della tua tabella.

                            Le colonne S dovrebbero funzionare regolarmente anche con longtable.

                            Non ho capito di quale intestazione parli; nelle prove che ho fatto tutte le intestazioni e sottointestazioni delle colonne mi paiono corretti in accordo con i descrittori delle varie colonne e/o multicolonne.

                            Per andare a pagina nuova dentro una longtable ti pasta inserire nel punto in cui la vuoi spezzare, possibilmente dopo un comando \\ la direttiva [tt]\noalign{\newpage}[/tt].

                            Per i due piedi delle due mezze tabelle affacciate puoi limitarti ad un semplice \bottomrule; ler le due prime righe, a sinistra usi \caption e a destra usi \caption*; la cosa non è descritta in modo esplicito nella documentazione di longtable, ma è lasciata all’inventiva dell’utente quando la documentazione del pacchetto l’ha informato che \caption* serve per ripetere la didascalia nei frammenti successivi al primo senza però aumentare il contenuto del contatore delle tabelle; segnala anche che sarebbe desiderabile che le intestazioni delle frazioni di tabella successive alla prima contengano in carattere di contrato una qualche informazione che permetta al lettore di capire che si tratta di una continuazione.
                            Se giochi bene le tue carte puoi anche rendere i due frammenti della tua longtable ugualmente alti così che l’effetto complessivo sia gradevole perché equilibrato fra le due pagine affacciate.

                            in risposta a: Tabella lunga E larga: come ripartire? #113495
                            OldClaudio
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                              Mah, nella prima tabella manca un \\ dopo la didascalia e il suo label, poi viene composta qualsi come la seconda tabella; naturalmente con longtable quanto è contenuto nella tabella è scritto con caratteri più grandi.

                              Però ci sono alcuni problemini che solo tu puoi risolvere.

                              Nella seconda tabella, qualunque corpo tu specifichi (io ho provato con tutti i corpi da \normalize a \tiny) la tabella esce sempre quasi uguale, perché \sidewaystable la scala in modo che occupi una certa porzione della pagina. Probabilmente sidewaystable accetta delle opzioni per evitare che scali il suo contenuto ad una frazione relativa mente piccola della pagina; ma questo lo puoi scoprire da solo consultandone la documentazione; io non l;ho fatto, perché questa mattina non ne ho il tempo.

                              La prima tabella, a parte il comando \\ mancante, non usa longtable come si dovrebbe, perché mancano le intestazioni e i piedi della prima e dell’ultima pagina; vedi la documentazione. Il carattere usato è quello normale (10pt) e va bene, nel senso che non occorre la lente per leggerlo, ma, almeno con l’esempio che hai allegato, il mio visualizzatore mostra le pagine in landscape e non in portrait con le sezioni della tabella girate in senso antiorario. Probabilmente il problema non si presenta quando quelle due pagine siano all’interno di un documento che è tutto composto in portrait. Tuttavia nel documento completo devi provvedere a inserire tutto il malloppo dopo un \newpage e terminalo con un altro \newpage, perché la tabella lunga e girata non può stare inframmezzata ad un testo non girato.

                              Per il resto trovate el giuste opzioni, io sarei più propenso per comporre la tabella con sidewaystable, purché, appunto, essa occupi tutta la gabbia di stampa della pagina e non solo una parte relativamente piccola come succede ora; lavorando con comandi nativi e/o di basso livello si potrebbe fare quanto ho detto semplicemente a mano, ma certamente la cosa non è tanto facile da fare come quando si usano pacchetti predefiniti.

                              in risposta a: Posizionamento immagine tra capitolo e sezione #113488
                              OldClaudio
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                                Perché l’ambiente tabular non serve a niente.
                                Per giunta una tabella di due colonne separate da uno spazio di 1em con la seocnda colonna vuota.
                                Ti assicuro: le cose semplici funzionano meglio di quelle complicate. togli l’ambebte tabular e sostituisci l’apertura con una sempr=lice comando \centering, come è scritto nell’Arte.

                                Il codice H NON si deve usare mai, nemmeno sotto la minaccia delle armi; LaTeX colloca gli oggetti flottanti dove c’è posto, non dove vuoi tu che non puoi sapre in anticipo se il posto ci sarà.

                                Piuttosto usa l’ambiente center senza rendere flottante la figura e usa il pacchetto capt-of In questo modo semplicissimo:`\documentclass[…]{…}
                                …
                                \usepackage{capt-of)
                                …
                                \begin{document}
                                …
                                \chapter{Titolo del capitolo)
                                \begin{center}
                                \includegraphics[width=14cm]{nome} % l'estensione non è necessaria
                                \capionof{figure}{Didascalia}\label{fig:figura2} % Usa un'etichetta dal significato mnemonico
                                \end{center}

                                \section{La prima sezione del capitolo}`Se ci sta nella pagina, LaTeX lo mette lì, alrimenti salta pagina e mette la figura nella pagina dopo, ma sempre prima di quel che viene dopo.

                                Prendi nota dei due commenti:
                                Se nella cartella dove risiede i tuo main file o in quella dove ha deciso di conservare tutte le figure, LaTeX include la prima figura che trova che si chiami nome ed abbia una qualunque estensione fra quelle che può accettare: pdf, jpg, png, mps, eps; Spero bene che la tua cartella non contenga simultaneamente i file nome.eps, nome.pdf, nome.jpg, nome.png, magari ciascuna contenente un’immagine diversa; sarebbe il caos assoluto. Tienei sempre in ordine i tuoi file e non mettere mai file con lo stesso nome ma estensine diversa nella stessa cartella.

                                Per quel che riguarda l’etichetta, se l’immagine contiene la foto della Torre di Pisa, usa l’etichetta del \label con un nome mnemonico, per esempio \label{fig:TorreDiPisa}; L’etichetta più contenere qualunque carattere tranne la virgola, come è scritto in ogni guida. Prendi l’abitudine di non usare nemmeno gli spazi; nelle etichette non è tremendamente importante, ma talvolta ci sono dei problemi; nei nomi dei file LaTeX è schizzinoso e detesta gli spazi.

                                OldClaudio
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                                  Se lavori con BibDesk, lavori su un Mac.
                                  Apri il file .bib con TeXShop, e con l’opzione Find metti, per esempio, % nel campo Find e \% nel campo Replace with; fai attenzione che non sia selezionata selection e premi Replace all; e in un colpo solo tutti i percento diventano caratteri e non segni di commento.Analoga procedura per i &, $, # e altri che possono trovarsi negli url di certi articoli in rete.
                                  Volendo sostituisci le abbreviazioni dei mesi con il loro numero.
                                  Ma a proposito di warning, quello che si riferisce alla citazione [tt]Jacoby:1992[/tt] non è da ignorare; non dipende dallo stile; semplicemente biblatex, che io sappia, non gestisce gli intervalli di mesi.

                                  Non so cosa dirti a proposito dello stile biblatex-nejm; se quello stile usa il tondo normale per i titoli delle riviste, vuol dire che per quel Journal of Medicine quello è lo stile da usare; se non ti piace scegli un altro stile. Ce ne sono talmente tanti che c’è solo l’imbarazzo della scelta.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 2,221 al 2,235 (di 11,287 totali)

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