OldClaudio

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  • in risposta a: Pdfpage personalizzazione indice #113252
    OldClaudio
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      Evidentemente ho scritto il mio precedente messaggio troppo frettolosamente e ci ho inserito un mucchio di refusi; ma mentre gli errori di battitura scrivendo in italiano si riconoscono al volo tanto che di solito il discorso ha un senso, quando si scrive matematica o di linguaggi di programmazione, se il lettore non e esperto prende per oro colato una serie di baggianate, come l’errore che ho commesso scrivendo \addtocontes o \addcontents.
      Ho corretto il mio messaggio precedente quindi ora non dovrebbero esserci più refusi (almeno lo spero).

      Pulce nell’orecchio: se si parla di un comando del cuore di LaTeX, come per esempio \addtocontents o, citato da te,\addcontentsline, non è possibile che il tuo LaTeX non ne riconosca uno dei due, perché non dipendono dall’uso di certi pacchetti che estendono le funzionalità di LaTeX; quando ti succede una cosa del genere, puoi pensare il peggio in merito alla persona che ti ha scritto una corbelleria, ma a quel punto vi subito a consultare la guida che ti ho indicato e scopri il mio errore al volo. Non solo i miei errori, ma anche gli errori di battitura degli altri e anche dei tuoi…:smile:
      In questo caso erano tutti miei. 🙁

      in risposta a: Pdfpage personalizzazione indice #113250
      OldClaudio
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        Probabilmente incontrerai delle difficoltà ad ottenre quello che vorresti ottenere; prima fatti uno schema mentale; per esempio, a) volglio lasciare uno spazio prima di quello che voglio aggiungere all’indice; b) voglio che sia allineato a sinistra come i titoli dei capitoli o delle appendici non numerati/e; c) lo voglio scrivere in neretto.

        Poi devi decidere dove inserire questa voce; i)alla fine di tutto quanto?; ii) dopo le conclusioni? iii) dpo il terzo capitolo? …

        Allora nel punto esatto del file sorgente che corrisponde al punto dove vuoi mettere questa voce inserisci questo codice
        `\addtocontents{toc}{\bigskip\par\noindent\textbf{Nome pdf incluso}}`Questo evidentemente è solo un esempio, perché devi prima risponere alla serie di domande che indicativamente ho inserito sopra. Ovviamente devi compilare due volte prima che ti appaia quel Nome nell’indice generale.

        Devi ricordarti che il materiale che compare dentro al secondo argomento di \addtocontents viene immesso nell’indice mentre LaTeX lo sta componendo e si trova in modo verticale; perciò \bigskip inserisce lo spazio verticale, \par è solo prudenziale per assicurarti di essere rimasto in modo verticale, \noindent serve per allineare a sinistra, mancando \noindent, il testo viene rientrato come normalmente succede all’inizio di un capoverso; \textbf chiarissimamente scrive il suo argomento in neretto e nel copro corrente; la specificazione del neretto rimane confinata all’argomento di \textbf.

        Come vedi l’uso di \addtocontents è un po’ particolare e di solito viene usato per altri scopi, come viene detto nel manuale; quindi in questo tuo caso si tratta di usarlo con intelligenza per raggiungere uno scopo preciso.

        in risposta a: pacchetto ‘Frontespizio’ #113262
        OldClaudio
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          Ci sono alcune cose che ti sfuggono e che riguardano un pochino come sono confuse certe informazioni per LaTeX. Per esempio, io stesso non mi sono accorto, né mi sono ricordato di avertelo detto io stesso, che tu carichi i font newtxtext e newtxmath. quindi ovviamente i font Latin Modern non vengono usati perché la loro chiamata viene sovrascritta

          per le spaziature sono sicuro che nella documentazione di frontespizio c’è scritto come fare, comunque quando nient’`altro funziona o quando la ricerca del punto dove intervenire o il comando da usare richiede tempo, per pigrizia io ricorro ai pilastrini. il codice seguente contiene un pilastrino (\rule) largo 0pt e perciò invisibile e alto, tanto per fare un esempio 2\baseleineskip. Non si tratta di comandi estratti a mo’ di coniglio dal solito cappello a cilindro,ma normali comandi che fanno parte del bagaglio dell’utente e sono descritti nel manuale base di LaTeX che trovi tradotto in italiano nella sezione Documentazione di questo forum.

          Quindi ecco il codice`% !TEX TS-program = pdflatex
          % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
          \documentclass[a4paper,12pt,twoside,titlepage]{report}
          \usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage{lmodern}
          \usepackage[english]{babel}
          \usepackage{frontespizio}
          \usepackage{hyperref}

          \begin{document}

          \begingroup
          \pagestyle{plain}
          \hypersetup{pageanchor=false}
          \begin{frontespizio}
          \Istituzione{Alma Mater Studiorum-Universit\`a di Bologna}
          \Divisione{School of Economics, Management and Statistics}
          \Scuola{Master Degree in Economics\rule{0pt}{2\baselineskip}}
          \Titolo{The gender effects of overeducation}
          \NCandidato{Defended by}
          \Punteggiatura{}

          \Preambolo{\usepackage[T1]{fontenc}}
          %\Preambolo{\usepackage{lmodern}}
          %\Preambolo{\renewcommand{\frontsmallfont}[1]{\small Matr.}\selectfont}
          \Preambolo{\renewcommand{\fronttitlefont}{%
          \fontsize{28}{23}\bfseries}}
          \Preambolo{\renewcommand{\frontinstitutionfont}{%
          \fontsize{24}{19}\selectfont}}
          \Preambolo{\renewcommand{\frontdivisionfont}{%
          \fontsize{16}{18}\selectfont}}
          \Preambolo{\renewcommand{\frontpretitlefont}{%
          \fontsize{20}{16}\selectfont}}
          \Preambolo{\renewcommand{\frontfixednamesfont}{%
          \fontsize{16}{16}\selectfont}}
          \Preambolo{\renewcommand{\frontnamesfont}{%
          \fontsize{16}{16}\selectfont}}
          \Preambolo{\renewcommand{\frontsmallfont}{%
          \fontsize{16}{16}\selectfont}}
          \Preambolo{\renewcommand{\frontfootfont}{%
          \fontsize{20}{25}\selectfont}}
          \Preambolo{\renewcommand{\frontrelcorrelsep}{4ex}}
          \Preambolo{\usepackage{newtxtext, newtxmath}}
          \Candidato[xxxxxxxxxx]{Giulia xxxx}
          \NRelatore{Supervisor}{}
          \Relatore{Prof. Giulio xxxx}
          \NCorrelatore{Cosupervisor}{}
          \Correlatore{ Prof. Francesca xxxx}
          \Piede{Academic Year 2017–2018}
          \Margini{2cm}{2cm}{2cm}{2cm}
          \end{frontespizio}
          \end{document}`Guarda le modifiche che ho scritto e dove incontri quello che ho usato. Ho evidentemente scritto Master Degree e ho tolto anche i cambi riga perché mi pare che la composizione a epigrafe in questo caso non stia bene.

          Ho corretto anche Assistant Supervisor, visto che in inglese si chiama Cosupervisor, e ho corretto quell’orribile mostro di burocratese stretto di “Prof.ssa” che viola ogni norma di buon senso, ma che per i burocrati sembra che sia perentorio; Se la persona si chiama Francesca, che bisogno c’è di aggiungere una desinenza femminile ad una abbreviazione che per sua natura perde proprio, in quanto abbreviazione, la parte di parole che in italiano contiene il genere e il numero. Questo mio non è un teggiamanto maschilista, ma solo una questione di buon senso che mi fa inorridire quando vedo scritto VV.F> come abbreviazione di Vigili del Fuoco, o OO.SS. per Organizzazioni Sindacali; o pp. per pagine. Certo me le vado a cercare le situazioni che mi inorridiscono, e non sono affatto sicuro di non usare orrori quando sono io a scrivere.
          Tuttavia stati scrivendo al tua tesi; vuoi esserne orgogliosa. Quindi non vuoi che sia scritta come un documento burocaratico. 🙂

          in risposta a: Inserire Nomenclature in indice. #113267
          OldClaudio
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            Benvenuto nel forum

            Suppongo che questo sia il tuo primo documento; lo suppongo perché hai preso un template di tesi da comporre con il pacchetto TOPtesi, ma l’hai preso chissà dove, visto che quel tipo di template è fuori uso da almeno 6 mesi e con la distribuzione TeXLive 2018 non ché con versioni aggiornate di MiKTeX quel template non è più aggiornato.
            Non solo ma in testa al file hai messo la riga di auto configurazione che specifica all’editor di salvare al tesi con la codifica ISOLatin (latin1 per il pacchetto inputenc) e poi sotto hai commentato la riga del pacchetto inputenc con la quale veniva specificata la codifica latin1 e hai messo un’altra riga con la specificazione della codifica UTF-8 (utf8 per inputenc).

            Probabilmente, quindi hai preso tutto il malloppo da un compagno di scuola o un amico, ma non hai letto nulla in merito alla documentazione di TOPtesi. Nella versione 6.2.04 attualmente in vigore c’è anche la parte relativa alle tesi dottorali per le quali la nomenclatura è consigliata e viene descritto come fare per ottenerla. Non solo ma la nuova versione ha una documentazione inglese del codice e dell’uso generico di TOPtesi, e la documentazione italiana (con qualche parte relativa alla scuola di dottorato in inglese) dove si parla di come comporre i vari tipi di tesi che si possono comporre con TOPtesi. Vi è anche scritto che quelle documentazioni presuppongono che il lettore già abbia una sufficiente conoscenza del linguaggio LaTeX.

            Ma il tuo problema è che non ti sei documentato abbastanza; se lo fossi sapresti come ottenere la lista delle tabelle e la lista delle figure con TOPtesi e in generale con LaTeX.
            Per la nomenclatura è decisamente più complesso e per fare le cose bene è necessario avere letto la documentazione del pacchetto nomenclature (Texdoc nomenclatire da terminale).

            Ora, se sei alla fine della composizione della tesi avresti ragione a chiederti come si faccia a mettere l’indicazione della nomenclatura nell’indice; siccome probabilmente sei alle prime armi, non preoccuparti di queste cose: ci penserai quando avrai quasi terminato il lavoro.

            Ti posso segnalare subito che gli indici vanno messi quasi subito all’inizio della tesi; se la nomenclatura è indicata nell’indice generale, la puoi mettere dove ti pare, ma di solito viene messa verso la fine, subito prima, o subito dopo (se c’è) l’indice analitico; generalmente l’indice analitico in una tesi non serve, ma dipende dalla materia su cui verte la tesi. La nomenclatura non serve se si aderisce alla nomenclatura stabilita dalle norme ISO; in particolare queste norme riguardano ogni disciplina che faccia uso dei grandezze misurate e quindi faccia uso della matematica delle grandezze. La classe TOPtesi è abbastanza attrezzata per rispettare queste norme, ma… come al solito dipende dalla materia su cui verte la tua tesi; se fai una tesi in ingegneria di sicuro sei vincolato alle norme ISO (completi l’aderenza di TOPtesi alle norme ISO caricando anche il pacchetto pm-isomath); Se la tua tesi verte sulla ellenistica classica non hai bisogno di nulla (indice analitico, nomenclatura, norme ISO, pm-isomath, e simili) ma devi aderire alle norme o convenzioni dell’ellenistica classica, i cui simboli non sono generalmente “nomenclabili”.

            Cosa dirti allora, se non ti basta quello che ho scritto sopra: Studia LaTeX per esempio leggendo in primi, diciamo, 5 capitoli di L’Arte di scrivere con LaTeX e sfogliano rapidamante il resto di questa guida, che puoi scaricare liberamante dalla sezione Documentazione di questo forum. Da questa sezione puoi anche scaricare a guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato, sempre utile da tenere a portata di mouse. Leggi almeno la documentazione di TOPtesi aprendo un terminale (mac o Linux) o prompt dei comandi (Windows) ed eseguendo il comando texdoc toptesi-it. impratichisciti con il linguaggio LaTeX imparando a fare attenzione a non caricare mai pacchetti che non usi, o ricaricando più volte lo stesso pacchetto; imparando a fare attenzione che il file sorgente sia codificato come si deve e che l’informazione giusta passi al compilatore; imparando che i font giusti sono importanti non solo per comporre bene il tuo testo, ma anche per non tagliare le gambe al delicato e potentissimo meccanismo dei compilatori del sistema TeX per comporre ogni capoverso nel modo migliore possibile; eccetera.

            Come si dice ne L’Arte, “LaTeX non è Word”; non è simile a nessun word processor, che si chiami Word, Swriter, Pages o altro. quindi non è intuitivo come quei word processor creati inizialmente per sostituire le macchine da scrivere, poi ampliati moltissimo, ma avendo sempre in mente la scrittura commerciale o burocratica. La tesi non è né commerciale né burocratica e spessissimo tratta materie che non sono gestibili con un comune word processor. Inizialmente si fatica un poco, ma ne vale la pena.

            in risposta a: pacchetto ‘Frontespizio’ #113259
            OldClaudio
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              Se non mi sbaglio, visto che il tuo preambolo contiene tante cose che non c’entano niente con il frontespizio, direi che quello che ti manca è una specificazione di ofnt che siano continuamente scalabili.
              Tu non specifichi nessun font in particolare.
              Dici solo che vuoi in font con codificaa T1. Questo implica che i font che usi sono il CM-Super; in quali non sono scalabili a qualunque valore, per cui tutti i tuoi \fontsize{…}{…}\selectfont restano sostanzialmente inefficaci, perché mancando scalabilità continua, latexh scegli il corpo più vicino a quello richiesto.

              Prova ad aggiungere nel preambolo (subito dopo la specfica della codifica T1) la riga`\usepackage{lmodern}`I font Latin Modern (LM) sono quasi uguali ai font di default (Computer Modern — CM), ma sono scalabili ocn continuità a tratti, vale a dire che senza scalamanti di nessun genere essi nascono in una decina di corpi diversi, come i CM, ma i file di descrizione degli LM prevedono gli intervalli di corpo, mente gli analoghi file per i CM non prevedono nessun intervallo. Con gli LM se vuoi un font di corpo pari a 12.5pt con uno scartamento di 15pt lo puoi ottenere con \fontsize{1.5}{15}\selectfont, mentre questo stesso comando, sintatticamente corretto, ti permette ci comporre solo in corpo 12pt ma ti imposta lo scartamento di 15pt. Analogamente con le altre combinazioni di corpi e scartamenti del tuo frontespizio.

              Prova, dunque, con gli LM. ma ricorda di immettere anche il comando \selectfont, che manca da tutte le tue impostazioni.

              [OffTopic] L’università di Bologna vule che la tesi magistrale sia chiamata “Second cycle degree in …”? Non accetta “Master Degree in …”? La seocnda dicitura viene compresa in tutto il mondo, la seconda solo in Italia e non dappertutto, perché la parola ciclo/cycle viene usata specialmente per i dottorati.

              in risposta a: fontspec con licenza skyfonts #113257
              OldClaudio
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                @sirvietta
                , per darti una risposta bisogna sapere: 1) che sistema operativo stai usando (win???, Linux???, MacOSX), che font monotype stai usando o vorresti usare (OpenType, Type 1, TryeType a 256 caratteri, TrueType con codifica UNicode,…). Eventualmente il sito da dove hai scaricato sotto licenza i fot che non risci a vedere.

                Certamente con qualunque sistema operativo puoi scoprire dove sono in file nascosti aprendo un terminale e usando la funzionalità “Cerca” specificando un nome di file di quei font.

                [OffTopic 1] Il genere grammaticale della parola font di solito non è specificato perché in molte lingue straniere esso e neutor, e in italiano il genere neutor non esiste. In francese è femminile, perché si riferisce ai caratteri metallici che erano ottenuti per fusione e in francese “la fonte” indica la fusione grezza, e di fatto quella forma di ferro carbonioso che in italiano si chiama ghisa. L’inglese prende il nome dal francese, ma l’inglese dispone del neutro. In italiano il nome font è entrato nell’uso da pochi decenni; prima si chiamavano caratteri, typi, e in altri simili modi, tutti grammaticalmente maschili. Chi comprava un set di caratteri dalle fonderie specializzate, comprava una “polizza”, cioè stipulava un contratto (polizza) di fornitura che comprendeva quantità ben specificate di ciascun carattere. Io propendo per il maschile quando font indica il singolo carattere, ma per metafora conserverei il maschile anche quando indica l’insieme dei caratteri di una “alfabeto” in senso lato (lettere, numeri segni di intepunzione, altri segni analfabetici). Oggi “la font” è sempre più desueto in italiano; non dico che sia sbagliato, ma l’uso moderno sta volgendo al maschile.

                [OffTopic-2] LuaLaTeX fa più o meno le stesse cose di XeLaTeX; dire che in generale un file .tex che può essere compilato con XeLaTeX si compila “quasi” nello stesso modo se lo si compila con LuaLaTeX; i cui quel “quasi” diventa un “non”, sono rarissimi; quelli che a noi utenti dei programmi del sistema TeX può capitare più sovente sono le minime variazioni che derivano dal fatto che LuaLaTeX fruisce di tutte le funzionalità del pacchetto microtype, mentre XeLaTeX usa solo la protrusione e non l’espansione dei caratteri.
                In compenso LuaLaTeX si costruisce da solo la cache dei font, quindi “di solito” se un font è sul disco dell’utente, LuaLaTeX lo trova e lo usa. Prova a compilare con LuaLaTeX per vedere che cosa succede con i tuoi nuovi font Monotype.

                in risposta a: Pdfpage personalizzazione indice #113248
                OldClaudio
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                  @pascia95
                  , personalmente non ci conosciamo, ma non è la prima volta che scrivi al forum, quindi, posso sbagliarmi, credo di averti già scritto diverse volte.
                  E, sempre se non ricordo male, credo di averti detto che nella sezione Documentazione di questo forum esistono diverse guide e manuali, uno dei quali si chiama Il LaTeX Reference Manual commentato (e tradotto in italiano oltre che fortemente commentato in italiano) dove sono descritti tutti i comandi del nucleo di LaTeX, tra i quali anche \addtocontents.

                  Posso ricordare male, quindi ho ripetuto sopra quello che mi pare di scrivere sempre agli OT quando chiedono cose che si riferiscono al manuale originario. Se non l’ho fatto, l’ho fatto ora.

                  In futuro cerca sempre di non riferirti solo a L’Arte di scrivere con LaTeX; questa ottima guida insegna le cose di base; tu non stai cercando di fare una cosa di base. Quindi devi “abbandonare” un poco la via maestra de L’Arte, per crearti soluzioni personali ai tuoi problemi.

                  Qui tutti, nel forum, siamo uguali; qualcuno con più esperienza, qualcuno con meno esperienza. Tutti siamo fallibili. Tutti qualche volta commettiamo l’errore di pensare che gli altri capiscano quello che noi scriviamo, quando noi stessi non ci spieghiamo bene. E quando dico “tutti,” includo me stesso, sia ben chiaro. Perciò ti chiedo scusa se non ho capito quello che vuoi ottenere e/o se non mi sono spiegato bene.

                  in risposta a: Pdfpage personalizzazione indice #113246
                  OldClaudio
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                    Prenditi il manuale di LaTeX che ti ho già indicato e invece di \addcontentsline usa \addtocontents; ovviamente per sapere che cosa scrivere dentro l’argomento di \addtocontents, devi leggere il manuale.

                    in risposta a: Recupero File Sovrascritti #113242
                    OldClaudio
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                      Dipende dal sistema operativo, non dal sistema TeX.
                      Purtroppo però oggi non conosco nessun sistema operativo per macchine individuali che salvi le versioni passate.
                      Esiste al possibilità di lavorare con strumenti come github che localmente o in rete sono in grado di salvare e conservare le versioni precedenti.
                      La pratica del backup sarebbe anche una pratica utile e un disco esterno di sufficiente capacità col quale eseguire un backup giornaliero, magari alle 3 di notte, permetterebbe di evitare la maggior parte di questi guai.
                      Invece non credo che salvare in cloud di vario genere serva per questi casi; è utilissimo quando si cambia macchina, perché si recupera tutto quello che era presente sulla macchina precedente, ma non credo che serva per recuperare file sovrascritti.
                      Col vecchio sistema operativo DOS, se si interveniva subito, era possibile eseguire il recupero di un file cancellato o la versione immediatamente precedente di un file duplicato come è successo a te, ma anche in quel caso dopo due settimane recuperare qualcosa era praticamente impossibile.

                      Mi spiace; però guarda il lato positivo di questo incidente: hai imparato ad fare attenzione come salvare i file, in particolare MAI col nome di default assegnato dall’editor a qualunque documento; caschi il mondo, mai con quel nome.

                      in risposta a: Aiuto nella creazioni di grafici #113236
                      OldClaudio
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                        Benvenuto nel forum.

                        Identico è meglio non farlo perché ci vedo almeno tre errori:
                        1) Il pedice T alla variabile ω sembra riferirsi alla “Turbina”; se è così va scritto in tondo, non in corsivo.
                        2) le unità di misura rad/s vanno scritte in tondo
                        3) la variabile η va scritta in corsivo.

                        Lo impongono lenorme ISO per la fisica e la tecnologia; l’argomento di quel diagramma si riferisce senz’altro alla tecnologia.

                        Setto questo suppongo che tu sia al corrente del pacchetto di disegno TikZ di cui si parla qui nel forum almeno una volta ogni 10 messaggi (è solo una stima, naturalmente); comunque nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX (liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito) c’è un intero capitolo sul disegno programmato; se non ti basta, apri un terminale o prompt dei comandi (a seconda di come si chiami con il tuo sistema operativo), scrivici dentro il comando texdoc tikz e mandalo in esecuzione premendo il tasto invio. Ti si apre il visualizzatore di file PDF e puoi leggere direttamente la documentazione del pacchetto. Attento: TiKZ fa un milione di cose, quindi la guida è lunga; se non sai niente di disegno programmato leggiti il tutorial, poi usando l’indice generale e/o l’indice analitico cerca gli argomenti più vicini a quello che desideri

                        in risposta a: Problemi con format diversi…. #113229
                        OldClaudio
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                          Ho guardato i file che hai allegato, in particolare il PDF.
                          La cosa più facile che puoi fare è importanre le pagine cin pdfpages; dopo averne letto la documentazione, dopo aver scelto dove inserire le pagine specifiche del file PDF, ti pasta ina riga di codice [tt]pdfpages[…]{MultipleLinearRegression.pdf}[/tt] e al psoto dei punti metti le opzioni che vuoi.

                          Questo ti è più o meno già stato suggerito.

                          Altrimenti prendi il codice sorgente di quel MultipleLinearRegression.tex, togli il preambolo e tutti gli stemente che non riguardnao propriamente il listato, e inserisci tutto in un ambiente lstlisting configurato per il linguaggio Python; ovviamnate devi leggere la documentazione di listings che definisce quell’ambiente e come lo si configura epr un determinato linguaggio.

                          Oppure l’importi tutto quanto con il comando [tt]VerbatimInput[…]{MulptipleLinearRegression-ripulito.tex}[/tt] dove il ripulito si riferisce all’elimnanzione di tutto ciò che nel file originale non ha a che fare colo solo listato; di nuovo al posto dei puntini metti le opzioni che vuoi; la documentazzione si trova nel file fancyvrb.pdf già presente e accessibile come tute le documentazioni di ogni pacchetto dando dal terminale il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto senza estensioni.

                          Se finora non hai ricevuto indicazioni più specifiche dipende dal fatto che non è chiarisismo che cosa vuoi listare; io non credo di avre capito bene, e anche la mia risposta è generica. La visione di quel file pdf mi lascia capire che non si tratti di codice Python, per cui propendo per quello che apparirebbe sullo schermo durate una seduta interattiva di esecuzione del programma; nel qual caso quanto ti ho detto non servirebbe a molto.

                          Se la mia ipotesi fosse giusta (ma io stesso non metterei le mani nel fuoco) allora tutto quanto detto sopra non avrebbe senso e bisognerebbe escogitare qualche altro modo di presentare il risultato, usando i colori per marcare con colori diversi quanto il programma scrive nello schermo da quello che invece viene scritto da chi usa il programma. Non è particolarmente difficile farlo, ma deve essere fatto a mano, perché nessun programma saprebbe distinguera che cosa viene scritto dal programma e che cosa viene scritto dall’operatore.

                          in risposta a: Stemma codicum con LATEX #113209
                          OldClaudio
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                            🙂

                            in risposta a: problema con geometry e pagine vuote non volute #113216
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                              Avrei dovuto capirlo da solo che erano prescrizioni stupide date dall’università da persone che ancora scrivono con la macchina da scrivere e/o usano il calcolatore come se fosse una macchina da scrivere.

                              Facciamo due conti: se i margini laterali sono di 4cm a sinistra e 2,5cm a destra (orrore assoluto contrario ad ogni regola tipografica, valida per quando le tesi riprodotte in eliografia venivano “rilegate” nella coperta cartonata con dei fori dove passavano delle viti… la mia tesi del 1963 era rilegata così, a i calcolatori d’uso personale non esistevano ancora) si consumano 65mm di margini che tolti dalla larghezza di 210mm della carta A4lasciano 145mm per il testo; questo può andare; ma con i margini superiore e inferiore di 3cm tolti dall’altezza di 297mm della carta A4, restano 237mm; le 20 righe quindi sono appoggiate su un reticolato di 237mm/19 = 12,5mm (circa); dunque più larghe ancora di un atto notarile scritto su carta protocollo dove la rigatura ha uno scartamento di 10mm.

                              Come puoi ben capire, questa non è tipografie, ma dattilografia e dello stile legalese più trito. Quando dovrai mostrare al tesi ad un possibile datore di lavoro, ad un concorso, o simili non vorrai mica presentare uno schifo del genere?

                              Suggerimento: Per compiacere il tuo relatore componila secondo le regole dell’università, e magari depositane in segreteria una copia composta nello stesso modo; per te stesso ricomponi la tesi dopo averne cambiato i parametri di impostazione, con margini laterali di 30 0 35mm e con margini superiore e inferiori in rapporto di 2:3 l’inferiore del 50% maggiore del superiore); impostala twoside; riduci il copro a 12pt; per la collezione di font Il Times è un po’ strettino la la lunghezza di riga che hai, ma se usi il Palatino le cose migliorano vistosamente; fattela riprodurre in quante copie occorrono per le persone esterne all’università e rilegare bene, mentre la copia per l’università può avere una semplice copertina di cartoncino leggero incollata al dorso.
                              Per te e le altre persone tieniti le copie belle; vedrai che differenza e che soddisfazione; e ognuna delle persona a cui la darai saranno felici di avere una tesi così ben composta.

                              Davanti alla stupidità/ignoranza altrui è necessario ricorrere ad espedienti come quello che ti ho suggerito.

                              Non è escluso che se dopo la tesi mostri al versione bella al tuo relatore, te ne chieda una copia e getti nel certino quella “regolamentare”…

                              in risposta a: Stemma codicum con LATEX #113207
                              OldClaudio
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                                @gregorius
                                , scusa la tiratina di orecchie, ma non si usa un software complesso senza leggerne la documentazione; Ora che hai confessato il tuo “peccato” che penitenza dovresti ricevere?:smile:

                                in risposta a: problema con geometry e pagine vuote non volute #113214
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                                  @aster
                                  , come ti ha detto @robitex nel tuo codice sono presenti diversi errori; per esempio metti \tableofcontents dopo una \section e dopo scrivi anche \newpage; che certamente ti fa iniziare una pagina nuova; un’altro salto pagina deriva dall’aver cambiato stile di pagina.

                                  Per giunta usi una classe che usa impostazioni di font particolarmente grandi.

                                  Ora un testo composto in corpo 14pt con scartamento di 17pt è adatto solo ad ipovedenti e ai bambini di seconda elementare; se stai scrivendo una tesi, quel corpo è assolutamente inappropriato

                                  Quindi la raccomandazione di @robitex di studiarti un po’ di documentazione è particolarmente validal LaTeX non è difficile se si sa che cosa si vuole fare e si sa come farlo; ma siccome “LaTeX non è né Word né swriter di Open/Libre office, né pages del Mac”, la raccomandazione di documentarsi è molto valida.

                                  Da 4 giorni che usi LaTeX non ti devi buttare a cambiare le impostazioni stilistiche di un documento, della tesi, o di quel che stai scrivendo; lo potrai fare quando avrai raggiunto un certo livello. Sei fortunato che oggi ci sono moltissime guide in inglese e in italiano (per queste vai nella sezione Documentazione di questo sito). Quando io ho cominciato 30 anni fa la documentazione era quasi assente e mi ci sono voluti messi per cominciare a comprre qualcosina. Approfitta del mare di documentazione di cui disponi.

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