OldClaudio

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  • in risposta a: Tabella a tutta pagina su documento a due colonne #112711
    OldClaudio
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      Prova a non mettere l’opzione twocolumn fra le opzioni della classe e subito dopo l’inizio mettere il titolo e gli autori dentro l’argomento facoltativo del comando \twocolumn`\documentclass[a4paper,twoside]{article}
      …
      \begin{document}
      \twocolumn{%
      \maketitle
      \centering
      \begin{tabular}{c@{\qquad}c}
      \textbf{Author A} & \textbf{Author E} \\
      \textbf{Author B} & \textbf{Author F} \\
      \textbf{Author C} & \textbf{Author G} \\
      \textbf{Author D} & \textbf{Author H} \\
      \textit{Affiliation AAAAA} & \textit{Affiliation BBBBB}
      \end{tabular}
      ]
      …
      \end{document}`
      Ti ho corretto la tabella perché quell’\hfill non ci stava proprio

      Però non ho testato il codice; ti ho fatto solo un esempio consultando al sintassi di \twocolumn.

      in risposta a: andare a capo con un integrale #112579
      OldClaudio
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        Dividere una espressione matematica è difficile non tanto tipograficamente, quanto “lessicalmente”. Bisognerebbe dividere fra una “frase” e l’altra. Ecco perché i programmi (LTeX core, classi, pacchetti) mettono valori di penalità piuttosto severi per evitare la cesura in fin di riga in modo testo (però, vedi dopo); in ongi caso la penalità è minore in vicinanza degli operatori di relazione e maggiore in vicinanza degli operatori binari. Quindi sembrerebbe più addato andare a capo dopo “10=”, lasciando l’integrale integro dal suo segno fino all’integratore.

        Ma…

        … il fatto chela tua espressione dia all’interno di una cella di una tabella rende le cose più difficili: in primis perché le normali tabelle sono delle “scalore orizzontali, all’interno delle quali non is può andare a capo. In secondo luogo per poter fare quello che vorresti fare devi dichiarare che quel contenuto sta dentro una cella di di tipo p e ne devi specificare la larghezza; questo perché dentro una cella di topo p sei in modo “capoverso”, come se fossi dentro una minipage.

        Non commento sul risultato che otterrai.

        Ti posso dire che quando ho composto le tabelle matematiche per le notazioni e i simboli delle grandezze nella Guida GuIT e nella guida tematica “Comporre matematica”, o fatto acrobazie di diverso genere per non spezzare certe formule e le ho composte in modo che strabordassero in una cella adiacente lasciata appositamente vuota. Non è stato facile, ma il risultato è certamente accettabile anche da un punto di vista tipografico, magari non il massimo,ma non brutto come quello che la tua proposta di cesura lascerebbe prevedere.

        Il fatto che molti docenti di matematica ripetano il segno + o X dopo essere andati a capo, non vuol dire che quella sia una regola; nella guida tematica Comporre matematica” ho anche scritto il perché. Ma non mi sono inventato niente; anch’io lo facevo fin quando non ho cominciato a scrivere dispense per i miei allievi e, quindi, finché non mi sono documentato sulla “best practice” da seguire nel comporre la matematica.

        Capisco che fra matematici e ingegneri spesso non ci si capisce, ma mentre i matematici sono liberi di scrivere la matematica come meglio credono, gli ingegneri solo vincolati dalle norme ISO, considerate al livello di blasfemie da parte dei matematici. Dunque, da ingegnere seguo le regole che mi sono imposte, ma non impongo niente a nessuno; la mia guida Comporre Matematica si riferisce a chi scrive la matematica delle grandezze, quella vincolata dalle norme ISO. Quindi se non vuoi o non credi opportuno seguire quelle regole è una una tua scelta.

        in risposta a: Didascalia e numero di pagina sovrapposto #112674
        OldClaudio
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          kia9″ post=113038il messaggio di errore era quello entro parentesi (command never defined).

          Quale comando non è definito; il messaggio d’errore non dice solo quello che hai riportato, ma si svolge su più righe; Se guardi il file .log e cerchi la parola “defined”, trovi diverse righe di messaggio e in particolare prima del punto interrogativo (che indica che il programma di compilazione aspetta una risposta) c’è scritto altro, in particolare la riga che contiene l’errore appare spezzata: la prima parte termina con il comando non definito e la seconda quello che si trova sulla stessa riga del file sorgente.


          @kia9
          , usare LaTeX implica anche saper leggere e interpretare i messaggi d’errore; ammetto che talvolta non sia facile, ma è necessario almeno sapere che aspetto hanno i messaggi d’errore in modo da poter inviare al forum l’intero messaggio, altrimenti anche una persona esperta chiede “Quale?”.

          Ma, riprendendo un precedente mio messaggio, la tua soluzione consiste nel ridurre le dimensioni delle immagini; ridurre l’altezza di 5mm ciascuna sembrano sufficiente; se non basta prova con 6mm poi con 7 mm di riduzione, vedrai che riesci a produrre la tua figura a piena pagina senza che il numero della pagina rimanga coperto dalla didascalia.

          in risposta a: Didascalia e numero di pagina sovrapposto #112672
          OldClaudio
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            La longtable si divide da sola. Ma si usa diversamente da table e non è flottante; quindi devi leggerne la documentazione dando da terminale il comando texdoc longtable

            “Quale?” mi sembra ovvio, e Gustavo lo conferma. Se dici “ottengo un errore”, l’unica risposta possibile è “Quale?”.
            Scusa ma non abbiamo capacita divinatorie e la sfera di cristallo, spesso citata in questo forum, non funziona bene o non la sappiamo usare.
            Gustavo ipotizza che tu non abbia caricato geometry; è un’ipotesi ragionevole, ma è solo un’ipotesi.
            Se non specifichi che messaggio d’errore ricevi, non si capisce di che cosa si tratti e si può solo tirare a indovinare.

            in risposta a: Didascalia e numero di pagina sovrapposto #112669
            OldClaudio
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              kia9″ post=113031Grazie dei consigli, purtroppo anche inserendo \geometry{bottom = 0.5 cm} mi viene segnalato un errore (command never definited) e non riesco ad “abbassare” il numero di pagina.

              Quale?

              kia9″ post=113031Ho un altro dubbio, in merito all’ambiente table.
              Ho in un unico ambiente table tre subtable, tuttavia, per motivi di impaginazione dovrei metterne due su una pagina e una nella seguente. E’ possibile? Ho letto che di solito si fa con {longtable}, tuttavia vorrei che ogni tabellina avesse (a)…(b)…(c) e poi un’unica didascalia finale.
              E’ possibile?
              grazie

              Sì

              in risposta a: andare a capo con un integrale #112577
              OldClaudio
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                In ogni caso non si deve ripetere \cdot alla fne della prima riga e all’inizio della seconda.

                Visto che sei in modalità di matematica in linea potresti usare il comando \- che in modo testo consente una cesura in fin di riga, e in modo matematico fa la stessa cosa ma con un segno di “a capo” diverso.

                Continuo a pensare che l’espressione intera dovrebbe essere in display e non in modo testo, ma non riesco a convincerti; quindi qualunque soluzione tu riesca a trovare, accontentati di quel che ottieni e non chiedere “Si può?”. Tutto si può fare; anche violare le regole di buona tipografia, ma devi esserne cosciente e decidere a ragion veduta.

                in risposta a: BIBLIOGRAFIA BIBLATEX BIBER #112697
                OldClaudio
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                  Dopo bibtex devi compilare almeno tre volte con pdflatex.

                  Cerca di capire le 5 fasi della produzione della bibliografia partendo da zero (cioè senza averla mai compilata prima)
                  1) fai andare pdflatec su un file che contenga dei comandi \cite; le chiavi dei comandi \cite vengono trascritte nel file .aux
                  2) fai andare bibtex o biber, che legge il file .aux e recupera le chiavi delle opere da riportare in bibliografia, ne estrae i dati dal file .bib, e legge le informazioni necessarie per la loro composizione sulla base dello stile bibliografico o di biblatex; l’output di questo programma è un file con estensione .bbl; esso contiene le istruzioni LaTeX e i dati relativi ad ogni opera inserire in bibliografia.
                  3) fai andare pdflatex che compila la bibliografia e registra bene file .aux il significato delle chiavi.
                  4) fai andare di nuovo pdflatex che leggendo il file .aux prodotto al giro precedente viene a conoscere il significato delle chiavi, per chi quando incontra i comandi \cite permette a questi di spare che cosa devono citare (nel tuo caso il numero)
                  5) la terza compilazione con pdflatex serve per mettere a posto tutti i riferimenti incrociati, perché l’inserimento delle citazioni corrette può avere scompaginato l’impaginazione; è difficile che l’impaginazione si scompagini con la citazione numerica pura, tuttavia la citazione numerica che sostituisce la chiave in neretto occupa meno spazio, quindo l’impaginazione cambia un poco. In ogni caso non guasta.

                  Siccome durante la lavorazione di un documento le compilazioni da fare anche dopo aver composto la bibliografia almeno ina volta sono verosimilmente numerose, non è il caso di preoccuparsi troppo di questo meccanismo che sembra piuttosto elaborato; questi cinque passi vanno eseguiti ogni volta che componi per la prima volata la bibliografia, oppure quando modifichi il file .bib per cui devi rifare andare tutto da punto 1).

                  Vedi, questo problema della bibliografia dipende dal fatto che non hai letto una guida, per esempio LaTeX per l’impaziente, o se l’hai letta, non eri abbastanza attento a rilevare la specificità di questa operazione.

                  Vedi per farci capire che cosa succedeva ti ci sono voluti almeno due giorni; mentre se cercavi la voce bibliografia nell’indice analitico o nell’indice generale ci mettevi 10 minuti. Avere sottomano la documentazione e le guide necessarie e saperle consultare vuol dire risparmiare un mucchio di tempo. La sezione Documentazione è peana di guide generali e specialistiche, direi almeno un quindicina; quindi hai solo l’imbarazzo della scelta; non costa niente scaricarle ma si ha il vantaggio di averle a portata di mouse.

                  in risposta a: TEXMAKER – BIBER E LATEX VERSIONI INCOMPATIBILI #112703
                  OldClaudio
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                    Leggi l’altro mio messaggio e, lo ripeto con forza, TeXmaker non c’entra niente.

                    in risposta a: BIBLIOGRAFIA BIBLATEX BIBER #112695
                    OldClaudio
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                      No @Rochefili, TeXmaker non c’entra niente; è solo un editor; al suo posto potresti usare pesino BlockNotes per redigere i file sorgente (sarebbe un po’ masochistico ma fattibile).

                      Non confondere il programma di editing con il programma di composizione; sono due cose diverse e completamante autonome. TeXmaker ti mette solo a disposizione dei comodi pulsanti/icone o delle voci di menu per lanciare il programam di composizione, ma lui dice solo al sistema operativo “lancia pdflates sul questo file.tex”

                      Le versioni di cui ti si è detto riguardano i moduli del sistema TeX. aggiorna ila tua installazione del sistema TeX; che sia MiKTeX o TeXLive o MacTeX non importa. Aggiornalo. Al limite, se non sai come aggiornare, reinstalla tutto, tranne TeXmaker che, lo ripeto, non ha nulla a che fare con LaTeX, ma è solo un editor che facilita la lavorazione dei documenti da compilare con il sistema TeX.

                      Quando @Marluxia ti dice che c’è un’incompatibilità fra biber e biblatex parla di moduli del sistema TeX, non dell’editor.
                      Biber è il programma che estrae le informazioni da un database bibliografico in formato .bib, e biblatec contiene tutte le macro TeX per dare forma compositiva alla bibliografia da comporre; pdflatex è quello che esegue la composizione tipografica.

                      in risposta a: slide al posto di PPT #112700
                      OldClaudio
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                        Il sistema TeX offre all’utente almeno una mezza dozzina di classi o pacchetti per comporre presentazioni.
                        Direi che la migliore sia Beamer, ma bisogna farci la mano, perché è un classe complessa e piena di suoi moduli aggiuntivi.

                        Quando ci hai preso la mano non la lasci più, ma ci vuole un po’ per padroneggiarla; comunuqe anche se la si usa spesso, non mancano le occasioni in cui diventa necessario consultare la sua documentazione, quindi con tedoc beamer te la cavi facilmente ad avere la documentazione a portata di mouse.

                        Io ti suggerirei, dopo aver guardato la galleria di esempi che ti ha indicato @marluxia ed aver scelto la classe o il pacchetto che ritieni migliore, di leggerti il “tutorial” nella documentazione di beamer il capitolo 5, Guidelines for Creating Presentations Si tratta di indicazioni molto utili. L’autore non cita i font LX (pacchetto LXfonts); io li uso sempre, non solo perché sono di origine Knuthiana, (Knuth, il creatore di TeX), ma perché li ho completati e aggiustati per scrivere le slide in na maniera, secondo me, migliore dei vai Helvetica, Arial e simili.

                        Nel capitolo 17 della GuidaGuITc’è anche un breve esempio e indicazioni per personalizzare la schermata.

                        Tuttavia, quando leggi le “Guidelines” ti accorgi che la raccomandazione principale è quella di creare quadri/slide con poca roba dentro; il difetto principale dei vari programmi per presentazioni è che ci si vogliono mettere dentro troppe cose, che poi l’uditorio non riesce ad apprezzare perché non ci capisce niente.
                        I colori e le animazioni devono essere molto sobri e le animazioni di PPT dovrebbero essere assolutamente evitate; quelle servono ad un venditore porta-a-porta per vendere frigoriferi agli esquimesi…:smile:

                        Un argomento serio non ha bisogno di queste “decorazioni”, ma vuole una presentazione facilmente leggibile con il tempo necessario epr assimilare quanto letto o quanto visto; le immagini vanno bene, purché i loro dettagli non siano troppo fitti. I diagrammi a barre o a torta devono essere studiati bene, perché troppe volte danno delle informazioni visuali in contrasto con i valori numerici.

                        Ti assicuro che ti divertirei e imparerai un mucchio di cose; ma non gettare la spugna se inizialmente ti trovi a disagio con beamer; la sua documentazione ti porta per mano fino in fondo.

                        in risposta a: Freccia barrata estendibile #112683
                        OldClaudio
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                          Fai un disegnino a matita su un foglietto, fotografalo con il cellulare e allega la foto al tuo prossimo messaggio. Non è chiaro che cosa intendi con freccia barrata; che tipo di barra, quanto deve sporgere dall’asse della freccia, e simili; il disegno con qualcosa scritto sopra e sotto, non deve necessariamente essere di grande precisione, me deve dare l’idea di quello che vorresti ottenere.

                          in risposta a: Allineamento termini dell’ambiente cases #112678
                          OldClaudio
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                            Mi è scappata una “u” di troppo; il comando è \mskip in alternativa c’è \mkern. Il primo inserisce spaziatura matematica elastica il seondo spaziatura rigida.

                            Vedi la pagina 61 in basso nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato, liberamante scaricabile dalla sezione documentazione di questo forum.

                            in risposta a: Allineamento termini dell’ambiente cases #112676
                            OldClaudio
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                              `\[
                              \binom{n}{k} =
                              \begin{cases}
                              \frac{n!}{k!(n-k)!} & \text{se} \quad 0 \le k \le n \\
                              \muskip 24mu 0 & \text{se} \quad 0 \le n < k \end{cases} \]`Aggiusta il valore 24mu con un altro valore che dipende dai font che usi, dal loro corpo e da altre cose (l'occhio del compositore e il suo gusto personale)

                              in risposta a: andare a capo con un integrale #112575
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                                Per quel che riguarda il differenziale la questione se metterlo in tondo o in corsivo dipende dal contesto; se si tratta di un documento di fisica o di qualunque altra scienza che faccia uso della matematica delle grandezze, il differenziale va in tondo “obbligatoriamente”, altrimenti i matematici preferiscono usare il corsivo; in ogni caso il differenziale va staccato dall’integrando con uno spazio sottille`$10\otimes \int_{\mathbb{R}}^m j_{\epsilon}(x-y)f(y)\,dy=10.$`

                                Ora la tua domanda: perché vuo spezzare l’integrale, cioè vuoi andare a capo prima dell’integrale? Solo perché hai messo l’espressione in linea col testo?

                                Ma questo è “sbagliato”; attento: la parola è fra virgolette perché non c’è nessuna regola per definire che cosa sia giusto o sbagliato; è più una questione di gusto e di opportunità. La matematica in linea col testo è indicata per brevissime espressioni che non si sviluppino in altezza e profondità; se LaTeX trova una espressione troppo alta o profonda in linea col testo la schiaccia più che può; e se non riesce a sciacciarla abbastanza, inserisce delle adeguate interlinee prima e/o dopo quell’espressione matematica ancora troppo grande.

                                Perciò sia l’una sia l’altra cura estrema a cui LaTeX ricorre sono esteticamente brutte. Siccome l’estetica è una questione di gusti, è chiaro che non ci sono due persone con gli stessi gusti. Se poi l’esprressione in linea no è brevissima, entra in ballo anche l’opportunità, perché LaTeX va a capo nella matematica in linea molto malvolentieri, in quanto ogni “andata a capo” in tale matematica è soggetta a penalità piuttosto alte, tali da fargli preferire un’espressione che sporge, piuttosto che un’espressione spezzata.

                                Perciò il mio consiglio è di mettere quell’espressione in display come espressione matematica non numerata:`Testo testo testo
                                \[
                                10\otimes \int_{\mathbb{R}}^m j_{\epsilon}(x-y)f(y)\,dy=10
                                \]
                                testo testo testo` Ma se proprio vuoi spezzarla, allora prova ad inserire nel punto in cui vorresti farlo questo codice`\discretionary{}{}{}`oppure sostituisci [tt]\otimes[/tt] con `\discretionary{\otimes}{}{\otimes}`

                                in risposta a: Didascalia e numero di pagina sovrapposto #112667
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                                  Le soluzioni proposte da @claudio sono valide, anche se per la pagina senza numero non è necessario ricorrere a fancyhdr, ma basta scegliere lo stile di pagina empty.

                                  Ma il tuo problema è comune e discende da un errore di impostazione; vuoi mettere quattro disegni nella stessa figura, me quei quattro disegni, più la didascalia formano un blocco più alto di \textheight; quindi se anche togli il numero di pagina o se definisci uno stile particolare per quella pagina, il suo contenuto non va d’accordo con le altre pagine.

                                  La soluzione consiste nello specificare un’altezza minore per le quattro figure, basta poco, probabilmente, ma le devi ridurre nell’altezza.

                                  Alternativamente le riduci di larghezza in modo che ce ne stiano due allineate orizzontalmente, e le quattro figure così disposte (in due righe e due colonne) con la didascalia ci stanno benissimo in una pagina, anzi avanza dello spazio.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 2,416 al 2,430 (di 11,287 totali)

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