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renareto” post=112987Buongiorno,
il problema più grande è che non riesco a dirlo nemmeno in italiano, altrimenti avrei cercato nel web (sono sicuro che è pieno di esempi)In una tabella, scrivo nella colonna A il nome del mese, nella B e C altre cose.
Siccome il nome del mese ricorre su più linee, mi chiedevo (per “alleggerire” la tabella) posso sostituirlo con un segno grafico ? (tipo le virgolette)Grazie
Renato
Una tabelal professionale no ricorre alle virgolette, mai e per nessun motivo. Però in casi come il tuo, se l’ho capito bene, l’uso di filetti orizzontali potrebbe risolverti elegantemente il problema; una cosa del genere (che scrivo di getto, senza averla testata, ma tanto per dare un’idea di come fare;`\begin{tabular}{lrr}
\toprule
Mese & colonna B & colonna C \\
\midrule
Gennaio & 33 & 45 \\
& 27 & 11 \\
& 102 & 71 \\
\midrule
Febbraio & 88 & 61 \\
& 79 & 55 \\
& 97 & 69 \\
\midrule
% eccetera
\midrule
Dicembre& 48 & 51 \\
& 42 & 49 \\
& 39 & 46 \\
\bottomrule
\end{tabular}`Se vuoi puoi fare una cosa che solitamente sarebbe da evitare; usi il pacchetto multirow e, avendone letto al documentazione, usi il comando \multirow per sistemare il nome del mese circa a metà (in verticale) del gruppo di righe a cui si riferisce. A me non pare necessario, ma volendo questo sarebbe uno dei pochi casi per i quali sia accettabile l’uso di mutirow.
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Spezzi i titolo lungo i due frasi; una funziona da titolo e la’altra le inserisci come sottotitolo.Non puoi ocnservare il titolo lungo in uno spazio che non lo può contenere. L’errore iniziale, purtroppo, è stato quello di usare un titolo narrativo per la tesi; lo facea Lina Wertmuller per i suoi film, ma non è mai il caso di farlo per testi come sono i libri, le tesi, le collettanee.
Perciò sei obbligata a modificare il titolo spezzandolo in due frasi; sta a te essere sufficientemente creativa per non ottenere una cosa troppo diversa dal titltlo originale. Questo non corrisponde ad una violazione di qualche legge. La tesi vera e propria è un documento con valore legale, è il documento che comprova il tuo diritto alla laurea e che autorizza il tuo ateneo, dopo che l’hai discussa di fronte alla commissione d’esame di laurea, a conferitela.
Ma la presentazione con Beamer non ha lo stesso valore legale, non viene depositata negli archivi dell’ateneo; è solo uno strumento che ti consente di esporre la tua ricerca non solo a parole, ma anche con le immagini.
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Quello che vuoi fare dipende anche dallo stile bibliografico che vuoi usare fra i quattro disponibili di default, unsorted, alph, eccetera.Tuttavia c’è una via che potrebbe risolverti il tuo problema; la sintassi di \bibitem
[tt]\bibitem[/tt][
]{ } dove la
è quella che usi con il comando \cite; è la stringa che viene facoltativamante usate nell’elenco bibliografico per identificare il e da \cite quando viene sviluppato nel testo come indicatore da ritrovare nell’elenco bibliografico per farvi riferimento. Scasa se sembra confuso, ma nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato è spiegato meglio.
Tuttavia la cosa è semplice: se nella bibliografia metti
`\bibitem[Dante]{bib:div-comm} Dante Alighieri, \emph{La divina commedia}, Il Porcellino, Firenze, 1301`e nel testo scrivi`…come scrive \cite{bib:div-comm} nella Divina Commedia…` il testo della bibliografia comosto conterrà qualcosa comeDante Dante Alighieri, La divina commedia, Il Porcellino, Firenze, 1301
e nel testo troverai
… come scrive Dante nella Divina Commedia…
Non si usano spesso queste cose quando si lavora a mano, ma tutti gli stili bibliografici, anche i più complessi dietro le quinte ne fanno uso.
Però se la prima voce della tua bibliografia manuale è scritta così:`\bibitem[]{bib:bis-ess} \textbf{Bibilografia essenziale}` e dopo la fine dei riferimenti essenziali scrivi`\bibitem[]{bib:letture} \textbf{Letture di approfondimento}`questi due riferimenti fasulli, da non citare mai, svolgono la funzione di titoli e, almeno in teoria non disturbano la sequenza della numerazione; nel caso lo facessero, non sarebbe un problema arretrare il contatore della bibliografia di una unità.
Se usi uno stile che non usi le parentesi quadre per racchiudere l’
o il numero progressivo dell’elencazione dei riferimenti, la cosa viene molto meglio. Il contatore della bibliografia si chiama enumiv; per modificarene il valore, per esempio per ridurlo di una unità basta usare il comando [tt]\addtocounter{enumiv}{-1}[/tt]. Per togliere le parentesi quadre devi ridefinire \bibitem, o meglio ancora usare semplicemente [tt]\item[][/tt] per questi riferimenti fasulli che funzionano da titoli.
Io ho provato con questo codice`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex\documentclass[12pt]{book}
\usepackage[italian]{babel}\begin{document}
\begin{thebibliography}{99}
\item[] \textbf{Bibliografia essenziale}
\bibitem{dante} Dante Alighieri, \emph{La divina commedia}, il Porcellino, Firenze, 1301
\bibitem{tasso} Torquato Tasso, \emph{Gerusalemme liberata}, Santi editore, Urbino, 1505
\item[] \textbf{Letture di approfondimento}
\bibitem{eco} Umberto Eco, \emph{Nel nome della rosa}, Zanichelli, Bologna, 1980
\bibitem{pascoli} Giovanni Pascoli, \emph{La cavallina storna}, Valentino, Forlì, 1890
\end{thebibliography}
\end{document}`e funziona come credo che vorresti fare tu.
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Sono contento che tu abbia risolto; vale sempre la pena quando qualcosa che girava non gira più controllare gli aggiornamenti.All’occorrenza non ti servire di guit@guitex.org, perché quel recapito serrve solo per questioni che riguardano lassociazione, iscrizioni, quote, disguidi di spedizione della rivista e simili.
Quando parlavo dei nostri e-mail parlavo delel singole persone che hanno scritto documentazioni, guide, manuali per i soci e i non soci che frequentano il forum
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Be’, @Sgaa, spero che il benvenuto al forum ti sollevi un poco il morale; ci sono passato anch’io e so che cosa vuol dire. Se si ha tempo non è difficlerecuperare buona parte del materiale, ma bisogna avere pazienze e tempo; purtroppo tu d tempo ne hai poco.Suppongo che tu abbia ora un portatile nuovo.
Ora siamo tutti disponibili a darti una mano, ma bisogna che ci aiuti un poco; hai prese un template da overleaf; ma non sappiamo quale sia;
non sappiamo che installazione hai fatto per il sistema TeX o se compili in rete. Non sappiamo che sistema operativo stai usando.Tuttavia quello che ti posso dire è che se la tesi compilava prima del furto, deve compilare anche ora; se ti da errori che prima non ti dava le cause possono essere diverse, per esempio:
1) l’editor che stai usando ti mostra della diagnostica che l’editor che usavi prima non ti dava; l’ediotr che stai usando potrebbe avere lo stesso nome ma essere di una versione più recente, quindi la cosa è possibile.
2) l’installazione che hai fatto differisce dalla precedente nel senso che certamente è, o dovrebbe essere, una versione più recente.La causa dell’errore? è difficile dirlo, ma potrebbe essere che uno dei file che invoca i comandi di xparse sia vecchio e pertanto usi gli argomenti in un modo diverso.
Certo usando xparse va tutto bene quando non si commettono errori, ma se se ne commettono e laborioso, molto laboriose arrivre alla loro fonte sia da parte di chi ha commesso l’errore, ma ha tutto sottomano, sia da parte di chi avrebbe un occhio meno polarizzato (è lo vantaggio dell’autore che sapendo quello che voleva scrivere, legge quello che non c’è ma che aveva in testa che ci fosse…) potrebbe arrivarci più facilmente, ma non ha nessun materiale sotto mano, se non la sfera di cristallo, che, come sai, non funziona tanto bene.Se vuoi maggiore aiuto devi darci come minimo un esempio minimo compilabile; se non ce la fai devi metterci in grado, magari direttamente con la nostra posta elettronica personale, di mettere le mani sul tuo materiale; ovviamente devi fidarti di quello che facciamo, perché la tesi è tua e nessuno deve avere la tentazioni di “rubartela”. Qui nel forum non è mai successo, ed è una buona garanzia, ma per prudenza, proprio ora che stai rimettendoti da un furto, è meglio essere chiari.
Io queste cose le ho fatte con diversi laureandi; queste cose consistono nel trovare e correggere l’errore o gli errori, ma riconsegnato il malloppo al suo autore, ho cancellati i file dal mio disco..Se guardi nelle guide tematiche torvi i nostri nomi veri e i nostri indirizzi di posta elettronica. Sempre per prudenza non li mettiamo in chiaro nel forum; se guardi nella sezione ArsTeXnica trovi molti articli scritti da noi, e non ha che l’imbarazzo della scelta co le e-mail a rivolgerti alla persona che ti sembra la più competente.
No volgio spingerti verso una direzione diversa da quella del forum; semplicemente sto pensando all’urgenza che hai nel ricostruire la tua tesi di dottorato. Certo è che se si trovare la soluzione, e la si troverà dovessimo scalare l’Everest per trovarla, sarà poi tuo compito comunicare il risultato riprendendo questo filone del forum e informando i frequentatori di che cosa ti aveva bloccato e come il problema è stato risolto.
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Mah, io ho usato il codice seguente e le parti testuali sono allineate a sinistra non devi iniziare un nuovo ambiente align ad ogni riga, altrimenti non hai gli incolonnamenti; Se il formulario dura diverse pagine devi inserire \allowdisplaybreak dentor l’ambiente align, secondo quanto specifica la documentazione di amsmath.
`\documentclass[a4paper,12pt]{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{microtype}
\usepackage{amsmath}
\usepackage[a4paper,top=2cm,bottom=2cm,left=1.75cm,right=1.75cm]{geometry}
\newcommand*{\unit}[1]{\ensuremath{\mathrm{\,#1}}}
\pagestyle{empty}
\setISOcompliance
\begin{document}
\section*{\Huge{Fenomeni elettromagnetici}}
\subsection*{Formule}
\begin{align}
&\textsc{Forza elettrica o di Coulomb}:&&
F\ped{e}=\dfrac{1}{4\pi\varepsilon_0}\dfrac{Qq}{r^2}
\\
&\textsc{Campo elettrico di una carica Q}: &&
E=\dfrac{1}{4\pi\varepsilon_0}\dfrac{Q}{r^2}
\\
&\textsc{Flusso del Campo elettrico}: &&
\Phi_{\vec{E}}=\vec{E}\cdot\vec{A}=EA\cos\theta
\\
&\textsc{Teorema di Gauss}: &&
\Phi_{\vec{E}}=\dfrac{Q_{int}}{\varepsilon_0}
\\
&\textsc{Campo elettrico di un piano uniforme}:&&
E=\dfrac{\sigma}{2\varepsilon_0}
\\
&\textsc{Campo Elettrico di un filo uniforme}: &&
E=\dfrac{\lambda}{2\pi\varepsilon_0r}
\end{align}
\end{document}`
::Giuliapns” post=112954Salve a tutti!
Sono nuova nel Forum perciò spero di scrivere nella giusta sezione perchè ho un problema da risolvere con urgenza.
Ho finito di scrivere la tesi di laurea con TexMaker. Ho usato come font Palatino Linotype inserendo il pacchetto mathpazo. Nell’anteprima del file PDF di TexMaker sembrava tutto corretto, con il font così come l’avevo scelto. Ora sono andata ad aprire il file PDF generato e invece il font appare visibilmente diverso e anche piuttosto fastidioso da leggere con lettere un po’ più piccole e un po’ più grandi.
Non riesco a capire dove sia il problema visto che ho altri PDF che si vedono chiaramente con il Palatino Linotype. Allego foto per mostrare la differenza, quella con il testo in italiano è la versione dell’anteprima che appunto vorrei mantenere nel PDF. Grazie in anticipo!
[attachment=2038]Cattura1.PNG[/attachment][attachment=2039]Cattura2.PNG[/attachment]
Intanto benvenuta sul forum.
Le due immagini che hai allegato mostrano lo stesso testo in lingue diverse composti con due corpi diversi; un sembra composto in corpo 10pt e l’altro in corpo 12pt.
Quella è l’unica differenza che vedo (a parte la lingua); contrlla che siano composti con la stessa impostazione per il corpo.
Se mi permetti un consiglio, io eviterie di usare mathpazo e al suo posto useriei i due pacchetti newpxtext e newpxmath; Impostano i font Palatino per il testo e eper la matematica e si accordano alla perfezione visto che sono stati creati apposta dallo stesso autore.
Il Palatino dei pacchetti newpx… forse non sono identici al Platino Linotype, ma per scoprirne le differenze bisogna usare il microscopio. io non me ne preoccuperei.
Starei più attento invece al perfetto accoppiamento dei font matematici con i font testuali.Fanne una prova; ci metti pochi secondi, perché ti basta sostituire “mathpazo” con “newpxtext,newpxmath” e compilare. Se il risultato ti piace sei a cacallo; se non ti piace, ripristini mathpazo.
::
OK, ci ho messo un po a far funzionare il tuo esempio minimo NON compilabile, ma finalmente ci sono riuscito e ho anche capito l’errore che ricevevi.
Intanto ecco il codice che ho usato io e, nota bene, questo è un esempio di “Esempio Minimo Compilabole” (EMC), come avresti potuto fare tu per agevolare chi ti da una mano.`\documentclass{memoir}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage[italian]{babel}%\newcommand*{\addperiod}[1]{#1.}
\makeheadstyles{kultur}{%
\chapterstyle{dowding}% Stile per le sezioni
\setsecheadstyle{\normalfont\centering\scshape}%
\setbeforesecskip{-2\onelineskip
plus -0.5\onelineskip minus -.5\onelineskip}%
\setaftersecskip{1\onelineskip plus 0.1\onelineskip}%% Stile per le sottosezioni
\setsubsecheadstyle{\normalfont\itshape\centering}%
\setbeforesubsecskip{-1.2\onelineskip
plus -0.25\onelineskip minus -0.25\onelineskip}%
\setaftersubsecskip{0.8\onelineskip plus 0.1\onelineskip}%% Stile per le sotto sottosezioni
\setsubsubsecheadstyle{\normalfont\normalsize\centering\itshape}%
\setbeforesubsubsecskip{-0.667\onelineskip
plus -0.25\onelineskip minus -0.25\onelineskip}%
\setaftersubsubsecskip{0.333\onelineskip plus 0.1\onelineskip}%% Stile per i capoversi
\setparaheadstyle{\normalfont\normalsize\scshape\addperiod}%
\setbeforeparaskip{1.0\onelineskip
plus 0.5\onelineskip minus 0.2\onelineskip}%
\setafterparaskip{-1em}%% Stile per i sottocapoversi
\setsubparaheadstyle{\normalfont\normalsize\itshape\addperiod}%
\setsubparaindent{\parindent}%
\setbeforesubparaskip{1.0\onelineskip
plus 0.5\onelineskip minus 0.2\onelineskip}%
\setaftersubparaskip{-1em}}%\usepackage{kantlipsum}
\begin{document}
\headstyles{kultur}
\chapter{Capitolo}
\kant[1-3]\section{Paragrafo}
\kant[4-6]\subsection{Sottoparagrafo}
\kant[7-9]\subsubsection{Sotto sottopoaragrafo}
\kant[10-12]\paragraph{Capoverso}
\kant[13]\subparagraph{Sotto capoverso}
\kant[14]\end{document}`
Qualche informazione è necessaria.
Ho cambiato lo stile per i capitoli con quello che hai nominato “dowding”, perché lo stile kultur per il capitolo non è definito.A causa dell’errore che ricevevi e che se ne avessi letto la diagnostica avresti capito anche tu, ho cambiato i \@plus in plus e i \@minus in minus; Perché? Semplicemente perché, come dice il messaggio d’errore, non puoi usare lo spacefactor in quella circostanza; ma che cosa è lo spacefactor? Se usassi la guida di LaTeX scritta da Lamport e tradotta nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato liberamente disponibile dalla sezione Documentazione di questo sito, Sapresi che il comando \@ è quello che imposta lo space factor e che va usato prima del punto per distinguere la sua funzione se sia un segno di interpunzione o di abbreviazione. Dovresti anche sapere che @ non è una lettera e che non può essere usata nelle macro definite dall’utente né in quelle usate dall’utente. INfatti quel paragrafo 6.6 della documentazione di memoir, specifica che in certe circostanze e dice quali, bisogna racchiudere il codice che si vuole definite fra \makeatlettter e \makeatother per poter trattare il segno @ come se fosse una lettera. La cosa, dice la guida, non è necessaria nei file .sty importati con usepackage, né nei file di classe, né (aggiungo io) nel file che contiene le definizioni del markup LATeX (il file latex,ltx} in modo che l’uso speciale di questo segno @ nelle macro interne le rende per così dire “private” e in un certo senso protette dalle manomissioni da parte degli utenti.
Ecco, ti ho fatto, come è mio vizio fare, una lunga spiegazione affinché si possa capire il perché delle cose, e non si proceda semplicemente con ricette del tipo “si fa così e poche storie”.
Ricorda che LaTeX è un linguaggio di programmazione con le sue regole e la sua sintassi; è un linguaggio interpretato e non un linguaggio compilato, cone tutte le differenze che questo comporta. Va conosciuto nei dettagli quando si vuole fare qualcosa di non preconfezionato, quando si creano macro nuove, ambienti nuovi, stili nuovi e simili. Quando si maneggia un linguaggio di programmazione non esiste mai un solo modo di fare le cose e le discussioni sono sempre lecite, perché una soluzione può fare le cose meglio di un’altra, ma può avere certi suoi inconvenienti; quindi le discussioni si possono sempre fare per mettere sui piatti della bilancia pregi e difetti in modo da poterli esaminare criticamente. Ci viole perciò un metodo di lavoro critico. e per poter criticare ci vuole un’ottima conoscenza degli strumenti a disposizione.
Ti richiedo scusa anche epr questo ulteriore parte di paternale…
Infine nel sottocapoverso viene impostato anche l’ammontare del rientro; lo si può cambiare con quel comando, mettendo epr esempio \setsubparaindent{0pt}, ma non lo si può cancellare; o meglio se lo si cancella viene usato il valore di default che, appunto, è \parindent. Dunque vale la pena usarlo solo se si vuole impostare un valore diverso; mi domando se sia il caso di trattare i sottocapoversi come normali capoversi rientrati, ma questa è un’altra questione.
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A me non davano problemi né con \subaragraph né con \subsubsection*Ho messo \subsubsection* per uniformare i titolini dei \paragraph, come l’avevi messo tu il primo era \subparagraph e gli altri due erano \paragraph.
In ogni caso in un modo o nell’altro le figure (le minipage con le figure) restavano tutte dentro la stessa pagina; all’occorrenza si può cambiare il fattore di occupazione della pagina diminuendolo di qualche centesimo, tipo 0.89 o 0.88.
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No, non ha capito il modo di esprimersi di WIlsono; quando lui scrive \setXheadstyle intende che qulal X maiuscola vada sostituita con il nome del comando di sezionamento che interessa impostare; lo stesso negli altri ocmandi che contengono la X maiscola; in altri capitoli o in altri paragrafi invece di X Wilsono usa S, comunque sempre una lettera maiuscola. Almeno è cosi nella documentazione.
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Problemino curioso e intrigante.
In realtà va pensato bene quello che si vuole fare.
Stai scrivendo un paragrafo con i riusultati finali di uno studio e questi risultati richiedono una spiegazione verbale, che tu, giustamante, nel tuo esempio hai sostituito con una breve frase e un \newpage, poi inizi una sottosezione e vorresti che i gruppi di tre figure con legenda restassero nella stessa pagina. Hai osservato che usando l’ambiente flottante non si ottengono i risultati voluti.La soluzione è non rendere flottanti i guruppi di tre figure, pur conservandole assieme; e hai osservato che se usi l’ambiente center le figure restano troppo accostate le une alle altre e si perde la spaziatura garantita da \subfloat. Non vuoi però rimpicciolire le figure.
Detto così il problema sembra insolubile, ma non è vero, almeno secondo me.
Il problema è da prendere dall’altro lato; Come faccio a tenere le tre figure assieme adeguatamante spaziate? Ho bisogno di una scatola che in quanto tale non è frazionabile a cavallo dei salti di pagina; voglio una scatola lissa e non flottante perché le tre figure devono stare assieme al loro titoletto reso con \aragraph.
Ecco quindi la soluzione è una minipage di altezza specificata. Nelle guide generiche tipo LaTeX per l’impazione, L’Arte di scrivere con LaTeX e, mi pare, anche in LaTeXpedia non se ne parla, ma nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual Commentato se ne parla (cera nell’indice analitico sotto ambiente la voce minipage), perché in questo manuale commentato si parla del linguaggio LaTeX come l’ha definito il suo creatore Leslie Lamport, quale esso è realizzato nel cuore di LaTeX stesso; non c’è bisogno, quindi, di nessun pacchetto esterno, perché LaTeX è capace di fare tutto il necessario da solo.
Eccoti quindi quello che ho fatto io (sia pure con qualche trucchetto che però usa solamente cose descritte nel cuore di LaTeX e non richiede conoscenze diverse da quanto è scritto in quel manuale; manuale che in teoria dovrebbe essere conosciuto a memoria da ogni utente di LaTeX; siccome è impossibile avere al memoria di Picol della Mirandola, basta ricordarsi che il manuale esiste e grosso modo che genere di informazioni vi si possono trovare… Ecco perché anche dopo più di trent’anni di uso di LaTeX io tengo sempre quella guida a portata di mouse).`\documentclass[12pt,a4paper]{report}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{amsmath}
\usepackage{amssymb}
\usepackage{makeidx}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{lmodern}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{multirow}
\usepackage{setspace}
\usepackage{bookmark}
\usepackage{float}
\usepackage{caption}
\usepackage{subfig}
\usepackage{verbatim}
\usepackage{appendix}
\usepackage{afterpage}
\usepackage{cases}
\usepackage{pgfplots}
\usepackage{siunitx}
\usepackage{geometry}
\usepackage[swapnames]{frontespizio}
\usepackage{fancyhdr}
\usepackage{hyperref}%%% IMPOSTAZIONI RIFERIMENTI INCROCIATI
\hypersetup{colorlinks=true, allcolors=blue}\begin{document}
\section{Risultati numerici}
\label{sec:risnum}
Scrivere descrizione\newpage
\subsection{Titolo subsection}
\subsubsection*{Travi}
\paragraph{Sezioni di estremità} ~\\[\bigskipamount]
\begin{minipage}[c][0.9\textheight][c]{\textwidth}\label{fig:dutttrvestrmorb}
\centering
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[xmin=4,xmax=14,
ymin=1,ymax=6,grid=major,
xlabel=$\mu_{\chi,R}$,ylabel=Piano,
title={Sezioni di estemità, T=\SI{10}{\degreeCelsius}},
width=8.5cm,height=7cm,
legend style={anchor=north,
at={(1.40,0.80)}}
]
…
\addplot[green!80!blue, thick,mark=*]coordinates{(7.73,1)(7.90,2)(7.38,3)(7.59,4)(9.18,5)(6.09,6)};
…
\addplot[cyan!67!green, thick,mark=*]coordinates{(11.99,1)(11.46,2)(9.57,3)(9.16,4)(10.17,5)(6.40,6)};
…
\addplot[blue!75!purple, thick,mark=*]coordinates{(12.01,1)(11.49,2)(9.56,3)(9.16,4)(10.16,5)(6.42,6)};
…
\addplot[purple, thick,mark=*]coordinates{(11.16,1)(11.09,2)(9.21,3)(8.89,4)(9.98,5)(6.31,6)};
…
\addplot[orange, thick,mark=*]coordinates{(12.82,1)(12.19,2)(10.0,3)(9.47,4)(10.39,5)(6.52,6)};
…
\legend{t=0 anni, t=25 anni, t=50 anni, t=75 anni, t=100 anni}
\end{axis}
\end{tikzpicture}\vss
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[xmin=4,xmax=14,
ymin=1,ymax=6,grid=major,
xlabel=$\mu_{\chi,R}$,ylabel=Piano,
title={Sezioni di estemità, T=\SI{20}{\degreeCelsius}},
width=8.5cm,height=7cm,
legend style={anchor=north,
at={(1.40,0.80)}}
]
…
\addplot[green!80!blue, thick,mark=*]coordinates{(6.26,1)(6.68,2)(6.44,3)(6.74,4)(9.10,5)(6.05,6)};
…
\addplot[cyan!67!green, thick,mark=*]coordinates{(8.88,1)(8.83,2)(8.02,3)(8.04,4)(9.44,5)(6.23,6)};
…
\addplot[blue!75!purple, thick,mark=*]coordinates{(9.09,1)(8.99,2)(8.13,3)(8.14,4)(9.48,5)(6.25,6)};
…
\addplot[purple, thick,mark=*]coordinates{(9.23,1)(9.17,2)(8.35,3)(8.22,4)(9.53,5)(6.28,6)};
…
\addplot[orange, thick,mark=*]coordinates{(9.60,1)(9.43,2)(8.40,3)(8.31,4)(9.62,5)(6.31,6)};
…
\legend{t=0 anni, t=25 anni, t=50 anni, t=75 anni, t=100 anni}
\end{axis}
\end{tikzpicture}\vss
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[xmin=4,xmax=14,
ymin=1,ymax=6,grid=major,
xlabel=$\mu_{\chi,R}$,ylabel=Piano,
title={Sezioni di estemità, T=\SI{25}{\degreeCelsius}},
width=8.5cm,height=7cm,
legend style={anchor=north,
at={(1.40,0.80)}}
]
…
\addplot[green!80!blue, thick,mark=*]coordinates{(5.63,1)(6.03,2)(5.89,3)(6.25,4)(9.04,5)(6.16,6)};
…
\addplot[cyan!67!green, thick,mark=*]coordinates{(8.08,1)(8.20,2)(7.57,3)(7.74,4)(9.26,5)(6.12,6)};
…
\addplot[blue!75!purple, thick,mark=*]coordinates{(8.06,1)(8.17,2)(7.55,3)(7.72,4)(9.24,5)(6.13,6)};
…
\addplot[purple, thick,mark=*]coordinates{(8.30,1)(8.39,2)(7.70,3)(7.83,4)(9.31,5)(6.14,6)};
…
\addplot[orange, thick,mark=*]coordinates{(8.6,1)(8.68,2)(7.93,3)(7.99,4)(9.40,5)(6.21,6)};
…
\legend{t=0 anni, t=25 anni, t=50 anni, t=75 anni, t=100 anni}
\end{axis}
\end{tikzpicture}
\end{minipage}\newpage
\paragraph{Sezioni intermedie}~\\[\bigskipamount]
\begin{minipage}[c][0.9\textheight][c]{\textwidth}
\centering
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[xmin=0,xmax=10,
ymin=1,ymax=6,grid=major,
xlabel=$\mu_{\chi,R}$,ylabel=Piano,
title={Sezioni intermedie, T=\SI{10}{\degreeCelsius}},
width=8.5cm,height=7cm,
legend style={anchor=north,
at={(1.40,0.80)}}
]
…
\addplot[green!80!blue, thick,mark=*]coordinates{(4.09,1)(6.09,2)(5.68,3)(7.08,4)(1.58,5)(2.59,6)};
…
\addplot[cyan!67!green, thick,mark=*]coordinates{(8.75,1)(7.60,2)(6.41,3)(9.43,4)(2.28,5)(3.66,6)};
…
\addplot[blue!75!purple, thick,mark=*]coordinates{(8.75,1)(7.67,2)(6.40,3)(9.37,4)(2.26,5)(3.05,6)};
…
\addplot[purple, thick,mark=*]coordinates{(8.40,1)(7.39,2)(6.31,3)(8.88,4)(2.21,5)(3.10,6)};
…
\addplot[orange, thick,mark=*]coordinates{(9.50,1)(8.17,2)(6.50,3)(9.56,4)(2.34,5)(3.18,6)};
…
\legend{t=0 anni, t=25 anni, t=50 anni, t=75 anni, t=100 anni}
\end{axis}
\end{tikzpicture}\vss
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[xmin=0,xmax=10,
ymin=1,ymax=6,grid=major,
xlabel=$\mu_{\chi,R}$,ylabel=Piano,
title={Sezioni intermedie, T=\SI{20}{\degreeCelsius}},
width=8.5cm,height=7cm,
legend style={anchor=north,
at={(1.40,0.80)}}
]
…
\addplot[green!80!blue, thick,mark=*]coordinates{(2.59,1)(5.52,2)(5.11,3)(5.81,4)(1.50,5)(2.26,6)};
…
\addplot[cyan!67!green, thick,mark=*]coordinates{(5.49,1)(6.45,2)(5.98,3)(7.91,4)(1.89,5)(2.77,6)};
…
\addplot[blue!75!purple, thick,mark=*]coordinates{(5.75,1)(6.48,2)(5.98,3)(8.06,4)(1.93,5)(2.82,6)};
…
\addplot[purple, thick,mark=*]coordinates{(5.99,1)(6.53,2)(6.01,3)(8.18,4)(1.96,5)(2.82,6)};
…
\addplot[orange, thick,mark=*]coordinates{(6.33,1)(6.63,2)(6.05,3)(8.36,4)(2.03,5)(2.82,6)};
…
\legend{t=0 anni, t=25 anni, t=50 anni, t=75 anni, t=100 anni}
\end{axis}
\end{tikzpicture}\vss
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[xmin=0,xmax=10,
ymin=1,ymax=6,grid=major,
xlabel=$\mu_{\chi,R}$,ylabel=Piano,
title={Sezioni intermedie, T=\SI{25}{\degreeCelsius}},
width=8.5cm,height=7cm,
legend style={anchor=north,
at={(1.40,0.80)}}
]
…
\addplot[green!80!blue, thick,mark=*]coordinates{(2.02,1)(5.21,2)(4.84,3)(5.11,4)(1.34,5)(2.28,6)};
…
\addplot[cyan!67!green, thick,mark=*]coordinates{(4.53,1)(6.19,2)(5.78,3)(7.35,4)(1.68,5)(2.66,6)};
…
\addplot[blue!75!purple, thick,mark=*]coordinates{(4.50,1)(6.19,2)(5.78,3)(7.35,4)(1.70,5)(2.67,6)};
…
\addplot[purple, thick,mark=*]coordinates{(4.80,1)(6.26,2)(5.84,3)(7.51,4)(1.75,5)(2.70,6)};
…
\addplot[orange, thick,mark=*]coordinates{(5.25,1)(6.35,2)(5.91,3)(7.80,4)(1.85,5)(2.76,6)};
…
\legend{t=0 anni, t=25 anni, t=50 anni, t=75 anni, t=100 anni}
\end{axis}
\end{tikzpicture}
\label{fig:dutttrvintmorb}
\end{minipage}\newpage
\paragraph{Sezioni di mezzeria}~\\[\bigskipamount]
\begin{minipage}[c][0.9\textheight][c]{\textwidth}
\centering
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[xmin=0,xmax=14,
ymin=1,ymax=6,grid=major,
xlabel=$\mu_{\chi,R}$,ylabel=Piano,
title={Sezioni di mezzeria, T=\SI{10}{\degreeCelsius}},
width=8.5cm,height=7cm,
legend style={anchor=north,
at={(1.40,0.80)}}
]
…
\addplot[green!80!blue, thick,mark=*]coordinates{(0.79,1)(1.38,2)(1.84,3)(0.96,4)(9.90,5)(12.61,6)};
…
\addplot[cyan!67!green, thick,mark=*]coordinates{(1.99,1)(2.97,2)(2.54,3)(1.38,4)(10.68,5)(12.78,6)};
…
\addplot[blue!75!purple, thick,mark=*]coordinates{(1.96,1)(2.91,2)(2.52,3)(1.41,4)(10.71,5)(12.75,6)};
…
\addplot[purple, thick,mark=*]coordinates{(1.89,1)(2.70,2)(2.39,3)(1.26,4)(10.42,5)(12.66,6)};
…
\addplot[orange, thick,mark=*]coordinates{(02.18,1)(3.07,2)(2.63,3)(1.49,4)(10.85,5)(12.83,6)};
…
\legend{t=0 anni, t=25 anni, t=50 anni, t=75 anni, t=100 anni}
\end{axis}
\end{tikzpicture}\vss
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[xmin=0,xmax=14,
ymin=1,ymax=6,grid=major,
xlabel=$\mu_{\chi,R}$,ylabel=Piano,
title={Sezioni di mezzeria, T=\SI{20}{\degreeCelsius}},
width=8.5cm,height=7cm,
legend style={anchor=north,
at={(1.40,0.80)}}
]
…
\addplot[green!80!blue, thick,mark=*]coordinates{(0.76,1)(1.20,2)(1.50,3)(0.86,4)(10.05,5)(12.58,6)};
…
\addplot[cyan!67!green, thick,mark=*]coordinates{(1.03,1)(1.72,2)(2.10,3)(1.05,4)(9.96,5)(12.63,6)};
…
\addplot[blue!75!purple, thick,mark=*]coordinates{(1.11,1)(1.82,2)(2.15,3)(1.07,4)(10.03,5)(12.61,6)};
…
\addplot[purple, thick,mark=*]coordinates{(1.16,1)(1.98,2)(2.19,3)(1.09,4)(10.08,5)(12.60,6)};
…
\addplot[orange, thick,mark=*]coordinates{(1.27,1)(2.11,2)(2.26,3)(1.12,4)(10.15,5)(12.57,6)};
…
\legend{t=0 anni, t=25 anni, t=50 anni, t=75 anni, t=100 anni}
\end{axis}
\end{tikzpicture}\vss
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[xmin=0,xmax=14,
ymin=1,ymax=6,grid=major,
xlabel=$\mu_{\chi,R}$,ylabel=Piano,
title={Sezioni di mezzeria, T=\SI{25}{\degreeCelsius}},
width=8.5cm,height=7cm,
legend style={anchor=north,
at={(1.40,0.80)}}
]
…
\addplot[green!80!blue, thick,mark=*]coordinates{(0.74,1)(1.07,2)(1.37,3)(0.83,4)(10.21,5)(12.90,6)};
…
\addplot[cyan!67!green, thick,mark=*]coordinates{(0.84,1)(1.45,2)(1.92,3)(0.99,4)(9.90,5)(12.61,6)};
…
\addplot[blue!75!purple, thick,mark=*]coordinates{(0.84,1)(1.45,2)(1.93,3)(0.99,4)(9.88,5)(12.60,6)};
…
\addplot[purple, thick,mark=*]coordinates{(0.89,1)(1.51,2)(1.97,3)(1.00,4)(9.90,5)(12.60,6)};
…
\addplot[orange, thick,mark=*]coordinates{(0.97,1)(1.62,2)(2.06,3)(1.04,4)(9.94,5)(12.64,6)};
…
\legend{t=0 anni, t=25 anni, t=50 anni, t=75 anni, t=100 anni}
\end{axis}
\end{tikzpicture}
\label{fig:dutttrvcentmorb}
\end{minipage}\end{document}`\le spaziature verticali fra una figura e l’altra sono ottenute con \vss; questo comando indica un spaziatura di lunghezza nominale nulla ma con allungamento e accorciamento infiniti del primo ordine (ss: stretch and shrink) e può essere usato solo in modo verticale (la lettera v) dentro una scatola, proprio quello che fa per noi. L’altezza della scatola impostata al 90% dell’altezza del testo può essere variata un poco, ma direi che quel 90% va bene, non diminuirei quel fattore, ma forse potrei provere qualche centesimo in più, tipo 0.91 o 0.92 (ne vale la pena?).
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Benvenuto nel forumIl tuo problema è una tipica situazione d’uso dell’ambiente align del pacchetto amsmath; Leggendone la descrizione nella documentazione di amsmath, stai attento a sfruttalo bene per le spaziature, ma sostanzialmente hi bisogno di una struttura di questo tipo:`\begin{align}
&\text{Forza elettrica o di Coulomb} && F\ped{e}= dfrac{1}{4\pi\epilon_0} \dfrac{qQ}{r^2} \label{…}\\
…
\end{align}`Stai attento ai segni & perché sono usati in modo un po’ particolare. Aggiusta come meglio credi. Le righe vengono numerate correttamente e se la foruma fosse troppo lunga amsmath metterebbe il numero in posizione ribassata senza ricoprire la parte di formula che rischierebbe di coprire.Ho scritto di getto, senza collaudare che il mio codice non contenga errore, per esempio una graffa mancante o un\ mancante. L’ho solo scritto per darti un’idea eer suggerirti di leggere bene la documentazione per usare l’ambiente in modo “creativo”.:smile:
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