OldClaudio

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  • in risposta a: pacchetto espcrc1 #112494
    OldClaudio
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      Alla Elsevier sembra che le cose siano cambiate rispetto a quando Biccari ha scritto quello che hi visto nel suo blog.

      Ora sembra che per le riviste che accettano la forma CRC si debba usare il file zip cliccando questo link https://www.elsevier.com/__data/assets/file/0007/56842/elsarticle-template.zip

      Non è detto che sia quello che cerchi, ma è quello che ho trovato nel sito di Elsevier.

      in risposta a: [Risolto] Installazione TexLive 2017 su Ubuntu 16.04 #111126
      OldClaudio
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        Hai cominciato con il pede sbagliato; non devi scaricare nessun fie .zip a meno che non contenga solo un file .iso.

        Le istruzuzioni er eseguire questa operazione sono descritte a partire dalla pagina 16 della guida LaTeXpedia, scaricabile dall sezione documentazione di questo sito. Anche se contiene parecchie pagine, fai molto prima a scaricare quel file, a leggerne in italiano in primi pochi (2 o 3) capitoli e a sfogliare il resto, tanto pee sapre che cosa vi è contenuto. Nella fattispecie a partire alla pagina 16 è dettagliatamente descritto come installare il sistema dall’immaigne ISO. Siccome l’esempio si riferisce all’installazione della versione 2016, quando incontri questo anno, cambialo in 2017.

        in risposta a: Linea verticale per separare due porzioni di testo #112485
        OldClaudio
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          Continuo a pensare che se devi scrivere due testi paralleli separati da un filetto verticale, usando solo una riga alla volta (una riga di ciascuno dei due testi), non un intero capoverso alla volta l’ambiente tabbing faccia al caso tuo.

          Poi magari esistono pacchetti per testi paralleli o testi per edizioni critiche che prevedono questa funzionalità. Persino per me stesso me ne sono scritto uno, ma solo un capoverso intero alla volta, non una riga alla volta, quindi non fa al caso tuo.

          Se non è questo quello che vuoi fare, può essere che il pacchetto multicol ti permetta di scrivere due brevi o lunghe colonne, di svariati capoversi, separate da un filetto verticale, dove il testo rifluisce sempre dalla prima alla seconda colonna, anche se il paio di colonne viene interrotto da un fine pagina. Se serve al caso tuo lo puoi saore solo leggendone la documentazione. Usato con attenzione serve per moltissimi usi anche fuori del normale testo. le colonne risultano sempre tagliate in modo da essere pareggiate (almeno nei limiti del possibile).

          in risposta a: pacchetto espcrc1 #112492
          OldClaudio
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            Se non lo si trova nemmeno con una ricerca con google (l’ho cercato e non l’ho trovato) si tratta di una cosa superpersonale che, attenzione, io non userei se non dopo averne letto il codice ed averlo approvato seocndo i miei criteri personali. Non sempre le cose personali o che si trovano in rete in luoghi diversi dall’archivio ufficiale CTAN, o dagli archivi dei gruppi nazionali, ma nei siti di utenti “privati” sono approvabili; spesso sono sperimentali e piene di errori, altrettanto spesso mancano di qualsiasi documentazione scritta decentemente in una lingua veicolare come l’inglese; io me la cavo con una mezza dozzina di lingue, ma con il ceco, per esempio, mi trovo in difficoltà; ho dovuto usare un pacchetto scritto da un ceco (la parola “ceco” non mi piace, preferirei dire boemo, ma sembra che i cittadini della repubblica Ceca non apprezzino) e ho poi dovuto rinunciare perché sia i nomi delle macro sia i commenti erano incomprensibili.

            in risposta a: Nuova numerazione delle righe di testo per ogni pagina. #112487
            OldClaudio
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              Benvenuto nel forum

              Ti ho spostato il messaggio nella sezione delle edizioni critiche, perché ovviamante quella è la sezione che gli compete. Inoltre l’autore di relednac segue quella sezione su questo sito, quindi ti risponderà lui.

              Certo da ignorante, direi che se tu inserissi anche \pstop i numeri di pagina non ricomincerebbero da zero ad ogni nuova pagina, ma non arriverebbero alla fine del documento con una sola numerazione. Siccome non ho mai usato reledmac, il mio parere può valere meno di zero. Ma se e quando Maïeul ti risponderà la sua sarà l’indicazione più autorevole che tu possa ricevere.

              Nel frattempo, se non l’hai ancora fatto, apri un terminale, scevici dentro il comando texdoc reledmac, ed eseguilo; ti si apre una schemrata con al documentazione di reledmac dove, magari, trovi gia scritta la risposta alla tua domanda.

              in risposta a: PROBLEMA INSTALLAZIONE Pacchetto Beamer #112472
              OldClaudio
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                La versione a 32 bit in genere funziona anche nelle machine che hanno un processore a 64 bit.
                c
                No, completa vuol dire completa; che sia a 32 o 64 bit, non importa, ma se hai una macchina moderna con un processore a 64 bit è meglio che installi la versione adatta al tuo processore.

                Completa vuol dire tutti i circa 5 GiB di roba che comporta una distribuzione completa; Siccome io non ho una macchina Windows non ho nessun interesse ad andare a cercare nel sito di MiKTeX le varie pagine di quel sito, ma se fossi in quelal condizione, leggerei per bene il testo ed eviterei di scaricare MiKTeX basic, anche se il sito mi tranquillizza dicendomi che si può configurare l’installazione in modo che si installi da sola i file .cab di cui ha bisogno via via che ne ha bisogno. Sicome perché questo funzioni è necessario essere in rete con un collegamento veloce, io preferirei usare un’oretta di tempo per installare l’intero malloppo, senza preoccuparmi di dover scaricare al volo qualcosa quando non sono in rete o non ho accesso a nessuna rete.

                in risposta a: cambio layout di una particolare parte del documento #112461
                OldClaudio
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                  Dei quattro errori che ti ha segnalato @marcocurreli il primo in realtà non è un errore, perché gli spazi dopo una control sequence dal nome letterale non contano

                  Il secondo è un volgare errore di battitura che balza agli occhi di chiunque tranne, ovviamante a chi lo commentte; chi scrive è l’ultima persona che si accorde degli errori di battitura.

                  Il terzo relativo all’ambiente nico non è un solo errorecome ti ho già scritto il comando \newenvironment vuole almento tre argomenti obbligatori e uno o due facoltativi
                  ongi guida ti dice che la sintassi di \newenvironment è:

                  [tt]\newenvironment{nome dell’ambiente}[numero di argomenti][valore di default del rpimo argomento{comandi di apertura}{comandi di chiusura}[/tt]

                  La prima cosa che balza all’occhio è che mancano i comandi di chiusura; la seocnda è che il coando \fontfamily{…} non è seguito dal comando \selectfont; non è facile avere dimestichezza con comandi di basso livello come questi, tuttavia se apri un terminale e vi digiti il comando texdoc fntguide e lo esegui, nella finestra che ti si apre viene detto tutto quello che l’utente deve sapere sui font. Il terzo errore riguarda la famiglia times; non ho idea se esista una tale famiglia, maso che esistono i font Times di diverse varietà; LaTeX per sigla della famiglia usa una stringa di lettere in codice che contiene diverse informazionei tradizionalmente usando solo 8 caratteri, perché le macchine DOs di un tempo, di quqndo è nato LaTeX, non permttefano di usare font con nomi più lunghi di 8 caratteri. Oggi tutte le piattaforme e sistemi operativi consentono l’uso di nomi più luhi, ma per varie ragioni LaTeX si è fermato ad 8 per i nomi delle famiglie Due o tre caratteri nel nome del file che lo descrive sono riservati alla sigla della codifica quindi ne restano solo 6 o5 per indicare se si tratta di font Type 1, che nome breve possono a vere, se sono ocn o senza grazie, se sono proporzionali o monospaziati, se sono in tonfo , in corsivo in maiuscoletto, …, se sono di serie media, nera nera estesa, e compagnia blella. Il file che contiene il dettaglio di queste caratteristiche ha un nome che si ottiene agglutinando la sigla della codifica con il nome della famiglia;Per esempio il tondo dellla collezione Latin Modern ha un file di descrizione che si chiama, per esempio, t1lmr.fd Di lì trai il nome della famiglia e della codifica In quel caso si tratta di codifica T1 e famiglia Latin Modern Regular (vale a dire i font con grazie).

                  Visto che hai poca dimestichezza con LaTeX non fare acrobazie con le famiglie di font, piuttosto usa un font senza grazie epr distinguere il pezzo di testo da un altro pezzo di testo composto con font graziati, ma non avventurati nella ricerca di famiglie comunwue diverse da quelle di default.

                  Piuttosto cambia completamente collezione, per esempio se usi il pacchetto kpfonts, disponi della collezione Palladio per i font con grazie e di altre collezioni per i font senza grazie o monospaziati. (kpfonts è solo un esempio; per usare bene questo pacchetto e i suoi font bisogna leggerne la documentazione).

                  Non chiedere però “dove sbaglio” quando gli errori che commetti sono plateali; per carità, a tutti può scappare un errore plateale; scagli al prima pietra chi è immune da questo errore. Tuttavia devi stare più attento a quello che scrivi, perché ti perdi in attesa di imboccate dal forum senza in effetti cercare di trovare da soli gli errori platelai che commetti. La cosa sarebbe assi diversa se ti trovassi di fronte ad un comando fragile, per esempio; esso sembra definito bene, ma genera degli errori perché viene eseguito al momento sbagliato; quello sì che è un errore difficile per il quale chiedere aiuto al forum

                  in risposta a: Linea verticale per separare due porzioni di testo #112482
                  OldClaudio
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                    Forse ci riesci con l’ambiente tabbing, di cui si parla poco nelle guide; Però il manuale LaTeX di Lamport, tradotto nella guide tematica “Il LaTeX Reference Manual commentato” ne parla.

                    in risposta a: note in tabelle #112480
                    OldClaudio
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                      Continuo a non capire bene, ma credo di essermici avvicinato.
                      \footnotemark richiede come argomento un numero e \ref{…} non è un numero finché non si esegue la seocnda compilazione.
                      Se invice di \footnotemark , in modo testo, cioè fuori dei segni $, usi il comando [tt]\textsuperscript{\scriptsize\ref{…}}[/tt] dovresti poter ottenere quello che desideri.

                      Se però avessi inviato un esempio minimo compilabile che replichi il tuo problema, sarebbe molto più semplice capire esattamanto quello che a parole è difficile da dire.
                      Un esempio minimo compilabile è u sorgente .tex che comincia con \documentclass e finisce con \end{document} (quindi un file completo), con il minimo di preambolo e il minimo di corpo del testo, e che riproduca il rpoblema oggetto della richiesta di aiuto; c’è anche una guida tematica sull’argomento.

                      in risposta a: note in tabelle #112478
                      OldClaudio
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                        Ti suggerisco la guida tematica Il Latex Reference MAnual commentato, presente e scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito.

                        Cerca nell’indice analitico \footnotemark (che stai usando male) e \footnotetext (che non stai usando per niente); ma onestamente, anche se sono quelli i comandi da usare, oltre, forse a \footnote, non ho capito esattamente che cosa vuoi fare. Bisognerebbe che ti spiegassi meglio.
                        Vuoi riferiti al caso di mettere il testo delle note in una tabella o vuoi solo richiamare note esterne da dentro la tabella?

                        in risposta a: Cambio Font Suftesi #112476
                        OldClaudio
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                          No, se li hai installati a mano, forse non sono elencati nella pdftex.map; quindi i font li hai a bordo, ma non li hai resi accessibili nella forma vettoriale.
                          Non è banale, Ma prima prova ad aprire il file pdftex.map; poi, se come penso non li trovi, guarda sulla Intruduzione all’arte tipografica con LaTeX dove è esemplificato come rendere accessibili questi font lavorando sulla mappa.

                          in risposta a: Cambio Font Suftesi #112474
                          OldClaudio
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                            Gli scalable fonts sono i font vettoriali Type1, TrueType, OpenType, eccetera.
                            Evidentemente i garamondx e/o quelli usati da mathdesign non lo sono.

                            Che cosa vol dire che non lo sono? Vuol dire che non sono vettoriali, ma non è una tautologia.

                            Knuth all’inzio creò in font Computer Modern come matrici di punti; questi non sono scalabili, perché sono quati di singoli pixel accostati e vanno creati quelli che vanno bene per la densità di pixel adatti allo schermo o alla stampante; se provi a comporre con latex in formato dvi un file con i font di default Computer Modern, e lo apri con un visualizzatore di file dvi (per esempio xdvi) e poi ingrandisci la schermata diciamo di 10 volte, vedi che i singoli pixel di cui sono fatti i font diventano dei quadratini che mostrano i contorni dei caratteri decisamente seghettati Se fai la stessa cosa compilando con pdflatx in formato pdf, i font usati non sono più quelli di Knuth, ma sono i CM-super, vettoriali e davvero scalabili; ingrandisci la schermata di 10 volte e i contorni dei caratteri sono “lisci” (in realtaà sono punitnati perché lo schermo è fatto di puntini, ma sono talmente piccoli che per deverli devi usare una lente) non seghettati.

                            Se vuoi approfondire, nella sezione Documentazione di questo sito c’è una guida tematica sui font.

                            in risposta a: cambio layout di una particolare parte del documento #112456
                            OldClaudio
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                              Non leggi la spiegazione della documentazione con sufficiente attenzione

                              \newenvironment richiede tre argomenti:`\newenvironment{bastoncino}% primo argomento
                              {\par\newpage \sffamily}% comandi di apertura
                              {\par\nepage}% comandi di chiusura`

                              L’ambiente così definito si usa con \begin … \end:`\begin{Bastoncino}
                              Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla.
                              \end{Bastoncino}`

                              Direi che la cosa non è così complicata né da fare né da capire perché non ti funziona.

                              in risposta a: PROBLEMA INSTALLAZIONE Pacchetto Beamer #112469
                              OldClaudio
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                                Non devi installare in quel modo.

                                Vedendo il tuo codice deduco che se su una piattaforma WIndows. OK

                                Direi che Hai installato la distribuzione del sistema TeX che si chiama MiKTeX, e che ne hai installato al versione basic.

                                Non sono “peccati” né lavorare su Windows, né usare MiKTeX. Ma per evitare situazioni come la tua, tutte le guide presenti nella sezione Documentazione di questo sito raccomandano sempre e comunque di installare una versione completa e aggiornata del sistema, mai una versione basic.

                                Visto che purtroppo hai una versione basic, devi usare il Wizard di MikTeX per installare i vari “bundle” (* vedi sotto); devi cioè cliccare Start, andare a cercare MikTeX e sotto quello probabilmente devi selezionare la versione 2.9, e sotto quella cliccare il Wizard; nella finestra che ti si apre devi cercare beamer (che è il nome del “bundle” e scegliere di installare quello.

                                E devi ripetere questa procedura ogni volta che ti manca un “pacchetto”.

                                Io ti consiglierei due cose in alternativa;

                                1) smonta MiKTeX basic e dalla pagina web di MiKTeX scegli di scaricare ed installare la versione completa. Il Wizard ti servirà solo, eventualmente, per aggiornare i pacchetti aggiornabili,ma almeno non resterai a peidi come ti è sucesso ora.

                                2) smonta MiKTeX e installa TeXLive seguendo le istruzioni che torvi nelle varie guide della sezione Documentazione di questo sito. MiKTeX è solo per Windows, mentre TeXLive è anche per windows. MiKTeX completa viene aggiornato dal suo curatore ogni qualche mese; lui attinge dal sito CTAN (Comprehensive TeX Archive Network, rete completa di archivi di TeX) ma per impacchettare le parti specifiche di Widows deve trasformare quello che scarica da CTAN e dopo vari processi di verifica renderli disponibili. TeXLive è direttamente la copia di CTAN quasi completa (non contiene solo le cartelle di CTAN di valore storico/archeologico) e mediante un semplice eseguibile per l’utente finale è aggiornabile volendo ogni giorno; io aggiorno una volta alla settimana e ogni volta vi trovo alcune decine di bundle aggiornabili e una mezza dozzina di bundle nuovi; quindi la mia installazione al massimo ha 7 giorni d’età, e virtualmente sempre aggiornata. Io mi trovo benissimo così e mi permetto di consigliarlo a tutti; molti utenti di WIndows sono affezionati a MiKTeX e non seguono il mio consiglio e non ho nulla da dire in merito perché è una loro scelta che va benissimo, purché dispongano di una versione completa e siano molto attenti nell’usare il Wizard sufficientemente spesso.

                                (*) in inglese il file del sistema TeX si distinguiono in bundle e packages; molto spesso un package corrisponde ad un solo file con estensione .sty; in Italian siè è sviluppata l’abitudine di chiamare pacchetto ogni file .sty, se non altro perché lo si imposta nei propri documenti con il comando \usepackage. Il bundle invece è davvero un “pacco’, un grosso pacco, che può contenere decine, raramente centinaia di file di vario genere, da file di classe a file .sty, .def, .fd,, .ldf, eccetera. I bundle sono quellli che si installano e/o si aggiornano; i package sono quelli che si usano. I package sono sottinsiemi dei bundle.

                                Esempio con miei bundle: il bundle begingreek contiene solo il package begingreek.sty e la sua documentazione; il bundle TOPTesi contiene il file documentato .dtx, file di classe, file .sty alcuni dei quali sono di secondo livello, file .tex contenenti modelli, file pdf contenenti immagini, file .cfg contenenti configurazioni, eccetera
                                Nel primo caso l’utente finale usa solo il comando \usepackage{begingreek} e non si preoccupa d’altro. Nel secondo caso l’utente finale cusa la classe toptesi e nel comando \documentclass inserisce le opzioni che gli interessano e la classe e i pacchetti .sty subalterni si occupano della gestione dei vari moduli; l’utente finale non si rende cont che le sue opzioni si trasformano in pacchetti caricati

                                Nel caso di beamer succedono più o meno le stesse cose; molte impostazioni si ottengono cone le opzioni oppure con i comandi \setbeamertemplate o simili, ma il bundle beamer, contiene parecchie decine di file.

                                Scusa la lunga spiegazione, ma spero di averti chiarito qual è il tuo problema e da dove nasce.

                                in risposta a: cambio layout di una particolare parte del documento #112454
                                OldClaudio
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                                  Be’ dài! Creati un ambinete qualsiasi all’inzio del quale specifichi un font diverso; Naturalmente devi sapre quello che vuoi fare e che cosa stai facendo.

                                  Per esempio, se nella pagina successiava alle tabelline vuoi scrivere il testo in sans serif, non hai bisogno di usare nessun fot che già non sia dispobile; basta una coas el tipo`
                                  \newenvironment{Bastoncino}{% APERTURA DELL'AMBIENTE
                                  \newpage %se vuoi che l'ambiente cominci su una nuova pagina
                                  \sffamily % se vuoi il font sanserif che si accordi con il font con grazie che hai usato precedentemente
                                  }{% CHIUSURA DELL'AMBIENTE
                                  \par % termina l'ultimo capoverso
                                  \newpage % se vuoi che dopo questo testo in sanserif il testo normale ricominci su pagina nuova
                                  }
                                  `

                                  Se invece vuoi usare un font di una collezione diversa devi conoscere la sua sigla e sostituire nello schema precedente [tt]\sffamily[/tt] con
                                  `\usefont \{codifica}{famiglia}{serie}{forma}
                                  `
                                  Dove “codifica” verosimilmente è T1
                                  “famiglia” è la sigla della collezione di font (vedi sotto)
                                  “serie” riguarda la nerezza: m per serie media (quella in uso normalmente); b per bold, bx per bold expanded
                                  “forma” riguarda il particolare disegno; n per il tondo normale, it per l’italico o corsivo; sl per tondo inclinato, sc per small caps o maiuscoletto, eccetera.

                                  Queste cose non tutto più o meno approfonditamante spiegate nella guida Il LaTeX Reference Manual commentato, in Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX, e nella guida tematica sui font; tutta roba che trovi, come al solito, nella sezione Documentazione di questo sito.

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