OldClaudio

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  • in risposta a: Problema con TeXShop e accenti #112545
    OldClaudio
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      Hai fatto bene a specificare che per il momento stai lavorando con l’italiano e il greco antico; le altre lingue che hai citato mi sembravano un po’ spinte fino al cinese…
      Ma se non era tua intenzione esagerare un oo’, ti chiedo scusa.

      In compenso ti posso dire due o tre cosette che possono aiutarti.

      1) I font greci che probabilmente stai usando li ho disegnati io; sono quelli che vengono usati di default con la codifica LGR quando si usa pdfLaTeX.
      2) esistono anche altri font greci con la codifica LGR che però sono meno performanti die miei; non dico che i miei siano perfetti, ma contengono molte famiglie che mancano alle altre collezioni, e hanno i corpi ottici, totalmente assenti dalle altre collezioni.
      3) la specificazione polutonikogreek a babel è totalmente obsoleta da quasi una decina di anni; ora babel accetta i modifiers, per cui dovresti usare l’opzione greek.ancient come nome della lingua. D’altra parte la lingua polutonikogreek risale ai primi anni ’90, dopo di che, introdotti fi attributi delle lingue e poi i “modifiers, polutonikogreek è deprecato. Tuttavia era specificata e forse lo è ancora nelle guide di Pantieri,; controllerò, ma l’ho già detto a Lorenzo e a Tommanso, ma non mi sembrano entusiasti nel rimettere mano ai suoi testi
      4) la sillabazione del greco antico non avviene correttamente, perché il TUG team sula sillabazione sembra più propenso a spingere gli utenti del greco classico verso XeLaTeX e LuaLaTeX.
      5) da poche settimane è stato aggiornato il pacchetto xgreek che inizialmente era solo un’estensione per XeLaTeX, ma ora funziona anche con LuaLaTeX
      6) se posso permettermi un suggerimento, usa LuaLaTeX dopo aver letto attentamente la documentazione del pacchetto xgreek. Per i font scegli i font CMU che contengono tutte le estensioni dei miei font con codifica LGR, ma sono font Unicode, con i quali anche nel file sorgente puoi scrivere direttamente in greco; il tuo Mac te lo conssente; Basta sinsallare i driver greek polytonic e, εὔρεκα, ecco che puoi scrivere in greco direttamente nel fiile sorgente.
      7) se preferisci continuare con pdfLaTeX, tieni presente il pacchetto teubner che ho scritto epr venire incontor agli utenti di LaTeX che scrivono di fillologia classica greca; ci puoi fare cose incredibili, dopo aver letto la sua documentazione; con il modulo greek che babel usa come opzione di lingua, teubner imposta l’attributo ancient, e poi mette a disposizione una quantità di comandi utili per il filologo ellenista; ma soprattutto, visto che ora quel modulo permette di usare la LaTeX Internal Character Representation (LICR), puoi scrivere anche direttamente in greco nel file sorgente. Resta il fatto che con pdflatex la sillabazione non funziona bene per il greco antico; finora nessuno si è lamentato, ma credo che la cosa dipenda dallo scarso numero di ellenisti filologi che usano LaTeX.
      8 ) Invece usare LuaLaTeX è facile; la guida che ti ho indicato”L’Arte di scrivere in diverse lingue con (Xe)LaTeX” spiega come fare. Ma superato il piccolissimo scoglio per usare i font OpentType con codifica Unicode e la gestione delle lingue con polyglossia, invece che con babel, quanto scriveresti nel corpo del documento sarebbe lo steso che scriveresti se usi pdfLaTeX.

      Spero di esserti stato utile.

      in risposta a: [RISOLTO]prob da A4 ad A5 #112531
      OldClaudio
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        Allora se i tuoi pasticcetti di questi messaggi non derivano da fatica e/o stress, il concetto del mio procedimento è il seguente.

        Crei in prima battuta il tuo documento in formato A5 portariti, una cosa del tipo`$% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
        % !TEX TS-program = pdflatex
        \documentclass[a5paper,…]{article} % o con un'altra classe
        …
        % pacchetti e nuovi comandi
        …
        \begin{document}
        …
        \end{document}`Come vedi non c’è nulla di speciale salvo la specifica del formato A5. Supponi che questo documento si chiami a5.tex e il suo pdf si chiami a5.pdf. Secondo la mia esperienza è utile che tu aggiunga in coda quante pagine assolutamante bianche affinché il numero totale di pagine sia un multiplo intero di 4.

        Poi devi creare un altro documento:`% ATTENZIONE CHE CI SIANO SEMPRE TUTTE LE PAGINE IN NUMERO MULTIPLO DI 4
        \documentclass[a4paper,landscape]{article}
        \usepackage[final]{pdfpages}
        \usepackage{everyshi}
        \EveryShipout{\ifodd\value{page} \pdfpageattr{/Rotate 180}\fi}
        \begin{document}
        \includepdf[pages=-,nup=2×1, signature=…]{a5.pdf}
        \end{document}`dove al posto dei puntini dopo “segnatura=” devi mettere il numero totale di pagine, quel multiplo di 4 di cui ho detto.
        Come vedi né nel primo file né nel secondo compare mai booklet.
        Salva questo file col nome, per esempio, libretto.tex. Prima lavori sul documento a5.tex; quando ti sembra a posto allora compili il documento libretto.tex per imporre le pagine nella segnatura.

        Io preferisco questo secondo metodo, anche se quello di booklet funziona benissimo, perché per lavorare il documento, aggiungere o togliere testo, apportare correzioni, e simili, è preferibile lavorare con un file pdf in cui le pagine sono nell’ordine naturale. Quando poi non ci sono più modifiche o correzioni e le figure sono tutte dove devono stare, eccetera, allora si crea la segnatura.

        Un altro pregio, secondo me, del secondo metodo è che se hai messo insieme un documento di, diciamo, 320 facciate in formato A5, puoi usare questo metodo specificando, per esempio “signature=32”; otterrai 10 segnature che contengono due facciate A5 su ogni facciata A4 landscape, quindi ogni foglio A4 contiene fra il fronte e il retro 4 facciate A5; la segnatura è fatta di 8 fogli A4; ciascuna segnatura piegata a metà forma 16 pagine per il totale specificato di 32 facciate A5.

        Ovviamente non puoi usare una cucitrice a punti metallici per legare assieme le 10 segnature ma devi usare ago e filo; probabilmente devi costruirti un rudimentale telaio da legatore per fare le cose per bene, ma questo è un altro discorso. Lavorare al calcolatore per creare le segnature, non implica abilità manuali particolari; rilegare un libro richiede la competenza di un legatore; con l’esercizio tutti possiamo ottenere risultati decenti, ma probabilmente mai belli come le legature dei professionisti.

        in risposta a: Problema con TeXShop e accenti #112543
        OldClaudio
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          Lorenzo, nessuna guida si chiama “L’Arte di LaTeX”, almeno che io sappia. Certamente non nella sezione Documentazione di questo sito.
          D’altra parte Io avevo segnalato una “guida tematica” oltre ad una “guida generale”.

          Una guida tematica tratta di un solo tema, per esempio le codifiche dei font (quello che ti ho consigliato); ma ce ne sono una dozzina e sono tutte una più interessante dell’altra.

          Una guida generale parla dell’uso di LaTeX in generale; sono guide generali, per esempio, “Latex per l’impaziente”, “L’Arte di scrivere con LaTeX”, “LaTeXpedia”, tutte tre scritte da Lorenzo Pantieri e una scritta in collaborazione con Tommaso Gordini. Ci sarebbe poi anche il malloppone “Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX”, ma temo che non sia molto utile prima di avere acquisito una certa familiarità con il linguaggio. Le prime tre hanno un aspetto simile e alcune parti sono proprio identiche; non per niente l’autore è lo stesso. L’autore, inoltre, è affezionato allo stile del pacchetto ClassicThesis configurato con il suo pacchetto ArsClassica. Il malloppone è invece stato creato con la classe book con pochissime modifiche allo stile, tutte descritte nel corpo del testo, ma con una miriade di comandi in più per gestire le informazioni complesse che vi sono descritte; ecco perché per leggerlo con profitto bisognerebbe già avere una certa dimestichezza con il linguaggio.

          Ma visto che scrivi in greco antico, in ebraico ed aramaico, in egizio e in copto, e forse nel futuro anche in cinese :smile:, ti suggerisco anche la guida “L’Arte di scrivere in diverse lingue con (Xe)Latex” ; l’ho scritta con Tommaso Gordini e ci siamo divertiti un mondo a vedere che cosa si può fare con le versioni multibyte di LaTeX, segnatamente XeLaTeX e LuaLateX. Nella numero 24 di ArsTeXnica, scaricabile dalla sezione ArsTeXnica di questo sito (anche subito da parte dei soci, da ottobre 2018 per in non soci del GuIT) c’è anche un articolo quasi tutto dedicato a LuaLaTeX per scrivere in arabo, coreano e giapponese.

          Questo tanto per proseguire nel tuo sottile umorismo relativo alle lingue, che ho letto con molto piacere.

          in risposta a: [RISOLTO]prob da A4 ad A5 #112529
          OldClaudio
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            Renato sei un po’ giù di corda. Ti ho già detto che quello che ahi ottenuto con il pacchetto booklet va bene così com’è, non hai bisogno d’altro.

            Tra l’altro sei così sotto stress che chiedi se togliere il pacchetto booktabs, quando questo non ha niente a che vedere con il tuo problema.

            Visto che la tua “depressione” di questo momento no ti permette di essere “lucido”. Lascia eprdere il mio file .tex. Richiedimelo fra 6 mesi quando, più calmo e meno stressato, non ti occuperai più di questo libriccino che stai componendo adesso.

            Ripeto; il codice che hai allegato due o tre messaggi fa , l’ultimo tuo messaggio con il codice, funziona benissimo da solo e fa le imposizioni gisute pe stampare le 12 facciate in fronte/retro su tre fogli A4 in landscape. Cosa vuoi fare di diverso? Quello va già bene. Se non ci credi stampa tutte quelle 6 pagine pdf solo fronte; accoppiale a due a due con la parte non scritta schiena a schiena; controlla:dietro la pagina 1 a destra, voltata la coppia di pagine hai la pagina 2 a sinistra. e così di seguito, se prendi queste tre coppie di fogli nell’ordine giusto e li sovrapponi e poi pieghi a metà hai le pagine del tuo libretto. Questo solo per verificare che hai già ottenuto quello che volevi ottenere.

            Se hai una stampante moderna che fa da sola il fronte/retro, quando invii quelle 6 facciate alla stampante ottini i fogli scritti dai due lati e già sovrapposti nell’oridne giusto per piegarli a metà: coì hai i tuo libretto già pronto; manca solo la cucitura con i punti metallici.

            Se hai una stampante non modernissima ma economica, questa non fa il fronte/retro in automatico; quindi per avere i fogli giusti devi passare gli stessi fogli nella stampate per stampare prima le facciate fronte, poi le facciate retro.

            in risposta a: Problema con TeXShop e accenti #112541
            OldClaudio
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              Vedi, @LorenzoM,
              ti ho indicato delle letture, in particolare la lettura della guida tematica sulle codifiche. Se l’avessi letto avresti capito che se hai inizialemente salvato il file senza specificare che volevi usare la codifica utf8 e se non l’hai detto nemmeno a TeXShop di dalvarlo con la stessa codifica, quel messaggio ti dice chiaramante che hai un problema di codifica,ma non lo puoi sapere perché non hai dato nemmeno una sbirciatina a quella guida tematica.

              Scusami, non ti sto prendendo in giro. Sto cercando di farti capire che
              1) l’editor (TeXShop nel tuo caso)e i programma di compilazione (pdfLaTeX nel tuo caso) sono due programmi indipendenti e devi farli andare d’accordo. Non puoi creare e salvare con l’editor un file in codifica applemac e dire al programam di compilazione che i caratteri accentati sono in codifica utf8.

              Capisco che sia una cosa strana e che i soliti word porcessor come Pages, Word, Writer eccetera non pongono questi problemi. Ma il sistema TeX li pone. Prova a copiare e salvare questo file`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
              % !TEX TS-program = pdfLaTeX
              \documentclass[a4paper]{article}
              \usepackage[T1]{fontenc}
              \usepackage[utf8]{inputenc}
              \usepackage[italian]{babel}
              \begin{document}
              Allora è così?
              \end{document}` selezionanalo dalla finestra di questo codice, copialo, apri un nuovo documento con TeXShop, incollaci quanto hai copiato; salva il file colo noe che ti pare, ma non col nome “SenzaTitolo”, ma con un nome più mnemonico, per esempio “ProvaAccenti.tex”; Clicca sul pulsante Typeset e vedi che cosa ti succede.

              Perché questo file funziona; perché, senza toccare le impostazioni di TeXShop, la prima riga “magica” di questo piccolo file (che poi non è altro che il tuo a cui ho aggiunto quelle due righe magiche) gli dice che deve salvare con la codifica utf8 (utf8 è il nome dell’opzione per il pacchetto inputenc, ma il nome ufficiale della codifica è UTF-8). La quinta riga dice al pdfLaTeX “guarda che ho salvato il file .tex in codifica utf8, quindi comportati di conseguenza”.

              LA guida tematica che ti ho suggerito spiega anche come fare a cambiare codifica ad un file con la codifica “sbagliata”, Ma ogni guida per neofiti o per esperti raccomanda oggi di salvare sempre con la codifica utf8 e di usare sempre quell’opzione per il file pdfLATeX.

              Quando sarai un po’ più esperto e vorrai scrivere, diciamo, i giapponese, userai i programmi di composizione XeLaTeX o LuaLaTeX, che possono lavorare solo se il file sorgente è stato salvato con questa benedetta codifica e NON bisogna specificarglielo con il pacchetto inputenc; ovviamante per comporre il testoin giappponese deve usare font codificati UNICODE che contengono migliaia o decine di migliaia di caratteri compresi quelli giapponesi.

              PdfLaTeX non lo può fare, almeno non in modo così semplice come XeLATeX e LuaLaTeX, perché usa solo font che contengano al massimo 256 caratteri che sono appena sufficienti a gestire le lingue europee occidentali che usano l’alfabeto Latino con moltissimi accenti o altri segni diacritici. Anzi una sola collezione di 256 caratteri non è in grado di gestire tutte le lingue europee occidentali quindi esistono diverse codifiche locali con i nomi e le sigle più disparate.
              Il MAc è famoso, lo è stato certamente fino ai primi anni del 2000, quando usava una sua codifica specifica, la codifica applemac, non accessibile a nessun altro sistema operativo; Per fortuna ora usa un sistema operativo di tipo UNIX, ma ha conservato di default quella terribile codifica. Per fortuna l’editor TeXShop, con le sue preferenze può essere impostatoin modo che abbia una diversa codifica preimpostata; vai sul nome TeXShop nella barra superiore, cliccaci sopra e nel menù a tendina scegli Preferences; nella prima schermata generale seleziona la codifica UTF-8 come codifica predefinita e non avrai più problemi.

              Ma come ti ho detto, tutte queste cose sono descritte nelal guida tematica sulle codifiche. è descritta in uno dei primi capitoli di LaTeX per l’impaziente; è descritta in ogni guida anche le più semplici, purché moderne ed aggiornate.

              Non prendere la questione della codifica sotto gamba; è troppo importante gestirla con competenza; se prendi le buone abitudini fin dall’inizio, non avrai più problemi nel futuro.

              PS: Non devi reinstallare niente; quello che hai ottenuto è esattamente quello che TeXShop+pdfLaTeX fanno quando non si fa attenzione alla codifica.

              in risposta a: Problema con TeXShop e accenti #112538
              OldClaudio
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                Intanto benvenuto sul forum.

                Il tuo file non ha niente che non vada e TeXShop non c’etra niente.

                Qualvo vai a vedere il file .log non limitarti a guardarlo,ma leggilo. Il messaggiod’errore dice che non conosce la lingua inglese e non la conosce perché probabilmente nei tuoi esperimenti precedenti non avevi specificato né la lingua né l’uso di babel con l’opzione italian. Insomma, una decina di righe prima della fine del secondo file .tiff che hai inviato, c’è scritto:`(./Senza-titolo.aux

                ./Senza-titolo.aux2:: Package babel Error: Unknown language
                `english'. Either y
                ou have
                (babel) mispelled its name, or it has not been
                installled,
                (babel) or you requested it in a previous run. Fix
                its name,
                (babel) install it, or just rerun the file,
                respectively.

                See the babel package documentation for explanation.
                Type H for immediate help.
                …
                l.2 \select@language{english}

                ?`Ci sono molte cose che si imparano leggendo quel file (che ti ho trascritto identico con quanto appare nel link che hai allegato) [tra l’altro, riapri il tuo messaggio cliccando in basso sul tasto Edit, e vedrai come ti ho modificato il tuo messaggio; dovresti sempre mettere i tag appropriati, e non mettere il tag per qualcosa che non è un’immagine ma un link. Le immagini si immettono usando il bottone in basso “Add file”]

                1) nella prima delle righe che ti ho trascritto c’è una parentesi tonda aperta e il nome del file che viene letto dal programma. Si tratta, come vedi, del file .aux che contiene le informazioni relative al “run” precedente (alla precedente compilazione);
                2) qualche righa dopo ci sono delle righe che cominciano con (babel); questa informazione dice quale pacchetto si lamenta dell’errore.
                3) Contemporaneamente in quelle righe marcate (babel) ci sono le spiegazioni che babel dà per lamentarsi dellerrore.
                4) i motivi della lagnanza sono possibilmente due: (a) la lingua ha il nome scorretto, oppure (b) si tratta del residuo di un errore precedente.
                5) ti suggerisce di specificare l’opzione giusta della lingua oppure di ricompilare (rerun).
                6) dopo i puntini c’è il numero della riga (l.2) in cui si trovava a lavorare quando non ha saputo come procedere; guarda caso stava selezionando la lingua inglesse con un comando interno (perché il suo nome contiene la “lettera” @) che tu non puoi aver usato perché l’utente non può direttamente usare comandi i cui nomi contengano quella “lettera” che per l’utente è un segno analfabetico, come lo sono le cifre, i segni di interpunzione ad altri segni.

                Conclusione: TeXShop non ha niente che non vada.
                In queste circostanze, invece di premere H, si può sempre premere il tasto o o a seocnda di come è marcato sulla tua tastiera.

                Se si presentassero altri errori, allora invece di premere qualunque tasto clicca nella finestra della console il bottone Abort e poi il bottone Trash Aux Files. così termini la tua compilazione e elimini ogni tracce delle tue precedenti compilazioni conservate nei vari file ausilari, i più comuni dei quali sono i file .aux.

                Ricordati sempre quando ha un arresto improvviso nella compilazione di leggere con attenzione il file .log e di decifrare i messaggi che il programma o il pacchetto o la classe ti ha lasciato.

                Ti suggerisco di scaricarti la guida “LaTeX per l’impaziente” dalla sezione Documentazione di questo sito; ti suggerisco di leggerti la guida tematica sulle codifiche, sempre scaricandola dalla sezione Documentazione. In entrambe le guide, fra l’altro, si suggerisce di inserire sempre le righe magiche, inventate da TeXShop e poi migrate anche in altri editor.

                Infine non confondere mai l’editor TeXShop con il programma di compilazione; sono due cose del tutto indipendenti.

                in risposta a: Problema editor TexStudio #112534
                OldClaudio
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                  Io ho la versione 2.11.2 di TeXstudio su un Mac.

                  A me non succede nulla di quello che mostri; del resto è una cosa molto curiosa e molto insolita.

                  PS: ho appena aggiornato alla versione 2.11.6 dell’ultimo settembre 2017; su questa ultima versione per Mac continua a non succedere nulla di strano.

                  in risposta a: [RISOLTO]prob da A4 ad A5 #112527
                  OldClaudio
                  Partecipante
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                    Non hai fatto errori nell’ottenere un booklet con il pacchetto booklet.
                    Questo ha già due facciate A5 imposte su un foglio A4 per una segnaotra di 12 facciate.

                    Ora non devi fare altro; devi solo stampare fronte retro; se la tua stampante non è di ripo fronteretro, devi prima stampare le pagine dispari, poir rimettere nel caricatore della carta il pacchetto di fogli messi nell’ordinde e verso gisto e poi stampare la pagine pari; che devono andare a formare dei fonteretro che contengono complessivamente 4 facciate A5 due sul fronte e due sul retro. In sostanza per 14 facciate A5 la tua segnatura è formata da tre fogli A4, ciascuno contenente 4 facciate del documento originale. Questi tre fogli piegati a metà, eventualmente con una sovracoperta formata da un solo foglio A4, magari colorato e più spesso, che sia messo come prima foglio della segnatura, cucito con una cucitrice col braccio lungo o con una cucitrice col bracco a L, in modo che i punti siano applicati esattamente (dall’estrno verso l’interno) sulla piega della segnatura di quattro fogli ti forma il libriccino che volevi fare.
                    Se vuoi essere un po’ professionista, passa il tuo libriccino cucito con i punti metallici in una buona taglierina da ufficio in modo da preggiare il taglio esterno. E sei a posto.

                    Non capisco perciò che cosa chiedevi quando dicevi che con il mio codice non andava; certo non andava se dopo aver già creato la segnatura di 12 facciate con il pacchetto booklet, lo re-imponevi come segnatura usando pdfpages; non mi stupisco se ti venivano facciate A4 su cui erano imposte 4 facciate A5 ridotte al formato A6.

                    Ma l’errore madornale era quello di imporre due volte le pagine; la prima con booklet, la seconda con pdfpages. Ma è talmente stupido fare una cosa del genere che mi stupisco che non te ne sia accorto subito. Oh, per carità, tutti facciamo delle stupidaggini; questa volta sarebbe successo a te, ma non ti dico quante volte è successo a me.

                    in risposta a: fonts not embedded #112511
                    OldClaudio
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                      Certo MAtlab è un gran programma molto in voga, ma usarlo bene per inserire i font voluti e ritagliare il risultato si fa na fatica non indifferente.

                      Vorrei osservare che parlo per sentito dire, perché non ho mai usato Matlab; uso gnuplot, decisamente più ruspante, ma più facilmente configurabile. Uso TikZ e il suo compagno pngplots, ma non così spesso; uso il “volgare” ambiente picture esteso con il pacchetto pict2e di cui si parla nel manuale di Lamport del 1994, e ci ho fatto cose inccredibili, forse con più fatica rispetto a quella che avrei fatto usando quei programmi e quei pacchetti, ma ho imparato anche moltissimo su come funziona LaTeX; in definitiva non è stato tempo perso.

                      Però ho un altro asso nela manica, particolarmente adatto al caso di @dearick; uso il programma gratuito inkscape: imposto il file PDF generato con altri programmi e lo salvo in formato eps, poi importo il file eps appena creato e lo salvo in formato pdf. Queste due operazioni servno a fare due cose:
                      1) nel salvare il file in formato eps, infont usati (embedded o non embedded) vengono trasformati nei loro didegni, quindi il file eps non contiene più nessun font.
                      2) il formato eps è molto verboso/prolisso, ma ha un certo vantaggio: oltre a non contenere più nessun font non contiene nemmeno nessuna trasparenza. Risaolvandolo convertito in formato pdf, questo è privo di font e privo di trasparenze; ovviamante il disegno iniziale continua ad avere le scritte che aveva inzialmente, ma sono ottenute da disegni, no fa font. Non contenendo trasparenze, il file è compatibile per l’inclusione in file pdf che soddisfino alle norme ISO sull’archiviabilità.

                      Insomma passando per inkscape prendo due piccioni con una fava.

                      in risposta a: [RISOLTO]prob da A4 ad A5 #112525
                      OldClaudio
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                        Posta il codice, altrimenti non si capisce da dove saltino fuori due pagine A5 su una pagina A5 landscape.

                        Siccome il codice che stai usando te l’ho dato io tempo fa e a me funziona benissimo, da 8 anni, gli 8 anni durante i quali ho composto e stampato il libretto dei corsi della UNI3 che frequento, temo che tu abbia pasticciato quanto basta per non sapere più che cosa stai facendo.

                        in risposta a: [RISOLTO] Problema creazione dell’indice #112504
                        OldClaudio
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                          Perché “Roman” non è un testo da stampare, ma un nome di control sequence, cioè una macro senza il backslash.
                          Credo che sia voluto, in modo che se uno scrivesse [tt]\pagenumbering{Chinese}[/tt] per sbaglio, la macro \Chinese verrebbe definita con un testo sostitutivo \relax, e quindi resa inoffensiva 🙂

                          Se uno vuole i numeri di pagina in azzurro, lo deve specificare nella macro dello stile della pagina, o meglio almeno nelle quattro macro \ps@empty (che d’altra parte non usa numeri di pagina, ma per segnalre quali sono le quattro macro in questine), \ps@plain, \ps@headings e \ps@myheadings. Se poi si sono definiti altri stili con le funzionalità del pacchetto \fancyhdr, bisogna che anche gli altri stili siano definiti con i numeri di pagina azzurri.

                          Chi sono gli altri a cui [tt]\pagenumbering{\color{azzurro}Roman}[/tt] funzioni, sarei curioso di vederlo fare e funzionare. 🙂

                          in risposta a: [RISOLTO]prob da A4 ad A5 #112523
                          OldClaudio
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                            Certo se commenti la riga dove specifichi landscape, è difficile che pdfLaTeX possa fare diversamente dal suo formato normale portrait.

                            Decoomenta la seconda riga e commenta la prima.

                            in risposta a: [RISOLTO]prob da A4 ad A5 #112521
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                              Sicuramente nup=1×1 è sbagliato.

                              Io uso nup=2×1

                              Inoltre sei sicuro di avere 44 facciate A5 da includere su 22 facciate A4?

                              in risposta a: Problema bibliografia .bib #112514
                              OldClaudio
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                                Certo il messaggio d’errore è chiarissimo: c’è uno spazio nel nome dalla bibliografia`\bibliography{biblio_memoire_polito1_ 2017}`

                                I nomi die file devono sempre essere privi di spazi, oppure devono essere racchiusi fra delimitatori che dipendono dal sistema operativo.

                                Ma la raccomandazione ulteriore che diamo sempre in questo forum è di evitare i caratteri speciali nei nomi dei file, anche se il sistema operativo li accetta.
                                Nel tuo caso che differenze di leggibilità ci sarebbe se invece di [tt]biblio_memoire_polito1_2017[/tt] scrivessi [tt]biblio-memoire-polito1-2017[/tt]?

                                in risposta a: [Risolto] Installazione TexLive 2017 su Ubuntu 16.04 #111129
                                OldClaudio
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                                  Scusami se sono un po’ duro. Ma sai leggere la guida che ti ho indicato? Lì c’è scritto.

                                  Il mirror che hai indicato va benissimo, come molti altri mirror.

                                  Ma, diamine, leggi le guide!

                                  E siccome stai installando su ubuntu, leggi l’altra guida texliveubuntu sempre scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito.

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