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Cara Claudia, cara “omonima”, per fortuna sua senza il prefisso Old 🙂 , è sicura che sta usando la versione 6.1.12 di TOPtesi?
Il fatto che non riconosca l’ambiente ThesisTitlePage e non allinei le scatole mi lascia pensare che non stia usando una versione aggiornata di TOPtesi. Controlli nel file .log cove all’inizio in corripondenza ad ogni classe o pacchetto caricato c’è scritta anche la versione e a che cosa serve.
Il file che le ho mandato io col precedente messaggio è stato compilato correttamente con la versione 6.1.12 del “bundle” TOPtesi.Se non è così, la soluzione semplicissima è quella di aggiornare la sua installazione.
Buon lavoro
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E tu metti ogni tabular con la sua didascalia (\caption) el al sua etichetta (\label).L’ambiente table le rende flottanti tutte assieme. se poi sono piccole puoi usare anche l’ambiente subtab come descritto nelal documentazione di caption.
Mettendo troppe figure assieme dentro lo stesso ambiente flottante, rischi di fare dei blocchi troppo grandi che ti flottano a fondo capitolo e/o escono in parte fuori dalla pagina. Pensaci bene.
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Marco, quello che dici è importante, e gli utenti di Linux ne possono trarre grande beneficio. Ti ringrazio di puntualizzare queste cose.Vorrei però sottolineare che installare TeXLive/CTAN completo permette di avere tutto a disposizione sempre, anche quando si è in viaggio e non si ha connessione con la rete. Certo che si può sempre leggere quanto c’è in CTAN senza scaricare niente, basta anche cercare il sito CTAN e navigare l’archivio: per ogni pacchetto si può cliccare sul nome e si apre subito il visualizzatore PDF di quel pacchetto, ma per farlo bisogna avere il collegamento. Senza internet non puoi avere accesso alla documentazione con o senza quello script.
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Non escludo un bug.
Tuttavia il problema si risolve semplicemente con il codice che appare qui sotto nel tuo esempio minimo compilabile leggermente modificato.
`\documentclass[corpo=12pt, tipotesi=magistrale, numerazioneromana, evenboxes]{toptesi}\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}\usepackage{textcomp}
%\usepackage{bookmark}
\usepackage{booktabs}\usepackage{multirow}
\usepackage{tabularx}
\usepackage{relsize}
\usepackage{geometry} %e' per i margini
\geometry{a4paper,top=3cm,bottom=3cm,left=2.5cm,right=2.5cm,%
heightrounded,bindingoffset=5mm}\usepackage{graphicx}
\usepackage{caption}
\captionsetup{figureposition=bottom,font=small}
% figureposition=bottom ordina al programma
% di inserire uno spazio adeguato tra didascalia
% figure;
% font=small produce didascalie in corpo più
% piccolo, secondo l’uso italiano.
\usepackage{subfig}\makeatletter
\def\@makechapterhead#1{%
\vspace*{50\p@}%
{\parindent \z@ \raggedright
\normalfont
\interlinepenalty\@M
\Huge \bfseries\thechapter\space #1\par\nobreak
\vskip 40\p@
}}
\makeatother
%%%%\begin{document}
\english\begin{ThesisTitlePage}*
\CandidateName{Candidata}
\ateneo{Politecnico di Torino}
\logosede{logopolito}
%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
\corsodilaurea{Ingegneria Biomedica}
\titolo{Titolo della tesi\\di laurea magistrale}
\sottotitolo{Sottotitolo della tesi di laurea magistrale}
\relatore{prof.\ ….}
\secondorelatore{ing.\ …..}
\sedutadilaurea{\textsc{marzo 2018}}
\candidata{Maria Rossi}
%\retrofrontespizio{…}% in generale facoltativo
\end{ThesisTitlePage}\end{document}`
Vedo che sei agile nell’usare LaTeX e questa tua tesi non è la prima cosa che componi con LaTeX. Tuttavia, una cosa è saper usare LaTeX, un’altra sapere usare i pacchetti specifici. Per esempio saperne leggere la documentazione; nel caso specifico la documentazione d’uso in italiano si legge dando da terminale il comando texdoc toptesi-it. E in quella documentazione ci sono indicazioni specifiche sui file .sty già caricati dalla classe e che non bisogna assolutamente ricaricare col rischio di provocare errori di “Option clash”. Fra i pacchetti menzionati c’è graphicx; perché lo ricarichi?
Altro appunto: il formato della geometria della pagina su carta A4 è stato concordato con la segreteria del PoliTO; perché la ridefinisci?
Caption; ridefinisci il modo di comporre le didascalie; perché? in sostanza le hai ridefinite nello stesso modo di come le definisce TOPtesi, solo che secondo me la definizione di TOPtesi è migliore quando si tratta di didascalie di diverse righe.
Infine: il PoliTO vuole che sia usato il logo blu ufficiale del politecnico di Torino, che è disegnato in blui, e ha il marchio affiancato dal logotipo. Perché usi un logo non ufficiale, formato solo dal marchio? Per giunta mettere il marchio tondo in testa colla denominazione dell’ateneo, implica che il logo non contenga la denominazzione dell’ateneo; La documentazione per avere il logo in testa, dice di usare \ateneo{} con l’argomento vuoto; al contrario se l’argomento non è vuoto la documentazione dice di mettere il logo sotto il titolo e il sottotitolo prima delle scatole che contengono i relatori e i candidati.
Vedi dunque che la tua personalizzazione del frontespizio (e del contenuto della tesi) è eccessiva e in ogni caso sembra mostrare che non hai letto la documentazione, o, se l’hai letta, che ti sono sfuggite molte informazioni necessarie, specialmente in relazione alle tesi presso il PoliTO. Personalmente, come potresti aver letto nella documentazione, sono stato presso il PoliTO per una cinquantina d’anni (chiedi ai tuoi relatori, che a loro volta sono stati miei allievi); so qualche cosa in merito a questo ateneo, anche se, essendo in pensione da una decina d’anni, qualche modifica recente potrebbe essermi sfuggita.
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Si, ma anche su ArchiLinux si può installare la versione TeXLive/CTAN invece della TeXLive/Debian, seguendo le istruzioni del documento di egreg (scaricabile dalla sezione documentazione di questo sito) e come raccomandiamo sempre; d’altra parte nei miei messaggi io parlo sempre di Distribuzioni aggiornate e complete, e notoriamente la distribuzione TeXLive/Debian viene aggiornata solo una volta all’anno e l’installazione di default è decisamente incompleta.Tutto rispetto epr le piattaforme Linux; se ora io uso il Mac, con un sistema operativo di tipo UNIX come lo sono le varie incarnazioni di Linux, è perché per alcuni anni ho usato Linux. l’ho lasciato solo perché non conoscevo ancora il Maca OS X; i Mac che usavano il sistema operativo precedente mi avevano fortemente deluso.
Ma inutile fare polemiche di lana caprina, come un po’ sto facendo io in questo momento. L’importante è disporre di una versione di TeXLive sempre aggiornata e completa. Non lo raccomando mai abbastanza. Vale per TeXLive e per MiKTeX con provvenieneza CTAN o altri repositories.
::Sarilla” post=112735Ciao a tutti 🙂
sto scrivendo la mia Tesi di Dottorato in LATEX e vorrei riprodurre il modello di frontespizio che la mia Universitá chiede di utilizzare (rigorosamente senza apportare alcuna modifica).
Questo é il link per vedere tale frontespizio: http://www.unive.it/pag/7767/.
Secondo voi é possibile ottenere il frontespizio esattamente uguale a quel modello, in LATEX? Sto provando e riprovando, ma mi risulta difficile… Allora mi sono decisa ad iscrivermi a questo forum e a chiedere il vostro aiuto e qualche consiglio 🙂
Grazie a tutti 🙂
Benvenuta nel forum.
Ho letto le istruzioni nel link che hai indicato nel tuo messaggio e avrei un certo numero di osservazioni da fare, ma non sul frontespizio.
Mi permetto di suggerirti il pacchetto per redigere tesi che vanno dalla tesina di maturità alla dissertazione di dottorato che si chiama TOPtesi e fa parte di ogni distribuzione aggiornata e completa del sistema TeX. L’ultima versione è la 6.1.12 ed è modulare; se non riesci a comporre una tesi con quella classe, è perché le specifiche sono molto particolari e nessuno me le ha mai fatte conoscere (ho scritto al prima versione di quel pacchetto più di 20 anni fa e l’ultimo aggiornamento è di un mese fa… credo che questo al dica lunga sul tempo che ho dedicato alla composizione tipografica delle tesi)
Contiene due file di documentazione toptesi.pdf in inglese e toptesi-it.pdf quasi tutto in italiano. Li leggi dando da terminale i comandi texdoc toptesi e texdoc toptesi-it.
Il primo documento descrive il codice, ma prima descrive perché ho fatto quello che ho fatto e perché. Direi che dovrebbe essere, in caso di necessità, una seonda lettura. Il secondo documento è un manuale d’uso, quindi sarebbe consigliato come prima lettura. È un po’ lunghetto, eprché oltre a dire come si usa spiega perché ci sono e a che cosa servono certe sturutture e spiegano più che altro che cosa NON fare quando si compone una tesi o una dissertazione; importantissimo per te è anche sapre come si crea il file finale e completo in formato PDF/A. (Questo aspetto va approfondito più sotto).
Il secondo documento spiega anche i 9 modi diversi per costruire il frontespizio; uno di questi modi si chiama “custom” e visto che UniVE dà delle specifiche particolari per i contenuti, che non per l’aspetto (piuttosto modesto) direi che l’opzione custom è quella che fa per te. Questa opzione viene esemplificata con un frontespizio in ladscape, per una tesi di carattere grafico/artistico composta ad album invece che a libro (ovviamente nomi, università eccetera sono tutti di fantasia). Tuttavia quello che ho esemplificato in quella descrizione in landscape, ti può servire da modello per il tuo frontespizio.
Nel modello in formato rtf che l’università di propone ci sono alcune cose d’altri tempi, tipo il “ch. prof.”; il “ch.” è medievale (come lo sono le toghe altri simili orpelli accademici — sono stato per 50 anni all’università e non parlo per sentito dire). Il rettore è “magnifico” perché fa “grandi cose”; il preside è “amplissimo” perché ha “ampi poteri”; il docente è “chiarissimo” perché il suo eloquio e “molto chiaro”. Ti rendi conto che simili appellativi oltre ad essere completamente desueti non corrispondono a nessuna realtà odierna; Il rettore non può più fare grandi cose, ma ha fortissimi limiti a partire dai finanziamenti insufficienti; non paliamo degli ampi poteri dei presidi, che, avendo eliminato el facoltà dall’ordinamento moderno, non esistono nemmeno più; per la chiarezza dell’eloquio io stesso non sono sicuro di essere stato così chiaro, ma ricordo colleghi che sapevano aprire incisi che non chiudevano mai…
A parte le ironie, Non vedo nel frontesipzio di UniVe nessuna posto per il logo dell’università; strano, molto strano, anche se è eprfettamante lecito; il logo dell’ateno è il simbolo stesso dell’ateneo, quindi è logico che lo si possa usare solo per i documenti emessi dall’ateneo. Le tesi nonfanno parte di questa categoria, quindi il logo, se presente, potrebbe far passare la tesi come un documento ufficiele dell’ateneo. Tuttavia non ho mai visto tesi senza il logo dell’ateneo. in tiptesi-it.pdf si parla anche di questo fatto e anche come inserire, eventualmente, più loghi quando le tesi sono in cotutela.
Nell’elenco dei relatori/co-relatori/supervisori/tutori. eccetera compare sempre la sigla “ch. prof.” ma non è detto che gli alti docenti so supervisori, dopo di “relatore” ufficiale dell’ateneo, siano dei professori; specialmente se sono rappresentanti di altri enti con i quali viene condotta la cotutela. Spero che qui due appellativi non siano obbligatori come tali, ma che possano essere sotituiti dagli appellativi veri di quelle persone.
PDF/A — per fortuna il documento toptesi-it.pdf spiega come creare un documento PDF/A per che nelle istruzioni della UniVE ci sono informazioni errate.
è vero che se Adobe Reader iX non indica in testa quel warning su sfondo celeste in cui si afferma che il documento “claims to be PDF/A compliant”, il documento certamente non lo è; ma è anche vero che “claims to be” non vuol dire “is”.Gli strumenti per verificare e certificare che un documento è per davvero PDF/A compliant sono pochi e quasi tutti costosi (non qualche decina di euro). Mi stupisco che l’Università stessa, nel momento in cui richiede l’osservanza di una rigorosa di una norma ISO, non metta a disposizione gli strumenti per eseguire questa verifica.
Per fortuna la UE ha finanziato un progetto europeo per creare uno strumento gratuito per la verifica della conformità alla norma; se ne parla in toptesi-it.pdf.
La mia esperienza mi dice che:
1) Adobe Acrobato Pro XI (commerciale) e VERApdf (freeware) sono quasi sempre d’accordo nel certificare la conformità; quando non lo sono la diagnostica del perché e del percome è migliore quella di Acrobat. Per fortuna la Adobe ha un programma Education che eprmette agli studenti universitari di acquistare il prodotto ad un presso estremamente conveniente, diciamo “per tutte le tasche”, altrimenti costerebbe alcuni biglietti da 100€). Io ho sperimentato sia con Acrobat sia con VERApdf, e mi sono trovato bene con entrambi.
2) Word per Mac, fino a poco tempo fa poteva esportare i suoi documenti in formato PDF e offriva una scelta per salvare il documento in PDF semplice o PDF secondo diverse sotto specifiche della norma ISO; Lo stesso potevano fare i word provessor Writer di OpenOffice e di LibreOffice. Nessuno dei file che ho esportato inquesto modo ha mai passato il controllo di Acrobat.
3) In ogni caso né Word né le due versioni di Wrter hanno mai eseguito il controllo conformità di un file PDF, se non altro perché possono esportare in PDSma non possono aprire un file PDF. Quindi l’indicazione presente nelle istruzioni di UniVE è errata.
4) Esistono siti in rete che permettono di inviare un file PDF per ottenerne gratuitamente la dichiarazione di conformità, ma non mi è mai successo che nemmo i file conformi secndo Acrobat passassero quei controlli in rete. “Mi sono fatto persuaso”, come direbbe il commissario Montalbano, che quei servizi gratuiti in rete mettano a disposizione quel servizio gratuito ma abilmente taroccato, per convincere il povero “cliente” a comprare il prodotto (commerciale al prezzo di alcuni biglietti da 100€) di quell’azienda. Forse non è così, ma l’esperienza che ho raccolto con molti documenti mia ha convinto di quel che ho segnalato qui sopra.Comunque il problema è un altro. La norma ISO 19005 è molto difficile da rispettare, alche al livello più basso del PDF/A-1b. La documentazione toptesi-it.pdf spiega le cose a cui bisogna fare attenzione per rispettare la norma. Non è detto che ci si riesca, ma per ora a me è sempre riuscito.
a) ci vogliono i metadati; facile da rispettare perché seguendo quanto detto in toptesi-it.pdf si ha un modello da seguire.
b) ci vuole un modello di colore; anche questo è facile.
c) i font devono essere tutti embedded nel documento; non è epr niente facile; il sistema TeX include completamente i font OpenTypenecessari, ma se si importa qualche diagramma creato con altri programmi o scaricato dalla rete, non è detto che ci si riesca. Usando il programma Inkscape si iresce ad elaborare questi file inclusi in odo da non avere problemi con i font.
d) le immagini devono rispettare lo stesso modello di colore specificato fra i metadati del documento, ma non devono contenere trasparenze; bisogna stare attenti se si usa il pacchetto TikZ, perché usa le trasparenze; bisogna stare attenti ai file importati, perché possono contenere trasparenze. Con Inkskape c’è un modo di aggirare questo problema, cioè di eliminare le trasparenze, un po’ strano, ma funziona; vedere toptesi-it.pdf.
e) i font usati possono essere Type 1, TrueType e OpenType; pdfLaTeX può usare solo i font Type 1 (volendo si possono creare dei Type 1 virtuali che prelevano i caratteri da font TrueType e.o OpenType, ma è un’operazione che non vale lo sforzo). Con i font OpenType non si hanno problemi, quindi bisogna comporre il documento con LuaLaTeX, non con pdfLaTeX; vedere toptesi-it.pdf
f) Purtroppo alcuni font Type 1 usabili da pdfLaTeX per comporre la matematica contengono dei glifi che hanno larghezza “nulla”; tali glifi non sono accettabili dal formato PDF/A, e questo è un motivo er usare LuaLaTeX.Detto questo credo di averti sottoposta ad uno sforzo di lettura troppo pesante e mi fermo qui. Vedi il tutto spiegato meglio in toptesi-it.pdf
Concludendo: il frontespizio con la modalità custom e con il modello di toptesi-it. pdf è facile da comporre; comporre un file PDF con LuaLaTeX portaa più facilmente ad ottenere un file conforme alle norme ISO; di nuovo vedere tiptesi-it.pdf.
Buon lavoro
::dearick” post=112733Ciao Claudio,
non riesco a trovare il pdf relativo alla documentazione. Dove la trovo?
Riccardo
Per rispondere alla tua domanda “Dove la trovo?” dovresti imparare a conoscere meglio la tua macchina e la tua installazione del sistema TeX.
Infatti dovresti sapere che quando installi una qualunque distribuzione del sistema TeX, prefribilmente la distribuzione standard (completa) TeXLive, ma anche la distribuzione standard (incompleta) MiKTeX) hai già nel tuo disco tutta la documentazione di qualunque pacchetto presente nella tua distribuzione.
Vi accedi facilissimamente seguendo quello che ti ha indicato @Marluxia. Ma se non hai dimestichezza con la finestra comandi/terminale/prompt dei comandi (comunque si chiami nella tua macchina) e non vuoi imparare ad usarla (pochi secondi spesi bene) puoi sempre cercare nel tuo file system il file
.pdf che ti si apre cliccandoci sopra e poi lo leggi. Così, esaminando il file system, impari anche a conoscere la tua macchina. Come si esplora il file system? Be’ questo lo devi scoprire da solo, perché il programma di navigazione nel file system ha nomi diversi per i vari sistemi operativi; col Mac si chiama Finder; con Windows fino a qualche versione fa si chiamava Explorer, oggi cliccando su Start e scegliendo i programmic he si possono eseguire, forse lo trovi col nome Computer — non ho una macchina WIndows sotto mano, quindi non te lo so dire con precisione; Con i sistemi operativo Linux spesso si chiama Navigator, ma può avere anche altri nomi.
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Non so quale dicitura ti=u voglia togliere; io non ne vedo, o forse non guardo bene.Però se leggessi meglio il messaggio d’errore capiresti che l’errore viene prodotto dalle macro interne al pacchetto captionof.sy che viene caricato indirettamante dal pacchetto caption.sty che tu richiamai espressamente. Non viene prodotto dal exclidecomment, anche se evientemente a @Marluxia era bastato togliere quel pacchetto per eliminare il problema.
In realtà ci sono due motivi per il quali il tuo codice della figura non funziona:
1) O togli [tt]\begin{figure}[/tt] ed [tt]\end{figure}[/tt] e lasci [tt]\catpionof[/tt], ma con la sintassi corretta, oppure
2) lasci l’ambiente [tt]figure[/tt], togli l’ambiente [tt]center,[/tt] sostituendolo con un semplice [tt]\centering[/tt], e usi [tt]\caption[/tt] al posto di [tt]\captionof[/tt].Allora la sintassi di \captionof richiede tre argomenti di cui uno obbligatorio [tt]\captionof{
}[ ]{ }[/tt] In sostanza gli argomenti 2 e 3 sono identici a quelli richiest per \caption mentre il primo deve essere il nome di un oggetto flottante, tipo figure, table, o altro oggetto creato con le funzionalità del pacchetto float. Inoltre \captionof non si può usare dentro un ambiente flottante con un nome diverso da quello specificatogli come primo argomento(per lo meno le circostanze per fare una cosa del genere sono eccezionali e non riesco ad immaginarne). C’è un grave errore, indipendentemente dalla graffa mancante, dall’uso di \capionof e/o degli ambienti figure e center usati assieme. Specificare la larghezza della figura con una misura di 360px è un grave errore:
!) non sai quanto sia grande un pix e quindi non sai se la figura portata a quella grandezza stia o non stia nella pagina.
2) se specificassi al posto di 360px una larghezza assoluta come, per esempio 10cm, non saprest lo stesso se la figura sta nella pagina;
3) se specifichi qualcosa come 0.7\textwidth sei sicuro che la figura occupa, almeno orizzontalmente solo il 70% della larghezza della gabbia del testoEcco perché è sempre consigliabile evitare le misure assolte che siano in px o in cm o in mm, o in pt, sono sempre dimensioni assolute e non si è mai sicuri se sono troppo grandi o troppo piccole. se invece si usano grandezze relative si è sempre sicuri di quello che si sta facendo.
Permettimi un consiglio non richiesto; vedo che usi booklet; sei padronissimo di farlo, e tutto sommato in certe circostanze lo userei anch’io.
In generale io preferisco creare il documento con una classe qualsiasi senza preoccuparmi dei dettagli finali; ma durante la lavorazione del documento ho la visualizzazione delle sue pagine in maniera sequenziale. Quando il testo è pronto, allora e solo allora lo impagino a booklet usando pdfpages, invece di booklet; personalmente lo trovo migliore, ma altri potrebbero avere valutazioni diverse.
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La classe che stai usando è molto particolare, e infatti \sidewaysfigure non funziona correttamente, in quanto qualunque oggetto to metta dentro quell’mabinete, lo tratta come un oggetto quadrato e non rettangolare.Io ho provato con questo esempio minimo compilabile`\documentclass[b5paper,envcountsame,envcountchap]{svmono}% aggiunta la forma della carta
%\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{eurosym}
\usepackage{makeidx} % allows index generation
\usepackage{graphicx} % standard LaTeX graphics tool
\usepackage{xtab} % when including figure files
\usepackage{multicol}
\usepackage{qtree}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{amsmath,amssymb}
%\usepackage{psfig} % used for the two-column index
\usepackage[bottom]{footmisc} % places footnotes at page bottom
\usepackage[italian]{babel}
%\usepackage{my_listings}
\usepackage[hyphens]{url}
\usepackage{algorithm}
\usepackage{algorithmic}
\usepackage{multirow}
\usepackage{xcolor}
\usepackage{float}
\usepackage{titlesec}
\usepackage{csquotes}
\usepackage{python}
\usepackage{verbatim}
%\usepackage{eurosym}% già caricato prima
\usepackage[figuresright]{rotating}% l'opzione serve per fare sempre la rotazione antioraria, ma vedi sotto, perché non funziona il pacchetto.
\usepackage{pdflscape}
\usepackage{kantlipsum}% Usato per rimepire con testo fittizio
%\setcounter{secnumdepth}{3}
%\setcounter{tocdepth}{3}
\makeatletter
\titleformat{\section}[display]%
{\Large\bfseries\boldmath}{\color{azzurro}{\thesection}}{-1.1em}{\hspace{2em}\color{azzurro}}[{\titlerule[0pt]}]
\makeatother\makeatletter
\titleformat{\subsection}[display]%
{\large\bfseries\boldmath}{\color{gold}{\thesubsection}}{-1em}{\hspace{3em}\color{gold}}[{\titlerule[0pt]}]
\makeatother\makeatletter
\titleformat{\subsubsection}[display]%
{\normalsize\bfseries\boldmath}{\color{gold}{\thesubsubsection}}{-1em}{\color{gold}}[{\titlerule[0pt]}]
\makeatother\definecolor{gold}{rgb}{0.64,0.54,0.29}
\definecolor{azzurro}{rgb}{0,0.29,0.57}\def\lstlistlistingname{\textbf{Elenco dei listati}}
\addto\captionsitalian{\renewcommand{\contentsname}{\textbf{Indice}}}
\addto\captionsitalian{\renewcommand{\listfigurename}{\textbf{Elenco delle figure}}}\makeatletter
\let\old@rule\@rule
\def\@rule[#1]#2#3{\textcolor{gold}{\old@rule[#1]{#2}{#3}}}
\makeatother\setlength{\textwidth}{127mm}
\setlength{\textheight}{200mm}
\setlength{\oddsidemargin}{1mm}
\setlength {\evensidemargin}{-1mm}
\setlength {\topmargin}{-10mm}\makeindex
\author{}
\date{13 marzo 2018}
\begin{document}
ciao \cite{art:rif.1}
bello \cite{book:rif.2}
ok \cite{book:rif.3}\”{o}
\begin{math}{IMP(x,y)={\log \dfrac{p(x,y)}{p(x)p(y)}}} \end{math}
\begin{quote}
{\sf ?Questa auto bella \bf e \sf spaziosa.?}
\end{quote}
hfhfhhjjfkfk (Figura \ref{fig:esempioSideways}).Per tale motivo, ai fini delle nostre analisi, stato opportuno
selezionare quei temi che rispecchiassero tutte quelle
problematiche che, in generale, potrebbero affliggere qualunque città,
e che spesso e volentieri sono argomento di discussione e di lamentele
tra i cittadini.
I temi selezionati sono i seguenti:Per tale motivo, ai fini delle nostre analisi, stato opportuno
selezionare quei temi che rispecchiassero tutte quelle
problematiche che, in generale, potrebbero affliggere qualunque citt,
e che spesso e volentieri sono argomento di discussione e di lamentele
tra i cittadini.\kant[1-3]
\newpage
\noindent\frame{\phantom{\rule{\textwidth}{\textheight}}}\kant[3-5]
\newpage
\hrule%\showthe\textheight \showthe\textwidth
%\begin{sidewaysfigure}
%\makeatletter
%\centering
%%\unitlength=0.1pt
%%\begin{picture}(\strip@pt\textheight,\strip@pt\textwidth)
%%\put(0,0){\framebox(\strip@pt\textheight,\strip@pt\textwidth){}}
%%\end{picture}
%%\frame{$\vcenter to\textwidth{\vss\hbox{\hss\includegraphics[width=10cm]{Esempio.png}\hss}\vss}$}
%\frame{\phantom{\rule{\textwidth}{\textheight}}}
%\caption{Creazione di figure in “landscape''. La didascalia
%di questa figura \`e \emph{volutamente} molto lunga}
%\label{fig:esempioSideways}
%
%\end{sidewaysfigure}\begin{figure}[p]
\hrule\centering
\begin{lrbox}{0}
\parbox{\dimexpr\textheight-2\fboxrule}{\centering
\includegraphics[width=100mm]{esempio.png}%
\caption{Creazione di figure in “landscape''. La didascalia
di questa figura \`e \emph{volutamente} molto lunga, lunghissima, estremamente lunga, e ancora più lunga}
\label{fig:esempioSideways}}
\end{lrbox}\rotatebox[origin=lB]{90}{\frame{\box0}}
\end{figure}
\kant[6-10]
%\pagenumbering{{\color{azzurro}Roman}}
%\include{frontespizio/frontespizio}
%\newpage\null\thispagestyle{empty}\newpage
%\include{dedica/dedica}
%\tableofcontents \listoffigures
%\lstlistoflistings%\pagenumbering{arabic} \setcounter{page}{1}
%\nocite{*}
%\bibliography{Bibliografia/biblio}
%\bibliographystyle{plain}
%\include{Ringraziamenti/ringraziamenti}
\end{document}`
Nella senda pagina ho messo un rule fantasma per vedere che margini venivano con le tue impostazioni per la gabbia e le mie per i margini.
Come vedi nella parte di codice commentato ne ho provate tante, ma poi sono dovuto ricorrere al trucco dell’ambiente lrbox che contiene una parbox larga quanto l’altezza della gabbia; dentro ci ho messo una figure fittizia, con una lunghissima didascalia, e il tutto è venuto doveva doveva venire.Se vuoi puoi definirti una macro che contenga il mio codice e che abbia come argomento qualunque cosa to voglia metterci dentro \da includegraphics fino a \label cl suo argomento; Una semplice macro ti replica la stessa rotazione antioraria quante volte vuoi, senza dovre reinventarti il codice ogni volta.
::
Si, hai ragione; con lualatex con il quale avevo provato il codice, funzionava perfettamente (a parte sostituire \textbslash con \textbackslash).Purtroppo con codifica utf8 i caratteri diversi da quelli ASCII, vencono codificato con una LICR (LaTeX Internal Character Representation).
Quindi o usi un carattere ASCII che usi poco,per esempio ? e allora“\?=13 \def\?{\textbackslash}` funziona perfettamante con pdfLaTeX.
Oppure, se non hai caratteri non usabili fra quelli ASCII, usi XeTeX o LuaTeX. oppure, per non scrivere in continuazione \textbackslash senza scordare lo spazio, scrivi semplicemente \char92, che non è un solo carattere, ma certo non è lungo come usare il nome per disteso.
::
Credo di averti già detto in un messaggio precedente di non toccare mai, assolutamente senza saper quello che stati facendo. \topmargin, \evensidemargin e \oddsidemargin. Credo di averti già detto di non caricare due volete lo stesso pacchetto più di una volata (cosa che invece fai con eurosym). Credo anche di averti già detto che psfig NON serve per l’indice a due colone (indice o indice analitico?); per l’indice analitico credo di averti già detto di usare il pacchetto imakeidx che fa tutto da solo, liberandoti dalle successive compilazioni per avere l’indice analitico coerente con il testo.Poi dici che hai impostato le dimensioni della pagina prevedendo un formato B5; lo sai quali sono le dimensioni di questo formato di carta? no, perché quando vai a definire i margini, senza sapere quello che stai facendo, dimostri di non sapere di quanto spazio disponi per mettere testo e figure.
Allora vediamo di fare un po’ di chiarezza; la pagina B5 ha le dimensioni di 176mm per 250 mm. Tu imposti la larghezza del testo a 127mm e l’altezza a 200mm.
Nella larghezza di 176mm se togli la larghezza di 127mm ti restano complessivamente 49mm da dedicare ai margini interno ed esterno. Pochini, decisamente pochini, comunque vediamo come proseguire. Per l’altezza se togli 200mm dai 250mm della carta, ti restano 50mm, e qui non siamo nelle ristrettezze.
Bene, guardiamo i margini laterali: \oddsidem6rgin =35mm vuol dire che già questo numero, che NON è il margine interno che usa LaTeX, sono già troppo visto che lo spazio totale per i due margini interno ed esterno ammontano complessivamente a 49mm e ne resterebbero solo 144mm per l’altro margine. Andiamo proprio male, ma la realtà è ancora peggiore. Poi ti spiego perché.
Impostando \evensidemargin a -3mm non è che le cose migliorino.
Tuttavia il grosso inghippo che riguarda anche \topmargin oltre a \oddsidemargin e \evensidemargin è che queste grandezze partono dal presupposto che ci sia un offset di un pollice sia in verticale sia in orizzontale. Quindi se aggiungi 1 pollice a quelle impostazioni, ricordando che 1 in = 25,4mm, ti ritrovi con un margine interno (che in fronte retro coincide con \oddsidemargin) di 35mm +25,4mm = 60,4mm (alla faccia dei 49 mm da destinare complessivamente ad entrambi i margini); per il margine esterno (che in fronte retro coincide con \evensidemarign) esso vale 25.4mm -3mm = 22,4mm (e anche questo da solo si mangia di più dei dei 14mm disponibili per questo marignie).
Per il margine superiore abbiamo 25,4mm – 10mm = 15,4mm e ne restano 50mm – 15.4mm= 34,6mm per il margine inferiore.
Ti rendi conto di che cosa hai impostato? Ora io non credo che tu non sia capace di fare questi conti da terza elementare ( ho dei nipotini che hanno imparato a fare somme e differenza di numeri con la virgola in terza elementare). Credo che tu abbia frainteso le indicazioni di formato del tuo prof. o che ti sia sbagliata a trascrivele in quei comandi LaTeX che non dovresti usare.
Il problema di quei calcoli è che non è chiare se il formato prescritto dal tuo prof contenga anche la riga della testatina e del piedino, oppure se questi elementi siano esterni alla gabbia che ha indicato; non è nemmeno chiaro se quella giustezza debba contenere anche eventuali note nel margine, che ovviamente non ci stanno nei 49mm da destinare complessivamente ai margini laterali.
Infine posso ipotizzare che il tuo prof non conosca LaTeX o l’abbia solo orecchiato; certo è che che le lunghezze che hai riportato non sono compatibili con il formato della carta B5; forse lo sono con la carta A4 di 210mm per 297mm, ma il tutto sarebbe comunque posizionato sul foglio molto male.
Veniamo poi alla tua immagine ruotata. e alla didascalia; se usassi l’ambiente sideways creato dal pacchetto rotating, le cose sarebbero più semplici, ma supponiamo che tu voglia ruotare di 90° solo la figura, lasciando la didascalia in posizione normale; allora il codice della tua figura è completamante sbaglato, perché ruoti il conenut di 180°.
Se vuoi ruotare sia la figure sia la sua ddascalia devi usare l’ambiente sideways come dice la documentazione di rotating.
Infine le norme ISO dicono che il materiale ruotato va sempre ruotato di 90° in senso antiorario sia se l’oggetto cade in una paigna dispari, sia se cade in una pagina pari. Questo affinché il lettore debba sempre ruotar il documento che sta leggendo so di 90° in senso orario , indipendentemente dal fatto che la figura cada in una pagina pari o dispari. In questo senso la figura che hai allegato, esempio.jpg è sbagliata. non puoi per giunta volere che almeto una figura sia ruotata nel verso sbagliato.
Scusami @cri, ma non so proprio come aiutarti (evitando di tirarti ulteriormente le orecchie, da buon nonno 🙂 , non da cattivaccio misogino 👿 ) se non ci dai informazioni anche numeriche che siano consistenti.
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Supponiamo che testatine, piedini e note a margine sia fuori della griglia identificata da defintia d a\textwidth e \textheigh e di voler usare una pagina di carta B5 di 176mm per 250mm.
Supponiamo che \textheight sia pari a \paperwidth =176mm e supponiamo che \textwidth stia a \textheigth come \paprwidthh sta a \paperheight; ne viene fuori che \textheight vale 176mm e \textwidth vale 124mm. Perciò complessivamente per i due margini superiore/inferiore abbiamo 250mm=176mm = 74mm;
per i margini laterali, analogamente, abbiamo 176mm – 124mm = 48mm.
Supponiamo di voler mettere la griglia del testo centrata nella pagina; quindi per lo spazio marginale verticale possiamo assegnarne la meta a ciascuno dei due margini verticali; analogamente per il margini orizzontali; questi diventano pertanto: margine superiore di 37mm, margine interno di 24mm. Togliamo ora il pollice {arrotondato a 25mm} e ricaviamo che \odsidemargin=\evensidemarign=-1mm e \topmargin=12mm.
Questi sono valori ragionevoli, ma naturalmente non sono nella testa del tuo prof, ho fatto i calcoli sotto determinate ipotesi, che probabilmente non sono quelle del tuo prof. Ma gli orini di grandezza ci sono quindi se non ritrovi questi ordini di grandezza, vuol dire che veramente hai sbagliato a interpretare le specifiche del prof.
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Infatti se usi pdflatex, hai bisogno che tu abbia definito un encoding d’entrata con una delle opzioni accettate , ma sarebbe meglio che fosse utf8, oggi, direi, l’unico veramante inderogabile sempre, anche se scrivi in inglese. Con xelatex e lualatex devi usare per il file sorgente al codifica utf8, ma non la devi esplicitare come opzione a inputenc, perché NON devi invocare \inputenc.Con un file d’entrata codificato in \utf8, allora il comando giusto da usare (nel preambolo} è `\catcode`\§=13
\def§{\textbslash }\`
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Premesso che la documentazione di booktabs non ha bisogno di essere scaricata, perché fa già parte della distribuzione TeX che hai già instalalto, la leggi lemplicemnte aprendo un terminale e dandovi dentro il comando texdoc booktabs.Ciò premesso la documentazione è semplicissima, nel senso che vi sono definiti quattro comandi \toprule, \botomrule e \midrule, ve vanno usati (volendo, perché non è obbligatorio) il primo sopra l’intera tabella, il socondo sotto l’intera tabelle, il terzo sotto al riga di intestanzione delle colonne. Trane il primo, tutti vano usati dopo aver dato il comando [tt]\\[/tt].
C’è anche scritto che questi sono gli unici filetti accettabili in una tabella professionale. e se “unici” ha un significato, questo implica che la tabella non può avere filetti verticali. “unici” vuol dire anche che non si possono più usare i comandi \vline e \haline, i primi perché i filetti verticlai sono proibiti, i seocndi perché sonosostituiti da \midrule, e perché midrule aggiunge sol spazio necessario affinche i discendenti della riga di sopra e gli acendenti della riga di sotto non battano contor il filetto.
Volendo c’è un altro tipo di linea dello stesso tipo di \midrule, (\cmidrule} che può essere tracciato fra due rgieh consecutive della tabella ma che non l’attraversa tutta, ma separa verticalmente solo alcune colonne; non lo si usa spesso, anzi direi molto raramente.
Tutte le guide presenti nella sezione Documentazione di questo sito ne parlano e mostrano degli esempi. Quindi direi che tra la documentazione vera di booktabs, e nelle guide della sezione Documentazione non hai che l’imbarazzo della scelta.
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