OldClaudio

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  • in risposta a: Tabella con celle multiriga e estese su più colonne #111837
    OldClaudio
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      Il tuo problema mia ha chiesto più tempo di quello che immaginavo. Sono rimasto disorientato dalla tua citazione di celle multiriga e celle multicolonna. Le prime si potrebbero ottenere con il pacchetto multirow (che definisce il comando \multirow. però può dare fastidi di vario genere) e il comando standard \multicolumn.
      Usando i filetti non puoi usare il pacchetto booktabs perché non è compatibile con i filetti verticali.
      Nello stesso tempo, sebben la tua tabella sia una tipica tabella da Word o da Excel, si può fare tranquillamente anche con LaTe aiutandosi con il pacchetto array (che non si riferisce alle sole matrici, come lascerebbe immaginare il nome e di cui vale la pena di leggere la documentazione).

      Ora io sono riuscito a fare questa tabella con le colonne di larghezza uguale (sono 7 colonne tutte della stessa larghezza, con la prima allineata a sinistra e le altre 6 col contenuto centrato. Non è perfetta, ma lavorandoci sopra non poco con le colonne di tipo nuovo, ma se occorresse la porta è aperta perché tu possa sbizzarrirti da solo. Ecco il codice:`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
      % !TEX TS-program = pdflatex
      \documentclass[12pt,a4paper]{article}
      \usepackage{array}

      \newdimen\Colonna
      \newcommand*\LarghezzaColonna[1]{% Numero colonne intera tabella
      \dimen0=\dimexpr2\tabcolsep
      \Colonna=\dimexpr (\textwidth -#1\dimen0)/#1\ignorespaces}

      \newcolumntype{P}[1]{>{\centering}p{#1\Colonna}}

      \newcommand*\multicolonna[2]{\multicolumn{#1}{P{#1}|}{#2}}

      \begin{document}
      \renewcommand\arraystretch{1.3}
      \begingroup
      \LarghezzaColonna{7}
      \begin{tabular*}{\textwidth}{|p{\Colonna}|*6{P{1}|}}
      \hline
      Nerve & C-4 & C-5 & C-6 & C-7 & C-8 & T-1\tabularnewline
      \hline
      Dorsal scapular & \multicolonna2{Rhomboideus~–\mbox{major \& minor}\newline \mbox{Levator scapulae}} &&&&\tabularnewline
      \hline
      Supra scapular & & \multicolonna2{Supraspinatus \newline Infraspinatus}&&&\tabularnewline
      \hline
      Sub\-scapular & & \multicolonna2{\mbox{Teres major}}&&&\tabularnewline
      \hline
      Axillary & & Teres Minor&&&&\tabularnewline
      \cline{3-4}
      & & \multicolonna2{Deltoides–Anterior
      medius, \& posterior}&&&\tabularnewline
      \hline
      Musculo-cutaneus&& \multicolonna2{Biceps brachialis}&&&\tabularnewline
      \cline{3-4}
      && & Coraco brachialis
      &&&\tabularnewline
      \hline
      Long thoracic & & \multicolonna3{Serratus anterior}&&\tabularnewline
      \hline
      \end{tabular*}
      \endgroup
      \end{document}`Ho messo la tabella fra \beginegroup e \endgroup per mantenere locali le definizioni; ma se l’ambiente tabular* viene inserito dentro l’ambiente flottante table, non è necessario esplicitiare un gruppo perché ci pensano già i \begin e \end degli ambienti.

      La nuova colonna identificata con la lettera P maiuscola, accetta un come argomento un numero intero che serve per moltiplicarne la larghezza standard contenuta nel registro dimensionale \Colonna. Questo viene caricato con un n-esimo della larghezza della gabbia del testo, dove n è il numero delle colonne dell’intera tabella.

      Dopo di che il resto è LaTeX normale, anche se il parametro \arraystretch viene usato raramente e \cline forse ancor più raramente, ma sono cose native di LaTeX, non dipendono da nessun pacchetto, solo dal nucleo di LaTeX.
      Se non conosci il linguaggio LaTeX primitivo, lo puoi studiare nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato che ho fortemente commentato, sia per me stesso, sia per “aggiornare” quanto si può fare oggi, visto che quel manuale è stato scritto dal suo creatore nel 1994, troppi anni fa.

      Vedi se quel che ti ho messo insieme risolve i tuoi problemi.

      in risposta a: Libro in formato A3 #111833
      OldClaudio
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        La classe memoir fa tutto quello che fa la classe book più moltissime altre cose. L’indice cliccabile dipende dal fatto che tu carichi o non carichi il pacchetto hyperref, cosa che vale anche per book. memoir ti permette anche si usare font normali con corpi molto maggiori di quelli che può gestire book.

        L’unico svantaggio di memoir è che è estremamente potente e fa “troppe” cose; quindi per descrivere tutte queste cose ha una documentazione vastissima; la leggi aprendo un terminale; ci scrivi dentro il comando texdoc memoir, ed esegui il comando premendo il tasto Invio; ti si apre subito il visualizzatore di file PDF con la documentazione pronta da leggere. Sfrutta adeguatamente l’indice breve e l’indice dettagliato, oltre, eventualmente, l’indice analitico per navigare rapidamente nel documento che ha centinaia di pagine.

        Le immagini vengono scalate come con book o in modo assoluto se ne esprimi le dimensioni mediante unità di misura come millimetri, pollici o centimetri, o in modo relativo, se esprimi le dimensioni in termini di \textwidth o \textheight prefissati con un adeguato fattore moltiplicativo minore di uno. Niente di diverso da quello che faresti con la classe book; D’altra parte il dimensionamento relativo è sempre consigliabile e preferibile rispetto al dimensionamento assoluto.

        in risposta a: Problemi vari di impaginazione #111790
        OldClaudio
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          Mi spiace per le mille peripezie, ma sono contrario a inserire qui nel forum il mio indirizzo di posta elettronica in chiaro.

          Venendo al tuo problema, la suluzione è un banale comando [tt]\pagestyle[/tt] messo al punto giusto`\pagestyle{headings}
          \chapter{Introduzione}`
          Per e-mail ti mando altre osservazioni che non hanno nulla a che vedere con il problema che hai esposto in questo filone.

          in risposta a: Problemi vari di impaginazione #111788
          OldClaudio
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            Il mio cognome è Beccari; di Claudio ce ne sono solo due,io e Fiandrino io sono quello Old;; lui ha come nick name, cfiandra. 🙂 🙂

            in risposta a: Problemi vari di impaginazione #111785
            OldClaudio
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              OK; trovi il mio indirizzo di posta elettronica in una delle varie guide tematiche che ho scritto e che si trovano nella sezione Documentazione di questo forum. Zippi tutto quello che hai fatto finora, che contenga anche le sottocartelle (quindi zippi completamente la cartella che contiene il tuo main file e tutto quello che c’è in quella cartella; tutto vuol dire tutto, non solo na parte.
              se il file zippato contiene più di qualche decina di kibibyte, lo metto in un sito accessibile anche ad altri, e me ne mandi il link. Attenzione che alcuni siti pubblici permettono di scaricare i file, ma innondano il destinatorio di reclame alcune delle quali sono trppo piccanti per i miei gusti… 😆 😯 🙁

              Io scarico il tutto e analizzo il tutto; trovato perché non hai le testatine, ti mando il main file corretto, o comunque il file che contiene l’errore con l’errore ben corretto.

              Ti garantisco l’assoluta confidenzialità di quel che mi mandi e finito questo dialogo, possibilmente con le testatine aggiustate, cancello il tutto dal mio disco.

              in risposta a: Immagine a centro pagina #111820
              OldClaudio
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                Dopo il testo finale della pagina precedente forzi il fine pagina con \newpage o, più forte, \clearpage.

                in risposta a: Libro in formato A3 #111831
                OldClaudio
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                  Benvenuto nel forum.

                  Perbacco, cominci proprio con una cosa facile…

                  Scherzo; infatti il problema non è quello del formato della carta, ma della stampante e di come è messo il testo sulla pagina; un libro con le pagine di 297mm per 420mm mi pare poco maneggevole.

                  Se questo è il tuo vincolo, ricordati che la classe memoir, che senza impostazioni particolari si comporta come la classe book, consente du usare formati di pagina qualsiasi, compreso il formato A0 (un metro quadrato con lati in proporzione di “radice di 2”) e B0 (un metro di base e “radice di 2” metri di altezza. Probabilmente una tipografia ha i mezzi per stampare su questi formati, ma a casa o in una piccola copisteria è difficile anche lavorare su fogli A3.

                  Negli uffici notarili si usano stampanti A3, perché vi vengono imposte due pagine A4 su ogni facciata e il risultato equivale a quello di un foglio protocollo aperto (con quattro facciate adeguatamente disposte); piegato a metà, a parte il bollo, diventa un foglio di carta bollata, se la gabbia del testo ha uno scartamento fra le riche di 10mm e un numero di righe esattamente uguale a quello di un foglio bollato “vecchio stile”.

                  Ma per imporre le pagine A4 a due a due sui due lati di un foglio A3, bisogna disporre di na stampante fronte/retro A3 e di un programma per le imposizioni. quindi qualunque classe di LaTeX può comporre documenti in formato A4; però poi devi imporre le pagine con il pacchetto pdfpages e infine deivi stampare fronte/retro su una stampante A3.

                  in risposta a: problemi con la numerazione dei piè di pagina #111826
                  OldClaudio
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                    danielebacchi” post=112124in allegato il mio file base “The_Mazdean_Calendar_in_al_Biruni_Tafhim.tex” che richiama tutte le sezioni del testo.
                    uno dei problemi che incontro è il seguente: la numerazione delle note a piè di pagina funziona benissimo nelle prime quattro sezioni, nel senso che i numeri sono sequenziali e corretti.
                    nel capitolo 2 che comincia con:

                    \chapter {\em The issue of Persian intercalation} e via di seguito (vedi The_Mazdean_capitolo2.tex)

                    i numeri del piè di pagina ricominciano da 1, cosa sto sbagliando?

                    Non sbagli niente: è così che funziona LaTeX; una numerazione continua delle note lungo tutto il testo potrebbe essere interssante solo se vuoi citare nel capitolo 10 una nota fatta nel capitolo 2. Sei sicuro di volerlo fare?
                    Nel caso ci sarebbe il pacchetto chngcntr che definisce i comandi \counterwithin e \counterwithout; Leggine la documentazione per togliere il contatore delle note dalla reset list del capitolo.

                    in risposta a: Problema in TeXnicCenter con il simbolo di grado #111801
                    OldClaudio
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                      Non è detto.

                      Il problema potrebbe essere nella codifica del file; comunque in una disparità fra la codifica del file e la codifica con cui è impostato TeXncCenter.

                      Come ti ho detto, TeXnicCenter è un po’ della vecchia scuola e che io sappia non funziona su macchine diverse da Windows. Io non uso più macchine Windows da alcuni anni nemmeno come piattaforme virtuali. Perciò non sono sicuro nel dire che quell’editor non capisca le cosiddette righe magiche; tanto per spiegarmi con un esempio, io ora sto componendo un documento che comincia con queste righe`% !TEX TS-program = pdfLaTeX
                      % !TEX encoding = UTF-8 Unicode

                      \documentclass{arstexnica}`Quelle due righe prima di [tt]\documentclss[/tt] sono gergalmente chiamate righe magiche, perché con gli editor che le capiscono magicamente configurano l’editor in modo che abbia la codifica giusta per salvare i file sorgente e che quando si clicca sul bottone per lanciare la compilazione, lanci il programma di compilazione indicato con l’apposita riga magica e non quello per il quale è preimpostato.

                      Dunque i tuoi problemi sono tre:
                      1) Devi scoprire qual è la codifica che il tuo sistema operativo usa di default.
                      2) devi per prima cosa scoprire quale sia la codifica preimpostate per TeXcnicCenter per leggere i file da disco e per salvarli dopo che sono stati modificati. Lo puoi fare solo leggendo le istruzioni che probabilmente puoi trovare con la voce di menù Aiuto presente fra quelle di cui dispone.
                      3) Devi scoprire qual è la codifica del tuo file; l’operazione non è banale; nella guida tematica sulle codifiche c’è scritto come fare; non è un’operazione semplice e non può essere riportata in poche righe qui nei messaggi del forum

                      Se predisponi con il tuo TeXnicCenter un file .tex di poche righe dove inserisci solo una file di °°°°°°, e una fila di §§§§§§§§§§§§§§ una fila di ££££££££ e magari un po’ di lettere accentate, qualcuno di noi potrebbe dirti con che codifica hai salvato il file. Le altre cose le devi sbrogliare da solo con l’aiuto della documentazione disponibile.

                      in risposta a: Immagine a centro pagina #111818
                      OldClaudio
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                        `\beginPfigure}[p]
                        \includegraphics[width=\textwidth]{figura-quadrata}
                        \end{figure}`
                        É importante l’opzione [p]

                        [tt]\vspace{3cm}[/tt] non può funzionare perché sparisce all’inizio della pagina; invece [tt]\vspace*{3cm}[/tt] potrebeb funzionare, ma ti sconsiglio di usare sia [tt]\\[/tt] sia gli spazi verticali il modo pi`ù pulito di farlo è quello che ti ho indicate per una figurada sola centrata nella pagina.

                        OldClaudio
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                          Non la metterei in questi termini. Certo la famiglia, il lavoro,…, ma nel caso specifico anche se Miede è all’origine del problema, Miede non c’entra niente.

                          Abbiamo una catena di dipendenze: scrreprt –> classicthesis –> arsclassica

                          Ogni curatore di ogni pacchetto non è responsabile della curatela dei pacchetti dipendenti; lo dimostra il fatto che il passaggio di CassicThesis ad un gioco complicato di switch per le varie opzioni è diventato una banalità con la decisione di usare kvoptions; il suo codice è diventato non solo più leggibile, ma grazie a quel pacchetto e al suo modo di funzionare ha creato le condizioni per disporre di un namespace specifico per cui non si possono più verificare conflitti con altri pacchetti. Miede ha adattato il suo software alla “best practice” nel campo della programmazione, specialmente di un software aperto ai contributi di “tutti”.

                          Non si può rimproverare nulla a Miede; lui aveva perfettamente il diritto di eseguire l’upgrade (non l’update, ma l’upgrade) senza chiedere il permesso a nessuno; né può sapre quali altri pacchetti dipendano dal suo; sono i curatori dei pacchetti dipendenti a dover adattarsi agli upgrade dei pacchetti/programmi dominanti. (Al massimo gli si può rimproverare di non avere mai scritto il file dtx (Documented TeX file) e quindi il suo software sia sostanzialmente privo di una documentazione degna di questo nome.)

                          A me è successo diverse volte di dover adattere certo mio software agli upgrade del software dal quale il mio dipendeva; l’ultima volata con la pubblicazione della forma stabile di LuaTeX, che ha reso incompatibili un certo numero di mie classi non più funzionanti con luatex.

                          La regola è: “Ubi maior, minor cessat”. In questo caso il maior è classicthesis e il minor è arsclassica.

                          in risposta a: Ambienti con titoli a lato #111586
                          OldClaudio
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                            No, non esiste un contatore di colonna.
                            Come ti ho scritto nel precedente messaggio, solo la routine di uscita distingue la prima dalla seconda colonna, ma solo pochi guru al mondo sanno mettere le mani nella routine di uscita senza mandare a catafascio l’intero procedimento. Io non sono uno di quei guru; ho letto però la routine di uscita e ho visto che contiene un test del tipo \if@firstcolumn. Ripeto, è accessibile solo a chi è capace di mettere le mani nel file di uscita.

                            Certamente potresti comporre in landscape definendo un layout di pagina con un enorme margine esterno; dopo di che puoi usare il pacchetto wrapfig che ti permette di configurare le cose in modo da mettere tutte le figure nel margine, senza che il testo ci giri attorno (to wrap= avvolgere) Sprecheresti un mucchio di carta e non avresti il controllo completo di quale testo e quale slide restino affiancati; tuttavia potrebbe risolverti il problema; devi lavoraci non poco; ecco perché il tuo approccio non è applicabile, quando dici che ti causrrebbe un enorme tempo da perdere nella conversione dei file già sbobinati… (mi hai insegnato un uso nuovo della parola sbobinare, ma non ho capito in realtà che cosa intendi con sbobinare)

                            Però davanti alla possibilità di svolgere più rapidamente il tuo lavoro, potresti provare con wrapfig.

                            in risposta a: Problema con TOPTESI e lingua inglese #83275
                            OldClaudio
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                              Benvenuto Saverio.

                              dovresti seguire i consigli che sono stati dati al precedente richiedente aiuto.

                              Leggi la documentazione.

                              Non solo ma da qualche giorno in rete c’è la versione 6.1.09 di TOPtesi che, pur mantenendo compatibilità con il passato, ora è molto più modulare.

                              Leggendo la documentazione sapresti che imponendo subito dopo \begin{document} la lingua inglese mediante il comando \english, avresti tutto quanto in inglese, tranne le stringhe fisse del frontespizio. Di default sono solo in italiano, e anche in italaino ciascuana di esse è modificabile. Per avere queste stringhe scritte anche in ostrogoto altomedievale, bisogna configurare queste stirnghe; sono diverse a seconda del tipo di tesi che stai scrivendo; i comandi per farlo sono comunque tutti raccolti di nuovo nel capitolo 4 della documentazione che leggi semplicemente aprendo un terminale, scrivendoci dentro il comando texdoc toptesi-it, e infine premendo il pulsante “invio”. Più semplice di così non saprei come fare per rendere accessibile la documentazione di TOPtesi.

                              Per concludere. Se hai TeXLive, attiva il TeXLive Manager (tlmgr sulle macchine linux, e tlmgr.exe sulle machcine windows) e scegli di aggiornare tutto. Se sei con Una TeXLive di tipo Debian, devi aspettare circa un anno; se sei su MiKTeX devi aspettare qualche settimana. Se te la senti, la guida che ti ho indicato ti dà anche le istruzioni per installare TOPtesi nel tuo albero personale; se non ce l’hai ancora, createlo, secondo le istruzioni che compaiono nella guida di MiKTeX; quando metti qualcosa nel tuo albero personale, con MiKTeX, devi sempre ricordare di aggiornare il “file Name database” secondo le modalità indicate nel manuale di MiKTeX; se non lo fai, MiKTeX non vede le cose nuove che hai messo nel tuo albero personale.

                              Il fatto di avere a disposizione una installazione completa e aggiornata del sistema TeX è molto importante per lavorare confortevolmente con i programmi di composizione di questo sistema. Ecco perché io consiglio, e qui la maggior parte consiglia, di installare sulla propria macchina la versione TeXLive, perché è quella che si può aggiornare con maggiore rapidità e con la dovuta frequenza; io aggiorno ogni 7-10 giorni, e ogni volta trovo circa una quarantina di pacchetti aggiornati e una mezza dozzina di pacchetti nuovi… Vedi tu come ti conviene agire con la tua installazione.

                              in risposta a: Problema in TeXnicCenter con il simbolo di grado #111799
                              OldClaudio
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                                Non mi sono spiegato bene. Verto che l’uso di un software piuttosto che un altro è una questione di abitudine. Infatti io ho faticato un poco quando ho lasciato una piattaforma Windows e sono passato ad un Mac. Mi ci sono abituato in fretta, però, e la superiorità del Mac mi ha fatto rimpiangere di aver sprecato tanto tempo con i miei precedenti calcolatori Windows. Ammetto però, che senza interfaccia grafica, quando su queste macchine esisteva solo il DOS, ho imparato molto.

                                Ma siccome non mi sono spiegato bene, rifaccio la domanda: xB0 appare nella schermata di editing di TeXnicCenter, oppure appare nel documento composto?

                                In entrambi i casi si tratterebbe di una questione di codifica; infatti xB0, indica che che al posto di ° il software (vuoi dell’editor, vuoi di composizione) che messo l’indirizzo esadecimale (x) B0, che equivale al codice 176 decimale e che nelle codifiche ansinew, latin1 e latin9 corrisponde al simbolo del grado. Nella codifica utf8 non corrisponde a niente, perché con questa codifica la prima pagina comprende solo i caratteri ASCII a 7 bit (che in esadecimale arrivano solo a x7F e in decimale fino a 127.

                                Allora devi controllare di non avere, magari accidentalmente, modificato le impostazioni del tuo editor, che inviece di usare la codifica UTF8, usa la codifica standard dei vecchi Windows; credo infatti che da Win8 in poi la codifica standard anche su Windows sia UTF-8 (utf8 in linguaggio TeX).

                                in risposta a: problema qualità #111812
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
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                                  Dunque, @N3ssuno, devi metterti sempre nelle condizioni di usare font vettoriali;
                                  Il tuo preambolo comincia con `% ! TEX encoding = UTF -8 Unicode
                                  % ! TEX program = pdflatex
                                  % ! TEX spellcheck = it – IT`A me risultano due errori
                                  !) quelle tre righe devono essere messe prima di \documentclss
                                  2) non vi vuole lo spazio fra il punto esclamativo e la stirnga TEX.

                                  Esse vorrebbero indicare al compilatore che deve salvare in file con la codifica UTF-8 e che quand si clicca il bottone o l’opzione di un menu per compilare, lo si deve fare con il programma pdflatex.

                                  Se non ci fossero quegli errori, il programma pdfLaTeX si sarebbe accorto che quel file deve essere compilato che non disponi dei font vettoriali e avrebbe scritto qualcosa nel file .log (prova.log) e che al loro posto avrebbe usato i font a matrici di punti; Ingrandendo il risultato di 10 volte (1000%) si vede benissimo che i tratti curvi o comounque obliqui delle lettere sono seghettati; questo non succede con i font vettoriali.

                                  A conferma di quanto detto sopra apri il file pdf con Acrobat Reader (gratuito ed esiste anche per Win10); aperto il file premi i tasti CTRL+D; ti si apre una finestra che ha diverse scelte relative a informazioni di diverso genere; clicca slla linguette Fonts e leggi: ti dice che il file contiene sono un tipo di font e che questo è type 3, cioè un font a matrice di punti.

                                  A questo punti siamo sicuri che il tuo metodo di composizione non accede ai font vettoriali; esistono anche i CM con codifica T1, come hai specificato nel preambolo; anch’io preferirei usare i Latin Modern, ma non è questo il tuo problema.

                                  Secondo me il tuo problema, molto comune con gli utenti di MiKTeX, è che hai installato un sitema di base, ridotto al minimo e non adatto a comporre i tui documenti come si deve.

                                  Hia due possibilità:
                                  1) torni nella pagina Web di MiKTeX ed esamini bene che cosa scaricare e installare; scarica tutto quello che non contiene la parola “basic”; Siccome non ho una macchina Windows, non mi interesso molto di MiKTeX (oggi, perché fino ad una dozzina di anni fa ne ero un convinto sostenitore anche finanziandone lo sviluppo; poi ho abbandonato Windows, e quindi MiKTeX non lo posso più usare anche se lo volessi); mi pare che la versione aggiornata e completa si chiami o contenga la parola “full”.
                                  2) L’alternativa che consigliamo speso rispetto a MiKTeX è TeXLive; come scaricarlo e installarlo è scritto in ogni guida presente nella sezione Documentazione di questo sito; è scritto in molti messaggi che puoi trovare usando la funzione “Cerca” del sito.

                                  Senza voler polemizzare con nessuno, in particolare con gli utenti soddisfatti di MiKTeX, utenti che lavorano con l’installazione completa del sistema TeX, io consiglierei sempre di Usare TeXLive. Il motivo principale è che il suo aggiornamento è facilissimo e può essere fatto (non è il caso di esagerare) anche quotidianamente. Gli aggiornamenti e le correzioni compaiono prima nell’archivio onnicomprensivo degli archivi CTAN; entro 28 ore lavorative sono disponibili anche per TeXLive e per il curatore di MiKTeX, Christian Schenk; Christian per rendere accessibili questi aggiornamenti e queste correzioni agli utenti di MiKTeX ci mette di solito alcune settimane, quindi MiKTeX, virtualmente, non è mai completamente up-to-date.

                                  Personalmente io aggiorno na volta ogni 7-10 gironi.Ogni volta vedo che ci sino circa una quarantina di pacchetti aggiornati e fino ad una mezza dozzina di pacchetti nuovi; capisci bene che l’aggiornamento frequente del propio sistema TeX è una cosa molto importante e va fatta spesso.

                                  Per concludere o completi la tua installazione MiKTeX, o installi la versione completa di TeXLive; altrimenti non potri mai usare i font vettoriali.

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